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lunedì 30 marzo 2020

Il Mediterraneo in barca

Pur conoscendolo come prolifico giallista, era a me poco nota l'attività da reporter di Georges Simenon. Uso il termine reporter e non giornalista, poiché, come ho scoperto ne Il Mediterraneo in barca, lo scrittore francese era anche un appassionato di fotografia e la affrontava in maniera professionale, tanto da accompagnare i suoi articoli di viaggio con le foto scattate da egli stesso.
I reportage pubblicati in questo primo volume di quella che promette di essere una serie particolarmente interessante raccontano di una piccola crociera che Simenon compì a bordo di una barca a vela, una goletta, in lungo e in largo per il Mediterraneo. Il viaggio viene compiuto tra la tarda primavera e l'estate del 1934, mentre l'Europa era ancora in una situazione di stabilità apparente prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Non a caso l'Italia era sotto il regime fascista, citato peraltro dallo scrittore nel corso del suo viaggio. L'idea di Simenon, però, è quella di raccontare soprattutto i popoli del Mediterraneo e ciò che li accomuna, sottolineando al contempo le differenze con la vita cittadina, fortemente influenzata dai primi vagiti dell'economia capitalista.

domenica 29 marzo 2020

Topolino #3357: Sogni a fumetti

E anche questa settimana sono riuscito a leggere Topolino. Come ovviamente sappiamo tutti, questa è una delle letture più aleatorie tra quelle che si riescono a fare in questo periodo di "reclusione sanitaria". E se la storia d'apertura, che vede il ritorno di Newton Pitagorico sulle pagine del settimanale disneyano, è veramente una boccata d'aria fresca, non tutto il sommario del resto del numero risulta all'altezza. Certo nel complesso resta un numero valido e, in particolare, spiccano le storie che andrò a breve a raccontare.
Creatori di fumetti
Qualunque appassionato lettore di fumetti ne ha almeno uno nel cassetto: che siano solo disegni, o sceneggiature o storie complete, ognuno di noi ha nel corso della sua vita pensato di scrivere qualche avventura con i personaggi che ama o con altri di sua creazione. Non è un incipit per dirvi che sto scrivendo un fumetto, ma è un modo per introdurvi alle atmosfere di Insegui il tuo sogno, terzo episodio di Area 15, serie teen di Roberto Gagnor e Claudio Sciarrone. In questa nuova puntata Qua e il suo amico paraplegico Ray si imbarcano in una impresa apparentemente impossibile: realizzare un fumetto per un concorso per giovani autori.
E' evidente come Gagnor e Sciarrone abbiano messo nella storia tutte le loro passioni e speranze di quando, giovani autori, cercavano di imparare a "fare fumetti", ma è anche bello vedere come i due autori riescano a raccontare questo mestiere sospeso tra la tradizione della carta e penna e le innovazioni del digitale. Ancora una volta una conferma dell'ottimo lavoro svolto dai due autori, che inseriscono sempre più spunti interessanti sul futuro della serie.

sabato 28 marzo 2020

Le grandi domande della vita: Il paradosso del disco rotante

Lo so che la principale domanda cui vorremmo tutti una risposta è: quando finiremo nella cosa dei contagi del coronavirus? A questa domanda, però, non è possibile fornire una risposta, almeno una risposta univoca, visto che i modelli sono vari e, soprattutto, i dati non sembrano univoci da regione a regione, almeno limitandoci alla sola Italia.
L'argomento lo riprenderò alla fine dell'articolo con un video del CNR, ma visto che vorrei, per ora, non trattare l'argomento, vi propongo in questa nuova puntata monotematica (o quasi) un argomento di genere relativistico: il paradosso di Ehrenfest.
Disco rotante
Il paradosso parte da un articoletto del 1909 di Paul Ehrenfest(1) in cui il fisico teorico prova a descrivere cosa succede a un disco posto in rotazione con velocità relativistica. L'idea di Ehrenfest era, però, quella di dimostrare che il concetto di rigidità relativistica introdotta da Max Born non può essere applicato alla maggior parte dei corpi rigidi.

giovedì 26 marzo 2020

I rompicapi di Alice: Squadrare

Il problema più noto, in matematica, è ovviamente quello della quadratura del cerchio. Ne esiste, però, un altro, non esattamente analogo ma suo parente, che coinvolge rettangoli e quadrati, noto come la quadratura (o squadratura) del rettangolo. In effetti tale rompicapo, in realtà, è molto vicino ai classici problemi di tassellazione. Il problema è presto detto: è possibile ricoprire un rettangolo (o un quadrato) con quadrati più piccoli di dimensioni differenti?
Squadratori
E' abbastanza ovvio che è possibile suddividere un rettangolo in tanti quadrati uguali a patto che i lati del rettangolo siano entrambi multipli del lato del quadrato scelto. La faccenda risulta un po' meno intuitiva nel caso in cui decidiamo di squadrare un rettangolo utilizzando quadrati diversi uno dall'altro. Il primo a riuscire in un'impresa del genere fu il matematico polacco Zbigniew Moroń che nel 1925 scoprì i primi due rettangoli di tal genere(1)

martedì 24 marzo 2020

Wikiritratti: Edmond Becquerel

Fisico e chimico francese, Antoine César Becquerel si è interessato in particolare di elettricità. Le sue scoperte più note sono, però, quelle dell'effetto termoelettrico nel 1823 e dell'effetto fotoelettrico nel 1839. Successivamente furono Heinrich Hertz nel 1887 e Philipp Lenard nel 1900 a studiare in maggior dettaglio tale effetto: la luce incidente su una superficie metallica provoca l'emissione di elettroni, la cui energia non dipende dall'intensità della luce, ma dal suo colore, cioè dalla frequenza. La spiegazione di tale effetto, datata 1905, frutto ad Albert Einstein il Nobel per la Fisica nel 1921.
Il Nobel era stato assegnato per la prima volta nel 1901 e appena due anni più tardi, nel 1903, quello per la fisica veniva assegnato a Henri Becquerel, nipote di Antoine, insieme con Marie Curie e con il marito Pierre Curie per la scoperta della radioattività.

Edmond Becquerel - via commons
Esiste, però, come sempre, un anello di congiunzione tra nonno e nipote, che nel caso dei due Becquerel è Edmond Becquerel, figlio di Antoine e padre di Henri. E anche questo Becquerel di mezzo ha intrapreso la carriera del fisico.
Nato a Parigi il 24 marzo del 1820, fu allievo, assistente e quindi successore del padre presso il Museo nazionale di storia naturale. Intorno al 1849 ebbe una breve esperienza presso l'istituto agronomico di Versailles e nel 1853 ottenne la cattedra di fisica presso il Conservatoire national des arts et métiers.
Tra i suoi campio di indagine si contano lo spettro solare, il magnetismo, l'elettricità e l'ottica. Studiò anche la luminescenza e la fosforescenza. Inoltre, nel 1839, scoprì l'effetto fotovoltaico. A quell'epoca il giovane Edmond aveva 19 anni e si trovava nel laboratorio del padre a trafficare con gli elettrodi. In pratica aveva rivestito degli elettrodi di platino alcuni con cloruro d'argento, altri con bromuro d'argento. Illuminandoli, osservò che gli elettrodi avevano generato una tensione (differenza di potenziale) con conseguente corrente elettrica: ecco scoperto l'effetto fotovoltaico, noto anche come effetto Becquerel, che sta alla base del funzionamento dei pannelli solari.

