venerdì 16 aprile 2021

Fino alla fine del tempo

Ho scoperto i Magic Opera grazie a Leonardo Petrillo, che tempo addietro avevo introdotto nel mondo del metal, in particolare il power metal. In particolare la band italiana si inserisce nel filone del symphonic power metal dove abbiamo un'altra band di un certo spessore, i Rhapsody of Fire. E in effetti The golden pentacle, album di debutto della band di Marco Garau è un concept album di genere fantasy. Ambientato in un reame fantastico, il regno di Amtork, ruota intorno all'eterna lotta tra bene e male, tra pace e armonia da un lato, avidità e distruzione dall'altro.
I Magic Opera, però, non si limitano al semplice compito dello sviluppo di un album di genere puro e semplice, ma inseriscono anche elementi di death metal in alcuni dei pezzi del sommario, aggiungendo una dinamicità dovuta al dialogo tra i due stili musicali distinti. Da amante di entrambi i generi, non posso che apprezzare la scelta, ma non sono qui semplicemente per raccontarvi l'album (che comunque vi invito a sostenere, anche perché ci sono diverse chicche musicali molto interessanti), ma per prendere spunto dalla traccia conclusiva, Until the end of time, titolo utilizzato da diversi musicisti in generi completamente differenti. Come immaginabile dai miei lettori usuali, in questo caso andrò a soffermarmi proprio sul titolo e sulle sue implicazioni scientifiche.

martedì 13 aprile 2021

The I-Land

Tra le serie che hanno attirato la mia attenzione, The I-Land è stata indubbiamente una di quelle che più di tutte mi ha stuzzicato, un po' per le similitudini con Lost, un po' perché il gioco dietro la serie era evidente sin dal trailer.
La prima puntata di The I-Land, infatti, si apre con un gruppo di persone senza memoria che si svegliano sulla spiaggia di un'isola deserta. Le distanze, tra loro, sono regolari e ognuno sembra avere un segreto oscuro nascosto persino alla propria memoria. Come scopriamo abbastanza presto, i componenti del gruppo sono in realtà galeotti che hanno accettato (o sono stati costetti, la cosa viene lasciata un po' ambigua) ad accettare uno speciale progetto di detenzione all'interno di un complesso esperimento di realtà virtuale che dovrebbe permettere a qualcuno (se non a tutti) di redimersi dimostrando di aver compreso i propri errori.
La serie, ideata da Anthony Salter, risulta sufficientemente breve, 7 puntate, da sviluppare in maniera compiuta i personaggi presentati. La protagonista, Chase, interpetata da Natalie Martinez, che avevo già avuto modo di vedere all'opera in Under the Dome e APB (e devo dire che la recitazione dei tre personaggi è risultata abbastanza analoga), è tormenata da una serie di incubi che sembrerebbero suggerire che abbia ucciso la madre. Ovviamente le cose non stanno esattamente come si crede, ma l'aspetto forse più interessante della serie non sta tanto nella trama in sé, quanto negli aspetti politici e di corruzione che circondano l'esperimento: in fondo tutto il mondo è paese.

lunedì 12 aprile 2021

Stomachion #5 - Gagarin Edition

L'era spaziale ebbe inizio il 4 ottobre del 1957 con il lancio dello Sputnik 1, il primo satellite della storia. A compiere questa storica impresa fu l'allora agenzia spaziale sovietica. Quel primo successo venne replicato il 3 novembre dello stesso anno con il lancio dello Sputnik 2, a bordo del quale si trovava la cagnetta Laika. I sovietici, però, non si accontenarono e dopo pochi anni alzarono la posta: il 12 aprile del 1961, 60 anni fa, a bordo della Vostok 1, un essere umano compiva la prima orbita spaziale intorno al pianeta. Il suo nome era Yuri Gagarin!
(continua su Stomachion #5 - Gagarin Edition - iscrivetevi per ricevere la versione completa delle prossime uscite nella vostra casella di posta elettronica)

domenica 11 aprile 2021

Topolino #3411: Girl power

E' un po' un ossimoro titolare con il classico girl power un numero dove di autrici coinvolte ce n'è una sola, Però è una signora autrice: Silvia Ziche. L'autrice torna alle storie lunghe dopo anni di Che aria tira a... con una nuova storia a puntate, Il furto quasi perfetto, in cui introduce all'interno della Banda Bassotti un nuovo elemento, Belinda Bassotta, destinata ad alzare il livello della sfida bassottesca nei confronti di Paperone, ma anche la competizione interna alla banda. La prima puntata, divertente, che gioca fino alle estreme conseguenze su uno dei cliché più usati e un po' stantii di Paperone, risulta divertente e tecnicamente perfetta: basti vedere la pagina con cui si conclude la storia.

sabato 10 aprile 2021

Kaos, vagabondo dello spazio

Osamu Tezuka è noto soprattutto per una manciata di personaggi: Astro Boy, Kimba, la Principessa Zaffiro, Don Dracula e poco altro. In realtà il meglio noto "dio del manga" ha realizzato oltre 700 opere che J-Pop sta con stampando e ristampando nella Osamushi Collection, una serie di corposi volumi, una vera e propria omnia tezukiana. Alcuni di questi volumi fanno parte della mia collezione, non moltissimi al momento, e di alcuni devo ancora affrontare la lettura. Di questi ho recentemente affrontato la lettura di Kaos, manga fantascientifico suddiviso in due volumi.
I protagonisti della vicenda sono Koji Sunami, il futuro Kaos del titolo, e il suo amico Jo Daigo. I due ragazzi si stanno preparando per entrare nell'Accademia della Via Lattea, che permetterà loro di trovare lavoro all'interno della grande impresa di colonizzazione spaziale. L'epoca della storia, uscita originariamente tra il 1978 e il 1979, è la fine degli anni Novanta del XX secolo: la scansione temporale non risulta mai ben definita da Tezuka se non nelle storie del secondo volume, quando il mangaka pone un esplicito riferimento alla fine del millennio. Rispetto a quanto immaginato da Tezuka, però, la nostra società non si è evoluta al punto da avere delle colonie in altri punti dell'universo, per cui potremmo, a parte l'anno, potremmo tranquillamente ambientare la storia a tra uno o due secoli da questo stesso istante.

venerdì 9 aprile 2021

I belong to the Sun

Oltre a essere un autore di fumetti (tra le altre cose, scrive anche per Topolino) Giorgio Salati, che ho anche avuto il piacere di conoscere e intervistare in un paio di occasioni, è anche un musicista e con il nome di Joe Sal ha dato il via a un progetto musicale di genere rock che trovo piuttosto interessante per le sonorità classiche, ma abbastanza riconoscibili (molto simili a quelle delle Vibrazioni, giusto per restare in Italia). Qui sotto vi propongo il lyric video di I belong to the Sun, un pezzo musicalmente bello, dal testo semplice, che in soldoni non parla tanto del Sole, ma della Terra e dei suoi abitanti. E vi consiglio non solo di ascolare la canzone, ma anche di vedere il video:

domenica 4 aprile 2021

Topolino #3410: Il non senso della montagna

Che La scalata del secolo, storia di copertina di questo Topolino #3410, mi avrebbe deluso nonostante i fantastici disegni di Paolo Mottura lo avevo già capito sin dalla scorsa settimana, quando venne reso noto anche lo sceneggiatore della storia: Fausto Vitaliano.
Ho cercato di non farmi influenzare dai preconcetti e dalla prevenzione nei confronti dello sceneggiatore, ma a conti fatti la storia ha confermato che Vitaliano non solo non è il mio sceneggiatore preferito, ma non è adatto nemmeno a realizzare questo genere di storie. Il suo approccio, infatti, è troppo infantile, con soluzioni senza molto senso. La storia (che presenta un anacronismo grande quanto una casa), in effetti, non solo non ha nulla a che fare con le grandi avventure di scalate narrate da un grande autore come Jiro Taniguchi (come l'ultima che ho recensito), e non mi sarei certo potuto attendere qualcosa del genere, ma non ha nemmeno la forza e l'epicità del Topleton di Sergio Cabella (e sempre per i disegni di Mottura), che si dimostra indubbiamente sceneggiatore molto più capace di Vitaliano confrontando due storie per certi versi molto simili per ambientazione.
Il resto del sommario risulta un po' più interessante: L'ultima voce della lista di Francesco Vacca e Francesco Guerrini è una divertente gag story sugli ultimi venti centesimi di Paperino per azzerare la chilometrica lista di debiti con lo zione, mentre Abracadabra, nuova storia della serie Miao: cronache feline, è una surreale e divertente avventura del povero Malachia ideata e congegnata da Enrico Faccini, che come al solito da il meglio di se con trame di questo genere.

