Stomachion

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sabato 22 novembre 2025

Batman: Un posto solitario dove morire

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Come abbiamo visto in Anno 3, dopo alcuni numeri transitori, subito dopo la conclusione di Una morte in famiglia la testata Batman venne affidata a Marv Wolfman. Lo sceneggiatore di Crisis inizò il percorso di elaborazione e superamento del lutto della morte di Jason Todd che gli sceneggiatori precedenti avevano in qualche modo ignorato costruendo una storia che sì mostrava un Batman particolarmente violento, ma che per contro scavava nel passato di Batman e Robin, quello originale, fornendo un mix di azione, investigazione e approfondimento psicologico di rara efficacia, anche per i fumetti moderni.
Il percorso di recupero di Batman, però, non poteva dirsi concluso, proseguendo con A lonely place of Dying, storia in cinque parti che, in effetti, era un vero e proprio crossover con The New Teen Titans, serie che lo stesso Wolfman scriveva con la collaborazione ai soggetti di George Perez, per l'occasione coautore anche dei capitoli pubblicati su Batman.

sabato 20 settembre 2025

Batman: Anno 3

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L'effetto della morte di Jason Todd, avvenuta nel corso di Una morte in famiglia, saga scritta da Jim Starlin per i disegni di Jim Aparo, rimasero un po' in sottotraccia per tutti i numeri successivi. Starlin, dopo un ultimo episodio apparso su Batman #430, cedette il ruolo di sceneggatore a James Owsley che adottò una tattica in qualche modo umana: spinse Bruce Wayne a pensare il meno possibile a Jason.
A Owsely subentrò per i tre numeri successivi John Byrne, che propose una saga particolare: The many deaths of the Batman. Nel corso di questi tre episodi Gotham si riempie di cadaveri di uomini con indosso il costume di Batman, alcuni di essi mentre cercano di compiere atti di eroismo. Ovviamente nessuno di loro è Bruce Wayne, ma in ogni caso la caratteristica che maggiormente salta all'occhio in queste storie, così come in quelle firmate da Owsely (e tutte disegnate da Aparo) è quel velo di malinconia che vela Batman nel corso delle pagine, indice di un lutto che non è ancora stato elaborato completamente.
Le prime avvisaglie di quanto la morte di Jason abbia portato al limite Bruce le si hanno con la saga in quattro parti iniziata su Batman #436 e intitolata, secondo me infelicemente, Year 3. A scriverla troviamo Marv Wolfman, colui che, insieme a George Perez, fornì a Dick Grayson la sua nuova identità di Nightwing sulle pagine di Tales of the Teen Titans #44, mentre ai disegni troviamo il muscolare Pat Broderick, scelta abbastanza opportuna visti i toni piuttosto violenti della saga.

sabato 2 agosto 2025

Fantastici Quattro: Gli inizi e la fine

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Per festeggirare l'arrivo del film dei Fantastici Quattro targato marvel Studios, Panini Comics ha pubblicato una specie di vattelappesca che mette insieme cinque storie della superfamiglia Marvel.
Le due storie d'apertura sono tratte da un albo celebrativo particolare, Fantastic Four Anniversary Tribute del 2021, che celebrava i sessant'anni dell'esordio del quartetto pubblicando due storie significative nella loro vita editoriale reinterpretate da una cinquantina di fumettisti diversi. Sia Fantastic Four!, la storia d'esordio pubblicata sul numero 1 della rivista, sia Bedlam at the Baxter Building!, pubblicata nel 1965 sul terzo annual della rivista, entrambe di Stan Lee e Jack Kirby, sono state ridisegnate assegnando ciascuna pagina a un diverso disegnatore.

