Stomachion

mercoledì 24 luglio 2024

La leggenda del Malombra

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Partiamo dal folklore. Nel risvolto della copertina dell'agile libretto edito da Edizioni Spartavo sta scritto che
(...) il Malombra è una figura dell'immaginario popolare del Meridione italiano, antesignano dei supereroi più amati (...)
E allora ho voluto approfondire la faccenda, cercando di navigare nel modo migliore possibile tra le nebbie sollevate dal romanzo Malombra di Antonio Fogazzaro, che ha in comune con la leggenda solo il nome scelto per la famiglia della protagonista.
La leggenda del malombra, o forse sarebbe meglio dire della malombra, è più che un riferimento a un'unica figura ben precisa comune al folklore orrorifico del sud Italia, è un riferimento a spettri che hanno in comune un unico obiettivo: tormentare i vivi. Per esempio a Bari
(...) ha le sembianze di una figura femminile, è un mostro con i capelli fatti con le criniere dei cavalli e con le frange dei tappeti.
In Molise è un mostro che la notte è solito sedersi sopra il malcapitato, rendendogli difficoltosa la respirazione.

martedì 23 luglio 2024

Omega Centauri e il problema dell'anello mancante

No. Il così detto (e falso) problema dell'anello mancante non è stato risolto dagli astronomi osservando le stelle, ma questo è un problema prettamente astronomico.
Come sappiamo, nell'universo sono presenti oggetti giganteschi da cui stare ben lontani, come per esempio i buchi neri. Questi oggetti cosmici, tutti osservati per vie indirette, a parte i pochi casi noti, ricadono in due grandi classi: quelli di massa stellare e i buchi neri supermassicci, questi ultimi trovati tutti al centro delle galassie. Mancano quindi evidenze di buchi neri nella fascia di massa intermedia.
In realtà c'era già da diversi anni l'idea che al centro di Omega Centauri, un ammasso globulare (un insieme di stelle a simmetria sferica - quando il gergo matematico aiuta a descrivere meglio!) posto nella costellazione del Cantauro, potesse contenere al centro un buco nero di queste caratteristiche.

lunedì 22 luglio 2024

Matematica, lezione 23: I numeri complessi

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Anche per leggere questo 23.mo volumetto a firma di Marco Erba e Claudio Sutrini sono sufficienti le nozioni acquisite nelle scuole superiori e/o la lettura di volumi pregressi, senza necessità di aspettare ulteriori volumi futuri. Onestamente l'ho trovato molto chiaro nonostante la materia piuttosto astratta, anche grazie all'alternanza degli approcci algebrico e geometrico (ma non solo), che vengono portati avanti in parallelo nel corso dei capitoli. D'altra parte i numeri complessi sono delle entità che sono state difficili da digerire anche per i matematici, quindi l'idea di proporre un minimo di ridondanza è più che gradito.
A parte il secondo capitolo, più tecnico e lungo, gli altri propongono un approccio comunque molto divulativo, presentando un po' di storia sui numeri complessi, alcune applicazioni, in particolare nell'ambito della fisica e un ultimo capitolo più... filosofico, che dal punto di vista di un fisico teorico è stato piuttosto interessante. Emerge, infatti, la forte idea, secondo me un po' irrealistica, dei fisici di voler dare un senso di realtà ai modelli matematici che descrivono i fenomeni fisici, e non pensarli come dei semplici strumenti che, pur con una certa imprecisione, che è inevitabile nella descrizione del mondo, sono utili per orientarsi all'interno della conoscenza.
Di fatto la sensazione che emerge dalle citazioni illustri presenti nel libro è proprio quella che i fisici non siano, ancora oggi, riusciti a fare i conti con i numeri immaginari, a differenza dei matematici, più avvezzi al pensiero astratto. Il che, forse, mi spinge a consigliare il libro soprattutto ai fisici e poi a tutto il resto del mondo!
Per la sezione biografica Sara Zucchini ci racconta Bertand Russell, il logico e matematico vincitore del premio Nobel per la letteratura che cercò di seguire il sogno di David Hilbert di costruire le fondamenta della matematica. Il suo approccio partì dai lavori di Giuseppe Peano, ma alla fine si scontrò con i teoremi di incompletezza di Kurt Godel. Certo, se pensiamo al suo famoso paradosso, noto in termini divulgativi come il paradosso del barbiere, probabilmente ci andò molto vicino a scoprirlo, ma proprio perché in un certo senso "accecato" dal suo stesso programma, non se ne avvide.
Infine due parole sui giochi matematici di Maurizio Codogno che proseguono sulla falsa riga di quelli presenti nel volume precedente (ma questa volta non ci sarà alcun paralipomeno ispirato a essi... mi spiace).
In ogni caso l'argomento iniziato con questa 23.ma lezione verrà proseguito, stando al piano dell'opera, con il prossimo volumetto.

