Stomachion

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sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

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Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.

sabato 19 dicembre 2020

Il brivido della caccia

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Dopo aver scritto qualche riga serie televisiva, passo al fumetto, October Faction di Steve Niles e Damien Worm. Edito da IDW e portato in Italia dalla Magic Press, si è sviluppato in una serie di 18 numeri e in due miniserie di 5 numeri ciascuno. La prima serie è uscita raccolta in tre volumi, ma di questi vi "racconterò" solo i primi due perché, sostanzialmente, l'intera vicenda mostra una sorta di punto di conclusione.
La storia è molto simile a quella della serie di Netflix, ma profondamente differente, come avevo già scritto nella recensione precedente. Ambientata nella fittizia cittadina di Gristlewood, racconta le vicende di una sorta di Famiglia Addams moderna, composta da due figli un po' strani, Geoff, che vede i fantasmi che infestano le persone, e Vivian, una veggente, e dai due genitori, Deloris, sempre fashion e alla moda, e Frederick, professore universitario specializzato in mostri e leggende. Il segreto della famiglia Allan, però, è che Frederick e Deloris erano, un tempo, cacciatori di mostri. I quattro vivono in una grande e vecchia villa poco fuori dalla cittadina, hanno il loro Learch, che in realtà è una lei molto più loquace del maggiordono degli Addams (ma ci vuole poco) e, soprattutto, i ragazzi conoscono quale era il mestiere dei genitori e sono i primi a voler spingere Frederick a riprendere la caccia. In effetti i primi due volumi sono proprio il racconto di come Frederick e gli Allan riprendono il mestiere di famiglia. A questa impresa si uniscono anche Dante, un ragazzo con alcuni impianti elettrici posti nella testa da uno degli scienziati pazzi affrontati da Frederick in passato, e il suo vecchio amico e collega Lucas, che deve affrontare un problema non da poco: è stato morso da un licantropo. I sei, alla fine del secondo volume, che vede la sfida degli Allan contro un misterioso nemico in grado di tornare persino dalla morte, si uniranno per dare la caccia ai mostri.

sabato 15 febbraio 2020

Di chiavi e lucchetti

Nella seconda metà del 1700 Pierce Locke costruisce, a partire da un misterioso metallo sussurrante, una serie di chiavi magiche che permettono di aprire porte inimmaginabili.
C'è, ad esempio, la chiave di ognidove, che porta in qualunque luogo si desideri; la chiave apritesta, che permette di inserire dentro la propria testa qualunque cosa, dai libri, utili per imparare a memoria nozioni varie, a oggetti fisici da utilizzare in seguito; la chiave cambiasesso, che permette di trasformare un uomo in una donna e viceversa (e anche il processo di ritorno al proprio sesso d'origine); la chiave dell'eco, che permette di materializzare il proprio eco; la chiave fantasma, che permette di diventare degli ectoplasmi, sperimentando una morte fittizia; la misteriosa chiave omega. A questo gruppo di sei chiavi conosciute, se ne aggiungono altre, per ora non classificate, sparse nei vari, inesplorati recessi di Keyhouse, la magione dei Locke in quel di Lovecraft, Massachussetts.
E' importante ricordare che tutte le chiavi, a parte quella di ognidove e quella apritesta, per funzionare devono aprire le serrature corrispondenti.
Questi sono gli elementi di base di uno dei fumetti gotici più interessanti e di successo degli ultimi anni, Locke & Key. Scritto da Joe Hill, romanziere di genere nonché figlio di Stephen King, e disegnato dal talentuoso Gabriel Rodriguez, è stato pubblicato interamente in Italia in sei volumi dalla Magic Press, incluso il volume che raccogli alcune uscite speciali della serie. Visto il rilascio su Netflix della prima stagione del serial televisivo (che ho iniziato a guardare insieme con mia sorella), recupero la recensione che avevo scritto ormai tempo addietro dei primi due volumi, Benvenuti a Lovecraft e Giochi mentali e che avevo lasciato decisamente sotto la naftalina.

