Stomachion

mercoledì 24 luglio 2024

La leggenda del Malombra

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Partiamo dal folklore. Nel risvolto della copertina dell'agile libretto edito da Edizioni Spartavo sta scritto che
(...) il Malombra è una figura dell'immaginario popolare del Meridione italiano, antesignano dei supereroi più amati (...)
E allora ho voluto approfondire la faccenda, cercando di navigare nel modo migliore possibile tra le nebbie sollevate dal romanzo Malombra di Antonio Fogazzaro, che ha in comune con la leggenda solo il nome scelto per la famiglia della protagonista.
La leggenda del malombra, o forse sarebbe meglio dire della malombra, è più che un riferimento a un'unica figura ben precisa comune al folklore orrorifico del sud Italia, è un riferimento a spettri che hanno in comune un unico obiettivo: tormentare i vivi. Per esempio a Bari
(...) ha le sembianze di una figura femminile, è un mostro con i capelli fatti con le criniere dei cavalli e con le frange dei tappeti.
In Molise è un mostro che la notte è solito sedersi sopra il malcapitato, rendendogli difficoltosa la respirazione.

martedì 23 luglio 2024

Omega Centauri e il problema dell'anello mancante

No. Il così detto (e falso) problema dell'anello mancante non è stato risolto dagli astronomi osservando le stelle, ma questo è un problema prettamente astronomico.
Come sappiamo, nell'universo sono presenti oggetti giganteschi da cui stare ben lontani, come per esempio i buchi neri. Questi oggetti cosmici, tutti osservati per vie indirette, a parte i pochi casi noti, ricadono in due grandi classi: quelli di massa stellare e i buchi neri supermassicci, questi ultimi trovati tutti al centro delle galassie. Mancano quindi evidenze di buchi neri nella fascia di massa intermedia.
In realtà c'era già da diversi anni l'idea che al centro di Omega Centauri, un ammasso globulare (un insieme di stelle a simmetria sferica - quando il gergo matematico aiuta a descrivere meglio!) posto nella costellazione del Cantauro, potesse contenere al centro un buco nero di queste caratteristiche.

lunedì 22 luglio 2024

Matematica, lezione 23: I numeri complessi

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Anche per leggere questo 23.mo volumetto a firma di Marco Erba e Claudio Sutrini sono sufficienti le nozioni acquisite nelle scuole superiori e/o la lettura di volumi pregressi, senza necessità di aspettare ulteriori volumi futuri. Onestamente l'ho trovato molto chiaro nonostante la materia piuttosto astratta, anche grazie all'alternanza degli approcci algebrico e geometrico (ma non solo), che vengono portati avanti in parallelo nel corso dei capitoli. D'altra parte i numeri complessi sono delle entità che sono state difficili da digerire anche per i matematici, quindi l'idea di proporre un minimo di ridondanza è più che gradito.
A parte il secondo capitolo, più tecnico e lungo, gli altri propongono un approccio comunque molto divulativo, presentando un po' di storia sui numeri complessi, alcune applicazioni, in particolare nell'ambito della fisica e un ultimo capitolo più... filosofico, che dal punto di vista di un fisico teorico è stato piuttosto interessante. Emerge, infatti, la forte idea, secondo me un po' irrealistica, dei fisici di voler dare un senso di realtà ai modelli matematici che descrivono i fenomeni fisici, e non pensarli come dei semplici strumenti che, pur con una certa imprecisione, che è inevitabile nella descrizione del mondo, sono utili per orientarsi all'interno della conoscenza.
Di fatto la sensazione che emerge dalle citazioni illustri presenti nel libro è proprio quella che i fisici non siano, ancora oggi, riusciti a fare i conti con i numeri immaginari, a differenza dei matematici, più avvezzi al pensiero astratto. Il che, forse, mi spinge a consigliare il libro soprattutto ai fisici e poi a tutto il resto del mondo!
Per la sezione biografica Sara Zucchini ci racconta Bertand Russell, il logico e matematico vincitore del premio Nobel per la letteratura che cercò di seguire il sogno di David Hilbert di costruire le fondamenta della matematica. Il suo approccio partì dai lavori di Giuseppe Peano, ma alla fine si scontrò con i teoremi di incompletezza di Kurt Godel. Certo, se pensiamo al suo famoso paradosso, noto in termini divulgativi come il paradosso del barbiere, probabilmente ci andò molto vicino a scoprirlo, ma proprio perché in un certo senso "accecato" dal suo stesso programma, non se ne avvide.
Infine due parole sui giochi matematici di Maurizio Codogno che proseguono sulla falsa riga di quelli presenti nel volume precedente (ma questa volta non ci sarà alcun paralipomeno ispirato a essi... mi spiace).
In ogni caso l'argomento iniziato con questa 23.ma lezione verrà proseguito, stando al piano dell'opera, con il prossimo volumetto.

Topolino #3582: Una mitologica estate in giallo

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E' quello che si pensa, e che forse si avrà, guardando la copertina che pubblicizza Topolino in giallo, serie vacanziera di Marco Bosco la cui prima tappa, La tappa di Philbury, vede ai disegni Roberto Vian.
La storia è un interessante intreccio tra un mistero che si perde agli inizi del XX secolo, un gruppo di moderni urbexer, urban explorer, e un museo di porcellane. Bosco, inoltre, stupisce il lettore tirando fuori il colpevole del giallo, il cui movente era abbastanza semplice da intuire, in modo incredibilmente realistico per questo genere di storie.
L'ultima pagina, poi, crea attesa per la prossima tappa delle vacanze on the road di Topolino e Minni, che però non sarà la prossima settimana.

