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sabato 25 maggio 2019

L'unico e solo bar radioattivo dell'universo

Prima di iniziare, un buon towel day a tutti i lettori!
La traccia con cui si apre What Remains Inside a Black Hole dei Man or Atro-Man? ha un titolo che sembra ispirato a Douglas Adams e al suo Ristorante al termine dell'universo:

Il secondo romanzo della serie è, come già il primo, un susseguirsi di divagazioni all'interno della galassia da parte dei protagonisti, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian e Zaphod Beeblebrox, cui non dobbiamo dimenticare il robot depresso, Marvin, o la Cuore d'oro, l'astronave dotata del motore a improbabilità, che ovviamente sfrutta l'imporbabilità quantistica per muoversi all'interno dell'universo e compiere azioni altamente improbabili.
Ad ogni buon conto, divertendosi come nel miglior stile di Adams, le peregrinazioni dei nostri eroi li portano fino al Ristorante al termine dell'universo che viene così brillantemente pubblicizzato:
Se stamattina hai fatto sei cose impossibili, perché non concederti come settima una colazione da Milliways, il Ristorante al termine dell'Universo?

mercoledì 22 maggio 2019

Cosmo Explorers: Una chiusura

Con la terza e ultima giornata della gita alla Altec si chiude ufficialmente il progetto dei Cosmo Explorers. La speranza è che si riescano a trovare le risorse per riproporlo negli anni a venire e sin dal prossimo anno scolastico, ma la realtà è molto più dura di questa speranza. Mettendo, però, da parte i sogni, cercherò di fare un piccolo consuntivo di tutto il progetto nel suo complesso, non senza aver ricapitolato brevemente anche questa terza giornata, che è stata conclusione e approfondimento degli argomenti trattati ieri.
L'ultima giornata alla Altec, conclusasi nel primo pomeriggio per consentire a tutti di ripartire, e' stata un po' piu' disordinata. Abbiamo iniziato con un incontro con i responsabili della logistica Altec dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale. Di fatto la logistica nel campo aereospaziale (ma anche in quello aereonautico) non si riduce al semplice stoccaggio, ma anche a operazioni di controllo sicurezza, impacchettamenti asettici, gestione e approvvigionamento dei pezzi di ricambio, gestione dello spazio sui cargo o sulla Stazione stessa e altri compini che sono certo di aver dimenticato, ma che coinvolgono conoscenze di chimica, scienze dei materiali, fisica e quant'altro. A corredo di queste informazioni e' arrivata anche la visita alle stanze asettiche dove vengono conservati gli oggetti piu' piccoli.
L'immagine piu' interessante dell'incontro e' stata la slide con i programmj dei voli: non abbiamo solo visto il volo di Parmitano, che partira' il 20 luglio per diventare comandante della Stazione un paio di mesi dopo, con la discesa a Terra dell'attuale comandante, ma anche un interessante volo di test di SpaceX, per ora programmato sempre a luglio ma che probabilmente verra' rinviato.
Dopo il coffe breack, grazie ad Agatino Rifatto, insieme a Sandro Bardelli siamo andati a fare un breve giro in Thales Alenia Space guidati da Claudio Casacci che ci ha mostrato la piattaforma di atterraggio del rover di ExoMars2020, in costruzione in Gran Bretagna. Questa viene costruita in un ambiente asettico, ancora piu' puro di una sala operatoria poiche' non bisogna portare alcuna contaminazione terrestre sul pianeta rosso.
Abbiamo anche visto il satellite Euclid in costruzione e uno dei moduli Cygnus, pronti per essere spediti.
Nel pomeriggio, dopo aver provato molto velocemente una demo di realta' aumentata, ecco un paio di presentazioni sull'alimentazione nello spazio e soprattutto su come si diventa astronauti (magari vi dedichero' una puntata de Le grandi domande della vita).
Questa tre giorni in Altec nel complesso e' stata divertente, interessante e stimolante: vedere una parte del lavoro dietro alcune delle missioni spaziali o dietro la Stazione Spaziale e' stato decisamente eccitante. La sensazione e', pero', che i vari compartimenti conoscano il minimo indispensabile del lavoro degli altri gruppi e solo gli addestratori degli astronauti hanno un quadro generale piu' ampio e completo. Cio', ad ogni modo, non inficia un fatto essenziale: meta' della Stazione Spaziale e' stata costruita in Italia, e quasi tutta questa meta' a Torino, in quell'area li', alla vicina Thales. E' sconfortante, pero', rendersi conto che per fare un lavoro di eccellenza piu' o meno al passo con gli altri competitor del settore per dinamicita', snellezza e possibilita' di assunzione senza concorso le istituzioni stesse hanno creato un centro cofinanziato da fondi privati.
Detto cio', il progetto dei Cosmo Explorers e' stato altrettanto bello, interessante e stimolante, non solo perche' parte del mio lavoro dell'ultimo anno ha implicato videogiocare, o perche' i videogiochi sono belli, interessanti e stimolanti, ma per la sfida che il progetto stesso aveva per noi che lo abbiamo portato avanti: introdurre un modo nuovo e intelligente per fare didattica a scuola!
E direi, visti i risultati raggiunti dai vincitori, che la sfida la si potrebbe vincere con un ulteriore sforzo, che al momento non dipende da me (ne' so bene se ci sarebbe la volonta' di continuare ad avere i miei servigi, talenti ed entusiasmo). Speriamo nel futuro...

Potete vedere foto della giornata sul mio account intagram o sui canali social dell'Osservatorio Astronomico (instagram, facebook, twitter)

Cosmo Explorers: Una gita alla Altec

La seconda giornata dell'evento legato al progetto dei Cosmo Explorers è consistita in una serie di incontri e presentazioni alla Altec su vari argomenti legati alle missioni spaziali, alla loro progettazione e alla loro messa in opera.
In particolare, dopo un'introduzione sulla Altec e sulla vita sulla Stazione Spaziale Internazionale, in particolare sugli aspetti legati alla buona salute, abbiamo visitato i centri di controllo legati alla missione Gaia e alla Stazione Spaziale.
Gaia e' un satellite che, posto a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, sta mappando le stelle della Via Lattea. La seconda mappa realizzata con i dati raccolti e" stata rilasciata l'anno scorso, a fine ottobre se non ricordo male, e in Altec e' presente la sede del Data Processiong Center Torino che raccoglie i dati astrometrici della missione.
Fondamentalmente e' uno stanzone con un paio di computer per postazione. Questa struttura e' abbastanza standard anche per gli altri centri di controllo che abbiamo visitato oggi. In Altec, infatti, si trovano anche due sale di controllo per le attivita' sulla Stazione Spaziale, che si interfacciano, in caso di problemi, con la Nasa: in questo caso ciascuna postazione ha almeno due computer per operatore se non anche tre. Delle due sale, abbiamo visitato quella preposta al controllo dei video registrati dagli astronauti relativi all'integrita' della Stazione, mentre la seconda, che abbiamo visto da fuori, segue in diretta le attivita' sulla Stazione.
Altro centro di controllo, visitato nel pomeriggio, e' quello in procinto di essere inaugurato che si occupera' di "guidare" il rover europeo di ExoMars 2020. E' molto piu', complicato dei due precedenti: oltre alla sala con le postazioni degli operatori del rover, e' prevista anche una sala di brainstorming con ingegneri e scienziati e un hangar che ricostruisce nel modo migliore possibile l'ambiente marziano, in modo da testare le operazioni da inviare al rover. Il suolo marziano e' per lo piu' simulato con uno strato di una decina di centimetri di pozzolana, mentre una piattaforma inclinabile permette di studiare le eventuali situazioni estreme in cui il rover potrebbe incappare durante le sue peregrinazioni sul pianeta rosso. Inoltre e" in previsione implementare un sistema che, attraverso dei cavi, permetta di simulare le condizioni gravitazionali marziane.
Il finale e' stato dedicato a una visita più approfondita dell'hangar dei modelli, dove abbiamo potuto apprezzare pezzi analoghi a quelli costruiti dalla Thales per la Stazione Spaziale, oltre a entrare nel modello di uno di questi moduli. Tra l'altro il nodo 3 della Stazione e' stato costruito in Italia dopo che la precedente azienda tedesca aveva fallito ben 2 stress test!
Nel complesso una giornata bella e stimolante, una di quelle che all'uscita ti lasciano con la meraviglia negli occhi (e nel frattempo gli studenti alle spalle mentre stai uscendo discutono di sfere di Dyson!)
 
