Stomachion

domenica 4 ottobre 2026

Topolino #3697: Niente di particolare da segnalare

Stavo uscendo dalla doccia e riflettevo sul fatto che stavo facendo fatica a ricordare le storie dell'ultimo numero di Topolino.
La.prima che mi è venuta in ment è stata quella di Michele Medda e Giorgio Cavazzano, La blusa stregata, parodia del quasi omonimo racconto di Dino Buzzati. La storia è tutto somat carina, e se la memoria non mi inganna nemmeno la.prima con premesse simili, ma la prima che rende omaggio esplicito al racconto originale. Niente di speciale, alla fine, se nonnper stimolare l'intere del lettore verso un grande della letteratura italiana. Aggiungo solo che ormai il tratto di Cavazzano è sempre meno efficace.
La storia d'apertura, invece, L'intralcio (in)volontario di Marco Bosco e Luca Usai, che è stata scelta per lenuove versioni dialettali, è una storia abbastanza anonima, un tipico giallo alla Bosco, con un Topolino che spicca, però, in negaivo per una eccessiva rigidità mostrata nel finale. La premessa sarebbe anche interesante, con Topolino e Pippo che si uniscono a una associazione di volontariato per classificare i libri di una villa acquisita dal comune. Solo che di fronte all'ennesimo gialletto, non si può non chiedersi chissà cosa avrebbero realizzato i fratelli Barosso a partire da questo spunto.
A sorpresa la storia che ho fatto fatica a ricordare è stata il primo episodio de Il videogioco perduto di Claudio Sciarrone, dedicata al retrogaming, il movimento di riscoperta dei vecchi videogiochi. Evidentemente, nonostante il tema di mio interesse, non mi ha colpito particolarmente. Ambientata in una convention di settore, non presenta nessun guizzo che permette di restare nella mente del lettore, a parte il finale con Paperone e Quo che si dileguano dietro Amelia, mentre Paperino viene consolato dalle versioni paperizzate di Raiden e Midna, che personalmente ho trovato anche un po' suerficiali.
Alla fine una storia più tecnica che coinvolgente.

sabato 3 ottobre 2026

Conan: Il flagello del serpente

20261003-conan-barbaro-16
Il Conan di Robert Erwin Howard è uno dei miei personaggi preferiti e nemmeno la scoperta di Elric ha scalfito questa sua posizione. Elric è fuori di dubbio un personaggio più raffinato e profondo, ma anche Conan, nella sua semplicità, ha un profondo elemento in comune con Elric: la critica alla civiltà umana.
Leggendo le opere di Howard così come quelle di Michael Moorcock non ci si può non chiedere quale sia, in ultima analisi, ciò che rende "civile" un essere umano. Tradimenti, soprusi, sfruttamento, sono tutti elementi che caratterizzano quella vita "civile" con cui sia Conan sia Elric si confrontano spesso e volentieri nel corso delle loro avventure. E nonostante Elric sia esso stesso schiavo della sua natura, in particolare delle sue dipendenze da un lato e della sua insaziabile curiosità dall'altro, anche quest'ultimo, come Conan, è portatore di quel desiderio di libertà che il singolo cerca di raggiungere, nonostane socialmente tendiamo normalmente a reprimerlo. E non certo per rispetto nei confronti dei nostri vicini.
Catturare questo elemento del Conan di Howard in opere originali è piuttosto complesso. Mentre in fumetti che riprendono le storie originali è tutto sommato piuttosto semplice, anche se il rischio di tradire la lezione originale è sempre dietro l'angolo, in storie nuove è, secondo me, quasi impossibile riuscire a raccontare questo aspetto del personaggio in maniera realmente consapevole. Non c'è riuscito completamente Joe Lansdale e, nonostante il comunque ottimo e convincente risultato finale de Il flagello del serpente, nemmeno Jim Zub.