domenica 22 marzo 2020

Topolino #3356: Il giovane Topolino

Mentre sto valutando, viste le sempre maggiori restrizioni che stanno arrivando nonostante ancora non si sappa se quelle di due settimane fa sono state efficaci, l'acquisto della copia digitale di Topolino per poi richiedere successivamente quella cartacea, proseguo con la recensione delle storie del numero attualmente in edicola, recuperato grazie alla spesona da coronavirus. Peraltro era anche da tempo che non leggevo tutte le storie del numero, anche se nel seguito vi scriverò solo di tre di esse.
Ritorno a Topolinia
Dopo il successo di Young Donald Duck e di Young Indiana, tocca ora al giovane Topolino. Inizia infatti una nuova serie di avventure Topolino. Le origini, scritta da Danilo Deninotti e Giorgio Fontana. L'esordio della saga con la storia Vita vera viene assegnato da Deninotti, affiancato da Fabrizio Petrossi, che garantisce una conformità al canone disneyano in forza del suo essere stato per vari anni disegnatore di riferimento per la Disney internazionale.
La storia vede l'arrivo di Topolino a Topolinia. Il nostro ha appena concluso gli studi universitari e, giunto in città, viene ospitato da Pippo, con il quale si erano visti l'ultima volta ai tempi della Jeremy Ratt. La serie, dunque, si mantiene in continuity con Young Donald Duck, introducendo anche alcuni elementi interessanti per i due giovani protagonisti. Innanzitutto la famosa casa di Pippo, disordinata il giusto, con un giardino ricco di sorprese, come ad esempio una strana piantina di arachidi, e la sua incredibilmente capiente soffitta ricca di cimeli degli antenati pippidi. Topolino, invece, mostra la sua intraprendenza e, soprattutto, la passione per il giornalismo che, probabilmente, farà da filo rosso per le storie future.

sabato 21 marzo 2020

Momotaro: favola giapponese

Pubblicato per la prima volta a puntate (se la memoria non mi inganna) sulle pagine de Il Giornalino nel 2006 e successivamente raccolto in uno spillato allegato al numero 9 del marzo 2009, Momotaro è uno dei tanti piccoli gioiellini nella vasta produzione di un maestro del fumetto come Sergio Toppi.
Come ho scritto nel post uscito un paio di giorni dopo la sua scomparsa, Toppi aveva una grande passione, quella per l'avventura, in particolare negli spazi aperti, immersa nella natura. Praticamente nessun fumetto della sua produzione (quanto meno nessuno dei suoi migliori fumetti, e sono veramente tanti) sfugge a questa regola, iniziando dalle riduzioni di grandi romanzi, come Il richiamo della foresta di Jack London, fino a opere originali, come la serie de Il collezionista. In queste ultime, spesso, Toppi ha mescolato lo stile realistico del suo tratto con trame velatamente fantastiche o favolistiche come nel caso di Momotoro. Quest'ultima raccoglie anche un'altra delle grandi fascinazioni di Toppi: le culture altre e quello che possiamo apprendere da esse. In questo caso è il Giappone a essere protagonista del racconto.

venerdì 20 marzo 2020

Astrofisica #pertecherestiacasa

Per chi studia o per chi è, semplicemente, curioso
In questo primo giorno di Primavera anche noi, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, vogliamo essere virtualmente vicini a tutti voi, tenendovi compagnia e offrendovi gli spunti più interessanti per "viaggiare" nello Spazio! Nelle prossime settimane vi proporremo quindi i contenuti di Edu INAF, il nostro portale di risorse didattiche, di approfondimenti e rubriche.
Ciascuno di voi potrà scegliere l'argomento che più gli piace e potrà porre delle domande direttamente alle astronome e agli astronomi dell'INAF!
Periodicamente vi segnaleremo alcune rubriche particolari nonché raccolte di informazioni, video, testi e lezioni. Oggi mettiamo in evidenza due delle tante sezioni del nostro portale.
Iniziamo con le Risorse didattiche:
Trovate una raccolta – in costante crescita – di risorse didattiche in italiano divise per fascia scolastica. Non dimenticate di consultare il sito astroEDU che, sotto l'auspicio dell'Unione Astronomica Internazionale, raccoglie attività didattiche certificate.
Inoltre, sempre su Edu INAF, trovate una carrellata di piccoli approfondimenti su argomenti singoli, che vanno dalle onde gravitazionali alla vita su marte, al programma Apollo raccontato a fumetti.
Altra sezione che ci piace segnalare è la rubrica de L'astronomo risponde, un canale per le vostre domande (proprio quelle che "non avreste mai osato fare"!)
Trovate già una bella raccolta di curiosità da sfogliare, ma anche lo spazio per aumentare la conoscenza di tutti. Come recitano le istruzioni nel sito: "inviateci i vostri quesiti, dubbi e perplessità: scrivete a redazione.edu [chiocciola] inaf.it e la vostra risposta verrà pubblicata online!"
La redazione di EduINAF

martedì 17 marzo 2020

Mattatoio n.5

La seconda guerra mondiale, come tutte le guerre, ha richiesto un tributo di vite umane, tra militari e soprattutto civili, come sempre molto alto. E con gli esseri umani, spesso, a soffrire sono anche le città, come nel caso di Dresda, che tra il 13 e il 15 febbraio del 1945 subì un pesante bombardamento da parte delle forze aeree britanniche e statunitensi. Ed sono proprio questo bombardamento e l'assurdità della guerra i due fili rossi intorno ai quali si dipana Mattatoio n.5 da tutti considerato il capolavoro di Kurt Vonnegut.
Uscito nel 1965, Mattatoio n.5 ha stilisticamente molti punti di contatto con i romanzi di William Burroughs. L'elemento che colpisce di più, infatti, è il modo a sincrono e non cronologico con cui i ricordi del protagonista vengono incastrati uno nell'altro. Billy Pilgrim è un ottico, vedovo, che ha un potere particolare: quello di saltare indietro nel tempo a varie fasi della sua vita. E questi salti sono, come anticipato, piuttosto casuali nel corso del romanzo, senza un vero, apparente legame logico. Questi flashback, in realtà, si intrecciano anche con visioni del futuro, rispetto al presente narrato dal romanzo, quello degli anni Sessanta del XX secolo, e sono narrati con una tecnica che ricorda molto da vicino il cut up di Burroughs. Inoltre la voce narrante, un amico di Billy, rappresenta una sorta di alter ego di Vonnegut, al pari di Kilgore Trout, scrittore di fantascienza che ricorre in diversi romanzi dello scrittore statunitense.

lunedì 16 marzo 2020

Breve storia del pi greco / Identità di Eulero

Come da tradizione, arriva la nuova puntata della breve storia del pi greco. In particolare questa settima parte guadagna anche un titolo perché è monotematica. Come le sei parti precedenti, anche questa è estratta dalle notizie pi greche del Carnevale della Matematica del pi day, per la precisione il #138.


Eulero di Matteo Farinella

Il numero di Archimede è presente in moltissime equazioni, alcune delle quali trovano applicazioni pratiche, ma la regina delle equazioni in cui è presente è la meglio nota identità di Eulero: \[e^{i \pi} +1 =0\] Ed è proprio a questa equazione che dedico le notizie pi greche di questo 2020.
L'equazione unisce insieme l'unità dei numeri naturali, 1, l'unità dei numeri immaginari, $i$, il numero di Nepero, $e$, e il pi greco.
Nepero, latinizzazione di John Napier, matematico scozzese, oltre che nella matematica, aveva un forte interesse anche nelle arti mistiche. Scrisse, infatti, A plaine discovery of the whole revelation of St John, dove prevedeva che la fine del mondo sarebbe avvenuta tra il 1688 e il 1700. Qualcuno ritiene che praticasse sia l'alchimia sia la negromanzia. Inoltre, stando a quanto racconta il suo discendente Mark Napier, possedeva un ragno nero, che portava sempre con se custodito all'interno di una scatoletta, e un gallo nero, che era in realtà il suo famiglio, il suo assistente magico.

