Stomachion

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sabato 22 novembre 2025

Batman: Un posto solitario dove morire

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Come abbiamo visto in Anno 3, dopo alcuni numeri transitori, subito dopo la conclusione di Una morte in famiglia la testata Batman venne affidata a Marv Wolfman. Lo sceneggiatore di Crisis inizò il percorso di elaborazione e superamento del lutto della morte di Jason Todd che gli sceneggiatori precedenti avevano in qualche modo ignorato costruendo una storia che sì mostrava un Batman particolarmente violento, ma che per contro scavava nel passato di Batman e Robin, quello originale, fornendo un mix di azione, investigazione e approfondimento psicologico di rara efficacia, anche per i fumetti moderni.
Il percorso di recupero di Batman, però, non poteva dirsi concluso, proseguendo con A lonely place of Dying, storia in cinque parti che, in effetti, era un vero e proprio crossover con The New Teen Titans, serie che lo stesso Wolfman scriveva con la collaborazione ai soggetti di George Perez, per l'occasione coautore anche dei capitoli pubblicati su Batman.

venerdì 13 marzo 2020

Terrore sacro

Gli elsewords DC Comics non sono state semplicemente storie fuori continuity, ma nuove interpretazioni delle versioni classiche dei supereroi. Infatti, mentre i What if...? della Marvel Comics sono variazioni su eventi della storia interna dei supereroi, gli elsewords, a parte alcune rare eccezioni, sono animati dal desiderio di calare gli eroi in un contesto storico differente rispetto all'usuale attualità. Non è un caso, ad esempio, che molti elsewords sono ambientati nel futuro.
L'esempio di elsewords che voglio proporvi oggi è uno dei primi, se non il primo che ho letto, Terrore sacro. La storia, scritta da Alan Brennert e Alan Grant, si pone una domanda molto semplice: "cosa sarebbe successo a un eroe come Batman se il Commonwealth di Olivero Cromwell fosse riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri?" La storia, disegnata da Norman Breyfogle, dal tratto leggero ma preciso, vede Bruce Wayne nel ruolo di inquisitore dello stato. E ovviamente le sue "vittime" sono l'equivalente dei metaumani: persone che hanno sviluppato dei superpoteri e per questo considerati eretici. Per una società del genere, di fatto uno stato religioso cattolico, i supereroi sono come sono non per incidenti o mutazioni genetiche, ma perché hanno stretto un patto con il diavolo.
D'altra parte da un autore come Grant, creatore del personaggio di Anarchy, sempre all'interno della Batman-family, non ci si poteva aspettare nulla di diverso. La storia, dunque, si regge su una abbastanza esplicita critica al bigottismo e al fondamentalismo religiosi, che arriva a giustificare persino la tortura. E rappresentante di questa visione diventa proprio Bruce Wayne, che, scoperte queste torture, non riuscendo a conciliarle con i suoi valori cattolici, decide di diventare Batman per difendere i torturati.
Un gioiellino che varrebbe la pena recuperare.