Stomachion

venerdì 14 agosto 2026

Tutta mia la città: sopra i tetti di Brera

Quando ero più giovane e guardavo tanta televisione, ascoltavo anche molta più musica italiana. E fu proprio grazie a una trasmissione televisiva che scoprii alcuni grandi capolavori degli Equipe 84 nella reinterpretazione del loro cantante, Maurizio Vandelli, che dopo lo scioglimento della band era tornato alla musica nel 1989. Quello stesso anno venne mandata in onda la seconda stagione di Conto su di te!, game show ideato (tra gli altri) da Jocelyn Hattab. E probabilmente fu proprio in quell'occasione che ascoltai per la prima volta Tutta mia la città, in cui mi rimase impresso il verso
un deserto che conosco
e che è ritornato prepotente in questi giorni di caldo che sto passando a Milano.
In effetti in giro la città è semi-deserta: si vedono poche persone sui mezzi e per le strade, per lo più turisti, nemmeno tanti come un mese fa, a dire il vero.
Come ho scritto un paio di giorni fa, è venuta all'Osservatorio Astronomico di Brera una troupe del Tg regionale della Rai, e con Agnese Mandrino li abbiamo portati su in cupola, occasione che mi ha permesso di scattare un paio di foto allo skyline di Milano, o quanto meno al pezzo della città che si può vedere da lì sopra:

mercoledì 12 agosto 2026

Una (non) eclissi a Milano

Post modificato dopo la prima pubblicazione con ssitemazione delle foto, formattazione, aggiunta delle foto e del video incorporato.
La diretta EduINAF dedicata all'eclissi del 12 agosto 2026 (più sotto il link per vederla, o il video incorporato, non apoena modificherò il post, che sto scrivendo da cellulare) si è conclusa da qualche decina di minuti e ora mi appresto a cenare.
È stata un po' caotica, tra collegamenti a singhiozzo, nuvole, connessioni che non andavano (sono pure andato in scena per pochi minuti quando Federico ha avuto proprio problemi di connessione...), ma alla fine non è andata male!
E sono anche riuscito a scattare un paio di foto al cielo mentre l'eclisse era vicina al picco:
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martedì 11 agosto 2026

La grande inondazione marina

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In un agile volumetto di poco più di cento pagine sono raccolti due racconti di Paolo Sista (che abbiamo già incontrato ne L'orrido verde) di evidente ispirazione lovecraftiana, La grande inondazione marina, che da il titolo al libercolo, e La scogliera.
Il primo ha una sinossi interessante: il protagonista si sveglia sulla spiaggia dopo una catastrofe geologica, per riprendere anche quanto scritto in quarta di copertina. L'esecuzione, però, non è stata di mio completo gradimento. Tra porzioni del testo che sembrano uscite da un verbale dei carabinieri, e una scrittura che cerca di trasmettere la mente delirante del protagonista, ma che in ultima analisi rischia semplicemente di annoiare, a meno di non saltare pezzi del testo (cosa che non nascondo di avere fatto), ci si perde in un racconto che da un lato avrebbe sicuramente giovato di una formattazione differente (maggiore spaziatura tra alcune porzioni del testo, uso di font differenti tra le varie porzioni del racconto), e dall'altro di una riduzione qua e là del testo stesso.
Più efficace mi è sembrato, invece La scogliera, in cui si racconta di un incontro un po' particolare di un guardiano notturno con un gruppo di persone evidentemente dedite al culto di uno dei Grandi Antichi. Forse solo il finale, che sembra più una troncatura che un riportare la storia alla sua normalità, poteva essere cesellato un po' meglio, ma a parte questo abbastanza trascurabile dettaglio, l'ho gradito molto di più del racconto titolare del titolo.