sabato 3 aprile 2021

La vetta degli dei

Basato sul romanzo di Baku Yumemakura, La vetta degli dei è uno dei capolavori più indiscussi per precisione e bellezza di Jiro Taniguchi. Dopo K, anche La vetta degli dei affronta la sfida dell'uomo alla montagna, in questo caso quella più sfidante di tutte, l'Everest. La partenza e l'ispirazione di tutta la vicenda e la scalata tentata nel 1924 da George Mallory e Andrew Irvine che si concluse con la misteriosa scomparsa dei due alpinisti britannici, che avevano tentato la scalata della cima dell'Everest senza l'ausilio delle bombole d'ossigeno.
Dopo il prologo dedicato a Mallory e Irvine, la storia si sposta al 1993, in Nepal. Da lì in poi seguiamo la storia di Makoto Fukamachi, fotografo alplino che ha seguito diverse spedizioni in alta montagna, fotografandone i momenti salienti. La sua storia si incrocia ben presto con le tracce della spedizione perduta del 1924, iniziando così un'indagine che lo porta ben presto a incontrare Habu Joji, il più talentuoso scalatore giapponese, principale protagonista dei cinque tankobon in cui è suddiviso il manga di Taniguchi.
In estrema sintesi siamo di fronte alla storia di un'ossessione: quella della conquista dell'Everest seguendo le orme di Irvine e Mallory. Il racconto, in pratica, porta i due protagonisti verso l'ultimo tankobon, quello della conquista della cima, ma non già della vittoria dell'uomo sulla natura, ma della sua fusione, di un rapporto simbotico con la montagna. I rischi, le difficoltà, la determinazione dei protagonisti rendono il racconto avvincente tanto quanto spettacolari sono i disegni realizzati da Taniguchi. Tutti ingredienti di un capolavoro emozionante che racconta la montagna e il desiderio degli uomini di conquistarla.

venerdì 2 aprile 2021

First Light

The formation of the first stars and quasars marks the transformation of the universe from its smooth initial state to its clumpy current state. In popular cosmological models, the first sources of light began to form at redshift 30 and reionized most of the hydrogen in the universe by redshift 7. Current observations are at the threshold of probing the hydrogen reionization epoch. The study of high-redshift sources is likely to attract major attention in observational and theoretical cosmology over the next decade.
Barkana, R. Loeb, A. (2001). In the beginning: the first sources of light and the reionization of the universe. Physics reports, 349(2), 125-238. doi:h10.1016/S0370-1573(01)00019-9 (arXiv)
I Paradise Lost sono una gothic band britannica fondata nel 1988. First Light è tratta dal loro dodicesimo album in studio, Faith Divides Us – Death Unites Us:

giovedì 1 aprile 2021

The Cube, o dello scherzone

Lo so, il titolo l'ho scritto per attirare l'attenzione, visto che oggi è l'1 aprile, ma in fondo c'è un qual certo gusto per lo scherzo, sebbene un po' macabro, all'interno della serie di The Cube.
La trama del primo, ma sostanzialmente anche degli altri due film della serie, è piuttosto semplice: un gruppo di persone si ritrova a vagare tra le stanze cubiche di un immenso cubo alla ricerca dell'uscita. Ognuna delle stanze cubiche, però, potrebbe avere al suo interno una trappola mortale, così i prigionieri devono cercare di trovare una strategia per sopravvivere e giungere alla fine di quello che è da considerarsi come un vero e proprio gioco mortale.
Uscito nel 1997 per la regia del canadese Vincenzo Natali, The Cube è un film claustrofobico e psicologico. Il gioco degli sceneggiatori è anche abbastanza interessante: da una parte è una sfida di inventiva per proporre allo spettatore trappole nuove e paurose, il più splatter possibile; dall'altra la storia cerca di non indulgere troppo negli aspetti macabri, approfondendo gli aspetti più oscuri dei personaggi coinvolti. La storia, infatti, porta a galla gli istinti dei prigionieri, pone nello spettatore dubbi sulle motivazioni della struttura, e in un certo senso ribalta alcuni aspetti dei protagonisti, ma ne conferma per contro altri, che alla fine si comportano esattamente come le attese.

domenica 28 marzo 2021

Topolino #3409: A caccia di notizie

Il numero che celebra Dante Alighieri con una ristampa d'eccezione ci propone in apertura (e come cover story) il ritorno del Papersera secondo Corrado Mastantuono. In questa occasione l'autore riprende un personaggio già proposto nella serie, Roy Bretella, in una storia che può essere considerata di riscatto, amicizia e fiducia ritrovate. E il fatto che sia la meno divertente di tutte alla fine è un vantaggio, visto che in questo modo riesce a sottolineare meglio proprio il tema portante della storia. D'altra parte i protagonisti della storia sono proprio Roy Bretella e soprattutto Paperone, con Paperino e Paperoga semplici spalle a fungere da intermezzo comico.

venerdì 26 marzo 2021

La distribuzione di materia oscura nell'universo

Il video che vi presento qui sotto mostra la distribuzione di materia oscura nel nostro universo ed è basato sulla Millennium Simulation. E' stata sviluppata dal Virgo Consortium del Max Planck Institute for Astrophysics. La porzione di universo che viene simulata è una regione cubica di 2 miliardi di anni luce e contiene oltre 10 miliardi di particelle.
La materia oscura al momento costituisce circail 30% di tutto l'universo, mentre la materia ordinaria, quella di cui siamo fatti, è poco meno del 5%, il resto è tutto energia oscura. Questi nomi "oscuri" indicano il fatto che non ne conosciamo la natura.
Avevo già pubblicato il video sul canale YT di Science Backstage, ma ho pensato bene di ripubblicarlo sul canale di DropSea con l'aggiunta di un commento. E' breve, poco più di un minuto, e oltre che qui sotto, potete anche dargli un'occhiata su PeerTuube:

mercoledì 24 marzo 2021

Cloverfield: attacco alla Terra

Era il 2008 quando JJ Abrams, insieme con Bryan Burk, tirò fuori dal cilindro, come produttore, un inquietante film fantascientifico diretto da Matt Reeves: Cloverfield. All'epoca non lo sapeva nessuno, ma quello era l'inizio di una serie, o di un franchise come si ama dire oggi, che sarebbe proseguito nel 2016 con 10 Cloverfield Lane diretto da Dan Trachtenberg e nel 2018 con The Cloverfield Paradox diretto da Julius Onah, il più squisitamente fantascientifico dei tre. Mentre ci sono voci secondo cui è in arrivo un quarto capitolo della saga, peraltro il Cloverfield 2 ufficiale, forse diretto dallo stesso Abrams, ho recuperato la visione di questi primi tre film, che hanno in comune un unico elemento esplicito: il mostro gigantesco che attacca la Terra.
Nella pellicola del 2008 l'attacco avviene a New York: un'esplosione e poi un mostro gigantesco inizia a imperversare per le strade della metropoli statunitense. Grande quanto i grattacieli della città, è scortato da una miriade di mostri più piccoli, che divorano gli esseri umani. E il destino di chi viene morso, ma ha la fortuna di sfuggire alla morte per ingestione non è certo migliore: sembra che questi piccoli mostri abbiano anche un veleno destinato a uccidere ben presto il malcapitato.

martedì 23 marzo 2021

Dark Crystal: la resistenza

Quello di Dark Crystal è uno di quei mitici film degli anni Ottanta del XX secolo che non sono ancora riuscito a vedere. In compenso sono riuscito a vedere uno dei progetti collaterali che sono usciti negli ultimi anni, in particolare la serie Dark Crystal: Age of Resistance, trasmessa su Netflix. La serie è un prequel del film che si concentra su un gruppo di personaggi che cercano di ribaltare il controllo distopico degli Skeksis sul pianeta Thra.
La storia risulta alla fine ben scritta e appassionante, con un buon approfondimento dei caratteri, e si concentra sull'annosa questione del controllo delle masse utilizzato dagli sfruttatori sugli sfruttati. In particolare gli Skeksis mostrano un'apparente benevolenza nei confronti dei popoli e delle tribù di Thra, che si reggono su un equilibrio delicato, ma comunque in armonia con l'ambiente. E questo è anche il secondo tema portante della serie, visto che l'intera vicenda inizia proprio con la scoperta che gli Skeksis in realtà questo equilibrio lo hanno rotto, iniziando a sfruttare il potere del Cristallo di Thra per i loro scopi egoistici ed esclusivi.
Se vogliamo l'unico difetto della serie è la sua chiusura aperta per un prosieguo in una seconda stagione che è stata in corso d'opera cancellata: Netflix, infatti, ha pensato bene di non rinnovare la nuova stagione, tornando peraltro sui suoi stessi passi. Restiamo, così, monchi della vicenda. Al momento non ho iniziato a leggere i fumetti della stessa serie (portati in Italia da Panini Comics), ma immagino che questo potrebbe essere il mezzo che più probabilmente verrà scelto per concludere la storia iniziata con la prima e unica stagione di Dark Crystal: Age of Resistance.

domenica 21 marzo 2021

Topolino #3408: Luci in sala!

