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domenica 8 dicembre 2019

Topolino #3341: A ritmo di musica

E così il lavoro di Claudio Sciarrone con Foglie rosse era effettivamente, anche se marginalmente, collegato con il progetto di Bruno Enna con i nipotini. Inizia questa settimana X-Music, una storia sui talent show di genere musicale, che vede protagonisti la banda di Quo e quella di Tip e Tap, che si confrontano in terreno neutro, Calisota City, sede, appunto, di X-Music.
Le audizioni
Dopo l'ottimo lavoro con Young Donald Duck, Marco Mazzarello torna a disegnare una storia di genere adolescenziale, dove indubbiamente si sbizzarrisce. Riesce in modo abbastanza naturale a seguire la direzione grafica di Sciarrone per Tip e Tap, ma non utilizza tale punto di partenza per rinfrescare un po' gli altri personaggi, in particolare i nipotini di Paperino. Nel complesso, però, Mazzarello compie un ottimo lavoro, seguendo con il suo tratto rotondo e dinamico l'altrettanto dinamica e divertente sceneggiatura di Enna. Questa presenta diverse piccole divertenti gag che mettono alla berlina il mondo dei reality e i suoi protagonisti, senza dimenticare gli influencer, che all'interno di X-Music, votano in funzione dei like ricevuti sui social. Ovviamente, visto che in questo genere di programmi bisogna costruire conflitti, Enna inserisce anche i veri antagonisti dei giovani artisti: gli autori del programma che già iniziano a pensare a modi su come indirizzare X-Music sui binari a loro più utili. Vedremo come si evolverà questa situazione nelle prossime puntate.

sabato 7 dicembre 2019

L'isola dei cani

Uscito nel 2018, L'isola dei cani è il secondo lungometraggio in stop motion per Wes Anderson dopo Fantastic Mr. Fox del 2009. La storia è presto detta: nel 2038 un'epidemia colpisce la popolazione canina del Giappone. I cani, per evitare che la malattia passi all'uomo, vengono allontanati dai loro piccoli padroni per essere esiliati sulla così detta "isola dei cani". Per non dare adito a favoritismi, Kobayashi, sindaco di Megasaki, invia come primo cane sull'isola Spots, amico e guardia del corpo del nipote Atari, orfano dei genitori. Il bambino, però, dopo sei mesi, ruba un aeroplano per raggiungere l'isola dei cani e riportare a casa il suo amato Spots.
Inizia una lunga peregrinazione all'interno di questo ben strano ecosistema sociale che i cani hanno creato. In questo caso Anderson è attento alla caratterizzazione dei due mondi: mentre Atari e tutti gli altri esseri umani parlano il giapponese, i cani discutono tra loro in canino, reso nella nostra edizione in italiano e, ovviamente, in altre lingue nelle altre edizioni.
Ovviamente quella narrata da Anderson è una storia di amicizia, di sfida alle regole, di ricerca di una via alternativa per risolvere i problemi, di lotta contro la corruzione, di sopravvivenza, di comunità e non potrebbe essere diversamente, raccontata con il solito tocco di ironia tipico del regista. Non mi dilungo di più su un film di un anno fa, ma ne scrivo essenzialmente perché giusto qualche mese fa è arrivato in Italia il manga che ne porta su carta la vicenda. L'autore è Minetaro Mochizuki, uno dei miei mangaka preferiti, che però alla resa dei conti con questo volume risulta deludente per molti aspetti. Da un lato l'eccessiva semplificazione della storia, ridotta a una settantina di pagine, dall'altro il seguire una storia di altri di fatto impedisce a Mochizuki di adottare temi e stile a lui più consoni.
Altro aspetto un po' traballante sono i testi, che non sempre riescono a catturare l'essenza dei dialoghi di Anderson, mentre il ritmo narrativo risulta eccessivamente sostenuto. Infine si perde un po' l'importanza dei cuccioli in generale per la crescita dei bambini, se non attraverso il solo Atari, mentre il finale del film viene completamente ignorato. Certo c'è da dire che rispetto alla pellicola il messaggio di accoglienza nella storia di Mochizuki risulta decisamente esplicito, grazie a una delle ultime battute del manga:
Credo che sforzarsi di comprendere il prossimo sia la via giusta per diventare persone migliori.
E questo è un merito non indifferente.

venerdì 6 dicembre 2019

La vera storia di Long John Silver

[I pirati] avevano una regola, che nessuno era superiore agli altri, né nella vita né in faccia alla morte.
Si potrebbe sintetizzare il romanzo di Njorn Larsson con questa citazione, che riassume tutto il senso anarchico, ma anche romantico della categoria dei pirati.
La pirateria ha una storia antica e si origina sin dai tempi dagli antichi Greci e Romani: famosi i pirati di Asterix oppure quelli fenici, decisamente più reali dei simpatici e sfortunati navigatori ideati da Goscinny e Uderzo. I pirati più famosi, però, sono quelli saraceni, per via delle crociate, e quelli oggi più genericamente identificati come "pirati dei Caraibi".
E' a quest'ultima categoria che pensa Robert Louis Stevenson quando scrive L'isola del tesoro, una bellissima e appassionante avventura in cui emergono, in particolare, due personaggi, il giovane Jim Hawkins, narratore di quasi tutto il romanzo, e l'istrionico Long John Silver, cuoco di bordo, quartiermastro, pirata e personaggio dalla caratterizzazione ambigua e, per questo, molto interessante e profonda.
Il problema, però, un po' come accadde al Watchmen di Alan Moore, è che la figura del pirata quando viene ripresa da altri scrittori si cristallizza nella sua rappresentazione esteriore, molto simile a quella di Silver, e non nella profondità e sfaccettatura del personaggio. Ed è proprio quella che Larsson recupera con La vera storia del pirata Long John Silver.

giovedì 5 dicembre 2019

Lavoro a mano armata

Viviamo in tempi interessanti. Viviamo in una situazione di crisi perenne. Nulla è realmente stabile e chiunque può ritrovarsi senza un lavoro, più o meno all'improvviso. Anche chi vi scrive e non solo voi che mi leggete. Semplicemente, al momento, siamo fortunati nella condizione in cui viviamo. Si può, allora, partire da una situazione ipotetica, ma non troppo, come un uomo che ha perso il suo lavoro a causa del fallimento della sua azienda. Che ogni giorno si reca all'ufficio di collocamento, il pomeriggio, sperando di trovare un impiego coincidente con le sue competenze, ma che nel frattempo, per non sentirsi completamente inutile, si alza ogni mattina prima del sorgere del sole per andare a smistare pacchi. Poi perde anche quest'unica, piccola entrata, perché non ci sta a vedere calpestati i suoi ben pochi diritti. Purtroppo questi diritti, al momento, valgono poco, così deve piegare la testa e rischiare di dover pagare (o far pagare alla moglie e alle figlie) i presunti danni arrecati all'azienda. E questa è la goccia che fa traboccare il vaso.
Alain Delambre, da qui in poi, mostra una determinazione abbastanza difficile da comprendere per tutti coloro che gli stanno intorno, perché non solo decide di partecipare a un ben strano gioco di ruolo organizzato per l'assunzione in una importante multinazionale petrolifera, ma porta alle estreme conseguenze questa partecipazione nel momento in cui scopre che il gioco è truccato e che il selezionatore ha organizzato il tutto in modo tale che il committente scelga la persona da lui preferita.
La storia scritta da Pierre Lemaitre è un appassionante noir alla francese in cui persino il lettore, nonostante la narrazione proceda in prima persona, ha ben chiari tutti gli aspetti della vicenda fino a che questa non si conclude. Certo, Delambre non è l'unica voce narrante: Lemaitre, infatti, gli affianca l'esperto della sicurezza per il gioco di ruolo messo in scena per l'assunzione, ma quando la palla del narratore torna a Delambre, questi è decisamente molto parco con le informazioni, e questo in effetti fornisce alla vicenda una certa imprevedibilità, che unita allo stile dinamico e diretto dello scrittore rende Lavoro a mano armata una lettura appassionante nonostante l'immedesimazione con il protagonista non sia certo per i suoi tratti più positivi.

