Stomachion

giovedì 3 settembre 2026

Tutta mia la città: Sotto l'Arco per Schumacher

Oggi pomeriggio, ora aperitivo in effetti, c'è stato un evento, tutto sommato carino e simpatico, dedicato ai trent'anni dalla prima vittoria di Schumacher al Gran Premio d'Italia, quello del 1996.
L'evento, organizzato dalla Lego col patrocinio del comune di Milano, ha visto anche la presenza del giornalista Carlo Vanzini, che ha raccontato un po' di suoi ricordi sulla Ferrari dell'epoca e sullo.stesso Schumacher.
Alla fine della fase "chiacchiera", c'è stata la proiezione di un piccolo video dedicato al modellino della Ferrari di Schumacher del 2004, che è stato successivamente distribuito ad alcuni fortunati.
Poi mi sono avvicinato al buon Salvo Sardina di Formula Passion, titolare del podcast WormUp (vi consiglio caldamente di ascoltarlo) e mi sono fatto riconoscere e così abbiamo chiacchierato, insieme ad altre due appassionate di Formula 1, di varie cose di motorsport (non sono riuscito a trattenermi, e ho fatto anche una digressione scientifica... spero che mi abbiano perdonato!).
Certo, non era esattamente qualcosa in linea con la seriebdi post che sto facendo uscire in questo periodo, ma diciamolo: ancora la città sembra un po' sonnacchiosa, anche se sempre più pronta a dare sfoggio del caos e dello stress tipicamente milanesi (e non lo scrivo con simpatia...).

mercoledì 2 settembre 2026

Tutta mia la città: Il cortile napoleonico

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La principale attrazione del Palazzo Brera è senza dubbio il cortile napoleonico, al cui centro svetta la statua di Antonio Canova dedicata a Napoleone Bonaparte.
Questa, in effetti, è una replica della statua in marmo che Canova stesso aveva scolpito tra il 1803 e il 1806 su commissione dello stesso Bonaparte. L'artista aveva deciso di ritrarre il condottiero corso nelle vesti di Marte Pacificatore: un simbolo che reca in se un vero e proprio ossimoro.
Nel frattempo, il 26 maggio del 1805, Napoleone veniva incoronato re d'Italia presso il Duomo di Milano. Per celebrare tale evento il figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, cui era stato assegnato il ruolo di viceré d'Italia, diede incarico a Charles-Jean-Marie Alquier, ambasciatore di Francia a Roma, di commissionare a Canova una replica in bronzo della statua in marmo conclusa nel 1806.
E Canova, ancora una volta, accettò la commissione.

martedì 1 settembre 2026

Breve storia dell'infinito

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Dopo aver apprezzato, nonostante qualche perplessità, il volume dedicato al teorema di Pitagora, ho affrontato la lettura ella Breve storia dell'infinito di Paolo Zellini con un certo entusiasmo, senza avere minimamente idea di cosa andavo incontro.
La lettura è stata complicata e lunga, all'incirca un mese, e costellata di un paio di interruzioni più corpose, oltre a quelle che generalmente assegno al fine settimana quando prediligo la lettura dei fumetti. Il motivo principale è stata la prima parte del volume, pesantemente filosofica. Pur conscio del fatto che affrontare il tema dell'infinito implicava il dover affrontare tutta una serie di concetti filosofici più o meno profondi, non mi aspettavo in ogni caso un indulgere così lungo sulla filosofia dell'infinito. Tanto è vero che più o meno fino a metà libro ero lì che mi dicevo "ma quando arriva la matematica?"
Quando è arrivata, pur se gli aspetti filosofici non sono stati completamente abbandonati, la lettura mi è sembrata scorrere meglio, quasi più chiara. Senza contare che, una volta giunto a quel punto, avevo ormai preso la decisione di saltare a pié pari tutte le parole scritte in lettere greche (senza fare alcuno sforzo per leggerle in qualche modo) e persino quelle pur brevi scritte in altre lingue ma prive di alcuna traduzione.
Nel complesso ho trovato il libro, pur ricco di spunti interessanti (come la banale, anche se a mio giudizio non sottolineata, constatazione che la in qualche modo più comprensibile - almeno per me - logica ha preso il posto della filosofia), più adatto a un filosofo che a un appassionato di matematica, per cui non lasciatevi incantare dal parere di Italo Calvino pubblicato in quarta di copertina: se non amate la filosofia fino al punto da capirla, o se amate ancor di più la matematica, lasciate perdere.