Pensavamo che i problemi con Mr. Vertigo fossero finiti, e invece Marco Nucci ha pensato bene di rompere molto presto l'incertezza e riportare il personaggio sulle pagine di Topolino. Affiancato da Ottavio Panaro, Nucci ripropone il suo personaggio grazie a un particolare stratagemma: un film dedicato alla vicenda. Il regista, Alfred Lang (evidente riferimento a Fritz Lang) lascia, però, intendere che secondo lui la vicenda ha ancora molto da raccontare e chiude il film con il classico finale aperto, preparatorio per un sequel. Proprio questo dettaglio incuriosisce Topolino, che così riprende a interessarsi della storia.
La prima puntata de L'ombra di Mr. Vertigo, nuovo capitolo della saga, presenta alla fine alcuni elementi di interesse, tipici della storia e della narrazione impostata da Nucci, ma anche alcuni elementi di perplessità. Il primo è l'inserimento del Macchia Nera di Nucci all'interno della continuity di Vertigo, e la cosa personalmente mi dispiace e non poco, vista la pessima caratterizzazione dello storico avversario di Topolino fornita dallo sceneggiatore. L'altra perplessità è relativa alla storia in se: in pratica le quattro righe di cui sopra hanno esaurito tutto quello che c'era da scrivere sulla storia, a parte un insgolo dettaglio. E quando puoi riassumere una storia in modo così breve, forse il punto non sono le capacità di sintesi, ma proprio la storia in sé. Soprattutto se si pensa che, molto probabilmente, si concluderà settimana prossima.

sabato 20 marzo 2021

The Man of Steel: figlio dell'era spaziale

Iniziato nell'aprile del 1985, Crisis on Infinite Earths (o Crisi sulle Terre Infinite) fu un crossover epocale per molti motivi, interni alla casa editrice, la DC Comics, ma anche esterni. In quest'ultimo caso la storia, sviluppata in 12 albi da Marv Wolfman per i disegni di George Perez, fornì un nuovo approccio al crossover inteso come una mega storia cui le altre serie si dovevano in qualche modo adattare o con modifiche minime o con l'adozione di una sorta di punto di chiusura (come ad esempio avvenne con Superman nella storia Che cosa è successo all'Uomo del Domani?) o assecondando il crossover con l'uscita dei così detti tie-in, storie collaterali a quella principale che ne arricchiscono la lettura, ma per lo più non sono essenziali per la comprensione degli eventi narrati nel crossover principale.
Questo approccio divenne quello standard per tutti i crossover e soprattutto la tematica cosmica venne subito recepita dalla Marvel, che rispose nel 1990 con Il guanto dell'infinito di Jim Starlin e disegnato da Ron Lim e, guarda un po', ancora una volta da Perez. Non è però della Marvel che voglio scrivere, quanto di uno degli effetti di Crisis sul DC Universe: un reboot di quasi tutte le serie. Anche in questo caso, come era avvenuto con New 52, l'approccio non fu univoco per tutti i personaggi: alcuni videro un vero e proprio azzeramento della continuity, altri un tacito accordo tra gli autori e l'editore con un ringiovanimento dei personaggi e una scelta mai ben codificata di ciò che andava mantenuto e ciò che andava eliminato della continuity precedente.

venerdì 19 marzo 2021

Un cielo pieno di stelle

Here we are, riding the sky
Painting the night with the sun
You and I, mirrors of night
Twin flames of fire, lit in another time and place
E' un periodo che sto ascoltando e riascoltando Star sky, un bellissimo pezzo di epic music tratto da Battlecry, ottavo album della band Two steps from hell. Musicalmente è un mix tra i Muse e il moderno approccio alla musica classica (vedi, ad esempio, Lindsey Stirling). Ovviamente ho ascoltato (e riascoltato) anche l'album, ma Star sky ha un fascino particolare, lo stesso fascino di un cielo stellato, uno di quelli in cui riesci a vederle le stelle, e non perché aguzzi la vista, ma perché non c'è inquinamento luminoso. Un cielo così, non esattamente come quello che si può vedere ad esempio in Cile, l'ho visto ormai più di dieci anni fa, ai tempi del dottorato, quando mi "imbarcai" in un spedizione notturna in Sila per osservare le stelle. A guidarci era un gruppo di astrofili, molto probabilmente alcuni di loro oggi gestiscono l'Osservatorio di Reggio Calabria (e no, non fa parte dell'INAF!).

giovedì 18 marzo 2021

Wikiritratti: Thomas Townsend Brown

Oggi vi propongo una versione folkloristica delle mie classiche biografie occupandomi di un personaggio un po' controverso: Thomas Townsend Brown.
Inventore statunitense nato il 18 marzo del 1905 a Zanesville, Ohio da una ricca famiglia di costruttori, si interessa all'elettronica sin da piccolo. I suoi genitori assecondarono questa inclinazione, acquistandogli gli strumenti per condurre i suoi esperimenti.
Iniziò a interessarsi all'elettro-gravità durante il liceo. Tra il 1922 e il 1923 frequentò la Doane Academy, una scuola preparatoria alla Denison University, laureandosi nel giugno 1923. Nell'autunno di quell'anno entrò al California Institute of Technology, dove ha avuto qualche problema con le richieste che il CalTech chiede alle sue matricole: per permettergli di superar queste difficoltà, i genitori attrezzarono per Thomas un laboratorio privato nella casa di famiglia di Pasadena. Fu qui che fornì le prime dimostrazioni sulle sue idee riguardo elettricità e gravità ad alcuni ospiti selezionali, tra cui Robert Millikan, che proprio quell'anno aveva vinto il Premio Nobel per la fisica per la misura della carica elettrica elementare e per i suoi contributi all'effetto fotoelettrico.

mercoledì 17 marzo 2021

Breve storia del pi greco / La sequenza di Fibonacci

Come da tradizione, arriva la nuova puntata della breve storia del pi greco. Come già la settima, anche questa ottava parte guadagna un titolo visto il tema delle notizie pi greche del Carnevale della Matematica #148 è l'uso della sequenza di Fibonacci per il calcolo del valore del $\pi$.


da New Adventures of Queen Victoria di Pab Sungenis

A quanto pare anche Leonardo Fibonacci si cimentò, nel 1220, con il calcolo del pi greco, ottenendo come risultato 3.141818. Non sono riuscito a scovare il metodo usato dal matematico italiano, ma esistono un paio formule basate sui numeri della successione di Fibonacci che permettono di calcolare le cifre di $\pi$.
Partiamo dalla seguente formula di Leonhard Euler (vi ricordo che il nostro propose nella sua carriera diverse formule che permettevano di calcolare pi greco) scritta intorno al 1738

lunedì 15 marzo 2021

DC's Legends of Tomorrow: una sfida alla storia

L'idea di scrivere un breve ritratto su Hedy Lamarr centrato solo sulle sue competenze tecniche mi era stata suggerita dalla visione di un particolare serial televisivo, Legends of Tomorrow: in una delle puntate della serie, infatti, i viaggiatori del tempo a bordo della Waverider incrociano la loro strada con la famosa attrice hollywoodiana e Martin Stein, una metà del supereroe Firestorm, ne tesse le lodi sia come attrice sia come acuta mente inventiva. Per cui recuperare una recensione cumulativa delle prime 5 stagioni della serie mi sembrava il modo migliore per chiudere il cerchio.
Lungo la linea temporale
Legends of Tomorrow fa parte del meglio noto Arrow Verse, costituito da alcune serie televisive in continuity una con l'altra e nate dal successo di Arrow, incentrata su Freccia Verde, Oliver Queen. In particolare LoT vede un gruppo di supereroi sottratti dalla loro linea temporale da Rip Hunter, un viaggiatore del tempo appartenente ai Time Master, che, violando i loro protocolli, vuole cambiare il tempo per impedire a Vandal Savage di commettere la strage che compirà in un lontano futuro quando prenderà il controllo politico della Terra.
Per ottenere questo obiettivo Rip mette insieme i due componenti di Firestorm, il già citato Martin Stein, fisico nucleare, e il giovane Jax Jackson; Sarah Lance, meglio nota come White Canary; Atomo, ovvero un altro fisico, Ray Palmer; i due supercriminali Heat Wave e Capitan Cold (peraltro interpretati dai due protagonisti di Prison Break); e infine Kendra Saunders e Carter Hall, le due ultime reincarnazioni di Hawkgirl e Hawkman, il cui destino appare indissolubilmente legato a quello di Vandal Savage.