Potete vedere foto della giornata sul mio account intagram o sui canali social dell'Osservatorio Astronomico (instagram, facebook, twitter)

Cosmo Explorers: Gli esploratori del futuro

Come scritto su Edu INAF, oggi a Torino presso la ALTEC, azienda aereospaziale italiana, si è svolta la cerimonia di premiazione dei gruppi vincitori del contest nazionale legato al progetto Cosmo Explorers, che ha cercato nel corso dell'ultimo anno scolastico di proporre un modo alternativo di fare didattica a scuola: utilizzando un videogioco, nello specifico Kerbal Space Program.
Una volta giunti alla sede dell'azienda, mentre attendevamo l'ingresso degli studenti e la preparazione del servizio catering, insieme con i ragazzi del Planetario di Torino abbiamo sistemato i gadget per tutti sulle sedie: una shopping bagno con all'interno brochure del Planetario e una borraccia griffata Cosmo Explorers.
Dopo aver mangiato qualcosa (in effetti hanno portato a me e a Sandro Bardelli un paio di tramezzini, mentre cercavamo di mettere a posto un paio di video per la presentazione di Sandro), un gruppo di dipendenti della Alte ci ha fatto fare un giro per la struttura, almeno per le parti visitabili e fotografabili. Fondamentalmente abbiamo visto tre grandi ambienti assimilabili ad altrettanti hangar: in uno, oltre a due pezzi realmente andati nello spazio (il satellite Integrale e IRIS) erano presenti un paio di modelli a grandezza naturale di moduli della stazione spaziale Internazionale. Quindi ecco una capatina alla piscina, dove si eseguono gli addestramenti per le operazioni nello spazio, incluse le attivita' extraveicolari e poi una visione dall'alto di un modello sospeso in scala 1:10 della Stazione Spaziale, condito con racconti e curiosita', come la differenza di colore tra i moduli russi e euro-american-nipponici, costruiti per uno buona meta' proprio in Italia, a Torino. Infine un passaggio nell'area marziana, dove una piattaforma riempita di pozzolana permette di simulare al meglio il suolo marziano e provare, cosi', i movimenti dei rover europei destinati a scendere sul pianeta rosso.
Dopo la visita ecco iniziare la fase di premiazione, presentata dall'ex-Iena Marco Berry. Il bravo presentatore, dopo aver introdotto gli interventi istituzionali di Alte, Inaf e Planetario di Torino, ha chiamato ciascuna delle sei scuole che abbiamo premiato per presentare le missioni che hanno inviato per il contest e presentare il premio. Ho avuto l'onore di leggere la motivazione per la"Istituto Don Bosco di Cumiana, vincitore nella categoria delle scuole secondarie di primo grado con un progetto complesso e difficile di riproduzione delle missioni Gemini e Apollo ispirato dal biopic The First man dedicato alla vita di Neil Armstrong. Tra l'altro gli studenti della Don Bosco hanno concluso la loro presentazione con un piccolo spettacolino dove si sono divertiti a interpretare i dialoghi all'interno di un centro spaziale durante una missione per mandare in orbita un astronauta: fantastici! Spero che il video dello spettacolino sia venuto bene per poi pubblicarlo sul mio canale YouTube.
In definitiva un pomeriggio bello, divertente e stimolante, che priseguira' domani con lo stage per il gruppo della Don Bosco e i tre gruppi delle scuole di secondo grado.
 
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martedì 21 maggio 2019

Lettore, in guardia!

Spesso succede che soprattutto i romanzi della serie Giallo Mondadori mi arrivano tra le mani nei modi più inconsueti. E così succede anche con Lettore, in guardia!, poliziesco di John Dickson Carr, scrittore statunitense noto con lo pseudonimo di Carter Dickson. Il segreto del romanzo è, in qualche modo, contenuto nel titolo che ha una doppia lettura, anche in originale, The reader is warned. Protagonista del romanzo è, infatti, Herman Pennik che millanta dei poteri di lettura del pensiero in grado persino di uccidere un essere umano. Dunque il lettore che deve restare in guardia è proprio Pennik. O no? In realtà si trovano all'interno del romanzo anche alcuni riferimenti espliciti al lettore, inviti a fare attenzione ai dettagli.
Carr, infatti, mette sotto il naso al lettore del romanzo tutti gli elementi per giungere a una soluzione, o quanto meno per avvicinarsi a essa, mentre continua a puntare il dito su Pennik, in un gioco abbastanza scontato di mettere il presunto colpevole sotto i riflettori. In effetti il lettore, quello del romanzo, potrebbe tranquillamente decidere di tornare indietro e andare alla ricerca dei passaggi suggeriti, ma d'altra parte il ritmo narrativo e l'alternarsi degli eventi sono anche tali da spingere il lettore a restare incollato alla pagina e seguire tutti gli eventi in successione.
In questo senso la bellezza di questo poliziesco è proprio nella combinazione di elementi in qualche modo gotici grazie alla presenza del lettore del pensiero; elementi noir grazie al gioco iniziale, molto alla Derrick, in cui gli ospiti della casa in cui Pennik si trova si chiudono in un circolo di pensieri criminali; investigazione classica grazie agli indizi che Carr dissemina nella trama. Una combinazione mescolata con grande sapienza da Carr per ottenere un risultato appassionante e piacevole.

lunedì 20 maggio 2019

Senza parole: riflessione e rifrazione

\[\frac{n_1}{n_2} = \frac{\sin \vartheta_2}{\sin \vartheta_1} = \frac{v_2}{v_1}\] dove $v_1$, $v_2$ sono le velocità della luce nei due mezzi attraversati.
Leggi anche La rifrazione dell'aragosta | Post ispirato da sarpiotto su instagram | Codice LaTeX dello schema

domenica 19 maggio 2019

Topolino #3312: Una questione di brevetti

Vista la ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la storia in cinque parti scritta da Bruno Enna per celebrare il genio italiano sta occupando lo spazio dedicato alla recensione settimanale Al caffé del Cappellaio Matto, però sul numero in edicola questa settimana ci sono ben due storie che forniscono un particolare interesse scientifico. Iniziamo con...
Una capatina all'ufficio brevetti
Sebbene l'idea dietro ai brevetti risalga al tempo della Magna Grecia, in particolare alla città di Sibari, la prima vera legge che regolamenta i brevetti risale al 19 marzo 1474, contenuta all'interno dello statuto del senato della Repubblica di Venezia. L'idea fondamentale dei brevetti stessi è quella di stabilire da un lato la paternità di un'invenzione e dall'altro i diritti di sfruttamento della stessa. Il problema è che ciò non azzera le diatribe né protegge completamente gli inventori stessi, questo perché depositare e mantenere un brevetto per un certo tempo costa denaro all'inventore stesso.
Il caso più eclatante in questo senso è proprio quello del telefono: per molti anni negli Stati Uniti la co-paternità dell'invenzione ad Antonio Meucci non venne accettata, ritenendo il solo Alexander Graham Bell inventore del dispositivo. Il fatto è che Meucci non poteva permettersi di depositare un brevetto vero e proprio per via dei costi molto più alti, accontendandosi del così detto caveat, che però non prevedeva di depositare un progetto più complesso. Questo, in pratica, lasciava margine per depositare un progetto più completo a chiunque si trovasse a lavorare su un sistema simile, proprio come nel caso di Bell.

venerdì 17 maggio 2019

Isotropofunk

#astronomia #cosmologia #musica #funk #cosmicmusic #astronomyforabetterworld cc @cosmobrainonair @astrilari @Scientificast @stefacrono @Pillsofscience
Come avrà notato chi mi segue su Instagram, ho recentemente postato le fotografie di una serie di vinili di Daniele Baldelli esposti in una vetrina su una viuzza intorno a Palazzo Brera. E visto che, nonostante la mia predilezione per blues, jazz e metal, in particolare nella sua accezione progressive, sono di natura curioso e interessato a scoprire nuovi generi e nuovi artisti, sono andato a cercare un po' che genere di musica propone questo famoso dj italiano. Ovviamente la curiosità era stata stimolata da due particolari dettagli: il primo è il titolo del progetto, Cosmic Temple, il secondo dalle custodie dei vinili. Mettendo le 6 custodie una accanto all'altra nell'ordine corretto, si compone un'immagine psichedelica su cui campeggia un bel Cosmic:
In un certo senso, e non solo per via dei titoli di molti dei suoi pezzi o per quelli di alcuni dei suoi album, può essere considerato come l'iniziatore della così detta cosmic music. In qualche modo, infatti, il tipo di musica non è molto differente da quella dei Deproducers, ma in qualche modo anche più stimolante, visto che si trovano anche commistioni con ritmi africani o con generi a me più congeniali come il jazz e soprattutto il funk, come ad esempio l'Isotropofunk che da il titolo a questo articoletto e che, in qualche modo, potrebbe servire come colonna sonora per il concetto fisico che andrò ad esplorare grazie proprio a Baldelli.

giovedì 16 maggio 2019

Una fine non allitterante

Una delle caratteristiche salienti dei titoli della Serie di sfortunati eventi sono i titoli con allitterazione. Questa è una figura retorica che si basa sulla ripetizione di suoni o serie di suoni uguali o simili all'inizio di due o più vocaboli successivi. Questa particolarità non viene usata da Lemony Snicket, narratore dietro il quale si nasconde lo scrittore della serie Daniel Handler, per l'ultimo dei volumi della serie, il tredicesimo, La fine.
La storia vede i tre orfani Baudelaire naufragare, alla fine di una tremenda tempesta, insieme con il conte Olaf, su un'isola dispersa in mezzo all'oceano. Questa è stata popolata nel corso degli anni da vari naufraghi guidati da Ismaele, il facilitatore dell'isola. La struttura sociale è solo apparentemente libera: gli abitanti, infatti, sottopongono qualunque relitto trovato sulla spiaggia e più in generale qualunque proposta all'esame di Ismaele, che generalmente la boccia, ma con un fare molto sottile e apparentemente disponibile. Il facilitatore, infatti, lascia al proponente la scelta finale, facendo però intendere abbastanza chiaramente che andare contro il suo parere rischierebbe di far "oscillare la barca". Quindi nessuna idea nuova, nessun meccanismo che permetta di migliorare la vita sull'isola o di depurare l'acqua per non bere la bevanda alcolica a base di cocco che rende tutti tranquilli e disposti ad accettare le decisioni di Ismaele. Quest'ultimo, però, nasconde un segreto dall'altra parte dell'isola, quella dove vengono portati i relitti bocciati da Ismaele (praticamente tutti!), mostrandosi alla fine altrettanto ipocrita dello stesso conte Olaf.
E' evidente in questo romanzo conclusivo come l'intento dello scrittore sia quello di criticare le strutture democratiche e più in generale quelle sociali che tendono a soffocare l'individuo, le sue particolarità e i suoi talenti. Quelli di Violet, Klaus e Sunny vengono, infatti, continuamente frustrati e mai bene accolti, tanto che di fronte alla minaccia del Mycelium Medusoide portato da Olaf sull'isola, gli isolani preferiscono fuggire piuttosto che affidarsi ai Baudelaire.

