Stomachion

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martedì 7 luglio 2026

Gli accoliti di Cthulhu

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Robert Price è probabilmente più famoso per essere un teologo, ma una parte non trascurabile della sua esistenza è stata dedicata anche allo studio dell'opera di uno dei più grandi scrittori horror statunitensi: Howard Phillips Lovecraft.
Price, infatti, oltre a fornire la sua particolare visione sugli scritti lovecraftiani, è stato curatore di diverse raccolte sui miti di Cthulhu, come per esempio la corposa ed elegante raccolta de Gli accoliti di Chtulhu. Pubblicata dalla Titan e portata in Italia da Nicola Pesce Editore, vede tra gli autori gente come Neil Gaiman, Jorge Luis Borges (entrambi citati nel sottotitolo, evidentemente come richiamo per i lettori), Gustav Meyrink (quello de Il Golem).
Non sono gli unici, e sarebbe anche oltremodo lungo e tedioso ricordarli tutti. Ovviamente molti sono risultati particolarmente efficaci, altri un po' meno (come il già citato Borges). In particolare spiccano i due racconti di Arthur Pendragon e i tre di Steffan Aletti o quello di randall Garrett che mi sono sembrati particolarmente lovecraftiani.
Alcuni, come quello dello stesso Gaiman, presentavano un certo livello di ironia, in alcuni casi quasi strisciante, al pari dell'orrore lovecraftiano, in altri abbastanza manifesto. La cosa, però, non dovrebbe nemmeno stupire: lovecraft, per quanto non usasse spesso l'ironia, era anche in grado di utilizzarla in alcuni dei suoi racconti, pochi in effetti.
E' fuori di dubbio una raccolta immancabile nella libreria di qualsiasi appassionato del solitario di Providence.

sabato 2 novembre 2024

In giro con Death

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Quasi subito dopo la sua comparsa sulle pagine di Sandman, il personaggio di Death, la sorella maggiore di Morfeo, però ritratta con un aspetto da adolescente, e quindi apparentemente più giovane dello stesso Morfeo, affascinò i lettori della serie. Ovviamente non fu il semplice e classico "fascino della morte", ma qualcosa di più: la rappresentazione che ne diede Neil Gaiman rompeva con qualunque altro genere di rappresentazione che era invalsa fino allora, da quella di un'oscura mietitirce, a una morte scandinava che adora giocare a scacchi, definizione quest'ultima fornita dal co-protagonista della miniserie L'alto costo della vita.

sabato 6 luglio 2024

Dead Boy Detectives: Il segreto dell'immortalità

Sulla spinta dell'uscita su Netflix della serie Dead Boy Detectives di Steve Yockey (che è stata in fase successiva modificata per entrare a far parte del Sandman Universe netflixiano), ho pensato bene di iniziare, con calma, a recuperare alcune delle apparizioni di Charles Rowland ed Edwin Paine nei fumetti.
Dalle pagine di Sandman
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I due ragazzini, che hanno dato vita a una specie di agenzia investigativa paranormale, esordiscono sulle pagine di Sandman #25, scritto ovviamente da Neil Gaiman e disegnato da Matt Wagner. I due si ritrovano sulla Terra come fantasmi grazie al fatto che L... Il motivo per cui i due sono sulla Terra potrebbe essere uno spoler per chi sta aspettando la nuova stagione del Sandman di Netflix, e visto che è un evento abbastanza grosso (certo visto che vorrei scrivere qualche riga anche sulla serie dedicata a L... prima o poi di questa cosa ne scriverò), per ora mi taccio. Vi basti sapere che la sorella di Sogno, Morte, o Death, come preferite, ha deciso di chiudere un occhio sulla loro presenza sul piano dei viventi.
Dopo quell'esordio, Gaiman riprese i due personaggi all'interno de La crociata dei bambini, il primo crossover delle serie Vertigo, che si sviluppò tra dicembre 1993 e gennaio 1994.
Successivamente, a parte una fugace apparizione in The Books of Magic, i due ebbero il primo fumetto a loro esplicitamente dedicato nel 2001, Sandman Presents: The Dead Boy detectives di Ed Brubaker e Bryan Talbot. Ed è proprio di questa prima serie che voglio "parlarvi".

