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lunedì 16 settembre 2019

Cos'è l'astronomia?

L'astronomia è la scienza che si occupa dell'osservazione e della spiegazione degli eventi celesti. Studia le origini e l'evoluzione, le proprietà fisiche, chimiche e temporali degli oggetti che formano l'universo e che possono essere osservati sulla sfera celeste.
La prima volta che a scuola, alle elementari, ho sentito la parola spazio è stata quando la maestra ci aveva chiesto "cos'è lo spazio?" Guardai fuori dalla finestra, era un giorno grigio di fine autunno se non ricordo male, e poi mi accorsi che ero l'unico ad aver pensato allo spazio inteso come l'immensità dell'universo e delle stelle che lo compongono. Il resto dei miei compagni aveva un concetto di spazio molto più terrestre di me e questo, alla fine, mi fece restare zitto, vergognandomi di non avere un'idea simile alla loro, e questo perché era, in quel momento, la risposta corretta alla domanda della maestra.
Ecco: alla fine l'astronomia è quel senso di libertà insito nell'universo, quelle luci e quella possibilità di mondi che ci apre, quell'essere diversi e al tempo stesso uguali, perché non c'è una stella esattamente identica a un'altra, ma al tempo stesso non c'è una stella realmente speciale, se non quella intorno alla quale orbitiamo in ogni momento della giornata.
E per voi, che cos'è l'astronomia? Se volete rispondete su instagram all'account dell'Osservatorio Astronomico di Brera, oppure qui sotto nei commenti: poi girerò. E alla fine tutti avremo contribuito almeno un po' a rendere il sogno un po' più vicino!

domenica 15 settembre 2019

Topolino #3328: Giocare in musica

La copertina di questa settimana di Giorgio Cavazzano fa riferimento a Il padrone del buio, storia d'apertura di Francesco Artibani e Stefano Intini nella serie di Topolino Comics&Science. Il resto del numero, come vedremo a breve, porta avanti le due serie Tre paperi in gioco e Young Donald Duck.
Spirito di squadra
Anche questa settimana doppio episodio per Tre paperi in gioco. Continua lo sviluppo parallelo delle vicende autonome dei tre nipotini, sebbene la vicenda appaia decisamente sbilanciata. L'eposiodio calcistico, infatti, Grandi speranze, disegnato anche questa settimana da Alessandro Perina, si concentra su Qui e la squadra allenata da Paperoga, mentre con Note dolenti, disegnato da Marco Mazzarello, proseguono le avventure dei Rintronati, la band di Qua, che così ha dedicato un secondo episodio da solo.
Questo sbilanciamento, però, non produce alcun effetto sulla qualità della storia scritta da Bruno Enna, che, prendendo nel suo complesso i due episodi, si concentra su un concetto fondamentale nello sport così come nella musica: la costruzione dello spirito di squadra.
I ragazzi della squadra di Paperino, infatti, si dimostrano compatti nel difendere Paperoga, nonostante i suoi metodi di allenamento... originali, che anzi hanno avuto il merito di costruire efficacemente proprio questo spirito. La band di Qua, d'altra parte, attraversa un momento di crisi a causa di Duke, che il nipotino ha voluto come manager della band. Alla fine è un gesto di amicizia reale a rendere la band ancora più unita, incluso lo stesso bulletto.
Ora l'attesa va al gran finale della settimana prossima, e la speranza è che la conclusione sia in qualche modo aperta, non nel senso che le trame non vengano concluse, ma che sia data la possibilità non solo a Enna ma anche ad altri autori di proseguire con la strada delle caratterizzazioni distinte dei tre gemelli.

