Stomachion

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!

Tutta mia la città: Il duca di Milano

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A (relativamente) pochi passi da Palazzo Brera è possibile raggiungere a piedi il Castello Sforzesco, che si affaccia su una grande piazza al cui centro si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi. All'interno del Castello Sforzesco si trova il parco più grande della città, Parco Sempione, al cui interno (di fatto sul lato opposto rispetto al castello) c'è la Cascina Nascosta, sede del Circolo Legambiente Milano Centro, di cui sono co-fondatore.
Anche in questi giorni di calura e di città svuotata, Piazza Castello e il Castello Sforzesco sono animati durante il giorno dal via vai dei turisti e dei tram, mentre la sera dagli eventi estivi organizzati per chi è rimasto in città. Intorno al castello, eretto nel XV secolo da Francesco Sforza, duca di Milano, proprio nei pressi dell'ingresso, si trovano un paio di chioschi di panini, piuttosto noti in città, dove si ristorano normalmente non solo i turisti, ma anche coloro che lavorano in zona.
Raccontare la sua storia, o anche solo il suo ricco museo, sarebbe cosa lunga e, in qualche modo, anche lontana dall'idea di questa serie, raccontare alcuni sprazzi di Milano sfruttando il "deserto" agostano. C'è, però, un modo che ritengo in qualche modo originale per raccontarlo: fornire qualche spunto di una vecchia storia di Topolino, Zio Paperone duca di Milano scritta da Giorgio Pezzin per i disegni di un (o più) anonimo fumettista Studio Recreo, studio creativo spagnolo fondato da Francesc Bargadà nel 1966.

giovedì 27 agosto 2026

Rompicapi di Alice: Il cambio di giorno

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Come avevo anticipato nella soluzione del terzo rompicapo contenuto nel nodo 10 di A tangled tale di Lewis Carroll, il rompicapo centrale di quel decimo nodo sarebbe stato l'ultimo di questa lunga serie. La soluzione di questo rompicapo, però, ve la fornirò (o proverò a fornirvela) direttamente in questo post. Per definire il problema, però, andiamo a leggere il dialogo tra Balbus, Lambert e Hugh che avviene all'incirca a metà del racconto:
«Bene, ora, supponiamo che qui a Chelsea sia mezzanotte. Allora è mercoledì a ovest di Chelsea (diciamo in Irlanda o in America), dove la mezzanotte non è ancora arrivata; ed è giovedì a est di Chelsea (diciamo in Germania o in Russia), dove la mezzanotte è appena passata?»
«Certamente», ripeté Balbus. Persino Lambert annuì questa volta.
«Ma non è mezzanotte da nessun'altra parte; quindi non può esserci un cambio di giorno da un'altra parte. Eppure, se in Irlanda, in America e così via lo chiamano mercoledì, e in Germania, in Russia e così via lo chiamano giovedì, ci deve essere un posto – non Chelsea – dove i giorni sono diversi ai due lati. E il peggio è che le persone lì hanno i giorni nell'ordine sbagliato: hanno mercoledì a est e giovedì a ovest, proprio come se il loro giorno fosse cambiato da giovedì a mercoledì!»
«Ho già sentito questo enigma!» esclamò Lambert. «E vi spiego. Quando una nave fa il giro del mondo da est a ovest, sappiamo che perde un giorno nel suo conteggio: così, quando torna a casa e chiama quel giorno mercoledì, qui la gente lo chiama giovedì, perché abbiamo avuto una mezzanotte in più rispetto alla nave. E quando si fa il giro inverso si guadagna un giorno.»
«Lo so già», disse Hugh, in risposta a questa spiegazione non proprio chiara: «ma non mi è di aiuto, perché la nave non ha giorni veri e propri. In un senso si hanno più di ventiquattro ore al giorno, nell'altro meno: quindi ovviamente i nomi si sbagliano: ma le persone che vivono in un posto hanno sempre ventiquattro ore al giorno.»
«Suppongo che un posto del genere esista», disse Balbus pensieroso, «anche se non ne ho mai sentito parlare. E la gente deve trovare molto strano, come dice Hugh, avere il vecchio giorno a est e il nuovo a ovest: perché, quando arriva la mezzanotte, con il nuovo giorno davanti e quello vecchio alle spalle, non si vede esattamente cosa succede. Devo rifletterci su.»

Tutta mia la città: Il sole dopo le nuvole

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Mia sorella, all'inizio di questa settimana, è rientrata dalle sue ferie. Una parte di me si aspettava che al contempo le persone in giro per la città sarebbero aumentate considerevolmente, e invece, nonostante un aumento dei lavoratori in giro per le strade e sui mezzi, la città resta ancora sostanzialmente vuota.
Forse è un effetto degli orari che sto facendo in questo periodo, che mi portano a vivere Brera mentre ancora è un po' sonnacchiosa, con i locali che stanno iniziando le attività, magari in attesa dei fornitori (che se arrivi all'orario "giusto" ti rompono le scatole pur essendo un pedone...).
Nel frattempo, negli ultimi giorni, venerdì scorso in particolare, ha piovuto, l'aria si è rinfrescata e mi sono reso conto quanto mi pesava andare in ufficio ogni giorno. Effetto, peraltro, enfatizzato dal lungo periodo in cui, tornando a casa, constatavo di averla tutta per me (cosa che alla distanza non è esattamente piacevole).
E così sono qui, che scrivo queste considerazioni, pensando alla foto che ho scattato proprio venerdì, dopo la giornata di pioggia, mentre andavo in via Paolo Sarpi per svagare il cervello, che mostra il Sole che spunta tra le nuvole.
Tra l'altro questa via, che insieme con via Canonica presenta la più alta concentrazione milanese della comunità cinese cittadina, non è apparsa minimamente colpita dal calo agostano di persone in giro. E a parte per qualche locale chiuso per ferie (o per le temperature: per esposizione è una delle steade più calde di Milano), non sembrava per nulla di essere in agosto a Milano!
Attraversarla, dunque, è stato un modo per "prendere aria", ma anche per vedere un po' più di persone in giro.
E in ogni caso qualunque accostamento tra ciò con cui ho iniziato questo post e la sua foto d'apertura non è per nulla casuale!