lunedì 31 agosto 2026

Com'era e come non era

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A proposito di una vecchia inchiesta di Report sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari, Luca Di Fino scriveva:
Così a occhio, con la mia esperienza di analisi dati, io non vedo nessun aumento di tumori correlato con l'aumento esponenziale dell'uso dei cellulari.
Quella puntata l'avevo vista e me ne ero anche occupato, provando a fare una raccolta di link sul tema dell'influenza delle onde elettromagnetiche, che però è andato perduto visto che il servizio su cui mi ero appoggiato è ormai chiuso da tempo (e peraltro quella raccolta è una delle poche irrecuperabile con la wayback machine).
Se non posso recuperare quella raccolta, posso però dire che da quella puntata in poi il mio rapporto con Report è decisamente cambiato: da allora non l'ho quasi più seguito e ho anche trovato complicato far passare il perché a chi era rimasto un fan della trasmissione. Non mi mostravano, tanto, obiezioni, quanto proprio una specie di effetto "orecchie da mercante", come se quanto raccontato non venisse nemmeno recepito: e sto parlando anche di persone acculturate!
Chiudo con un passo tratto da un articolo di Marco Viviani citato sempre da Luca in un suo post del 2017 (quando Sigfrido Ranucci era già diventato conduttore della trasmissione):
Credevo, onestamente, fosse un mio pensiero, invece a quanto pare l'abbiamo scoperto tutti, lo pensavamo tutti, o comunque in tanti. Andate a vederli: chilometri di commenti di professionisti di aeronautica, ambiente, alimentazione, ingegneria, che all'unisono denunciano "finché non hanno parlato del tema che conosco bene mi piacevano, poi quella volta che hanno parlato del mio ambito è stato un disastro". Tutti così.

Tutta mia la città: La via delle signorine

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Una volta sceso dal tram, alla fermata di fronte al Piccolo Teatro Strehler, mi avvio verso l'Osservatorio Astronomico di Brera, ospitato all'interno di Palazzo Brera. Per giungere alla mia destinazione percorro una strada, vuota al mattino, soprattutto in qesti giorni, ma spesso piena di turisti durante il giorno, in particolare nell'ora dei pasti, dal nome piuttosto particolare: via Fiori Chiari. Questa, una volta giunti in vista di Palazzo Brera, prosegue costeggiando il palazzo stesso cambiando, però, nome in via Fiori Oscuri, strada molto meno trafficata (e dunque più tranquilla) per via di una minore concentrazione di locali.

domenica 30 agosto 2026

Topolino #3692: Caccia al tesoro

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L'estate è il momento in cui gli amici fanno cose divertenti insieme. A volte queste cose sono un po' paurose, come nei romanzi di Stephen King o San Simmons, altre sono fantastiche, come nei film di Dteven Spielberg. E altre ancora sono avventurose, come in Ricordo di un'estate, storia d'apertura, in due tempi, di Francesco Pelosi e Mattia Surroz.
La storia, che rientra dentro la serie di Area 15, si concentra su un ristretto gruppo del club: Giggs, Pennino, Newton e Qui. I quattro amici, ognuno con le loro specificità, non senza litigi e incomprensioni, affrontano un'avventura alla ricerca di un misterioso tesoro perduto nascosto da qualche parte nei dintorni di Quakctown da Clinton Coot, fondatore delle Giovani Marmotte, nonché padre di Elvira Coot, meglio nota ai lettori come Nonna Papera.
Il rapporto con la natura, il valore dell'amicizia, il saper guardare oltre ciò che si vede con gli occhi, il rispetto del passato per imparare a vivere nel presente, tutti elementi che arricchiscono la lettura. La storia, poi, è quasi un unicum per la produzione italiana, visto che Nonna Papera non solo si riferisce a Clinton come a suo padre, ma lo fa con un moto di commozione, quasi trattenendo una lacrima (in questo caso ottimo Surroz nel catturare questa timida emozione).

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!