venerdì 13 settembre 2019

Il filo della scienza 2019/2020

Anche quest'anno troverete mie attività all'interno delle proposte scolastiche dell'Osservatorio Astronomico di Brera, sede milanese dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (pdf programma completo). Ci sarà il bis de La fisica dei supereroi e una nuova proposta nell'alternanza scuola/lavoro legata sempre alla gamification, che non sarà ristretta al solo Kerbal Space Program:

giovedì 12 settembre 2019

Somiglianze

Imperatore Cesare Vespasiano Augusto, detentore del potere tribunizio, console per la terza volta, pontefice massimo, Era imperatore da meno di un anno, e quelle parole gli facevano ancora fremere il cuore. Osservò l'immagine al centro ed emise un grugnito. Mostrava un uomo robusto, affetto da calvizie, con il mento sporgente e il naso adunco, rughe profonde attorno agli occhi e alla bocca, e solchi sulla fronte. (...) Vespasiano era duro, risoluto, retto, un uomo con i piedi per terra. Un romano vecchio stile.
La descrizione di Vespasiano presente in questo passo tratto da Il sigillo maledetto dei templari di David Gibbins nella traduzione di Valeria Leotta mi ha fatto quasi immediatamente pensare a Benito Mussolini. E la strage sanguinaria e scientifica avvenuta successivamente nell'arena su ordine dello stesso Vespasiano ha reso questa similitudine ancora più forte, visto che i giustiziati erano ebrei.

mercoledì 11 settembre 2019

Solo questione di tempo

Non è facile immaginare che un giorno la natura possa ingoiare qualcosa di solido e colossale come una moderna metropoli. La pura e semplice titanica presenza di una New York City resiste a qualunque sforzo di visualizzarne la dissoluzione. Gli eventi del settembre 2001 hanno mostrato cosa possono fare degli esseri umani con del potente materiale esplosivo a disposizione, ma non ci hanno detto niente di processi rudimentali come l'erosione o la putrefazione. Il rapido crollo mozzafiato delle torri del World Trade Center ci ha fatto capire più cose sugli attentatori che sulla vulnerabilità della nostra infrastruttura nel suo complesso. Anche perché quella calamità, per quanto inaudita, ha coinvolto un numero limitato di edifici. Tuttavia il tempo necessario alla natura per sbarazzarsi dei prodotti della civiltà urbana potrebbe essere meno di quanto sospettiamo.
In assenza della manutenzione, ordinaria e straordinaria, la distruzione ad esempio di un palazzo da parte degli agenti naturali è semplicemente questione di tempo, poche decine di anni, forse un secolo. L'azione del vento e dell'acqua erode gli strati esterni, porta semi di piante che si infilano dentro le crepe, create dagli stessi agenti atmosferici. Questi semi, se attecchiscono, daranno vita a piante che allargheranno le crepe ancora più velocemente del vento stesso, fino a indebolire la struttura dell'edificio, portandolo sempre più vicino al crollo.
Gli agenti atmosferici hanno bisogno di decenni per distruggere le nostre costruzioni. A noi bastano pochi minuti. Spesso senza nemmeno controllare se c'è ancora qualcuno all'interno.
Citazione tratta da Il mondo senza di noi

martedì 10 settembre 2019

Il tesoro dei crociati


Harald Hardrada sbarca a York - via commons
Harald Hardrada è considerato come l'ultimo, grande re e condottiero vichingo. La sua ultima grande impresa fu il tentativo di issarsi sul trono d'Inghilterra, ma il suo esercito venne sconfitto durante la battaglia di Stamford Bridge da Harold Godwinson, che venne successivamente sconfitto da Guglielmo il Conquistatore nella battaglia di Hastings.
La storia di Harald dopo la morte si fa leggenda, come per tutti i re vichinghi che combattono fino alla morte meritandosi l'accesso verso il valhalla: le circostanze e in qualche modo anche il momento del decesso sono, in effetti, non molto chiare e questo potrebbe dare origine a un po' di leggende, come ad esempio quella del suo ritorno sulla Terra quando la situazione dovesse essere piuttosto complicata, qualcosa di non molto diverso dalla leggenda del ritorno di re Artù.
Esiste, però, almeno un altro re, nel mondo, che potrebbe ritornare a calcare nuovamente il suolo del nostro pianeta.

