Stomachion

domenica 14 luglio 2024

Topolino #3581: Bivi

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Sebbene i bivi siano presenti solo in una storia del #3581, penso sia un ottimo titolo generale per la recensione di oggi, visto che in qualche modo c'è un bivio anche nella storia di apertura, Ombre dal passato, nuovo episodio della saga di Fantomius di Marco Gervasio.
Innanzitutto pago dazio: pensavo, infatti, che Beth Ducket fosse Dolly Paprika per via di una forte somiglianza fisica (in fondo lentiggini e colore dei capelli si possono modificare) e invece sono due persone diverse. E questa Ombre dal passato, che si svolge il giorno dopo Fantomius torna a colpire su Topolino #3541 (quasi un anno fa) di fatto conferma ciò e, in un certo senso, scava dentro il bivio in cui i due personaggi si sono trovati nel corso di Paperbridge, bivio che li ha fatti allontanare l'uno dall'altra.

Matematica in vacanza #1: giugno-luglio 2024

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Non è la prima volta che il Carnevale della Matematica si prende una vacanza, ma questa volta ho pensato di proporre un post leggero e veloce per mettere insieme tutti i post a tema matematico, ma non solo, che ho scritto sui miei vari blog nell'ultimo mese (proprio come da tradizione carnevalesca). In ogni caso spero che un'idea di questo genere possa essere utile sia a voi lettori, sia al sottoscritto nel momento in cui manderà i contributi alla prossima edizione. Ovviamente i commenti sono aperti anche ai colleghi matematti se vorranno mettere lì qualche linkino (ricordo che sono moderati quindi ci saranno da attendere i tempi tecnici per sbloccarli: banalmente passare dal sistema di blogging di Google). Iniziamo!
Su DropSea
Inizierei con il solito gruppo di recensioni a tema matematico sulla serie in uscita abbinata a Gazzetto dello Sport e curata da Maurizio Codogno: Chiudo la sezione delle recensioni con la fantascienza: in Diamanti e turchesi di Alastair Reynolds uno dei due romanzi brevi presenti è ad alto tasso matematico!

sabato 13 luglio 2024

Paperino #529: Il papero più fortunato del mondo

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E così, ufficialmente, ho perso le ultime figurine dell'album di Paperino 90. Per la fumetteria non sono più disponibili le copie con le figurine, che, ovviamente, non sembra si riescano a trovare in nessuna edicola (magari qualcuna ancora c'è, ma chissà dove). Alla fine, quindi, mi sono dovuto "accontentare" di acquistare anche solo il Paperino, concludendo così la serie That's you life, Donald! con il quinto episodio, Il papero più fortunato del mondo di Alberto Savini per i disegni di Mario Ferracina.
L'ultimo desiderio che, infatti, Paperino chiede al genio dell'app è quello di diventare fortunato più di Gastone. E così il genio lo accontenta. E' evidente, man mano che prosegue la lettura, che quella che si sta leggendo è una specie di what if visto che le cose che succedono a Paperino sono decisamente molto fuori della norma. D'altra parte il senso della storia è tutto racchiuso nelle pagine finali, in cui Savini da, come sempre, il meglio di sé come sceneggiatore.