mercoledì 15 maggio 2019

Analogie spaziotemporali

Uno dei modelli per raccontare la teoria della relatività generale più utilizzati è quello del telo elastico con al centro una massa che lo deforma. Questo permette di mostrare come palline più piccole "orbitino" intorno alla palla più grande al centro in un modo simile ai pianeti, almeno fino a che l'attrito non ha ragione del moto circolare, rallentando le palline che quindi cadono dentro la "sacca gravitazionale".
In qualche modo questo modo "concreto" di vedere la relatività generale è diretta conseguenza del modo matematico "visuale" generato dai diagrammi di incorporamento e dai parabolodi di Flamm.
Questa analogia è, però, problematica non solo per il fatto di essere, come tutte le analogie, inesatta, ma anche perché potrebbe generare, soprattutto negli studenti, un po' di confusione su spazio e spaziotempo distorto. Ci si potrebbe cioé chiedere perché il foglio elastico viene distorto? A causa del peso della palla? Questo, però, implicherebbe l'uso di una argomentazione circolare: usare la gravità per spiegare la gravità. E se allora la palla non si trova nello spaziotempo, dov'è?(1)

martedì 14 maggio 2019

Cronache del dopobomba

Cronache del dopobomba è uno dei romanzi più corali di Philip Dick tra tutti quelli che ho finora letto. Lo spunto del romanzo è duplice: da un lato lo scoppio di una guerra lampo nucleare che decima la popolazione della Terra e rende le condizioni sulla superficie del pianeta difficili per i sopravvissuti, dall'altro la prima missione umana verso Marte, che fallisce proprio a causa di questa guerra e lascia intorno al pianeta una navicella con a bordo Walt Dangerfield. L'astronauta, grazie alle periodiche trasmissioni da quello che viene chiamato "satellite", diventa anche l'unico in grado di fornire informazioni tra le varie comunità umane, separate da distanze diventate sempre più grandi a causa della riduzione delle risorse come il carburante.
Dick si "diverte" a immaginare il mondo dopo la catastrofe atomica e come gli esseri umani si siano adattati alla nuova situazione: la riscoperta di vecchi mezzi di locomozione, un'economia che si basa su monete di metallo, attività industriali che si arrangiano con quel po' che è rimasto in giro, ritorno alla pesca e alla pastorizia. Per fare ciò mette in campo una quantità di personaggi piuttosto ampia, caratterizzati alcuni con poche battute, altri con forti approfondimenti psicologici. Non mancano anche i personaggi con poteri particolari in grado di influenzare in qualche modo il mondo intorno a loro.

lunedì 13 maggio 2019

Leonardo, il Sole e la Luna


da Il segreto della Gioconda di Bruno Concina e Massimo De Vita - vedi anche Il grande gioco di Leonardo da Vinci Al Caffé del Cappellaio Matto
Nel poderoso Leonardo da Vinci. Scritti edito da Rusconi nel lontano 2002, vengono raccolti e curati da Jacopo Recupero vari testi, tra trattati e appunti, di Leonardo da Vinci, di cui quest'anno ricorre il cinquecentenario della morte, avvenuta il 2 maggio del 1519. All'interno del volume di oltre 700 pagine, i testi vinciani sono suddivisi in tre sezioni, una delle quali è dedicata agli scritti scientifici, per lo più centrati sul Trattato del volo. Sono però presenti anche vari appunti sia in campo matematico e fisico, sia in campo astronomico. Questi ultimi, però, si trovano in apertura della sezione degli Spettacoli naturali all'interno degli Scritti letterari nonostante l'argutezza delle osservazioni.
Eliocentrismo
Dalla lettura di questi appunti, emergono alcuni elementi interessanti sulle posizioni astronomiche di Leonardo. Emblematica è quella che segue:
Il sole non si move.

Leonardo da Vinci - ritratto di Francesco Melzi - via commons
Non è l'unica osservazione che fa capire come Leonardo fosse un sostenitore del sistema eliocentrico. In un'altra annotazione, infatti, Leonardo propone un'argomentazione a metà tra la filosofia e la scienza a favore dell'eliocentrismo. Egli, infatti, bacchetta chi vorrebbe mettere la Terra al centro affermando che è l'energia del Sole a illuminare tutti gli altri astri e donare energia a essi. Inoltre il calore, secondo Leonardo, è associato all'anima, che peraltro è secondo lui una proprietà posseduta da tutti gli animali vivi, e dunque non può essere la Terra al centro, non essendo essa origine di alcun calore paragonabile a quello proveniente dal Sole.
In altri degli appunti leonardeschi, il geniale tuttologo italiano mostra come l'universo sia vasto e le stelle risultano così piccole a causa della loro distanza. Inoltre mostra le sue posizioni su come Terra, Luna, Giove, Saturno, Marte siano corpi celesti simili, della stessa natura, che risplendono perché riflettono la luce proveniente dal Sole.
In queste posizioni, però, si mostra l'influenza della visione di Nicola Cusano, o Nikolaus Krebs von Kues, cardinale tedesco sostenitore del modello eliocentrico:
Dal 1444 Cusano si era inoltre appassionato all'astronomia, alla quale dedicò i suoi studi insieme a Georg von Peuerbach. In questo periodo ebbe modo di conoscere un collaboratore di Peurbach, Regiomontano, il quale, venuto a sua volta a conoscenza degli scritti di Cusano, assertori di una visione eliocentrica dell'Universo, intrattenne con lui un vivo dibattito essendo egli rimasto un geocentrico, seguace di Tolomeo.
Cusano sosteneva, proprio contro Tolomeo e Aristotele, che la Terra non è immobile, ma ruota intorno al proprio asse e che non è possibile determinare il centro dell'universo, essendo questo infinito; che le stelle sono simili al Sole, che intorno ad esse possono ruotare dei pianeti e che alcuni pianeti possono essere abitati; produsse quindi delle teorie molto simili a quelle dell'astronomia a noi contemporanea. Si trattava, in effetti, di una visione dell'universo appartenente alla tradizione neoplatonica e che era stata sostenuta anche nel Medioevo, dai testi di Ermete Trismegisto ad Alano di Lilla (XII secolo). Cusano si occupò inoltre di una possibile riforma del calendario e apportò miglioramenti alle Tavole alfonsine.(1)

domenica 12 maggio 2019

Topolino #3311: Nel segno dei libri

Mentre inizia la saga leonardesca scritta da Bruno Enna, questa settimana con l'episodio disegnato da Andrea Freccero, il Topolino di questa settimana è dedicato al Salone del Libro di Torino non solo con la storia d'apertura, La grande barriera di Tito Faraci e Paolo Mottura, ma anche con lo speciale cartonato Topolino. Il gioco del mondo, che poteva essere acquistato in un'unica soluzione insieme con il Topolino regolare.
Ovviamente, mantenendo la tradizione, in questa sede mi occupo del numero in edicola, in particolare della storia d'apertura di Faraci e Mottura.
Il tesoro più grande
La Grande Muraglia è una delle opere più imponenti mai costruite dagli esseri umani. Lunga poco più di 8800 chilometri, venne costruita per volere dell'imperatore Qin Shi Huang con l'obiettivo di fortificare i suoi possedimenti, da poco unificati sotto il suo regno. La muraglia che, invece, si trovano di fronte Topolino e Gambadilegno non è costruita da mattoni, ma da libri. La grande barriera, infatti, protegge la città di Fo-Glin dagli attacchi di terribili briganti a cavallo di draghi sputafuoco: sia i briganti sia i draghi, infatti, non riescono ad attraversare questa barriera di cultura, evidentemente a causa della scarsa cultura che loro stessi posseggono, come mostrato dalle sgrammaticate battute che disseminano in giro per le vignette.
Ciò che però i predoni cercano di ottenere è il tesoro custodito da qualche parte all'interno dell'insediamento e che La grande barriera impedisce loro di raggiungere. Il valore dei libri e della cultura come protezione contro le assurdità del mondo emerge in maniera molto chiara dalla storia di Faraci, insieme con le possibilità che questa possa diventare anche un elemento per riscattare la propria vita. In questo senso il rapporto tra Topolino, che in questa occasione interpreta il contadino ed ex-guerriero To-Po-Lin, e Gambadilegno, che interpreta lo Straniero, passa un po' in secondo piano di fronte alla morale della storia, ma il senso dell'inseguimento continuo tra i due nemici mantiene la sua poetica. E il termine è abbastanza calzante vista la scelta di affiancare a Faraci l'evocativo Mottura, che ancora una volta si esibisce in vignette molto efficaci in grado di catturare al meglio l'atmosfera della storia, senza dimenticare gli elementi umoristici tipici del fumetto disneyano.
Un bello spot per la lettura dei libri in particolare e la cultura in generale.

