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giovedì 20 agosto 2026

Tutta mia la città: Qui un tempo era tutta campagna

Proseguo la serie iniziata con "Sopra i tetti di Brera".
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La tipica frase che si dice più per la nostalgia dei tempi andati che per un vero intento letterale, in effetti è vera un po' per tutti i luoghi della Terra, se consideriamo la storia pre-umana, ma ha un particolare valore per il quartiere di Brera e soprattutto per la zona intorno al Palazzo Brera.
Il termine brera, infatti, deriva dal longobardo braida e venne utilizzato nel medioevo per indicare un "campo o un terreno in prossimità dell'abitato" o una "terra chiusa". In particolare come terreno fu acquistato nel 1198 da alcuni frati dell'ordine degli umiliati (che peraltro venne ufficialmente riconosciuto solo alcuni anni più tardi, nel 1201), per costruirvi un monastero, nonché il luogo dove gestire i loro affari (principalmente la lavorazione della lana).
Quando Pio V abolì l'ordine nel 1571, l'intera struttura venne assegnata ai gesuiti con il compito di realizzare al suo interno un'istituzione dedicata all'istruzione.
L'intero edificio venne ricostruito: i lavori iniziarono nel 1591, ma ci vollero ben più di mezzo secolo per portarli a termine. La prima istituzione scientifica a essere presente nel palazzo fu un osservatorio astronomico, attivo sin dal 1760, mentre la prima specola astronomica venne realizzata tra il 1764 e il 1765 grazie a Ruggero Boscovich, che può quindi essere considerato come il fondatore dell'Osservatorio Astronomico di Brera.
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All'interno di Palazzo Brera, però, sono presenti anche altre istituzioni, come la Biblioteca Braidense, che contiene diversi volumi storici; l'Orto BOtanico, con una "collezione" di piante e fiori che regala spettacolo un po' tutto l'anno (ma soprattutto in primavera!); l'Accademia di belle arti, che ogni anno richiama studenti da tutto il mondo; la Pinacoteca, che aveva iniziato come costola dell'Accademia, per poi gradualmente staccarsi e diventare un'istituzione indipendente, ogni anno visitata da migliaia di turisti grazie alla sua ricca collezione di quadri e opere d'arte.
In questo periodo Palazzo Brera, nonostante la chiusura dell'anno accademico, è comunque visitato dai turisti, in particolare il suo cortile napoleonico (anche in questo caso ne scriverò in altra occasione).
Se al mattino, infatti, i corridoi del palazzo sono pressocché vuoti, nel corso della giornata si vedono entrare e uscire e vagare tra questi corridoi turisti, alcuni con sguardo un po' perso (probabilmente cercano l'ingresso della Pinacoteca, che si perdono puntualmente nonostante sia l'istituzione più accessibile all'interno del palazzo!).
La cosa più incredibile è che, rispetto al mattino, vicino alla chiusura i corridoi sono percorsi da un numero maggiore di persone: e infatti la custode (o portinaia) va in giro a, letteralmente, raccattarli, il tutto in perfetto inglese!
E comunque, ancora in queste settimane di Milano completamente vuota, le stradine di Brera sono fin troppo affollate, tanto che alcune sere è stato complicato raggiungere la fermata del tram!

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