Stomachion

domenica 13 settembre 2026

Topolino #3694: L'isola delle folgori

Dopo il prologo in formato daily strp di settimana scorsa, si resta un po' straniti di fronte a una storia con un montaggio "tradizionale", ma non è l'unico elemento che mi ha lasciato perplesso di fronte a L'isola delle folgori di Francesco Artibani e Alessandro Pastrovicchio.
La storia in se è interessante e ha un inizio in qualche modo sovrapponibile alla Dimensione Delta di Romano Scarpa. Su Topolinia, infatti, si abbatte una tempesta di fulmini, che combina un po' di danni in città. Il mattino dopo Topolino, Pippo e Setter ricevono uno "psicogramma" (un messaggio olografico recapitato da una sfera volante) dal professor Enigm. E così i tre si dirigono in soccorso del loro nuovo amico. O forse non così nuovo.
La storia, infatti, pubblicizzata come sequel de L'uomo nuvola, presenta alcuni elementi che suggerirebbero che ci sono stati altri incontri non narrrati, ma al contempo gli unici flashback che ci vengono mostrati sono rivisitazioni della storica avventura di Floyd Gottfredson. Inoltre queste scene vintage cozzano e non poco con l'ambientazione moderna della storia, evidente dal design delle automobili e, soprattutto, dalla presenza degli smartphone.
Possiamo considerare tutto ciò trascurabile? Non esattamente, visto che sembra assumere una certa importanza narrativa. Capisco che non è esattamente una storia celebrativa come altre scritte da Artibani con piglio più filologico, ma questo mix di atmosfere differenti (da un lato il colore vintage e il mido così gottfredsoniano di Pastrovicchio di muovere i personaggi, dall'altro il tempo moderno, sottolineato dai già citati smartphone, ma anche dalla presenza di droni) crea alla fine proprio quell'effetto straniante di cui sopra, che non mi ha aiutato per nulla a entrare nella pur ben fatta storia.
Il resto del sommario è, però, altrettanto ricco e ben fatto e mi dispiace un po' non potermi dilungare troppo.
Iniziamo con La procastibolla tergiversatrice, storia ideata da Marco Nucci e Niccolò Testi, scritta da quest'ultimo e disegnata da Claudio Sciarrone. Protagonista è il buon Newton che inventa una sfera che permette di rallentare il tempo fino quasi a fermarlo in un raggio di qualche metro (una distanza compatibile all'incirca con la chioma della quercia di Newton). Ovviamente non tutto andrà per il verso giusto per Newton e Qui, Quo, Qua.
Ovviamente per ottenere un effetto del genere bisognerebbe modificare il campo gravitazionale oppure la velocità dei soggetti all'interno della bolla, il che, per esempio, renderebbe un po' complicato vedere anche solo un film su qualsiasi piattaforma di streaming, figuriamoci sette come fanno Newton e i nipotini!
La storia di chiusura, P.d.P. Scarlet Siren, sempre scritta da Testi ma questa volta per i disegni di Nico Picone, ci riporta al Paperone del tempo di Louisville, impegnato in questa occasione con un recupero nei fondali del limaccioso Mississippi. Storia bella, appassionante e filologicamente corretta, promette di avere dei seguiti ancora più spumeggianti.
Ultima citazione per L'aristocratico Ba-Lord, disegnata da Federico Franzò. Protagonisti sono Paperone e Dinamite Bla in missione di consulenza in Gran Bretagna. La sorpresa, oltre che il motivo per cui la cito, è il nome dello sceneggiatore: Roberto Gagnor! Pensavo che ormai le sue storie per il Topo fossero finite, e invece ce n'era ancora qualcuna in giro. Vedremo se ce ne saranno ancora altre in futuro!