domenica 14 marzo 2021

Carnevale della Matematica #148

Per il secondo anno consecutivo l'edizione del pi day del Carnevale della Matematica è rappresentata da un numero pari, il 148. Per cui un benvenuto a tutti, sempre al solito orario pi greco a tutti i nottambuli che hanno atteso la lettura puntuali alle 3:14, ma anche a quei lettori che hanno deciso di non lasciarsi travolgere dalla passione per il numero di Archimede e hanno atteso la mattina per leggere cosa i matematti hanno preparato per voi per festeggiare degnamente il pi day 2021.
Prima di immergerci tra i contributi, andiamo, come da tradizione, a riassumere alcune delle proprietà del numero di questa edizione. Come detto il 148 è un numero pari con i seguenti divisori: 1, 2, 4, 37, 74, 148. Poiché la loro somma, 148 escluso, è 118 < 148, il numero è detto difettivo.
Ha anche una caratteristica geometricamente interessante: è un numero ettagonale e 26-gonale. In generale un numero poligonale è un numero che può essere rappresentato utilizzando un poligono regolare. La regola è semplice: si prendono tanti pallini quanti sono quelli che servono per rappresentare il numero in questione e li si dispongono, riempiendo anche l'area interna, per formare un poligono regolare. Nel caso del 148 si riescono a realizzare due poligoni regolari, uno di 7 e l'altro di 26 lati.
In particolare nel caso dell'ettagono, questi ha anche un pallino al centro, rendendo il 148 un numero ettagonale centrato. Dal punto di vista matematico un numero ettagonale centrato è ricavato dalla formula \[\frac{7n^2 - 7n + 2}{2}\] Fa anche parte di ben 5 terne pitagoriche, (48, 140, 148), (111, 148, 185), (148, 1365, 1373), (148, 2736, 2740), (148, 5475, 5477), oltre a essere un numero congruente. Questo genere di numeri sono tutti naturali e sono equivalenti all'area di un triangolo rettangolo con lati razionali (ovvero costituiti da frazioni di numeri interi).
E' anche un numero di Ulam, un genere di numeri che abbiamo già incontrato in occasione del Carnevale #131, un numero odioso (ma la cosa verrà approfondita in un contributo presente nel Carnevale) ed è persino palindromo, o almeno lo è la sua rappresentazione in base 6: 404.

Vignetta di Antonino La Barbera in corso di pubblicazione su EduINAF

sabato 13 marzo 2021

Topolino #3407: I segreti del deposito

Era da non ricordo quanto tempo che su Topolino non veniva pubblicata una storia a puntate degna di questo nome collegata al nuovo gadget componibile. D'altra parte quello che è abbinato ai prossimi Topolino (e anche a un paio di altri albi collaterali) è anche il più complesso dei gadget fin qui proposti da Panini Comics: il deposito di Paperon de Paperoni.
Introdotto da una delle più brutte copertine mai realizzate da Giorgio Cavazzano, I segreti del deposito vede Alessandro Sisti come scrittore per i disegni di un tuttosommato "scolastico" Giuseppe Facciotto. La storia presenta l'ennesimo tentativo di rapina dei Bassotti, ma questa volta con una variazione fondamentale: la banda dei segugi da caccia (il beagle è il tipico cane da caccia alla lepre inglese) decide di allontanare Battista dal deposito ideando un fantomatico ritrovo di maggiordomi per potergli carpire in maniera soft e senza sospetti tutti i segreti della struttura del deposito.

venerdì 12 marzo 2021

I rompicapi di Alice: La ruota della memoria

Questa storia inizia con un musicista, il compositore George Perle. Perle, compositore classico statunitense, un giorno si trovò a discutere con il matematico Sherman Stein di una particolare teoria del ritmo sviluppata in India più di un migliaio di anni prima(3).
Mentre approfondivo questa teoria, imparai la mia prima e unica parola in sanscrito: yamátárájahánsalagám.
Questa parola non aveva alcun significato particolare, ma aveva un uso più utilitaristico: serviva ai batteristi indiani per ricordare un particolare ritmo. D'altra parte oltre quelle dieci sillabe c'è di più, per parafrasare una nota canzone di alcuni decenni fa. Come ricorda Perle a Stein, pronunciare la parola sanscrita di cui sopra vuol dire pronunciare tutte le possibili terzine di battiti brevi e lunghi.
Le prime tre sillabe, ya má tá, hanno il ritmo breve, lungo, lungo. Dal secondo al quarto sono má tá rá: lungo, lungo, lungo. Poi hai tá rá já: lungo, lungo, breve. Poi ci sono rá ja bhá: lungo, breve, lungo. E così via.
E questo, alle orecchie di Stein, aveva un che di matematicamente affascinante: era l'inizio di una sequenza.
Il matematico, infatti, associò alla sillaba breve il numero 0 e a quella lunga il numero 1, ottenendo 0111010001.
La cosa che saltò subito all'occhio di Stein fu il fatto che le prime due e le ultime due cifre di questo numero binario fossero identiche. Questo voleva dire che era possibile chiudere il numero in una sorta di ruota e rappresentarlo non con 10 ma con 8 cifre. Aveva ottenuto una struttura che chiamò "ruota della memoria" (memory wheel).

giovedì 11 marzo 2021

Approssimazioni

Ispirato da una domanda su quora, ho provato a confrontare la bontà delle approssimazioni del $\pi$ a partire dalla classica 3.14 fino a quella che mi fornisce la calcolatrice che ho installato sul cellulare, 3.141592654, confrontandole con il valore memorizzato all'interno dello spreadsheet di GDrive, usato come "valore esatto". In particolare ho usato il valore del $\pi$ approssimato nella formula della circonferenza, $2 \pi r$, usando per il raggio i valori interi che vanno da 1 a 10. La prima osservazione è che all'aumentare del valore del raggio, la differenza rispetto alla circonferenza calcolata con il "valore esatto" diventa più evidente. L'altra osservazione interessante è il confronto tra l'approssimazione con cui viene usualmente detto il $\pi$, ovvero 3.1415, e l'approssimazione più corretta, 3.1416. E anche in questo caso la bontà del 3.1416 rispetto al 3.1415 viene enfatizzata sempre di più con l'aumentare del raggio. La differenza tra le due è che 3.1415 è il valore di $\pi$ alla quarta cifra decimale, mentre 3.1416 è una approssimazione di $\pi$, visto che la quinta cifra decimale è un 9.

lunedì 8 marzo 2021

8 marzo 1917

A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell'apertura del III congresso dell'Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la "Giornata internazionale dell'operaia".
- da it.wiki
Immagine via The Guardian | altri dettagli su history.com

domenica 7 marzo 2021

Topolino #3406: Rintronati

Il titolo della recensione dell'ultimo numero di Topolino non è solo un riferimento alla storia d'apertura, ma un po' anche ai contenuti del numero, che nel complesso non mi è sembrato così interessante (ma un po' me lo aspettavo). E questo nonostante Musicalisota si basi su una premessa molto stuzzicante e il resto del sommario presenti una chicca decisamente inaspettata. Andiamo, però, con ordine e iniziamo con la nuova saga musicale topolinesca.
La musica a chi la sa fare
Rispetto a X-Mickey, la nuova saga con il gruppo rock di Qua è scritta decisamente con maggiore competenza e attenzione al mondo musicale. E d'altra parte la storia è frutto dell'ingegno di Giorgio Salati, che oltre a scrivere storie a fumetti (e non solo per Topolino, è anche un musicista.
L'episodio, Mai più rintronati, disegnato da Nico Picone, più che la prima puntata di Musicalisota ne è un prologo, visto che la saga vera e propria, la cui trama si basa sul primo tour della band, partirà solo tra diversi mesi. La storia parte da una sorta di blocco creativo di Qua in fase di scrittura e dal suo desiderio di smuovere un po' la situazione. Ci penserà il primo concerto dei Rintronati presso lo Sbadaboom Rock Museum, gestito da un roadie, ovvero, come ci spiega Salati nella storia, uno degli addetti al montaggio delle impalcature del palco dei concerti. L'atmosfera e l'ambientazione della storia, invece, ricorda i classici posti dove si esibiscono gruppi medio piccoli, soprattutto agli inizi della loro carriara: sale raccolte con un'acustica ottima per divertirsi, ma anche, volendo, potersi godere il concerto un po' scostati dalla folla senza perdersi nemmeno una nota. Una cantina, come nel caso dello Sbadaboom, che in un certo senso ricorda un circolo Arci o, per arredamento, il Fermento, storico locale milanese dove si poteva mangiare un boccone nell'attesa dell'inizio del concerto. Peraltro il Fermento, anche se non a Milano, è anche una delle tappe del tour dei Rintronati. Che però non si chiameranno più Rintronati: è, infatti, partito un concorso tra i lettori per suggerire un nuovo nome alla band tra cinque alternative. Presto scopriremo il nuovo nome dei Rintronati, ma nel frattempo vi lascio con la voce di Joe Sal, ovvero proprio Giorgio Salati!