domenica 15 marzo 2020

Topolino #3355: Senza parole

E così, alla fine, sono riuscito a mettere mano al Topolino di questa settimana, grazie a mia sorella e alla spesa al supermercato. Ovviamente avrei provato a provvedere in maniera diversa, nel caso, ma vista l'aria che tira, per ora, spero che sarà possibile acquistare anche il prossimo numero. Certo visto quanto ci sta abbruttendo questa chiusura forzata, con molte persone che sono più che disposte a puntare il dito contro una percentuale irrisoria che in ogni caso esce, senza neanche pensare che forse i motivi per farlo ce l'hanno, non è detto che il prossimo numero sarà altrettanto "facile" da ottenere.
Con questa incognita sulla testa del fedele lettore topolinesco, procediamo con la recensione del numero attualmente in edicola.
Giochi di prestigio
Sfogliando il numero senza leggere i credits, pensai immediatamente che Basta pensarlo!, storia muta con Paperoga protagonista, fosse l'ennesimo colpo di genio di Enrico Faccini. E invece l'autore è "solo" il disegnatore in una storia deliziosa e divertente: a idearla e scriverla ci ha, infatti, pensato Marco Nucci, che ovviamente ha trovato in Faccini il miglior interprete, visto che l'autore aveva in passato già realizzato altri piccoli gioiellini del genere.
Unico difetto della storia è, se vogliamo, il fatto che Malachia abita a casa di Paperoga, ma sappiamo bene, non solo grazie alla nuova serie di Giorgio Salati e dello stesso Faccini, che il gatto di Paperino è tornato a casa. E' una licenza che, vista la bellezza della storia, si può tranquillamente concedere ai due autori.

sabato 14 marzo 2020

Carnevale della Matematica #138

E così, un anno dopo, ci troviamo di nuovo qui su DropSea per festeggiare il piday, il "giorno del pi greco". Qualcuno potrebbe obiettare che c'è ben poco da festeggiare, in questo marzo 2020, con un inizio dell'anno bersagliato dall'emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus scoperto sul finire dell'anno precedente in Cina. Mi permetto, però, di controbattere che l'idea, in fondo, è anche quella di permetterci di staccare per un po' dai problemi quotidiani e immergerci nel magico mondo della matematica. Ed è anche per questo che, quest'anno, il Carnevale del pi day ha deciso di aderire, come evento off, allo Science Web Festival (per maggiori informazioni vedete la pagina facebook e il profilo instagram) questo perchè #ladivulgazionenonsiferma.
Detto ciò, non mi resta che introdurre alle proprietà del 138, il numero di questa edizione:

A differenza degli anni passati, quest'anno ci imbattiamo in un numero pari con i seguenti divisori: 1, 2, 3, 6, 23, 46, 69. Poiché la somma dei suoi divisori è pari a 150 > 138, questi fa parte della vasta famiglia dei numeri abbondanti. A tal proposito c'è da notare che 23 + 46 + 69 = 138, il che rende il nostro numero semiperfetto.
La sua scomposizione in fattori primi è 2 $\cdot$ 3 $\cdot$ 23: essendo i tre fattori primi distinti (ovvero non avendo nessuno una potenza superiore a 1), allora 138 è anche un numero sfenico. Come il 131, è un numero di Ulam, ovvero fa parte di una successione di Ulam.
Dati i due numeri iniziali della successione, ad esempio 1 e 2, i numeri successivi sono la somma di due distinti numeri che lo precedono. Ad esempio nella successione U(1,2), quella che parte dai numeri 1 e 2, abbiamo 3 = 2+1, 4 = 3+1, 6 = 4+2 e così via.
E' anche un numero congruente, ovvero rappresenta l'area di un triangolo rettangolo con lati razionali, e, visto che siamo in argomento triangolare, fa parte delle seguenti terne pitagoriche:

(138, 184, 230), (138, 520, 538), (138, 1584, 1590), (138, 4760, 4762)

Fuori dalla matematica, si segnala la sua presenza nei cieli stellati sotto forma di una cometa, la 138P/Shoemaker-Levy, e di un asteroide, il 138 Tolosa. Inoltre NGC-138 è il codice con cui è nota una galassia a spirale (tipo la nostra Via Lattea) presente nella costellazione dei Pesci, costellazione tipicamente invernale.

venerdì 13 marzo 2020

Terrore sacro

Gli elsewords DC Comics non sono state semplicemente storie fuori continuity, ma nuove interpretazioni delle versioni classiche dei supereroi. Infatti, mentre i What if...? della Marvel Comics sono variazioni su eventi della storia interna dei supereroi, gli elsewords, a parte alcune rare eccezioni, sono animati dal desiderio di calare gli eroi in un contesto storico differente rispetto all'usuale attualità. Non è un caso, ad esempio, che molti elsewords sono ambientati nel futuro.
L'esempio di elsewords che voglio proporvi oggi è uno dei primi, se non il primo che ho letto, Terrore sacro. La storia, scritta da Alan Brennert e Alan Grant, si pone una domanda molto semplice: "cosa sarebbe successo a un eroe come Batman se il Commonwealth di Olivero Cromwell fosse riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri?" La storia, disegnata da Norman Breyfogle, dal tratto leggero ma preciso, vede Bruce Wayne nel ruolo di inquisitore dello stato. E ovviamente le sue "vittime" sono l'equivalente dei metaumani: persone che hanno sviluppato dei superpoteri e per questo considerati eretici. Per una società del genere, di fatto uno stato religioso cattolico, i supereroi sono come sono non per incidenti o mutazioni genetiche, ma perché hanno stretto un patto con il diavolo.
D'altra parte da un autore come Grant, creatore del personaggio di Anarchy, sempre all'interno della Batman-family, non ci si poteva aspettare nulla di diverso. La storia, dunque, si regge su una abbastanza esplicita critica al bigottismo e al fondamentalismo religiosi, che arriva a giustificare persino la tortura. E rappresentante di questa visione diventa proprio Bruce Wayne, che, scoperte queste torture, non riuscendo a conciliarle con i suoi valori cattolici, decide di diventare Batman per difendere i torturati.
Un gioiellino che varrebbe la pena recuperare.

giovedì 12 marzo 2020

Un caotico equilibrio

La nostra storia matematica inizia in una disciplina che, apparentemente, ha ben poco a che spartire con la matematica: la biologia. Correva l'anno 1975, un gran bell'anno che, tra le altre cose, ha visto la nascita della Microsoft di Bill Gates. Sulla rivista Nature, invece, Robert May, ecologo australiano, pubblica un articolo di rassegna dal titolo piuttosto indicativo: Simple mathematical models with very complicated dynamics(2). Cuore della trattazione è l'equazione qui sotto: \[x_{t+1} = a x_t (1 - x_t)\] L'equazione, o mappa logistica, questo il suo nome, mi descrive il tasso di variazione della popolazione al variare del parametro $t$, in questo caso inteso in maniera discreta più che continua, mentre $a$ è una costante che identifica il tasso di crescita di una popolazione. $x_t$, invece, è il rapporto tra la popolazione esistente e quella massima possibile al tempo $t$.

martedì 10 marzo 2020

Meraviglioso!