giovedì 4 giugno 2020

Cose fragili

Mi sembrava un bel titolo per un libro di racconti. Dopo tutto, di cose fragili ce ne sono talmente tante. Le persone si rompono così facilmente, e anche i sogni, e i cuori.
Con queste parole Neil Gaiman giustifica il titolo della raccolta di racconti Cose fragili. Il libro, peraltro, ha anche una dedica particolare a tre maestri del racconto: Ray Bradbury, Harlan Ellison e Robert Sheckley. In effetti c'è un altro nume tutelare di Gaiman, non citato nella dedica, Arthur Conan Doyle. La raccolta, infatti, dopo l'introduzione, inizia con Uno studio in smeraldo, evidentemente ispirato all'infallibile investigatore di Baker Street e al suo amico dottore. Il racconto, che ha permesso a Gaiman l'ingresso all'interno degli Irregolari di Baker Street, è un piccolo capolavoro, quasi un romanzo breve, costruito intorno all'idea del ribaltamento dei ruoli, come diventa evidente nel finale, ma intuibile già a metà racconto per gli amanti del canone sherlockiano. In effetti l'idea di ambientare il racconto in una realtà alternativa rende anche il racconto apprezzabile anche dai puristi come il sottoscritto e anzi restituisce uno Sherlock Holmes ancora più fedele di molti racconti e romanzi fuori dal canone.
Non è l'unico gioiello presente nella raccolta. Di alcuni ne ho scritto nelle settimane precedenti, avendo essi avuto una versione fumettistica (cosa normale per uno scrittore come Gaiman diventato famoso soprattutto con la sua reinterpretazione di Sandman), così in questa sede mi posso concentrare su alcuni piccoli pezzi di bravura, come ad esempio L'uccello del sole, che in un certo senso è sulla stessa linea del racconto sherlockiano, in cui un simpatico gruppo di amici decide di andare alla ricerca di un misterioso uccello del sole che all'incirca ogni quarantina d'anni ricompare nella città di Suntown. La loro idea è quella di mangiarlo! Non sanno, però, quale sia la vera identità mitologica di questo uccello del sole.

sabato 30 maggio 2020

Come parlare alle ragazze alle feste

I ragazzi si classificano, grosso modo, in due grandi categorie: quelli che hanno facilità ad approcciare le ragazze alle feste e quelli che qualunque cosa facciano non ci riescono. I due protagonisti di questo delizioso racconto di fantascienza di Neil Gaiman, Vic ed Enn, ricadono rispettivamente nella prima e nella seconda categoria. Ed è Enn il narratore del racconto.
I due vanno a una festa, in effetti si imbucano nella festa sbagliata (avevano ricevuto un invito per un'altra festa) e mentre Vic si apparta con la padrona di casa, Enn riesce a rompere il ghiaccio con ben tre ragazze di questa festa. Le informazioni che raccoglie sono abbastanza lampanti per qualunque lettore di fantascienza (straniere in visita sul nostro pianeta, parlano di stelle, incarnazione e misteri mistici), ma poi i due ragazzi scappano prima di scoprire la verità, che resta sospesa alla fine del racconto, come giusto che sia per un'opera di poche pagine.
La bellezza del racconto, però, come già accaduto ad altri di Gaiman, non gli ha impedito di diventare un fumetto altrettanto delizioso, realizzato in questo casi dai due artisti brasiliani, fratelli gemelli, Fábio Moon e Gabriel Bá. Della loro interpretazione del racconto a colpire è soprattutto la scelta dei colori acquarellati che risultano perfetti per rendere le atmosfere oniriche di alcune scene, in particolare quelle in cui le tre ragazze raccontano le loro storie a Enn. In effetti, se proprio vogliamo trovare un difetto nella versione a fumetti, è nell'età apparente dei due protagonisti, che sembrano due ventenni piuttosto che due quindicenni. A parte questo la trasposizione risulta quanto mai fedele allo spirito gaimaniano.
Un'ottimo fumetto da leggere sotto le stelle in queste sere di fine primavera.

sabato 23 maggio 2020

Arlecchino a San Valentino

Arlecchino è, insieme con Pulcinella, una delle maschere più famose d'Italia. Simbolo del carnevale, è originario di Bergamo. A renderlo famoso daprima in tutta Europa ci pensò l'attore, sempre bergamasco, Alberto Naselli (c'è qualche incertezza sul nome), meglio noto come Zan Ganassa, che a metà Cinquecento ne indossò i panni nei teatri di Spagna e Francia.
In realtà il personaggio di Arlecchino è più vecchio della maschera stessa: le sue origini, infatti, risalgono al mondo contadino. Era, infatti, un demone, come riporta nel XII secolo Orderico Vitale nella sua storia Ecclesiastica dove racconta di un corteo di anime morte guidate da un demone della famiglia degli Herlechini. D'altra parte lo stesso Dante Alighieri usa un demone dal nome molto simile nell'Inferno: Alichino.