sabato 19 ottobre 2019

La profezia astronomica delle spade di vetro

Su un pianeta lontano lontano cadono quattro spade di vetro, destinate a quattro persone specifiche. Molti degli abitanti di quel pianeta ancora non lo sanno, ma il loro pianeta è vicino a essere distrutto dalla stella morente intorno cui sta ruotando. E le spade sono proprio la chiave per raggiungere la salvezza.
Fantascienza di impianto fantasy
Non bisogna, però, confondere Le spade di vetro di Sylviane Corgiat e Laura Zuccheri con un fumetto fantasy, anche se ne ha tutti gli elementi: animali strani e giganteschi, una struttura feudale, una profezia sulla fine del mondo e sul modo per sfuggirgli, delle spade dai poteri misteriosi che tramutano tutto e tutti in vetro a parte le persone cui sono destinate.
Sebbene le spade non vengano gestite in maniera sempre chiara e lineare, neanche queste alla fine si rivelano oggetti magici o mistici, e anzi possono tranquillamente essere spiegati come manufatti di tipo scientifico altamente avanzati. La parte centrale della saga, originariamente realizzata in quattro volumi e pubblicata in un'unica soluzione in Italia dalla Magic Press, ruota intorno alla ricerca delle quattro spade ispirata da una profezia fornita da un astronomo. D'altra parte la morte di una stella è uno di quegli eventi che ricadono esattamente nelle competenze di un astronomo. In questo senso tutto il mondo de Le spade di vetro ha una coerente costruzione scientifica, anche se non aggiornata alla luce dei recenti risultati ottenuti da Kepler (ma questa è un'altra storia!).

sabato 25 agosto 2018

Lovecraft a fumetti: una nuova biografia

cc @real_fabristol @hardcorejudas @Popinga1 e non ricordo più chi altri c'era in quella vecchia discussione... aggiungete pure!
In pochi mesi la Magic Press ha pubblicato, dopo la serie di volumi di I.N.J. Culbard, due nuove opere lovecraftiane che mi permettono di proseguire con il discorso iniziato in Lovecraft a fumetti. Il primo dei due volumi di cui vorrei scrivere (spero) poche righe sono I miti di Cthulhu di Esteban Maroto, per molti versi opera rivoluzionaria nel fumetto lovecraftiano.
Racconti
L’elemento rivoluzionario nella trasposizione del disegnatore spagnolo non sta tanto nella fedeltà al testo di racconti di HowardPhilips Lovecraft qui trasposti o nell’approccio realistico al disegno, ma nell’essere stato uno dei primi (se non il primo) ad aver inserito seppur timidamente degli elementi erotici (in particolare ne La ricorrenza), altrimenti completamente assenti nell’opera lovecraftiana.
L’edizione proposta dalla Magic, edita originariamente da Planeta Co’mic, risente in parte delle difficoltà che questi racconti hanno avuto nella loro storia editoriale: i disegni non sempre sono chiarissimi e il tratto risulta molto leggero. Tutto questo, però, non impedisce di apprezzare la costruzione dinamica della pagina, chiaramente latina per influenza, senza dimenticare quella del fumetto statunitense di genere horror e supereroistico, o alcune delle belle illustrazioni che sono riuscite a salvarsi dalle molte vicende narrate nell’introduzione di José Villarubia.

sabato 4 aprile 2015

Faccia di Luna

Il mondo di Jodorowsky è popolato di personaggi estremi ed estremizzati che in Faccia di Luna trovano una casa comune. In un mondo distopico, rappresentato da una società chiusa e confinata su un'isola, retto politicamente da una coppia di fratelli-amanti, in realtà fantocci dell'autorità religiosa, fa la sua comparsa Borrado, senza volto e senza parole, che romperà l'equilibrio tra le forze ribelli e quelle governative, che a loro volta finanziano e supportano alcune delle fazioni ribelli con lo scopo di controllarle.
E' un gioco sottile, leggero e delicato dove realtà e finzione si mescolano grazie a donne mascoline, società matriarcali, ambiguità sessuali, il tutto vissuto con un senso del peccato malsano, che distorce ogni azione umana. Faccia di Luna rompe questo crogiolo, diventando quella luce rivelatrice della verità, in grado di scoprire le menzogne e permettere agli uomini di vivere in gioia, anche dei propri errori.

