Stomachion

domenica 8 marzo 2026

Topolino #3667: Un pirata per amico

topolino3667-estratto-cover
La leggenda del capitano Bloom è una lunga storia in due tempi firmata da Marco Nucci e Stefano Intini, coppia ormai ben collaudata, che gestendo con sapienza le gag nel corso dei due tempi in cui è strutturata, da ampio spazio, come non succedeva da diverso tempo, a Minni.
La storia affronta un tema abbastanza caro a Nucci: la scrittura. Minni, infatti, vuole cimentarsi con la scrittura creativa e la stesura di un libro vero e proprio da proporre a un editore, piccolo ma serio. Allo scopo va in una località di mare sulle coste del Calisota, Giocondo Bay. Il paesotto vive di turismo, grazie alla tradizione piratesca, ma Minni capita in un momento difficile a causa di alcuni pirati moderni che sembrano utilizzare proprio quel tratto di mare per le loro scorrerie.
Senza scendere in ulteriori dettagli, la storia oscilla tra i tentativi di Minni di affrontare la carriera di scrittrice, e le notizie dei pirati moderni che si fanno più fitte e insistente, anticipando il più che scontato incrocio narrativo. Ovviamente il fatto che i due autori danno al lettore quello che si aspetta, non inficia la qualità generale della storia, costruita sull'idea di fiducia, in se stessi e nelle persone che stanno vicino.
Il numero, fagocitato da questa lunga storia, offre poi in chiusura un altro spunto divertente e interessante con Il dattilo campionato in cui vediamo Miss Paperett supportata da Battista alla dettatura affrontare un campionato di, appunto, battitura sulla macchina da scrivere nel corso di una fiera del vintage. Matteo Venerus con Blasco Pisapia ai disegni riesce a dare respiro alla segretaria di Paperone in una storia che rende appassionante persino il lavoro di segreteria!

sabato 7 marzo 2026

La donna del domani

20260307-donna-del-domani-estratto-cover
Il personaggio di SUpergirl ha una storia editoriale piuttosto complessa. Il primo personaggio che possiamo considerare Supergirl comparve su Superman #123 del 1958 nella storia La ragazza d'acciaio di Otto Binder e Dick Sprang. Era sostanzialmente una creazione fittizia di Jimmy Olsen aiutato da un manufatto magico. Tale versione scomparve alla fine della storia. L'idea dietro questa Supergirl, però, attecchì nella mente di Binder che l'anno dopo, nel 1959, la ri-creò, questa volta con la collaborazione di Al Plastino, sulle pagine di Action Comics #252. In questo caso era la cugina di Superman, Kara Zor-El, che giunse sulla Terra anni dopo il cugino, questo perché la sua città d'origine venne catapultata fuori da Krypton nel momento della sua distruzione. Kara nacque dopo che la città venne sbalzata via dal pianeta, ma quando i pericoli dello spazio iniziarono a rendere la città vagante un luogo impossibile dove sopravvivere, i suoi genitori decisero di spedirla a bordo di un razzo verso la Terra. La scelta era caduta sul nostro pianeta perché grazie al classico telescopio, tipico retaggio della golden age, avevano scoperto che lì si trovava Superman, l'ultimo kryptoniano.
Col tempo queste origini si modificarono man mano col procedere della silver age prima, e poi dopo Crisi sulle Terre infinite, con persino diverse versioni del personaggio, che non sempre era la cugina di Superman. La Supergirl che si trova in giro in questo periodo, però, e che sarà protagonista del film Supergirl di Craig Gillespie, in uscita in questo 2026, e interpretata da Milly Alcock, è proprio la cugina di Superman Ed è basato sulla miniserie in otto numero The woman of tomorrow di Tom Kinge Bilquis Evely.