venerdì 12 luglio 2024

Ritratti: Henrietta Swan Leavitt

Il cigno è uno dei più grandi uccelli acquatici, nonché simbolo di bellezza ed eleganza (basti pensare alla favola del brutto anatroccolo). Si trova anche nei nostri cieli notturni grazie a una costellazione che è anche una delle più estese in assoluto. Rappresentato ad ali spiegate, sembra aprirci le porte del cielo, proprio come fece l'astronoma che porta il suo nome, Henrietta Swan Leavitt.
In famiglia
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Henrietta Swan Leavitt
Nata il 4 luglio del 1868, Henrietta fu la prima dei sette figli di George Roswell Leavitt ed Henrietta Swan Kendrick. George era un ministro congregazionalista nato a Lowell, nel Massachusetts.
A quel tempo il membro più famoso della famiglia era il fratello di George, Erasmus Darwin Leavitt, stesso nome del nonno di Henrietta. Era un ingegnere diventato famoso per aver progettato il motore di pompaggio Leavitt, che integrava una valvola a pompa inventata da Alois Riedler, motivo per cui l'invenzione è anche nota come motore di Leavitt-Riedler.
Nel 1885 la famiglia Leavitt si spostò a Celveland, in Ohio. Qui Henrietta frequentò l'Oberlin College, che, fondato nel 1833, fu in pratica la prima scuola mista degli Stati Uniti. Dopo aver concluso gli studi, ritornò a Cambridge dove fece domanda per entrare nel Radcliffe College. In effetti all'epoca forse sarebbe più corretto parlare della Society for the Collegiate Instruction of Women. Per essere ammessa, Henrietta dovette superare una serie di esami in varie discipline, come per esempio la letteratura classica, il latino, il greco il tedesco, ma anche storia, matematica, fisica, astronomia. L'unica materia in cui non superò i test fu la storia, ma venne comunque ammessa per darle l'opportunità di rrimediare alle sue lacune durante i corsi.
Questi ultimi erano basati soprattutto sull'arte e molto poco sulla scienza, però poté studiare filosofia, introduzione alla fisica e matematica. In particolare il corso di matematica era dedicato alla geometria analitica e al calcolo differenziale, in cui eccelleva. Altra materia in cui si rivelò particolarmente portata fu l'astronomia. Alla fine si diplomò nel giugno del 1892.

giovedì 11 luglio 2024

Big Astronomy

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Negli ultimi giorni ho riempito il mio account mastodon di condivisioni scientifiche, tutte provenienti da vecchie newsletter (che non avevo ancora colpevolmente aperto...) cui sono iscritto sia con uno degli indirizzi e-mail privati, sia con quello del lavoro. E in una di queste newsletter era segnalato un video meraviglioso e molto ben fatto, destinato per la proiezione nei planetari, ma che penso possa affascinare anche nella semplice visualizzazione da computer. E' Big Astronomy, realizzato in inglese e in spagnolo. Lo trovate incorporato qui sotto in inglese. Buona visione!

mercoledì 10 luglio 2024

Ubik

Dopo l'impegnativo post su Escher sul Cappellaio, questa recensione mi sembrava il modo migliore per non lasciare DropSea orfano di un post!
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Ubik come ubiquo. In qualche modo, o comunque così sembra per buona parte del romanzo, il senso di quell'Ubik sembra proprio quello di ragionare intorno a un'entità onnipresente all'interno di una realtà alternativa dentro la quale si trova catapultato il protagonista, Joe Chip, e il gruppo di anti-precog di cui è a capo. E l'entità onnipresente sembra essere il suo capo, Glen Runciter, una specie di Palmer Eldritch, ma senza stimmate, ma posto in una specie di animazione sospesa, impossibilitato a morire definitivamente. La stranezza della cosa è che le sue funzioni cerebrali non sono raggiungibili, come invece succede normalmente per chi finisce in questa condizione (e ha abbastanza denaro per rimanerci).
Ubik, che nel romanzo è il nome di una specie di spray in grado di fare qualunque cosa, diventa allo stesso tempo il simbolo del divino, ma anche il simbolo della cultura consumistica, che nel mondo di Joe Chip è portata all'estremo, visto che bisogna pagare anche per aprire la porta della propria casa. E quindi è anche una precognizione dell'importanza che la nostra società avrebbe dato a questi simboli consumistici.
Il romanzo di Philip Dick, alla fine, non è tanto l'ennesima ricerca sul cosa voglia dire essere umani, ma piuttosto un romanzo sulla vita e sulla morte, sull'illusorietà della realtà e su quanto, in fondo, sia facile costruire un dio all'interno di un mondo, fittizio o reale che sia.
Alla fine Ubik si rivela un romanzo visionario, il cui finale sembra molto simile a quello di Inception di Christopher Nolan, un film che a suo modo è molto dickiano.