domenica 27 ottobre 2013

Lovecraft a fumetti

L'interesse del mondo del fumetto nei confronti di Lovecraft e delle sue storie è sempre stato abbastanza diffuso. Stando alla lista pubblicata sul fan site ufficiale che si limita ai fumetti tratti dai suoi racconti, questa storia inizia negli anni '50 del XX secolo grazie alla EC Comics.
In generale i fumetti lovecraftiani possono essere suddivisi in due filoni: gli adattamenti più o meno fedeli, più o meno efficaci, dell'opera del Solitario di Providence e le storie originali che si inseriscono all'interno dei suoi cicli narrativi, in particolare quello dei Miti di Chtulhu. In quest'ultimo filone si inseriscono ad esempio le storie di Alan Moore, sia quelle più letterarie sia il fumettistico Neonomicon, raccolto in volume dalla Bao.
Trascurando, dell'opera di Moore, tulle le influenze lovecraftiane che lo sceneggiatore britannico ha inserito nella sua opera (su tutte Watchmen con il mostro che attacca e distrugge New York), precedono Neonomicon varie avventure pubblicate nel corso degli ultimi sessanta anni da vari editori (lista in corso di aggiornamento, a quanto sembra), come per esempio la Marvel con Haunt of Horror di Richard Corben o la Image che in The Strange Adventures of H.P. Lovecraft trasforma lo stesso scrittore in un personaggio dei fumetti e non per un racconto biografico ma per un fumetto di avventura. Lovecraft, poi, è protagonista, insieme con Conan Doyle e Harry Houdini (che peraltro ha conosciuto) di Necronauts di Gordon Rennie e Frazer Irving, serializzata dal numero 1223 al 1230 della storica rivista britannica 2000AD.
Interessante poi sembra essere il progetto della Arcana che si concentra sugli incubi di un Lovecraft bambino, ideato e scritto da Bruce Brown e costituito da tre titoli: The Undersea Kingdom, scritto con Dwight MacPherson e disegnato da Thomas Boatwright con uno stile che ricorda Sam Kieth; The Frozen Kingdom disegnato da Renzo Podesta di cui potete leggere un estratto, diffuso dallo sceneggiatore, su Comic Monsters e che mostra come lo stile di Podesta sia fortemente influenzato dal maestro Bill Sienkewicz; e The Kingdom of Madness, disegnato ancora una volta da Boatwright. Infine, forse da recuperare, c'è la serie di fumetti editi dai Boom! Studios che hanno in Chtulhu Tales il titolo portante, indicato come uno dei dieci migliori fumetti lovecraftiani da MTV.