venerdì 6 marzo 2026

Sulla strada per l'Arcadia

20260306-nomen-omen15-image-comics-becky
La scomparsa di Jacopo Camagni è una di quelle notizie che ti colpisce come un fulmine a ciel sereno, una di quelle cose che inevitabilmente stai lì a pensarci, a rifletterci su. E per molti motivi.
Insieme con Amedeo Scalese e Andrea Bramini lo avevamo intervistato (in effetti aveva fatto quasi tutto Amedeo: io e il Bramo eravamo di supporto tecnico) insieme con il suo amico Marco Bucci, a Cartoomics 2019.
Quella fu la prima, e per fortuna non ultima occasione in cui incontrai i due autori: nelle altre, sempre troppo poche, occasioni non fu per interviste, ma sempre in qualche fiera. Era bastata quella semplice prima volta per essere riconosciuti e venire salutati (certo, il fatto di essere quasi sempre i tre moschettieri, un po' meno tre negli ultimi anni, aiutava sicuramente, ma è stato bello incrociarli, ed essere riconosciuto, anche a Modena Play quando andai per conto dell'INAF!). Non posso raccontarvi con precisione quanto Camagni ha lasciato (a parte i fumetti che ha disegnato, ovviamente), ma almeno a me personalmente ha fornito spunti interessanti su come migliorare nel disegno, anche se sono un semplice amatore, e soprattutto ha dato l'impressione di essere una persona gentile, affabile e simpatica, dal sorriso sincero, cosa che è sicuramente rara in giro per il mondo, ma meno rara di quel che si potrebbe pensare nel mondo del fumetto (o forse sono stato fortunato io ad aver interagito con autori del suo calibro umano).
E poi c'è qualcosa di veramente molto importante che ci ha lasciato: la lotta per i diritti di tutti.
E ora ci ha aperto la strada verso l'Arcadia...

giovedì 5 marzo 2026

Rompicapi di Alice: Passeggiando verso la spiaggia

20260305-omnibus-rebus
Succede, a volte, quando si va nelle località di mare di perdere l'autobus che ci porta alla spiaggia, o viceversa, o in qualche altra amena località nei dintorni. E poi siamo costretti ad attendere un po'. A volte anche un bel po'. Per cui l'idea migliore diventa quella di iniziare a incamminarsi a piedi verso la propria destinazione, cosa che può anche rivelarsi piacevole a seconda del paesaggio o del tempo atmosferico. E qualcosa del genere è avvenuto anche per i protagonisti del nodo 8 di A tangeld tale di Lewis Carroll. In effetti il rompicapoo che segue è il secondo, presente in quel nodo (ho già pubblicato la soluzione del primo), e potrebbe sembrare analogo al rompicapo dei treni del terzo nodo. Andiamo, però, con ordine e vediamo nel dettaglio cosa dice il secondo rompicapo del nodo 8.
A un certo punto i due viaggiatori si trovano nel punto di partenza dell'omnibus diretto verso il mare. Essendo pieno, i due decidono di avviarsi a piedi verso la spiaggia. Dopo esattamente dodici minuti e mezzo incrociano, proveniente dalla direzione opposta, ovvero dal mare, un omnibus. A questo punto la domanda sorge spontanea:
Quando ci raggiungerà il prossimo omnibus?
Ultimo dato: gli omnibus partono ogni quarto d'ora.
Per la soluzione ci vorranno, come nelle altre occasioni, un paio di settimane circa.
Illustrazione generata con Copilot e pubblicata su NughtCafe

mercoledì 4 marzo 2026

Ritratti: John Wrench

John Wrench è stato catturato dal fasscino discreto non di una donna, ma di un numero molto particolare: il pi greco.
Nato il 13 ottobre del 1911 a Westfield, doipo tutta la trafila universitaria si ritrovò a lavorare prima presso le università di Yale e e Wesleyan, quindi per la Geroge Washington University.
Durante la seconda guerra mondiale lavorò presso la marina degli Stati Uniti, occupandosi di metodi computazionali ad alta velocità, diventando un pioniere nell'uso dei computer per l'esecuzione dei calcoli matematici. In questo modo si interessò di progetti nei campi più disparati: le onde sottomarine, le splosioni sottomarine, la progettazione strutturale, l'idrodinamica, l'aerodinamica, l'analisi dati. Nel 1953 divenne direttore dell'Applied Mathematics Laboratory presso il David W. Taylor Model Basin della Marina a Carderock.
L'asoetto più notevole del suo lavoro fu che tutte le innovazioni che ottenne nel calcolo numerico e la grande precisione nei dati erano ottenute grazie all'utilizzo di semplici calcolatrici da tavolo, come dimostra uno dei suoi primi e più noti risultati: il calcolo delle prime 1160 cifre del \(\pi\) realizzato nel 1956 in collaborazione con Levi Smith. Considerando come queste cifre sono state ottenute, ha sicuramente dell'incredibile che ben 1157 si siano rivelate corrette, dopo il confronto con quelle calcolate dall'ENIAC nel 1949.

