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lunedì 4 maggio 2026

Topolino #3675: L'esordio ufficiale di Camuncoli

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Abbiamo già visto all'opera Giuseppe Camuncoli con i personaggi disneyani nel corso de Il papero più potente della Terra, storia scritta da Jason Aaron. In quel caso si è occupato del cast paperopolese, insieme con una pletora (forse un po' esagerata) di autori, senza peraltro sfigurare di fronte a disegnatori con un'esperienza disneyana superiore alle spalle. Il suo impegno, però, era limitato a poche pagine rispetto al totale della storia, che comunque era stata progettata per il formato comic book.
Con Topolino #3675, però, Camuncoli esordisce ufficialmente sul settimanale disneyano con Lo sbandieramento vacanziero, scritta da Roberto Gagnor su soggetto realizzato insieme con Gianluca Fru, attore, comico e presentatore, che viene disneyzzato in Jean Luke Froow, appassionato di bandiere e dal carattere molto simile a Pippo, con il quale lega subito. E' della partita anche il buon Topolino, voce narrante della storia.
Il gruppo così composto inizia un viaggio tra le isole tropicali per raggiungere un'isoletta che sceglierà in quegli stessi giorni la propria bandiera: un evento cui assistere! Tra deviazioni, gag a ripetizione e un po' di problemi con la tecnologia (tutte cose che minano il desiderio di Topolino di muoversi nel modo più organizzato possibile), sollazzi vari nelle isole in attesa di ottenere un passaggio, i nostri, come ovvio che sia, giungono alla loro meta, anche se alla fine, più che la meta a contare è il viaggio.
Onestamente devo dire chd la storia è sembrata quasi una versione vacanziera di Topolino giramnodo, e forse non sarebbe una cattiva idea provare ad alternare, almeno alle sceneggiature della serie, Gagnor con Giuseppe Zironi. Ai disegni, invece, il tratto di Camuncoli è sembrato molto underground. In particolare mi ha fatto pensare, pur con tutte le differenze anche di tematiche, al tratto di Victor Moscoso, in particolare le sue mini-parodie dei fanny animal, ma anche al Bernard Cosey di Misteriosa melodia e de Il segreto di zia Miranda. L'arrivo di Camuncoli è, dunque, una ventata d'aria fresca per Topolino, a maggior ragione perché il disegnatore propone un'alternanza di animali antropomorfi che non si fossilizza ai soli canidi e paperi cui siamo usualmente abituati.
Persi e ritrovati
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La storia d'apertura, Le parole perdute, è una dinamica storia congegnata da Alessandro Sisti che mette Paperone e nipoti sulla strada di una particolare caccia al tesoro: quella del libro che contiene la lingua primigenia, un fantomatico linguaggio che veniva parlato da tutti gli essere umani sulla Terra in tempi antichissimi. La storia, la cui trama si intreccia con studi, questi reali, sulle proto-lingue, spicca in particolare per gli spettacolari disegni di un ispiratissimo Vitale Mangiatordi.
Il disegnatore, però, non è solo efficace nelle splash page o nelle vignette dove può dare sfogo alla sua creatività grazie al tema magico della storia, ma anche nella caratterizzazione dei personaggi, particolarmente espressivi, quasi vivi sotto il suo tratto. Inoltre il veicolo utilizzato da Paperone per questa caccia al tesoro ricorda molto da vicino il veicolo utilizzato per entrare dentro la testa dei vari Mazinger.
Allo stesso modo anche Marco Palazzi nel terzo episodio de Il baule galattico del bis-bis, La minaccia Blottek, risulta particolarmente ispirato, in particolare con l'astronave gigantesca del cattivo del titolo sul pianeta Arzigogol. In questo caso Gagnor pone l'attenzione su un eloquio chiaro e corretto e, soprattutto, sul suo opposto: da un lato c'è Blottek che si esprime in maniera errata e pessima, e allo stesso modo è il suo carattere, e dall'altro Minni, che forse in alcuni momenti ricorda la classica grammar-nazi. Ad ogni buon conto una storiella ancora una volta semplice e gradevole.
La chiusura del numero è, infine, affidata a La quarta strega di Francesco Artibani e Paolo Mottura, terzo e ultimo episodio della parodia Il meraviglioso mago di Oz. I due autori concludono le peregrinazioni di Minni/Dorothy in quel di Oz, mostrando come i suoi tre nuovi amici sono in grado di sfruttare i loro talenti, e, ovviamente, riportandola a casa in Calisota.
Alla recensione, però, mancherebbe La passeggiata rifrangente di Marco Bosco e Alessandro Pastrovicchio, ma di questa ne scriverò sul Cappellaio Matto.

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