domenica 4 agosto 2013

Tarzan di Joe Kubert

Ancor più di Conan, Tarzan rappresenta al tempo stesso un personaggio di intrattenimento e un mezzo per l'autore, Edgar Rice Burroughs, per criticare la società contemporanea e la civiltà. Rispetto alla fantascienza, l'avventura e successivamente l'heroic fantasy di Howard, sono al tempo stesso più diretti e sottili: più diretti perché i personaggi dichiarano esplicitamente la loro avversione verso la civiltà, quella che si trova nelle città, e più sottili perché critiche così profonde sono evidentemente inattese sulla bocca di personaggi che hanno popolato il vasto mondo dei pulp magazine. E probabilmente sta proprio qui il segreto del successo di Tarzan e di Conan (ad esempio Kull, l'altro personaggio di Howard, era probabilmente molto più raffinato, o almeno così l'ho personalmente trovato, per riuscire ad appassionare realmente il pubblico), ovvero riuscire a coniugare l'avventura pura e semplice con una sorta proto-naturalismo, un precursore dei movimenti naturalistici che sono diventati più moda che critica seria in questi ultimi anni.
Tarzan è per certi versi ancora più radicale di Conan: il re delle scimmie, infatti, non riesce ad andare troppo d'accordo quasi con nessuno degli esseri civilizzati che incontra, siano essi il colonizzatore bianco o gli abitanti dei villaggi africani. Se ci sono quegli elementi di proto-naturalismo, come ad esempio il consumare la carne cruda invece di quella cotta, come ne L'incubo, questo non riuscire a sopportare la civiltà in qualunque modo essa si presenti, dalla grande città come Parigi al piccolo villaggio disperso nella giungla, sembra nascondere una profonda critica e avversione a qualunque strutturazione sociale, a qualunque forma di gerarchizzazione che non sia basata sulla forza, come nella giungla selvaggia, o più in generale sul merito, come suggerirebbe il rapporto che Tarzan instaura con il tenente D'Arnot. In realtà forse quest'ultimo rapporto rappresenta la chiave per interpretare al meglio la critica politica all'interno di Tarzan: il selvaggio uomo della giungla instaura, infatti, un rapporto alla pari con il francese, e si rivela anche un re delle scimmie piuttosto recalcitrante nell'assumersi questo ruolo. Non a caso Tarzan verrà rappresentato circondato dagli scimpanzé, descritti con una struttura molto più anarchica rispetto alle scimmie dove è cresciuto; e alla pari è anche il rapporto con l'elefante Tantor, chiamato fratello, e diventa alla pari il rapporto con le scimmie dopo il salvataggio dei piccoli della sua tribù dall'attacco di due pantere affamate in Balu delle scimmie.
In un certo senso il non riconosce i valori della libertà individuale e dell'altruismo fine a se stesso e delle capacità di ciascuno sembrano essere la distinzione tra la vita nella giungla e quella nelle strutture sociali da essa distaccatesi, e la difesa di questi valori sta proprio nella giungla, quasi a voler suggerire che le società libertarie sono molto più naturali e al tempo stesso più giuste di quelle gerarchiche:
Chi può dire dove si trova la vera civiltà? In questa giungla, o altrove, dove gli uomini si uccidono l'un l'altro per avidità e degradazione?
E' con queste parole che Tarzan si commiata dai lettori alla fine del quarto numero dell'albo a lui dedicato (il #210 della serie, in effetti) dal grande Joe Kubert, che nei suoi primi quattro numeri realizza una bellissima trasposizione del romanzo originale di Burroughs. Le successive uscite dimostrano ancora una volta l'amore di Kubert verso il personaggio che più di tutti lo hanno identificato tra gli appassionati, ancora di più del Sgt. Rock o di Tor (una sorta di Tarzan della preistoria, che man mano che veniva sviluppato si andava trasformando sempre più in una sorta di nuovo Conan), incominciando da La terra dei giganti, che in realtà è un rimontaggio, con aggiunta di vignette dello stesso Kubert, di una storia di Burne Hogarth e serializzata originariamente per i quotidiani, e proseguendo poi con la trasposizione dei racconti di Burroughs. I primi otto numeri di questa operazione sono stati raccolti in un primo volume, edito in Italia dalla Magic Press e uscito quasi contemporaneamente con la sua scomparsa, e questo lo rende forse ancora più prezioso, ben al di là del suo valore commerciale, proprio per il valore emotivo che si porta dietro.

venerdì 29 marzo 2013

Jodorowski: Megalex

Fumetti, in particolare quelli di supereroi, e letteratura di fantascienza, soprattutto negli ultimi decenni, hanno condiviso tra loro molte idee di fondo, per cui è probabilmente lecito andarsi a chiedere se buona parte di quello che oggi leggiamo in questi due campi trae origine e ispirazione da opere e/o autori fondamentali per uno di questi settori o per entrambi.
Se restiamo nel campo dei supereroi da un lato, concentrandoci magari su autori come Alan Moore, Warren Ellis, Grant Morrison, e del cyberpunk dall'altro l'autore probabilmente di riferimento principale in assoluto è Philip K. Dick, in pratica precursore del cyberpunk, che verrà codificato decenni dopo da due scrittori come William Gibbons e Bruce Sterling. Le sue invenzioni letterarie sono finite inevitabilmente nelle opere di Moore e quindi di Ellis e Morrison: visioni del futuro grazie alle quali plasmare il presente (forse...); esseri quasi onnipotenti eppure estremamente vulnerabili, come Palmer Eldrich; androidi che si ribellano alla programmazione e iniziano a sostituirsi agli esseri umani. Molto e molto altro ancora di queste idee e spunti sono finiti nelle storie degli sceneggiatori qui citati e in altri ancora.
L'autore di fumetti (ma non solo) che è probabilmente il più dickiano di tutti è, però, Alejandro Jodorowski, sceneggiatore che con le sue visioni ha reinterpretato molti generi disparati, un po' come lo scrittore pulp per eccellenza, Joe Lansdale, e in particolare il genere fantascientifico.
In particolare Megalex, una trilogia disegnata da Fred Beltran e recentemente pubblicata in un unico volume dalla Magic Press, è una visione di stampo ecologista dove sull'omonimo pianeta gli abitanti, sotto il controllo di una triade di regnanti spietati, hanno costruito un'unica e sempre più grande città, mentre i ribelli a questo regime si rifugiano nei sotterranei del pianeta e nell'unica foresta ancora rimasta, intorno all'albero più antico di tutta Megalex. La struttura sociale, poi, è abbastanza semplice: per mantenere il controllo sulla popolazione da parte dei tre regnanti (padre, madre e figlia), tutti gli abitanti indossano alla base del collo un dispositivo elettronico che, in base alla casta di appartenenza, esplode dopo un certo tempo di vita del soggetto.

