Stomachion

lunedì 31 agosto 2026

Com'era e come non era

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A proposito di una vecchia inchiesta di Report sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari, Luca Di Fino scriveva:
Così a occhio, con la mia esperienza di analisi dati, io non vedo nessun aumento di tumori correlato con l'aumento esponenziale dell'uso dei cellulari.
Quella puntata l'avevo vista e me ne ero anche occupato, provando a fare una raccolta di link sul tema dell'influenza delle onde elettromagnetiche, che però è andato perduto visto che il servizio su cui mi ero appoggiato è ormai chiuso da tempo (e peraltro quella raccolta è una delle poche irrecuperabile con la wayback machine).
Se non posso recuperare quella raccolta, posso però dire che da quella puntata in poi il mio rapporto con Report è decisamente cambiato: da allora non l'ho quasi più seguito e ho anche trovato complicato far passare il perché a chi era rimasto un fan della trasmissione. Non mi mostravano, tanto, obiezioni, quanto proprio una specie di effetto "orecchie da mercante", come se quanto raccontato non venisse nemmeno recepito: e sto parlando anche di persone acculturate!
Chiudo con un passo tratto da un articolo di Marco Viviani citato sempre da Luca in un suo post del 2017 (quando Sigfrido Ranucci era già diventato conduttore della trasmissione):
Credevo, onestamente, fosse un mio pensiero, invece a quanto pare l'abbiamo scoperto tutti, lo pensavamo tutti, o comunque in tanti. Andate a vederli: chilometri di commenti di professionisti di aeronautica, ambiente, alimentazione, ingegneria, che all'unisono denunciano "finché non hanno parlato del tema che conosco bene mi piacevano, poi quella volta che hanno parlato del mio ambito è stato un disastro". Tutti così.

Tutta mia la città: La via delle signorine

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Una volta sceso dal tram, alla fermata di fronte al Piccolo Teatro Strehler, mi avvio verso l'Osservatorio Astronomico di Brera, ospitato all'interno di Palazzo Brera. Per giungere alla mia destinazione percorro una strada, vuota al mattino, soprattutto in qesti giorni, ma spesso piena di turisti durante il giorno, in particolare nell'ora dei pasti, dal nome piuttosto particolare: via Fiori Chiari. Questa, una volta giunti in vista di Palazzo Brera, prosegue costeggiando il palazzo stesso cambiando, però, nome in via Fiori Oscuri, strada molto meno trafficata (e dunque più tranquilla) per via di una minore concentrazione di locali.

domenica 30 agosto 2026

Topolino #3692: Caccia al tesoro

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L'estate è il momento in cui gli amici fanno cose divertenti insieme. A volte queste cose sono un po' paurose, come nei romanzi di Stephen King o San Simmons, altre sono fantastiche, come nei film di Dteven Spielberg. E altre ancora sono avventurose, come in Ricordo di un'estate, storia d'apertura, in due tempi, di Francesco Pelosi e Mattia Surroz.
La storia, che rientra dentro la serie di Area 15, si concentra su un ristretto gruppo del club: Giggs, Pennino, Newton e Qui. I quattro amici, ognuno con le loro specificità, non senza litigi e incomprensioni, affrontano un'avventura alla ricerca di un misterioso tesoro perduto nascosto da qualche parte nei dintorni di Quakctown da Clinton Coot, fondatore delle Giovani Marmotte, nonché padre di Elvira Coot, meglio nota ai lettori come Nonna Papera.
Il rapporto con la natura, il valore dell'amicizia, il saper guardare oltre ciò che si vede con gli occhi, il rispetto del passato per imparare a vivere nel presente, tutti elementi che arricchiscono la lettura. La storia, poi, è quasi un unicum per la produzione italiana, visto che Nonna Papera non solo si riferisce a Clinton come a suo padre, ma lo fa con un moto di commozione, quasi trattenendo una lacrima (in questo caso ottimo Surroz nel catturare questa timida emozione).

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!

Tutta mia la città: Il duca di Milano

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A (relativamente) pochi passi da Palazzo Brera è possibile raggiungere a piedi il Castello Sforzesco, che si affaccia su una grande piazza al cui centro si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi. All'interno del Castello Sforzesco si trova il parco più grande della città, Parco Sempione, al cui interno (di fatto sul lato opposto rispetto al castello) c'è la Cascina Nascosta, sede del Circolo Legambiente Milano Centro, di cui sono co-fondatore.
Anche in questi giorni di calura e di città svuotata, Piazza Castello e il Castello Sforzesco sono animati durante il giorno dal via vai dei turisti e dei tram, mentre la sera dagli eventi estivi organizzati per chi è rimasto in città. Intorno al castello, eretto nel XV secolo da Francesco Sforza, duca di Milano, proprio nei pressi dell'ingresso, si trovano un paio di chioschi di panini, piuttosto noti in città, dove si ristorano normalmente non solo i turisti, ma anche coloro che lavorano in zona.
Raccontare la sua storia, o anche solo il suo ricco museo, sarebbe cosa lunga e, in qualche modo, anche lontana dall'idea di questa serie, raccontare alcuni sprazzi di Milano sfruttando il "deserto" agostano. C'è, però, un modo che ritengo in qualche modo originale per raccontarlo: fornire qualche spunto di una vecchia storia di Topolino, Zio Paperone duca di Milano scritta da Giorgio Pezzin per i disegni di un (o più) anonimo fumettista Studio Recreo, studio creativo spagnolo fondato da Francesc Bargadà nel 1966.