sabato 20 luglio 2024

E alla fine nulla ha più importanza

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I Linkin Park mossero i loro primi passi nel 1996 quando i tre compagni di scuola, Mike Shinoda, Rob Bourdon e Brad Delson reclutarono Joe Hahn, Dave Farrell e Mark Wakefield per entrare nella loro band, gli Xero. Il loro primo demo uscì nel 1997. In quello stesso anno aprirono un concerto dei System of a Down nel locale Whisky a Go Go.
La band, però, non decollava, così Wakefield abbandonò il progetto per prendere altre strade. E come spesso succede per le grandi band, questo fu un punto di svolta fondamentale: nel 1999, infatti, su consiglio di Jeff Blue, la band assunse nei suoi ranghi Chester Bennigton. Dopo un primo cambio di nome in Hybrid Theory, la band grazie a una perfetta alchimia tra Shinoda e Bennigton, intraprese una nuova strada al metal, una fusione tra l'hip-hop e il rock che risultò nel corso degli anni successivi un mix di successo. Solo che ebbe bisongo di un po' di tempo affinché la Warner si convincesse del successo della formula.
Il loro primo disco ufficiale, uscito dopo il definitivo cambio di nome in Linkin Park, venne rilasciato alla fine il 25 ottobre del 2000: era giunto tra noi Hybrid Theory.

venerdì 19 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Excelsior

Exclesior è noto, nel mondo dei lettori di fumetti di supereroi, come il motto di Stan Lee. La parola, però, non fa parte della lingua inglese, anche se è entrata in uso come sinonimo del migliore dei migliori, ma è latino, e ha come significato più alto, o anche sempre più in alto. E poi c'è una poesia del 1841 di Henry Wadsworth Longfellow, che a sua volta ha ispirato il nome di uno dei più famosi problemi scacchistici della storia, ideato da uno dei più grandi ideatori di rompicapi matematici (almeno secondo Martin Gardner): Sam Loyd.

giovedì 18 luglio 2024

La parola al bardo: La fisica dello sculettare

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Gemini, precedentemente noto come Bard, è la rete neurale chattatoria di Google. E mi è venuto in mente di sperimentare un po' con lui sulla scrittura, in questo caso di tipo scientifico, su un argomento che potrebbe essere da Improbable Research. Così ho chiesto al buon Gemini un articolo scientifico sulla fisica dello sculettare: trovavo divertente produrre qualcosa dalla forma seriosa incentrata su una attività tutto sommato banale e piuttosto diffusa negli esseri umani. Come al solito, a fronte di un primo risultato, è possibile consultare tutte le bozze prodotte e alla fine scegliere il testo preferito. In questo caso ho optato per quello che conteneva un minimo di riferimenti alla fisica. Inoltre anche l'immagine è stata "artificialmente" generata grazie a NightCafe.
Direi, quindi: buona lettura e buon divertimento!

mercoledì 17 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Inseguimenti in pista

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Sul 22.mo volume della serie Matematica della Gazzetta dello Sport, Maurizio Codogno, curatore della collana, propone un interessante problema di "corse". Vi propongo il testo in maniera integrale:
Marco e Mirco corrono su un ciruito a velocità costanti ma diverse tra di loro, partendo dallo stesso punto, ma percorrendo la pista in direzioni opposte, e si incontrano dopo 1 minuto. Poi provano a percorrere la pista nella stessa direzione, sempre partendo da uno stesso punto, e stavolta si incontrano dopo un'ora. Qual è il rapporto tra le loro velocità?
Ovviamente per siolvere il problema bisogna partire comunque dalla classica formula che definisce la velocità di un oggetto:

martedì 16 luglio 2024

Matematica, lezione 22: L'algebra

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Che posso dire? Quando nella recensione dedicata a Le trasformazioni geometriche scrivevo che mancava la definizione di gruppo, ero assolutamente certo che tale definizione sarebbe arrivata nel volumetto successico, il 22.mo, ovvero L'algebra di Paolo Gangemi. E nonostante di teoria dei gruppi e di algebra astratta, che poi è il tema del volume, come fisico ne ho utilizzato solo una parte, devo dire che le cose che ho imparato o perfezionato non erano così impossibili da comprendere e questo grazie agli studi di topologia e teoria dei gruppi portati avanti per il dottorato. Attenzione: ciò non vuol dire che per seguire il testo bisogna avere un dottorato in matematica o fisica, ma che, come consiglia lo stesso Gangemi, prima di affrontare lo step successivo è sempre bene avere ben chiari i passaggi fin lì assimilati.
E per quanto la materia sia astratta e quindi non banalissima nella comprensione, essa viene raccontata sì con le classiche definizioni e teoremi, ma soprattutto con una serie di esempi che, proprio per via dell'astrazione dell'argomento, risultano alla fine il modo migliore di affrontare l'algebra.

lunedì 15 luglio 2024

Conigli

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I conigli nascono, i conigli muoiono. A un certo punto, tra le due cose, può capitare che scompaiano. E' una condizione dell'Universo. Chi se ne infischia dei conigli.
- Barry Malzberg da Il giorno del cosmo
Immagine in apertura generata con NightCafe

domenica 14 luglio 2024

Topolino #3581: Bivi

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Sebbene i bivi siano presenti solo in una storia del #3581, penso sia un ottimo titolo generale per la recensione di oggi, visto che in qualche modo c'è un bivio anche nella storia di apertura, Ombre dal passato, nuovo episodio della saga di Fantomius di Marco Gervasio.
Innanzitutto pago dazio: pensavo, infatti, che Beth Ducket fosse Dolly Paprika per via di una forte somiglianza fisica (in fondo lentiggini e colore dei capelli si possono modificare) e invece sono due persone diverse. E questa Ombre dal passato, che si svolge il giorno dopo Fantomius torna a colpire su Topolino #3541 (quasi un anno fa) di fatto conferma ciò e, in un certo senso, scava dentro il bivio in cui i due personaggi si sono trovati nel corso di Paperbridge, bivio che li ha fatti allontanare l'uno dall'altra.

