Stomachion

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giovedì 21 maggio 2020

Meno che ammirevoli

Spesso è difficile ammettere che quelli che amiamo non sono perfetti, o prendere in considerazione aspetti di una persona che sono meno che ammirevoli.
- da L'atro antro

giovedì 7 novembre 2019

Salsa vinaigrette

Le persone non sono o nobili o malvage. Sono come le insalate miste, con cose buone e cose cattive tagliate e mescolate insieme in una salsa vinaigrette di confusione e conflitto.
da L'atro antro

giovedì 6 giugno 2019

Una serie di sfortunati eventi: la serie su Netflix

Dopo un'interruzione dalla lettura durata quasi 8 anni, stimolato dalla visione della serie distribuita da Netflix, ho completato la lettura di Una serie di sfortunati eventi giusto poco prima di finire la visione degli episodi della terza stagione insieme con mia sorella.
Per quanto questo serial risulti abbastanza fedele ai romanzi, lo stile narrativo, in particolare quello dei dialoghi, e quello visivo, in particolare la fotografia utilizzata, ricordano molto la serie ideata da Bryan Fuller Pushing Daisies. E a quanto pare non sono stato l'unico a notare la vicinanza stilisica tra i due serial. E non è nemmeno detto che Fuller non sia stato in qualche modo ispirato dallo stile narrativo di Una serie di sfortunati eventi visto che il primo romanzo della serie venne pubblicato nel 1999, mentre Pushing Daisies è stata trasmessa dal 2007 al 2009. Inoltre c'è da aggiungere che lo stesso Fuller su twitter ha confermato di amare la serie di romanzi di Daniel Handler/Lemony Snicket.

giovedì 16 maggio 2019

Una fine non allitterante

Una delle caratteristiche salienti dei titoli della Serie di sfortunati eventi sono i titoli con allitterazione. Questa è una figura retorica che si basa sulla ripetizione di suoni o serie di suoni uguali o simili all'inizio di due o più vocaboli successivi. Questa particolarità non viene usata da Lemony Snicket, narratore dietro il quale si nasconde lo scrittore della serie Daniel Handler, per l'ultimo dei volumi della serie, il tredicesimo, La fine.
La storia vede i tre orfani Baudelaire naufragare, alla fine di una tremenda tempesta, insieme con il conte Olaf, su un'isola dispersa in mezzo all'oceano. Questa è stata popolata nel corso degli anni da vari naufraghi guidati da Ismaele, il facilitatore dell'isola. La struttura sociale è solo apparentemente libera: gli abitanti, infatti, sottopongono qualunque relitto trovato sulla spiaggia e più in generale qualunque proposta all'esame di Ismaele, che generalmente la boccia, ma con un fare molto sottile e apparentemente disponibile. Il facilitatore, infatti, lascia al proponente la scelta finale, facendo però intendere abbastanza chiaramente che andare contro il suo parere rischierebbe di far "oscillare la barca". Quindi nessuna idea nuova, nessun meccanismo che permetta di migliorare la vita sull'isola o di depurare l'acqua per non bere la bevanda alcolica a base di cocco che rende tutti tranquilli e disposti ad accettare le decisioni di Ismaele. Quest'ultimo, però, nasconde un segreto dall'altra parte dell'isola, quella dove vengono portati i relitti bocciati da Ismaele (praticamente tutti!), mostrandosi alla fine altrettanto ipocrita dello stesso conte Olaf.
E' evidente in questo romanzo conclusivo come l'intento dello scrittore sia quello di criticare le strutture democratiche e più in generale quelle sociali che tendono a soffocare l'individuo, le sue particolarità e i suoi talenti. Quelli di Violet, Klaus e Sunny vengono, infatti, continuamente frustrati e mai bene accolti, tanto che di fronte alla minaccia del Mycelium Medusoide portato da Olaf sull'isola, gli isolani preferiscono fuggire piuttosto che affidarsi ai Baudelaire.