domenica 9 agosto 2026

Topolino #3689: L'ultimo spettacolo


Mentre proseguono le copertine estive dalla colorazione un po' anni Novanta (chi ha pensato a Minni&Company?) arriva alla sua conclusione la serie Circus con, appunto, L'ultimo spettacolo.
Il circo Shadow vede chi lo inseguiva, raggiungerlo, un po' come il passato che chiede il conto. E nel frattempo i suoi componenti dovranno interrogarsi sul futuro del circo e, soprattutto, se riporre fiducia nell'ultimo arrivato, Mick.
Giovanni Di Gregorio, per l'occasione riunitosi con Paolo Mottura, che ricordo disegnò il primo episodio di Circus, confeziona una degna chiusura perla serie. Solo la scelta finale di Mick lascia un po' perplessi e, diciamolo, anche con l'amaro in bocca, nonostante i disegni di Mottura sembrano dire che, in fondo, i sogni non possono restare rinchiusi troppo a lungo.
Per il resto il numero non propone nulla di realmente rilevante: una nuova storia dedicata ai viaggi dei paperiin Europa, I viaggiatori dell'Olimpodi Alessandro Ferrari per i disegni di Umberto Sacchelli e Giulia Lomurno, che ha il pregio di cambiare direzione un paio di volte permettendo al lettore di non sedersi troppo sugli allori di una storia già vista; la conclusione con il solito litigio tra vicini, questa volta con Anacleto, ne Il pisolino impossibiledi Danilo Deninotti e Marco Palazzi, che però invece di farmi ridere, mi ha fatto passare tutro il (per fortuna) breve tempo di lettura pensando più all'assurdità della vicenda che alla sua presunta ridicolaggine.

sabato 8 agosto 2026

DuckTales: Ai quattro angoli del globo

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La serie televisiva DuckTales arrivò sul piccolo schermo nel lontano 1987. Con una sigla travolente che ancora oggi molti ricordano, portò per la prima volta il personaggio di Zio Paperone a essere protagonista quasi indiscusso delle varie puntate. Le avventure vissute dai paperi nel corso di quei 100 episodi, cui va aggiunto anche un film, Alla ricerca della lampada perduta, di produzione francese se la memoria non mi inganna, erano basate soprattutto sulle storie di Carl Barks pubblicate su Uncle Scrooge.
Gli ideatori della serie ebbero, però, tutta una serie di idee interessanti che si discostarono comunque in maniera evidente dalle storie barksiane: prima di tutto allontanarono Paperino facendolo arruolare nella marina; a quel punto i nipotini vennero affidati a Paperone; al fianco di quest'ultimo si trovava un maggiordomo fisso, nello stile italiano, ma con fattezze diverse, tale Archie, mentre per aiutarlo con i nipotini c'era la tata Bentina, generalmente chiamata... Tata, che a sua volta aveva una nipote, Gaia. Il cast era completato da Fenton, il contabile di Paperone (ma nei fatti una specie di tuttofare) e, soprattutto, il mitico Jet McQuack, pilota d'aerei piuttosto maldestro.
Visto il grande successo della serie, al cui interno venne introdotto un supereroe, ispirato a Robocop, ovvero Robopap, sotto la cui armatura, costruita da Archimede, si nasconde proprio il buon Fenton, venne lanciato uno spin-off che a sua volta ebbe un altrettanto grande successo, Darkwing Duck. Il collegamento tra le due serie era Jet McQuack, che si era trasferito nella città di Doppia D per fargli da assistente.
La serie ebbe un revival tra il 2017 e il 2020 per un totale di 69 puntate.

venerdì 7 agosto 2026

Paperinik #115: L'ultimo desiderio

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Rispetto al numero precedente, la selezione delle storie di Paperinik proposte a luglio è decisamente più interessante grazie a Il giorno di ghiaccio di Carlo Panaro e Marco Mazzarello, storia dalle atmosfere supereroistiche che nella sua uscita originaria, su Topolino #2851 era abbinata, se la memoria non mi inganna, a un gadget paperinikiano. Purtroppo posso dire poco altro sul resto del sommario, visto che la parte centrale dell'albo vede una stampa difettosa, che ripropone pagine già stampate in precedenza in luogo delle storie previste. Così possiamo passare agevolmente alla storia inedita di francesco Testi e Giovanni Preziosi, L'ultimo desiderio.

