Uscito nei
Singoli de La biblioteca di Lovecraft quando ancora il progetto era in mano di
Edizioni Arcoiris,
Liam Maroo di
Francis Flagg presenta diversi elementi
lovecraftiani, concentrati soprattutto nel primo capitolo, che pone le basi della storia.
Un umile ma particolarmente ambizioso lavapiatti, tale Jim James, utilizzando il rituale all'interno di un libro proibito, richiama da un universo parallelo la misteriosa e potente entità di Liam Maroo, definito l'
Antico. La sua richiesta è semplice: il potere di influenzare le persone.
Tutta la scena iniziale, raccontata appunto nel primo capitolo, ha in effetti molto in comune con i testi
lovecraftiani, e sono anche presenti alcuni esseri deformati, una specie di uomini-scimmia, che pur se non esattamente in linea con le deformazioni presenti nei romanzi del
solitario di Providence, possiamo in qualche modo accostare a esse per filosofia.
Il resto del romanzo breve (o racconto lungo), però, sembra piuttosto accostabile a una delle opere cinematografiche di
Orson Welles, con il protagonista che entra di prepotenza sulla scena economica. Gli aspetti più prettamente gotici sono presenti solo nella parte finale, quando Jim James verrà posto dall'autore di fronte al momento del pagamento dei servigi resi da Liam Maroo.
Il finale è, in qualche modo, dolce-amaro e, in effetti, ci pone di fronte al quesito che possiamo leggere in quarta di copertina:
A cosa saresti disposto a rinunciare... per avere tutto?