sabato 16 maggio 2020

Spose proibite

Grazie a uno stile a metà tra Phil Hster e Mike Mignola, Shane Oakley realizza una versione a fumetti decisamente efficace del racconto di Neil Gaiman, Le spose proibite, rimasto nella soffitta dello scrittore britannico per alcuni anni, fino alla sua pubblicazione nel 2005 per la rivista Gothic!.
Oakley, grazie al tratto cartoonesco e al sapiente uso del chiaro scuro, riesce a sintetizzare nel modo migliore possibile le atmosfere gotiche del racconto sposandole alla perfezione con gli aspetti ironici, quasi ridanciani, delle pagine di Gaiman. La sintesi è un volume gradevole, divertente e con l'effetto a sorpresa, che forse nel fumetto si perde un po' rispetto al racconto: infatti, nonostante lo conoscessi già per aver letto prima l'opera di Oakley, il racconto del racconto è risultato molto più efficace nel racconto che non nel fumetto.

giovedì 28 aprile 2016

L'oceano in fondo al sentiero

"Quanti anni hai davvero tu?" le chiesi.
"Undici"
Riflettei un momento. "E da quanto tempo hai undici anni?"
Sorrise.
La storia è abbastanza semplice: un uomo di mezza età torna nei luoghi dell'infanzia in occasione di un funerale. E allora i ricordi iniziano a tornare, in particolare quelli di un'estate particolare in cui ha conosciuto la strana famiglia di Lettie Hempstock, una ragazzina che ha 11 anni da chissà quanti anni, composta da sole donne, ovvero lei, la madre e la nonna, che tra l'altro ricorda persino il Big Bang.
Neil Gaiman propone una variazione sulla trinità femminile, una rappresentazione delle età e dello scorrere del tempo, in una vicenda che in parte ricorda Coraline, con un'entità malvagia che ha solo voglia di maggiori attenzioni, e che è al tempo stesso una storia d'avventura, un fantasy e un racconto sul sacrificio e la crescita.
Un libro che scorre veloce tra magia e horror raccontato con la solita prosa leggera ma mai banale di Neil Gaiman.

giovedì 2 gennaio 2014

Cacciatori di sogni

Hayao Miyazaki è uno degli animatori giapponesi più famosi al mondo. I suoi lungometraggi, ricchi di avventure ed emozioni, sono delle visioni perfette per tutta la famiglia, ottimi per essere ammirati in maniera genuina dai bambini e con sottotrame interessanti anche per gli adulti. Questo in un certo senso permette di essere sicuri della qualità del prodotto che il suo studio di animazione propone e ne semplifica anche la diffusione a livello mondiale, anche solo con passaggi attraverso rassegne cinematografiche più o meno minori.
Quando i suoi lungometraggi arrivano all'estero, così come qualsiasi lungometraggio che viene esportato in paesi dalla lingua differente rispetto a quella di origine, devono inevitabilmente essere adattati e tradotti per il paese ospitante. Caso volle che per l'uscita de La Principessa Mononoke Harvey Weinstein della Miramax chiese a Neil Gaiman di lavorare all'edizione in inglese del film. Lo scrittore britannico, ben felice di essere coinvolto nel progetto, iniziò una approfondita ricerca nel mondo mitologico giapponese, incontrando all'interno del volume Fairy Tales of Old Japan(1), curato dal reverendo B. W. Ashton, la storia de La volpe, il monaco e il Mikado dei sogni di tutte le notti. A detta di Gaiman la storia presentava tutti gli elementi del suo Sandman, così quando Karen Berger chiese a Gaiman di scrivere un racconto per il decennale di Sandman, lo scrittore chiese di adattare proprio quella leggenda giapponese. Per le illustrazioni del libro volle al suo fianco Yoshitaka Amano, artista giapponese che era stato chiamato poco tempo prima da Jenny Lee per realizzare delle illustrazioni sempre per il decennale della serie gaimaniana.
Il risultato è una splendida favola, magicamente illustrata, ambientata nel Giappone medievale, che inizia con la sfida tra un tasso e una volpe per prendere possesso di un tempio abitato solo da un monaco, che ovviamente doveva essere scacciato via.
Un monaco viveva in solitudine vicino a un tempio sul pendio di una montagna. Era un piccolo tempio, e il monaco era un giovane monaco, e la montagna non era né la più bella né la più solenne del Giappone.
Il monaco custodì il tempio e trascorse i suoi giorni in pace e tranquillità fino al giorno in cui una volpe e un tasso passarono nei paraggi e videro il monaco che zappava l'orticello di patate dolci con cui si nutriva per la maggior parte dell'anno.
L'impresa non solo si rivelerà difficile, ma sarà solo un antipasto per la sfida successiva, o dal punto di vista letterario un semplice espediente per presentare i personaggi positivi della storia, il monaco e la volpe, prima di introdurre il cattivo, una presenza costante in ogni favola che si rispetti.
Lontano sia da sud che da occidente, nella sua casa di Kyoto, il Maestro di Yin-Yang, l'onmyoji, accese una lampada su un tavolino, sul quale aveva sistemato una pezza di seta dipinta, e su quella uno scrigno laccato e una chiave di legno nero. Sistemati in direzione dei cinque punti cardinali della bussola, c'erano cinque piattini di porcellana: su tre c'erano delle polverine, su uno una goccia appena di un liquido e sull'ultimo piattino niente di niente.