mercoledì 4 dicembre 2019

E alla fine ne restò solo uno

Nel corso della sua evoluzione, il nostro Sole è destinato a diventare prima una gigante rossa e successivamente una nana bianca. Quindi studiare il comportamento di tale genere di stelle risulta particolarmente interessante per il futuro del nostro pianeta. Ciò che in realtà risulta ancora più interessante è quando questo genere di studi vengono condotti con strumenti a terra, come il Very Large Telescope. Il telescopio, costruito in Cile dall'ESO, è infatti riuscito a osservare una nana bianca, per ora identificata con la sigla WDJ0914+1914, e, soprattutto, è riuscito a scoprire tramite il metodo del transito un pianeta che le ruota intorno. Dai dati raccolti e rielaborati dagli astronomi si è visto che questo pianeta è un gigante gassoso tipo Nettuno in corso di evaporazione intorno alla stella, un po' per via delle alte temperature della stella, la cui superficie dovrebbe essere cinque volte più alta rispetto a quella del nostro Sole, un po' per via della vicinanza del pianeta, visto che il suo periodo di rivoluzione sembra essere di una decina di giorni appena.
La notizia, che è stata rilasciata da pochissimo dall'ESO, risulta secondo me particolarmente interessante nell'ottica del successore del VLT, l'Extremely Large Telescope, che avrà una risoluzione molto maggiore rispetto al VLT e dunque potrebbe arrivare molto vicino anche a vederli realmente i pianeti e non solo a catturarne gli scampoli di luce che vengono smorzati dal loro passaggio di fronte alla loro stella madre.

martedì 3 dicembre 2019

I figli del mare e delle stelle

Diretto da Ayumu Watanabe, I figli del mare è la versione cinematografica di Children of the sea, manga in cinque corposi tankobon di Daisuke Igarashi. L'opera originale è così ricca di spunti e vicende che era indubbiamente molto difficile e complicato essere fedeli fino alle virgole con il manga, e infatti molti degli eventi raccontati da Igarashi si sono persi nella trasposizione cinematografica di Watanabe, ma ciò che non si perde è l'essenza della storia e il messaggio che il mangaka ha trasmesso ai lettori: il forte legame che ci lega all'universo.
Children of the sea è, d'altra parte, caratterizzato da molte illustrazioni eccezionali ed evocative in cui questo legame viene sancito spesso, ma Watanabe decide di raccontare questo legame con una scelta a metà strada tra 2001: Odissea nello spazio e le immagini astronomiche in falsi colori diffuse da NASA ed ESA. L'intensità narrativa delle scene senza dialogo è indubbiamente paragonabile alle immagini conclusive del film di Stanley Kubrick, ma Watanabe, avendo a disposizione le immagini astronomiche cui ispirarsi, decide di non seguire il regista statunitense nella sua strada psichedelica, adottando una narrazione in qualche modo più chiara. Però siamo già sul finale del film, in questo caso, la conclusione della ricerca dei tre protagonisti, la giovane Ruka e i figli del mare Umi e Sora.

lunedì 2 dicembre 2019

Storie che contano: nel segno dei Vedovi Neri

I Rudi Mathematici sono un trio costituito da Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio che hanno deciso di seguire le orme di Martin Gardner e dedicare parte della loro attività alla matematica ricreativa. Hanno iniziato tale meritoria operazione prima con la famosa math-zine che da il nome al gruppo e che ha iniziato le pubblicazioni nel 1999, quindi con una rubrica mensile sulle pagine de Le Scienze iniziata nel 2008. A questa rubbrica affiancano anche un blog che è una delle colonne del Carnevale della Matematica.
Di tutta questa loro attività (e poi c'è qualcuno che dice in giro che quello che scrive tanto sarei io!) spiccano, in particolare, due sottogeneri: le biografie e i problemi matematici. Ed ecco, allora, la geniale idea: per il loro Storie che contano edito da Codice edizioni il formidabile trio matematico ha pensato bene di unire questi due cavalli di battaglia condendo il tutto con un po' di sana reinterpretazione artistica della materia. I tre autori, infatti, hanno scelto 8 figure di spicco della matematica e della fisica mondiali prese dagli albori della disciplina fino ai giorni nostri, affiancando loro altri protagonisti più o meno noti della storia, pur non avendo a disposizione alcuna fonte attestante che tali illustri personalità si siano mai incontrate, o, nella migliore delle ipotesi, si siano incontrare esattamente in quelle circostanze. L'idea, ovviamente, è quella di approfondire la personalità degli uomini e delle (poche) donne che hanno fatto la storia della matematica attraverso una descrizione che sia la più coerente possibile con i caratteri dei personaggi stessi, condendo il tutto con un rompicapo matematico che i tre Rudi invitano il lettore a risolvere prima di proseguire con la lettura di ciascun racconto.
D'altra parte ognuno degli 8 testi di cui è costituito il libro, decisamente molto snello e leggero, è un racconto a se stante, e quindi si può leggere Storie che contano con l'ordine che più si preferisce, visto che anche la matematica necessaria per risolvere i rompicapi non è eccessivamente complicata né legata a conoscenze presenti in altri racconti del libro.

domenica 1 dicembre 2019

Topolino #3340: Professione reporter

Riprendo il sottotitolo del Topolino #3340 dedicato al giornalismo con un articolo introduttivo di Aldo Vitali e ben due storie a tema, La navigazione istruttiva, prima storia della serie di Topolino giramondo, e Il biscotto indigesto nella serie Papersera News. Ad arricchire il numero anche una serie di redazionali a tema, oltre a un sommario abbastanza spumeggiante e divertente. Rispetto al solito, però, niente recensione separata: tutto qui su DropSea!
Topolino giramondo
Anticipata settimana scorsa da un breve prologo, arriva questa settimana la prima avventura della serie ideata da Giuseppe Zironi, La navigazione istruttiva. A realizzare questa prima avventura è lo stesso Zironi, che manda Topolino nelle vesti di reporter, in Perù, lungo il Rio Delle Amazzoni, per scattare fotografie e scrivere un reportage naturalistico.
L'idea di fondo, quella di raccontare zone del mondo non necessariamente note ai lettori, sembra non molto lontana da La montagna dei gorilla, sempre dello stesso Zironi, uscita questa estate su Topolino #3323, solo che in questa occasione il viaggio di Topolino è per lavoro e non per vacanza. Come da tradizione il protagonista si ritrova coinvolto in una situazione al limite della criminalità, ma rispetto al solito ecco che presenta i limiti del mestiere che in questo caso rappresenta: ciò che può fare è intervenire sul momento e poi impegnarsi a raccontare la situazione con i suoi articoli giornalistici.


sabato 30 novembre 2019

I rompicapi di Alice: Puntare contro il cielo

Se una pistola dovessi impugnare,
E contro il Sole dovessi sparare;
Sono certo che infine colpirebbe il bersaglio mirato,
Non prima, però, che molto tempo sia passato.
Ma se quella pallottola mutasse la sua forza,
E verso i pianeti volgesse la sua corsa;
Mai raggiungerebbe la stella più vicina,
Che è pur sempre tanto lontana.
Questa Poesia inutile e istruttiva è uno dei primi componimenti dello scrittore meglio noto come Lewis Carroll. Già a 13 anni, questa l'età a quell'epoca dell'autore di Alice nel paese delle meravigle, si può notare il suo interesse verso immagini non propriamente usuali.
Dal nostro punto di vista, i versi di Carroll ci portano verso il problema dell'abbandono della superficie terrestre, cosa che forse nella mente del bimbo era qualcosa di affascinante quanto può esserlo un viaggio su una ipotetica base lunare per un ragazzino di oggi.
Questo problema era stato posto con un'immagine analoga proprio dallo scopritore della legge di gravità, Isaac Newton. Infatti su A Treatise of the System of the World si trova il disegno di un cannone che spara un proiettile dalla cima di una montagna. Quello che succede è che, in funzione dell'inclinazione e della velocità, il proiettile può ricadere al suolo, ritrovarsi in moto circolare uniforme a meno dell'eventuale attrito atmosferico, oppure fuggire e perdersi nello spazio.

