
La disfunzionalità dei mondi raccontati da Izumi, però, si ripresenta puntuale in ognuno dei racconti della raccolta, 7 in totale, tutti caratterizzati da protagonisti in qualche modo sconnessi da un mondo che presenta aspetti di spersonalizzazione più o meno marcati.
In qualche modo, come suggerisce lo stesso titolo della raccolta, che poi è anche il titolo dell'ultimo racconto, sembra quasi essere la noia a muovere i passi dei protagonisti dei racconti, in storie ora surreali, ora intimiste, ma più o meno tutte intrise di disperazione e alienazione. Si intravedono, a volte, degli sprazzi di ironia, come in Picnic notturno, ma nel complesso questi racconti colpiscono il lettore anche e soprattutto per la capacità di essere riusciti a raccontare, con decenni di anticipo, una realtà così vicina alla nostra.