giovedì 27 agosto 2026

Rompicapi di Alice: Il cambio di giorno

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Come avevo anticipato nella soluzione del terzo rompicapo contenuto nel nodo 10 di A tangled tale di Lewis Carroll, il rompicapo centrale di quel decimo nodo sarebbe stato l'ultimo di questa lunga serie. La soluzione di questo rompicapo, però, ve la fornirò (o proverò a fornirvela) direttamente in questo post. Per definire il problema, però, andiamo a leggere il dialogo tra Balbus, Lambert e Hugh che avviene all'incirca a metà del racconto:
«Bene, ora, supponiamo che qui a Chelsea sia mezzanotte. Allora è mercoledì a ovest di Chelsea (diciamo in Irlanda o in America), dove la mezzanotte non è ancora arrivata; ed è giovedì a est di Chelsea (diciamo in Germania o in Russia), dove la mezzanotte è appena passata?»
«Certamente», ripeté Balbus. Persino Lambert annuì questa volta.
«Ma non è mezzanotte da nessun'altra parte; quindi non può esserci un cambio di giorno da un'altra parte. Eppure, se in Irlanda, in America e così via lo chiamano mercoledì, e in Germania, in Russia e così via lo chiamano giovedì, ci deve essere un posto – non Chelsea – dove i giorni sono diversi ai due lati. E il peggio è che le persone lì hanno i giorni nell'ordine sbagliato: hanno mercoledì a est e giovedì a ovest, proprio come se il loro giorno fosse cambiato da giovedì a mercoledì!»
«Ho già sentito questo enigma!» esclamò Lambert. «E vi spiego. Quando una nave fa il giro del mondo da est a ovest, sappiamo che perde un giorno nel suo conteggio: così, quando torna a casa e chiama quel giorno mercoledì, qui la gente lo chiama giovedì, perché abbiamo avuto una mezzanotte in più rispetto alla nave. E quando si fa il giro inverso si guadagna un giorno.»
«Lo so già», disse Hugh, in risposta a questa spiegazione non proprio chiara: «ma non mi è di aiuto, perché la nave non ha giorni veri e propri. In un senso si hanno più di ventiquattro ore al giorno, nell'altro meno: quindi ovviamente i nomi si sbagliano: ma le persone che vivono in un posto hanno sempre ventiquattro ore al giorno.»
«Suppongo che un posto del genere esista», disse Balbus pensieroso, «anche se non ne ho mai sentito parlare. E la gente deve trovare molto strano, come dice Hugh, avere il vecchio giorno a est e il nuovo a ovest: perché, quando arriva la mezzanotte, con il nuovo giorno davanti e quello vecchio alle spalle, non si vede esattamente cosa succede. Devo rifletterci su.»

Tutta mia la città: Il sole dopo le nuvole

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Mia sorella, all'inizio di questa settimana, è rientrata dalle sue ferie. Una parte di me si aspettava che al contempo le persone in giro per la città sarebbero aumentate considerevolmente, e invece, nonostante un aumento dei lavoratori in giro per le strade e sui mezzi, la città resta ancora sostanzialmente vuota.
Forse è un effetto degli orari che sto facendo in questo periodo, che mi portano a vivere Brera mentre ancora è un po' sonnacchiosa, con i locali che stanno iniziando le attività, magari in attesa dei fornitori (che se arrivi all'orario "giusto" ti rompono le scatole pur essendo un pedone...).
Nel frattempo, negli ultimi giorni, venerdì scorso in particolare, ha piovuto, l'aria si è rinfrescata e mi sono reso conto quanto mi pesava andare in ufficio ogni giorno. Effetto, peraltro, enfatizzato dal lungo periodo in cui, tornando a casa, constatavo di averla tutta per me (cosa che alla distanza non è esattamente piacevole).
E così sono qui, che scrivo queste considerazioni, pensando alla foto che ho scattato proprio venerdì, dopo la giornata di pioggia, mentre andavo in via Paolo Sarpi per svagare il cervello, che mostra il Sole che spunta tra le nuvole.
Tra l'altro questa via, che insieme con via Canonica presenta la più alta concentrazione milanese della comunità cinese cittadina, non è apparsa minimamente colpita dal calo agostano di persone in giro. E a parte per qualche locale chiuso per ferie (o per le temperature: per esposizione è una delle steade più calde di Milano), non sembrava per nulla di essere in agosto a Milano!
Attraversarla, dunque, è stato un modo per "prendere aria", ma anche per vedere un po' più di persone in giro.
E in ogni caso qualunque accostamento tra ciò con cui ho iniziato questo post e la sua foto d'apertura non è per nulla casuale!