Albert Michelson
Una recente lettura di Tales and anecdotes of science di Foil Miller mi ha ricordato il seguente aneddoto su Einstein e Michelson, che vorrei condividere con i lettori di questo giornale(1).
Nell'inverno 1931/32 ero un postdoc presso il Kaiser Wilhelm Institut di Berlino-Dahlem. Vebbe organizzato un convegno in memoria di Michelson che era recentemente deceduto(2). Intervennero molti famosi scienziati, incluso R. W. Wood del John Hopkins, che parlò in inglese perché, disse, i suoi amici tedesci gli dissero che se avesse parlato in inglese alcuni di loro lo avrebbero compreso, ma se avesse parlato in tedesco nessuno lo avrebbe capito.
A quel convegno Einstein, parlando in tedesco, racconto la seguente storia su Michelson:
Einstein gli aveva detto: "Conosciamo la velocità della luce con l'accuratezza che ci è necessaria. Perché, allora, vuoi misurarla con maggiore accuratezza?"
E Michelson rispose: "Perché mi diverte" "Das", continuò Einstein, "habe ich wunderbar gefunden!"(3)

domenica 8 marzo 2020

Topolino #3354: Di bufale ed eroi

Come ho scritto sul Cappellaio Matto, nell'attesa di capire come evolverà la situazione da qui fino agli inizi di aprile, mi sembra giusto provare a proseguire, per quel che sarà possibile, con l'usuale programma di articoletti per i blog. E ovviamente oggi tocca alla recensione topolinesca!
Alla ricerca dell'energia perduta
Con l'idea di mostrare ai lettori il pericoloso e deleterio potere delle bufale, Blasco Pisapia propone una divertente storia con Paperon de Paperoni protagonista, La bufala migratoria.
Pisapia, però, smonta letteralmente Paperone descrivendone un comportamento abbastanza inconsueto causato da un giornale fasullo. Una delle sue vittime nella sua usuale ricerca di una lettura a scrocco del quotidiano decide di rendergli pan per focaccia stampando un giornale con notizie fasulle. In particolare Paperone viene colpito dai milioni raggranellati da un collezionista di cassonetti, dalla tassa sul possesso di sedie et simili e soprattutto dalla scoperta di un combustibile ricavato da un'alga energetica la cui presenza sarebbe indicata dalla rotta migratoria di un rarissimo uccello, il beccolungo semipalmanto.
Così Paperone, dopo aver dato via le sue azioni petrolifere e aver dato ordine di acquistare cassonetti e distruggere tutte le sedie del deposito, parte per una ricerca nella pratica impossibile. Nel frattempo il mondo esterno inizia a interessarsi alle sue mosse finanziarie e le bufale sulla sua salute mentale continuano sommarsi una all'altra spingendo il suo impero finanziario sull'orlo del fallimento.
Come al solito Paperone resce a rimettere in sesto le sue finanze, il come lo lascio scoprire al lettore. L'aspetto interessante della storia è che, all'interno della vasta ricerca sui biocarburanti, sono stati presi in considerazione anche quelli a base di alga. La proposta prende le mosse a partire della seconda guerra mondiale dai due ricercatori tedeschi Harder e Von Witsch nel 1942 e venne successivamente ripresa in vari paesi del mondo (Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, la stessa Germania) dopo la conclusione del conflitto. Allo stato attuale delle ricerche sono soprattutto i problemi economici a porre i maggiori ostacoli per un uso commerciale della tecnologia per la creazione di un biocarburante a base di alghe. Da qui, forse, l'interesse spasmodico di Paperone nei confronti di un'alga che avrebbe abbattutto e di molto i costi di produzione.

venerdì 6 marzo 2020

Le grandi domande della vita: La natura di una serie

A margine dell'esame matematico dell'inseguimento tra Lelapo e la Volpe mi sono ritrovato a esaminare la convergenza di alcune serie numeriche. E allora, in questa breve puntata de Le grandi domande della vita (mi scuso per la sua brevità), che mancano ormai da un bel po', vado a esaminare le due serie specifiche, partendo dal problema di base che ha mosso la mia ricerca: trovare delle serie divergenti separatamente e convergenti quando vengono messe insieme.
Serie divergenti
Innanzitutto torno brevemente sulla definizione di serie: una successione di numeri legati uno all'altro da una data legge matematica. La successione può essere convergente, divergente o indeterminata in funzione della somma all'infinito dei suoi termini. In altre parole la serie sarà detta convergente se la somma dei suoi termini all'infinito fornisce un risultato finito (che possiamo considerare come il limite superiore della somma di questi inifiniti termini), sarà detta divergente se il risultato tende all'infinito (ovvero non esiste alcun limite superiore alla somma), sarà indeterminata se la somma dei termini oscilla tra due limiti finiti.
In particolare prendiamo queste due serie:

giovedì 5 marzo 2020

mercoledì 4 marzo 2020

Particelle familiari

Il bosone di Higgs ha trainato per molti anni la comunicazione scientifica italiana. Testi sulla meccanica quantistica, il modello standard e argomenti correlati sono stati successivamente arricchiti dalla scoperta della particella mancante al quadro che i fisici della particelle avevano costruito sul mondo microscopico, quello dei mattoni fondamentali su cui è costruito l'universo. Raccontare questo mondo e la sua rivoluzione è dunque al tempo stesso semplice e complesso: semplice per via di ciò che è ormai saldamente consolidato, complesso per via di ciò che ancora non si sa, oltre che della gran mole di testi divulativi che parlano, e anche bene, dell'argomento. Per cui Particelle familiari potrebbe sembrare l'ennesimo libro di divulgazione sull'argomento "modello standard e dintorni", oppure l'ennesimo libro sulla scoperta del bosone di Higgs, visto che il suo autore, Marco Delmastro, lavora proprio per l'esperimento ATLAS, la grande collaborazione che ha scoperto, insieme con i "concorrenti" del CMS, le tracce di questo sfuggente bosone. Alla fine è entrambe le cose, ma anche qualcosa di più, e anche qualcosa di meno, in perfetto stile quantistico.

martedì 3 marzo 2020

L'esorcista

L'esorcista, film culto del 1973 del regista William Friedkin, è in effetti tratto dall'omonimo romanzo di William Peter Blatty, che ne ha anche curato la sceneggiatura e la produzione. Inoltre venne coinvolto in due dei quattro film che vennero successivamente realizzati nel corso dei decenni successivi.
Non avendo mai visto il film per intero, se non alcune iconiche scene, non posso esibirmi in un dotto confronto tra romanzo e pellicola, che sarebbe particolarmente interessante visto il ruolo giocato da Blatty nel film, per cui vi dovrete accontentare dei miei sproloqui sul semplice testo dello scrittore statunitense. Questi, a un certo punto della sua vita, iniziò a interessarsi delle pratiche di esorcismo, che erano state apparentemente accantonate dalla chiesa cattolica nel corso del XX secolo. L'argomento era sufficientemente forte da spingere Blatty a costruirci intorno un romanzo, dopo il quale la letteratura horror ebbe la sua ennesima scossa. Si potrebbe, in effetti, affermare che L'esorcista ha avuto un ruolo non molto differente dal Dracula di Bram Stoker, ma al contrario.

lunedì 2 marzo 2020

Di luna in luna

Il 2019 è stato l'anno della Luna grazie alla ricorrenza del cinquantenario dell'allunaggio dell'Apollo 11. Tra i molti libri usciti sull'argomento si segnala anche Di luna in luna che Stefano Sandrelli ha scritto per Feltrinelli Kids, impreziosito dalle splendide illustrazioni di Alessandro Baronciani.
L'agile volumetto, destinato soprattutto per il pubblico più giovane, è ricco di informazioni interessanti sulla Luna e su altri satelliti notevoli del Sistema Solare, senza dimenticare un'ampia porzione dedicata al pianeta Marte, che sta per ritornare a essere protagonista grazie alle quattro missioni in partenza a metà di quest'anno verso il pianeta rosso. L'aspetto distintivo del testo scritto da Stefano è il neanche troppo velato umorismo toscano, che permette di rendere leggeri e fruibili gli argomenti di cui tratta nel corso delle pagine.
Ricco di analogie di uso quotidiano e impreziosito dalle splendide illustrazioni di Baronciani, Di luna in luna è un bellissimo libro da regalare ai bambini, ma anche agli adulti (in generale lo stile è molto simile a quello di molte guide per risolvere i problemi con il pc!), con la chicca di una interessante intervista alla nostra astronauta Samantha Cristoforetti.