sabato 27 ottobre 2012

La dottrina e l'invarianza di scala distopica

Lucca Comics&Games si avvicina e con essa anche la prima edizione di Lucca Comics&Science. Come nei tre precedenti fine settimana, anche per questo ecco una recensione pubblicata appositamente per avvicinarci all'evento. In questo caso la scienza non si trova all'interno del fumetto recensito ma viene utilizzata, in particolare la matematica e i concetti di frattali e invarianza di scala, per raccontare il fumetto stesso!
La recensione vi racconta di una serie di 4 volumi di cui il primo è uscito nel 2002 e l'ultimo nel 2010: una lunga attesa che è stata ripagata da quanto i due autori sono riusciti a realizzare.
Se la letteratura vive di pochi macroingredienti fondamentali, usati e riusati per la costruzione di racconti e romanzi, quando si scende nella struttura fine delle opere, si iniziano a notare quelle differenze che innanzitutto conducono alle distinzioni per genere e poi a una selezione per originalità della lingua, del soggetto, della trama, dell'uso della tecnica narrativa.
Uno dei generi che più si presta a una classificazione rigida è quello delle distopie, sottogenere di quella grande famiglia che è la fantascienza. Una distopia è, infatti, semplice da identificare: il romanzo che tu lettore stai leggendo, rappresenta un mondo del futuro (prossimo o remoto) dove ogni cosa è sotto il controllo di una specifica categoria o di una casta e la libertà personale è limitata da una serie di controlli, giustificati con la necessità di fare il bene dei cittadini o della comunità. Nella quasi totalità dei casi l'opposizione alla distopia è inutile e i ribelli vengono inevitabilmente o uccisi o riassorbiti.
Una struttura del genere è dunque l'invariante del nostro discorso, quella caratteristica che non cambia da distopia a distopia. Questo macro controllo civile, poi, si ritrova nel momento in cui l'autore inizia a descrivere la vita dei singoli cittadini: ognuno di loro, infatti, riprende quel controllo nel piccolo della sua vita, controllando di volta in volta se stesso, la sua famiglia, chi gli sta intorno. Se però confrontiamo due fiocchi di neve uno con l'altro, esistono delle lievi differenze all'interno delle loro strutture che rendono un fiocco differente da un altro. I fiocchi di neve sono uno degli esempi tipici di frattali in natura, ovvero di figure geometriche in cui una forma di base, ad esempio un triangolo, viene ripetuta sempre più piccola all'interno di una struttura più grande che ne possiede una forma non dissimile. Per cui spesso, affinché in una storia, sia essa distopica o meno, possa accadere qualcosa, è necessario costruire una struttura che al suo interno abbia delle altre piccole strutture apparentemente identiche nella geometria, ma leggermente differenti una dall'altra.