sabato 11 maggio 2019

A Brera il Sidereus Nuncius

Come ogni mese nel corso di questo 2019, la seconda domenica vede l'apertura straordinaria del Museo Astronomico di Brera realizzata in collaborazione con il Touring Club, dalle 10 alle 18. In particolare quella di domani 12 maggio 2019 sarà una domenica particolare, perché i visitatori avranno la possibilità di vedere esposta una copia del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei. L'iniziativa è stata ideata per unire Il maggio dei libri con la ricorrenza del cinquantenario dell'allunaggio, senza dimenticare che sono passati 410 anni dalle prime osservazioni celesti di Galileo:
E' un gesto apparentemente semplice quello di Galileo: prende tra le mani un cannocchiale e lo dirige verso la Luna: solo che è il 1609 e lui è il primo ad accorgersi che la Luna è "ineguale, scabra, con molte cavità e sporgenze, non diversamente dalla faccia della terra, variata da catene di monti e profonde valli" (Galileo Galilei, Sidereus Nuncius, 1610).
Niente di cristallino, sempiterno o perfetto... Galileo scopre che la Luna è un sasso. Ed è una rivoluzione.
L'esposizione dell'opera galileiana è poi accompagnata dalla conferenza La prima Luna di Agnese Mandrino, archivista e bibliotecaria dell'INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, che si terrà alle ore 11:30, 15:00 e 16:30 (ingresso libero alla sala della conferenza fino a esaurimento posti, massimo 40).
Inoltre potrete portarvi via un ricordo del Sidereus visto che è disponibile una cartolina con stampate le due pagine lunari dell'opera di Galileo: la vedete nella foto qui sopra. La cartolina, realizzata da Laura Barbalini, è la versione fisica del progetto Cartoline dalla Luna: come spiegato anche su Edu INAF, ogni venerdì vengono pubblicate sul sito del MusAB le più belle immagini della Luna tratte dai libri della biblioteca dell'Osservatorio di Brera. Questa raccolta era stata esposta dieci anni fa in occasione dell'anno astronomico durante la mostra Guarda che Luna!, curata sempre da Agnese Mandrino insieme con Anna Lombardi della biblioteca Braidense.

venerdì 10 maggio 2019

Segnali da Venere

cc @cosmobrainonair @astrilari @stefacrono @Pillsofscience @Scientificast @92sciencemusic #surfrock #astronomia #spazio #Venere
"There, do you have any idea what you're listening to?"
"London Philharmonic?"
"It's Venus."
"Uh-huh."
"Venus."
"Why not? We've bounced signals off the Moon's surface, there's no reason that Venus shouldn't radiate impulses."
"I don't mean the static. Can't you hear it? The other thing?"
"What other thing?"
"Listen to it, Paul. Listen to the voice."
Questo dialogo è tratto da It conquered the world, film di fantascienza dalle tinte horror del 1956 diretto da Roger Corman e giunto in Italia con un titolo insolitamente fedele, Conquistò il mondo. Le battute possono essere ascoltate all'inizio di Transmission from Venus, nona traccia di What remaining inside a black hole, album della surf-rock band Man or Astro-Man? Il gruppo statunitense ha una forte propensione verso i temi spaziali e scientifici, almeno nei titoli dei pezzi proposti, per lo più strumentali, dai quali non sfugge nemmeno questa traccia (e un po' tutte le altre dello stesso album). Ovviamente se proseguo a scrivere di questo gruppo non è solo perché il surf rock è uno dei miei (incoffessabili) generi d'ascolto, ma anche perché sto per scrivervi due o tre informazioni proprio su Venere!

giovedì 9 maggio 2019

Il penultimo pericolo

Dopo essere stati recuperati da Kit Snicket dal bordo della spiaggia salmastra, i tre orfani Baudelaire vengono infiltrati da quest'ultima all'interno dell'Hotel Climax come conciergie in modo da spiare i discorsi degli ospiti e raccogliere informazioni utili per i V.F. Questi ultimi, convocati da un misterioso J.S., si riuniranno giovedì all'Hotel Climax quando, si spera, verrà risolta definitivamente la questione legata alle malefatte del Conte Olaf. Succedeva, in molte serie televisive di una trentina di anni fa, che l'ultimo episodio della stagione fosse una sorta di ricapitolo di tutti gli episodi precedenti, mostrando personaggi e situazioni presenti nel corso delle varie puntate. Allo stesso modo Il penultimo pericolo raccoglie in un unico luogo, l'Hotel Climax, quasi tutti i personaggi incontrati dagli orfani Baudelaire nel corso della Serie di sfortunati eventi che è capitata loro dal giorno in cui il signor Poe ha comunicato ai tre bambini di essere diventati orfani. Però questo Penultimo pericolo, come dice il titolo stesso, non è l'ultimo della serie, ma, appunto, il penultimo, nello specifico il 12.mo.
Così anche questa recensione è la penultima, almeno relativamente alla serie di romanzi, ma visto che c'è da considerare anche una recensione della serie prodotta da Netflix, siete sempre in tempo per abbandonare tutto e darvi, ad esempio, al giardinaggio, che forse è meglio che leggere le recensioni di libri ricchi di sfortunati eventi.
Ad ogni buon conto, se siete ancora qui a leggere, non mi resta che proseguire.

mercoledì 8 maggio 2019

Residui gravitazionali

L'argomento buco nero e gravitoni non si può esaurire completamente con quanto scritto quasi un mese fa. In quell'occasione sono rimasti fuori alcuni articoli interessanti, che vado a raccogliervi qui velocemente. Inizio da quanto scritto sul sito del CERN a proposito di dimensioni extra, gravitoni e micro buchi neri:
Alcuni teorici suggeriscono che una particella detta "gravitone" sia associata alla gravità nello stesso modo con cui il fotone è associato alla forza elettromagnetica. Se i gravitoni esistono, dovrebbe essere possibile crearli all'LHC, ma dovrebbero scomparire rapidamente all'interno di dimensioni extra. Le collisioni dentro gli acceleratori di particelle creano sempre eventi bilanciati - proprio come i fuochi d'artificio - con le particelle che volano in tutte le direzioni. Un gravitone potrebbe fuggire dai nostri rivelatori, lasciare una zona vuota che notiamo come uno squilibrio nel momento e nell'energia. Abbiamo bisogno di studiare con attenzione le proprietà dell'oggetto mancante per capire se è un gravitone che sta scappando in un'altra dimensione o qualcosa d'altro. Questo metodo di ricerca per l'energia mancante è utilizzato anche per cercare la materia oscura o le particelle supersimmentriche.

martedì 7 maggio 2019

Cosmo Brain: M87

Non sono ancora riuscito a sistemare l'audio della puntata di Cosmo Brain dedicata al pi greco, ma nel frattempo Ilaria Ferrari e Laura Paganini, le due ideatrici del programma, hanno lasciato i lidi di Radio Bla Bla per portare Cosmo Brain verso una... nuova dimensione!
La prima puntata di questa nuova avventura, per ora un podcast su Mixcloud, è una chiacchierata sui buchi neri, e in particolare su quello al centro della galassia M87, insieme con Filippo Bonaventura. Ovviamente il riferimento alla "nuova dimensione" non è casuale, visto che in molti romanzi di fantascienza un buco nero è una porta verso un universo parallelo o per l'accesso a una qualche sorta di tunnel spaziotemporale che permette di accorciare le distanze cosmiche.
Bando, però, alle ciance, vi lascio con la nuova puntata:

lunedì 6 maggio 2019

Wikiritratti: Evelyn Boyd

Evelyn Boyd è stata la seconda donna afroamericana, dopo Euphemia Lofton Haynes, a ricevere un dottorato in matematica presso un'università statunitense. Ottenne il titolo presso la Yale University diventando successivamente una pioniera nella programmazione.
Seconda figlia di William e Julia Walker Boyd, è nata a Washington l'1 maggio del 1924. Insieme con la sorella maggiore, crebbe con la zia e la madre, che si era separata dal marito quando Evelyn era in tenera età.
Studiò presso la Dunbar High School che, nonostante i problemi di segregazione razziale, era particolarmente competitiva per gli studenti afroamericani di Washington. Successivamente, grazie al sostegno economico della zia e di una piccola borsa di studio della Phi Delta Kappa, Evelyn Boyd entrò allo Smith College nell'autunno del 1941, dove si laureò magna cum laudee nel 1945 in matematica e fisica. Si interessava anche di astronomia, ad ogni modo.
Ero affascinata dallo studio dell'astronomia e ad un certo punto mi gingillai con l'idea di spostare la mia attenzione a questa materia. Se avessi saputo che in un futuro non così distante gli Stati Uniti avrebbero lanciato il loro programma spaziale, e che gli astronomi sarebbero stati molto richiesti per la plianificazione delle missioni spaziali, avrei potuto diventare un'astronoma invece che una matematica.(1)