martedì 3 marzo 2026

Le indegne

20260303-le-indegne-cover
Se con Cadavere squisito Agustina Bazterrica affrontava il tema del capitalismo attraverso una situazione estrema come la legalizzazione del canniibalismo, legata ai cambiamenti climatici ma essenzialmente distopica, con Le indegne costruisce un'opera che in effetti potrebbe ricadere tranquillamente nel filone della climate fiction, ma che in ultima analisi affronta il tema della religione, che per esempio era solo uno dei tanti elementi accennati da Bruno Arpaia in Qualcosa là fuori.
La storia è ambientata in una specie di oasi, o di isola (la cosa è abbastanza indifferente) posta tra le mura di un monastero abbandonato, dove si sono rifugiate alcune donne che hanno iniziato un culto religioso ai limiti del fanatismo rinnegando il dio cristiano e tutti i suoi simboli. Le indegne del titolo, di cui fa parte la protagonista nonché narratrice, sono il livello più basso di questo ordine, e sono per lo più mosse dal profondo desiderio di ascendere ai livelli superiori.
Tra gli elementi interessanti di questo piccolo mondo isolato c'è, appunto, questa promessa con la quale le indegne sono tenute sotto controllo, che le tiene separate una dall'altra, preda di invidie tra loro e prive di qualsiasi senso critico. In questo senso risulta significativo il divieto di possedere qualunque oggetto, dalla carta alla penna, utile per scrivere. Questo introduce un elemento di grandissimo interesse, perché la narratrice scrive il suo diario, che è ciò che stiamo leggendo, in clandestinità, con un inchiostro prodotto da lei stessa o "rubato" dagli oggetti dei monaci che in precedenza occupavano il monastero.

lunedì 2 marzo 2026

22/7: Un po' più del pi greco

20240813-pi-train
Secondo Stephen Lucas, una delle più belle approssimazioni legate al pi greco è il seguente integrale: \[\int_0^1 \frac{x^4 (1-x)^4}{1+x^2} \text{d}x = \frac{22}{7} - \pi\] In effetti l'approssimazione di pi greco con la frazione \(22/7\) era nota sin dall'antichità.
Secondo Lucas la dimostrazione venne pubblicata per la prima volta nel 1971 su Eureka: the Archimedian's Journal, firmata da tale DP Dalzell. Lucas, però, ricorda anche che, secondo alcuni indizi, tale dimostrazione fosse nota già alla metà degli anni Sessanta da parte di Kurt Mahler. Come ricorda la stessa voce wiki, però, Dalzell aveva pubblicato una prima dimostrazione di questo fatto già nel 1944 sul Journal of the London Mathematical Society, e in effetti è una dimostrazione non troppo difficile da seguire.
Immagine in apertura generata con Night Cafe

domenica 1 marzo 2026

Topolino #3666: Sotto copertura

topolino3666-estratto-cover
Post aggiornato dopo la sua prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e l'aggiunta dei link.
Questo è il titolo dell'episodio d'apertura, in due tempi, di un nuovo serial, L'arte del mistero di Matteo Venerus e Carlo Limido. Come intuibile dal titolo della serie, il protagonista è Topolino, che si trova coinvolto in un ruolo inconsueto, ma non troppo. Non solo perché comunque deve mettere in campo ciò che ha imparato in anni di indagini, ma anche perché il tema delle indagini sotto copertura è stato utilizzato in varie occasioni in passato, anche se non in maniera estensiva.
Venerus, poi, adotta uno stile moderno e dinamico, in cui si percepisce la forte influenza delle moderne serie televisive. I vari personaggi, infatti, vengono approfonditi attraverso degli opportuni flashback. E visto che non tutti i personaggi sono stati raccontati in questo modo, ci dobbiamo aspettare altri episodi della serie. D'altra parte il fatto di non aver catturato il trafficante d'arte che il dipartimento Atena, dedicato a questo compito, sta inseguendo da tempo è un forte indizio di una storia che deve ancora dare io meglio di se!