giovedì 1 ottobre 2026

I precari, l'INAF e la Notte della Ricerca

20261001-vignetta-precari-eduinaf
Come ha ricordato il moderatore della piccola conferenza di matematica che ho seguito, insieme con mia sorella, nel corso della Notte della Ricerca presso il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", questa notte da alcuni anni è diventata Notte europea dei ricercatori (e delle ricercatrici, non dimentichiamolo). E questo perché dovrebbe essere chi fa ricerca centrale all'interno della serata di eventi.
Giusto qualche giorno fa è uscito un comunicato di USB - Pubblico impiego che prendeva le mosse proprio da questa particolare notte e inizia così:
La rimozione di un post, in un canale ufficiale INAF, che durante la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, denunciava la drammatica condizione dei 719 precari a rischio licenziamento, dimostra una cosa chiara: la dirigenza non tollera che i problemi dell’Ente vengano resi pubblici.
Non so a quale post si riferisca il comunicato, se pubblicato su FB o Instagram, visto che non sono sul primo e bazzico molto poco il secondo, ma so che nessuno è venuto a chiederci di rimuovere l'articolo di Antonino La Barbera dedicato alla Notte e soprattutto a noi ricercatori precari. E credo che nessuno sarebbe riuscito a convincere la redazione a rimuoverlo. In particolare vorrei, però, rilanciare questo passaggio del suo articolo:

martedì 29 settembre 2026

La gatta ha un cappio al collo

20260929-gatta-cappio-collo
Torna il giallo dell'estate di Dolores Hitchens. Sellerio pubblica il quarto dei suoi dodici misteri della gatta (che vorrei che l'editore siciliano pubblicasse a un ritmo più serrato), che al di là di un titolo forse un tantinello esagerato, presenta i soliti elementi interessanti, ma anche qualche elemento un po' più deludente. Dalle "anticipazioni" presenti nelle prime pagine, in effetti, ci si sarebbe aspettati un'atmosfera più opprimente e, soprattutto, un assassino all'altezza de La gatta ci ha messo lo zampino, ma alla fine molte descrizioni di tensione sono sfumate nel giro di poche battute, facendo scemare velocemente situazioni potenzialmente interessanti. Anche il ruolo di Samantha, la gatta di Miss Rachel, è piuttosto marginale, nonostante il cappio al collo che si ritrova a un ceto punto. E persino la sorella di Rachel, Miss Jennifer, promette di essere per una volta protagonista del romanzo, per poi sparire in fretta dopo poche pagine. Se poi ci aggiungiamo che il personaggio più interessante non è il colpevole dei due omicidi raccontati nel romanzo, abbiamo completato il quadro di un libro che sicuramente non è scritto male e che riesce a tenere incollati alle pagine, ma che in qualche modo lascia la sensazione di avere un grosso potenziale inespresso.

lunedì 28 settembre 2026

Topolino #3696: Nel segno di Sherlock Holmes

Credo che in pochi, e soprattutto holmesiani, abbiano notato il riferimento ai sistemi di indagine del famoso detective ideato da Arthur Conan Doyle presenti nelle pagine iniziali de La vendetta di Frida, storia d'apertura in due tempi di Bruno Enna e Alessandro Perina.
D'altra parte Enna ha ripassato e non poco il canone holmesiano che sta omaggiando con le parodie di Pippo Holmes e dunque non stupisce trovare dei riferimenti anche in una storia di Paperinik, pur con gli opportuni aggiornamenti tecnologici archimedei. La sfida in questo caso più che complicata risulta subdola, visto che Frida, pur non ricordando nulla, è intenzionata a vendicarsi del Venne ndicatore mascherato e utilizzando anch'essa una collaboratrice esterna si mette sulle tracce dell'eroe tramite il suo punto debole: Paperino.
In un certo senso Enna iquesto caso gioca proprio con uno degli elementi più delicati della "letteratura" supereroistica: la sua identità segreta e i legami che ha con quella mascherata, a volte nascosti sotto strati di "polvere", altre resi ingenuamente manifesti come nel caso di Paperino con Paperinik.
Interessante, e anche inedito, il ruolo giocato da Archimede nella vicenda. Forse il suo coinvolgimento risulta il punto debole della storia, avvenuto in maniera eccessivamente frettolosa, ma nel complesso funziona molto bene.
Più avanti troviamo una nuova storia di De Paperis rhetorica, La torta scomparsa, dove Giovanni Eccher, questa volta affiancato da Roberto Vian, ci porta nei misteri del processo romano e di come la retorica possa aiutare anche a risolvere un giallo!
Il numero si chiude con il terzo e conclusivo episodio de L'isola delle folgori. La storia scritta da Francesco Artibani e disegnata dal sempre ottimo Alessandro Pastrovicchio si conclude con un episodio ricco d'azione che scorre veloce fino alla sua conclusione, ma che non fuga le perplessità di cui ho scritto nelle settimane scorse. Anzi a queste perplessità saggiunge la proliferazione di dimensioni che la storia propone e l'uso un po' allegro del gravitone, che sì è una particella ipotetica e non ancora scoperta (e forse nemmeno esistente) ma per assurdo avrei apprezzato questo aspetto della storia con meno scienza, visto che la sua presenza non mi ha convinto completamente.
La sensazione che Artibani mi ha trasmesso è che visto che il gravitone è ipotetico, possiamo fargli fare quello che vogliamo, mantenendo l'unica caratteristica che serve: far levitare un'intera isola!
In ogni caso quando in una storia noti la scienza, forse la storia, per riprendere in qualche modo quanto scritto da Marco Castellani su EduINAF, ha fallito in uno dei suoi compiti più importanti: emozionare. Forse per questo Il fattore Gamma e il suo seguito sono, per me, storie di un livello superiore nonostante siano scritte da un autore quasi esordiente, almeno come sceneggiatore.

sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

20260919-animal-human-vol2-estratto-cover
Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.

venerdì 25 settembre 2026

Paralipomeni di Alice: Racconti intrecciati

20260925-tangled-roads
Come promesso, ho deciso di scrivere un breve post con tutti link per leggere o rileggere i Rompicapi dedicati a A tangled tale di Lewis Carroll e le loro soluzioni.
A tangled tale, come potrete leggere meglio nella recensione, è un libro costituito dalla raccolta di una serie di dieci racconti usciti su rivista. Al suo interno per ciascun racconto è presente uno o più problemi di matematica ricreativa, le cui soluzioni venivano discusse da Carroll nel numero successivo.
L'elendo l'ho dunque suddiviso per dieci nodi e per ognuno dei nodi trovate i link ai rompicapi e alle loro soluzioni, tutte pubblicate nella rubrica dei Paralipomeni.
nodo 1

rompicapo -> soluzione
nodo 2

rompicapo -> soluzione
nodo 3

rompicapo -> soluzione
nodo 4

rompicapo -> soluzione
nodo 5

rompicapo -> soluzione
nodo 6

rompicapo -> soluzione
nodo 7

rompicapo -> soluzione
nodo 10

Il nodo 10 ha la caratteristica di mettere insieme i protagonisti dei nodi precedenti in un unico racconto. Inoltre i tre rompicapi presenti nel testo non li ho proposti nell'ordine in cui si trovano, questo perché del secondo rompicapo ho fornito una soluzione direttamente nel post in cui l'ho presentato, e questo perché è stato lo stesso Carroll a non averla proposta!
Dopo questa doverosa premessa, eccovi l'elendo dell'ultimo trittico di rompicapi con le soluzioni:
rompicapo n. 1 -> soluzione
rompicapo n.3 -> soluzione
rompicapo n.2
Immagine d'apertura generata con Gemini e pubblicata su NightCafe

mercoledì 23 settembre 2026

Autunno, in qualche modo

20260320_autunno_vignetta_gemini
Come raccontato nella vignetta qui sopra, che ho generato grazie a Gemini, l'arrivo dell'autunno è definito da un istante ben preciso, che cambia di anno in anno. Questo istante, come per la primavera, è il momento esatto in cui i raggi del Sole risultano perpendicolari rispetto all'asse di rotazione terrestre. Quando ciò avviene siamo in equinozio, ovvero quando le ore notturne hanno la medesima durata di quelle diurne. Questo avviene in tutte le zone della Terra in cui il Sole è alto sopra l'orizzonte. Ovviamente ci sono alcune eccezioni (e anche situazioni trascurabili).
Ovviamente l'equinozio di settembre segna l'inizio dell'autunno, mentre quello di marzo segna l'inizio della primavera. Ci sono poi anche i solstizi, quello estivo e quello invernale, che sono i giorni in cui le ore diurne sono rispettivamente massime e minime dell'anno.
In ogni caso:
Felice autunno!