mercoledì 26 agosto 2026

I'm going home

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Cause I've seen blue skies, through the tears
In my eyes
And I realise.. I'm going home.

Salviamo Rai Scuola dalla chiusura

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Rai Scuola rischia la chiusura: firma la petizione per provare a salvarla.
Tra il 1960 e il 1968 la Rai mandò in onda un programma televisivo ancora oggi spesso citat: Non è mai troppo tardi. Condotto da Alberto Manzi e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, aveva un sottotitolo che ben ne identificava gli obiettivi: Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta.
Manzi, che curò anche i contenuti del programma insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva intrapreso la carriera di insegnante, peraltro in un contesto ancora oggi ritenuti difficile: un carcere. In particolare in un'intervista del 1997 rilasciata a Roberto Farné disse:
Soprattutto dopo l'esperienza della guerra, l'idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, (...) rinnovare un po' la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano.
Il programma ebbe un impatto non trascurabile, anche se sembra non quantificato, sull'alfabetizzazione in Italia. Consideriamo che in molti paesi sperduti dell'Italia dell'epoca, nonostante le difficoltà, il televisore era entrato nelle case delle famiglie italiane, mentre gli istituti scolastici non avevano una presenza altrettanto capillare. Senza contare il fattore psicologico, legato al dover in qualche modo ritornare sui banchi di scuola insieme ai propri figli.
Questa prima esperienza di fatto diede il via a quella che è oggi nota come Rai Cultura, struttura della Rai che si occupa delle attività culturali ed educative sin dal 1975, quando venne istituito per legge come Dipartimento Scuola Educazione.
Nel 1997 il Dipartimento vara il canale satellitare RaiSat 3 - Enciclopedia, successivamente rinominato (o sostituito da) Rai Educational Sat, al quale, nel 2000, venne affiancato Rai Lab, dedicato a corsi di formazione a distanza (ricordo che, per curiosità, ne seguii un paio, visto che a notte fonda venivano trasmessi sui canali in chiaro). I due canali divennero poi Rai Edu 1 e Rai Edu 2 e nel 2009 vennero rinominati rispettivamente Rai Scuola e Rai Storia.
Nel corso di questi ultimi 15 anni Rai Scuola ha prodotto diversi programmi interessanti, dedicati a varie discipline, anche un po' trascurate come la filosofia o l'economia, senza dimenticare la divulgazione vera e propria. Inoltre nel periodo del covid, sempre con il supporto del Ministero dell'istruzione, è diventato, in un afascia oraria prestabilita, una sorta di aula virtuale a disposizione degli studenti costretti a casa dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Il ruolo di Rai Scuola, dunque, è stato importante all'interno della società italiana, e questo nonostante riscontri d'ascolto decisamente di nicchia (non ha mai superato lo 0.14% di media annuale). Eppure la Rai, nonostante questa storia decennale, iniziata peraltro proprio con la tv in chiaro, ha oggi deciso di riportare in vita la linea editoriale che fu di Yes Italia, canale diretto da Osvaldo Bevilacqua tra il 2009 e il 2012, con un nuovo canale, Italiana, in onda dall'1 ottobre 2026, che però non si andrà ad aggiungere all'offerta generale, ma andrà a sostituire Rai Scuola, che dunque chiuderà la sua esperienza. Ponendo in qualche modo fine anche all'esperienza didattica della Rai (che sarebbe, per ora, tenuta in piedi solo da Rai Storia, ma vista l'aria che tira, potrebbe anch'esso fare la stessa fine: non dimentichiamo che già nel 2020 venne ventilata la sua chiusura).
Su Change.org è presente una petizione per invitare la Rai a tornare indietro sulla sua decisione. E' stato già fatto con Rai Storia: proviamo a ripetere quel successo!
La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!

martedì 25 agosto 2026

Le streghe di Kiev

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Con la raccolta di racconti Le streghe di Kiev (titlo anche del secondo racconto della raccolta) ABEditore porta in Italia Orest Michajlovic Somov, scrittore ucraino di storie popolari dell'orrore, o gotiche per dirla in maniera più precisa.
Le storie, 10 in tutto, esplorano, con il piglio del racconto popolare, diversi miti e situazioni del genere, dalle streghe del titolo, ai fantasmi, ai licantropi e altri mostri più o meno inquietanti e letali della cultura popolare ucraina. Il tutto mescolato con un pizzico di romanticismo, una certa dose di teatralità e anche (in un paio di racconti) un po' di ironia, che non guasta.
Un ottimo modo per scoprire (o riscoprire) una tradizione letteraria un po' trascurata.