Stomachion

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martedì 23 aprile 2024

Topolino #3569: Un mondo di acqua, ghiaccio e nebbia

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Ritornano le avventure marine di Malcolm De' Paperoni, l'avo corsaro di corsaro di Paperone sviluppato sulle pagine di Topolino da Vito Stabile nella serie Il corsaro che con Le parole giuste, storia in due tempi sempre disegnata da Mario Ferracina, affronta il tema del rapporto di lontanaza con i genitori, che come abbiamo visto nel primo episodio della serie non sembravano capire né apprezzare il desiderio di esplorare il mondo espresso da loro figlio.
L'episodio nello specifico, però, propone anche altri spunti interessanti, iniziando dalle differenze, già sottolineate nel mio precedente articolo, tra corsari e pirati, e qui sottolineati grazie alla presenza di un pirata, tale Billy Blackwing, flagello degli oceani e della flotta inglese. In effetti è proprio il confronto con quest'ultimo e con la sua storia che fa comprendere a Malcolm l'errore che commetterebbe nel non mantenere i rapporti con i suoi genitori. E, in qualche modo, anche il confronto con Elaine, la cartografa della Falcon Rover, arricchisce, seppur non in maniera così diretta, il personaggio di Malcolm: anche la giovane corsara, infatti, è lontata dai suoi genitori, che invece sono degli esploratori dispersi chissà dove. Sarà poi interessante vedere come si evolverà il rapporto tra i due, con Stabile che sembra suggerire che Elaine possa diventare la futura moglie di Malcolm.

domenica 14 gennaio 2024

Topolino #3555: Corsari in cerca di pirati

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Annunciata da una splendida copertina di Andrea Freccero per i colori di Andrea Cagol, arriva in partura di numero la storia che narra le origini marinaresche di Malcolm De' Paperoni, che esordì nel 1956 sulle pagine de Il tesoro della regina di Carl Barks. Dopo di allora venne utilizzato, escludendo le apparizioni nei quadri, in altre tre occasioni: Il nuovo proprietario del castello De' Paperoni, quinto episodio della $aga di Don Rosa; Il mostro di Dismal Downs di Maya Astrup e Massimo Fecchi, dove il personaggio compare come fantasma, proprio come nella storia di Rosa; e ne La corona dei desideri di Vito Stabile e Alessandro Perina. Ed è proprio Stabile, questa volta affiancato da Mario Ferracina, a riportare Malcolm sulle pagine di Topolino, ma non con un qualche espediente narrativo particolare, come avvenuto in tutte le precedenti apparizioni, ma con un approccio identico a quello che è stato adottato per Cornelius Coot: una storia ambientata nel suo passato.
In particolare Il corsario, storia in due tempi, racconta di come Malcolm coltivi il sogno di viaggiare per mare andando contro le imposizioni dei suoi genitori, che vorrebbero che lui si facesse carico della locanda di famiglia. Il richiamo del mare, però, diventa irresistibile quando il corsaro Greenbottle arruola marinai per una missione particolare: trovare la fantomatica isola di Libertulla e intraprendere con essa degli scambi commerciali.
Non deve stupire il lettore che Malcolm si arruoli su una nave corsara. Di fatto i corsari erano pirati autorizzati,tramite la famosa "lettera di corsa", ad assalire le navi mercantili di nazioni nemiche con l'obbligo di consegnare parte del bottino al governo. In pratica i corsari compivano tutte quelle azioni che le flotte nazionali non potevano compiere senza rischiare un incidente diplomatico.

venerdì 6 dicembre 2019

La vera storia di Long John Silver

[I pirati] avevano una regola, che nessuno era superiore agli altri, né nella vita né in faccia alla morte.
Si potrebbe sintetizzare il romanzo di Njorn Larsson con questa citazione, che riassume tutto il senso anarchico, ma anche romantico della categoria dei pirati.
La pirateria ha una storia antica e si origina sin dai tempi dagli antichi Greci e Romani: famosi i pirati di Asterix oppure quelli fenici, decisamente più reali dei simpatici e sfortunati navigatori ideati da Goscinny e Uderzo. I pirati più famosi, però, sono quelli saraceni, per via delle crociate, e quelli oggi più genericamente identificati come "pirati dei Caraibi".
E' a quest'ultima categoria che pensa Robert Louis Stevenson quando scrive L'isola del tesoro, una bellissima e appassionante avventura in cui emergono, in particolare, due personaggi, il giovane Jim Hawkins, narratore di quasi tutto il romanzo, e l'istrionico Long John Silver, cuoco di bordo, quartiermastro, pirata e personaggio dalla caratterizzazione ambigua e, per questo, molto interessante e profonda.
Il problema, però, un po' come accadde al Watchmen di Alan Moore, è che la figura del pirata quando viene ripresa da altri scrittori si cristallizza nella sua rappresentazione esteriore, molto simile a quella di Silver, e non nella profondità e sfaccettatura del personaggio. Ed è proprio quella che Larsson recupera con La vera storia del pirata Long John Silver.