sabato 11 settembre 2004

Un momento di silenzio

...se vi siete appena sintonizzati non dimenticate che abbiamo visto dei terroristi che facevano precipitare due aeroplani dirottati pieni di persone innocenti contro i piani più alti del World Trade Center...
Abbiamo visto collassare entrambi gli storici edifici... uccidendo così migliaia di civili e parte delle squadre di soccorso sorpresi all'interno.
Poi un terzo velivolo è stato fatto precipitare contro gli edifici del Pentagono uccidendo altre centinaia di persone. E un quarto aeroplano, abbattuto nell'agreste Pennsylvania, senza dubbio si stava dirigendo verso Washington D.C. per andare a schiantarsi nella capitale o su qualche altro significativo monumento.
Quindi, mentre siete là fuori pensando a quanto vi sentite al sicuro ora che il cavaliere è sparito dalla circolazione... fermatevi e riflettete sul resto del mondo in cui vivete.
E anche se non avreste mai pensato di sentirlo nel mio programma, ascoltatori... manteniamo un momento di silenzio per le povere anime perse in tutti quegli orribili, orrendi attacchi...

(Anton Marx in Crusades, di Steve T.Seagle (testi) e Kelly Jones (disegni) - traduzione di Cinzia Negherbon - Ed.Magic Press)

martedì 16 marzo 2004

Esseri di altre terre

Forse ABC sta ritrovando il modo di rendere le uscite regolari, ma certo io non sono ancora riuscito a leggerlo in tempo.
Conclusa da poco la lettura di ABC#14, c'è da rilevare che in Esseri di altre terre, seconda puntata del secondo volume de La Lega degli Straordinari Gentlemen, la Lega fa da testimone passivo degli eventi, almeno fino allo sconvolgente finale, con Mr.Griffin, l'Uomo invisibile, che sembra combinare un terribile patto con gli extraterrestri per tradire la Terra.
Nel frattempo Promethea intraprende un lungo, esoterico viaggio verso la morte alla ricerca della sua amica Barbara, deceduta alcuni numeri fa, nel quale viene iniziata ad altri misteri esoterici che stanno alla base dell'Universo. A parte il valore in sé dell'opera, è comunque rarissimo vedere in un fumetto (e in generale in una qualsiasi opera di letteratura) il recupero di quei significati simbolici ai più persi nella memoria, che vanno ben al di là di quello che spesso sperimentiamo ogni giorno.
Il resto sono storie brevi: 3 dalla serie Tom Strong, una da Tomorrow Stroies, con un amore proibito per Grey Shirt, e due dalla nuova Tom Strong's Terrific Tales, con l'esordio di Jonni Future e la creazione di una vera e propria continuity per l'ABC Universe.

martedì 10 febbraio 2004

Lo stupefacente mondo scientifico di Jack B.Quick

Salve appassionati della scienza! Ecco uno spaventoso miracolo della scienza che potete provare a casa vostra! Per prima cosa mettete nel freezer una bottiglia di plastica di acqua frizzante!
Lasciatela lì un paio d'ore. Raggiungerà il punto di congelamento, ma le bolle di diossido di carbonio le impediranno di tramutarsi in ghiaccio!
A un certo punto i vostri diranno: "Quanto ci andrebbe un bicchiere fresco di acqua minerale!"
Allora voi direte: "Aspettate! Non è abbastanza fresca! Lasciate fare a me!"
"Possente Ymir, padre del gelo artico, gigante delle tempeste e del ghiaccio, colpisci questo recipiente col tuo alito di ghiaccio, in nome di Odino!!"

Quando la bottiglia è aperta, tutto il gas fuoriesce di corsa e l'acqua si tramuta all'istante in ghiaccio!
Poi, mettetevi comodi (ndb: seduti sulle schiene dei vostri) e godetevi il divertimento...
"Strisciate mortali, o un'era glaciale cancellerà la vostra fragile specie da questa terra!"

(Jack B.Quick, di Alan Moore, testi, e Kevin Nowlan, disegni, da ABC Special, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi)