domenica 1 marzo 2020

Topolino #3353: Paperinikland

Numero incredibilmente interessante e ricco di spunti questo Topolino #3353, dove la sorpresa in assoluto è la storia d'apertura, cui non avrei dato grandissimo credito.
Parco divertimenti
Lo scarso credito per la storia è, ovviamente, dovuto al nome dello sceneggiatore: Marco Gervasio. Fino a qui il suo Paperinik non mi aveva convinto, o conquistato, ma con questo Paperinikland sembra avere fatto un piccolo salto di qualità. Questo non è dovuto solo all'introduzione di un nemico dall'esterno della solita cerchia paperopolese, il magnate Red Duckan, ma anche ai dialoghi che si sono considerevolmente asciugati dalle influenze martiniane, incluse le interazioni tra i personaggi.
Motore della storia, come mostrato nel prologo di settimana scorsa, è l'apertura del nuovo parco giochi paperopolese a tema Paperinik, ideato e progettato proprio da questo Red Duckan. A mettere i bastoni tra le ruote a Paperino, che pensa già a un modo per reagire alla "provocazione" ci pensa anche il caso, nella forma delle nuove caramelle cancellin di Archimede, che l'eroe in incognito ingurgita per sbaglio. In questo spoiler, però, è presente anche il problema principale della storia: è piuttosto telefonata, visto quanto questa direzione narrativa stava diventando scontata man mano che la storia procedeva fino all'apertura dell'armadietto da parte di Paperino con all'interno queste nuove caramelle.
Ovvio, non tutto può funzionare nel modo migliore, ma la storia è sufficientemente ben scritta da creare l'attesa per il prossimo episodio. Inoltre è magistralmente disegnata da un Giorgio Cavazzano più in forma che mai.

giovedì 27 febbraio 2020

Lo spirito della fantascienza

Ero lì, che giravo con mia sorella per i banchi di oh bej oh bej quando vedo, all'improvviso, un nuovo inedito di Roberto Bolano, uscito dagli archivi dello scrittore cileno nel 2016 e arrivato in Italia nel 2018 grazie all'editore che ne sta portando tutta l'opera nel nostro paese, Adelphi.
Il romanzo, la cui versione ritrovata e pubblicata è del 1984, anche se la lavorazione sembra iniziata prima, è al tempo stesso compiuto e incompiuto. A farmi scrivere ciò è la struttura stessa della storia, un alternarsi tra l'intervista a un non meglio specificato scrittore di fantascienza (in effetti la sua identità un po' la si intuisce) durante la quale racconta delle surreali e fantascientifiche avventure di un soldato durante uno scenario di guerra; le lettere di un giovane aspirante scrittore di fantascienza indirizzate ad alcuni grandi scrittori del genere; la storia di quest'ultimo e di uno dei suoi amici, narrata in prima persona da quest'ultimo. Molto probabilmente, come a volte succede nei romanzi di Philip Dick, Bolano ha messo qualcosa di suo in ognuno di questi tre personaggi, sebbene sia l'ultimo quello a cui potrebbe tenere di più, essendo il protagonista di Manifesto messicano, racconto che chiude il libro e che era apparso su rivista nel 1984.
Il volume, scritto con uno stile ora diretto ora ermetico, in funzione del personaggio su cui lo scrittore si sta concentrando, si conclude con una ricca appendice fotografica dove vengono mostrate le pagine degli appunti e degli schizzi di Bolano.
Lo spirito della fantascienza, alla fine, come suggerisce il titolo, è un tentativo di catturare lo spirito del genere, ma anche degli scrittori che cercano di scriverne le storie.

mercoledì 26 febbraio 2020

Cronache da dove volete voi

Non è che non sarei riuscito a inventare un titolo migliore, ma volevo dare l'idea di quanto la situazione abbia stufato. Non tanto lo stato di quarantena applicato o la precauzione nella chiusura delle scuole, quanto la situazione di panico che ha svuotato supermercati e strade cittadine. Certo per contro questo ha reso Milano molto meno inquinata del solito, ma girando per la città a piedi, come ho fatto spesso negli ultimi tre giorni andando e tornando dall'Osservatorio, mi sono reso conto anche di quanto la situazione abbia inciso nel modo in cui le persone si rapportano una con l'altra. Una delle discussioni più frequenti, ad esempio, quelle sullo stato di salute, sono piene di precisazioni sul fatto che non è influenza, ma i sintomi influenzali sono dovuti ad altro. E la cosa rasenta il ridicolo, quasi come se in tutti noi ci fosse la paura dell'untore o dell'essere additati come untore. Nella città di Renzo e Lucia.
Scritto ciò, cercherò di riprendere con gli aggiornamenti soliti su questo blog, magari uno dei due ultimi giorni di febbraio potrebbero avere due post anziché uno, ma ovviamente ancora non lo posso sapere.
Visto che ci sono, un po' di link utili:

domenica 23 febbraio 2020

Topolino #3352: Eroi contro i soprusi

C'è un doppio Alessandro Sisti nel numero che segna la fine della seconda saga di Donald Quest. Mentre la storia spaziale verrà approfondita Al Caffè del Cappellaio Matto, andiamo a vedere come è andata l'incursione di Sisti nel mondo di Dinamite Bla, che era stato terreno fertile soprattutto di Fausto Vitaliano, l'autore che aveva rinnovato più di tutti il personaggio ideato da Dick Kinney e Al Hubbard nelò 1964.
Il postino porta sempre scompiglio
Co-protagonista della storia, disegnata con il solito tratto dinamico e carpiano da Andrea Freccero, è il buon Paperoga, nelle vesti di postino. In questo caso, per limitare al massimo i disastri che sta combinando nel suo ruolo di supplente temporaneo e transitorio gli viene assegnata come zona il Cocuzzolo del Misantropo. Anche in questo caso, però, i guai sono dietro l'angolo, sebbene una buona mano gliela da anche il buon Dinamite Bla, che con la spingarda dal grilletto facile rovina la posta a lui indirizzata. I resti della lettera di Truz, purtroppo mal interpretati, generano un equivoco che porta Dinamite a mettere la maschera del suo eroe preferito: ecco allora che Il segno del Buzzurro diventa una divertente parodia del classico Il segno di Zorro, con tanto di inseguimento finale, ovviamente ai danni di chi non devo sottolinearlo!

sabato 22 febbraio 2020

Senza sangue a fumetti

Lessi Senza sangue di Alessandro Baricco diversi anni fa. Ricordavo più o meno la storia: una donna incontra un uomo, più vecchio di lei. L'incontro non è casuale, visto che l'uomo faceva parte di una spedizione punitiva che uccise il padre e il fratello. I due, però, si raccontano e chiudono i conti con la più grande delle faide umane: la guerra.
La versione a fumetti, uscita sempre per Feltrinelli, viene realizzata da Tito Faraci con Francesco Ripoli ai disegni. L'ombra sembra essere sostanzialmente fedele al soggetto di Baricco, ma, per quel che ricordo del romanzo originale, risulta anche più lineare e semplice da seguire. In effetti la visione sfumata dei personaggi risulta molto più chiara rispetto al testo di Baricco (sempre a quel che ricordo la lettura del breve romanzo), mentre Ripoli, utilizzando una colorazione fatta soprattutto di sfumature di giallo, a parte alcuni flashback, fornisce l'idea di un'ambientazione calda, da paese latino. Inoltre il tratto realistico è reso evocativo grazie all'uso della matita non inchiostrata (o forse del suo equivalente digitale).
In conclusione, forse è eccessivo affermare che il Senza sangue di Faraci e Ripoli è migliore del Senza sangue di Baricco, ma, a quel che ricordo, direi che è proprio così.