venerdì 5 marzo 2021

Artemis: verso la Luna

Lindsey Stirling è una delle artiste che ha portato alla ribalta un nuovo modo di portare all'attenzione del grande pubblico la musica classica, rinnovandola con sonorità e strumenti pop, senza comunque rinunciare agli stili classici. Violinista e ballerina, è arrivata alla ribalta musicale USA nel 2010 grazie al programma America's Got Talent. Da allora ha pubblicato cinque album, l'ultimo nel 2019, Artemis, dedicato ad Artemide (o Diana, per gli antichi romani), dea della caccia e della Luna e protrettrice degli animali selvaggi.
L'album è caratterizzato da una particolarità: propone ai fan dell'artista anche una serie a fumetti, Artemis, scritta dalla stessa Stirling e disegnata da Juha Ekman, disegnatore manga-style, che ha visualizzato il personaggio che compare nel fumetto e che, interpretato sempre da Lindsey, compare in alcuni dei video ufficiali tratti dai singoli dell'album. Questo stesso personaggio è anche protagonista di uno dei due video dedicati alla title track dell'album: Artemis.
Il video è stato girato presso il Kennedy Space Center della NASA con l'obiettivo di raccontare l'omonima missione (chiamata Artemis poiché Artemide è la sorella di Apollo) che, nei progetti dell'agenzia spaziale statunitense, dovrebbe riportare l'uomo sulla Luna con una Stazione Spaziale orbitante, la Gateaway, e una base stanziale sulla superficie del nostro satellite.
Prima di lasciarvi al video della NASA con Lindsey Stirling, vorrei far notare che nel video ufficiale di Artemis la musicista statunitense interpreta proprio Artemide, di cui presto o tardi tornerò a scrivere in futuro. E ora, musica!

giovedì 4 marzo 2021

mercoledì 3 marzo 2021

Numeri odiosi e malvagi

Per capire perché i numeri della sequenza di Thue–Morse o sequenza di Prouhet–Thue–Morse siano odiosi, bisogna prima fornire una loro definizione.
La sequenza venne studiata per la prima volta da Eugène Prouhet nel 1851. Venne successivamente riscoperta nel 1906 da Axel Thue, il primo a menzionarla, e successivamente da Marston Morse nel 1921. La sequenza è una serie infinita di 0 e 1. Si parte da 0 come prima cifra. Il passo successivo è proseguire con il complemento booleano delle cifre precedenti, in questo caso 1. Per cui la sequenza diventa 01.
Al terzo passo si devono aggiungere due cifre, le "negazioni" di 0 e 1, ovvero 10. Per cui la sequenza diventa 0110.
Il complemento booleano di questo terzo passo è 1001, per cui la sequenza diventa 01101001.
Il passo successivo è allora aggiungere alla serie di cifre del quarto passo la seguente serie 10010110, ottenendo la sequenza 0110100110010110, e proseguendo da qui all'infinito!
A questo punto potremmo chiederci come calcolare l'$n$-simo elemento $t_n$ della successione, con $n$ scritto in binario. Ora, se il numero di uni in questa espansione risulta essere dispari, allora $t_n = 1$, altrimenti $t_n = 0$. A questo punto, usando un gioco di parole comprensibile solo in inglese, John Conway ebbe la brillante idea di chiamare i primi numeri odiosi (dispari in inglese è odd, e odioso è odious), e i secondi numeri malvagi (pari in inglese è even, e male è evil).
Per cui se un numero $n$ è odioso, ovvero se la sua espansione binaria presenta un numero dispari di $1$, allora $t_n = 1$, se invece un numero $n$ è malvagio, ovvero se la sua espansione binaria presenta un numero pari di $1$, allora $t_n = 0$.

lunedì 1 marzo 2021

La barriera dei privilegi

La storia di base è abbastanza semplice: siamo in un futuro distopico, il 2045. Dopo una tremenda guerra mondiale, che ha fatto salire al potere un governo reazionario e militare, il mondo e la Spagna sono travolti da un terribile virus, che impone controlli sempre più stringenti sulla popolazione, fino alla costruzione di una barriera, che separa i ricchi e i privilegiati, che vivono in un ambiente isolato e controllato, dai poveri, che non possono fare altro che sopravvivere come possono nelle città o nelle periferie. A tutto questo si unisce anche il problema dell'approvvigionamento delle risorse, sia cibo sia energia. Tutto questo, in sintesi, è La barriera, serie televisiva di produzione spagnola, rilasciata in Spagna a gennaio 2020, quindi quando ancora la pandemia di covid19 non era esplosa, e successivamente su Netflix a partire di dicembre 2020.
Gli autori della barriera, con episodi di poco meno di un'ora ciascuno per un totale di 13, riescono a sviluppare in maniera interessante il tema distopico del controllo della popolazione, della ricerca scientifica senza moralità, della politica fatta a uso e consumo personale, per motivi arrivistici, di una polizia militarizzata che schiaccia le persone senza alcuno scrupolo. E soprattutto della speranza delle persone in un modo di vivere migliore, più giusto, non necessariamente più ricco, ma più sincero. D'altra parte ogni quartiere ha la sua spia governativa, un ruolo statale ben codificato, all'interno di una società in cui dubitare dell'azione di governo è un crimine eversivo. La rivoluzione, però, è dietro l'angolo, e muove i primi passi grazie a un padre che è alla disperata ricerca della figlia, sottrattagli apparentemente perché senza lavoro. Senza sapere che questa sua ricerca scoperchierà un vero e proprio vaso di Pandora che ribalterà la Spagna, fino al finale dolce e amaro, quasi scontato considerando la "memoria di gallina" che hanno generalmente gli elettori.

domenica 28 febbraio 2021

Chiisakobe: Il mondo dell'edilizia

Minetaro Mochizuki è, sin dai tempi di Dragon Head, uno dei miei mangaka preferiti. L'autore, tra l'altro, dimostra di essere in grado di raccontare con altrettanta efficacia storie di genere differente, tutte con una più o meno preponderante cifra stilistica surreale. Dopo Tokyo Kaido e L'isola dei cani, ecco che arriva il turno di leggere e quindi in questa sede di raccontare Chiisakobe, opera in 4 tankobon tratta dall'omonimo romanzo di Shugoro Yamamoto ed edita in Italia dalla J-Pop.

sabato 27 febbraio 2021

Topolino #3405: Solitudini

Il nuovo numero di Topolino è caratterizzato, almeno nelle due storie d'apertura, proprio dal concetto di solitudine, in entrambi i casi raccontato da Marco Nucci. La cover story, in particolare, ha anche un riferimento esplicito. La solitudine del quadrifoglio, disegnata da Stefano Zanchi, è, almeno nel titolo, una sorta di parodia a La solitudine dei numeri primi (non avendo letto il romanzo, non saprei giudicare) di Paolo Giordano.
Come evidente, la storia, di cui questa settimana leggiamo la prima puntata, si concentra sul fortunato Gastone, che all'improvviso si rende conto di non essere amatissimo dai parenti. E così decide di cambiare aria, contando sul fatto che nessuno noterà la sua assenza pensando che abbia vinto l'ennesimo viaggio all'estero. Nucci prova a recuperare, così, un personaggio sostanzialmente antipatico calandolo in un contesto completamente nuovo, con nuove amicizie e uno stile di vita completamente differente rispetto al precedente.

venerdì 26 febbraio 2021

Rompicapi di Alice: Il coccodrillo e il pentagono

In un (relativamente) vecchio articolo di Michael de Villiers, Crocodiles and Polygons, ho scovato un interessante rompicapo che è una variazione del famoso teorema di Viviani, scoperto dal matematico italiano Vincenzo Viviani.
Un coccodrillo matematico vive nel delta dell'Okavango vive in una regione paludosa a forma di pentagono irregolare equiangolare (ovvero con tutti gli angoli uguali). Poiché il coccodrillo cattura la preda un numero uguale di volte su ciascuna delle cinque sponde, vuole nasconderla nel punto dove la somma delle cinque distanze dalle rive è minima. Dov'è questo punto ottimale?