sabato 5 ottobre 2013

Sushi

Jane disse a Miss Finch che facevo lo scrittore e mi spiegò che Miss Finch era una biologa.
Miss Finch: Una "biogeologa", per la verità. Dicevi sul serio riguardo al sushi, Jonathan?
Johnatan: Ahm, sì, perché? Non ti piace il sushi?
Miss Finch: Oh, il "cibo" mi piace cotto.
Cominciò a elencarci tutti i vermi, i parassiti e le fascicole che si annidano nei pesci e che vengono uccisi solo dalla cottura. Ci spiegò i loro "cicli vitali" mentre la pioggia dava alla notte londinese una patina di colori al neon.
Jane mi lanciò uno sguardo comprensivo dal sedile davanti.

(da Le vicende relative al caso della scomparsa di Miss Finch di Neil Gaiman e Michael Zulli)

giovedì 4 aprile 2013

Nessun dove

Nessun dove
Esiste una Londra di sotto dove improvvisamente Richard Mayhew verrà catapultato all'improvviso nel momento in cui deciderà di compiere un gesto gentile: soccorrere una sua abitante, la giovane Porta, ultima figlia di una stirpe di apritori di varchi e porte sterminata per un motivo apparentemente non molto chiaro.
Con una vicenda al solito appassionante e al tempo stesso ironica Neil Gaiman ci catapulta nel suo fantasy urbano, un miscuglio tra le influenze del mondo moderno e le leggende della tradizione favolistica britannica e occidentale, dove un povero londinese del III millennio intraprenderà un viaggio alla ricerca del suo posto nel mondo. E quale sia questo mondo non è così scontato come sembra!

giovedì 3 gennaio 2013

Il figlio del cimitero

More about Il figlio del cimitero
Una delle principali caratteristiche di Neil Gaiman è quella di essere un autore capace di scrivere con la stessa semplicità sia per adulti sia per ragazzi, e anche le storie per ragazzi non sono mai realmente banali, ma sempre godibili e gradevoli. Sarà forse per le tematiche che affronta, il gotico e il fantasy, così tipiche anche del suo Sandman,ma si può tranquillamente affermare che Gaiman non tradisce mai le attese.
Come già Coraline, anche Il figlio del cimitero si avvale delle illustrazioni di Dave McKean e ha per protagonista un ragazzino, rimasto orfano appena nato a causa di un efferato omicidio avvenuto in casa sua, e fortunatamente sopravvissuto dopo essere finito, forse per caso, nel cimitero vicino alla sua abitazione. E' qui che Bod Owens cresce, a contatto con gli abitanti del cimitero, un gruppo di simpatici fantasmi, e con un vampiro come tutore. Le sue avventure, di cui un capitolo era stato anticipato, pubblicato nella raccolta Il cimitero senza lapidi, sono un intelligente alternarsi tra il mondo cimiteriale in cui cresce, un mondo che cerca di proteggerlo dall'uomo che vuole ucciderlo, e il crescente interesse di Bod verso il mondo esterno, fino a che, nella inevitabile conclusione (nel senso che è inevitabile che prima o poi un figlio cerchi una sua strada lontano dai genitori) non venga alla fine risolto il mistero dell'assassino e del complotto dietro la morte dei suoi genitori.
Per un romanzo che si può tranquillamente far leggere a un bambino, la ricchezza di spunti provenienti dalle classiche leggende britanniche e il modo leggero di trattare le atmosfere gotiche dell'ambientazione scelta da Gaiman rendono il libro perfetto per ogni età, un po' come lo stesso autore.

