Stomachion

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lunedì 2 novembre 2026

Topolino #3701: Ritorno a Terravento

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Dopo la stagione d'esordio, iniziata sul #3620 e chiusa sul #3624, torna Terravento di Alex Bertani e Luca Barbieri per i disegni di Mario Ferracina.
La storia riprende dove si era conclusa la prima stagione: con l'arrivo dell'arca dei saggi. Questa, in effetti, è una nave volante gestita da alcuni robot o androidi rappresentati da Ferracina con un design che ricorda l'Atomic Robo di Brian Clevinger e Scott Wegener.
Sono questi androidi che introducono la missione di questa stagione: recuperare i semi di alcune piante che sono cresciute spontaneamente sulla cima di una montagna spazzata da venti particolarmente violenti, proseguendo, così, col tema della ricostituzione dell'ambiente naturale precedente presente già nella prima stagione.
Questo primo episodio introduce, però, una serie di elementi interessanti sia relativamente alle informazioni su questo mondo particolare, sia sulle dinamiche tra i vari personaggi.

domenica 1 novembre 2026

Thriller Collection: Il club degli spettri

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Non ho mai scritto degli altri volumi della Thriller collection, ma per questo faccio un'eccezione. Innanzitutto perché all'inizio l'avevo preso in considerazione come "interludio" per la serie Halloween contdown, cosa che poi non ho fatto. E poi perché la data di uscita mi aveva lasciato sin da subito un po' perplesso, soprattutto se consideriamo che il numero successivo, il #13, sarebbe effettivamente uscito a settembre, quindi molto più vicino a Halloween.
In ogni caso il volume, che nei redazionali ci viene ricordato essere stato fortemente voluto dallo stesso Casty, presenta quattro storie da brividi del fumettista friulano: Il club degli spettri che da il titolo alla raccolta, pubblicato su Topolino #2955 e disegnato da Enrico Faccini; Il sorprendente 3000, pubblicato proprio sul #3000; Il rampiro di transvitania, sempre disegnata da Faccini e pubblicata sul #3127; e infine Qualcosa nel buio pubblicata sul #3146.
In particolare è su quest'ultima storia che vorrei scrivere un paio di righe.

sabato 31 ottobre 2026

DC K.O. #4: A un passo dalla vittoria

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Succede anche con storie meno complesse: quando si sente l'odore della fine, arriva un salto di qualità che le fa girare meglio. E questo succede anche con la miniserie portante del crossover DC, che però in questa edizione italiana vede una interssante novità: l'albo si apre con il quarto e ultimo numero di Knightfight di Joshua Williamson e Dan Mora.
La coppia di autori mette Bruce Wayne a confronto con l'ultima versione di Gotham, quella dove Damian è Batman. E ci troviamo di fronte a una specie di utopia, se consideriamo la Gotham cui siamo abituati, una città dove lo stesso Bruce non fa fatica ad abituarsi a vivere. Le esperienze di Bruce prima del confronto finale con Damian, per quanto virtuali, diventano dei ricordi preziosi per Bruce, tasselli fondamentali che gli consentono di comprendere appieno il senso della sfida che gli ha posto il Cuore di Apokolips, che alla fine lo riammette al torneo per eleggere il King Omega.

venerdì 30 ottobre 2026

Le storie dell'orrore di Mimi

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Si scriveva di come La senpai immortale avesse un debito di ispirazione all'opera di Junji Ito. Ebbene: nell'omnia delle opere di Ito che J-Pop sta realizzando è presente un volume dalle premesse analoghe. Le storie dell'orrore di Mini, infatti, vede la presenza di una giovane protagonista che, da sola o in compagnia del fidanzato, vive alcune vicende assurde e surreali, confrontandosi con creature misteriose e inquietanti.

domenica 25 ottobre 2026

Topolino #3700: festeggiare con Dino Buzzati

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con l'aggiunta dei link, la sistemazione degli errori di battitura e l'approfondimento di alcuni concetti.
A fronte di una delle copertine celebrative di un numero del centenario tra le più brutte (non tanto per il disegno in sé di Andrea Freccero, ma proprio per la scelta), il numero presenta un sommario tutto sommato ben fatto e ricco di storie valide.
Il #3701 si apre con La goccia, storia ispirata all'omonimo racconto di Dino Buzzati che conclude una trilogia di parodie buzzantiane inziata con il #3677, proseguita col #3697 e degnamente conclusa su questo numero.