giovedì 25 febbraio 2021

La sezione aurea

Realizzato e pubblicato ormai quasi 11 anni fa da Cristóbal Vila, Nature by Numbers mostra come la matematica sia presente in tutta la natura. E la base di tutto sembra essere un piccolo, semplice numero, $\varphi$, il numero aureo. Il suo valore è di poco superiore a 3/2 e può essere scritto in maniera molto semplice con la seguente formula \[\varphi = \frac{1+\sqrt{5}}{2}\] E' anche legato alla serie di Fibonacci, come abbiamo visto in varie occasioni, e può essere ritrovato un po' d'appertutto: è diventato, in effetti, sinonimo di perfezione, grazie alla sua presenza nel mondo dell'arte. Opere di pittori, ma anche in architettura, sia dell'antichità sia degli evoluti XX e XXI secolo si basano sul numero aureo. La sua definizione si trova negli Elementi di Euclide:
Si dice che una retta è divisa in media ed estrema ragione quando la lunghezza della linea totale sta a quella della parte maggiore come quella della parte maggiore sta a quella della minore.
La definizione geometrica qui sopra può essere facilmente visualizzata con la seguente immagine:

martedì 23 febbraio 2021

Annunciazione in 3.14

E sarà un altro numero pari il cardinale della prossima edizione pi greca del Carnevale della Matematica. E come al solito l'edizione del pi day, quest'anno la numero 148, si terrà sempre qui su DropSea, dopo che la numero 147 è stata, come sempre, ospitata dai Rudi Mathematici. Rispetto agli anni precedenti, però, non sono proprio sicuro di riuscire a realizzare i soliti inserti, le notizie pi greche: prometto che ci proverò, ma nel frattempo vi ripesco il video che avevo realizzato l'anno scorso sulla quadratura del cerchio:
Come al solito, se avete qualcosa da segnalarmi per il Carnevale, potete utilizzare i miei account social twitter, mastodon e instagram. Inoltre, da questa settimana, ho anche dato il via a una newsletter: iscrivetevi pure, anche perché non è detto che nelle prossime uscite non anticipi qualcosa legato al Carnevale!

lunedì 22 febbraio 2021

WW84: rimandato

E così l'attesa è finita: Wonder Woman 1984, WW84 per gli amici, è finalmente arrivato. Il sequel della pellicola del 2017, sempre diretta da Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo di Wonder Woman è ambientato nel 1984, vivendo alla fine a cavallo tra la mitica serie televisiva della seconda metà degli anni Settanta del XX secolo con Lynda Carter (che farà un cameo nel finale) e la nuova versione post-Crisis realizzata a partire dal 1985 da George Perez.
In questo senso il film vive un'ambiguità di fondo che è abbastanza evidente a qualunque lettore di fumetti DC Comics dell'epoca: l'incapacità di risultare realmente fedeli ai fumetti di riferimento. Il punto dolente è uno dei due avversari di Wonder Woman, Maxwell Lord. Ideato nel 1987 sulle pagine di Justice League #1 da Keith Giffen, J. M. DeMatteis e Kevin Maguire, si pose sin dall'inizio come un equivoco demiurgo della JLA, molto più simile a una spia che al trafficone presente nel film della Jenkins. Il Maxwell di WW84, che tecnicamente si chiama Maxwell Lorenzano, quindi potremmo anche considerarlo come un personaggio diverso, arriva a sconvolgere il mondo intero grazie a una magica e misteriosa pietra dei desideri, un ruolo non molto diverso da quello di Glorious Godfrey di Legends. In quel crossover l'accolito di Darkseid mostra al massimo il suo potere che gli permette di controllare gli esseri umani e minare la loro fiducia nei confronti dei supereroi. E il Max Lord di WW84, peraltro, ricorda fisicamente proprio il Godfrey di Legends, quasi a suggerire un cambio di direzione nella sceneggiatura dopo il fallimento del film sulla Justice League.

domenica 21 febbraio 2021

Topolino #3404: Sulle tracce dei pirati

Il nuovo numero di Topolino, il #3404, segna il ritorno di Area 15 passata dalle mani di Roberto Gagnor a quelle di Marco Nucci. Visto il tema, il retrogaming, mi sembrava la storia perfetta per essere raccontata Al Caffè del Cappellaio Matto, per cui in questa sede ho pensato bene di partire con la storia che ha ispirato il titolo della recensione, L'ombra del bucaniere, con cui la disegnatrice Alessia Martusciello conclude la sua decennale collaborazione con il settimanale disneyano.
La storia, scritta da Giorgio Figus, ci porta nell'avventuroso mondo della pirateria, probabilmente intorno al 1671, anno in cui Henry Morgan, uno dei pirati più famosi della storia, venne finalmente catturato. La collocazione cronologica della storia, come sempre, non è data dagli autori, ma può essere dedotta dal fatto che uno dei pirati protagonisti si chiama Papermorgan, in aperto richiamo proprio al pirata Morgan. La storia ruota intorno all'equivoco generato tra la somiglianza di Paperin Cimabella, cuoco di bordo della Cavolflower, e Papermorgan, con il quale viene scambiato dall'equipaggio del pirata dopo l'abbordaggio e il naugrafio della Cavolflower. La storia, che mostra un'inusitata serie di eventi fortunati per il povero cuoco paperinesco, risulta comunque divertente e leggera nonostante l'epoca di ambientazione, piuttosto violenta, seppur ricca di avventure.

venerdì 19 febbraio 2021

La mia casa su Marte

Dopo il successo di Into the Electric Castle, Arjen Lucassen per il suo progetto musicale Ayreon decide di ritornare nella storia fantascientifica impostata nell'album di debutto The Final Experiment. Per questo nuovo concept album, Universal Migrator, il quarto nella discografia della superband, il musicista olandese decide di proporre un lavoro più complesso dei precedenti, costituito in realtà da due album distinti, The Dream Sequencer e Flight of the Migrator. I due dischi si distinguono per due stili differenti: il primo è di genere progressive metal, mentre il secondo presenta sonorità tipiche dell'heavy metal. L'idea di Lucassen è quella di andare incontro ai gusti dei suoi fan, permettendo loro di scegliere quale dei due generi acquistare. Con sua grande sopresa, però, gli appassionati degli Ayreon acquistarono entrambi gli album.
La storia
Siamo nel 2084. L'ultima guerra mondiale ha eliminato qualunque forma di vita sulla Terra. Solo un gruppo di esseri umani è riuscito a fuggire proprio sul finire della guerra per stabilirsi su Marte. Per poter sopravvivere sul pianeta rosso, però, o si hanno a disposizione sistemi che permettono di produrre le risorse in loco, o si resta in qualche modo legati con la madre patria. Ed è in questa seconda situazione che ricade la colonia marziana di The Dream Sequencer, come racconta l'ultimo colono rimasto su Marte nella title track.
L'uomo, in realtà nato su Marte dai primi coloni, non ha mai vissuto sulla Terra, come ricorda all'inizio di My House on Mars, seconda canzone dell'album:
You promised you'd return and take me to Earth
Questa, in realtà, è una frase che l'uomo disse al padre nella sua infanzia: la caratteristica della prima parte di Universal Migrator è, infatti, un susseguirsi di ricordi della vita passata dell'ultimo colono marziano. Questi vengono riportati alla memoria utilizzando un particolare macchinario, il dream sequencer del titolo della prima parte. Il macchinario, però, va anche oltre le aspettative dell'utilizzatore: il sognatore, infatti, inizia a rivivere le sue vite passate, andando sempre più indietro fino a The First Man on Earth.
Di tutta questa sfilza di vite passate, però, noi ci occuperemo dell'ultima in ordine temporale, quella su Marte.

mercoledì 17 febbraio 2021

Arrakis: un viaggio tra i miti e le stelle

Arrakis è il nome con cui è nota la stella binaria Mu Draconis, nella costellazione del Dragone. Il nome è di chiara derivazione araba: forse da ar-raqiş, il danzatore, o forse da al-Rāqiṣ, il cammello al trotto. Adogni modo è anche il nome del pianeta protagonista dell'esalogia di Dune di Frank Herbert.
In questo caso parliamo di un pianeta desertico che orbita intorno alla stella Canopo, nota anche come Alpha Carinae. Questa è la seconda stella più brillante del cielo notturno. Appartenente alla costellazione moderna della Carena, ha una magnitudine apparente di -0.74 e dista da noi all'incirca 310 anni luce.

lunedì 15 febbraio 2021

Snowpiercer: un mondo freddo e buio

La vita sulla Terra finisce a causa di una nuova era glaciale. Solo un gruppo di esseri umani continua a sopravvivere all'interno di un treno che si muove su un unico binario che corre intorno al mondo, lo Snowpiercer. Queste sono le premesse di ben tre prodotti differenti, una serie a fumetti francese, Le Transperceneige in francese di Jacques Lob e Jean-Marc Rochette; un film del 2013 diretto da Bong Joon-ho; una serie televisiva creata da Josh Friedman e Graeme Manson e la cui prima stagione è stata distribuita nel 2020, mentre la seconda è in corso di pubblicazione su Netflix da circa un mese. E ve lo dico subito: nonostante le differenze, la serie riesce a mantenersi quantomeno fedele allo spirito del fumetto, avendo come temi principali la lotta di classe, l'ingiustizia sociale e il controllo degli individui.

