
Tra i creatori viventi di paura cosmica, assurti agli apici più artistici, pochi, o forse nessuno, possono sperare di eguagliare il versatile Arthur Machen, autoire di qualche dozzina di racconti, lunghi e brevi, in cui gli elementi dell'orrore nascosto e della paura latente raggiungono una corposità e una acutezza realistica quasi incomparabili.Le opere di Arthur Machen, quindi, potrebbero tranquillamente rientrare dentro La biblioteca di lovecraft, in particolare Il terrore, The terror, romanzo del 1917 scritto e ambientato nel corso della prima guerra mondiale.
Costruito come un'inchiesta giornalistica, Il terrore racconta di una serie di misteriosi omicidi che avvengono su tutto il territorio britannico e che, per un qualche inspiegabile motivo, non vengono associati uno all'altro. Lo fa l'anonimo narratore, utilizzando come fonte primaria le vicende di cui è stato protagonista il dottor Lewis.
Quale sia la natura utlima di questo terrore, ad ogni buon conto, diventa abbastanza semplice da intuire ben prima che l'autore proponi una qualche tesi risolutiva. Anticipando un filone horror-fantascientifico che avrebbe avuto un discreto successo al cinema, Machen di fatto mette in scena una sottile e in qualche modo silenziosa rivolta della natura contro gli esseri umani. Lo scrittore la associa alla guerra mondiale in corso e non, come faranno poi a partire dagli anni Settanta e Ottanta, allo sfruttamento delle risorse e all'inquinamento.
Questo, però, non è l'unico tema del romanzo e, anzi, emerge forse con più forza quello legato alla comunicazione e alla diffusione delle notizie. In questo senso risulta incredibilmente moderno, con le voci che si susseguono e si diffondono a macchia d'olio senza alcuna possibilità di verifica, un po' come succede nei social di oggi (solo che oggi gli strumenti per verificarle li abbiamo...).
Lettura agile e veloce, in molti passaggi persino intrigante e appassionante, Il terrore ha anche un piglio quasi scientifico nell'affrontare il mistero che si dipana tra le sue pagine, ottenendo un risultato che in alcuni passaggi mi ha ricordato grandi classici della fantascienza cinematografica come Il paese dei dannati, per dirne uno, o Gli uccelli di Hitchcock, per dirne un altro (che peraltro sembra sia stato indirettamente influenzato proprio dal romanzo di Machen).
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