Questione di prospettive

Quando è iniziato agosto, nella mia mente avevo intenzione di uscire con un post al giorno. Di idee ne avevo, indubbiamente, e in aggiunta quest'anno sono costretto a passare tutto il mese a Milano, senza ferie. Poi, però, mi sono ritrovato a pubblicare poco e scrivere tanto: ero in ritardo con la scrittura di alcune recensioni, uno di quei contenuti che in effetti, in settimane fiacche come questa che sta volgendo al termine può essere tirato fuori alla bisogna. Solo che alla fine ne ho pubblicata solo una.
Il perché e il percome alla fine non ho dato fondo a queste bozze è legato in parte al voler dare la priorità alla scrittura di cose nuove, in parte all'intima volontà di non monopolizzare il blog, per quanto per una decina di giorni, esclusivamente con delle recensioni. E, come scritto all'inizio, c'era poi quella sorta di tranquillità, forse rassegnazione (che ho da almeno un mese) che avrei passato agosto a Milano.
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Fino a fine luglio ho avuto in corso d'opera un assegno di ricerca, che non prevede le ferie: questo voleva dire, semplicemente, che in questo periodo, compatibilmente con le ferie del resto della redazione di EduINAF, potevo tranquillamente spostarmi e tornare in Calabria e nel caso lavorare da giù. Con agosto, però, è iniziato un nuovo contratto a Tempo Determinato (TD), che da diritto alle ferie. Che però non ho ancora maturato e dunque non posso ancora andare in ferie. In più nel periodo iniziale non posso nemmeno accedere allo smart (il lavoro da casa) e dunque ecco che tutto si è combinato per un agosto milanese.
In pratica quello che mi ha portato al TD è stato il terzo concorso sul posto di lavoro che occupo. Una necessità sorta a causa della mancanza di stabilizzazione da parte dell'INAF e della conseguente incertezza sul futuro. Onestamente ne avrei fatto a meno, del concorso intendo, ma i vantaggi che si porta dietro il TD sono indubbiamente molteplici, inclusa la possibilità che, quando sarà il momento giusto, potrei evitarmi il quarto concorso per un posto di lavoro che già occupo da diversi anni (quasi un decennio, mi pare).
Se vi sembro un po' polemico su tutta la situazione, semplicemente è perché lo sono. E mi sto anche trattenendo.
Non voglio approfondire oltre questa faccenda, altri lo hanno fatto e lo stanno facendo in lungo e in largo. E certo molti più dall'esterno che dall'interno, o dal punto di vista dei precari. Forse potrei perderci del tempo in futuro. E forse no. Per ora cercherò di sfruttare nel modo migliore possibile il mese che mi si para davanti.

giovedì 6 agosto 2026

Il circo di Satana

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Eleanor Furneaux Smith è stata una giornalista e scrittrice britannica dalla vita fin troppo breve. Con all'attivo una decisna di romanzi e due racconti, alcuni di essi anche portati sul "grande schermo", ha raccontato in particolare la vita nomade dei rom e del circo. Ed è proprio su un circo particolare che si concentra uno dei due racconti pubblicato all'interno della collana de I singoli de "La biblioteca di Lovecraft", una storia dal gusto gotico ambientata sotto il tendone di un circo inquietante sempre in viaggio, quasi in fuga, e gestito da una coppia amorale di marito e moglie.
Il racconto è in rima persona ed è un incastro di due voci, quella del narratore, che va alla ricerca di informazioni sul Circo Brandt, è quella dell'unico testimone che trova il coraggio di parlare di ciò che avviene sotto il suo tendone. Ombre, inganni e sotterfugi attraversano la breve storia. L'atmosfera gotica del racconto è palpabile a ogni pagina, ma la parte più inquietante è riservata per il finale, un piccolo colpo di teatro in qualche modo intuibile per gli appassionati del genere, ma non per questo meno "gustoso".