domenica 5 maggio 2019

Topolino #3310: Genratori casuali di oroscopi

La storia d'apertura di Topolino #3310 segna l'esordio della nuova serie Papersera News. Ideata da Corrado Mastantuono, in questo primo episodio mette sotto i suoi occhi indagatori una delle presenze più assurde sui quotidiani di un'era come la nostra che forse dovrebbe essere un po' più scientifica di così: l'oroscopo.
Previsioni per non scegliere
Il Papersera, come al solito, è retto da una conduzione dilettantistica votata al risparmio dal suo proprietario nonché direttore, Paperon de' Paperoni, che pone ai suoi giornalisti di punta, Paperino e Paperoga, sempre nuove sfide per rianimare le vendite, ovviamente con costi bassi se non nulli, come nel caso dell'ingaggio di un oroscoparo. Occiamente i due nipoti non riescono a ingaggiare nessuno disposto a vaticinare gratuitamente, così il buon Paperoga idea un metodo sicuro e divertente: inserire spezzoni di frasi di senso compiuto all'interno di un'urna ed estrarle per comporre un oroscopo il più realistico possibile. La cosa divertente è che, alla fine del 2018, ho scoperto che una curatrice di oroscopi faceva scrivere gli stessi, in alcune occasioni, alla nipote quattordicenne, il che la dice lunga sulla cura con cui questo genere di vaticini viene realizzata.
E d'altra parte l'obiettivo di Mastantuono, evidente in una lettura non superficiale del finale, è proprio quello di puntare il dito contro le aspettative che spesso si pongono sugli oroscopi, che diventano un modo per sollevare se stessi dalla responsabilità delle proprie scelte. In tutto questo ne fanno le spesse Paperino e Paperoga, travolti dalla folla, come ovvio in situazioni dove il controllo sfugge dalle loro mani, ma a parte questo questa prima storia della serie presenta tutti gli elementi comici e irriverenti di quella che molto probabilmente sarà la serie nel suo complesso: una satira sulla società e i suoi difetti.

sabato 4 maggio 2019

Tutto per uno snap

Si conclude dopo circa 10 anni i l più complesso intreccio narrativo cinematografico mai concepito, quello portato avanti dai Marvel Studios in questo decennio attraverso i film prodotti e realizzati direttamente sotto il controllo della Marvel Comics. Avengers: Endgame di Anthony e Joe Russo, direttamente collegato con il precedente Avengers: Infinity War, porta a compimento tutte le trame con la sfida finale contro Thanos, il titano filosofo e cantore della morte. Cercando di non rivelare troppo della trama e di non inserire riferimenti critici alla posizione dei fratelli Russo, che per quanto coerente con quella sviluppata nei fumetti in particolare di Jim Starlin è ampiamente criticabile (giusto per dire: Io sto con Thanos!).
Come ampimente anticipato da news e trailer apparsi nel corso di questi mesi, ma come anche facilmente intuibile vista la conclusione di Infinity War, la pellicola ha nei viaggi nel tempo il suo cuore oltre che fondamentalmente la sua parte centrale (la seconda ora di proiezione).
Il film è sostanzialmente strutturato in tre parti abbastanza distinte: dopo un prologo che si svolge subito dopo la fine di Infinity War, nella prima ora il film si concentra su come il mondo e i Vendicatori non sono riusciti a superare allo sterminio di metà della popolazione dell'universo e in particolare della Terra; nella seconda ora il supergruppo si suddivide in tre piccoli gruppi che viaggiano nel tempo (e nello spazio) per recuperare le gemme dell'infinito prima di Thanos; nella terza ora arriva la battaglia vera e propria contro le armate di Thanos. Questa suddivisione, però, mostra una pecca abbastanza grossa: il film ingrana molto lentamente. Di fatto le prime due ore sembrano essere eccessive considerata la poca azione presente non solo rispetto alla terza ora, ma in generale rispetto a una pellicola che dovrebbe fare dell'azione proprio uno degli elementi più importanti.

venerdì 3 maggio 2019

Aspettando una supernova

L'ultimo singolo in ordine di tempo dei Within Temptation, gruppo di symphonic-gothic metal olandese, si intitola Supernova. Estratto dal loro settimo album, Resist del 2019, all'interno del testo viene descrive in maniera abbastanza enfatica il fenomeno astrofisico che da il titolo al singolo:
Like thunder screaming out for a flash of lightning
Stars are falling down for God's applause
I'm waiting for the light of your supernova
Your last goodbye
In effetti una supernova è l'esplosione di una stella ormai vecchia che ha consumato tutto il combustibile nucleare. In quel momento le forze nucleari non sono sufficienti ad equilibrare l'interazione gravitazionale, che spinge la massa a collassare verso il centro. Questo spinge una parte della materia stellare ad allontanarsi in maniera piuttosto esplosiva dalla superficie della stella: tale esplosione è meglio nota come supernova e permette di diffondere nell'universo alcuni degli elementi più pesanti (altri ancora, tra i più rari, sono prodotti dalle rarissime kilonove). Quello che resta dopo una supernova può essere o una stella di neutroni o, se la massa è sufficiente (dalle dieci masse solari in su), un buco nero.

giovedì 2 maggio 2019

L'atro antro

Sotto la spinta della visione su Netflix di Una serie di sfortunati eventi, prodotta tra gli altri dal grande Neil Patrick Harris, che interpreta magistralmente il Conte Olaf, ho ripreso dopo anni la lettura della serie di romanzi scritti da Lemony Snicket, pseudonimo dello scrittore statunitense Daniel Handler.
In effetti lo status di Snicket come narratore è abbastanza labile sin dall'inizio della serie, quando più volte cita le sue indagini sulle sfortunate vidende dei tre orfani Baudelarie. In qualche modo, infatti, lo si considera al tempo stesso anche un personaggio della serie anche per la presenza attiva dei suoi due fratelli, Jack Snicket, che appare ne Il vile villaggio, e Kit Snicket, citata per la prima volta proprio ne L'atro antro, undicesimo libro della Serie.
Ricapitoliamo brevemente: i drammatici eventi de La scivolosa scarpata hanno portato i tre fratelli Baudelaire in mezzo al Torrente Teso a bordo di un toboga. Qui li ritroviamo all'inizio di un'altrettanto drammatica vicenda poco prima che il sommergibile Queequeg del capitan Controsenso emerga dalle acque proprio sotto il loro natante. Dunque, ispirato dallo stesso Lemony Snicket, mi permetto di suggerirvi di leggere qualcosa sul ciclo dell'acqua e lasciar perdere questa drammatica recensione. Se, per sbaglio, avete deciso di seguire la recensione, bhe... peggio per voi!

martedì 30 aprile 2019

I Rompicapi di Alice: L'arte di proiettare oggetti

cc @Pillsofscience @MathisintheAir @maddmaths @rudimathematici @92sciencemusic @stefacrono @astrilari @Popinga1

Gli ambasciatori di Hans Holbein - via commons
Il termine anamorfico è costituito dalle due parole greche ana, di nuovo, e morphe, forma. Viene utilizzato per indicare una particolare forma d'arte, l'arte anamorfica, ovvero una particolare distorsione delle forme prodotta attraverso un'opportuna trasformazione di proiezione. Per ripristinare l'oggetto deformato si utilizza uno specchio particolare, generalmente di forma cilindrica, posto al centro dell'immagine distorta. In questo modo l'immagine riflessa sullo specchio cilindrico coincide con quella originariamente distorta(1).
Probabilmente l'arte anamorfica era nota anche agli artisti greci: narra infatti la leggenda che gli scultori Alcamene e Fidia si sfidarono in una gara a chi sarebbe riuscito a realizzare la più bella scultura di Minerva. Una volta finita, la statua di Alcamene era molto bella, mentre quella di Fidia mostrava delle proporzioni distorte. Una volta montate sui pilastri, la visione prospettica delle statue rese quella di Fidia bellissima rispetto a quella di Alcamene.

lunedì 29 aprile 2019

Astronave mercenaria

La fortuna di Mike Resnick risiede nell'ideazione di un intero e complesso universo narrativo noto come Birthright. Fondamentalmente Resnick narra il futuro della Via Lattea attraverso varie epoche che vanno dalla Repubblica alla Democrazia, passando poi per l'Oligarchia, la Monarchia e l'Anarchia. Questo complesso universo narrativo, sviluppato tra romanzi e racconti, è in continua evoluzione ed è stato parzialmente pubblicato su Urania, permettendomi di incontrarlo nel terzo dei cinque romanzi della serie Starship.
Protagonisti di questi romanzi (di cui spero di recuperare in qualche modo il resto) sono un gruppo di ex-militari sotto la guida di Wilson Cole che, ribellatisi a un ordine superiore non gradito, si ammutinano e diventano dei reietti per la Repubblica. In Astronave mercenaria troviamo il gruppo vagare per la parte periferica della galassia alla ricerca di ingaggi più o meno vantaggiosi che riescono a portare a termine grazie alle abilità tattiche e strategiche di Cole e alle competenze dei suoi sottoposti.
Resnick, con grande abilità, riesce a mescolare ironia ed epica spaziale in puro stile Star Wars grazie a descrizioni vivide e ad atmosfere che richiamano la nota saga cinematografica, ma anche il fumetto francese Valerian e Laureline. Grazie allo stile asciutto e diretto e a un ritmo incalzante, la lettura di Astronave mercenaria risulta veloce e appassionante, mentre i personaggi sono vividi e realistici grazie a caratterizzazioni forti e precise, spesso lasciate alle risposte e alle azioni più che all'approfondimento psicologico. Un ottimo esempio di buona fantascienza.