giovedì 9 maggio 2019

Il penultimo pericolo

Dopo essere stati recuperati da Kit Snicket dal bordo della spiaggia salmastra, i tre orfani Baudelaire vengono infiltrati da quest'ultima all'interno dell'Hotel Climax come conciergie in modo da spiare i discorsi degli ospiti e raccogliere informazioni utili per i V.F. Questi ultimi, convocati da un misterioso J.S., si riuniranno giovedì all'Hotel Climax quando, si spera, verrà risolta definitivamente la questione legata alle malefatte del Conte Olaf. Succedeva, in molte serie televisive di una trentina di anni fa, che l'ultimo episodio della stagione fosse una sorta di ricapitolo di tutti gli episodi precedenti, mostrando personaggi e situazioni presenti nel corso delle varie puntate. Allo stesso modo Il penultimo pericolo raccoglie in un unico luogo, l'Hotel Climax, quasi tutti i personaggi incontrati dagli orfani Baudelaire nel corso della Serie di sfortunati eventi che è capitata loro dal giorno in cui il signor Poe ha comunicato ai tre bambini di essere diventati orfani. Però questo Penultimo pericolo, come dice il titolo stesso, non è l'ultimo della serie, ma, appunto, il penultimo, nello specifico il 12.mo.
Così anche questa recensione è la penultima, almeno relativamente alla serie di romanzi, ma visto che c'è da considerare anche una recensione della serie prodotta da Netflix, siete sempre in tempo per abbandonare tutto e darvi, ad esempio, al giardinaggio, che forse è meglio che leggere le recensioni di libri ricchi di sfortunati eventi.
Ad ogni buon conto, se siete ancora qui a leggere, non mi resta che proseguire.

giovedì 2 maggio 2019

L'atro antro

Sotto la spinta della visione su Netflix di Una serie di sfortunati eventi, prodotta tra gli altri dal grande Neil Patrick Harris, che interpreta magistralmente il Conte Olaf, ho ripreso dopo anni la lettura della serie di romanzi scritti da Lemony Snicket, pseudonimo dello scrittore statunitense Daniel Handler.
In effetti lo status di Snicket come narratore è abbastanza labile sin dall'inizio della serie, quando più volte cita le sue indagini sulle sfortunate vidende dei tre orfani Baudelarie. In qualche modo, infatti, lo si considera al tempo stesso anche un personaggio della serie anche per la presenza attiva dei suoi due fratelli, Jack Snicket, che appare ne Il vile villaggio, e Kit Snicket, citata per la prima volta proprio ne L'atro antro, undicesimo libro della Serie.
Ricapitoliamo brevemente: i drammatici eventi de La scivolosa scarpata hanno portato i tre fratelli Baudelaire in mezzo al Torrente Teso a bordo di un toboga. Qui li ritroviamo all'inizio di un'altrettanto drammatica vicenda poco prima che il sommergibile Queequeg del capitan Controsenso emerga dalle acque proprio sotto il loro natante. Dunque, ispirato dallo stesso Lemony Snicket, mi permetto di suggerirvi di leggere qualcosa sul ciclo dell'acqua e lasciar perdere questa drammatica recensione. Se, per sbaglio, avete deciso di seguire la recensione, bhe... peggio per voi!

domenica 14 aprile 2013

Le ricette di Sunny: Falsi involtini primavera

Quando Sunny tornò aveva sul viso un'espressione trionfante, e fra le braccia il cespo di spinaci, il barattolo di castagne d'acqua e l'enorme melanzana. "Falsi Involtini Primavera!" esclamò, e intendeva dire qualcosa del tipo: 'Un assortimento di verdure avvolte in foglie di spinaci, preparate in onore della Falsa Primavera'.