Matematica in vacanza #1: giugno-luglio 2024

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Non è la prima volta che il Carnevale della Matematica si prende una vacanza, ma questa volta ho pensato di proporre un post leggero e veloce per mettere insieme tutti i post a tema matematico, ma non solo, che ho scritto sui miei vari blog nell'ultimo mese (proprio come da tradizione carnevalesca). In ogni caso spero che un'idea di questo genere possa essere utile sia a voi lettori, sia al sottoscritto nel momento in cui manderà i contributi alla prossima edizione. Ovviamente i commenti sono aperti anche ai colleghi matematti se vorranno mettere lì qualche linkino (ricordo che sono moderati quindi ci saranno da attendere i tempi tecnici per sbloccarli: banalmente passare dal sistema di blogging di Google). Iniziamo!
Su DropSea
Inizierei con il solito gruppo di recensioni a tema matematico sulla serie in uscita abbinata a Gazzetto dello Sport e curata da Maurizio Codogno: Chiudo la sezione delle recensioni con la fantascienza: in Diamanti e turchesi di Alastair Reynolds uno dei due romanzi brevi presenti è ad alto tasso matematico!

sabato 13 luglio 2024

Paperino #529: Il papero più fortunato del mondo

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E così, ufficialmente, ho perso le ultime figurine dell'album di Paperino 90. Per la fumetteria non sono più disponibili le copie con le figurine, che, ovviamente, non sembra si riescano a trovare in nessuna edicola (magari qualcuna ancora c'è, ma chissà dove). Alla fine, quindi, mi sono dovuto "accontentare" di acquistare anche solo il Paperino, concludendo così la serie That's you life, Donald! con il quinto episodio, Il papero più fortunato del mondo di Alberto Savini per i disegni di Mario Ferracina.
L'ultimo desiderio che, infatti, Paperino chiede al genio dell'app è quello di diventare fortunato più di Gastone. E così il genio lo accontenta. E' evidente, man mano che prosegue la lettura, che quella che si sta leggendo è una specie di what if visto che le cose che succedono a Paperino sono decisamente molto fuori della norma. D'altra parte il senso della storia è tutto racchiuso nelle pagine finali, in cui Savini da, come sempre, il meglio di sé come sceneggiatore.

venerdì 12 luglio 2024

Ritratti: Henrietta Swan Leavitt

Il cigno è uno dei più grandi uccelli acquatici, nonché simbolo di bellezza ed eleganza (basti pensare alla favola del brutto anatroccolo). Si trova anche nei nostri cieli notturni grazie a una costellazione che è anche una delle più estese in assoluto. Rappresentato ad ali spiegate, sembra aprirci le porte del cielo, proprio come fece l'astronoma che porta il suo nome, Henrietta Swan Leavitt.
In famiglia
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Henrietta Swan Leavitt
Nata il 4 luglio del 1868, Henrietta fu la prima dei sette figli di George Roswell Leavitt ed Henrietta Swan Kendrick. George era un ministro congregazionalista nato a Lowell, nel Massachusetts.
A quel tempo il membro più famoso della famiglia era il fratello di George, Erasmus Darwin Leavitt, stesso nome del nonno di Henrietta. Era un ingegnere diventato famoso per aver progettato il motore di pompaggio Leavitt, che integrava una valvola a pompa inventata da Alois Riedler, motivo per cui l'invenzione è anche nota come motore di Leavitt-Riedler.
Nel 1885 la famiglia Leavitt si spostò a Celveland, in Ohio. Qui Henrietta frequentò l'Oberlin College, che, fondato nel 1833, fu in pratica la prima scuola mista degli Stati Uniti. Dopo aver concluso gli studi, ritornò a Cambridge dove fece domanda per entrare nel Radcliffe College. In effetti all'epoca forse sarebbe più corretto parlare della Society for the Collegiate Instruction of Women. Per essere ammessa, Henrietta dovette superare una serie di esami in varie discipline, come per esempio la letteratura classica, il latino, il greco il tedesco, ma anche storia, matematica, fisica, astronomia. L'unica materia in cui non superò i test fu la storia, ma venne comunque ammessa per darle l'opportunità di rrimediare alle sue lacune durante i corsi.
Questi ultimi erano basati soprattutto sull'arte e molto poco sulla scienza, però poté studiare filosofia, introduzione alla fisica e matematica. In particolare il corso di matematica era dedicato alla geometria analitica e al calcolo differenziale, in cui eccelleva. Altra materia in cui si rivelò particolarmente portata fu l'astronomia. Alla fine si diplomò nel giugno del 1892.

giovedì 11 luglio 2024

Big Astronomy

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Negli ultimi giorni ho riempito il mio account mastodon di condivisioni scientifiche, tutte provenienti da vecchie newsletter (che non avevo ancora colpevolmente aperto...) cui sono iscritto sia con uno degli indirizzi e-mail privati, sia con quello del lavoro. E in una di queste newsletter era segnalato un video meraviglioso e molto ben fatto, destinato per la proiezione nei planetari, ma che penso possa affascinare anche nella semplice visualizzazione da computer. E' Big Astronomy, realizzato in inglese e in spagnolo. Lo trovate incorporato qui sotto in inglese. Buona visione!

mercoledì 10 luglio 2024

Ubik

Dopo l'impegnativo post su Escher sul Cappellaio, questa recensione mi sembrava il modo migliore per non lasciare DropSea orfano di un post!
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Ubik come ubiquo. In qualche modo, o comunque così sembra per buona parte del romanzo, il senso di quell'Ubik sembra proprio quello di ragionare intorno a un'entità onnipresente all'interno di una realtà alternativa dentro la quale si trova catapultato il protagonista, Joe Chip, e il gruppo di anti-precog di cui è a capo. E l'entità onnipresente sembra essere il suo capo, Glen Runciter, una specie di Palmer Eldritch, ma senza stimmate, ma posto in una specie di animazione sospesa, impossibilitato a morire definitivamente. La stranezza della cosa è che le sue funzioni cerebrali non sono raggiungibili, come invece succede normalmente per chi finisce in questa condizione (e ha abbastanza denaro per rimanerci).
Ubik, che nel romanzo è il nome di una specie di spray in grado di fare qualunque cosa, diventa allo stesso tempo il simbolo del divino, ma anche il simbolo della cultura consumistica, che nel mondo di Joe Chip è portata all'estremo, visto che bisogna pagare anche per aprire la porta della propria casa. E quindi è anche una precognizione dell'importanza che la nostra società avrebbe dato a questi simboli consumistici.
Il romanzo di Philip Dick, alla fine, non è tanto l'ennesima ricerca sul cosa voglia dire essere umani, ma piuttosto un romanzo sulla vita e sulla morte, sull'illusorietà della realtà e su quanto, in fondo, sia facile costruire un dio all'interno di un mondo, fittizio o reale che sia.
Alla fine Ubik si rivela un romanzo visionario, il cui finale sembra molto simile a quello di Inception di Christopher Nolan, un film che a suo modo è molto dickiano.