sabato 24 ottobre 2026

PKNA: Tutta un'altra storia

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Lo so che l'abbreviazione corretta per questa serie di prequel che celebrano il trentennale di Paperinik New Adventures dovrebbe più correttamente essere PKEDA, ma di fatto essendo prequel di quella mitica serie, concedetemi di fare un riferimento esplicito a essa.
Con Tutta un'altra storia arriviamo al prequel -2, che dunque, come intuibile conoscendo i numeri negativi, è la storia che cronologicamente precede Meno uno all'alba. E rispetto a questa è veramente tutta un'altra storia!

martedì 20 ottobre 2026

Topolino #3699: I primi settanta anni di Edi

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Edi, l'aiutante di Archimede Pitagorico, faceva il suo esordio sulle pagine di The cat box di Carl Barks pubblicata nel luglio del 1956 sulle pagine di Uncle Scrooge #15. Questa storia, però, giunse in Italia solo nel 1980, sul 17.mo volume della Complete Carl Barks, raccolta di tutte le storie barksiane curata dal The Duckie Comics Club, un editore "amatoriale" di appassionati disneyani. La prima storia barksiana con Edi, invece, venne pubblicata nel 1957 sulle pagine di Topolino #168. Era Gyro's imagination invention, originariamente pubblicata nell'aprile di quello stesso anno su Walt Disney's Comics and Stories #199 e giunta in Italia come Paperino e la macchina di fantasia.
Il fatto che la storia d'esordio non venne pubblicata fino agli anni Ottanta (la prima pubblicazione su una rivista disneyana "ufficiale" è Zio Paperone #6 dell'aprile del 1988) è probabilmente legato al semplice fatto che Barks non scrisse mai una storia delle origini del personaggio. D'altra parte l'Uomo dei paperi non diede nemmeno un nome all'aiutante di Archimede e fu invece Guido Martina a ribattezzarlo Edi, che possiamo considerare un diminutivo del cognome di Thomas Alva Edison, a quel tempo ancora considerato l'inventore della lampadina (la storia è un po' più complessa di così, in effetti, e l'ho in parte raccontata nell'articolo che dedicati a Ferdinando Brusotti).

giovedì 15 ottobre 2026

L'uomo che morì due volte

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Dopo il folgorante esordio del primo romanzo della serie che ha anche portato a un film su Netflix, Il club dei delitti del giovedì ritorna con un altro interessante romanzo (lo so che nel frattempo ne sono usciti altri, ma non leggo mica solo questa serie!).
Ritroviamo, dunque, tutti i protagonisti del primo romanzo, Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim, e visto che nel frattempo ho anche visto il film, li ho immaginati con i volti degli attori. La storia, in questo caso, si concentra su Elizabeth e sul suo passato da spia, in particolare sul ritorno del suo ex e sull'intricata vicenda che lo lega a un boss mafioso locale. La storia, se possibile, si complica ancora di più rispetto al romanzo d'esordio, ma non perde di verve e divertimento. Da un lato ognuno dei personaggi, inclusi Chris e Donna, vengono ulteriormente approfonditi, mentre il buon Bogdan continua a restare persona affidabile, ma con ancora molti aspetti da chiarire.
La storia più interessante, però, è quella sviluppata intorno a Ibrahim, vittima di un furto che lo manda in ospedale e lo spinge a ripensare il suo posto nel mondo, autoconfinandosi in casa. C'è qualcosa di ironico in questa storia, ma in senso amaro e non divertente: Ibrahim, di fatto il personaggio di origini straniere del gruppo, viene rapinato e mandato in ospedale da un giovane britannico bianco. Voi potete leggerci quel che volete, ma se mettiamo questo episodio in fila con i criminali britannici presenti nel romanzo, direi che la critica a una certa narrazione che si sta facendo largo in Europa da alcuni anni a questa parte è più che evidente.