venerdì 29 novembre 2019

Le grandi domande della vita: Superinsalate sotto vuoto

Versione un po' leggera quella di questo mese de Le grandi domande della vita in cui si salta di palo in frasca dalla termodinamica, alla matematica ai supereroi.
Bollire sottovuoto
Nell'articolo di Sandro Bardelli su Edu INAF dedicato alla sopravvivenza nello spazio senza tuta spaziale, c'è anche un video interessante in cui Sandro mostra a un gruppo di studenti come sia possibile portare all'ebollizione l'acqua contenuta all'interno di un bicchiere semplicemente creando il vuoto all'interno di una campana di vetro. Domanda collaterale a quella cui risponde Bardelli è, evidentemente: come è possibile che l'acqua a temperatura ambiente inizia a bollire quando togli aria?
A fornirci un'idea interviene l'equazione dei gas perfetti: \[PV = nRT\] dove $P$ è la pressione, $V$ il volume, $T$ la temperatura, mentre $n$ ed $R$ due costanti reali positive.
Come potete vedere la temperatura è legata alla pressione, quindi ha senso supporre che la temperatura di ebollizione di un liquido dipenda, come la temperatura stessa, dalla pressione del liquido stesso. E poiché all'interno della campana l'aria viene sottratta, allora sia la pressione sia la temperatura di ebollizione si abbassano.
In realtà esiste un'equazione che lega la temperatura di ebollizione $T_B$ alla pressione $P$:

giovedì 28 novembre 2019

Wikiritratti: Alessandro Marchetti

Per una volta non vi propongo una biografia nel giorno del suo compleanno, ma semplicemente perché sono incappato nel matematico italiano Alessandro Marchetti, classe 1633, nato a Empoli il 17 marzo, concludendo i suoi giorni terreni a Pisa il 6 settembre del 1714.
La parte curiosa della sua breve biografia, però è il suo essere, in un certo senso, un pioniere dell'ateismo. Le sue idee atee e materialiste, infatti, lo fecero accusare di empietà, il che lo portò a venire inquisito dal Sant'Uffizio su istigazione del gesuita lucchese Giovanni Francesco Vanni. E non era il solo problema, per il povero Marchetti: da continuatore delle ricerche di Galileo Galilei, in particolare nel campo della meccanica, subì anche diversi attacchi dagli oppositori del suo illustre ispiratore.
Nel corso della sua carriera accademica collaborò con Vincenzo Viviani, uno degli allievi più giovani di Galilei e di Evangelista Torricelli e noto per un famoso teorema sul triangolo equilatero. Inoltre lavorò con Giuseppe Del Papa, medico e lettore di logica e filosofia a Pisa.
Le sue opere più famose nel campo della meccanica galileiana sono De resistentia solidorum e Exercitationes mechanicae, entrambe del 1669, mentre è del 1684 il saggio astronomico Della natura delle comete. Lettera scritta all'illustriss. sig. Francesco Redi.
Fu anche poeta, ma in questo campo il suo contributo più noto è la traduzione del De rerum natura di Lucrezio, pubblicata postuma nel 1717 (ma già in precedenza circolante manoscritta) con il titolo Della natura delle cose. Considerata come il manifesto del razionalismo cartesiano, la traduzione di Marchetti influì notevolmente sul gusto arcadico per la purezza della lingua e l'eleganza dello stile.

martedì 26 novembre 2019

La geometria iperbolica dei pesci di Escher

Come promesso, un po' alla volta, cercherò di raccontarvi qualcosa sulle immagini che Roger Penrose ha proposto all'uditorio che si è presentato presso la Biblioteca Braidense ad ascoltare la sua lezione leonardesca. In questa occasione mi piace occuparmi di Cerchio limite I di Maurits Escher, incisore olandese di cui Penrose si è occupato in svariate occasioni.
In particolare Penrose fa notare nel poderoso La strada che porta alla realtà, da cui ha tratto praticamente tutte le immagini che ha presentato nella sua conferenza, che l'illustrazione di Escher altri non è che una rappresentazione euclidea della geometria iperbolica.

lunedì 25 novembre 2019

Il coraggio di dire NO

Forse c'entra poco con la giornata di oggi. Forse. Anzi, eliminate il forse e anche il poco. C?entra. Eccome!

domenica 24 novembre 2019

Topolino #3339: A caccia di funghi e altre storie

La bucolica copertina di Giorgio Cavazzano ambientata nel sottobosco con Paperino alla ricerca di funghi è un riferimento a Lo scarabeo di giada, seconda storia del numero, oltre che storia di copertina, e questo nonostante il Topolino #3339 veda la conclusione della storia in 4 episodi Foglie rosse di Claudio Sciarrone. Questa settimana, però, su DropSea ci occuperemo proprio di questa storia montanara, ma anche di un paio di avventure cittadine.
In giro per boschi
Paperino e nipoti sono stati invitati da Pico de Paperis a passare un messe in uno chalet di montagna, dove lo studioso completerà la stesura del suo ennesimo saggio. Le giornate passano nella cucina delle famose frittelle di Paperino, nella raccolta delle more e nella ricerca dei funghi. Poi l'imprevisto: Pico si imbatte in uno scarabeo di giada in mezzo al bosco e scompare. Inizia una ricerca serrata che, come in ogni tipico soggetto di Carlo Panaro, si trasforma in un piccolo giallo, in questo caso dai toni quasi hard boiled.
La storia, nel complesso, è divertente e scorrevole, forse una delle migliori dello sceneggiatore, e si avvale dei disegni di Alessia Martusciello, sicuramente adatti alla storia, ma senza particolari guizzi.
Storia di un ladro maldestro
Apparso per la prima volta nel 1951 sulle pagine di Paperino e i ladri di bestiame di Paul Murry su soggetto e testi di autore sconosciuto, Sgrinfia è sin da subito l'assistente di Gambadilegno nei suoi elaborati colpi. Il disegnatore statunitense lo rappresenta con barba lunga e cipiglio minaccioso, molto più "sporco", disordinato e minaccioso dello stesso Gambadilegno.
Utilizzato nelle storie italiane a partire dal 1965 su Topolino e il Natale movimentato di Abramo e Giampaolo Barosso per i disegni di Giovan Battista Carpi, non è mai stato utilizzato più che come semplice spalla di Gambadilegno, diventandone il contraltare stupido e comico, più o meno di pari passo con la trasformazione di Gambadilegno in un piccolo criminale che si arrabatta nel sottobosco criminale di Topolinia.

venerdì 22 novembre 2019

Nero matematico

Zack Zukowski e CJ Carr sono i Dadabots. Più che musicisti, sono ricercatori e informatici, occupandosi attivamente di reti neurali. In particolare le hanno applicate al mondo della creazione della musica. La produzione musicale dovuta alle intelligenze artificiali è ancora abbastanza inascoltabile, con una base fondamentalmente elettronica, ma nel complesso sembra essere in grado di cogliere gli aspetti tecnici che distinguono i vari generi. In particolare oggi vi sottopongo i due album di black metal realizzati dai Zulowski e Carr, Nun de la parte Del, mas Deilha (la Máquina) e Coditany of Timeness.
Questi sono stati generati da una rete neurale, che è ormai l'apporccio standard per lo sviluppo di un'intelligenza artificiale. Le reti neurali funzionano, sostanzialmente, come dei sistemi in grado di apprendere e poi produrre, ad esempio, risposte per una chat, calcoli matematici in cui è necessario gestire grandi quantità di dati, scrivere sceneggiature per corti o articoli per le agenzie di stampa, o produrre della musica.

giovedì 21 novembre 2019

Il cerchio che rotola si quadra da solo

Ricordate quando nella terza parte della breve storia del pi greco provavo a raccontarvi sommariamente la quadratura attraverso il rotolamento del cerchio? Ebbene l'immagine qui sotto, che fa parte delle dimostrazioni senza parole, fa riferimento proprio a quel metodo di quadratura ed è stata proposta alcuni anni fa da Thomas Elsner. Ho realizzato l'immagine utilizzando i pacchetti tikz e tikz-euclide. Quest'ultimo in particolare permette di utilizzare la matematica per realizzare i disegni in maniera abbastanza semplice. Trovate su github sia il codice sorgente sia il pdf.

martedì 19 novembre 2019

Raro e più raro

Avrei voluto scriverne lo scorso anno, visto che la TED Lesson in questione è del 2018, ma le cose, si sa, non vanno sempre come si prevede. Così recupero ora la conferenza di Burçin Mutlu-Pakdil, astronoma turca che attualmente lavora presso l'università dell'Arizona. La lesson che tra poco andrete ad ascoltare e vedere è dedicata all'oggetto celeste classificato come LEDA 1000714, noto anche come galassia di Burçin. La particolarità di questa galassia è che possiede due anelli di stelle. Fino a ora si conoscevano le rare galassie ad anello, in cui sono evidenti due popolazioni stellari, una centrale e un'altra che forma un anello intorno alla prima ben separate una dall'altra. La galassia di Burçin presenta, invece, ben due anelli, diventando così l'oggetto più raro dell'universo, caso particolare delle già rare galassie ad anello.