venerdì 21 febbraio 2020

Nato astronauta

Al di là del genere specifico dei Bang Bang Romeo, il registro vocale di Anastasia Walker, leader e voce del gruppo, è indubbiamente quello dell'R&B. Attivi almeno dal 2010, il trio, completato da Ross Cameron e Richard Gartland, ha da poco rilasciato (dicembre 2019) un album che è tutto un programma, A heartbreaker's guide to the galaxy, che effettivamente mescola diversi stili musicali. Effettivamente mi sono avvicinato a questo giovane gruppo con i loro pezzi più R&B, come ad esempio Shame on you, ma in questa occasione voglio soffermarmi su un piccolo pezzo di bravura, anche esecutiva, che in qualche modo potrebbe segnare la nostra stessa epoca: Natural born astronaut. Il punto è che, come molti dicono in giro, è probabile che al momento sulla Terra siano in circolazione i primi astronauti che metteranno piede su Marte.

giovedì 20 febbraio 2020

Luna Propaganda

Nell'ultimo dei tre giorni disponibili, il 17, 18 e 19 febbraio, sono riuscito ad andare al cinema per vedere Lunar City, docufilm di Alessandra Bonavina. Quello che segue, però, è il parere emerso non semplicemente dalla visione del film, ma anche dalla discussione successiva fuori dal cinema con chi mi ha accompagnato per vederlo.
Avevo proposto la visione a mia sorella e a una nostra amica, Alberta, entrambe statistiche e, dunque, non addentro alla materia. Il giudizio tra le due è stato di un film noioso, cui Alberta ha aggiunto un parere ancora più estremo: un gigantesco spot pubblicitario senza alcun vero contributo informativo, a parte i primi dieci minuti. E dalla mia discussione successiva con Alberta, alla fine non posso sentirmi completamente in disaccordo con lei. Vediamo quali sono i punti a supporto di quella che può essere considerata una vera e propria propaganda per quelli che di fatto sono stati i committenti del film, ASI e NASA.

mercoledì 19 febbraio 2020

Una battuta di caccia celeste

I cieli invernali sono dominati dalla costellazione di Orione, di cui ho già narrato la storia. Questi viene raffigurato nel cielo stellato nell'atto di scoccare una freccia contro la costellazione del Toro, posta a difesa delle Pleiadi. Orione, però, come ogni buon cacciatore, si accompagna da un bravo cane da caccia, forse due, come vedremo a breve. Infatti ai piedi del cacciatore sono poste tre costellazioni, il Cane Maggiore, il Cane Minore e la Lepre, che sembrerebbe la preda dei due cani, la cui storia, però, non è necessariamente legata a quella del mitico Orione.
I cani da caccia
La costellazione del Cane Minore era anticamente costituita da una sola stella, Procione, che in greco significa prima del cane, poiché sorge prima della costellazione del Cane Maggiore.
Solitamente identificato come uno dei cani da caccia di Orione, secondo il mitografo Igino la costellazione rappresenterebbe Mera, il cane di Icario, cui il dio Dioniso aveva insegnato a fare il vino. Questi fece assaggiare la nuova bevanda ad alcuni pastori, che si ubriacarono immediatamente: pensando, però, di essere stati avvelenati, uccisero Icario. Allora Mera, ululando, corse da Erigone, figlia del suo padrone, e la tirò per le vesti portandola fino al luogo dove giaceva morto il padre. Una volta giunti sul luogo, i due si suicidarono. A quel punto Zeus, per ricordare questi tragici fatti, decise di porre nel cielo i protagonisti della storia: Icario nella costellazione di Boote, Erigone in quella della Vergine e Mera in quella del Cane Minore. Inoltre, per riparare al tragico errore dei loro antenati, gli ateniesi istituirono una celebrazione annuale in onore di Icario ed Erigone.
Anche il Cane Maggiore viene associato con uno dei due cani da caccia di Orione: Arato di Soli, infatti, lo identifica con il preferito dei due, quello che lo sempre dappresso.
Secondo altri studiosi (Eratostene e sempre Igino), la costellazione in realtà rappresenta Lelapo, il più abile cane da caccia dell'antichità, talmente veloce che nessuna preda riusciva a sfuggirgli. Nel corso della sua mitologica vita Lelapo cambiò diversi padroni. In particolare la dea Artemide lo donò a Procri, moglie di Cefalo. Un giorno, mentre erano a caccia, Cefalo uccise accidentalmente la moglie grazie a un giavellotto che non manca mai il bersaglio. Così Lelapo rimase a Cefalo fino a che i due non incapparono nella Volpe di Teumesso, che non poteva mai essere catturata. Lelapo e la Volpe si inseguirono per tutto il bosco, dando vita a un paradosso irrisolvibile cui pose fine Zeus ponendo Lelapo e, forse, la Volpe nel cielo rispettivamente come Cane Maggiore e Cane Minore. Secondo altre versioni Zeus pose in cielo il solo Lelapo, per evitare l'inseguimento eterno.

lunedì 17 febbraio 2020

Raising Dion, o di come è difficile crescere un supereroe

Uscito nell'estate del 2015 per la IndyPlanet, Raising Dion è un albetto di 24 pagine che inizia a raccontare la vita di Nicole Reese e del suo bambino, il piccolo Dion Warren, dotato di superpoteri. La loro vita è ritirata, quasi in fuga per nascondere i poteri di un bambino piuttosto vivace e curioso, come tutti i bambini di 7 anni. Il fumetto, ideato da Dennis Liu per i disegni di Jason Piperberg, è stato anticipato da un breve cortometraggio realizzato dallo stesso Liu:

domenica 16 febbraio 2020

Topolino #3351: Il ritorno di Donald Quest

Dopo il prologo della settimana scorsa, torna su Topolino la saga di Donald Quest, cui Andrea Freccero dedica la solita, impeccabile copertina. D'altra parte Freccero è stato il disegnatore del primo numero della prima "stagione", quella uscita per IDW e successivamente nel resto del mondo. A partire da The rock of fire, invece, la palla è passata ai francesi, che hanno realizzato, invece, dei veri e propri miniepisodi, all'incirca la metà per lunghezza di quelli originali. Immergiamoci, dunque, nelle atmosfere fantasy di Donald Quest.
Quando il meglio sta nel prologo
Le quattro puntate della saga, pubblicate su due numeri di Mickey Parade Géant Hors-Série, sono affidate a Riccardo Pesce e Marco Mazzarello. Si torna, dunque, al mondo di Feudarnia, fatto di asteroidi che fluttuano nello spazio, abitati da comunità feudali e che si muovono, da un posto all'altro, utilizzando delle vere e proprie navi volanti(1). Dal punto di vista della storia, effettivamente questa è un po' più nelle corde dei francesi, visto che quel piccolo capolavoro che era Dragon Hunters, anch'esso con una trama molto simile a Donald Quest, era proprio di produzione francese.
Andiamo ai contenuti: come anticipato nel titoletto, il prologo, a conti fatti, è risultato qualitativamente migliore. L'accoppiata Chantal Pericoli-Ciro Cangialosi è risultata molto più efficace grazie ai toni e allo stile alla Ridi Topolino adottati. Pesce e Mazzarello, invece, realizzano una storia più classica che, però, non mi è sembrata completamente convincente. D'altra parte gli elementi di base così come erano stati posti da Stefano Ambrosio non mi avevano conquistato già nella prima saga. Donald Quest, come Wizards of Mickey, utilizzava elementi presi dal mondo dei giochi di carte collezionabili per variare un po' sui classici canoni del genere fantasy, che in realtà funzionano abbastanza bene e forse, come hanno mostrato molte saghe uscite su Topolino in questi anni, sarebbe stato più giusto puntare sui personaggi. In questo senso il Topolino di Donald Quest emergeva con una forza molto maggiore rispetto al protagonista della saga, Paperino, che sostanzialmente continua a restare lo stesso Paperino di sempre.