mercoledì 2 gennaio 2013

American Gods

More about American Gods
Gli esseri umani si sono da sempre interrogati sul soprannaturale, su trascendente, sul divino. E in un certo senso American Gods di Neil Gaiman è qualcosa del genere: un viaggio nel mondo delle divinità. Lo scrittore britannico, noto soprattutto come sceneggiatore di quel capolavoro che è il Sandman degli anni Novanta del XX secolo, ha, per il suo viaggio, una premessa di fondo importante: le sue divinità sono entità ideate dal cuore degli uomini e che dalla loro fede traggono il potere. Questa premessa, importante, aiuta però a intendere una delle chiavi di lettura del romanzo (che avrà poi un seguito ne I ragazzi di Anansi): gli esseri umani, nel mondo moderno, quello del XXI secolo (il romanzo, infatti, è uscito nel 2001, il primo anno di questo secolo attuale), sembra che hanno massimamente smesso di credere negli dei, o almeno in quelli vecchi, rivolgendo l'attenzione verso altri simboli, che hanno ricevuto così tanta forza da diventare delle vere e proprie divinità, come personaggi televisivi, o come la tecnologia.
Così la guerra, che si prepara come una tempesta, tra dei antichi e moderni diventa una sorta di metafora sul passaggio tra le vecchie tradizioni e le nuove ossessioni, mentre il protagonista della storia, Shadow, ex-ergastolano che, uscito dopo aver scontato la sua pena si ritrova senza moglie e senza lavoro (la moglie è morta nella stessa macchina del suo amico e futuro datore di lavoro, travolti da un insolito destino mentre si stavano intimamente salutando per l'ultima volta prima del ritorno di Shadow), si trasmorma da burattino a risolutore, colui che raccoglierà, senza saperlo, nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti, tutte le informazioni necessarie per far cessare la guerra prima ancora che inizi.
In effetti American Gods è una sorta di On the road divino: Shadow e Wednsday, la versione americana di Odino, andranno in giro per gli Stati Uniti a reclutare le altre divinità importate dagli immigrati nei secoli per la guerra che il Signore delle forche sta preparando contro gli dei moderni. E così, con la scusa di raccontare una guerra, Gaiman ci porta a spasso per i grandi spazi statunitensi, lasciandoci immagini e sprazzi del viaggio che, invece, ha realmente fatto in quel grande paese, un viaggio che porta i protagonisti e il lettore dalla vita nella grande città, fatta di palazzoni e condomini, a quella nella periferia, fatta di villette mono- e bi-familiari, quella grande provincia americana che, anche quando è tranquilla e serena, nasconde segreti incoffessabili. E poi il viaggio, da fare necessariamente in aereo e/o in auto, e i grandi spazi. E non mancano le critiche agli immigrati europei, che hanno sottratto la terra alle tribù indigene:
Hanno vinto quasi sempre i bianchi. E quando perdevano firmavano un trattato. Poi lo rompevano. Così vincevano di nuovo.(1)
Sono le amare parole di Whiskey Jack, che più avanti ci ricorda anche come Paul Bunyan sia
(...) saltato fuori da un'agenzia di pubblicità di New York nel 1910 e ha riempito la mitica pancia della nazione di calorie inutili.(1)
Paul Bunyan, anche se viene semplicemente citato di passaggio, è l'emblema di una terra che non è fatta per gli dei, come viene spesso ripetuto nel corso del romanzo: è uno di quei miti giovani di cui gli Stati Uniti hanno bisogno per crearsi una mitologia comune, qualcosa che li unisca. E' in un certo senso l'emblema delle nuove divinità statunitensi e moderne: create dai pubblicitari, da un ufficio marketing, da un impresario, da un agente di un artista sconosciuto, da un dirigente di una qualsiasi casa discografica, editoriale o che altro ancora.

sabato 22 settembre 2012

Casi violenti

Spero non vi offenderete per l'accostamento nel finale della recensione, ma sento che è importante e va considerato d'ispirazione, soprattutto in un momento particolare come questo!