domenica 17 novembre 2019

Topolino #3338: La musica salverà la Terra

Anche questa settimana le due recensioni Topoline escono lo stesso giorno, la domenica. E anche questa settimana resta esclusa dalla rassegna su DropSea Ingorgopoli, anche se la recensione non prevede alcuna presenza di matematica e che ovviamente potrà essere letta Al Caffè del Cappellaio Matto.
Immergiamoci, dunque, nelle atmosfere di un numero che riserva delle chicche interessanti ben oltre il sommario delle storie presenti.
Il suono del silicio
Abbiamo già visto alcune delle proprietà del silicio, che gioca un ruolo fondamentale all'interno della storia ideata da Claudio Sciarrone. In particolare in questo terzo episodio di Foglie rosse il pezzo di silicio che Phil ha con se proveniente dal ponte quantistico che il suo popolo stava costruendo per conto degli sgharooz si attiva ogni qual volta viene suonata della musica a sua portata.
E' interessante, in questo caso, osservare come negli anni scorsi sono stati comunicati i risultati di alcune ricerce che legano il comportamento del silicio con le vibrazioni: ad esempio nel 2009 un gruppo di ricerca del Caltech ha affermato di essere riuscito a costruire una microbarretta di silicio in grado di convertire la luce in vibrazioni e viceversa, mentre nel 2017 un gruppo di ricerca australiano dell'università del Queensland sembra sia riuscita a ottenere un chip al silicio in grado di ricavare energia dalle vibrazioni (oltre ad aver sviluppato un sistema per utilizzare gli algoritmi quantistici sui chip al silicio).
Indipendentemente dalle effettive verifiche sperimentali su queste ricerche (non mi sono messo a cercarle), vorrei anche osservare che i cristalli di silicio utilizzati per il ponte quantistico hanno una forma esagonale (anche se non regolare), come la struttura cristallina del carburo di silicio, un materiale ceramico composto da silicio e carbonio. Ha una durezza molto elevata, intermedia tra il corindone e il diamante, e per questo è uno dei materiali superduri. Inoltre, pur essendo molto raro sulla Terra, è molto diffuso nello spazio, dove si trova all'interno della polvere stellare che si trova intorno alle stelle ricche di carbonio. Dunque non è così strano che lontano dalla Terra sia stato possibile costruire un ponte quantistico.

sabato 16 novembre 2019

Vagabondare tra i miti antichi

Come abbiamo visto ieri, i cieli, a saperli leggere, ci raccontano delle belle storie che sono anche alla base di quelle che ci raccontiamo oggi attraverso libri, fumetti, cinema e televisione. E alla base di queste storie c'è, innanzitutto, il racconto orale, quello che veniva fatto intorno al fuoco nelle notti splendenti guardando le costellazioni e ricordando come gli dei interagivano con gli esseri umani nei miti e nelle leggende della Grecia Antica. Ed è proprio un moderno cantastorie il protagonista de Il dio vagabondo di Fabrizio Dori.
Eustis è un vagabondo e un gran bevitore, senza però arrivare mai a ubriacarsi, e, raccontando sempre la storia giusta per ciascuno dei suoi ascoltatori, ha un discreto successo, riuscendo a sopravvivere giorno dopo giorno senza aver bisogno di alcunché. C'è solo una cosa che gli manca: tornare nella corte del dio Dioniso. Eustis, infatti, è un satiro che, dopo essersi perso, a causa di un'offesa arrecata ad Artemide, perde gli attributi divini, ma non la sua immortalità.

venerdì 15 novembre 2019

Un cielo pieno di stelle

Rilasciata come terzo singolo dell'album Ghost stories del 2014, A sky full of stars è un'emozionante canzone dei Coldplay forse un po' banale, vista l'ovvia associazione, ma ovviamente a noi interessa per altro: le costellazioni!
Unire i puntini nel cielo
L'artwork del singolo, così come quello di Ghost stories, è realizzato dall'artista ceca Mila Fürstová, che per il cd realizza una serie di accurate illustrazioni in cui oggetti vari si incastrano uno sull'altro all'interno del bordo di una figura più grande come le ali di un angelo o una colomba. Per A sky full of stars, invece, la forma principale è quella della sfera, ma in questo caso le figure non riempiono la forma, ma, come in molti cataloghi celesti, come ad esempio l'Hevelius, queste immagini si sovrappongono sopra le stelle sullo sfondo, suggerendo così la forma dietro le costellazioni presenti nel cielo.
Le costellazioni, infatti, altro non sono che delle stelle prospetticamente vicine che, unite, costruiscono la forma stilizzata di un qualche personaggio dei miti. Gli antichi, infatti, greci ma non solo, guardando il cielo ricordavano le storie che vi erano rappresentate. Spesso, infatti, le costellazioni vicine erano legate una all'altra da un qualche racconto a base di eroi, dame in pericolo e divinità più o meno vendicative o dispettose, come ad esempio la leggenda di Perseo che, sul dorso di Pegaso, va a salvare Andromeda, o quella di Orione contro il Toro, ostacolo per il raggiungimento delle Pleiadi. In effetti, se potessimo vedere le costellazioni in tre dimensioni, ci accorgeremmo che molte di queste stelle sono decisamente molto distanti l'una dall'altra:

mercoledì 13 novembre 2019

Shining: alle radici della follia

E domenica mia sorella dice: "Ce lo vediamo Shining?" E così ecco una tranquilla domenica pomeriggio nel cuore della paura!
La luccicanza
La storia è semplice: Jack Torrance, interpretato da Jack Nicholson, che cinque anni prima aveva interpretato Qualcuno volò sul nido del cuculo, è uno scrittore scalcinato al momento disoccupato che accetta di fare il custode di un hotel di montagna durante la stagione delle nevi, durante il quale l'hotel resta chiuso a causa dell'inagibilità delle strade. Jack, che ha un passato da alcolista, va all'Overlook Hotel insieme con la moglie Wendy e il figlio Danny. Quest'ultimo è in possesso della luccicanza, un potere paranormale che il bambino identifica con una voce nella sua testa, che lo mette in guardia dall'hotel, facendogli avere visioni di morte e fantasmi nei corridoi dell'albergo. Giunti all'Overlook, dopo che il resto del personale è andato via, questi fantasmi compaiono a Jack, portandolo sempre più velocemente sull'orlo di una crisi di follia omicida, molto simile a quella che colpì Delbert Grady, custode dell'hotel dieci anni prima.
La pellicola, una delle migliori in assoluto, oltre a essere stata valutata come il secondo miglior film horror di tutti i tempi dopo L'esorcista, è tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King e mostra tutta la maestria e l'attenzione ai dettagli di Stanley Kubrick, uno dei registi più eclettici della storia del cinema.

martedì 12 novembre 2019

Quel che non conosciamo

Alcuni giorni fa, come ho già scritto su Doc Madhattan, su Nature Astronomy è stato pubblicato un articolo di un team di ricercatori italiani dal titolo inequivocabile: Planck evidence for a closed Universe and a possible crisis for cosmology(6). Possiamo considerarlo come uno dei primi articoli scientifici che prende in seria considerazione un concetto che era stato per ora solo espresso a denti stretti da astronomi e cosmologi: c'è una crisi nella cosmologia.
Il modello cosmologico standard, basato sull'inflazione cosmica(2) e su costanti empiriche che valutano grandezze fisiche ignote come materia ed energia oscure, per quanto molto ben verificato, non ha ancora superato l'ultimo step: la rilevazione delle onde gravitazionali nella radiazione cosmica di fondo. Uno dei punti fondamentali di questo modello, ma anche di molti dei modelli concorrenti sopravvissuti, è l'espansione accelerata dello spaziotempo a velocità superiori a quella della luce che spiega la piattezza dell'universo primordiale.
Tale piattezza emerge in particolare quando si studia la radiazione cosmica di fondo, ovvero l'energia residua dell'espansione iniziale dello spaziotempo. Tale radiazione è giunta fino a noi dal punto in cui è stata prodotta, poco meno di 14 miliardi di anni fa, attraversando tutto l'universo. Questo vuol dire che nel segnale rilevato devono essere presenti anche effetti di lente gravitazionale(1) dovuti alla quantità di materia, usuale e oscura, presente nell'universo. Tali effetti sono da tempo noti e calcolati(4) e si possono già osservare nell'immagine prodotta da Planck(5).

