La.prima che mi è venuta in ment è stata quella di Michele Medda e Giorgio Cavazzano, La blusa stregata, parodia del quasi omonimo racconto di Dino Buzzati. La storia è tutto somat carina, e se la memoria non mi inganna nemmeno la.prima con premesse simili, ma la prima che rende omaggio esplicito al racconto originale. Niente di speciale, alla fine, se nonnper stimolare l'intere del lettore verso un grande della letteratura italiana. Aggiungo solo che ormai il tratto di Cavazzano è sempre meno efficace.
La storia d'apertura, invece, L'intralcio (in)volontario di Marco Bosco e Luca Usai, che è stata scelta per lenuove versioni dialettali, è una storia abbastanza anonima, un tipico giallo alla Bosco, con un Topolino che spicca, però, in negaivo per una eccessiva rigidità mostrata nel finale. La premessa sarebbe anche interesante, con Topolino e Pippo che si uniscono a una associazione di volontariato per classificare i libri di una villa acquisita dal comune. Solo che di fronte all'ennesimo gialletto, non si può non chiedersi chissà cosa avrebbero realizzato i fratelli Barosso a partire da questo spunto.
A sorpresa la storia che ho fatto fatica a ricordare è stata il primo episodio de Il videogioco perduto di Claudio Sciarrone, dedicata al retrogaming, il movimento di riscoperta dei vecchi videogiochi. Evidentemente, nonostante il tema di mio interesse, non mi ha colpito particolarmente. Ambientata in una convention di settore, non presenta nessun guizzo che permette di restare nella mente del lettore, a parte il finale con Paperone e Quo che si dileguano dietro Amelia, mentre Paperino viene consolato dalle versioni paperizzate di Raiden e Midna, che personalmente ho trovato anche un po' suerficiali.
Alla fine una storia più tecnica che coinvolgente.