domenica 14 febbraio 2021

Braccio di Ferro #3: Olio di gomito

Il terzo numero del Braccio di Ferro dell'Editoriale Cosmo si presenta con una copertina dedicata al carnevale che, in effetti, è l'illustrazione realizzata da Bud Sagendorf, questa volta correttamente accreditata, per Popey #8 edito dalla Dell.
Il sommario del terzo numero, pieno come al solito di storie di produzione italiana, per lo più naif, seppur comunque divertenti (anche se non tutte gradevoli), presenta, come già i numeri precedenti, una storia realizzata proprio da Sagendorf con la premiata coppia Sappo and Wotasnozzle che l'erede di Elzie Crisler Segar riportò sui comic book proprio con l'ottavo numero di Popeye.
Presente in circa 35 numeri, Wotasnozzle aveva come "obiettivo" quello di far impazzire, grazie alle sue incredibili invenzioni, il suo padrone di casa, Sappo, come nel caso de La piaggia di mele, una storiella di 3 pagine recuperata da Vitt #48 del novembre 1968 e di cui non ho trovato (per ora) alcuna traccia tra i Popeye della Dell ristampati dalla IDW, a differenza della storia uscita su Braccio di Ferro #2, pubblicata originariamente su Popeye #60.
Del resto del sommario, onestamente, si salva solo la storia d'apertura, La fonte della giovinezza, di Pierluigi Sangalli, una rielaborazione di una strip story di Popeye, mentre per il resto siamo sì di fronte a storie divertenti, ma nulla più.
I redazionali, invece, purgati dello stile un po' troppo sopra le righe di Luca Boschi, risultano ricchi di informazioni (anche se manca quella sulla pubblicazione originale delle storie di Sugendorf), incluso un interessante trafiletto dedicato a Jack Kirby, che nel 1935 ebbe una breve esperienza presso gli studi d'animazione Fleischer.
In chiusura vi lascio un link con una selezione di copertine di albi italiani dedicati a Popeye.

sabato 13 febbraio 2021

Topolino #3403: Nel segno di Agatha Christie

Non ho trovato nessun vero spunto interessante dal punto di vista scientifico nell'ultimo Topolino, così ho deciso di anticipare a oggi la recensione settimanale, concentrandomi sulle storie che maggiormente mi hanno colpito, iniziando dalla storia d'apertura, Lo strano caso di Villa Ghirlanda, giallo in due parti di Blasco Pisapia.
L'autore, in una delle sue rare capatine in quel di Topolinia, realizza un tipico investigativo che ricorda i gialli di Agatha Christie: Topolino e Minni sono, infatti, ospiti di una ricca villa al cui interno viene effettuato un furto ai danni della padrona di casa. E tutti sembrano avere un alibi. A farla da padrone, però, non è esattamente Topolino, ma Manetta, che è stato recentemente trasferito dal commissariato di Topolinia a un altro periferico, mentre il suo posto è stato preso da tale ispettore Irk, personaggio antipatico caratterizzato come una sorta di Topesio. Il buon Manetta, ad ogni modo, venuto a sapere dell'incredibile furto, decide di indagare anche lui per potersi riscattare dall'errore che ne ha causato il trasferimento.
Gli elementi per un giallo bello e appassionate ci sono dunque tutti: vedremo settimana prossima come Pisapia li porterà a termine.

venerdì 12 febbraio 2021

Un fatto curioso sui semicerchi

Dopo un periodo (che definirei terribile) finanche troppo lungo in cui ho passato a vedere ogni giorno i video di MasterChef Italia, sono finalmente uscito dal tunnel e ho ripreso possesso di YouTube, riuscendo a riportare in home page i miei video preferiti, quelli legati al metal in varie declinazioni, alla musica classica e alla scienza. In particolare il tubo mi ha consigliato un video particolare, A Curious Fact About Semicircles e mi è venuto in mente che avrei potuto usarlo per un nuovo post della serie senza parole. Poi mi sono reso cnto che mi servivano due immagini, e allora ho realizzato un'infografica matematica (qui il pdf e per i più curiosi ecco il LaTeX). Ovviamente qui sotto vi ho spezzato l'infografica nelle due immagini principali, ognuna delle quali corredata delle sue equazioni. Rispetto al video cambia la dimostrazione della prima immagine, dove sfrutto il teorema delle corde.
Alla fine ho scritto troppo, ma mi sembrava giusto metterci un po' di contesto. Il resto lo lascio alle immagini e alle formule:

giovedì 11 febbraio 2021

Wikiritratti: Hedy Lamarr

Ci si potrebbe chiedere perché dedicare una biografia, che sicuramente non sarà omnicomprensiva, a un'attrice alla fine della 6.a Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza? Perché, come alcuni artisti e attori, dietro Hedy Lamarr si nasconde un'inventrice, ed è proprio su quest'ultimo aspetto che mi concentrerò nelle righe che seguono.
Estasi

Hedy Lamarr - via
Nata Hedwig Eva Maria Kiesler il 9 novembre del 1914 a Vienna, Hedy Lamarr mosse i primi passi nel mondo del cinema austriaco, ma la prima volta che fece parlare di sé fu nel film cecoslovacco Estasi: in una scena di questo film recità completamente nuda, prima attrice nel mondo della cinematografia non pornografica. Compiuti 18 anni, decise di emigrare negli Stati Uniti d'America per sfuggire al nazismo. D'altra parte il padre, Emil Kiesler, era un ebreo non praticante, oltre che banchiere, e giocò un ruolo fondamentale nella passione di Hedy per la tecnologia: sin da bambina, infatti, il padre le spiegava il funzionamento della tecnologia usata nella società contemporanea. D'altra parte la bambina era sempre stata interessata alla tecnologia: leggenda narra che all'età di cinque anni smontò e rimontò un carillon!
A proposito di questa attitudine, la cosa più stupefacente la disse l'inventore Carmelo Amarena che ebbe il piacere di conoscere e parlare con la Lamarr nel 1997:
Abbiamo parlato come due ingegneri su un progetto interessante. Non ho avuto la sensazione di parlare con una star del cinema, ma con una compagna inventrice.
Ad ogni modo la sua carriera negli Stati Uniti fu caratterizzata soprattutto dalla sua bellezza e dal suo sguardo affascinante ed enigmatico. Il suo successo arrivò fino al punto che Bob Kane, per creare l'aspetto di Catwoman, si ispirò proprio a Hedy Lamarr.
Come detto all'inizio, non sono qui per ripercorrere le tappe della sua carriera cinematografica, per cui balzo immediatamente al...

mercoledì 10 febbraio 2021

Questa è la via!

Che posso dirvi: ho recuperato la prima stagione di The Mandalorian. La serie, scritta e ideata da Jon Favreau, segue le vicende di Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, un cacciatore di taglie mandaloriano. Ambientata tra la trilogia originale e la terza trilogia di Star Wars, vede Din accettare una missione affidatagli da un ex-imperiale: recuperare un cinquantenne. Le cose, però, iniziano a cambiare quando il nostro si rende conto che questo cinquantenne fa parte di una razza che invecchia molto lentamente. E come tutti i fan di Star Wars hanno subito capito al primo sguardo, stiamo parlando di un componente della stessa razza di Yoda. E non a caso il personaggio, chiamato semplicemente the Child, il bambino nella serie in italiano, viene subito soprannominato dai fan Baby Yoda.
Ad ogni buon conto la serie, dal momento in cui Din va a recuperare Child dalla base degli ex-imperiali, diventa una fuga continua della coppia dagli assalti dei mercenari assoldati dai rimasugli dell'impero, che evidentemente cercano il bambino per carpirne i segreti della forza.

domenica 7 febbraio 2021

Topolino #3402: Realtà subliminale

Vista la conclusione della nuova saga di Fantomius, il numero #3402 sembra essere un buon punto con cui ripartire a scrivere qualche riga su Topolino. Parto con la storia che ispira il titolo di questa recensione e che conclude il numero, Topolino e i goof viewer di Giorgio Salati per i disegni del sempre dinamico Lucio Leoni.
La storia, in sintesi, è presto detta: Pippo, combinando gli occhiali di uno suo zio, creati per captare messaggi alieni, con gli schermi di vecchi smartphone, riesce a creare dei visori multimediali in grado di collegarsi con la rete. A quel punto Topolino convince l'amico a brevettare l'invenzione. Alcuni giorni dopo i suoi visori, i goof viewer, sono in vendita in tutta la città: Pippo, infatti, è stato assunto dalla Mousbit, diventando il nuovo guru tecnologico. Non a caso, infatti, Leoni assegna a Pippo un look che ricorda molto da vicino quello di Steve Jobs, mentre come in Pippo cervello del secolo diventa impossibile per Topolino riuscire a incontrarlo.
La storia, dunque, è squisitamente tradizionale nello sviluppo, anche grazie alla neanche tanto velata morale del troppo che stroppia, retta da un ritmo veloce, soprattutto nel secondo tempo e da una serie di gag molto gottfredsoniane nel primo tempo.

