Stomachion

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martedì 7 luglio 2026

Gli accoliti di Cthulhu

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Robert Price è probabilmente più famoso per essere un teologo, ma una parte non trascurabile della sua esistenza è stata dedicata anche allo studio dell'opera di uno dei più grandi scrittori horror statunitensi: Howard Phillips Lovecraft.
Price, infatti, oltre a fornire la sua particolare visione sugli scritti lovecraftiani, è stato curatore di diverse raccolte sui miti di Cthulhu, come per esempio la corposa ed elegante raccolta de Gli accoliti di Chtulhu. Pubblicata dalla Titan e portata in Italia da Nicola Pesce Editore, vede tra gli autori gente come Neil Gaiman, Jorge Luis Borges (entrambi citati nel sottotitolo, evidentemente come richiamo per i lettori), Gustav Meyrink (quello de Il Golem).
Non sono gli unici, e sarebbe anche oltremodo lungo e tedioso ricordarli tutti. Ovviamente molti sono risultati particolarmente efficaci, altri un po' meno (come il già citato Borges). In particolare spiccano i due racconti di Arthur Pendragon e i tre di Steffan Aletti o quello di randall Garrett che mi sono sembrati particolarmente lovecraftiani.
Alcuni, come quello dello stesso Gaiman, presentavano un certo livello di ironia, in alcuni casi quasi strisciante, al pari dell'orrore lovecraftiano, in altri abbastanza manifesto. La cosa, però, non dovrebbe nemmeno stupire: lovecraft, per quanto non usasse spesso l'ironia, era anche in grado di utilizzarla in alcuni dei suoi racconti, pochi in effetti.
E' fuori di dubbio una raccolta immancabile nella libreria di qualsiasi appassionato del solitario di Providence.

domenica 21 gennaio 2024

Topolino #3556: Omaggio a Praga

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Le storie con cui è, almeno personalmente, stato evidente il talento un po' barocco e un po' gotico di Fabio Celoni uscirono fondamentalmente in sequenza: Torna a casa Paperino, su testi di Fabio Michelini, uscita sul Topolino #2084, e Soul Papers, su testi di Nino Russo, pubblicata sul #2091. Se consideriamo che dal suo esordio con I 3 perocellini e la fata nel bosco, sempre di Michelini, uscita sul #1871, il suo tratto si è modificato molto poco, esordiendo sin da subito come uno dei disegnatori più personali del panorama disneyano, di fatto Celoni da qul momento in poi ha semplicemente raffinato la composizione della pagina, la recitazione dei personaggi e la ricerca delle atmosfere più congeniali proprio al suo tratto. Atmosfere che, in un certo senso, Michelini aveva fatto emergere benissimo proprio con Torna a casa Paperino e la nebbiosa scena posta nelle pagine finali di quella storia.
Inizio la recensione dell'ultimo numero di Topolino con questo tuffo nel passato perché Le nebbie di Meyrink, nuovo episodio de L'ora del terrore di Lord Hatequack (lo so che il titolo della serie è un altro, ma passatemi questa variazione!) di fatto riporta Celoni proprio a quella storia d'esordio, che in effetti sembra "tagliata" da Marco Nucci proprio sul suo stile di disegno.