(da La scivolosa scarpata di Lemony Snicket, trad. Valentina Daniele)

sabato 12 maggio 2012

Le ricette di Sunny: prima colazione semifredda

Per prima cosa aveva aperto il barattolo di succo d'arancia e con un cucchiaino aveva grattato il ghiaccio, che aveva disposto sul vassoio in piccoli mucchi di granita di arancia, una preparazione fredda e squisita servita spesso nei pranzi eleganti e nei balli in maschera. Poi si era sciacquata la bocca con la neve sciolta, per pulirla il più possibile, e aveva macinato con i denti alcuni chicchi di caffé (voi a casa non provate a farlo, innanzitutto perché non avete i denti di Sunny, e poi, se proprio dovete macinare il caffé, usate il macinino che sta nella credenza: se non viene usato, cade in depressione!). Aveva messo un po' di caffé in ogni tazza e l'aveva mescolato con altra neve (non è necessario avere la neve per fare il caffé freddo in questo modo: basta avere del ghiaccio tritato, da non tritare con i denti per i motivi discussi nella nota 1) per fare il caffé freddo, una bevanda deliziosa che ho assaggiato per la prima volta in Thailandia dov'ero andato a parlare con un tassista. Nel frattempo la Baudelaire minore si era messa il pane congelato sotto la camicia per scaldarlo un po' (abbiate presente la situazione: pane congelato e nessun fuoco o altra fonte di calore tranne quella del proprio corpo. A casa, invece, soprattutto perché è difficile, cari lettori, che possiate avere una pelle morbida e pulita come quella della piccola Sunny, utilizzate il tostapane, la padella o il forno a vostro piacimento), e quando era stato abbastanza caldo da poter essere mangiato aveva messo una fetta su ogni piatto, e con un cucchiaino l'aveva spalmata di marmellata di more. Aveva fatto del suo meglio per spalmare la marmellata (che era gelata anch'essa) a forma di occhio (voi potete usare la forma che più preferite), per compiacere i farabutti che l'avrebbero mangiata, e come tocco finale aveva trovato un mazzo di edera, che il Conte Olaf aveva regalato alla fidanzata non molto tempo prima, e l'aveva messo nella piccola lattiera del servizio da tè. Latte non ce n'era, ma l'edera avrebbe aiutato nella presentazione del cibo facendo da centrotavola, termine che qui significa 'decorazione posta in mezzo a un tavolo, spesso usata per distrarre la gente dal cibo'.

(da La scivolosa scarpata di Lemony Snicket, trad. Valentina Daniele)

venerdì 19 agosto 2011

La scivolosa scarpata

More about La scivolosa scarpataEravamo rimasti, alla fine de Il carosello carnivoro, con Sunny nelle grinfie del conte Olaf e dei suoi accoliti, cui si sono uniti i fenomeni del Carosello Caligari, che hanno condiviso con i Baudelaire gioie e dolori, mentre Klaus e Violet si ritrovano a precipitare lungo la ripida discesa del Monte Manomorta, destinati a fine certa.
Ovviamente grazie alle qualità di Klaus e Violet, i due Baudelaire maggiori riescono a salvarsi, ma certo gli sfortunati eventi del 10.mo volume non finiscono qui. In effetti mentre Klaus e Violet incontrano Carmelita Ghette (ricordate l'antipatica ragazzina de L'atroce accademia?) e riescono a occultare i loro volti grazie a delle maschere da scherma utilizzate da un gruppo di strani boy-scout che si stanno avventurando sul monte per festeggiare l'arrivo della Falsa Primavera (un periodo di un giorno di bel tempo), Sunny è costretta a cucinare, possibilmente senza fuoco, per il gruppo di Olaf.
Una piccola luce, però, nei misteri che avvolgono i Baudelaire si accende grazie all'incontro con Quigley Pantano, il trigemino creduto morto, scoprendo che nei fantomatici V.F., il cui quartier generale di Val Ventosa tutti stanno cercando (purtroppo Klaus, Violet e Quigley, esperto in cartografia, arriveranno tardi, bruciato da amici di Olaf), facevano parte anche i genitori dei tre gemelli oltre ai coniugi Baudelaire, a Esmé e Olaf e i due tizi innominati dall'aura malvagia che irrompono in questo capitolo della serie.
A quanto sembra, infatti, all'interno dei V.F. (Volontari del Fuoco?) è avvenuto uno scisma, con da una parte Olaf e simili che probabilmente vogliono utilizzare le conoscenze e le abilità dei V.F. per i loro loschi fini, e dall'altro chi interpreta in maniera altruistica l'appartenenza alla misteriosa organizzazione. A quanto sembra stanno vincendo i cattivi, cui rimane ormai solo l'ultimo rifugio da distruggere e poi tutta la vicenda resterà impressa su stampa e nota al grande pubblico solo grazie a Lemony Snicket, che a suo tempo scelse la parte buona dei V.F. scissi.

