venerdì 26 novembre 2021

Scritte sui muri

Il muro più famoso di tutti è, indubbiamente, quello cantato dai Pink Floyd alla fine del 1979 in The Wall, 11.mo album in studio della loro produzione. La traccia più famosa di quell'album è indubbiamente Another Brick in the Wall, in particolare la parte due, il cui video ufficiale, se la memoria non mi inganna, venne persino mandato in onda in televisione in un programma per ragazzi. In sintesi era una canzone di denuncia contro un sistema scolastico troppo rigido e abusivo.
Nel 2021, però, sono usciti altri due muri, per certi versi entrambi significativi per i tempi che corrono.
Let the Bad Times Roll è il decimo album in studio degli Offspring, band statunitense punk guidata da Dexter Holland, che tra le altre cose si è laureato in biologia molecolare, ottenendo anche il dottorato nel 2017, dopo aver interrotto la carriera scientifica per seguire l'attività musicale. Magari in una puntata futura affronterò anche la ricerca con cui Holland ha ottenuto il dottorato, così come avevo fatto con Brian May. Torniamo però a Let the Bad Times Roll. La terza traccia, Behind Your Walls affronta il tema del dolore, ma dal testo è evidente che il dolore su cui si concentra il gruppo è quello psicologico, quello che ti spinge a erigere un muro intorno a te per isolarti dal resto del mondo.
E poi, a settembre, esce Senjutsu, 17.mo album in studio degli Iron Maiden, che erano già stati protagonisti di questa rubrica l'anno scorso.

mercoledì 24 novembre 2021

Le grandi domande della vita: Un Mercurio sorprendente

Dopo l'edizione speciale dedicata a EduINAF de Le grandi domande della vita, non ho più riproposto la serie di articoli sporadici usciti di là anche qui. Visto che generalmente quei contributi non li rilancio su twitter, mi sembra cosa buona e giusta riprendere l'usanza, partendo però da una domanda cui non ho risposto io, ma Stefano Sandrelli:
Il pianeta più vicino alla Terra
Il quesito, posto da uno dei giovani partecipanti al concorso di scrittura creativa per bambini Via Lattea Quaraquarinci, può essere riassunto con la domanda su quale sia il pianeta più vicino alla Terra.
La risposta breve è: Venere. Per arrivare a questa risposta, però, possiamo fare due ragionamenti differenti. Partiamo dalla distanza media tra il Sole e la Terra: 149597887 km. Questa distanza, per sempicità di calcoli, è stata definita dagli astronomi 1 Unità astronomica (UA). Usando questa unità di misura, le distanze degli altri pianeti dal Sole saranno dei numeri abbastanza semplici da trattare, come nel caso di Venere, che si trova a 0.723 UA, o Marte, che si trova a 1.52 UA. Facendo un paio di sottrazioni, scopriamo che la distanza tra Venere e la Terra sarebbe, all'incirca, 0.28 UA, mentre quella tra Marte e la Terra 0.52 UA.

martedì 23 novembre 2021

Snowpiercer: stagione 2

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Devo dire che, rispetto alla prima stagione, Snowpiercer mi ha attirato molto di meno. Non mi è ben chiaro cosa mi abbia attirato meno, ma sospetto sia stato lo stesso effetto dovuto ai seguiti del fumetto originale, Snowpiercer. In quel caso lo sceneggiatore Jacques Lob, separata la sua strada dal disegnatore Jean-Marc Rochette, ha complicato la storia, inserendo anche gruppi di sopravvissuti sulla superficie del pianeta.
La sebsazione di una prosecuzione della storia forzata, per quanto i soggetti dei capitoli successivi al primo fossero comunque interessanti, era palpabile e più o meno la stessa cosa è avvenuta con la serie televisiva. Quest'ultima, comunque, è stata essenzialmente tenuta in piedi da un grandissimo Sean Bean nel ruolo di Joseph Wilford, mentre la graduale scomparsa del personaggio di Melanie Cavill interpretata da un'altrettanto ottima Jennifer Connelly ha finito per impoverire non solo la serie di qualità recitativa, ma anche la storia di un personaggio forte e carismatico.
Andre Layton, interpretato da Daveed Diggs, non si è rivelato altrettanto forte e ispirato come il Layton della prima stagione, mentre Alexandra Cavill, interpretata da Rowan Blanchard, è solo all'inizio del suo percorso narrativo.
Ora la speranza è che la terza stagione possa sbloccare questi ultimi due personaggi e portare la storia a una conclusione: il modo in cui la storia si sta sviluppando, in effetti, sembra smentire le voci secondo cui la serie sia il prequel del film del 2013 di Bong Joon-ho.

lunedì 22 novembre 2021

Universo Animato: una sigla

Oggi sul canale YouTube di EduINAF ha esordito una nuova serie, Universo Animato. Raccoglieremo le animazioni realizzate da James O'Donoghue ma con testi tradotti in italiano. A introdurle c'è anche una sigla, realizzata dal sottoscritto (ho anche scelto la colonna sonora dell'animazione, originariamente silenziosa). La sola sigla ve la metto qui sotto in visione:

domenica 21 novembre 2021

Topolino #3443: Una storia a sorpresa

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Avete notato che il numero di Topolino è palindromo?
E la sorpresa non è la cover story, ovvero l'ultima puntata di Grosso guaio a Paperopoli di Alex Bertani, Marco Gervasio e Giuseppe Facciotto, ma la storia di chiusura, La via dell'ambra di Matteo Venerus e Alessandro Perina.
Venerus realizza una avventura archeologica con Indiana Pipps protagonista e Topolino sua spalla che ruota intorno a un misterioso rito magico che dall'antica Roma porta ai giorni nostri e ha come obiettivo quello di riportare in auge la potenza miltare dell'impero romano. Venerus introduce la storia con due prologhi e poi porta il lettore nelle atmosfere avventurose della storia quasi subito: durante una conferenza di Indiana in una non meglio specificata località sul Mar Baltico dove presenta il ritrovamento di una camera da letto con i mobili realizzati completamente d'ambra, irrompono tra gli astanti alcuni energumeni dotati di bastoni elettrici al seguito di un forzuto individuo vestito alla moda di un cenurione romano. Inizia così un inseguimento che porta Indiana e Topolino lungo la via dell'ambra e, con loro, il lettore nei segreti storici di questa antica via commerciale.
L'ambra è una resina fossile molto preziosa nell'antichità e all'origine dell'idea di elettricità che avevano gli antichi, che ovviamente era limitata all'osservazione, raccontata in termini moderni, della capacità dell'ambra, una volta sfregata, di attirare piccoli pezzeti di carta. Venerus amplifica questo potere per costruire una storia appassionante, in puro stile Dan Brown, realizzando la storia più sorprendente, per qualità, di tutto il numero.
E c'è anche una citazione pop che arricchisce la lettura del lettore adulto alla mitica serie televisiva di Starsky & Hutch!
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sabato 20 novembre 2021

L'impostore: Un Batman alternativo, ma non troppo

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Uno dei punti di forza di un personaggio come Batman è la sua flessibilità nel calarsi in storie di tutti i generi, da quelle di investigazione, all'azione pura, senza dimenticare l'orrore, il fantastico, la fantascienza. Inoltre una delle storie fondamentali per il rilancio del personaggio e per una svolta più realistica di tutto il genere supereroistico è stata proprio Il ritorno del Cavaliere Oscuro, storia fuori continuity di Frank Miller.
E in un certo senzo The Imposter è una storia fuori continuity, come ben si comprende da alcuni riferimenti leggermente differenti rispetto alla storia usuale di Batman: il primo e forse fondamentale è con Leslie Thompkins che non solo cambia etnia, ma soprattutto specializzazione. Non è più iul medico d'emergenza che ha aperto una clinica nel quartiere più malfamato di Ghotam, ma una psicologa. E anche se il legame con il piccolo Bruce parte sempre dall'infanzia, in questo caso il suo lavoro è quello di dargli il supporto psicologico per la perdita dei genitori prima, e poi nel corso della sua battaglia contro il crimine nei panni di Batman.
La storia, infatti, parte con la scoperta di Leslie della vera identità dell'eroe. Inoltre nel corso della storia scopriamo che sono passati tre anni da quando Batman è giunto in città. E Robin non opera accanto a lui.
Sono dunque questi gli elementi che spingono a ritenere la storia sostanzialmente fuori continuity, ma questo non è certo un problema, ma anzi un modo per liberarsi un po' dalla necessità di doversi confrontare con la storia pregressa del personaggio per concentrarsi, invece, sulla trama proposta al lettore e, soprattutto, sul Cavaliere Oscuro.

venerdì 19 novembre 2021

Vampiri di Norvegia

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La vita è troppo breve per scegliere un solo tipo di cioccolata
- Live Hallangen da Post mortem
Diretta da Harald Zwart e Petter Holmsen, Post Mortem ti spiazza sin dalla prima scena: la protagonista viene uccisa in mezzo a un campo nel nulla. Poi, sul tavolo dell'obitorio, quando l'anatomopatologo si appresta a eseguire l'autopsia, Live Hallangen si sveglia.
Non è immediata l'associazione con il vampirismo, ma indubbiamente c'è un'idea soprannaturale dietro tutto e soprattutto un inconfessato segreto di famiglia. La famiglia Hallangen, tra l'altro, fornisce il servizio di ponte funebri di Skarnes, il paesotto norvegese dove la serie è ambientata. E un po' per tutti i sei episodi di questa (forse prima) stagione ci imbattiamo nel ritornello Nessuno muore a Skarnes.
I pezzi del puzzle si compongono un po' alla volta nel corso degli episodi e sono comunque raccontati in maniera tale da invogliare alla visione della serie, anche considerando la sua brevità. I dialoghi sono brillanti e le atmosfere molto più simili a quelle di una commedia nera, visti i problemi economici dell'azienda, passata al fratello Odd dopo la morte del padre Arvid. Certo anche le vicende di Live, per quanto in alcuni momenti raggiungono una truculenza vicina allo splatter, sono tutto sommato comici e divertenti. Nel complesso è una serie passa-tempo, senza troppe pretese, leggera, che un po' prende in giro il genere, un po' cerca di proporre comunque un intreccio interessante. Certo non ci sono personaggi che spiccano particolarmente, ma la cosa non disturba più di tanto.

giovedì 18 novembre 2021

I paralipomeni di Alice: L'orologio di Kruskal

Nel Rompicapo di Alice dedicato al Kruskal Count, gioco ideato da Martin Kruskal, avevo dedicato l'introduzione a una sua variazione, che potremmo chiamare come Kruskal Clock. Lo ripeto qui per completezza:
Prendiamo il quadrante di un orologio a lancette. Sono segnati dodici numeri, da 1 a 12. Scegliamone uno. Quindi, a partire da quello, ci spostiamo di tante posizioni quante sono le lettere della parola corrispondente a quel numero. Una volta giunti a destinazione ripetiamo l'operazione. E facciamo altrettanto la terza volta.
Se utilizziamo i nomi inglesi dei numeri, le catene giungono tutte sullo stesso numero esattamente dopo tre passaggi, ed è l'1!
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