lunedì 8 luglio 2024

Matematica, lezione 21: Trasformazioni geometriche

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Avendo realizzato una tesi di dottorato in topologia e teoria dei gruppi, il testo di Bruno Cifra non è stato eccessivamente complesso da sewguire. E in qualche modo sta qui anche la difficoltà nel valutarlo: riuscire a staccarsi da ciò che è per me comprensibile per provare a capire cosa potrebbe essere difficile per il lettore usuale. In effetti, però, è lo stesso autore a essere consapevole della parte più complessa del testo: quella iniziale in cui si cerca di far capire al lettore come la geometria moderna sia qualcosa che può tranquillamente staccarsi dal concetto di forme, ma anche da alcuni degli assiomi della geometria euclidea. In questo senso è molto interessante l'introduzione storica che fa comprendere come l'interesse verso le geometrie euclidee è comunque abbastanza vecchio (un paio di secoli all'incirca).
I concetti che, in qualche modo, mi hanno lasciato perplesso sono quelli legati agli invarianti, ma ciò è legato più che altro a come li avrei spiegati io (in maniera leggermente diversa) e, soprattutto, ai gruppi, che sono citati e in parte utilizzati, ma non introdotti o definiti. Non è esattamente una mancanza veniale, ma molto probabilmente se ne dicuterà, dei gruppi, in un volume futuro, il che, però, non è esattamente agevole per il lettore medio.
Nella sezione storica, invece, Sara Zucchini affronta la vita e, soprattutto, il grande desiderio di formalismo di David Hilbert, che forse non sarà stato il più geniale o precoce dei matematici della sua generazione, ma è stato sicuramente il più influente, grazie alla lista dei suoi famosi problemi che, enunciata nel congresso dei matematici di Parigi del 1900, ha tracciato la via per il XX secolo nella ricerca della matematica.
Infine i giochi matematici di Maurizio Codogno continuano sul tema della probabilità, in particolare interessanti quelli relativi al gioco d'azzardo, o la variazione moderna del problema dell'ago di Buffon.

domenica 7 luglio 2024

Topolino #3580: I misteri del mare

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Si conclude con La resa dei conti la saga in cinque episodi L'isola che non c'è di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Quest'ultimo episodio risulta molto ben gestito sia come ritmo sia nella risoluzione degli ultimi elementi del mistero lasciati in sospeso. La sensazione, però, nel suo complesso è che l'uso dell'elettrodinamica quantistica per spiegare i misteriosi poteri che circondano l'isola sia stata un'aggiunta un po' forzata, un po' come dire: come posso spiegare in maniera palusibile tutto quello che ho in testa su questa isola misteriosa? Ecco! Usiamo quell'altra cosa altrettanto misteriosa che è l'elettrodinamica quantistica! (A proposito, chissà cosa è?! - una breve ma spero abbastanza chiara introduzione la trovate nella recensione del numero precedente).
Nel complesso la storia non mi è comunque dispiaciuta, nonostante i difetti rilevati in precedenza (gli episodi tre e quattro troppo densi di informazioni e uno scarso approfondimento dei personaggi: la fluidità della storia ne avrebbe giovato con un paio di episodi in più - parere questo che mi sembra vada un po' in controtendenza con la maggior parte di quelli che ho visto in giro), ma soprattutto ho apprezzato il Topolino di Salati, che è esattamente il Topolino che vorrei leggere più spesso, un personaggio dalla mente aperta e molto flessibile anche nel suo atteggiamento nei confronti dell'autorità (ogni riferimento al Topolino di Gervasio, completamente diverso da questo, non è per nulla casuale).

sabato 6 luglio 2024

Dead Boy Detectives: Il segreto dell'immortalità

Sulla spinta dell'uscita su Netflix della serie Dead Boy Detectives di Steve Yockey (che è stata in fase successiva modificata per entrare a far parte del Sandman Universe netflixiano), ho pensato bene di iniziare, con calma, a recuperare alcune delle apparizioni di Charles Rowland ed Edwin Paine nei fumetti.
Dalle pagine di Sandman
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I due ragazzini, che hanno dato vita a una specie di agenzia investigativa paranormale, esordiscono sulle pagine di Sandman #25, scritto ovviamente da Neil Gaiman e disegnato da Matt Wagner. I due si ritrovano sulla Terra come fantasmi grazie al fatto che L... Il motivo per cui i due sono sulla Terra potrebbe essere uno spoler per chi sta aspettando la nuova stagione del Sandman di Netflix, e visto che è un evento abbastanza grosso (certo visto che vorrei scrivere qualche riga anche sulla serie dedicata a L... prima o poi di questa cosa ne scriverò), per ora mi taccio. Vi basti sapere che la sorella di Sogno, Morte, o Death, come preferite, ha deciso di chiudere un occhio sulla loro presenza sul piano dei viventi.
Dopo quell'esordio, Gaiman riprese i due personaggi all'interno de La crociata dei bambini, il primo crossover delle serie Vertigo, che si sviluppò tra dicembre 1993 e gennaio 1994.
Successivamente, a parte una fugace apparizione in The Books of Magic, i due ebbero il primo fumetto a loro esplicitamente dedicato nel 2001, Sandman Presents: The Dead Boy detectives di Ed Brubaker e Bryan Talbot. Ed è proprio di questa prima serie che voglio "parlarvi".