martedì 13 ottobre 2026

Topolino #3698: Un nuovo caso per Pippo Holmes

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In effetti Il segno dei quattro, il romanzo di cui Il disegno dei quattro è parodia, è il secondo della serie e, anche nella cronologia interna e non solo in quella di pubblicazione precede Il problema finale. Sono, però, queste variazioni più che perdonabili al buon Bruno Enna che per il resto, affiancato questa volta da Giuseppe Facciotto, resta, come sempre, molto fedele alla materia originaria, pur con i necessari adattamenti alle atmosfere topolinesche.
Tutto inizia con Minni Mostard, che riprende Mary Morstan che nel canone holmsiano è, o diventerà, la moglie di Watson. E ben sapendo ciò, Enna gioca sin da subito con questo destino già scritto, costruendo sin dalle prime pagine il rapporto tra Mostard e Topson, che, come nel romanzo originale, oscilla tra i formalismi del tempo e l'affiatamento crescente tra i due personaggi.

venerdì 9 ottobre 2026

L'ora del caffè

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Quando ero alle scuole superiori, mio padre aveva pagato un piccolo editore per far uscire una raccolta di mie poesie. Uno dei professori dell'istituto di medie inferiori che si trovava di fronte al bar dei miei genitori, un giorno, mi fornì uno spunto che, però, non portai mai a compimento: scrivere delle poesie su persone che prendono il caffè. Era, dunque, inevitabile non pensare a questo episodio mentre guardavo curioso il tankobon de L'ora del caffè di Tetsuya Toyoda.
La raccolta di 17 racconti ruota intorno proprio al momento in cui i protagonisti di ciascun racconto si apprestano a gustare un buon caffè, non necessariamente in un locale. Certo, ci sono anche coloro che si trovano in un bar, ma per lo più le situazioni sono piuttosto disparate, e c'è persino chi il caffè alla fine non riesce nemmeno a berlo!
Storie drammatiche, leggere, delicate, surreali (un paio quasi lansdaliane), ironiche per lo più, raccontano a modo loro le persone comuni e non e si concludono con un racconto che, facendo attenzione, vede tutti (o quasi) i protagonisti dei racconti riuniti nello stesso locale.
In definitiva, leggere il manga di Toyoda è anche una buona occasione per sorseggiare un buon caffè (o, nel mio caso, un tè caldo, visto che il caffè non mi piace molto...)!

giovedì 8 ottobre 2026

Il paradosso verde

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L'idea dietro l'agile libricino di Roberto Della Seta, che tra le altre cose è stato anche presidente di Legambiente, è almeno duplice: da un lato smontare alcune delle bufale intorno all'ecologismo e all'ambientalismo, e dall'altro "compattare le fila", mostrando gli errori strategici e soprattutto comunicativi degli ultimi anni in materia di crisi climatica, aumento globale delle temperature e transizione ecologica.
Strutturato in due parti, nella prima esamina cinque "leggende" come per esempio la questione sul cambiamento del clima senza precedenti o su posizioni decisamente esagerate, ma ancora sostenute da una parte dei movimenti ambientalisti sul pianetà che morirà. La seconda parte, invece, appare nelle premesse più politica e d'azione, ma a ben vedere queste due anime del libro si incontrano e si mescolano in maniera armonica, mostrando come l'azione politica non può prescindere dalle conoscenze scientifiche e viceversa.

domenica 4 ottobre 2026

Topolino #3697: Niente di particolare da segnalare

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e di alcuni errori di battitura.
Stavo uscendo dalla doccia e riflettevo sul fatto che stavo facendo fatica a ricordare le storie dell'ultimo numero di Topolino.
La prima che mi è venuta in mente è stata quella di Michele Medda e Giorgio Cavazzano, La blusa stregata, parodia del quasi omonimo racconto di Dino Buzzati. La storia è tutto somato carina, e se la memoria non mi inganna nemmeno la prima con premesse simili, ma la prima che rende omaggio esplicito al racconto originale. Niente di speciale, alla fine, se non per stimolare l'interesse del lettore verso un grande della letteratura italiana. Aggiungo solo che ormai il tratto di Cavazzano è sempre meno efficace.