venerdì 5 febbraio 2021

Un tick al giorno

Interstellar, arrivato nelle sale nel 2014 e al momento disponibile per la visione su Netflix, ha una caratteristica fondamentale che lo contraddistingue da molti altri film di fantascienza: la consulenza di Kip Thorne, che della pellicola è stato anche produttore esecutivo. Molte chicche e estar egg del film sono legate proprio al fisico teorico, così come molte delle "scelte" di sceneggiatura che rendono plausibile e verosimile la scienza di Interstellar.
Tra tutte queste "scelte" forse la meno probabile è la presenza di un sistema planetario intorno a Gargantua, il gigantesco buco nero che, in un certo senso, è simbolo dello stesso film. Tra i pianeti intorno a Gargantua, c'è anche il pianeta di Miller, un pianeta d'acqua così vicino al buco nero che ogni ora passata sulla sua superficie coincide con 7 anni sulla Terra.
Non appena gli esploratori spaziali guidati da Cooper (interpretato da Matthew McConaughey) atterrano su Miller, parte in sottofondo il pezzo Mountains composto da Hans Zimmer caratterizzato da una serie di tick che segnano lo scorrere del tempo, quasi una sorta di modo per ricordare allo spettatore che la missione su Miller deve essere il più veloce possibile.

martedì 2 febbraio 2021

Interpretazione filosofica di Dark

Un po' per caso sono incappato in un'interessante video-analisi di Dark, la serie fantascientifica fortemente basata sulla meccanica quantistica e sul paradosso del gatto di Shroedinger. Nell'analisi si approfondisce un aspetto molto interessante: l'influenza del pensiero di Friedrich Nietzsche sulla serie:
Il video mi ha spinto a fare una ricerca su Nietzsche e la meccanica quantistica, trovando questo Nietzsche for physicists:
One of the most important philosophers in history, the German Friedrich Nietzsche, is almost ignored by physicists. This author who declared the death of God in the 19th century was a science enthusiast, especially in the second period of his work. With the aid of the physical concept of force, Nietzsche created his concept of will to power. After thinking about energy conservation, the German philosopher had some inspiration for creating his concept of eternal recurrence. In this article, some influences of physics on Nietzsche are pointed out, and the topicality of his epistemological position−the perspectivism−is discussed. Considering the concept of will to power, I propose that the perspectivism leads to an interpretation where physics and science in general are viewed as a game.

lunedì 25 gennaio 2021

Conoscenza e comprensione

Le Messenger Lectures sono una serie di seminari condotti da scienziati e altre personalità di spicco presso la Cornell University. Vennero realizzate a partire dal 1924 grazie ai finanziamenti di Hiram Messenger, matemaico. Tra i lettori figura anche una delle personalità più care a qualunque fisico di questo mondo: Richard Feynman. La serie realizzata da Feynman è costituita da sette lezioni, tutte visualizzabili sul sito Project Tuva della Microsoft. Il video che vi propongo di seguito fa parte dell'ultima di queste lezioni, New laws:

domenica 24 gennaio 2021

Alla ricerca di un po' d'entusiasmo

E' dal 5 gennaio che non scrivo qui su DropSea, e più in generale ho sospeso le attività di pubblicazione su ogni altro blog. Ho in parte abbandonato anche i social. Il motivo è, me ne rendo conto, una qual certa mancanza di entusiasmo. Da cosa (o da chi) mi venga questa mancanza non so identificarlo (e viene da lontano, anche da prima che gli indizi diventassero manifesti), ma in questi mesi c'era un indizio fondamentale: a parte i fumetti (in particolare Topolino, che peraltro ho anche smesso di recensire nelle ultime settimane) avevo anche smesso di leggere libri. Se torno a scrivere è perché sono successe alcune cose che sembra mi stiano nuovamente stimolando, e un indizio di questa inversione di rotta è che ho ripreso a leggere in maniera abbastanza assidua (ancora non vorace, come mio solito, ma direi che è già un buon inizio). Non so quanto assiduamente tornerò a scrivere, né quando uscirà il mio prossimo articolo qui su DropSea o su qualcuno degli altri miei blog, ma spero presto di riprendere con maggiore regolarità.
In attesa di ritrovare l'entusiasmo perduto.

martedì 5 gennaio 2021

Wakfu: Guidare il nostro destino

Ho iniziato a giocare a Wakfu, installato via Steam. E' un MMORPG di genere fantasy sviluppato dalla software house francese Ankama Games ed è l'erede di Dofus. Mentre quest'ultimo venne rilasciato nel 2004, Wakfu ebbe una gestazione un po' lunga: partito lo sviluppo nel 2006 sbarcò su Mac, Windows e Linux solo nel 2012. Nel frattempo la Ankama aveva dato il via alla produzione della serie animata omonima, Wakfu, trasmessa per la prima volta nel 2008, quindi con ben 4 anni di anticipo sul rilascio del videogioco.
In Italia la serie giunse nel 2011 quando Cartoon Network, a febbraio, trasmise la prima stagione, che venne successivamente "ristampata" su Boing a giugno del 2012. E fu proprio in quell'estate del 2012 che iniziai a vedere Wakfu, appassionandomi alla storia di Yugo e della Confraternita del Tofu. Il Tofu, però, non è l'alimento giapponese usato in varie preparazioni della cucina nipponica, ma una specie di canarino rotondetto che accompagna Yugo nelle sue avventure.
Torniamo però alla serie animata: dopo quel 2012 ne persi completamente le tracce, fino a che non la ritrovai su Netflix, scoprendo che in realtà il progetto di Wakfu era costituito da più di una stagione. La storia, ideata e scritta da Anthony Roux, venne sviluppata in tre stagioni e in 6 episodi speciali. Su Netflix è possibile recuperare le prime tre stagioni e i tre episodi speciali di The Quest for the Six Dofus Eliatropes che si posizionano tra la seconda e la terza stagione.
La storia di Wakfu è, in fondo, non molto diversa da tante altre che vennero narrate prima di lei. Peraltro sono evidenti due riferimenti in particolare: Superman e Dragon Ball. Yugo, infatti, viene lasciato in custodia a un cuoco, Alibert, che lo cresce come se fosse suo figlio, riprendendo così la storia dell'orfano proveniente da un altro mondo. E nel corso della storia si scoprono non solo le vere origini di Yugo, ma che alla fine non è nemmeno così solo come pensava, proprio come Goku o Kal-El. In questo senso Wakfu sembra quasi la sintesi degli elementi in comune tra Goku e Superman: si scopre dell'esistenza di una sorta di zona negativa, così come uno degli avversari più insidiosi di Yugo è un Eliatrop, il popolo di Yugo. Nella terza stagione il fratello di Yugo, il drago Adamaï, viene fatto crescere più velocemente del giovane Eliatrop e il suo design cambia a tal punto da assomigliare a Freezer, uno degli avversari più letali di Goku.

sabato 2 gennaio 2021

In Arcadia Ego

Et in arcadia ego è il nome del quadro del Guercino che per primo diffonde tale frase. Nel caso del dipinto del pittore italiano, la scena rappresenta due contadini che osservano un teschio posto sopra un piedistallo su cui è incisa la frase. Al di là dell'incompletezza della frase (manca il verbo), l'Arcadia era un regione dell'Antica Grecia che venne idealizzata dai poeti del passato, primo fra tutti Virgilio, come luogo di pace e armonica con la natura. La cosa era probabilmente dovuta al fatto che la regione, che prendeva il nome dall'eroe mitologico Arcade, era considerata la terra d'origine del dio Pan. Questa visione utopica venne ripresa molti secoli dopo dal poeta Jacopo Sannazaro che nel 1502 diede alle stampe il poema Arcadia. L'interpretazione che ne diedero però pittori come Guercino, con il suo dipinto datato 1618-1622, e il francese Nicolas Poussin nel 1640 gioca sulla dicotomia tra vita e morte. Secondo molti storici dell'arte, infatti, la frase, calata nel contesto in cui viene rappresentata, è una sorta di memento mori, un avviso della caducità della vita, anche in un mondo ideale come quello di Arcadia. E in un certo senso questa visione in chiari-scuri è proprio quella presentata da Marco Bucci e Jacopo Camagni nel primo volume di Arcadia, che possiamo ufficiosamente considerare come il quarto volume di Nomen Omen.