venerdì 5 luglio 2024

Arrokoth, un mondo di zucchero

Quando ho letto la notizia, il pensiero mi è andato alla famosa puntata di Cosmo Brain, la sua versione radiofonica, che con Laura Paganini abbiamo dedicato ai Queen. Così, visto dagli appunti che mi sono conservato, il testo che avevo dedicato a New Horizons era ancora non pubblicato, ho pensato bene di recuperarlo E da qui nasce questa nuova puntata di particelle musicali!
L'oggetto più lontano del Sistema Solare
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La sonda New Horizons, lanciata il 19 gennaio del 2006, aveva come missione quella di dirigersi verso i limiti più lontani del sistema solare. Il suo primo successo, quello per cui ha ottenuto il suo primo momento di notorietà, è stato il flyby accanto a Plutone e Caronte, ovvero un passaggio ravvicinato al pianeta e al suo satellite. Tra l'altro è stata anche la prima volta che siamo riusciti a ottenere una fotografia della superficie di Plutone, pianeta scoperto il 18 febbraio del 1930 da Clyde Tombaugh mentre era ospite del Lowell Observatory.
E' interessante notare come Percival Lowell, cui è intitolata la struttura, non sia stato solo uno strenuo sostenitore dell'esistenza di una civiltà marziana, ma anche un sostenitore dell'esistenza di un ipotetico pianeta X oltre l'orbita di Nettuno. Della stessa idea era anche Howard Phillips Lovecraft, che molto probabilmente aveva assistito a una conferenza dell'astronomo presso il Ladd Observatory, che frequentava dal 1903.
Tra l'altro Lovecraft mostrò qualcosa di più di un semplice interesse per l'astronomia quando scrisse allo Scientific American una lettera pubblicata il 16 luglio del 1906 in cui metteva in fila una serie di prove a dimostrazione dell'esistenza di un pianeta trans-nettuniano. E questo pianeta molto probabilmente divenne Yuggoth, citato nel racconto Colui che sussurrava nelle tenebre.

giovedì 4 luglio 2024

Escher in Calabria

Non lo acquisto sempre, Linus, ma il numero di luglio mi ha catturato per il tema dello speciale, Maurits Cornelis Escher. La sua arte di stampo matematico e geometrico è sempre stata particolarmente affascinante, con quei giochi geometrici che richiamano le illusioni ottiche. Però leggiucchiando qua e là il numero (su cui scriverò quasi sicuramente sul Cappellaio Matto), ho scoperto che Escher ha passato una lunga parte della sua vita in Italia. E qui è anche andato in Calabria, ritraendo molti dei luoghi della regione.
Trovate una selezione dei suoi lavori su Fame di Sud e su La Calabria Visione.
Non aggiungo altro (e in ogni caso vi consiglio di dare un'occhiata agli articoli raccolti nella tag dedicata all'artista olandese) lasciandovi con questa semplice incisione di Morano così come la ritrasse Escher agli inizi degli anni '30 del XX secolo:
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mercoledì 3 luglio 2024

Due o tre considerazioni sui numeri dei blog

La constatazione che mi ha spinto, ieri, ad annunciare l'inizio della pubblicazione in ordine sparso dei post di appoggio ai miei video di Disney Comics&Science nasce in qualche modo proprio dalle stesse statistiche dei miei vari blog nell'ultimo anno e mezzo. In particolare il 2023 è stato un anno in qualche modo deleterio: c'è stata una netta diminuzione dei post sia su DropSea sia sul Cappellaio Matto, mentre Doc Madhattan, il mio blog in inglese, si è completamente fermato, e questo nonostante avessi pronti una serie di post e un piccolo rilancio dello stesso. Non so bene quali siano stati i motivi ultimi: ha sicuramente c'entrato un atteggiamento molto più che rilassato, quasi indifferente (e potreste dire: fossero tutti così indifferenti come te i blogger!). Ad ogni buon conto sembra che quest'anno la situazione si sia invertita, almeno su DropSea, mentre il Cappellaio ancora vivacchia: in un certo senso l'iniziativa di recupero mi serve per cercare di darmi una scossa anche lì. Non voglio stressarmi eccessivamente o voler puntare più sulla quantità che non sulla qualità, ma una parte di me ci tiene comunque a poter tenere quanto più vivi possibile i miei vari progetti. O quanto meno quelli a cui tengo maggiormente.

martedì 2 luglio 2024

Diamanti e turchesi

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I due romanzi brevi (o racconti lunghi: dipende dai punti di vista) di Alastair Reynolds presentati in Urania #1697, Diamond Dogs e Turquoise Days sono ambientati entrambi nello stesso universo. Gli esseri umani hanno colonizzato vari pianeti e subito varie modifiche genetiche, molte autoindotte, come raccontato nel primo dei due romanzi. Ovviamente in questo universo, che a quanto pare è stato sviluppato dallo scrittore gallese nella serie Revelation Space, non ci sono solo gli esseri umani, ma anche altre razza estraterrestri, ma una delle più importanti è quella dei Giocolieri. Questi sono delle vere e proprie colonie di microorganismi che, messi insieme, sviluppano una specie di gigantesca mente matematica. Quando entrano in contatto con altri esseri viventi, in qualche modo ne riscrivono la rete neurale e finiscono o per assorbirli all'interno della loro colonia, come succede a uno dei personaggi di Turquoise Days, o ne potenziano le facoltà intellettive, come avviene a una delle protagoniste di Diamond Days.

lunedì 1 luglio 2024

Matematica, lezione 20: La teoria dell'informazione

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In effetti la teoria dell'informazione è stata spesso presente nei vari volumi della raccolta grazie ai giochi matematici del buon Maurizio Codogno, curatore della testata e autore, in particolare, di questo 20.mo volume, dedicato al modello matematico dell'informazione sviluppato in particolare da Claude Shannon (ma non solo lui).
Ora, nonostante la capacità di Maurizio di risultare chiaro nell'esposizione e, anche, abbastanza conciso, ma al tempo stesso ricco di esempi e di momenti di puro formalismo matematico (che sono agevolmente saltabili come spesso all'interno della collana), probabilmente il principale difetto del volume è, per strano che possa sembrare, proprio uno dei pregi della scrittura di Codogno: un qual certo ritmo sostenuto. Mi si potrebbe dire che il lettore meno avvezzo potrebbe, semplicemente, leggere con più calma quanto scritto, o rileggere più volte, il che è comunque corretto, però alla fine sono, almeno personalmente, restato con la sensazione che avrebbe giovato all'argomento, pur nella ristrettezza dei contenuti scelti (come in altri testi, va considerato più come una sorta di introduzione, per quanto tecnica, alla disciplina raccontata) una quantità di pagine maggiore rispetto al centinaio classico della collana.

domenica 30 giugno 2024

Topolino #3579: L'elettrodinamica quantistica

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Vorrei iniziare l'articolo dedicato al Topolino #3579 con L'isola che non c'è, la saga di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Sto notando che in giro ci sono pareri abbastanza simili, in cui la storia viene considerata lenta e con un numero di puntate, 5, eccessivo. Personalmente la penso all'opposto: la storia è eccessivamente veloce, troppo densa di informazioni e con poco approfondimento sui vari personaggi. Secondo me la saga sarebbe stata, per assurdo, sarebbe stata più efficace con un numero maggiore di episodi e, soprattutto, una narrazione molto più alla Lost, che è la cosa che manca di più.
Nonostante tutto ci sono, però, un paio di elementi interessanti. Iniziamo da quello squisitamente scientifico anticipato nel titolo: l'elettrodinamica quantistica.

sabato 29 giugno 2024

La sposa cadavere

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Come anche ricordato nei puntuali redazionali di Chiara Gianni, che ne ha anche curato la traduzione, il film in stop motion del 2005 di Tim Burton (e Mike Johnson) è ispirato alla versione russa di un racconto folkloristico ebraico. Di fatto il racconto, e quindi il film, condivide con il testo di Frederich August Schulze il titolo e il tema: una storia d'amore e di fantasmi.
Probabilmente la storia da cui ha tratto ispirazione Burton è quella che, a sua volta, ha ispirato altri racconti simili, incluso quello di Schulze, che viene per la prima volta presentato nella sua traduzione dal testo originale in tedesco e non in una traduzione da una delle sue traduzioni francesi o inglesi. Di fatto siamo di fronte a una serie di racconti incastonati uno nell'altro, in cui il narratore esterno, diciamo così, è esso stesso un personaggio inquietante: basti pensare che nelle pagine finali sparisce senza lasciare alcuna traccia del suo passaggio!
Si potrebbe riassumere il tutto come una storia di vendetta e possessione, vendetta di una donna abbandonata il cui fantasma possiede colei che ha spinto l'uomo ad abbandonarla, trasformandola nel mezzo con cui ottenere la sua vendetta. Eppure c'è anche qualcosa di più.

venerdì 28 giugno 2024

Perso nello spazio e nel tempo

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Erano qualcosa come una decina d'anni che non prendevo la penna in mano per scrivere in versi. E poi qualche giorno fa mi sono ritrovato a buttare giù una poesia, su un quadernetto, ma, forse per via degli esperimenti con Suno che sto facendo in questo periodo (essenzialmente con la traduzione di alcune delle mie vecchie poesie), ho scritto direttamente in inglese. E ne è uscito Lost in space and time, che ho poi trasformato in un pezzo metal e che potete ascoltare su Suno.
Il tema della canzone è la solitudine, come intuibile già dal titolo, ma per svilupparlo ho utilizzato immagini astronomiche e scientifiche. E quindi, come per qualunque altra canzone di qualunque altro artista, andiamo a esaminarne il testo (anche se in questo caso è più uno spiegarlo, avendolo scritto io stesso!). Tecnicamente abbiamo una intro e una chiusura, entrambe di due versi, e poi tre terzine, in cui il primo verso è identico, I'm lost in space and time, mentre gli altri due declinano la solitudine essenzialmente in due modi, uno classico, nel senso di essere soli senza nessuno intorno, e l'altro in qualche modo ancora più profondo, in cui ci si sente soli anche in compagnia.
I versi del primo genere sono abbastanza semplici e chiari. Si inizia con
I'm lost behind the stars

mercoledì 26 giugno 2024

Zio Paperone, Jason Aaron e il multiverso alle 21:00 su YouTube

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Su Topolino #3579, uscito nelle edicole oggi (ma non l'ho preso a causa dello sciopero dei mezzi che mi rendeva piuttosto complicato raggiungere la mia edicola di fiducia: recupererò domani!), viene pubblicata l'edizione italiana di The Infinity Dime, storia disneyana, scritta da Jason Aaron, prodotta e pubblicata dalla Marvel che sancisce da un lato il ritorno alla realizzazione di storie in terra statunitense e dall'altra la pubblicazione (quasi) diretta delle storie disneyane da parte della Disney, questo perché la Marvel è una delle società controllate dalla Disney stessa.
Più o meno queste cose, e molte altre ancora, le racconto nel video che è in uscita sul mio canale alle 21 e che trovate in premiere anche embeddato qui sotto. Nel frattempo potete anche leggere il lungo articolo uscito sul Caffè del Cappellaio Matto che è in parte recensione della storia, in parte approfondimento scientifico (al pari del video, ovviamente). Ovviamente, essendo in premiere, sarà attiva la chat, per cui, chi sarà online in quel momento, nella speranza che non abbia qualche impegno improvviso che mi terrà lontano, potrà farmi domande o semplicemente chiacchierare con me più o meno tra le 21:00 e le 21:15.

martedì 25 giugno 2024

Matematica, lezione 19: L'analisi

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Di fatto il 19.mo volume si concentra sullo studio delle funzioni: limiti, asintoni, derivate e calcolo integrale sono i caposaldi del testo, e anche della prima parte dell'omonimo esame universitario. Salvatore Fragapane accompagna il lettore attraverso un formalismo che, bene o male, in parte viene anche visto alle scuole superiori grazie a un testo chiaro e semplice da seguire, al netto del formalismo matematico, ovviamente. Non mancano gli esempi, in questo caso geometrici che forniscono una interpretazione in un certo senso pratica di ognuno dei concetti approfonditi. Forse solo la parte dedicata agli integrali risulta un po' più debole: non tanto per la ovvia sintesi sull'argomento, che se trattato con un discreto approfondimento avrebbe bisogno di almeno un testo lungo quanto quello proposto nel volume, quanto per l'assenza esplicita del collegamento con l'operazione di limite, che è appena abbozzata.

lunedì 24 giugno 2024

Vite di scienza #11: Joan Clarke

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Devo essere onesto: all'inizio avevo preso in considerazione l'idea di dedicare questa undicesima puntata ad Alan Turing. Ovviamente il tutto nasceva dal lavoro sulla serie video-podcastica delle particelle musicali, poi, però, mentre mettevo a posto l'astrografica sul gioco dell'imitazione, ecco l'ispirazione conclusiva: parlare di Joan Clarke. E così ecco nascere il nuovo episodio di Ritratti. Vite di scienza.
Spero che la prossima puntata possa arrivare già a luglio, ma non garantisco, per il momento ascoltatevi (o vedetivi) il nuovo episodio:

Topolino #3578: Nafraghi

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Iniza L'isola che noc c'è, storia in 5 (forse 6 se l'ultimo sarà suddiviso in 2 tempi?) episodi di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Ed è evidente, per chiunque ha visto la serie televisiva che sto per citare, l'influenza che Lost ha avuto nella realizzazione della storia. Ci sono, però, anche alcune modifiche importanti. Topolino, Minni, Clarabella e Orazio, naufragano durante una tempesta sulle sponde di un'isola perduta insieme con un gruppo di turisti che sta passando una divertente crociera su uno yacth nell'oceano.
Fin qui sarebbe una normale storia di un naufragio, ma gli elementi che fanno pensare a Lost sono la presenza di un misterioso aggressore sull'isola che inizia a far sparire i naufraghi (alcuni indizi suggerirebbero, in effetti, la sua natura), l'impossibilità di comunicare con l'esterno a causa di un forte campo elettromagnetico che circonda l'isola e la presenza di un elemento disturbatore (noto solo al lettore) all'interno del gruppo di naufraghi.

domenica 23 giugno 2024

Di cosa parla il test di Turing

Era da diverso tempo che non scrivevo nulla su Turing. Poi l'astrografica dedicata al gioco dell'imitazione mi ha spinto a cercare qualche fonte ispirativa, trovando alla fine questo articolo di Bernardo Gonçalves uscito l'anno scorso su Nature, e che provvedo a tradurvi.
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Il matematico Alan Turing ha proposto che le macchine un giorno saranno in grado di pensare e comportarsi come gli umani. Questa visione fu messa in discussione dal neurochirurgo Geoffrey Jefferson, che per esempio sostenne che le macchine non potevano essere classificate come in grado di pensare fino a che non avessero padroneggiato il linguaggio e scritto un sonetto.
Per rispondere a queste obiezioni, nel 1950 Turing sviluppò un testo per esplorare la capacità di una macchina di mostrare comportamenti apparentemente intelligenti, suggerendo al contempo il suo concetto matematico dell'imitazione basato sul calcolo universale. La sua questione scientifica era se un individuo di un qualche genere poteva imitare stereotipi di un individuo di un altro genere.
Vedere il test di Turing dalla prospettiva dei suoi caposaldi o del suo uso improprio da parte del pubblico fa perdere il punto della sua argomentazione. Così come le idee sul significato dell'universo erano un tempo staccate dalla Terra, Turing cerò di espandere il significato del "pensare" e staccarlo dall'antropocentrismo che contribuisce alla visione umana sia della società che della natura.
E' importante sviluppare sviluppare parametri per il controllo pubblico dell'intelligenza artificiale generativa, ma anche avere una prospettiva storica. Oggi viviamo in uno dei molti possibili futuri di Turing, in cui le macchine possono passare per quello che non sono. Turing aveva buone ragioni per sperare in alcuni di questi futuri, ma invitava l'umanità a evitarne altri.

sabato 22 giugno 2024

Paperinik #90: Controllo mentale

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Questa volta arrivo in tempo per la recensione del numero di Paperinik in edicola, il #90. D'altra parte in questo caso c'è forse poco da raccontare. Iniziamo con il nuovo episodio di Diary of a Wacky Knight, la serie che racconta le avventure fantasy di Sir Paperinik.
Con Il regno dell'oblio di Riccardo Pesce e Lorenzo Pastrovicchio, il gruppo di re Paperone si trova ad affrontare un avido ipnotizzatore che ha messo sotto scacco un intero paese per ritrovare una combinazione di segni che gli darebbe grandi ricchezze. Considerando che abbiamo 4 figure geometriche e 4 colori differenti, che possono essere ordinati, facendo un calcolo approssimativo e alla buona, in \(4! \times 4! = 576\) modi differenti, capite che il lavoro dei poveri abitanti del villaggio è piuttosto lungo e gravoso e solo la coercizione ipnotica permetterebbe al cattivo di provare la sua insana ricerca. Ovviamente interviene Sir Paperinik e potete immaginare come si conclude la parte autoconclusiva dell'episodio.

venerdì 21 giugno 2024

Le grandi domande della vita: Due non fanno tre

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Come ormai succede ogni volta che vado in Osservatorio, scendo sempre una fermata prima (a meno che non devo passare dall'edicola, anticipando così a due) per poter fare una breve passeggiata. E quella mattina, un giorno dei primi di giugno dopo la chiusura della scuola, incrocio una madre con il figlio che ripete perché più volte. E lì mi viene in mente una frase che mia nonna diceva per spegnere il mio periodo dei perché:
Perché due non fanno tre
Erano anni che non riflettevo su questa frase, ma l'effetto di tornarci oggi rispetto a quando ero bambino è quello di pensarla in termini matematici. Da un punto strettamente superficiale la risposta implica la matematica più elementare: il fatto che due oggetti sono evidentemente un numero differente rispetto a tre oggetti, per esempio due mele sono diverse da tre mele (anche se magari si possono trovare mele tali per cui due mele hanno lo stesso peso di tre mele, ma già questo è pensare da fisici e in questo specifico caso sì che due fanno tre!). Il passo successivo, però, è chiedersi: ma veramente due non fanno tre?