sabato 11 dicembre 2021

Superman: tempo di Annual

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Per l'albo che ristampa il Superman di John Byrne è giunto il tempo di affrontare gli Annual, gli albi speciali annuali delle testate supereroistiche. In particolare sull'11.mo volumetto della ristampa Panini Comics propone gli annual di Action Comics e Superman. Ad affiancare l'autore canadese troviamo ai disegni rispettivamente Arthur Adams e Ron Frenz. Entrambi sono sostanzialmente all'inizio della loro carriera: il primo mostra un tratto relativamente influenzato dalla nuova linea introdotta da Todd McFarlane, con un tratto rotondo che da un lato è particolarmente efficace nella rappresentazione delle figure femminili e delle atmosfere horror dell'episodio.
Frenz, invece, che collabora anche alla storia, ha un tratto ancora un po' distante da quello che gli avremmo visto sfoggiare negli anni Novanta. Sono, comunque, evidenti le due principali fonti ispirative del disegnatore, Wal Simonsons e Jack Kirby.
Anche le due storie, come i due autori, sono quanto di più diverso possiamo trovare. L'annual di Action Comics, proseguendo lo stile team-up della testata, propone l'accoppiata Superman-Batman che deve affrontare una vampira bella e affascinante. Tra l'altro la cosa è pure annunciata nella copertina dell'albo (e poco può farci Panini, visto che è così già con l'annual originale), svelando così il gioco di Byrne nella prima parte della storia in cui cerca di mantenere l'equivoco intorno alla vera natura della ragazza, soprannominata Zanzara. Come notato da Giorgio Lavagna nei redazionali, l'episodio è costruito come un omaggio (a voler essere buoni come Lavagna) a Swamp Thing #40 di Alan Moore, Stephen Bissette e John Totleben. Non mi spingo a fare un confronto tra le due storie (non voglio così male a Byrne, e poi la storia è decisamente molto godibile), ma c'è una frase di Lavagna che mi ha un po' stupito:

sabato 13 novembre 2021

Superman: Città di Luthor

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Nonostante sul 10.mo numero della ristampa del Superman dell'era Byrne sia presente uno dei nemici più assurdi dell'azzurrone, il vero antagonista del volume è, invece, Lex Luthor. Il volumetto, infatti, presenta la conclusione di Guerra di bande con gli ultimi due capitoli, usciti originariamente su Adventures of Superman #433 e #434.
Non è semplice riuscire a realizzare storie di gusto urbano con un personaggio come Superman, ma Marv Wolfman e Jerry Ordway riescono nell'intento con efficacia. La storia, iniziata sul numero precedente, racconta del problema delle bande giovanili a Metropolis, in particolare nel quartiere di Suicide Slum. La trama in pratica riprende un filo narrativo già seminato nelle storie precedenti grazie a Jerry, il figlio ribelle del direttore del Daily Planet, Perry White.

sabato 6 novembre 2021

Superman: Ridere a Metropolis

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Se del Superman #9 di John Byrne si ricorda soprattutto Metropolis 900 miglia, storia di appena 8 pagine, un motivo forse deve esserci. La storia prinicipale del numero, Ridere e morire a Metropolis, racconta del primo tentativo del Joker di compiere un crimine a Metropolis. La storia finisce piuttosto velocemente con l'ovvia sconfitta del pagliaccio del crimine, ma la sensazione è che la sfida lanciata dal Joker sia stata fin troppo semplice da concludere. Insomma una storia che da ben poco credito al Joker, trasformandolo in una minaccia da poco (e quasi per traslato fornendo un parere piuttosto basso anche nei confronti di Batman) e che si segnala per una delle poche uscite social-politiche di Byrne, messa in bocca a Maggie Sawyer, a capo dell'unità dei crimini metaumani di Metropolis:
Nove morti, tutta Metropolis minacciata, e tutto per un pezzo di carbone che ha valore solo perché glielo diamo noi.
Metropolis 900 miglia sono, invece, sette pagine incentrate su Lex Luthor e su come passa il tempo a divertirsi girando per i dintorni della città del domani: tentando donne più o meno povere o disperate a passare un mese con lui in cambio di una cospicua somma di denaro, più che sufficiente per sistemarle a vita. In questo caso Byrne si concentra su una cameriera di una stazione di servizio, mettendo in mostra soprattutto un Luthor molto prossimo all'essere un oscuro Grande Fratello che conosce tutto delle sue "vittime" e come un demone qualsiasi cerca di corrompere le persone che incontra: probabilmente la storia che ha inquadrato il nuovo Luthor post-Crisis più di tutte in assoluto.

