
Questa, in effetti, è una replica della statua in marmo che Canova stesso aveva scolpito tra il 1803 e il 1806 su commissione dello stesso Bonaparte. L'artista aveva deciso di ritrarre il condottiero corso nelle vesti di Marte Pacificatore: un simbolo che reca in se un vero e proprio ossimoro.
Nel frattempo, il 26 maggio del 1805, Napoleone veniva incoronato re d'Italia presso il Duomo di Milano. Per celebrare tale evento il figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, cui era stato assegnato il ruolo di viceré d'Italia, diede incarico a Charles-Jean-Marie Alquier, ambasciatore di Francia a Roma, di commissionare a Canova una replica in bronzo della statua in marmo conclusa nel 1806.
E Canova, ancora una volta, accettò la commissione.
Una volta conclusa, la statua ebbe una vita piuttosto travagliata, che si intrecciò anche con le alterne fortune di Bonaparte e della Francia, fino a che non giunse a Milano Napoleone III. In quell'occasione la statua venne finalmente posta al centro del cortile di Palazzo Brera, posta sopra un piedistallo progettato da Luigi Bisi: era l'8 novembre del 1864.
Dopo una guerra mondiale, la seconda, durante la quale Palazzo Brera fu pesantemente colpito dai bombardamenti, due restauri e una serie di eventi come settimane della moda e del design, il Napoleone Bonaparte come Marte Pacificatore è ancora lì, nel cortile di Palazzo Brera, a svettare vittorioso, anche in questi giorni in cui è circondato da una serie di lavori sulla pavimentazione del cortile stesso, come sempre circondato da turisti e curiosi.
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