sabato 12 settembre 2026

Arkham City: L'ordine del mondo

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Prima di affrontarlo in una storia di Batman nella maxi-serie Schemi oscuri, Dan Watters aveva trattato il tema della follia e delle malattie mentali attraverso la lente di uno dei più folli tra i componenti della bat-family: Jean-Paul Valley, meglio noto come Azrael.
Ideato da Denny O'Neil e Joe Quesada, fece il suo esordio sulla miniserie Sword of Azrael dell'ottobre 1992. Braccio armato di un ordine religioso "deviato", in qualche modo legato ai templari, oscilla tra il condizionamento ricevuto durante l'addestramento, che lo porta a un profondo fanatismo religioso che sfocia in una violenza incontrollata, e una profonda autocritica sulle sue azioni e sulla visione distorta che gli è stata impartita.
È proprio in questa fase di riflessione che lo troviamo nel prologo di Arkham City, ovvero le tre storie che Watters ha scritto per Batman: Urban Legends e disegnate dal fumettista croato Nikola Cizmesija. In questo trittico di storie brevi il tormento interiore di Jean-Paul viene esplicitato grazie ai suoi pensieri al riguardo di un ex-tossicodipendente ormai prossimo alla morte che ha trovato la fede. Jean-Paul, diviso tra il suo dovere di infermiere di assisterlo e la constatazione che in fondo se l'è cercata, deve gestire questa dicotomia in contemporanea con l'indagine su una misteriosa sostanza che sembra dare l'immortalità a chi la assume. Watters, in questo modo, riesce a sintetizzare perfettamente tutti gli elementi cardine del personaggio, costruendo una storia al tempo stesso potente e profonda che, come scritto sopra, fa da antipasto a L'ordine del mondo, la storia principale che da il titolo al volume.

venerdì 11 settembre 2026

Una questione jacobiana

Pur non avendo una storia lunga come quella dell'ultimo teorema di Fermat, la congettura jacobiana risulta particolarmente interessante per diversi motivi. Tale congettura si occupa dei polinomi a più variabili e afferma che se una funzione polinomiale in uno spazio a \(n\) dimesioni ha uno jacobiano costante e non nullo, allora la funzione ammette un'inversa polinomiale.
Il nome della congettura, che richiama il matematico tedesco Carl Gustav Jacob Jacobi, discende proprio dallo jacobiano, o per essere più precisi dal determinante jacobiano della matrice associata alla funzione polinomiale oggetto della congettura stessa. Gli elementi di questa matrice sono costituiti dalle derivate parziali della funzione polinomiale.
La prima formulazione di questa congettura risale al 1884 in un articolo di Ludwig Kraus, che ne fornisce anche una dimostrazione, che però si rivelò errata, nel caso di due dimensioni. La formulazione moderna in \(n\) dimensioni risale a una cinquantina di anni più tardi, il 1939 e porta la firma di Ott-Heinrich Keller.
Non è chiaro chi assegnò tale nome alla congettura. Uno dei primi utilizzi di questo nome risale al 1973 in un articolo di Masayoshi Miyanishi, però secondo Tzuong-Tsieng Moh fu dopo un seminario di Oscar Zariski tenuto alla fine degli anni Sessanta del XX secolo presso la Purdue University che la comunità matematica decise di chiamare tale congettura come congettura jacobiana.

mercoledì 9 settembre 2026

I batteri risolvono problemi

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Scritto così, sembra quasi il titolo di un racconto satirico, ma in realtà è qualcosa che si sta studiando da un po' ed ha a che fare con la cosiddetta bioinformatica (o biocomputing, per essere più precisi) cellulare. L'idea dietro questa disciplina è quella di utilizzare i processi cellulari per eseguire i calcoli.
La cosa non dovrebbe sembrare troppo strana, visto che è da almeno un decennio che sento parlare di microchip realizzati con le più disparate cellule organiche. Ci sono diversi vantaggi nell'andare verso una tecnologia biologica rispetto a quella usuale a microchip. Innanzitutto una questione legata ai limiti energetici, e poi c'è la non indifferente questione del reperimento delle risorse per costruirli. Allo stato attuale, però, la tecnologia dei bio-computer è ancora agli inizi anche se il risultato ottenuto dal team di ricerca del Saha Institute of Nuclear Physics in India potrebbe essere piuttosto interessante per i futuri sviluppi in questo campo.

martedì 8 settembre 2026

Noia terminale

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Ad attirarmi tra le spire di Suzuki Izumi è stato indubbiamente il racconto d'apertura della raccolta, Un mondo di donne e donne, una distopia in cui gli uomini vengono segregati in una specie di periferia degradata. Alla fine ne emerge un mondo in qualche modo orwelliano, persino nell'atto di ribellione, in qualche modo inconsapevole, della giovane protagonista, che proprio a causa delle mancanze del suo mondo non si rende pienamente conto dell'atto di violenza subita, quasi spiegato come una naturale pulsione della natura.
La disfunzionalità dei mondi raccontati da Izumi, però, si ripresenta puntuale in ognuno dei racconti della raccolta, 7 in totale, tutti caratterizzati da protagonisti in qualche modo sconnessi da un mondo che presenta aspetti di spersonalizzazione più o meno marcati.
In qualche modo, come suggerisce lo stesso titolo della raccolta, che poi è anche il titolo dell'ultimo racconto, sembra quasi essere la noia a muovere i passi dei protagonisti dei racconti, in storie ora surreali, ora intimiste, ma più o meno tutte intrise di disperazione e alienazione. Si intravedono, a volte, degli sprazzi di ironia, come in Picnic notturno, ma nel complesso questi racconti colpiscono il lettore anche e soprattutto per la capacità di essere riusciti a raccontare, con decenni di anticipo, una realtà così vicina alla nostra.