sabato 3 ottobre 2026

Conan: Il flagello del serpente

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Il Conan di Robert Erwin Howard è uno dei miei personaggi preferiti e nemmeno la scoperta di Elric ha scalfito questa sua posizione. Elric è fuori di dubbio un personaggio più raffinato e profondo, ma anche Conan, nella sua semplicità, ha un profondo elemento in comune con Elric: la critica alla civiltà umana.
Leggendo le opere di Howard così come quelle di Michael Moorcock non ci si può non chiedere quale sia, in ultima analisi, ciò che rende "civile" un essere umano. Tradimenti, soprusi, sfruttamento, sono tutti elementi che caratterizzano quella vita "civile" con cui sia Conan sia Elric si confrontano spesso e volentieri nel corso delle loro avventure. E nonostante Elric sia esso stesso schiavo della sua natura, in particolare delle sue dipendenze da un lato e della sua insaziabile curiosità dall'altro, anche quest'ultimo, come Conan, è portatore di quel desiderio di libertà che il singolo cerca di raggiungere, nonostane socialmente tendiamo normalmente a reprimerlo. E non certo per rispetto nei confronti dei nostri vicini.
Catturare questo elemento del Conan di Howard in opere originali è piuttosto complesso. Mentre in fumetti che riprendono le storie originali è tutto sommato piuttosto semplice, anche se il rischio di tradire la lezione originale è sempre dietro l'angolo, in storie nuove è, secondo me, quasi impossibile riuscire a raccontare questo aspetto del personaggio in maniera realmente consapevole. Non c'è riuscito completamente Joe Lansdale e, nonostante il comunque ottimo e convincente risultato finale de Il flagello del serpente, nemmeno Jim Zub.

martedì 29 settembre 2026

La gatta ha un cappio al collo

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Torna il giallo dell'estate di Dolores Hitchens. Sellerio pubblica il quarto dei suoi dodici misteri della gatta (che vorrei che l'editore siciliano pubblicasse a un ritmo più serrato), che al di là di un titolo forse un tantinello esagerato, presenta i soliti elementi interessanti, ma anche qualche elemento un po' più deludente. Dalle "anticipazioni" presenti nelle prime pagine, in effetti, ci si sarebbe aspettati un'atmosfera più opprimente e, soprattutto, un assassino all'altezza de La gatta ci ha messo lo zampino, ma alla fine molte descrizioni di tensione sono sfumate nel giro di poche battute, facendo scemare velocemente situazioni potenzialmente interessanti. Anche il ruolo di Samantha, la gatta di Miss Rachel, è piuttosto marginale, nonostante il cappio al collo che si ritrova a un ceto punto. E persino la sorella di Rachel, Miss Jennifer, promette di essere per una volta protagonista del romanzo, per poi sparire in fretta dopo poche pagine. Se poi ci aggiungiamo che il personaggio più interessante non è il colpevole dei due omicidi raccontati nel romanzo, abbiamo completato il quadro di un libro che sicuramente non è scritto male e che riesce a tenere incollati alle pagine, ma che in qualche modo lascia la sensazione di avere un grosso potenziale inespresso.

lunedì 28 settembre 2026

Topolino #3696: Nel segno di Sherlock Holmes

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e l'aggiunta dei link.
Credo che in pochi, e soprattutto holmesiani, abbiano notato il riferimento ai sistemi di indagine del famoso detective ideato da Arthur Conan Doyle presenti nelle pagine iniziali de La vendetta di Frida, storia d'apertura in due tempi di Bruno Enna e Alessandro Perina.
D'altra parte Enna ha ripassato e non poco il canone holmesiano che sta omaggiando con le parodie di Pippo Holmes e dunque non stupisce trovare dei riferimenti anche in una storia di Paperinik, pur con gli opportuni aggiornamenti tecnologici archimedei. La sfida in questo caso più che complicata risulta subdola, visto che Frida, pur non ricordando nulla, è intenzionata a vendicarsi del vendicatore mascherato e utilizzando anch'essa una collaboratrice esterna si mette sulle tracce dell'eroe tramite il suo punto debole: Paperino.
In un certo senso Enna in questo caso gioca proprio con uno degli elementi più delicati della "letteratura" supereroistica: la sua identità segreta e i legami che ha con quella mascherata, a volte nascosti sotto strati di "polvere", altre resi ingenuamente manifesti come nel caso di Paperino con Paperinik.
Interessante, e anche inedito, il ruolo giocato da Archimede nella vicenda. Forse il suo coinvolgimento risulta il punto debole della storia, avvenuto in maniera eccessivamente frettolosa, ma nel complesso funziona molto bene.

sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

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Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.

martedì 22 settembre 2026

Attraverso la notte

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William Sloane è stato uno scrittore americano dalla produzione relativamente ridotta noto soprattutto per To Walk the Night, romanzo del 1937 che si fatica un po' a classificare in un genere particolare. Generalmente considerato un romanzo di fantascienza con elementi horror, in realtà per impianto e struttura è essenzialmente un investigativo con elementi gotici di sottofondo e degli assaggi di fantascienza che esplodono nel finale.
La storia narra di due amici che si ritrovano, una notte, nell'osservatorio astronomico della loro ex-università. Qui assistono impotenti alla morte del loro vecchio professore di astronomia. In particolare uno dei due era stato assistente del professor LeNormand, personaggio particolare che aveva proposto, in vita, un'interpretazione della relatività piuttosto radicale rispetto a quella di Albert Einstein. Dopo questa morte, su cui la polizia inizia a indagare come se fosse un omicidio, ecco arrivare in scena, a sorpresa per i due giovani, la moglie di LeNormand, una ragazza enigmatica dallo sguardo a volte intenso a volte distratto, intorno alla quale sembrano svilupparsi vicende inquietanti e misteriose.

lunedì 21 settembre 2026

Topolino #3695: Chiusura in nero

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Come scrive Alex Bertani nel suo editoriale con La notte bianca dell'uomo in nero si chiude il ciclo del Macchia Nera di Marco Nucci e Casty. Come ricordato sempre nell'editoriale, l'idea di questo ciclo di storie nasce per riportare le atmosfere del Macchia Nera delle origini nelle storie di Topolino e riconsegnargli quelle caratteristiche e
(...) quello spessore narrativo che ne caratterizzarono le origini e, parere personale, si persero in parte nel corso degli anni.
Se da un lato l'interpretazione di Nucci e Casty riprende quel personaggio inquietante, dall'altro ne porta quella visione alle estreme conseguenze con un personaggio fortemente hitchcockiano, ben più della versione originale.

sabato 19 settembre 2026

Paperinik #117: L'eroe di Criminopoli

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Prosegue il Paperinik di produzione Disney (la Disney internazionale per tutti i licenziatari) realizzato da Luca Barbieri e Giulia Lomurno. Ne L'eroe di Criminopoli, l'eroe mascherato di Paperopoli viene rapito dal sindaco di Criminopoli per ripulire la città dai crimini. Paperinik, all'inizio un po' recalcitrante, finisce per "addestrare" in maniera non proprio convenzionale gli eroi, un po' titubanti e maldestri della città.
Di fatto siamo di fronte a una storia di stampo squisitamente supereroistico dove Barbieri mette in fila diverse variazioni sui supereroi più noti nel panorama mainstream statunitense, mentre il sindaco di Criminopoli sembra una variazione su Inquinator, avversario di Paperinik in una manciata di storie.

martedì 15 settembre 2026

Il terrore

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Scriveva Howard Phillips Lovecraft nel saggio L'orrore soprannaturale nella letteratura:
Tra i creatori viventi di paura cosmica, assurti agli apici più artistici, pochi, o forse nessuno, possono sperare di eguagliare il versatile Arthur Machen, autoire di qualche dozzina di racconti, lunghi e brevi, in cui gli elementi dell'orrore nascosto e della paura latente raggiungono una corposità e una acutezza realistica quasi incomparabili.
Le opere di Arthur Machen, quindi, potrebbero tranquillamente rientrare dentro La biblioteca di lovecraft, in particolare Il terrore, The terror, romanzo del 1917 scritto e ambientato nel corso della prima guerra mondiale.
Costruito come un'inchiesta giornalistica, Il terrore racconta di una serie di misteriosi omicidi che avvengono su tutto il territorio britannico e che, per un qualche inspiegabile motivo, non vengono associati uno all'altro. Lo fa l'anonimo narratore, utilizzando come fonte primaria le vicende di cui è stato protagonista il dottor Lewis.