giovedì 1 ottobre 2009

Il carosello carnivoro

More about Il carosello carnivoroAlla fine de L'ostile ospedale avevamo lasciato i fratelli Baudelaire nascosti nel baule dell'auto del Conte Olaf. Quando l'automobile, carica del crudelissimo conte con tanto di fidanzata e accoliti al seguito, si ferma, lo fa solo per arrivare da Madame Lulù, titolare del Carosello Caligari, un carosello incentrato intorno a un vero e proprio freak show (nota: nella traduzione del volume Valentina Daniele sceglie evidentemente la parola fenomeni per indicare quelli che a tutti gli effetti sono freak e che, non ho dubbio alcuno, così sono anche indicati nell'edizione originale). I fratelli, per confondersi e poter quindi indagare al meglio all'interno del carosello, si travestono da fenomeni: una persona con due teste per Violet e Klaus, un bebé-lupo per la piccola Sunny.

martedì 1 settembre 2009

L'ostile ospedale

More about L' ostile ospedaleAvevamo lasciato i fratelli Baudelaire in fuga da V.F., il villaggio che li aveva adottati, con l'accusa di omicidio sulle spalle. Il vile villaggio ha rappresentato una tappa estremamente triste e al tempo stesso molto bella nelle sfortunate vicende dei fratelli: la liberazione e la fuga dei trigemini Pantano, infatti, è avvenuta al prezzo dell'infamante accusa di cui sopra, alimentata dalla cattiva stampa rappresentata dal Daily Punctilio, che rappresenta la cattiva stampa della nostra società che, pur se criticata, falsa e mal verificata, continua ad essere seguita e letta come se dicesse la verità.
E la sfida ne L'ostile ospedale, se possibile, si fa ancora più difficile. Non solo il signor Poe in questo caso non si fa vivo nemmeno di fronte a un telegramma inviato dai fratelli da un chioschetto trovato in mezzo al nulla, ma sono anche costretti a nascondersi continuamente a causa della foto sul giornale: non ha, infatti, nessuna importanza che i loro nomi siano sbagliati, ma sono comparsi sul giornale e sono indicati come feroci assassini. L'assurdità della vicenda (visto che sono tutti e tre minori) sta che praticamente ogni adulto non solo li crede assassini, ma puntualmente non crede a una sola parola di quello che dicono.
All'interno dell'ospedale, comunque, dove giungono per puro caso grazie ai Volontari Festosi per i quali allietare i malati li farà guarire senza bisogno delle medicine, i tre fratelli Baudelaire scoprono negli archivi dell'ospedale, dove sono stati assegnati per aiutare Hal l'archivista, l'esistenza di un dossier su di loro e sugli Snicket e, soprattutto, scoprono che forse uno dei loro genitori si è salvato dal terribile incendio che li ha lasciati orfani in balia del Conte Olaf.
Anche in questo caso il malvagio conte li trova, anche se forse per un semplice caso: era arrivato a quell'ospedale proprio per trovare e distruggere il dossier sui Baudelaire, dossier che però è incompleto, mancando molte pagine di una relazione che potrebbe rivelare molti dei particolari che sembra i Pantano hanno scoperto. Così inizia una sfida con gli sgherri di Olaf, che questa volta si nasconde nell'ufficio del Capo delle Risorse Umane dell'Heimlich Hospital, dal quale tramite il complesso sistema di altoparlanti, può mandare ordini e controllare l'intera struttura.
Alla fine i nostri riusciranno ancora una volta a fuggire, andandosi a nascondere nel cofano dell'auto di Olaf: cosa succederà loro nel prossimo sfortunato evento?