sabato 15 febbraio 2020

Di chiavi e lucchetti

Nella seconda metà del 1700 Pierce Locke costruisce, a partire da un misterioso metallo sussurrante, una serie di chiavi magiche che permettono di aprire porte inimmaginabili.
C'è, ad esempio, la chiave di ognidove, che porta in qualunque luogo si desideri; la chiave apritesta, che permette di inserire dentro la propria testa qualunque cosa, dai libri, utili per imparare a memoria nozioni varie, a oggetti fisici da utilizzare in seguito; la chiave cambiasesso, che permette di trasformare un uomo in una donna e viceversa (e anche il processo di ritorno al proprio sesso d'origine); la chiave dell'eco, che permette di materializzare il proprio eco; la chiave fantasma, che permette di diventare degli ectoplasmi, sperimentando una morte fittizia; la misteriosa chiave omega. A questo gruppo di sei chiavi conosciute, se ne aggiungono altre, per ora non classificate, sparse nei vari, inesplorati recessi di Keyhouse, la magione dei Locke in quel di Lovecraft, Massachussetts.
E' importante ricordare che tutte le chiavi, a parte quella di ognidove e quella apritesta, per funzionare devono aprire le serrature corrispondenti.
Questi sono gli elementi di base di uno dei fumetti gotici più interessanti e di successo degli ultimi anni, Locke & Key. Scritto da Joe Hill, romanziere di genere nonché figlio di Stephen King, e disegnato dal talentuoso Gabriel Rodriguez, è stato pubblicato interamente in Italia in sei volumi dalla Magic Press, incluso il volume che raccogli alcune uscite speciali della serie. Visto il rilascio su Netflix della prima stagione del serial televisivo (che ho iniziato a guardare insieme con mia sorella), recupero la recensione che avevo scritto ormai tempo addietro dei primi due volumi, Benvenuti a Lovecraft e Giochi mentali e che avevo lasciato decisamente sotto la naftalina.

venerdì 14 febbraio 2020

Shame on you

In effetti ho in preparazione un articolo delle particelle musicali sui Bang Bang Romeo, su cui mi dilungherò un po' più diffusamente su considerazioni stilistiche e di genere, ma vista la ricorrenza odierna, ho pensato di dedicare loro un primo articolo con il video ufficiale di Shame of you tratto da A heartbreaker's guide to the galaxy:

giovedì 13 febbraio 2020

Un uomo disse all'universo

Un uomo disse all'universo:
"Signore, Io esisto!"
"Ciò nonostante", replicò l'universo,
"Il fatto non ha creato in me
Alcun senso di obbligo".
Stephen Crane

mercoledì 12 febbraio 2020

Ritratti: Hanna Neumann

Hermann von Caemmerer e Katharina Elisabeth Jordan vivevano a Lankwitz, in una zona che oggi è diventata distretto di Berlino, in Germania. Quando nacque la loro terza e ultima figlia, Johanna von Caemmerer, il 12 febbraio del 1914, la prima guerra mondiale era ormai alle porte.
Hermann, rompendo con la tradizione di famiglia, invece di seguire la carriera militare e diventare un ufficiale prussiano, sceglie la carriera accademica diventando uno storico. La scelta, però, non lo salva dalle tragiche conseguenze della guerra: muore durante i primi giorni del conflitto, lasciando la moglie con tre figli, Ernst, Dora e, appunto, Johanna, detta Hanna.
Dopo due anni passati in una scuola privata, la madre la iscrisse all'Auguste-Viktoria-Schule, una scuola di grammatica femminile. La sua materia preferita era la botanica, ma giunta ai 14 anni scoprì la bellezza della matematica, che sarebbe diventata il suo corso di studi presso l'Università di Berlino dove si iscrisse nel 1932, dopo essersi diplomata presso l'Auguste-Viktoria-Schule (nel frattempo faceva lezioni di ripetizione per i più piccoli per aiutare in famiglia).
All'università seguì corsi di Georg Feigl, Ludwig Bieberbach, Erhard Schmidt, Friedrich Schur, oltre ad alcuni corsi di fisica, psicologia, diritto e letteratura. In particolare in quest'ultimo campo aveva una grande passione per Dante Alighieri. Alla fine del suo primo anno di lavoro, Hanna ottenne il rimborso di tre quarti delle tasse universitarie e una posizione come assistente part-time nella biblioteca dell'Istituto matematico.

Senza parole: Quadrati

\[\forall n \in N, 1+3+5+\cdots+(2n-1) = n^2\]
P.S.: Scusate il ritardo. Probabilmente oggi ci sarà un secondo post.
P.P.S.: corretto l'errore segnalato nel commento: grazie mille!

domenica 9 febbraio 2020

Topolino #3350: Con la gentilezza si ottiene tutto

Il numero, dalla copertina sanremese realizzata da Alessandro Perina, presenta in apertura due storie particolarmente divertenti e di buona qualità caratterizzate dalla presenza più o meno ingombrate di due personalità piuttosto particolari.
Tutta questione di galateo
Con la storia d'apertura Marco Nucci introduce a Topolinia un nuovo criminale, tale Galateo, che utilizza un potere piuttosto particolare per portare a compimento le sue rapine e soprattutto restare impunito: la gentilezza. La voce di Galateo, infatti, riesce a influenzare le persone con cui parla: utilizzando la cortesia e i modi garbati convince una cassiera di una banca e il direttore della stessa a consegnargli parte del contenuto del caveau.
Un personaggio così diventa inevitabilmente fonte di gag divertenti per la coppia di colleghi e amici Manetta e Rock Sassi. Nucci, però, non risparmia neanche Topolino, che a differenza dei due poliziotti, nel momento di massima depressione, mentre Galateo è quasi sfuggito alle maglie della giustizia, ottiene l'idea risolutiva.
Ottima la prova di Davide Cesarello, che affianca Nucci ai disegni. Stilisticamente il tratto di Cesarello richiama ai classici animati disneyani dei primi anni Settanta del XX secolo (ad esempio Robin Hood o Pomi d'ottone e manici di scopa). Il tratto, dunque, è particolarmente gradevole e perfetto per i toni leggeri e divertenti della storia di Nucci, e forse la storia avrebbe giovato un po' di una maggiore varietà di animali antropomorfi sparsi tra i personaggi secondari e le comparse.

sabato 8 febbraio 2020

Il fantasy di Jean-Luc Istin: Elfi

Come scritto settimana scorsa, il progetto fantasy ideato da Jean-Luc Istin e Nicolas Jarry è un affresco complesso che, oltre alla serie principale, Elfi, si avvale di altre due serie collaterali, Nani e Orchi e Goblin. Visto che quest'ultimo serial non è ancora giunto in Italia, passo ad esaminare gli ultimi due volumi della storia principale, il 5 e il 6, che raccolgono i volumi originali che vanno dall'11 al 15. Prima, però, una introduzione generale alla struttura della serie.
Un mondo di Elfi
La struttura di Elfi è al tempo stesso semplice e complessa. La storia si sviluppa attraverso una narrazione parallela che si concentra su un personaggio principale per albo circondato da una serie di altri di contorno, più o meno ricorrenti, più o meno importanti nell'economia della storia. Gli albi, a loro volta, si sviluppano in gruppi di cinque e ogni albo del gruppo si concentra su una delle cinque principali "razze" di elfi presenti nel mondo ideato da Istin: efli blu, elfi silvani, elfi bianchi, mezzelfi ed elfi neri.
Mentre il primo gruppo di cinque è servito per presentare i personaggi e fornire un contesto socio-economico al mondo di Elfi, il secondo gruppo entra nel vivo della storia che Istin, Jarry e i loro collaboratori hanno intenzione di narrare. Una strega dal passato, l'elfa nera Lah'saa, ritorna dalla prigione magica in cui i suoi resti e la sua anima erano stati rinchiusi dopo la sua sconfitta avvenuta eoni prima. La sua sete di potere e il suo desiderio di vendetta sono ciò che la spingono a creare un esercito apparentemente imbattibile: zombie o ghoul, per utilizzare il termine scelto da Istin e Jarry. La seconda cinquina ha visto l'avanzare inesorabile dell'elfa nera che, alla fine del sesto albo originale, l'inizio del terzo volume italiano, aveva preso possesso del corpo di Lanawyn, l'elfa blu che ha il potere di controllare la gemma delle acque.
Nel mondo degli Elfi esistono alcune gemme di potere, un po' come le gemme dell'infinito di marvelliana memoria, che permettono, a chi viene scelto dalla gemma, di controllare l'elemento corrispondente. Il piano di Lah'saa è abbastanza evidente sin dal suo primo comparire, e poi diventa esplicito con il proseguire della vicenda: radunare nelle sue mani il potere di tutte le gemme.