sabato 9 ottobre 2021

Una crisi per Superman

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Avevamo lasciato, ormai un paio di mesi fa, Superman all'inizio di uno dei team-up (o, in questo caso, mini crossover) più importanti del personaggio nell'era post-Crisis: l'incontro con la Legione dei Supereroi e con Superboy. La storia può in effetti essere definita come crossover visto che si sviluppa su tre albi, Superman e Action Comics di John Byrne e Legion of Super-Heroes di Paul Levitz per i disegni di Greg La Roque e Mike DeCarlo.
Il crossover ha in effetti un obiettivo particolare: correggere la presenza di Superboy nella storia della Legione. Con Byrne, infatti, Superman non è mai diventato Superboy, ma d'altra parte nel post-Crisis la Legion non ha subito alcun reboot, come era anche successo con Hawkman. La discrepanza con la Legion, però, risultava particolarmente fastidiosa, così Byrne e Levitz progettarono una storia che coinvolge uno dei nemici piu' insidiosi del supergruppo del futuro: il signore del tempo Time Trapper.
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sabato 31 luglio 2021

Superman: La via di casa!

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Ho scelto di dare come titolo della recensione del settimo volume della ristampa tascabile del Superman di John Byrne quello di una delle due storie non di Byrne presenti perché in un certo senso un po' tutte le storie sono legate proprio dal concetto del ritorno.
Partiamo proprio da La via di casa!, uscita originariamente su Adventures of Superman #430 e realizzata da Marv Wolfam e Jerry Ordway. I due autori, anche se non lo scrivono esplicitamente, mettono nuovamente sulla strada di Superman il Cerchio. Due membri del gruppo di supercriminali che l'azzurrone deve affrontare, i Fearsome Five, cercano ogni volta di provare a uccidere Superman. E un paio di battute che gli rivolgono possono essere spiegate solo se i due vengono considerati membri del Cerchio.
Lo scontro con i Fearsome Five, però, viene utilizzato da Wolfman per raccontare una piccolo crisi d'identità attraversata dal personaggio, che si mostra molto umano quando mette in dubbio la sua esistenza nel doppio ruolo di Clark Kent/Superman. Come sempre in casi di questo genere a giocare un ruolo fondamentale è la sua famiglia, pà e mà Kent, riuscendo alla fine a conciliare i due aspetti della sua vita complicata.
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martedì 6 luglio 2021

Nello spazio con Superman

Continua la ristampa del Superman di John Byrne, tra avventura e scienza!
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La sesta uscita di DC Best Seller: Superman propone la conclusione della storia iniziata nel numero scorso sul misterioso ritrovamento archeologico, e ben altre due storie realizzate da John Byrne e tratte da Action Comics intervallate da un nuovo capitolo tratto da Adventures of Superman. Prima di affrontare le storie byrniane inizierei proprio da quest'ultima, Vecchi legami di Marv Wolfman e Jerry Ordway.
Lo sceneggiatore di Crisis prosegue con la sottotrama del Cerchio, un misterioso gruppo di esseri mutanti che dopo aver cercato di reclutare Superman nel loro gruppo con le "buone" (un controllo telepatico cui l'azzurrone è riuscito a resistere), ora ha deciso di ucciderlo. L'attacco ideato dal gruppo si va a intrecciare con l'affare personale che Clark Kent sta intrecciando con Cat Grant, giunto a uno stato per cui Clark decide di intervenire nei panni di Superman per aiutare l'affascinante collega. La storia, dunque, approfondisce un altro aspetto del personaggio che non era sfruttato nell'era pre-Crisis come il limite tra Clark Kent e Superman, quella linea sottile dove finisce il primo e inizia il secondo. D'altra parte è lo stesso personaggio a chiederselo nell'ultima vignetta:
Sono Clark Kent o sono Superman? In passato ho evitato di pensarlo, ma ora devo farlo.