Gli infausti precedenti:
1. Un infausto inizio
2. La stanza delle serpi
3. La funesta finestra
4. La sinistra segheria
5. L'atroce accademia
6. L'ascensore ansiogeno
7. Il vile villaggio

lunedì 27 luglio 2009

Il vile villaggio

More about Il vile villaggioFinalmente gli orfani Baudelaire scoprono cosa si nasconde dientro V.F.: un villaggio!
E' lì che si dirigono ed è lì che si fanno adottare: il villaggio di V.F., infatti, aderisce all'iniziativa Ci vuole un villaggio per allevare un bambino e quindi sarà l'intero villaggio ad occuparsi dei Baudelaire, o come più probabile, saranno gli orfani a doversi occupare del villaggio in cambio dell'ospitalità!
Ovviamente ci sarà qualcuno ad aiutarli, il pavido Hector, che in gran segreto ha costruito una macchina volante, questo perché V.F. è un villaggio con così tante regole, che anche costruire un aggeggio meccanico è punibile con la morte!
Pensate, in tutto questo, che i poveri orfani, oltre a dover cercare i trigemini Pantano, grazie a una serie di poesie di Isadora, dovranno anche difendersi da un'accusa di omicidio: in questo caso a indagare sarà ancora una volta il famigerato conte Olaf, travestito da pacchiano investigatore in stile anni Settanta, aiutato dalla sua allieva e ormai fidanzata Esmé Squalor, in questa occasione travestita da tutore della legge di V.F.
Personalmente, per colpi di scema, assurdità varie e costruzione generale dell'episodio, è questo il libro migliore della serie, seguito, come ho già scritto in altre occasioni, da La stanza delle serpi: tra fogliettini, regole, corvi e cappelli corvini, Snicket costruisce un'altra bella vicenda per gli orfani Baudelaire che, nel finale, sembra aprire nuovi e interessanti orizzonti per i 6 romanzi successivi.

Gli infausti precedenti:
1. Un infausto inizio
2. La stanza delle serpi
3. La funesta finestra
4. La sinistra segheria
5. L'atroce accademia
6. L'ascensore ansiogeno

venerdì 29 maggio 2009

L'ascensore ansiogeno

Più riguardo a L' ascensore ansiogenoDopo la terribile esperienza nell'austera accademia del romanzo precedente, i fratelli Baudelaire finiscono sotto la custodia di una ricca coppia del quartiere ricco della loro città natale. I due sono Jerome ed Esmé Gigi Genevieve Squalor, una strana coppia la cui metà forte è costituita da Esmé, tutta impegnata a seguire la moda e tutto ciò che è in, come adottare gli orfani, abbandonando immediatamente ciò che è out. E tra le cose in c'è anche Gunther, il battitore d'aste più in della città che dovrà gestire un'asta di beneficenza (per le tasche di Esmé ovviamente!).
Da questo semplice inizio è abbastanza evidente che tra Esmé e Jerome, è quest'ultimo a raccogliere le simpatie dei poveri orfani, che si troveranno di fronte al conte Olaf abbastanza presto: come avrete capito nel momento in cui Lemony Snicket ci introduce il buon Gunther. Così dovranno per l'ennesima volta sventare il piano malvagio di Olaf, che questa volta, però, non coinvolge direttamente i Baudelaire, ma i poveri trigemini Pantano, che faranno una fugace apparizione durante l'esplorazione dell'ascensore ansiogeno del titolo. E purtroppo quest'ennesimo sfortunato evento si concluderà con la vittoria totale di Olaf, che aiutato da Esmé, sua allieva di recitazione, riuscirà ad allontanarsi dalla città portando con sé i Pantano.
Riusciranno i Baudelaire a ritrovare i loro amici e salvarli dalle grinfie del loro terribile, lontano e avido parente? Certo la determinazione mostrata in questo episodio può portare a ottimistici pensieri... giusto il tempo che intercorre fino alla lettura del prossimo sfortunato evento.