More about Casi violenti
Il 1987 fu uno degli anni più importanti per il fumetto, con l'uscita di molte opere di un certo spessore. Cito le stesse tre presenti nell'introduzione di Paul Gravett(2): Maus di Spiegelman, lungo romanzo a fumetti sulla seconda guerra mondiale; Dark Knight di Frank Miller, uno degli autori di maggior successo del periodo grazie alle sue interpretazioni di Devil sulla sua serie regolare e di Batman su Year One; Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons.
In particolare Moore, tra gli sceneggiatori, era in quel momento il principale punto di riferimento, grazie a opere come la serie Swamp Thing, ereditata da Len Wein, creatore del personaggio, o alle incredibili storie di Capitan Bretagna, ma soprattutto grazie a V for Vendetta con Sam Lloyd, una critica politica al governo della Tatcher nascosta in un fumetto popolare di intrattenimento di genere distopico. Moore, oggi, scrive poco, ha in un certo senso lasciato spazio ai giovani, a coloro che hanno cercato di prenderne l'eredità, scrittori come Grant Morrison, Mark Millar, Brian Michael Bendis. A questa categoria, però, appartiene anche Neil Gaiman, che nel 1987 era un giovane giornalista che cercava di raccontare quei fumetti di cui sopra (e molti altri) al grande pubblico, e che cercava anche di scriverlo, un fumetto.
E fu fortunato, perché incontrò Dave McKean e il già citato Gravett, che accettò l'idea che i due autori alle prime armi (o quasi: mentre Gaiman si era fatto le ossa come giornalista, McKean aveva già proposto nel giro dell'autoproduzione un po' di suoi lavori) gli stavano proponendo: un fumetto di 4-5 pagine che alla fine divenne Casi violenti, il fumetto d'esordio di Gaiman, la sua prima collaborazione con McKean, uscito proprio in quel fortunato anno, il 1987.
Forse Casi violenti non è un'opera epocale, una di quelle pietre miliari che hanno cambiato il mondo del fumetto, come Maus o Dark Knight o Watchmen, ma è un ottimo fumetto, uno di quelli che sembra fatto apposta per sintetizzare una atmosfera, uno stile di racconto che ha radici ben precise e identificabili come il noir ma che nelle mani dei due esordienti è al tempo stesso nuovo.

sabato 20 febbraio 2010

Una notte al circo

Nuova recensione pubblicata su Lo Spazio Bianco, questa volta legata a Le vicende relative al caso della scomparsa di Miss Finch.
Come già per Lansdale, anche in questo caso vi propongo un estratto della recensione pubblicata:
Vicenda strana, quella di Miss Finch, una via di mezzo tra Alice nel paese delle meraviglie (è a questo che inevitabilmente si pensa all'ingresso dell'uomo travestito da zio Fester, tutto trafelato e preoccupato del ritardo degli ultimi ospiti, un gruppo di amici tra cui il narratore della vicenda) e The Rocky Horror Picture Show. E il paragone con il mitico musical va al di là della stessa esplicita citazione di Gaiman: tutta la presentazione del circo sotterraneo è un'evidente citazione all'orgia in casa di Frank-N-Furter che si troveranno di fronte agli occhi Janet Weiss e Brad Majorsnel. E se nel film a venire in un certo senso corrotti sono entrambi, in questo caso è Miss Finch a subire l'influenza del misterioso circo.
(continua su Lo Spazio Bianco)

Ovviamente potete usare questo blog per commentare quell'articolo!