lunedì 7 settembre 2026

L'utilità delle zanzare e degli scarafaggi (e altre storie bizzarre)

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Di solito mi distraggo e vado alla ricerca di notizie sugli Ig Nobel quando ormai si stanno per assegnare i premi Nobel veri e propri. Quest'anno, invece, sono stato un po' più "sul pezzo", come si suol dire e così ho deciso di scrivere un paio di righe sui premi assegnati in questa edizione. La cerimonia di quest'anno, tra l'altro, si è svolta a Zurigo, in Svizzera, e questo per semplificare ai vari vincitori le procedure di arrivo, visto che gli Stati Uniti, grazie alla seconda amministrazione Trump sono diventanti uno stato-nazione di difficile raggiungimento per molte persone nel mondo.
Veniamo, però, alle due ricerche che danno il titolo a questo post.
Quando arriva l'estate siamo in molti a chiederci se ci sia un modo per debellare queste pestifere zanzare, che pungono di qua e di là e che sono sempre difficili da afferrare. E sorge anche spontanea la domanda se siano effettivamente utili a qualcosa, in natura, e se a quel punto non convenga provare a sterminarle. Ora, però, potremmo avere un buon motivo per non farlo, e questo grazie alla ricerca che ha vinto l'Ig Nobel per la tecnologia:

domenica 6 settembre 2026

DC K.O. #3: Una gran confusione

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Avevamo lasciato i supereroi impegnati nel torneo all'interno del Cuore di Apokolips alla vigilia di una serie di sfide uno contro uno che Panini ha pubblicato in un apposito volume, All Fight, che a differenza dei tie-in di Death Metal non ho ritentuo opportuno acquistare.
Dopo quelle sfide, gli eroi rimasti, con due supercriminali come Lex Luthor e Joker, erano in totale otto. E questi otto sono quelli da cui riparte questo terzo numero del crossover, sempre scritto da Scott Snyder per i disegni di Javi Fernandez.
La sfida che gli otto rimasti devono affrontare è particolare: ognuno di loro, infatti, deve sceglie una specie di assistente che lo aiuterà nel corso della sfida. Devo dire, come in parte suggerito dal titolo che ho dato al post, che al netto della scelta narrativa di Snyder (dare voce al Cuore, cosa che non ho fradito molto nemmeno in questo numero), ho trovato la storia, per quanto adrenalinica, anche un po' troppo confusionaria. Alla fine i flashback e le visioni di Superman di un mondo idilliaco sono risultati, in un certo senso, dei momenti di freschezza più che gradevoli, nonostante siano in qualche modo rovinati dalla voce narrante.

sabato 5 settembre 2026

Topolino #3693: Tutti in pista con Kimi Paperelli!

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In occasione del Gran Premio d'Italia 2026 di Formula 1 che si correrà domani, Topolino propone alcune pagine dedicate proprio alla Formula 1. Si inizia con un'intervista ad Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano della Mercedes al momento in testa alla classifica del campionato 2026. All'interno dell'intervista si trovano una manciata di autoconclusive con Kimi Paperelli protagonista realizzate da Stefano Petruccelli e Alessandro Perina: simpatica, in particolare, quella in cui il buon Kimi finisce per guidare il trattore di Nonna Papera, che in qualche modo fa il paio con la dichiarazione di inizio campionato di Max Verstappen che disse che avrebbe cercato il limite anche guidando un carrello della spesa!
A queste si affiancano anche una manciata di storie, divertenti, della serie Mickey x F1 realizzate per la Disney internazionale da Alessandro Ferrari e Marco Mazzarello in cui abbiamo l'intero cast disneyano impegnato in Formula 1. Probabilmente la serie nasce all'interno del nuovo accordo di partnership tra la Disney e la F1, e potrebbe essere anche il motivo per cui il volume Accendete i motori (che ho ordinato in fumetteria), che sarebbe dovuto uscire abbinato con il Topo della scorsa settimana, è stato annunciato letteralmente all'ultimo istante utile.
A parte questi contenuti proposti ai lettori appositamente per il Gran Premio d'Italia, il sommario presenta alcune valide e interessanti proposte. Non le racconterò tutte, come sempre, ma mi concentrerò su alcune, partendo, però, dal fondoo.