lunedì 22 dicembre 2003

Le fasi di Deimos

E' finalmente tornato ABC, con il numero 13, dove fa il suo esordio il secondo volume della Lega degli Straordinari Gentlemen, che a quanto pare (da un'intervista concessa a Wizard da Alan Moore e stampata in Italia sull'ultimo numero de L'Uomo Ragno, se non erro) sarà l'unica serie ABC che potremo leggere in futuro (a meno che altri autori non decidano di confrontarsi con il cartoonist di Northampton e prendere in mano le varie serie dopo la loro chiusura). La storia di Moore e Kevin O'Neil riprende, come sa chi ha letto il primo volume targato Magic Press, La Guerra dei Mondi di H.G.Wells e introduce nell'universo della Lega nuovi personaggi presi direttamente dalla letteratura marziana. La prima puntata ci racconta di come inizia l'invasione: le popolazioni indigene di Marte muovono guerra contro degli invasori crudeli (a quanto ci è dato di capire) che decidono di fuggire dal pianeta rosso per iniziare l'invasione della Terra!
Le altre due storie lunghe sono di Tom Strong (La Famiglia Strong e la Torre alla Fine del Tempo), in cui un gruppo di Paul Saveen da varie epoche cerca di conquistare il potere assoluto, ma come sempre viene sconfitto da Tom, dalla figlia Tesla, dal se stesso più giovane e dall'amico Warren (lo Strong coniglio!). Quindi segue Promethea con Metaphore.
La storia è particolarmente complessa e prende spunto dai tarocchi di Aleister Crowley per raccontare la storia dell'Universo. Dal punto di vista grafico e narrativo ci si trova di fronte a quattro differenti situazioni: (1) Promethea che si muove nello spazio e parla con i serpenti del suo caduceo per comprendere al meglio i segreti della magia; (2) i tarocchi di Crowley, disegnati da Williams III con uno stile caricaturale; (3) il gioco dello Scarabeo: Moore, infatti, ha deciso di associare ad ogni tarocco una differente frase o parola di senso compiuto ricavata dal nome di Promethea, associandola anche ad una differente lettera dell'alfabeto ebraico, proponendo, così, un'interpretazione simbolica dell'Universo e della storia umana che sembrava ormai avulsa dal contesto moderno; (4) la striscia finale che altro non è se non una rappresentazione dipinta della vita di Crowley mentre questi narra una barzelletta, che i serpenti dicono essere collegata strettamente con la magia.
Il volume viene concluso da tre storie brevi: Perché Quel Muso?, ovvero il ritorno dell'osannatissimo Jack B.Quick, Le Origini di First American e Splash dei due mondi, con un omaggio a Flash#123, il numero dove iniziò ufficialmente il multiverso DC Comics!

sabato 20 dicembre 2003

Magiche nuvolette a Lucca

Oggi ho acquistato Vertigo Presenta#34 e leggendo l'editoriale del grandissimo Pasquale Ruggero non solo si viene a sapere che a Lucca Comics&Games la Magic Press è stata premiata per il miglior fumetto seriale (La Lega degli Straordinari Gentlemen, di cui presto spero di rendervi conto) e per la migliore rivista dell'anno (Vertigo Presenta), quest'ultimo premio assegnato dai lettori di Fumo di China.
Premi prestigiosi per un editore che, grazie al recente legame stretto con la Innocent Victim, sta producendo sempre più fumetti italiani e di qualità! Questa unione, però, ha anche portato a Lucca il grandissimo Jim Lee, come ci viene detto nell'articolo di chiusura di VP#34.
Il finale è, poi, una strizzatina d'occhio ed una speranza per molti lettori italiani che da tempo auspicano un passaggio di diritti dei fumetti di Superman e Batman dalla Play alla Magic; infatti il buon Jim si è divertito molto a Lucca e speriamo che possa mettere una buona parola nel perorare la causa della Magic!
La speranza è sempre l'ultima a morire!

sabato 11 ottobre 2003

Wildstorm #28

Dopo una lunga attesa finalmente abbiamo la possibilità di leggere, con i disegni di Arthur Adams, la saga finale di Mark Millar!!!
Finalmente vediamo che fine hanno fatto i nostri eroi di Authority e non vedo l'ora di leggere i due numeri successivi per sapere in che modo Midnighter e la piccola Jenny Quantum riusciranno a liberare gli altri componenti del gruppo dal controllo del G7!
Nel frattempo Planetary, il capolavoro di Ellis e Cassaday, sembra riprendere con un certo buon ritmo, mentre finisce col botto la miniserie in 3 numeri di Moore e Baikie su Deathblow. Continuano, sempre più allineati al nuovo corso da complotto mondiale ideato da Ellis per il Wildstorm-verse, le avventure dei Wildcats sulle pagine della loro 3.a serie (grandissimi, come sempre, i disegni di Dustin Nguyen).