domenica 28 aprile 2019

Topolino #3309: Tenaci fino alla fine

Se la storia di richiamo del numero è la seconda e ultima parte de Il mistero di Acquadombra di Casty, altra storia di richiamo di Topolino #3309 è quella d'apertura, Le disavventure di un papero tenace, scritta da Tito Faraci per i disegni di Giorgio Cavazzano.
Senza mai arrendersi
Quando Carl Barks mise mano a Paperino, iniziò a utilizzarlo come protagonista di storie di ampio respiro: avventure in luoghi esotici alla ricerca di tesori misteriosi o di misteri altrettanto misteriosi. Con l'ideazione di Paperon de' Paperoni, il motore di queste storie diventa il ricco zio di Paperino, o grazie a ricerche ad hoc o tramite spunti completamente slegati dalla ricerca in cui i paperi vengono coinvolti nel corso delle pagine.
Allo stesso modo Faraci spedisce Paperino da qualche parte nel Sud America: Paperone, infatti, riesce a convincere il nipote ad andare alla ricerca della città di Malsuerta. La leggenda, infatti, narra che la misteriosa città e il suo tesoro saranno raggiungibili solo per pura sfortuna, di cui Paperino è, evidentemente dotato. E infatti dopo una serie di divertenti gag, Paperino riesce alla fine ad arrivare a Malsuerta, mostrando la tipica tenacia che gli permette di non abbatersi mai, almeno quando le sue storie vengono scritte da autori bravi e intelligenti come Faraci.
Il segreto della storia, in effetti, è proprio qui: lo sceneggiatore, senza rompere con alcuni cliché molto abusati nell'ultimo periodo, come la sfortuna cronica di Paperino, riesce a rappresentare in maniera non banale il simpatico papero, senza dimenticare comunque di far divertire il lettore.
La storia viene poi impreziosita dai disegni di Cavazzano, sempre efficaci nelle ambientazioni esotiche. Certo in alcune vignette sembrano esserci alcune lievi incertezze, come se i disegni fossero stati completati in fretta, ma ciò non inficia la sempre buona qualità generale delle storie di Cavazzano.

sabato 27 aprile 2019

Ritratti: Felix Klein

Nel corso della sua carriera matematica, Sophus Lie ha conosciuto vari matematici validi. In particolare ebbe dei rapporti particolarmente stretti con Friedrich Engel e Felix Klein, matematici tedeschi con i quali ruppe però i rapporti intorno al 1889, anno durante il quale ebbe una non meglio specificata malattia mentale. Eppure molti storici della matematica suggeriscono che tale taglio dei rapporti era dovuto al così detto programma di Erlagen di Klein.
La geometria che cambia

Felix Klein - via commons
Klein è famoso per due risultati, uno di stampo popolare, la famosa bottiglia di Klein, l'altro nel campo della geometria. In particolare le sue principali scoperte in questo campo risalgono al 1871, durante il suo periodo in cui era a Gottinga (Göttingen). Pubblicò due articoli, che mostravano come le geometrie euclidee e non euclidee potevano essere considerate come spazi metrici determinati dalla loro particolare metrica. Una consegenza del lavoro di Klein era che la consistenza della geometria non euclidea era tale se e solo se anche la geometria euclidea fosse consistente.
In sintesi il programma di Erlangen intendeva la geometria come lo studio delle proprietà dello spazio e delle sue invarianti sotto l'azione di un gruppo di trasformazioni. Il suo inizio ufficiale è datato 1872, quando Klein divenne professore presso Erlagen, durante il quale il matematico proponeva la realizzazione di un sistema unitario della geometria che utilizza i gruppi di trasformazione per studiare e rappresentare le proprietà invarianti di cui sopra.
Fu, probabilmente, proprio il ruolo fondamentale di Lie nella nascita e nello sviluppo del programma di Erlagen a rovinare i rapporti tra Klein e Lie: i due matematici, insieme, scoprirono le proprietà fondamentali in alcune superfici particolari (1). Inoltre fu proprio Lie a introdurre Klein alla teoria dei gruppi tanto quanto il francese Camille Jordan(3).

venerdì 26 aprile 2019

Cosa resta dentro un buco nero

Man or Astro-man? è un gruppo musicale di genere surf rock fondato all'inizio degli anni Novanta del XX secolo di evidente ispirazione spaziale. Se scorriamo i titoli di album, ep, singoli troviamo non pochi titoli spaziali o più in generale scientifici e sono incappato su questo gruppo statunitense per lo più strumentale cercando associazioni tra buchi neri e musica. E così sono incappato su What Remains Inside a Black Hole, una raccolta di pezzi dei Man or Astro-man? usciti su vari ep la cui copertina è un tipico embedding diagram con una curvatura molto pronunciata, utilizzata per la rappresentazione grafica dei buchi neri.
Un embedding diagram (che può essere reso come diagramma di incorporamento) è una rappresentazione matematica della curvatura dello spaziotempo indotta da una data massa utilizzata soprattutto a scopi didattici(1). Un diagramma di questo genere, però, è una rappresentazione riduttiva della realtà, poiché essa presenta una dimensione in meno: le linee della curvatura, infatti, sono rappresentate in uno spazio costituito dal piano $x-y$ e dall'asse del tempo $t$.

giovedì 25 aprile 2019

Cittadini, lavoratori!

Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra Fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i Tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.
- Sandro Pertini

lunedì 22 aprile 2019

Da chi salvare la Terra?

Il movimento VHEMT, Voluntary Human Extinction Movement, fondato da Les Knight, professa l'idea della volontaria estinzione della razza umana:
Noi siamo per definizione invasori alieni. Ovunque tranne in Africa. Ogni volta che Homo sapiens è arrivato da qualche parte, qualcosa si è estinto.
Per Knight nessun evento catastrofico che porti alla riduzione della popolazione potrà mai essere sufficiente per rendere la Terra un posto migliore per tutti gli altri suoi abitanti, questo perché non siamo realmente in grado di vivere in maniera sostenibile con l'ambiente che ci circonda. E ciò che abbiamo imparato dal disastro di Cernobyl sembra confermare tale disastrosa ipotesi.
Il 26 aprile 1986 alle ore 1:23 circa una nuvola di materiale radioattivo venne rilasciata dalla locale centrale nucleare a causa di un non meglio precisato incidente. Le radiazioni contaminarono le zone circostanti e, parte di esse, si dispersero nel resto d'Europa, spingendo i governi europei a varare una serie di misure di sicurezza sanitaria (ad esempio ricordo che venne interrotta la fornitura di latte a scuola durante l'intervallo), mentre sulle riviste "patinate" si diffondevano una serie di informazioni e di idee su come proteggersi dalle piogge acide grazie a indumenti e ombrelli particolari.
Eppure la natura ci mette poco a riprendersi: mentre gli esseri umani erigono barriere per tenere lontana la gente dalle zone contaminate (anche se molti degli abitanti più vecchi non riescono ad abbandonare i luoghi dove hanno vissuto per una vita), queste stesse barriere sono inefficaci per impedire agli uccelli di ritornare nella zona dopo un anno. Spuntano mutazioni, che però risultano più deboli rispetto agli individui non mutati e dunque con minori probabilità di sopravvivenza. Eppure i topi che vivono intorno a Cernobyl raggiungono la maturità sessuale molto prima dei normali topi campagnoli e hanno un tasso di riproduzione molto più alto, aumentando così le probabilità che nascano individui con una maggiore resistenza alle radiazioni.
Per la biodiversità e l'abbondanza della flora e fauna locale, la normale attività umana è più devastante del peggiore incidente di una centrale nucleare.
E' così che Alan Weisman riassume i risultati delle ricerche indipendenti di Robert Baker e Ronald Chesser sui topi campagnoli di Cernobyl.
Il nostro obiettivo, allora, non dovrebbe essere quello di proteggere la Terra per gli abitanti che ci sono sopra, ma per la nostra stessa sopravvivenza, visto che la vita sul pianeta ha dimostrato in varie occasioni di essere in grado di riprendersi da qualsiasi calamità. Persino dalla nostra presenza.
Citazioni tratte da Il mondo senza di noi

domenica 21 aprile 2019

Topolino #3308: Il dominio dell'acqua

Il numero di Topolino attualmente in edicola presenta, sin dalla copertina, la nuova storia evento di Casty. Anticipata da un'intervista all'autore pubblicata sul numero della settimana scorsa, Il mistero di acquadombra ha come coprotagonista l'acqua.
La forma dell'acqua

Ben prima di essere un film di Guillermo del Toro, La forma dell'acqua, almeno per noi italiani, è un romanzo di Andrea Camilleri, quello che ha segnato l'esordio letterario di Montalbano, per intenderci. All'interno delle vicende, uno dei protagonisti afferma un principio basilare che identifica l'acqua e tutti i fluidi newtoniani: l'acqua assume la forma del contenitore che la contiene. Sebbene tale affermazione potrebbe non essere completamente esatta(1), almeno a livello molecolare, lo è nella vita di tutti i giorni. Sarebbe, però, possibile riuscire a dare all'acqua qualunque forma si vuole?
Per rendere l'acqua, $H_2 O$, più malleabile, la si potrebbe sostituire con un liquido non newtoniano. In questo caso andrebbe messa in soluzione con il salicilato di sodio, $NaSal$, e l'esadediltrimetilammonio bromuro, abbreviato in CTAB, noto anche come $C_{16}H_{33}N(CH_3)_3Br$, che è idrofobico. Questa soluzione, però, non permette di modificare la forma dell'acqua usuale, come invece avviene nell'avvincente storia di Casty. Per ottenere tale obiettivo può venire in aiuto la nanotecnologia, ad esempio grazie a particolari nanotubi(2). Questo vuol dire che, riuscendo a modificare i nanotubi all'interno dell'acqua, è possibile modificare la forma dell'acqua stessa, proprio come fa Aquadombra nella storia di Casty.

sabato 20 aprile 2019

All that is gold does not glitter

All that is gold does not glitter,
Not all those who wander are lost;
The old that is strong does not wither,
Deep roots are not reached by the frost.
From the ashes a fire shall be woken,
A light from the shadows shall spring;
Renewed shall be blade that was broken,
The crownless again shall be king.
- J.R.R. Tolkien

venerdì 19 aprile 2019

Le grandi domande della vita: Il buco nero e il gravitone

L'evento centrale di metà aprile è stato il rilascio della prima fotografia di un buco nero. Dopo aver scritto una serie di tre articoli dedicati all'importante risultato scientifico/tecnologico, ritorno sulla questione grazie a una domanda particolare che è giunta sul profilo instagram di Sandro Ciarlariello, di cui prima di iniziare a rispondere alla domanda nel dettaglio segnalo l'articolo dedicato alla questione.
Una questione di gravitoni
La domanda è presto detta:
Se la gravità fosse mediata da gravitoni, come farebbero questi a uscire dall'orizzonte degli eventi?
Non è la prima volta che questa domanda viene posta, quindi si riescono a trovare un po' di risposte in giro, ma nessuna di queste mi è sembrata sufficientemente soddisfacente(1), così provo a fornire una mia personale risposta.
Prima di tutto vorrei fissare il punto di vista della relatività generale di Albert Einstein: questa è una teoria geometrica in cui la gravitazione viene interpretata come la deformazione della curvatura dello spaziotempo indotta dalla presenza della massa. Maggiore è la massa, maggiore è la curvatura e quindi il potere di attrarre oggetti verso il centro della curvatura stessa. Un oggetto non cade nel centro della curvatura se ha la sufficiente energia cinetica per muoversi sul bordo della curvatura stessa. In questa descrizione della gravità non è prevista l'esistenza di alcun bosone messaggero, quindi al momento i gravitoni non possono sfuggire dall'orizzonte degli eventi per il semplice motivo che non sono previsti dalla teoria.
Nel frattempo nel 1916 Karl Schwarzschild scopre che all'interno della relatività generale è prevista l'esistenza di singolarità in grado di curvare lo spaziotempo così tanto che neanche la luce è in grado di sfuggirvi(2). La possibile esistenza delle singolarità di Schwarzschild non andava a genio al buon Einstein, che scrisse un articolo di 16 pagine per dimostrare come tali singolarità non possono esistere nella realtà fisica(3), affermazione che in qualche modo sembra riecheggiare l'obiezione che il famoso fisico teorico rivolse alla meccanica quantistica.

lunedì 15 aprile 2019

La Mitologika avventura di Loki

Con il mio consueto e proverbiale ritardo, ho deciso che oggi è un buon giorno per presentarvi l'ultimo video tra quelli fatto a Cartoomics 2019 per Lo Spazio Bianco. Protagoniste dell'intervista sono Alessia Mainardi ed Elisa Tajana, autrici del fumetto Lokinson che Casa Ailus ha presentato in manifestazione insieme con il nuovo volume della serie Mitologika dedicato agli dei asgardiani. Per cui, prima di passare a Lokinson, due righe su Mitologika. Le leggende di Asgard.
L?agile volumetto (poco più di 100 pagine) raccoglie una serie di schede sui vari protagonisti delle leggende asgardiane che, distaccati dall'immaginario supereroistico marvelliano cinematografico, vivono sulla pagina anche grazie al contributo degli illustratori di cui Alessia si è circondata in questi anni: Lorenzo Benini, Roberta Corvigno, Maddalena Modena, Elena Saluzzi, Anna Schilirò, Ilaria Trombi.

domenica 14 aprile 2019

Topolino #3307: Punti di vista

Dopo aver elogiato il Klondike di Giulio D'Antona e Lorenzo Pastrovicchio sul Cappellaio Matto è giunto il momento di scrivere qualcosa sul resto del sommario, partendo dalla fine:
Nell'antica Cina
Un mistero misterioso spinge Topolino e Pippo a tornare indietro nel tempo: un disegno su carta dell'Antica Cina ritrae un nobile di alto rango che si inchina di fronte a una strana figura che sembra un grillo a grandezza umana. La teoria di Marlin, che qui fa la figura dell'ufologo dilettante piuttosto che del fisico in grado di progettare una macchina del tempo, è che questo grillo in realtà è un alieno atterrato in Cina e le cui conoscenze hanno permesso ai cinesi dell'epoca di realizzare molte delle avanzate invenzioni come bussola, carta, stampa, acciaio, fuochi d'artificio e così via.
La storia di Sisto Nigro, L'alieno canterino, risulta dinamica e divertente anche grazie ad alcune gag ben inserite all'interno della storia, come una pagina completa in cui Topolino e Pippo cercano di ottenere un lavoro per entrare nel palazzo del nobile, che alla fine fanno dimenticare la caratterizzazione non molto lusinghiera di Marlin, che salta a conclusioni affrettate, o l'assenza dell'ormai classico bottone di richiamo temporale preferendo, lo sceneggiatore, l'ancor più classica serie di appuntamenti per il ritorno ogni 12, 24 o 36 ore, indizio che suggerisce come probabilmente questo sia un soggetto che Nigro (o la redazione?) aveva nel cassetto da un po' di anni.
A impreziosire la storia ci pensano, infine, i disegni di Paolo Mottura, particolarmente efficaci in questa ambientazione cinese.

venerdì 12 aprile 2019

Come predire l'immagine di un buco nero

Dopo aver ricapitolato alcune informazioni che non avevo inserito nell'articolo sul Cappellaio Matto, in una giornata un po' più tranquilla mi metto ad esaminare l'articolo di Jean-Pierre Luminet(1) dove simula per la prima volta un buco nero ruotante. Il fisico-matematico, che può essere considerato in qualche modo come uno dei teorici fondamentali per lo sviluppo della topologia cosmica, esamina il problema dell'immagine di un buco nero in maniera decisamente puntuale. La questione essenziale è riuscire a determinare quali elementi cercare per fotografare un buco nero, perché, fino a che la tecnologia non lo consente, sono quegli stessi elementi che le simulazioni devono utilizzare per fornire un'immagine plausibile da confrontare poi con i dati. Il punto è se il buco nero è statico o ruotante. Nel primo caso il buco nero non produce alcun segnale rilevabile, come ad esempio una qualche radiazione elettromagnetica o delle onde gravitazionali e la sua In quest'ultimo caso, questi ha un così detto disco di accrescimento, ovvero della materia che gli ruota intorno. E nel 1979, anno in cui Luminet scriveva il suo articolo(1), si iniziava a studiare in maniera sempre più puntuale e precisa proprio il disco di accrescimento e probabilmente questa fu la principale motivazione per cercare di simulare la possibile forma presa dalla materia intorno a un buco nero.
Con queste premesse e utilizzando la massa relativistica del buco nero e il periastro (l'equivalente del perielio, ovvero il punto più vicino al Sole di un'orbita di un suo pianeta) è possibile rappresentare le curve isoradiali, corrispondenti alle traiettorie di materia emessa a un raggio $r$ costante dal buco nero centrale:

giovedì 11 aprile 2019

Una ciambella di luce asimmetrica

La prima fotografia in onde radio di un buco nero(1) ha ormai fatto il giro del mondo. Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, incluso il sottoscritto con un lungo articolo al Caffé del Cappellaio Matto.
Tra gli aspetti più curiosi che non ho avuto modo di approfondire più di tanto c'è quello relativo all'asimmetria dell'anello di luce intorno al buco nero. Prima di proseguire, però, permettetemi di spiegare perché mi riferisco alla luce relativamente a un segnale non visibile. In questo caso utilizzo luce come sinonimo di onda elettromagnetica, visto che i due fenomeni sono fondamentalmente inscindibili. Ovviamente, a causa della frequenza, è luce non visibile, ma sempre di luce si parla. Detto ciò, vediamo cosa si trova scritto nel quinto articolo(2) della serie di 6 relativamente a questa asimmetria:

martedì 9 aprile 2019

Un'esperienza molto... Play!

Lo scorso fine settimana si è svolto a Modena Play, festival del gioco e tra i vari stand era possibile trovare l'Istituto Nazionale di Astrofisica che ha proposto alcune interessanti attività, alcune delle quali a carattere videoludico, come Orbiter 2016, simulatore di volo spaziale, o come l'esplorazione in realtà virtuale (con gli occhialini) della Luna, e ovviamente la possibilità di giocare con la versione Edu di Kerbal Space Program. Questa postazione era quella di mia competenza, tenuta il sabato e la domenica, mentre per il venerdì ero stato dispensato, permettendomi in tal modo di portare a conclusione i percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro associati proprio con KSP.
L'afflusso dei visitatori allo stand è stato buono in generale: ovviamente la realtà virtuale è stata presa d'assalto, ma anche KSP ha avuto un po' di visitatori, non quanto Focus live, ma comunque un buon numero, in particolare la domenica. A puro titolo di esempio, faccio notare che proprio domenica sono riuscito ad andare a pranzo intorno alle 14, all'incirca un'ora dopo rispetto al sabato. Certo c'è da dire che chi mi ha preceduto per il pranzo domenicale è andato durante il flusso massimo, e questo ha prolungato un po' l'attesa, ma ad ogni modo i videogiocatori sono stati di più rispetto al giorno precedente.
Nel complesso si sono divertiti un po' tutti e alcuni dei bambini che hanno voluto provare KSP si sono sbizzarriti nella costruzione di razzi impossibili tutti puntualmente esplosi sulla rampa di lancio!
Qualcuno, però, più interessato a capire il videogioco e il funzionamento delle missioni spaziali, sotto la guida mia e degli altri presenti al tavolo di KSP è riuscito a realizzare delle belle orbite intorno a Kerbin o a Mun e, a tal proposito, sono anche riuscito a compiere quello che posso considerare come il mio miglior atterraggio sul primo dei due satelliti di Kerbin (certo ho avuto anche un paio di schianti e una ripartenza esplosiva, ma sono dettagli!). Per contro ho avuto poche occasioni per girare tra i padiglioni di Modena Fiere, uno spazio espositivo paragonabile (se non superiore) allo spazio che viene assegnato a Cartoomics presso Rho Fiera: in particolare ho fatto una capatina al padiglione dove era presente Panini Comics nella speranza di beccare Bucci e Camagni, visto che l'editore modenese presentava un gioco tratto da Nomen Omen. Purtroppo i due simpatici autori non erano in quel momento presenti allo stand Panini, ma in ogni caso ne ho approfittato per fare un giro tra le proposte di giochi da tavolo, giochi di ruolo, romanzi e anche fumetti in mezzo a gente in cerca di occasioni o di provare una qualche nuova uscita.
Nel complesso un'esperienza positiva, divertente e interessante in una delle fiere del gioco più note d'Italia e d'Europa, una vera festa che potrebbe avere delle ricadute interessanti nei prossimi mesi!

lunedì 8 aprile 2019

Topolino #3306: Tra un bagordo e l'altro

L'intenso fine settimana di lavoro a Play, festival del gioco a Modena allo stand dell'Istituto Nazionale di Astrofisica dove, tra le varie attività, era presente anche la versione Edu di Kerbal Space Program, ha inevitabilmente influenzato la scrittura e la pubblicazione degli articoli e con essi anche la consueta recensione del numero settimanale di Topolino. Dopo aver festeggiato i 70 anni della versione tascabile del magazine disneyano con un lungo articolo Al Caffé del Cappellaio Matto, recupero la recensione del numero, in attesa, tra un paio di giorni, dell'uscita del #3307, che, lo scrivo sin da subito, propone una fantastica copertina a rischio censura.
Ritorno alle origini

La copertina del #3307, in effetti, è dedicata alla seconda puntata della saga Klondike scritta da Giulio D'Antona e disegnata da Lorenzo Pastrovicchio. Con tutto il rispetto per le storie della serie Paperopoli Film Festival, questo Klondike è indubbiamente il primo e più complesso progetto di D'Antona e questo primo episodio sembra indubbiamente ben al di sopra della sua usuale produzione. Lo sceneggiatore riporta paperone nel Klondike, la terra che ha visto l'inizio della sua immensa fortuna, insieme con i nipoti Paperino e Paperoga, per l'ennesimo confronto con Rockerduck, in questo caso per ottenere la concessione completa dello sfruttamento minerario di tutto il Klondike. Fondamentalmente è una tipica storia disneyana, un po' barksiana, anche grazie al finale in cui un piccolo dettaglio consente a Paperone di trionfare, un po' tipicamente italiana visto il rapporto apparentemente non così idilliaco con i nipoti. La storia, dunque, presenta una serie di classici cliché che però D'Antona sembra pronto a rompere: a titolo di esempio è proprio il rapporto conflittuale tra Paperino e i cani da slitta che Paperone gli affida che, nel momento della missione e del pericolo si trasforma completamente.
Questa rottura del cliché è supportata anche da Pastrovicchio, che a differenza della media dei disegnatori, elimina i classici abiti per i personaggi disneyani per mettere loro addosso maglioni e cappotti imbottiti adatti per il rigido clima del Klondike.
In sintesi un ottimo inizio con un colpo di scena finale che chiude la puntata ma che non è così sorprendere considerando un paio di battute sparse nel corso della storia che al lettore di genere mistery potrebbero non essere sfuggite.

giovedì 4 aprile 2019

Cartoomics 2019: Nomen Omen

Marco B. Bucci e Jacopo Camagni sono due simpaticissimi fumettisti italiani che, grazie a Panini Comics, stanno realizzando un progetto abbastanza complesso, quasi alla francese: una serie di sei volumi. L'unica differenza rispetto a un tipico fumetto francese è la foliazione, abbondantemente più ampia rispetto alle 48 o alle 64 pagine del mercato franco-belga. Se a questo aggiungiamo che anche la tematica è abbastanza inconsueta per il mercato italiano, abbiamo un mix interessante.
Di tutto questo e di altro ancora i due autori hanno discusso in una interessante chiacchierata con Amedeo Scalese con il sottoscritto dietro la macchina da presa. Il tutto potete leggerlo e vederlo su LSB, mentre qui sotto vi metto il disegno di Becky che Camagni ha realizzato sulla copia stampa di Amedeo:

mercoledì 3 aprile 2019

L'Orsa Maggiore e le stelle di van Gogh

La Notte stellata sul Rodano, quadro notturno di Vincent van Gogh, vede protagonista del cielo la costellazione dell'Orsa Maggiore che, come scrivo su Edu INAF, è rappresentata con grande precisione dal pittore olandese. Per cui, come già fatto con l'Ofiuco, anche in questo caso spendo qualche riga per la leggenda occidentale dietro questa costellazione:
Senza mai riposo
La costellazione dell'Orsa Maggiore è presente in diverse culture, anche molto distanti tra loro, il che fa supporre a molti antropologi che l'origine di tale costellazione vada fatta risalire a tempi dell'ordine dei 30000 anni fa, quando in Europa era diffuso il culto dell'orso(1).
Il mito classico occidentale racconta di come Era, dopo l'ennesimo tradimento di Zeus, trasformò la ninfa Callisto in un'orsa poco prima che questa partorisse il figlio del dio, Arcas. Zeus e Artemide, però, decisero di porre i due in cielo, dando così origine alle costellazioni dell'Orsa Maggiore e dell'Orsa Minore. Era ancora una volta ci mise lo zampino e chiese a Teti di scagliare una maledizione contro le due costellazioni, che furono costrette a muoversi continuamente nel cielo senza poter scendere mai a riposarsi sotto l'orizzonte. In questo modo gli antichi spiegavano il perché queste costellazioni erano circumpolari.

martedì 2 aprile 2019

Cartoomics 2019: Tutta questione d'abbraccio

Con l'uscita del resoconto conclusivo su Cartoomics 2019 scritto insieme con Amedeo Scalese e Andrea Bramini, mi permetto di segnalarvi, incorporando i miei video, le interviste che ho realizzato durante la fiera fumettistica milanese. Oggi inizio con le interviste disneyane, partendo dal video che documenta l'abbraccio di Roberto Gagnor prima dell'intervista stessa. Per questo prezioso contributo devo necessariamente ringraziare Amedeo, che, conoscendo come il sottoscritto l'intenzione di Gagnor, ha avviato la registrazione ben prima dell'intervista stessa:

domenica 31 marzo 2019

Topolino #3305: Un numero pieno di stelle

Come già scritto nell'intro alla recensione de Il restyling inventino, Topolino #3305 si rivela un buon numero sia grazie ai redazionali, sia grazie alle storie. Certo, c'è una questione di censura di cui scriverò un paio di righe, ma la qualità della confezione non viene intaccata, anche se tali atteggiamenti risultano piuttosto fastidiosi, sia per i lettori sia per gli autori. Ad ogni modo prima di iniziare ad esaminare un paio di storie di questo numero, mi permetto di segnalarvi l'intervista al direttore di Topolino, Alex Bertani fatta in quel di Cartoomics.
Pesce d'Aprile cosmico
L'esperto sceneggiatore Bruno Sarda mette in campo il trio più noto di cugini, Paperino, Paperoga e Gastone. A differenza di altre sue storiche e più valide storie, come ad esempio Il pendolo di Ekòl, in questo caso i tre cugini diventano antagonisti: Paperino e Paperoga, infatti, decidono di vendicarsi di un pesce d'aprile che Gastone ha combinato contro di loro l'anno prima, e per farlo ideano una strana storia di alieni persi nello spazio. I due cugini, però, tra una risata e l'altra, non riescono effettivamente a controbilanciare la fortuna di Gastone che alla fine porta a una incresciosa situazione per Paperino e Paperoga!
Sarebbe indubbiamente interessante provare a reintrodurre l'idea di giorni particolare in cui la fortuna di Gastone si spegne, ed effettivamente il primo d'Aprile potrebbe essere un ottimo giorno, ma per ora dobbiamo accontentarci di una storia come questa, godibile e divertente e molto ben disegnata da Marco Palazzi, che effettivamente, confrontandola con la precedentemente citata storia de Il pendolo di Ekòl, mostra uno stile influenzato proprio da Franco Valussi, disegnatore di quella mitica parodia.