Gli infausti precedenti:
1. Un infausto inizio
2. La stanza delle serpi
3. La funesta finestra
4. La sinistra segheria
5. L'atroce accademia

lunedì 18 maggio 2009

L'atroce accademia

Più riguardo a L' atroce accademiaGli orfani Baudelaire vengono lasciati, senza troppi complimenti e verifiche, nella Prufrock Preparatory School, accolti da un terribile motto: Memento mori, ricordati che devi morire.
A gestire l'austera accademia (la traduzione del titolo originale), c'è il Vicedirettore Nero, che per tenere lontano il terribile Conte Olaf si affida a un computer! Non solo: il buon Nero è un megalomane fissato con il violino e con l'idea di essere un grande esecutore, nonché compositore.
L'accademia per gli orfani, nonostante la lezione di ottimismo impartita loro da Phil in quel di Meschinopoli, sarebbe stata decisamente austera e atroce, come nel titolo del libro italiano, se non fosse stato per l'amicizia dei trigemini Pantano, gemelli e orfani come loro, anch'essi eredi di un'enorme fortuna e, soprattutto, rimasti in due: il terzo gemello, infatti, morì nell'incidente in cui persero la vita i loro genitori.
Solo il valore dell'amicizia permetterà ai Baudelaire di sopportare le terribili prove cui verranno costretti dal loro nuovo tutore (che persino costringe la piccola Sunny a fare la segretaria!), dalle angherie della pestifera Carmelita Ghette e dal terribile piano del nuovo travestimento di Olaf.
Alla fine, nonostante il rapimento da parte di quest'ultimo, scoperto, di Duncan e Isadora, i Pantano, proprio l'amicizia dei trigemini e la risolutezza nel volerli trovare sosterrà i Baudelaire dal superare quest'ennesimo... sfortunato evento.

P.S.: come al solito il signor Poe si rivelerà inutile, come la maggior parte degli adulti della saga.

Gli infausti precedenti:
1. Un infausto inizio
2. La stanza delle serpi
3. La funesta finestra
4. La sinistra segheria

venerdì 24 aprile 2009

La sinistra segheria

Immagine di La sinistra segheriaFino ad ora la vicenda più sconfortante della serie, quella in questo 4.o volume. Non solo si dimostra in maniera inequivocabile la meschinità di un banchiere quale è il signor Poe della Gestione Finanze Truffaldine (e già il nome è tutto un programma!), ma il romanzo è un modo interessante ed intelligente per parlare delle condizioni dei lavoratori, in particolare in una segheria. Certo tutto è spinto agli estremi: il Signore, il capo della segheria Ciocco Fortunato (nome quantomai inopportuno, vista la... serie di sfortunati eventi che colpiscono i Baudelaire nel corso dei romanzi!), di cui non si conosce né il nome né il volto (sempre coperto dal fumo del sigaro), è un uomo spietato che non rinuncia, pur di guadagnare, a costringere dei bambini a lavorare in segheria.
La situazione è comunque terribile, pur se il romanzo riserva una lunga serie di sorprese: Lemony Snicket, al 4.o romanzo, riesce a non ripetere le situazioni, pur se ormai i suoi personaggi sono ormai noti ai suoi lettori. In questo caso non solo vengono invertiti i ruoli tra Klaus, costretto ad inventare, e Violet, costretta a leggere un corposo manuale, ma lo stesso travestimento del Conte Olaf è quanto di più inatteso ci potesse essere.