venerdì 7 febbraio 2020

I rompicapi di Alice: Mappe a colori

Non ci è dato sapere l'anno in cui Lewis Carroll concepì il seguente giochino, giunto fino a noi grazie al suo biografo, Stewart Dodgson Collingwood. Il gioco, per due giocatori, è abbastanza semplice: disegnare la mappa di una regione inesistente suddivisa in provincie; colora (o segna nel suo territorio il nome del colore) utilizzando il minor numero possibile di colori, ricordandosi di rispettare la regola che due regioni confinanti non possono avere lo stesso colore. L'obiettivo di ciascun giocatore è costringere l'altro a utilizzare più colori possibile. La domanda allora è: quanti colori il primo giocatore può obbligare il secondo a utilizzare?
Il gioco di Carroll, forse ideato nella prima metà dei 1880, è molto probabilmente ispirato alla storia del teorema dei quattro colori, che iniziò giusto un paio di decenni prima della pubblicazione di Alice nel Paese delle Mervagilie.
Una nazione a... pezze!
Nel 1852 Francis Guthrie, laureando allo University College di Londra, scrisse una lettera al fratello Frederick per proporgli un problema apparentemente semplice. Aveva sotto le mani una mappa in bianco e nero con indicate tutte le contee d'Inghilterra e, evidentemente per passare il tempo, iniziò a colorarla avendo l'accortezza di non colorare due regioni adiacenti con lo stesso colore. Aveva scoperto di essere in grado di colorare la mappa utilizzando solo quattro colori. A questo punto, come diceva qualcuno migliore di me qualche decennio fa, la domanda sorse spontanea:
E' possibile colorare qualsiasi mappa disegnata su un piano con quattro colori (o meno) in modo tale che due regioni con un confine comune non abbiano ma lo sesso colore?(5)
Il motivo per cui il buon Francis decise di inviare al fratello questa curiosa domanda era abbastanza semplice: Frederick era uno degli studenti di Augustus De Morgan, rinomato matematico dell'epoca, famoso in particolare per le leggi di De Morgan, un gruppo di regole fondamentali per la logica booleana.

giovedì 6 febbraio 2020

Io sono febbraio

Seguendo l'idea del recupero di vecchie recensioni, dopo i due romanzi di Giorgio Fontana, passo a un piccolo libro abbastanza curioso e inconsueto in cui sono incappato diversi anni fa, Io sono Febbraio di Shane Jones.
Portato in Italia nel 2011 da Isbn, Light boxes, questo il titolo originale del romanzo, segna l'esordio di Jones, autore ad ogni modo piuttosto poco prolifico. Il romanzo è, in un certo senso, sfuggente quanto il protagonista del titolo, Febbraio, una sorta di vera e propria divinità, incarnazione stessa dell'inverno, che tiranneggia con la neve e il gelo il villaggio di Thaddeus Lowe. Quest'ultimo si unisce a un gruppo di compaesani per portare avanti la resistenza contro Febbraio e farla diventare una vera e propria ribellione per consentire alla cattiva stagione di andare finalmente via. E' significativo, in questo senso, l'uso delle maschere del medico della peste da parte dei congiuranti: da un lato è un modo per mascherare i propri volti, ma dall'altro è anche indicativo della necessità di dover curare qualcosa, nello specifico la natura che è rimasta bloccata in un'unica stagione e più metaforicamente il villaggio che non riesce a superare l'inverno. In questo senso la lettura metaforica di Io sono Febbraio viene anche avvalorata da alcune immagini metaletterarie legate all'identità di Febbraio stesso.
In questo senso il titolo italiano è, forse, più efficace ed evocativo di quello originale, riuscendo a trasmettere il mistero e la magia dietro quella che può essere considerata una sorta di distopia fantasy.

mercoledì 5 febbraio 2020

Legge superiore

Quando con Andrea Bramini iniziamo a preparare l'intervista per Giorgio Fontana, che stava iniziando la sua collaborazione con Topolino, mi ero ripromesso di recuperare e leggere i due romanzi dello scrittore usciti per Sellerio. Dopo averli letti, però, ho lasciato a decantare per diversi anni la recensione e nel frattempo l'uscita di Giustizia per tutti ha, in qualche modo, fornito la spinta conclusiva per rimetterci mano e chiudere un discorso che attendeva ormai da un po'.
Per legge superiore e Morte di un uomo felice sono, stringi stringi, due procedurali: Fontana, infatti, si concentra su Roberto Doni, sostituto procuratore di Milano, impegnato in due indagini che conducono il protagonista e con lui il lettore a riflettere sulla giustizia stessa e sul suo legame con la legge. Il processo di riflessione non è né scontato né banale, e in certi punti alcune riflessioni sono al limite dell'anarchia, visto che quel che i due romanzi mi hanno la sciato è la sensazione che più che il rispetto pedissequo della legge a dover essere recuperato dalla nostra società è il senso di giustizia. Come le ultime polemiche in materia hanno tristemente confermato.

martedì 4 febbraio 2020

La trasformata di Abel

La trasformata di Abel, anche detta integrale di Abel, è una tecnica di trasformazione delle funzioni che fa uso degli integrali. Viene utilizzata in particolare nello studio delle funzioni a simmetria sferica.
Le sue principali applicazioni sono nell'analisi delle immagini: la trasformata di Abel, infatti, viene utilizzata per proiettare su un piano una funzione di emissione, ad esempio della luce di un oggetto, ricavando una forma geometrica generalmente simmetrica rispetto a un asse. Si può anche utilizzare la trasformata di Abel inversa per calcolare la funzione di emissione a partire dalla sua proiezione (ad esempio una scansione o una fotografia).
Trova applicazioni anche nella spettroscopia, in particolare nello studio degli spettri di assorbimento di sbuffi a simmetria cilindrica. In questo caso la trasformata di Abel fornisce la quantità di luce assorbita (assorbanza) lungo un dato raggio, mentre la trasformata inversa fornisce il coefficiente di assorbimento locale a una distanza $r$ dal centro.
La trasformata inversa di Abel, infine, ha assunto una fondamentale importanza nell'imaging a ioni e nell'imaging fotoelettrica.
Infine la trasformata di Abel, insieme con gli opportuni strumenti statistici, può essere utilizzata per lo studio dei cluster (gruppi) di galassie.
Trasformata di Abel
\[F(y) = 2 \int_y^\infty \frac{f(r)r}{\sqrt{r^2 - y^2}} \,dr\]

Castagna, F., & Andreon, S. (2019). PreProFit: Pressure Profile Fitter for galaxy clusters. Astronomy & Astrophysics, 632, A22. doi:10.1051/0004-6361/201936487 (arXiv, github)