lunedì 11 novembre 2019

Arrivederci e grazie per il transito

Oggi è stato il giorno di uno dei 13 transiti secolari di Mercurio tra il Sole e la Terra nella sua orbita. Questi passaggi sono molto rari, nonostante il rapido periodo di rotazione di Mercurio rispetto a tutti gli altri pianeti. Anche il transito di quest'anno, come quello del 2016, l'ho osservato su web, in particolare lo streaming del Telescopio Nazionale Galileo costruito in una delle isole Canarie. Ed è da quel live che ho estratto lo screenshot qui sopra, a circa un'ora dalla conclusione del transito. Qui sotto, invece, un assaggio mitologico da it.wiki sul dio Mercurio, che ha dato nome al pianeta, ma anche all'elemento chimico:
Il nome Mercurio deriva dalla mitologia romana, e sebbene fosse di derivazione etrusca (Turms), era il corrispondente del dio greco Ermes, che secondo la mitologia greca era nato da una relazione fugace tra Zeus e Maia, la più bella delle Pleiadi. Solitamente rappresentato come un giovane snello e atletico con in capo un elmetto alato, simbolo di velocità, era considerato il veloce messaggero degli dei, così come il pianeta è il più rapido nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole. Mercurio ruota infatti attorno alla nostra stella in appena 88 giorni, e per la sua vicinanza al Sole può essere osservato solo per brevi periodi all'alba o al tramonto. Nella mitologia romana Mercurio possedeva caratteristiche simili a Ermes, e inoltre era il protettore del commercio e dei ladri, nonché simbolo della medicina.

domenica 10 novembre 2019

Topolino #3337: I colori della paura

Anche se con una settimana di ritardo, arriva la storia di Halloween di Casty, quest'anno disegnata da Giorgio Cavazzano, che è anche la cover story del Topolino #3337, ovviemante disegnata dallo stesso Cavazzano. Non è l'unico maestro presente questa settimana: la storia d'apertura, infatti, vede il ritorno sul settimanale di Marco Rota, Ingorgopoli, di cui mi occupo sul Caffè del Cappellaio Matto (a breve verrà pubblicato colà l'articolo). Il numero si chiude con un'altra storia ricca di tensione, la seconda puntata di Foglie rosse di Claudio Sciarrone. Per cui iniziamo a immergerci in un numero di terrore e mistero!
Attenzione a quel che si sogna
Gli ultrasogni è, nel soggetto, una tipica storia castyana: Topolino e Minni fanno la conoscenza con due professori che sono riusciti a inventare una macchina in grado di estrarre gli incubi dalla testa dei sognatori. E poiché Minni è tormentata da una serie di pipistrellini rosa, allora la coppia decide di acquistare i servigi di lady Beluka e del professor O'Nirik.
La storia è costruita con un'atmosfera di tensione da racconto gotico anche grazie alla pioggia torrenziale che colpisce l'abitazione/laboratorio dei due scienziati del sonno. Quest'ultima, poi, ricorda un po' la casa in cui è ambientato l'horror Eli. In qualche modo anche il soggetto non sembra molto distante da quello de Gli ultrasogni, visto che Topolino non può essere presente al trattamento subito da Minni e che il risultato del trattamento stesso ha un risultato non proprio rassicurante. Nel caso della storia castyana, anche grazie ai disegni di Cavazzano, gli incubi risultano quasi simpatici, mentre hanno molta più importanza, come detto, la tensione della storia e le scene d'azione.
Molto interessante, infine, la caratterizzazione di Minni che, pur con tutta la sua femminilità, si rivela ancora una volta degna compagna di Topolino, sia nell'azione sia nell'acume.

sabato 9 novembre 2019

L'ascesa e la caduta del muro di Berlino

La data del 9 novembre del 1989 è quella ufficiale della caduta del muro di Berlino, che era in piedi da metà agosto del 1961. Questa data simbolo non è né l'inizio né la fine del processo di cambiamento che attraversò i paesi sotto il controllo dell'Unione Sovietica, ma è indubbiamente una data fondamentale, perché costituì un vero e proprio primo respiro di libertà per l'area orientale dell'Europa. Nello specifico della Germania, se la caduta del muro rendeva più semplici gli spostamenti tra le due parti in cui Berlino venne letteralmente tagliata, questa fu anche il punto di partenza per il processo di unificazione tra le due Germanie che si concluse all'incirca un anno dopo la caduta del muro. La sitauzione dell'epoca viene molto ben spiegata nella TED lesson di Konrad Jarausch animata da Kyriaki Kyriakou, Remus Buznea e Mitko Karakolev che vedete qui sotto. Buona visione:

venerdì 8 novembre 2019

Il catalizzatore

Il Griffith Observatory di Los Angeles venne fondato dal filantropo Griffith Jenkins Griffith. Inaugurato il 14 maggio del 1935 dopo due anni di lavoro, è sede di attività di ricerca e divulgative e nel 2010 ha anche ospitato gli MTV Music Video Awards. Sul palco costruito di fronte alla facciata dell'Osservatorio, tra gli altri, si sono esibiti anche i Linkin Park, iniziando la loro esibizione con The catalyst, penultimo pezzo di A thousand suns, concept album uscito quello stesso anno e di cui avevo già scritto qualcosa a proposito di Waiting for the end.

giovedì 7 novembre 2019

Salsa vinaigrette

Le persone non sono o nobili o malvage. Sono come le insalate miste, con cose buone e cose cattive tagliate e mescolate insieme in una salsa vinaigrette di confusione e conflitto.
da L'atro antro

mercoledì 6 novembre 2019

Divergenza ultravioletta

La prima volta in cui la fisica si imbatté in una divergenza fu la catastrofe ultravioletta: nello studio della radiazione di corpo nero, utilizzando l'approccio della fisica classica, le equazioni di Maxwell prevedevano un rilascio di radiazione elettromagnetica con potenza infinita da parte del corpo nero, cosa non verificata sperimentalmente. Il problema venne risolto grazie alla meccanica quantistica e all'idea che l'energia viaggia in pacchetti minimi ben definiti a partire dalla costante di Planck.
D'altra parte lo sviluppo moderno della meccanica quantistica meglio noto come modello standard delle particelle elementari si porta dietro un altro piccolo problema, una divergenza che spunta in alcune particolari situazioni che è anche nota come divergenza ultravioletta. In questo caso per risolvere la presenza degli infiniti nel modello si applica la tecnica della rinormalizzazione. Questa, da un punto di vista matematico, è l'equivalente del mettere sotto il tappeto gli infiniti del modello: quando si calcolano gli integrali, una volta determinato quale degli estremi conduce a una divergenza, lo si sostituisce con una quantità piccola a piacere (tipicamente i problemi avvengono proprio con 0), per poi applicare le opportune approssimazioni che permettono di far convergere i termini che prima portavano a divergenze non eliminabili.
Questo continua a restare un problema matematicamente non risolto del modello standard, almeno fino a oggi, visto che su arXiv è comparso un draft che nel titolo recita così: A new method of eliminating ultraviolet divergence in perturbation theory. I due autori, i fisici cinesi Hua Zhang e Mingshun Yuan, propongono una versione opportunamente definita della delta di Dirac, una "funzione" (i matematici non sarebbero molto d'accordo nel definirla così!) utilizzata per calcolare le quantità fisiche con cui confrontare il modello con gli esperimenti (lo so, sto semplificando!). Ovviamente, vista anche l'ora tarda, lascio alla comunità dei fisici teorici il compito di esaminare ed eventualmente assimilare le tecniche matematiche utilizzate dei due fisici cinesi. E magari nel frattempo ci do un'occhiata approfondita anche io.

martedì 5 novembre 2019

La casa di carta: l'audace rapina alla zecca di stato

Ideata da Álex Pina, La casa di carta è una serie televisiva spagnola prodotta da Netflix che sta avendo un certo successo. E finalmente ho concluso la visione della prima stagione, costituita da 13 episodi.
La trama è abbastanza semplice: un uomo, nome in codice Professore, riunisce una banda di otto criminali per portare a termine una rapina alla zecca di stato spagnola. In realtà la rapina nasconde un piano più complesso: restare asserragliati dentro la zecca per una decina di giorni e nel frattempo stampare milioni e milioni di euro, per poi fuggire con i soldi freschi di stampa e irrintracciabili.

