
Questa è una storia di emozioni mostruose e di ambizioni sfrenate. E' una storia di sortilegi, di tradimenti e d'ideali onorevoli, di sofferenze e piaceri spaventosi, di amore amaro e di dolce odio.La prima volta che incontrai Elric, se la memoria non mi inganna, fu in uno dei volumi dedicati a Conan raccolti nel cofanetto che Newton Compton dedicò a Robert Erwin Howard. Probabilmente scritto da uno dei due curatori di quella raccolta, Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, raccontava di un personaggio, Elric, appunto, che era antitesi di Conan: mentre quest'ultimo era espressione di forza, Elric era espressione di debolezza; mentre Conan era tutto muscoli, Elric per sostenere se stesso e poter combattere, aveva bisogno di magie oscure. In pratica Elric rappresentava tutto ciò contro cui Conan combatteva e che persino disprezzava. E nonostante all'epoca trovassi Conan un gran bel personaggio (e continuo a trovarlo tale ancora adesso, nonstante molti critici non riescano a vedere oltre i suoi muscoli), rimasi completamente affascinato da quella descrizione di questo stregone, tanto che per diverso tempo drizzai le orecchie per carpire, invano, qualsiasi volume che ristampasse i suoi romanzi e racconti.
Questa è la storia di Elric di Melniboné.
Il secondo contatto con il personaggio arrivò diversi anni più tardi, dopo il mio arrivo a Milano. Fu una visione fugace, quella della copertina dell'edizione italiana di, probabilmente, The Making of a Sorcerer, fumetto del 2004 di Walt Simonson e scritto dal creatore del personaggio: Michael Moorcock.
Non presi quel volume e per un semplice motivo: volevo prima leggere i romanzi.
Il primo, vero contatto con Elric era quindi solo rimandato.