Gli infausti precedenti:
1. Un infausto inizio
2. La stanza delle serpi
3. La funesta finestra

mercoledì 22 aprile 2009

La funesta finestra

Immagine di La funesta finestraEd ecco che arriva la zia Josephine! Devo dire che nel film, interpretata da Meryl Streep se non ricordo male, era molto più simpatica come personaggio. In questo caso il personaggio di Lemony Snicket non è effettivamente molto simpatico, nonostante le fisse e la passione per la grammatica. In ogni caso, ancora una volta il conte Olaf si esibisce nell'ennesimo travestimento, questa volta da uomo di mare, e propone ai tre fratelli Baudelaire l'ennesimo piano astuto per entrare in possesso della loro fortuna. Come al solito non ci riuscirà, nonostante la morte della zia e soprattutto nonostante l'ostruzionismo degli adulti, signor Poe in testa.
Divertente, veloce, rilassante come i precedenti, anche se il mio preferito fino ad ora resta, comunque La stanza delle serpi.

Gli infausti precedenti:
1. Un infausto inizio
2. La stanza delle serpi

martedì 21 aprile 2009

La stanza delle serpi

Immagine di La stanza delle serpiBellissimo e molto teatrale, per lo stile dei dialoghi e per come vengono gestiti i personaggi e i tempi dell'azione, questo secondo episodio della... sfortunata serie di vicende dei fratelli Baudelaire. I tre bravi fratelli, questa volta, vengono affidati al simpaticissimo zio Monty, esploratore ed erpetologo (che vuol dire esperto di serpenti), col quale passeranno alcuni giorni spensierati prima che nelle loro vite ritorni il terribile Conte Olaf, travestito da nuovo assistente dello zio.
E proprio nella sequenza di eventi rappresentata in questo caso da Lemony Snickett con Olaf protagonista si comprende appieno perché Jim Carey era l'unico attore possibile per questo personaggio: Olaf è istrionico, camaleontico, agile proprio come l'attore statunitense, e soprattutto la sequenza ambientata nella serra dei serpenti insieme al finto dottore e al signor Poe, il banchiere che gestisce i soldi degli orfani, ha il ritmo di una rappresentazione teatrale. Estremamente fedele al testo è anche la rappresentazione cinematografica ambientata nella casa di Monty, che forse nel romanzo si dimostra ancora più simpatico dell'equivalente cinematografico.

Puntate precedenti:
1. Un infausto inizio

venerdì 23 gennaio 2009

Un infausto inizio

Stavo girando nella Mondadori di via Marghera prima di andare all'internet point per controllare la posta elettronica, quando nella sezione per l'infanzia mi imbatto, finalmente, nel primo romanzo della serie di Lemony Snicket: Un infausto inizio.
Folgorato dal film con il sempre immenso Jim Carey, è iniziata ormai da anni la mia personalissima caccia al romanzo da cui era tratto il film stesso, per arrivare poi a scoprire che, in realtà, il film è la sintesi di ben 13 romanzi (e non poteva essere diversamente!) in cui vengono raccontate le disavventure e gli sfortunati eventi cui incorrono i poveri orfani Baudelaire. La conoscenza anticipata del film, comunque, nulla toglie alla suspence del primo romanzo, durante il quale i tre orfanelli vengono affidati alle terribili e avide mani del Conte Olaf. Certo il romanzo da più del film, che però è riuscito a sintetizzare l'atmosfera della serie, il rapporto colloquiale con il lettore (spettatore nel caso del cinema), il carattere dei personaggi. Una bella lettura, una anti-favola bella, appassionante, arricchita dalle illustrazioni di Brett Helquist, molto veloce da leggere (un paio d'ore, forse anche meno - non ho controllato precisamente il tempo effettivo di lettura) e non necessariamente rivolta al solo pubblico infantile (d'altra parte Harry Potter, che personalmente non ritengo lettura infantile, non è letto solo da bambini): quindi, se vi capita tra le mani, acquistatelo, leggetelo e se vi aggrada proseguite con la serie.