lunedì 4 novembre 2019

L'orologio circalunare delle iguane

A un certo punto è finita su instagram una foto con una pagina tratta da Luna 2069 di Leo Ortolani e successivamente nelle sue storie Beatrice Mautino chiede una consulenza lunare a Simone Angioni, che risponde opportunamente nelle sue storie. Questo mi ha fatto ricordare che all'inizio di quest'anno avevo scritto una lunga digressione lunare per la recensione, su Edu INAF, de La scienza del magico di Matt Kaplan. Ripropongo qui quell'estratto, legato all'orologio circalunare.
L'influenza della Luna sul sonno
Tra la fine di un anno vecchio e l'inizio di uno nuovo proliferano sempre gli oroscopi che cercano di predire come andranno i mesi a seguire per ciascun segno dello zodiaco. L'oroscopo, però, indipendentemente dal fatto che non tiene conto della precessione degli equinozi che ha modificato la posizione delle costellazioni nel cielo (e dunque anche il periodo in cui queste sono attraversate dall'eclittica, ovvero il percorso apparente del Sole nel cielo), si poggia su un assunto scientificamente difficile da accettare e dimostrare: gli astri nel cielo hanno una qualche influenza sugli eventi della nostra vita, oltre che sul nostro stesso carattere. Il fatto curioso è, però, che effettivamente ci sono due oggetti celesti che hanno influenzato e continuano a influenzare la nostra vita in maniera anche misurabile: il Sole e la Luna.
La loro importanza è sancita da tutta una serie di leggende, spesso similari, legate ad esempio alle eclissi, parziali o totali, che periodicamente ci impediscono di osservarli nel cielo. Il ciclo delle stagioni, le maree, l'influenza sulla temperatura sono esempi di come Sole e Luna interagiscono con gli esseri che vivono sulla superficie della Terra, e che sono di natura completamente differente rispetto a quella che i racconti e le credenze popolari assegnano loro. Eppure la Luna in particolare sembra mostrare una particolare influenza sulle iguane marine delle Galapagos.

domenica 3 novembre 2019

Topolino #3336: Altrimondi possibili

Il numero in edicola, uscito nella settimana di Lucca Comics&Games, presenta un gruppo di storie che, nonostante non siano evidentemente accostabili, in realtà hanno molto in comune. Infatti sia Il cavatappi spaziotemporale, sia il primo episodio di Foglie rosse, sia Paperoga, Teneroga, Tenebroga! parlano di altri mondi, seppure in maniera differente. Avendo già approfondito la storia della serie Topolino Comics&Science, in questa sede mi occuperò delle altre due.
Minaccia alla Terra
Ha un che di spielbergiano il soggetto di Foglie rosse, esordio come autore completo per Claudio Sciarrone: una razza di rettili antropomorfi con tre occhi, dopo aver invaso un pianeta di scienziati pacifici che assomigliano ai guardiani di Oa, ma con molti più capelli, si appresta a invadere la Terra per sfruttare le riserve di silicio del pianeta.
Con numero atomico 14, il silico è l'elemento chimico subito sotto al carbonio e ne condivide una struttura molto simile, anche se leggermente più compatta. Non a caso in molti romanzi di fantascienza vengono considerate forme di vita basate sul silicio e non sul carbonio, come quelle che conosciamo sul nostro pianeta. In questo caso presenta alcuni inconvenienti che lo rendono meno efficace del carbonio, ma ad ogni modo, strettamente parlando con il soggetto di Foglie rosse, il silicio è presente nella crosta terrestre con una percentuale di circa il 27.7% e dopo l'ossigeno è il secondo elemento più abbondante. E' molto probabile che pianeti rocciosi possano avere un'abbondanza di silicio simile a quella della Terra, considerando che l'ammasso della Vergine presenta un'abbondanza molto simile a quella del nostro Sistema Solare(1), ma ovviamente ciò, per ora, è un elemento più utile per racconti di fiction.
Ad ogni modo, tornando alla trama della storia, uno degli scienziati di HJX9HY fugge dagli Sgharooz e si rifugia sulla Terra, dove incontra Tip, Tap e la loro rock band, una situazione non molto differente rispetto a quella in E.T., ma con l'aggiunta del pericolo invasione.
Questo primo episodio, che presenta la storia e i personaggi, scivola via con una narrazione stilisticamente kingiana e un ritmo cinematografico. Sciarrone mescola scene inquietanti con dialoghi brillanti e leggeri e fornisce, per ora, una rappresentazione abbastanza umoristica dei presunti invasori, gli Sgharooz. In attesa di vedere come verrà sviluppata la vicenda negli episodi successivi, per ora questo primo episodio non può che essere promosso a pieni voti!

sabato 2 novembre 2019

Seton: storia di un naturalista

Ernest Thompson Seton è stato uno dei più importanti naturalisti d'oltreoceano. Nato il 14 agosto del 1860 a South Shields nella contea di Durham in Inghilterra, crebbe in Canada, dove la famiglia si trasferì intorno al 1866. Alcuni anni dopo, però, tornò in Gran Bretagna, a Londra, dove perfezionò la sua tecnica nel disegno e nell'illustrazione presso la Royal Academy. Al compimento del suo 21.mo anno d'età, il padre gli chiese la restituzione dei soldi spesi per crescerlo, inclusi quelli per la sua istruzione, e tutto ciò nonostante gli scarsi invii mometari ricevuti durante il periodo londinese che lo costrinsero a lavorare. Seton, dopo aver onorato il "debito", non parlò mai più con il padre.
La vita di questo brillante e talentuoso artista fu, in effetti, anche piuttosto avventurosa e in particolare sono tre gli episodi che Jiro Taniguchi su testi di Yoshiharu Imaizumi utilizzano nel loro poderoso manga Seton: l'episodio più noto della caccia al lupo Lobo in Lobo, il re dei lupi, con cui si apre la serie; quindi il periodo dell'infanzia del naturalista presso la famiglia del cugino Tom nei pressi di Fenelon Falls nel secondo volume, Il ragazzo e la lince; quindi la caccia a Il cervo di Sandhill nel terzo volume. La serie viene arricchita anche da un quarto tankobon (anche se la dicitura, forse, è riduttiva, vista la foliazione), Monarch, l'orso del monte Tallac, che ricostruisce la vicenda del temibile Monarch che Seton ha riscostruito nel suo libro Monarch, The Big Bear of Tallac del 1904.
Nei quattro volumi di Seton i due autori hanno, ad ogni modo, un unico, fondamentale intento, evidente sin dal primo tankobon: mostrare lo stretto rapporto di Seton con la natura, la sua capacità di avere una visione del mondo naturale molto avanzata per l'epoca. I due autori, però, non si accontentano solo di questo e soprattutto nei primi tre volumi, quando alla vicenda principale alternano flashback sulla vita di Seton, inseriscono anche piccole digressioni sui naturalisti che hanno influenzato il giovane Seton: persone come William Brodie, dentista di professione e naturalista per passione che fu il primo mentore di Seton; o ancora Joseph Wolf, uno dei primi artisti a specializzarsi in storia naturale, che Seton conobbe personalmente; ornitologi e naturalisti come John Audubon o Henry Thoureau, sui cui scritti Seton studiò per prepararsi al lavoro vero e proprio di naturalista.

venerdì 1 novembre 2019

A sud di nessun nord


Lampedusa - via commons
Willie Peyote, pseudonimo del rapper, cantautore e road runner torinese Guglielmo Bruno, è andato a Lampedusa, per vedere la situazione com'è. Sul serio:

E visto che ci sono vi lascio con la canzone con cui ho scoperto Willie:

giovedì 31 ottobre 2019

Ritratti: Laura Bassi

L'istituto dell'accademia viene tradizionalmente fatto risalire all'Accademia platonica, una vera e propria scuola di studi avanzati che faceva capo al filosofo Platone. Questa nobile istituzione venne, ovviamente, esportata in tutte le zone di influenza dell'Antica Grecia, inclusa la Magna Grecia. E non è un caso, allora, che la Scuola Medica Salernitana, fondata nel IX secolo, è considerata la prima università medico-scientifica.
Più "universale" era, invece, la storica Università di Bologna: istituita come luogo di formazione e di ricerca nel 1158 con una legge promulgata da Federico Barbarossa, l'Università di Bologna è in realtà ben più vecchia. La sua fonazione, infatti, è probabilmente antecedente anche al 1088, data scelta come convenzione in mancanza di documenti ufficiali o ufficiosi che ne sanciscano l'inizio delle attività.
Viste queste prestigiose origini italiane dell'università, non dovrebbe stupire se le prime donne a riuscire ad ottenere dei titoli accademici sono state proprio delle italiane. Ufficialmente la prima donna ad ottenere un titolo universitario fu la veneziana Elena Cornaro Piscopia nel 1678 presso l'Università di Padova con il prestigioso titolo di Dottore in Filosofia. Esistono però alcune fonti che suggeriscono che anche altre donne erano riuscite a ottenere in precedenza titoli di prestigio: Bettisia Gozzadini aveva ottenuto il titolo di dottore in diritto canonico nel 1236 proprio a Bologna; Costanza Calenda era diventata dottore in medicina presso l'Università di Napoli nel 1422; Juliana Morell, anch'essa dottore in diritto canonico, ad Avignone intorno al 1608.
Una cinquantina di anni più tardi dopo la Cornaro Piscopia, proprio a Bologna, ottiene nel 1732 il titolo di Dottore in Filosofia anche Laura Maria Caterina Bassi alla giovane età di 20 anni. Il 29 ottobre di quello stesso anno, all'incirca intorno al suo compleanno, l'Università di Bologna le conferisce una cattedra in filosofia: inizia, così la sua carriera accademica.

mercoledì 30 ottobre 2019

I rompicapi di Alice: Un doppio acrostico quasi folle

Tutti conosciamo i cruciverba, anche detti parole crociate o incrociate. E' un rompicapo che si sviluppa su una griglia quadrata o rettangolare costituita da caselle bianche e nere. Nelle caselle bianche vanno inserite delle lettere in base a delle definizioni che sono legate a serie di celle orizzontali o verticali opportunamente numerate.
Alcuni rompicapi del genere vennero pubblicati tra il 1793 e il 1795 su The Stockton Bee, ma il primo esplicito riferimento a un "corss word puzzle" risale al 1862 su Our Young Folks, mensile statunitense per bambini e ragazzi. Altri rompicapi di questo genere, come il double diamond puzzle, comparvero sul St. Nicholas magazine, sempre statunitense, a partire dal 1873. Tra i primi cruciverba ci sono anche quelli ideati da Giuseppe Airoldi per Il Secolo Illustrato della Domenica a partire dal 14 settembre del 1890 con il titolo di Per passare il tempo. Quelli di Airoldi si sviluppanavono su una griglia 4x4 senza quadrati neri e con domande sia orizzontali sia verticali.
Il primo cruciverba con le caratteristiche più simili a quelle del cruciverba moderno venne, però, pubblicato il 21 dicembre del 1913 su New York World, ideato dal giornalista di Liverpool Arthur Wynne. Il cruciverba, però, è di fatto l'evoluzione di un altro rompicapo antecedente, il doppio acrostico.
Giocare con le parole
Prima di addentrarci nei misteri del doppio acrostico, vediamo velocemente cosa è un acrostico. Questi non è altro che un componimento poetico in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali compongono una parola o una frase di senso compiuto. Gli esempi più antichi a nostra disposizione sono contenuti nella Bibbia (ad esempio nei Salmi o nei Proverbi). Forse uno degli esempi più noti è la poesia An acrostic di Edgar Allan Poe.

martedì 29 ottobre 2019

Dall'elicottero di Leonardo all'elica di Riemann


via commons
Oggi c'è stata un'edizione speciale delle Lezioni leonardesche di Milano tenutasi presso la Biblioteca Nazionale Braidense. La chiusura della giornata è stata affidata a Roger Penrose che ha proposto un intervento dal titolo On the Power of Geometric Illustration in Mathematics and Science. Di fatto ha proposto una serie di immagini matematiche e fisiche, commentandole di volta in volta, praticamente tutte tratte dal suo poderoso testo La strada che porta alla realtà (che sono riuscito a farmi firmare subito dopo la sua firma al guestbook dell'Osservatorio!). A parte l'inizio. Le prime immagini, infatti, erano alcuni studi leonardeschi, anche anatomici, e a un certo punto ecco spuntare fuori l'elicottero di Leonardo, che il fisico matematico ha subito accostato a quella che potremmo definire l'elica di Riemann. Tecnicamente è la superficie riemanniana della funzione $\log z$, con $z$ numero complesso. La figura viene così spiegata da Riemann all'inizio dell'ottavo capitolo del libro su citato:

lunedì 28 ottobre 2019

Your Name

Avevo scritto che, grazie a Netflix, avrei recuperato Your Name e così è stato. Do', però, una delusione a tutti i fan del film di Makoto Shinkai: sono tra i pochi (spero che ce ne siano, in effetti...) che ha preferito Weathering with You. Questo, però, non vuol dire che Your Name sia un brutto film, anzi tutt'altro! Vediamone in breve la trama:
Ci sono questi due ragazzi, Mitsuha Miyamizu, studentessa che vive in una cittadina sui monti giapponesi, e Taki Tachibana, studente di Tokyo, che a un certo punto iniziano a scambiarsi, più o meno come accade in Tutto accadde un venerdì, solo che a differenza delle protagoniste del film disneyano del 1976, i due non si sono mai incrociati. Questi scambi, come si intuisce dal montaggio iniziale e poi dalla raccolta di informazioni che Taki porterà avanti, sembrano legati al passaggio accanto alla Terra della cometa Tiamat, inventata per l'occasione. In questo caso è interessante spendere due parole sulla scelta del nome della cometa. Tiamat, infatti, nella mitologia babilonese è la dea primordiale degli oceani e delle acque salate, nonché madre di tutto il cosmo. Rappresentata come serpente marino o drago, è anche il simbolo del caos primordiale. In effetti alcuni degli aspetti della dea babilonese si possono ritrovare nella trama e nel ruolo che la cometa vi svolge. Inoltre questo oggetto celeste può essere letto come l'elemento che lega l'universo con la Terra e gli esseri umani in una maniera molto più sottile e sofisticata della lettura mitologica.

domenica 27 ottobre 2019

Topolino #3335: A caccia di fake news

Se il piatto forte del numero è il prequel de Il cimiero vichingo, il resto del sommario non è da meno con un paio di storie divertenti e interessanti.
Squadra antibufala
Utilizzando un tema molto in voga in questo momento, quello delle fake news, Sergio Badino costruisce una storia molto divertente e, per impostazione, molto simile a una tipica storia della serie di Topolino Comics&Science. Cerchi nel grano, ufo, grandi complotti mondiali con a capo i magnati più ricchi: notizie non verificate e affrontate da media e pubblico con sufficienza, seguendo la "notizia" per un tempo sufficientemente lungo da fare audience, ma non abbastanza per smentire le falsità. In questo contesto Qui, Quo, Qua conoscono a scuola Mike Nolies (nolies letteralmente niente bugie) che gli fornisce preziosi consigli, validi per chiunque e non solo per i più giovani:
Se sentite notizie che vi sembrano strane o infondate, verificatele* prima di diffonderle!
Chiedete agli adulti! Fate una
ricerca! Approfondite! Confrontate le fonti!
Non accontentatevi!** Cercate altri siti, libri o articoli di giornale che parlino dello stesso argomento in modo da poter raffrontare le versioni!
I tre paperini si ritrovano ad affrontare in prima persona le fake news quando queste rischiano di travolgere lo zio Paperone: in questo modo Badino mostra in maniera esemplare come funziona il sistema: si inizia a porre con insistenza una domanda innocua, che però viene ammantata da implicazioni poco chiare (nel caso di Paperone si passa da una domanda sulla sua privacy, all'assunto che, non volendo rispondere, abbia qualcosa di losco da nascondere); poi qualunque dettaglio viene utilizzato per dimostrare le proprie tesi, interpretando immagini sfocate o zoom di crepe e macchie come prova di loschi intenti.
Paperone risolve la faccenda da par suo, guadagnandoci anche, ma non tutti hanno i mezzi e le possibilità per ribaltare l'esito delle fake news: l'unica arma in questo momento è la conoscenza e la consapevolezza.
Ad affiancare Badino c'è un sempre ottimo Nico Picone, il cui tratto si è ormai stabilizzato su linee più rotonde e morbide, con personaggi leggermente più tozzi, rispetto al suo punto di riferimento, Stefano Intini.