sabato 19 giugno 2021

Superman: tra politica e avventura

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Mentre John Byrne si occupava soprattutto di avventura pura (come vedremo a breve), Marv Wolfman e Jerry Ordway sulle pagine di Adventures of Superman realizzavano storie più politicamente impegnate.
Siamo nel 1987. Crisi sulle Terre infinite è ormai alle spalle da un paio d'anni, mentre appena l'anno prima era uscita una delle opere che più di tutte avrebbe cambiato il modo di intendere i supereroi per diversi decenni, Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. L'approccio proposto da Miller andava in una direzione meno ingenua e più calata nei tempi attuali. E proprio in quella direzione si stava muovendo Wolfman, facendo interagire Superman con il terrorismo. Il primo racconto del quinto numero di DC Best Seller: Superman è il prosieguo dell'attacco terroristico a Metropolis. In questo caso, però, è Superman che decide di andare direttamente alla fonte, il Qurac. Ovviamente la cosa non è così semplice e banale come un dittatore che vuole ottenere un qualche vantaggio personale e c'è dell'altro: Wolfman e Ordway, infatti, introducono una sorta di mutanti che vogliono in qualche modo cercare di controllare Superman, a quanto pare anche loro per un qualche distorto desiderio di dominio.

sabato 8 maggio 2021

Il ritorno di Superman Classic

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Come avevo scritto in occasione della recensione di Man of Steel, la miniserie di John Byrne che ha riscritto e riaggiornato le origini di Superman subito dopo la conclusione di Crisi sulle Terre Infinite, Dc Best Seller: Superman di John Byrne incomincia sin dal secondo numero a stampare le serie Superman e Action Comics dello stesso Byrne, cui dal terzo numero si affianca The Adventures of Superman di Marv Wolfman, lo scrittore di Crisis, e di un elegante Jerry Ordway. Quest'ultima serie, in effetti, prosegue la numerazione del Superman pre-Crisis, ed è proprio con l'iconica cover di Ordway che si apre il terzo numero dove, più che Byrne, a farla da padrone è proprio Adventures.
Wolfman, infatti, esordisce subito con una storia in due parti che costringe Superman ad affrontare un problema da sempre temuto negli Stati Uniti, ma che si è mostrato solo nel 2001: gli attacchi terroristici provenienti da paesi islamici. La visione di Wolfman del problema specifico è, però, molto americocentrica, fortemente influenzata dalla presenza, all'epoca, di un leader politico come Gheddafi, ritenuto il foraggiatore di molti dei terroristi degli anni Ottana del XX secolo. D'altra parte lo stesso stato terroristico fantastico del Qurac sembra fortemente ispirato proprio alla Libia e mostra l'atteggiamento acritico statunitense (e più in generale occidentale) relativamente alle proprie responsabilità nella creazione di ambienti fertili proprio per la propaganda terroristica.

lunedì 3 febbraio 2020

Titani contro il male

Il supergruppo dei Teen Titans venne creato nel 1964 da Bob Haney e dall'italiano Bruno Premiani, facendo la sua prima apparizione su The Brave and the Bold #54. Era costituito dai così detti sidecick, le spalle adolescenti degli eroi principali: Robin, Wonder Girl, Kid Flash, Aqualad. E' abbastanza ovvia l'intenzione dell'editore di proporre una serie che si avvicinasse maggiormente alla cultura giovanile rispetto ai serial di eroi come Superman, Batman, Wonder Woman, Flash, e in cui i lettori potessero identificarsi meglio, come accadeva più facilmente con personaggi coevi come Spider-Man.
L'incarnazione più nota del gruppo, però, è quella che iniziò le pubblicazioni nel 1980 su The New Teen Titans #1: la nuova serie, scritta da Marv Wolfman per i disegni di George Perez, era costituita dagli originali Robin (Dick Grayson), Wonder Girl (Donna Troy), Kid Flash (Wally West), che però per età anagrafica iniziavano ad adattarsi molto poco ai loro nomi di battaglia originali, insieme con le nuove aggiunte di Beast Boy (Garfield Logan, che aveva esordito con la Doom Patrol), Starfire (la principessa aliena Koriand'r), Raven (Rachel Roth) e Cyborg (Victor Stone), questi ultimi creati da Wolfman e Perez su DC Comics Presents #26 proprio per diventare parte dei Titans.
Il supergruppo, oggi, non attira particolarmente le mie attenzioni come lettore, ma come spettatore, visto che è il protagonista di una serie dedicata, giunta alla sua seconda stagione e trasmessa su Netflix.