mercoledì 16 settembre 2009

Coraline

More about CoralineNeil Gaiman, tra l'attività di romanziere e di sceneggiatore di fumetti, soprattutto sulle pagine di Sandman in quest'ultimo caso, è riuscito a modernizzare e rendere adulto un genere particolare e prettamente infantile: le favole. Le storie di Gaiman non possono essere banalmente classificate come fantasy, ma sono delle vere e proprie favole che riscoprono, anche, la drammaticità e la crudezza degli avvenimenti, proprio come le favole originarie, non risparmiando la bruttezza degli avversari ai propri lettori.
Qualcosa del genere avviene anche in Coraline: la protagonista, Coraline appunto, è una bambina vivace e con lo spirito dell'esploratore che si è trasferita da poco con i suoi genitori, che lavorano da casa, ma che sembra abbiano poco tempo da dedicare alla loro bambina. E' su questo che sembra fare leva la cattiva della storia, una sorta di bambola di pezza vivente con le sembianze della madre e che si nasconde nell'appartamento accanto a quello della famiglia di Coraline, dietro la 14.ma porta della sua casa, una porta chiusa dietro la quale c'è un muro di mattoni. Eppure, un giorno, questo muro di mattoni non c'è più, e Coraline, spinta dal suo solito spirito esplorativo, incontra l'altra madre, l'altro padre e tutta una serie di bizzarri personaggi, all'inizio apparentemente simpatici e rassicuranti. Solo un senso di pericolo appena appena vago, un piccolo talismano prestatole da due attrici in pensione che abitano al piano di sotto e l'aiuto di un gatto consentiranno a Coraline di liberare i prigionieri di quella malvagia creatura e ritornare alla sua casa insieme ai genitori.

sabato 29 agosto 2009

Creature della notte

More about Creature della notteIn attesa che l'ispirazione per concludere Miss Finch arrivi, in maniera tale che finalmente esca la recensione su LoSpazioBianco, scrivo alcune riflessioni su Creature della notte, sempre di Gaiman e Zulli: in questo caso vengono adattati un paio di racconti dello scrittore britannico, uno in particolare edito nella recente raccolta Il cimitero senza lapidi.
La riduzione di quest'ultimo è estremamente fedele e il tratto di Zulli sembra in ogni caso adattarsi meglio a questo racconto, Il prezzo, che non al successivo, La figlia dei gufi, che a differenza del primo è costruito con meno vignette per pagina. Pur se restano comunque molto belle le illustrazioni di uno dei disegnatori più puliti e dal tratto più lieve e magico, se così si può dire, in circolazione, nel caso del secondo racconto forse per la brevità dello stesso o per una colorazione non efficace non sembrano ottenere lo stesso risultato. In ogni caso i due racconti vengono accomunati dall'originalità della trama e dalla stranezza dei protagonisti: un gatto che ogni notte difende la famiglia che lo accudisce (o che lui ha adottato!) contro gli attacchi del diavolo, e una bambina che, giunta da chissà dove, viene cresciuta da una sordo muta, sola in un castello sperduto, e che poi subirà a causa della sua bellezza una terribile violenza.
Due piccole storie che indicano come Gaiman sia, in effetti, un moderno cantastorie, in grado di rinnovare la fiaba e renderla fresca e moderna (Il prezzo è ambientato ai giorni nostri) senza dover per forza scrivere un romanzo o un racconto fantasy.

giovedì 23 aprile 2009

Il cimitero senza lapidi

Immagine di Il cimitero senza lapidi e altre storie nereNeil Gaiman è uno degli scrittori più... totali attualmente in attività: sceneggiatore di film, scrittore classico e di fumetti, Gaiman ha affascinato e continua ad affascinare milioni di lettori, sia con le ristampe delle sue opere, sia con le opere inedite. La raccolta Il cimitero senza lapidi e altre storie nere è una raccolta di racconti, con una poesia conclusiva, preferibilmente di atmosfera fantasy, nella quale emergono anche le passioni dello stesso Gaiman: soprattutto Bradbury, citato esplicitamente dall'autore nell'introduzione, e che è anche uno dei miei scrittori preferiti. Le storie raccontate da Gaiman sono di volta in volta nere, fantastiche, straordinarie, sorprendenti e se amate il suo Sandman così come il buon Bradbury, non possono mancare nella vostra biblioteca personale!

giovedì 15 maggio 2008

I ragazzi di Anansi

Immagine di I ragazzi di AnansiChe tra fantasy e fantastico Neil Gaimann è il Douglas Adams di questi due generi è cosa già evidente sin dai tempi di Sandman e del bel romanzo Stardust. Che lo confermi in questo divertente, appassionante, fantastico I ragazzi di Anansi è, a questo punto, semplicemente scontato!
Un grandissimo Gaiman, una bella traduzione, un romanzo che non può mancare, una cavalcata tra divinità totemiche utilizzando Anansi, il ragno-totem, il possessore di tutte le storie, e la sua discendenza. Il tutto al di là della semplice ed evidente interpretazione della dualità dell'essere umano rappresentata dalla vicenda di Ciccio Charlie, figlio di Anansi e simbolo di una generazione nerd.