D'altra parte Enna ha ripassato e non poco il canone holmesiano che sta omaggiando con le parodie di Pippo Holmes e dunque non stupisce trovare dei riferimenti anche in una storia di Paperinik, pur con gli opportuni aggiornamenti tecnologici archimedei. La sfida in questo caso più che complicata risulta subdola, visto che Frida, pur non ricordando nulla, è intenzionata a vendicarsi del Venne ndicatore mascherato e utilizzando anch'essa una collaboratrice esterna si mette sulle tracce dell'eroe tramite il suo punto debole: Paperino.
In un certo senso Enna iquesto caso gioca proprio con uno degli elementi più delicati della "letteratura" supereroistica: la sua identità segreta e i legami che ha con quella mascherata, a volte nascosti sotto strati di "polvere", altre resi ingenuamente manifesti come nel caso di Paperino con Paperinik.
Interessante, e anche inedito, il ruolo giocato da Archimede nella vicenda. Forse il suo coinvolgimento risulta il punto debole della storia, avvenuto in maniera eccessivamente frettolosa, ma nel complesso funziona molto bene.
Più avanti troviamo una nuova storia di De Paperis rhetorica, La torta scomparsa, dove Giovanni Eccher, questa volta affiancato da Roberto Vian, ci porta nei misteri del processo romano e di come la retorica possa aiutare anche a risolvere un giallo!
Il numero si chiude con il terzo e conclusivo episodio de L'isola delle folgori. La storia scritta da Francesco Artibani e disegnata dal sempre ottimo Alessandro Pastrovicchio si conclude con un episodio ricco d'azione che scorre veloce fino alla sua conclusione, ma che non fuga le perplessità di cui ho scritto nelle settimane scorse. Anzi a queste perplessità saggiunge la proliferazione di dimensioni che la storia propone e l'uso un po' allegro del gravitone, che sì è una particella ipotetica e non ancora scoperta (e forse nemmeno esistente) ma per assurdo avrei apprezzato questo aspetto della storia con meno scienza, visto che la sua presenza non mi ha convinto completamente.
La sensazione che Artibani mi ha trasmesso è che visto che il gravitone è ipotetico, possiamo fargli fare quello che vogliamo, mantenendo l'unica caratteristica che serve: far levitare un'intera isola!
In ogni caso quando in una storia noti la scienza, forse la storia, per riprendere in qualche modo quanto scritto da Marco Castellani su EduINAF, ha fallito in uno dei suoi compiti più importanti: emozionare. Forse per questo Il fattore Gamma e il suo seguito sono, per me, storie di un livello superiore nonostante siano scritte da un autore quasi esordiente, almeno come sceneggiatore.
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