lunedì 8 luglio 2024

Matematica, lezione 21: Trasformazioni geometriche

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Avendo realizzato una tesi di dottorato in topologia e teoria dei gruppi, il testo di Bruno Cifra non è stato eccessivamente complesso da sewguire. E in qualche modo sta qui anche la difficoltà nel valutarlo: riuscire a staccarsi da ciò che è per me comprensibile per provare a capire cosa potrebbe essere difficile per il lettore usuale. In effetti, però, è lo stesso autore a essere consapevole della parte più complessa del testo: quella iniziale in cui si cerca di far capire al lettore come la geometria moderna sia qualcosa che può tranquillamente staccarsi dal concetto di forme, ma anche da alcuni degli assiomi della geometria euclidea. In questo senso è molto interessante l'introduzione storica che fa comprendere come l'interesse verso le geometrie euclidee è comunque abbastanza vecchio (un paio di secoli all'incirca).
I concetti che, in qualche modo, mi hanno lasciato perplesso sono quelli legati agli invarianti, ma ciò è legato più che altro a come li avrei spiegati io (in maniera leggermente diversa) e, soprattutto, ai gruppi, che sono citati e in parte utilizzati, ma non introdotti o definiti. Non è esattamente una mancanza veniale, ma molto probabilmente se ne dicuterà, dei gruppi, in un volume futuro, il che, però, non è esattamente agevole per il lettore medio.
Nella sezione storica, invece, Sara Zucchini affronta la vita e, soprattutto, il grande desiderio di formalismo di David Hilbert, che forse non sarà stato il più geniale o precoce dei matematici della sua generazione, ma è stato sicuramente il più influente, grazie alla lista dei suoi famosi problemi che, enunciata nel congresso dei matematici di Parigi del 1900, ha tracciato la via per il XX secolo nella ricerca della matematica.
Infine i giochi matematici di Maurizio Codogno continuano sul tema della probabilità, in particolare interessanti quelli relativi al gioco d'azzardo, o la variazione moderna del problema dell'ago di Buffon.

domenica 7 luglio 2024

Topolino #3580: I misteri del mare

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Si conclude con La resa dei conti la saga in cinque episodi L'isola che non c'è di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Quest'ultimo episodio risulta molto ben gestito sia come ritmo sia nella risoluzione degli ultimi elementi del mistero lasciati in sospeso. La sensazione, però, nel suo complesso è che l'uso dell'elettrodinamica quantistica per spiegare i misteriosi poteri che circondano l'isola sia stata un'aggiunta un po' forzata, un po' come dire: come posso spiegare in maniera palusibile tutto quello che ho in testa su questa isola misteriosa? Ecco! Usiamo quell'altra cosa altrettanto misteriosa che è l'elettrodinamica quantistica! (A proposito, chissà cosa è?! - una breve ma spero abbastanza chiara introduzione la trovate nella recensione del numero precedente).
Nel complesso la storia non mi è comunque dispiaciuta, nonostante i difetti rilevati in precedenza (gli episodi tre e quattro troppo densi di informazioni e uno scarso approfondimento dei personaggi: la fluidità della storia ne avrebbe giovato con un paio di episodi in più - parere questo che mi sembra vada un po' in controtendenza con la maggior parte di quelli che ho visto in giro), ma soprattutto ho apprezzato il Topolino di Salati, che è esattamente il Topolino che vorrei leggere più spesso, un personaggio dalla mente aperta e molto flessibile anche nel suo atteggiamento nei confronti dell'autorità (ogni riferimento al Topolino di Gervasio, completamente diverso da questo, non è per nulla casuale).