lunedì 9 settembre 2019

Dark: perdersi nel labirinto del tempo

Ho appena concluso la prima stagione di Dark, serie fantascientifica tedesca realizzata per Netflix. La storia inizia con la sparizione di alcuni bambini dalla città di Winden. Tra questi c'è anche il figlio di Ulrich Nielsen, il piccolo Mikkel, appassionato di illusionismo. La storia di Winden con le sparizioni dei suoi giovani abitanti, però, non è nuova: 33 anni prima, infatti, era scomparso Mads, fratello proprio di Ulrich. La vicenda, che con questi pochi elementi si potrebbe considerare tranquillamente un thriller, è in realtà di genere fantascientifico e si dipana intorno alla domanda Quando è Mikkel?
La storia, dunque, che ruota intorno alla centrale nucleare di Winden e alle caverne sotto di essa, si dipana intorno ai viaggi nel tempo. Questi, però, non vengono fatti con una macchina del tempo, né classica né moderna in stile Delorean (peraltro citata in una delle ultime puntate della prima stagione), ma attraverso una serie di labirinti sotto la centrale nucleare. Questo metodo di viaggio nel tempo, le cui basi "scientifiche" vengono poste in uno degli ultimi episodi della stagione, si innesta all'interno di una struttura narrativa abbastanza classica, dove è evidente la presenza di due gruppi che viaggiano su e giù lungo il tempo spostandosi con cicli di 33 anni. Lo stile narrativo, invece, che alterna intensità e introspezione a scoperta e azione, ricorda molto da vicino Lost grazie alla sovrapposizione di due o tre linee temporali che approfondiscono i personaggi principali e la storia di Winden.
Al di là della qualità della narrazione e della storia raccontata, Dark ha però dato anche origine a una interessante discussione sulla fantascienza lanciata su instagram da Computer di Shrodinger nelle sue storie incentrata sul rapporto tra questo bellissimo genere della letteratura e la scienza.

domenica 8 settembre 2019

Topolino #3328: Confusione creativa

Visto il sommario, con ben due episodi di Tre paperi in gioco e la quinta puntata di Young Donal Duck, la scelta per la storia da raccontare sul Caffè del Cappellaio Matto era abbastanza ridotta. Mi sono lasciato trasportare dalla passione per il genere giallo, sebbene La voragine degli Allegrones non era per nulla migliore di Topolino, colpevole! Inizierei, però, con YDD, perché l'episodio non è per nulla banale come potrebbe sembrare a raccontarne la trama:
Primeggiare a ogni costo
Uno degli elementi di maggiore interesse in Assasination classroom, manga di Yusei Matsui, è la neanche troppo nascosta critica al sistema ultra competitivo della scuola giapponese. E più o meno fa lo stesso anche Squadra che vince..., quinto episodio di Young Donald Duck.
La storia, ancora una volta scritta da Alessandro Ferrari, che contribuisce al soggetto insieme con i due ideatori della saga, Francesco Artibani e Stefano Ambrosio, è presto detta: Paperino, per evitare di essere espulso dal college, deve iscriversi a un'attività sportiva. Qualcosa del genere non sarebbe un grosso problema per un iperattivo come Paperino, che nella sua vita da adulto ha praticato diversi sport, dal basket al golf senza dimenticare il calcio, dove si è cimentato praticamente in tutti i ruoli, dalla porta all'attacco. Il problema di fondo è un altro: gli studenti della Jeremy Ratt non fanno, semplicemente sport per tutti i motivi per cui è giusto farlo (tenersi in forma e divertirsi), ma Vincono, signore! Sempre, signore! ricordano in coro gli allenatori della scuola. Ed è proprio questa necessità di primeggiare a ogni costo che impedisce a Paperino di riuscire ad aderire a un qualsiasi sport.
L'ingegnosa soluzione adottata da Paperino, alla fine, gli permette di evitare l'espulsione, ma soprattutto diventa un modo divertente degli autori di puntare il dito contro un modo di intendere la scuola eccessivamente competitivo. Ottimi, anche in questo episodio, i disegni di Marco Mazzarello, alle prese con sport differenti e con alcune vignette non semplici da gestire.