Topolino #3582: Una mitologica estate in giallo

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E' quello che si pensa, e che forse si avrà, guardando la copertina che pubblicizza Topolino in giallo, serie vacanziera di Marco Bosco la cui prima tappa, La tappa di Philbury, vede ai disegni Roberto Vian.
La storia è un interessante intreccio tra un mistero che si perde agli inizi del XX secolo, un gruppo di moderni urbexer, urban explorer, e un museo di porcellane. Bosco, inoltre, stupisce il lettore tirando fuori il colpevole del giallo, il cui movente era abbastanza semplice da intuire, in modo incredibilmente realistico per questo genere di storie.
L'ultima pagina, poi, crea attesa per la prossima tappa delle vacanze on the road di Topolino e Minni, che però non sarà la prossima settimana.

sabato 20 luglio 2024

E alla fine nulla ha più importanza

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I Linkin Park mossero i loro primi passi nel 1996 quando i tre compagni di scuola, Mike Shinoda, Rob Bourdon e Brad Delson reclutarono Joe Hahn, Dave Farrell e Mark Wakefield per entrare nella loro band, gli Xero. Il loro primo demo uscì nel 1997. In quello stesso anno aprirono un concerto dei System of a Down nel locale Whisky a Go Go.
La band, però, non decollava, così Wakefield abbandonò il progetto per prendere altre strade. E come spesso succede per le grandi band, questo fu un punto di svolta fondamentale: nel 1999, infatti, su consiglio di Jeff Blue, la band assunse nei suoi ranghi Chester Bennigton. Dopo un primo cambio di nome in Hybrid Theory, la band grazie a una perfetta alchimia tra Shinoda e Bennigton, intraprese una nuova strada al metal, una fusione tra l'hip-hop e il rock che risultò nel corso degli anni successivi un mix di successo. Solo che ebbe bisongo di un po' di tempo affinché la Warner si convincesse del successo della formula.
Il loro primo disco ufficiale, uscito dopo il definitivo cambio di nome in Linkin Park, venne rilasciato alla fine il 25 ottobre del 2000: era giunto tra noi Hybrid Theory.

venerdì 19 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Excelsior

Exclesior è noto, nel mondo dei lettori di fumetti di supereroi, come il motto di Stan Lee. La parola, però, non fa parte della lingua inglese, anche se è entrata in uso come sinonimo del migliore dei migliori, ma è latino, e ha come significato più alto, o anche sempre più in alto. E poi c'è una poesia del 1841 di Henry Wadsworth Longfellow, che a sua volta ha ispirato il nome di uno dei più famosi problemi scacchistici della storia, ideato da uno dei più grandi ideatori di rompicapi matematici (almeno secondo Martin Gardner): Sam Loyd.

giovedì 18 luglio 2024

La parola al bardo: La fisica dello sculettare

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Gemini, precedentemente noto come Bard, è la rete neurale chattatoria di Google. E mi è venuto in mente di sperimentare un po' con lui sulla scrittura, in questo caso di tipo scientifico, su un argomento che potrebbe essere da Improbable Research. Così ho chiesto al buon Gemini un articolo scientifico sulla fisica dello sculettare: trovavo divertente produrre qualcosa dalla forma seriosa incentrata su una attività tutto sommato banale e piuttosto diffusa negli esseri umani. Come al solito, a fronte di un primo risultato, è possibile consultare tutte le bozze prodotte e alla fine scegliere il testo preferito. In questo caso ho optato per quello che conteneva un minimo di riferimenti alla fisica. Inoltre anche l'immagine è stata "artificialmente" generata grazie a NightCafe.
Direi, quindi: buona lettura e buon divertimento!

mercoledì 17 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Inseguimenti in pista

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Sul 22.mo volume della serie Matematica della Gazzetta dello Sport, Maurizio Codogno, curatore della collana, propone un interessante problema di "corse". Vi propongo il testo in maniera integrale:
Marco e Mirco corrono su un ciruito a velocità costanti ma diverse tra di loro, partendo dallo stesso punto, ma percorrendo la pista in direzioni opposte, e si incontrano dopo 1 minuto. Poi provano a percorrere la pista nella stessa direzione, sempre partendo da uno stesso punto, e stavolta si incontrano dopo un'ora. Qual è il rapporto tra le loro velocità?
Ovviamente per siolvere il problema bisogna partire comunque dalla classica formula che definisce la velocità di un oggetto: