
Insieme con Amedeo Scalese e Andrea Bramini lo avevamo intervistato (in effetti aveva fatto quasi tutto Amedeo: io e il Bramo eravamo di supporto tecnico) insieme con il suo amico Marco Bucci, a Cartoomics 2019.
Quella fu la prima, e per fortuna non ultima occasione in cui incontrai i due autori: nelle altre, sempre troppo poche, occasioni non fu per interviste, ma sempre in qualche fiera. Era bastata quella semplice prima volta per essere riconosciuti e venire salutati (certo, il fatto di essere quasi sempre i tre moschettieri, un po' meno tre negli ultimi anni, aiutava sicuramente, ma è stato bello incrociarli, ed essere riconosciuto, anche a Modena Play quando andai per conto dell'INAF!). Non posso raccontarvi con precisione quanto Camagni ha lasciato (a parte i fumetti che ha disegnato, ovviamente), ma almeno a me personalmente ha fornito spunti interessanti su come migliorare nel disegno, anche se sono un semplice amatore, e soprattutto ha dato l'impressione di essere una persona gentile, affabile e simpatica, dal sorriso sincero, cosa che è sicuramente rara in giro per il mondo, ma meno rara di quel che si potrebbe pensare nel mondo del fumetto (o forse sono stato fortunato io ad aver interagito con autori del suo calibro umano).
E poi c'è qualcosa di veramente molto importante che ci ha lasciato: la lotta per i diritti di tutti.
E ora ci ha aperto la strada verso l'Arcadia...