sabato 26 ottobre 2019

L'ultimo cavaliere: apocalisse batmaniana

Era da tempo che non scrivevo di Batman, soprattutto perché è da tempo che non leggo robe recentissime scritte sul Cavaliere Oscuro. Da un lato l'attesa della pubblicazione delle storie nei volumi, Batman e Detective Comics, dall'altro il tenermi lontano dai due quindicinali ha ridotto le mie letture batmaniane recenti, almeno fino all'acquisto del primo volume de L'ultimo cavaliere sulla Terra, uscito nella DC BLack Label, che vede riunito uno dei migliori team creativi che abbia mai lavorato sul personaggio: Scott Snyder e Greg Capullo.

venerdì 25 ottobre 2019

Le grandi domande della vita: Una ignobile puntata di gatti e vombati

C'è da sempre una domanda curiosa che ci poniamo da quando abbiamo iniziato ad addomesticare gli animali, prima per alleggerire la caccia, i trasporti e il lavoro nei campi, e poi per la compagnia, e che ha anche generato un fantascientifico paradosso con conseguenze da premio IgNoble. Ed è da questa domanda che parte questa nuova puntata de Le grandi domande della vita.
La caduta del gatto ballerino
Ovviamente l'annosa domanda è: Come fanno i gatti a cadere sempre in piedi? Il segreto sta, ovviamente, nella fisica, in particolare nella grandezza nota con il nome di momento angolare. Questa grandezza fisica è un vettore, perpendicolare al piano lungo il quale si svolge la rotazione, che mette insieme la massa del corpo che sta ruotando, la sua velocità di rotazione e l'estensione (il raggio) della rotazione stessa: \[\vec L = \vec r \times (m \cdot \vec v)\] Questa quantità, se non intervengono fattori esterni a modificare la velocità di rotazione, resta costante. Proprio grazie a questo principio le ballerine e i pattinatori riescono a modificare la loro velocità di rotazione (e quindi la spettacolarità delle loro evoluzioni): allargare le braccia o avvicinarle al corpo rallenta o accelera la rotazione stessa.

giovedì 24 ottobre 2019

All'origine dei nuclei pesanti

Con il processo di nucleosintesi si intende quel fenomeno fisico alla base della creazione dei nuclei atomici e quindi degli atomi. Si distingue essenzialmente tra due generi distinti di nucleosintesi: quella primordiale e quella stellare.
La nucleosintesi primordiale è la responsabile dell'origine degli atomi di idrogeno, elio e litio presenti nell'universo nella forma soprattutto dei loro isotopi più diffusi (elio-3 e -4, deuterio, litio-7). Secondo il modello del Big Bang nella sua versione attuale, tale processo è avvenuto all'incirca 20 minuti dopo l'iniziale espansione superaccelerata dello spaziotempo(11).
L'idea originale della nucleosintesi primordiale venne espressa nel famoso articolo $\alpha\beta\gamma$(6) da Ralph Alpher e George Gamow. E lo stesso Gamow diede un contributo anche allo sviluppo del modello della nucleosintesi stellare, il cui primo contributo risale ad Arthur Eddington in un articolo del 1920(1). Gamow, invece, propose nel 1928 il così detto fattore di Gamow(2, 10), utilizzato da Robert d'Escourt Atkinson e Fritz Houtermans per realizzare i primi calcoli sulle reazioni termonucleari stellari(3) e dallo stesso Gamow insieme con Edward Teller per ricavare il tasso di produzione di energia all'interno di una stella(4).

mercoledì 23 ottobre 2019

Un report sul caffè

Sono incappato nell'ennesima discussione sulla più o meno superficialità con cui Report tratta argomenti più o meno scientifici. In questo caso la puntata è quella del 21 ottobre e sul servizio dedicato al caffè, che non è la mia bevanda preferita. La curiosità di capire cosa è accaduto, mi ha spinto a recuperare la puntata on-line. C'è molta gente in giro che potrebbe tranquillamente fornirvi più informazioni di me, ma non è difficile trovare una composizione chimica del caffè dove è evidente la presenza di almeno un metallo al suo interno:
L'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione riporta questa composizione riferita a 100 grammi di parte edibile di caffè tostato: carboidrati 28,5 g; lipidi 15,4 g; proteine 10,4 g; acqua 4,1 g; potassio 2020 mg; fosforo 160 mg; calcio 130 mg; sodio 74 mg; ferro 4,1 mg; niacina 10,00 mg; riboflavina 0,20 mg. L'apporto energetico riferito a 100 grammi è di 287 kcal ossia 1201 kJ.
La cosa, in qualche modo, non dovrebbe sembrare strana, visto che i metalli sono tutto intorno a noi ed effettivamente le concentrazioni dei metalli trovate nel caffè sono compatibili con le concentrazioni dei metalli presenti in natura, pur con le opportune variazioni che possono dipendere dalla composizione del terreno, come ricorda un produttore di caffè biologico italiano, o dalla quantità di pesticidi utilizzate.
La cosa che, però, mi ha stupito arriva nel finale, quando il giornalista in studio a un certo punto osserva:
Simpatico il prof.Foresta. Ha scoperto che le cialde di plastica rilasciano degli ftalati, in dosi sotto la soglia di rischio, che lui stesso peraltro critica, tuttavia continua a berlo con il sorriso sulle labbra, con la consapevolezza. Cosa che vorremmo fare anche noi, ma in mancanza di etichette, continuiamo a farlo al buio.
La cosa più stupefacente è che questa consapevolezza di cui parla il giornalista qui sopra me la sono costruita a scuola, grazie alla fisica e alla matematica che mi hanno dato uno strumento potente come gli ordini di grandezza, e alla chimica stessa, che mi permette di non perdermi troppo all'interno di informazioni che sono lontane dal mio lavoro.
Ecco: alla fine il servizio di Report mi ha insegnato qualcosa che sapevo già, l'importanza della scuola nel fornirci gli strumenti per leggere il mondo che ci circonda. Basta essere più attenti a lezione!
P.S.: qui sotto il miglior video mai fatto sul caffè!

martedì 22 ottobre 2019

La camminata dell'ubriaco quantistico

Era da un po' che non giravo su arXiv per dare un'occhiata a qualche novità o curiosità non solo su cui scrivere, ma anche da approfondire un po' a tempo perso. Dando un'occhiata alle uscite recenti nel campo della fisica-matematica, mi imbatto in un articolo interessante(4), uscito all'inizio di ottobre, che mi da modo di approfondire un po' l'argomento del moto browniano.
La passeggiata casuale delle cellule in acqua

via commons
Sebbene il fenomeno fosse stato osservato per la prima volta nel 1785 da parte del botanico olandese Jan Ingenhousz, il termine deriva dal suo collega scozzese Robert Brown che lo descrisse nel 1827 osservando al microscopio il moto caotico e senza requie delle particelle del polline di Pulchella clarkia nell'acqua. La prima spiegazione teorica del fenomeno arrivò nel 1905 in uno degli articoli che Albert Einstein mandò quell'anno ad Annalen der Physik(1). L'articolo, che studiava il movimento di piccole particelle sospese in un liquido stazionario, aveva come obiettivo quello di fornire un'evidenza per l'esistenza di atomi e molecole. Il modello di Einstein venne successivamente verificato sperimentalmente da Jean Baptiste Perrin nel 1908(2) e gli permise, tra gli altri, di ottenere il Nobel per la Fisica nel 1926

lunedì 21 ottobre 2019

Weathering with You: un amore negazionista

E' soprattutto con Your Name che Makoto Shinkai viene accostato a Hayao Miyazaki, il maestro dell'animazione giapponese, ma è lo stesso Shinkai in un certo senso a voler porre le distanze da tale paragone:
But... you can't be Miyazaki, you can only be the second Miyazaki, and that isn't something to aim for.
Il sesto lungometraggio di Shinkai, Weathering with You, arriva a tre anni da Your Name (che probabilmente recupererò a breve grazie a Netflix), e sono andato a vederlo insieme a due amici wikipediani a Bologna. La storia è sostanzialmente un fantasy: c'è questa ragazza, Hina, che è in grado di controllare il tempo, in particolare di portare il bel tempo. Conosce Hodaka, scappato di casa e giunto a Tokyo in cerca di un posto dove stare e di un lavoro che gli permetta di sopravvivere. Il ragazzino, nel frattempo, è diventato assistente di Keisuke Suga, un piccolo editore che pubblica su commissione articoli di inchiesta su superstizioni varie. Hodaka, così, inizia l'attività di assistente giornalista andando a intervistare vari presunti sensitivi insieme con Natsumi, scoprendo la leggenda delle sacerdotesse del tempo, in grado di portare il sereno, proprio come Hina.