
La storia riprende dove si era conclusa la prima stagione: con l'arrivo dell'arca dei saggi. Questa, in effetti, è una nave volante gestita da alcuni robot o androidi rappresentati da Ferracina con un design che ricorda l'Atomic Robo di Brian Clevinger e Scott Wegener.
Sono questi androidi che introducono la missione di questa stagione: recuperare i semi di alcune piante che sono cresciute spontaneamente sulla cima di una montagna spazzata da venti particolarmente violenti, proseguendo, così, col tema della ricostituzione dell'ambiente naturale precedente presente già nella prima stagione.
Questo primo episodio introduce, però, una serie di elementi interessanti sia relativamente alle informazioni su questo mondo particolare, sia sulle dinamiche tra i vari personaggi.
Innanzitutto i droidi citano dei satelliti: questo conferma come il mondo di Terravento sia regredito rispetto a un passato più o meno lontano a causa di un'antica catastrofe (probabilmente climatica e di origine antropica, si spera). La conoscenza sulla tecnologia precedente si è andaata perduta, almeno relativamente alle popolazioni che vivono sulla superficie del pianeta, cosa che classifica il genere della storia sempre più verso la fantascienza.
Gli autori, inoltre, introducono una serie di intrecci tra i personaggi che si portano dietro una serie di segreti, alcuni dei quali si spera verranno svelati nel corso di questi nuovi cinque episodi.
Nel resto del sommario interessante Paperoga silente sapiente di Niccolò Testi ed Enrico Faccini. Il sempre esuberante cugino di Paperino viene calato in panni inusuali: restare fermo e seduto al tavolino di un chiosco nel parco di Paperopoli a sorseggiare una bibita in assoluto silenzio. Come ciò avrà cosenguenze sui suoi parenti e, soprattutto, come sia iniziata questa novità è, in effetti, il cuore della storia!
Con L'allunaggio a colazione Marco Nucci e Fabrizio Petrossi ripropongono il Paperino appassionato di lettura de Il flagello degli otto mari, recenttemente ristampata all'interno della serie di volumi usualmente dedicati alle storie di produzione Glenat (cosa abbastanza coerente con lo stile francese di Petrossi).
La storia, che come la precedente è in effetti un atto d'amore verso la lettura, ricorda non poco anche una tipica avventura di Little Nemo, con la differenza che Paperino non si accorge di ciò che gli accade intorrno! L'aspetto particolare della storia, però, è che ciò che legge Paperino è completamente diverso dall'avventura che, se non fosse concentrato tra le pagine del romanzo, potrebbe vivere nella "realtà".
Il numero si chiude con il secondo e ultimo episodio de La signora delle tempeste, nuova impresa dei Wizards of Mickey, firmata da Francesco Testi e Marco Palazzi. Anche in questo caso la sensazione è che la storia avrebbe meritato più spazio, inteso come numero di pagine se non addirittura di puntate. In questo senso è stato molto abile Testi a condensare in due episodi (che suppongo sia lo spazio massimo concessogli dalla redazione) ciò che aveva da raccontare, oltre a fornire a Palazzi l'occasione di realizzare alcune vignette particolarmente belle e spettacolari.
Alla fin fine, nonostante i limiti imposti alla saga (che forse dovrebbero suggerire sarebbe ora di pensare a qualcosa di nuovo per storie fantasy), il risultato finale risulta gradevole.
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