giovedì 20 giugno 2024

Per viaggiare nello spazio servono delle mappe

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Uno degli elementi di maggiore attrattività di Le mappe del cielo (in originale And all the stars a stage) è il titolo stesso. E poi la storia: James Blish, infatti, descrive un pianeta abitato su cui un gruppo più o meno nutrito di abitanti, anche contro una parte della popolazione mondiale all'inizio, decide di costruire una serie di astronavi che li porterà lontano nello spazio alla ricerca di un pianeta abitabile, e questo per impedire la catastrofe dovuta alla sempre più vicina morte della propria stella.
La descrizione delle fasi previste della morte della stella e dell'aumento delle temperature sulla superficie del pianeta è quanto di più scientificamente corretta si possa trovare in giro, ma presenta anche alcuni elementi di imprecisione che fanno scattare un campanello d'allarme nel lettore, unito con un altro elemento di differenza con il nostro pianeta: una società matriarcale. Se, però, questa è in qualche modo plausibile in un lontano futuro, la descrizione del viaggio che i coloni spaziali si prendono in carico di affrontare fornisce la prova definitiva: il pianeta non è la Terra, né i coloni terrestri.
Questi, però, sono a un livello tecnologico sufficientemente avanzato al punto da possedere una propulsione in grado di viaggiare a velocità superiori a quelle della luce, il che ci dice che comunque le idee alla base della relatività sono in qualche modo universali (e d'altra parte questo è anche uno dei due principi su cui la relatività speciale si basa), mentre la durata del viaggio ci dice che, per quanto tu possa andare più veloce della luce, non puoi omunque ridurre la durata di un viaggio interstellare a relativamente pochi attimi come per esempio succede nella pur scientificamente accurata Star Trek. Tra l'altro lo stesso Blish è stato anche un collaboratore della serie, scrivendo pure un romanzo con i personaggi originali.
La quantità di concetti scientifici che Blish riesce così a veicolare con Le mappe del cielo, per quanto minima, è comunque tale da creare un background scientifico plausibile e magari fornire al lettore degli ottimi spunti di partenza per approfondire in autonomia, anche se la precisione con cui sono descritti è già di per se un ottimo esempio di come si possa scrivere buona scienza anche all'interno di un'opera di fantasia.

mercoledì 19 giugno 2024

Un paio di (nuove) cose tecniche sull'equazione di Schrodinger

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Era da un po' che non mi facevo un giro tra i lidi elettronici del Journal of Mathematical Physics. E sull'ultimo numero ho trovato un paio di articoli dedicati all'equazione di Schrodinger, che qui metto un po' come cose interessanti da approfondire in futuro, un po' come spunto per quei quattro gatti che ogni tanto provano a interessarsi a queste faccenduole elettroniche:

martedì 18 giugno 2024

Bisesto

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Abbiamo una storia quasi gaimaniana. Da un lato un musicista di Venezia, Flavio, che sta cercando di portare a termine un concerto che dopo trent'anni vede la reunion sul palco della sua vecchia band punk. Dall'altro la Morte che gli fa visita e gli comunica che, per via di un disguido burocratico, dovrà giocarsi la possibilità di restare ancora in vita in una specie di caccia al tesoro contro un avversario sconosciuto. Chi dei due vincerà, otterrà salva la vita.
La caccia al tesoro si sviluppa attraverso i cimiteri di Venezia, Milano, Firenze, Roma e ha un che di Figlio del cimitero. O quasi. Morte, invece, ha una caratterizzazione un po' volubile, quasi schizofrenica, a differenza del corrispettivo sandmaniano. Nel complesso, però, nonostante questi elementi di vicinanza con le opere citate, sembra mancare qualcosa, un qual certo mordente, in particolare nella caccia al tesoro cimiteriale. Mordente che, invece, è presente nei flashback che raccontano la storia della band e su cui, in pratica, si regge tutto il romanzo.
Alla fine una lettura gradevole, nonostante il potenziale inespresso.

lunedì 17 giugno 2024

Topolino #3577: Tutto per la 313

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L'onda lunga di Paperino90 continua anche sul #3577, la cui copertina di Giuseppe Facciotto è dedicata ai campionati europei per nazionali iniziati in questi giorni. Le due storie d'apertura, invece, sono una lunga storia in due tempi dal macrotitolo Una amica a motore, dedicata come intuibile alla mitica vettura di Paperino.
Il suo esordio risale, senza targa, al 9 gennaio del 1937, data di distribuzione del corto animato Don Donald di Ben Sharpsteen. La versione a fumetti, invece, esordì il 9 agosto del 1939 in una striscia di Bob Karp e Al Taliaferro: se l'aspetto esteriore manteneva quello del corto d'esordio, c'era però un particolare aggiuntivo, la targa, quel mitico numero 313 diventato così iconico da essere anche il nome con cui Paperino e tutti i fan nel mondo la identificano.

domenica 16 giugno 2024

Matematica, lezione 18: La combinatoria

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La copertina del 18.mo volòume della collana Matematica riassume perfettamente lo spirito del testo, dedicato alla combinatoria. Il gioco della torre di Hanoi è, infatti, al tempo stesso un gioco e un problema di combinatoria, disciplina che permette di trattare in maniera relativamente agevole calcoli che, affrontati con l'approccio usuale, prevederebbero un numero di operazioni da mettere a dura prova anche il più paziente dei calcolatori umani.
Il testo, decisamente molto scorrevole, è redatto da Roberto Zanasi, al secondo libercolo per la collana, e ha indubbiamente il pregio, rispetto a un classico testo scolòastico, di rendere abbastanza naturale la disciplina, poiché propone in maniera esplicita uno dei classici modus operandi da veri matematici: provare a ricondursi quando possibile a problemi semplici precedentemente studiati.
Interessante poi il capitolo conclusivo, in cui vengono proposti elementi di teoria delle probabilità, mostrando come la combinatoria sia fondamentale anche in questo campo (oltre che nella teoria dei giochi, ma questo lo avrete già capito se avete letto l'introduzione della recensione o il libro dedicato, appunto, alla teoria dei giochi).

sabato 15 giugno 2024

Paperino #528: Edizione variant

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Negli ultimi anni le edizioni variant dei fumetti, a parte rare eccezioni, hanno sempre avuto come principale differenza la cover, ma tra quelle rare eccezioni citate poc'anzi è rientrato anche Paperino #528, il numero della testata che festeggia ufficialmente i 90 anni del personaggio.
In effetti i festeggiamenti sul mensile dedicato a Paperino erano iniziati già con il #525 grazie al primo episodio della serie That's your life, Donald! (le cui origini fumettistiche le ho approfondite nell'introduzione del #527), che su questo numero giugne al 4.o episodio, Che ci vuole? scritta sempre da Alberto Savini per i disegni di Libero Ermetti. La serie, che ha come filo conduttore la presenza di un genio dello smartphone che esaudisce un desiderio al giorno, ha come scopo principale quello di approfondire un aspetto del carattere di Paperino. In questo caso è la sua voglia di fare, o per meglio dire di strafare a essere esaminata sotto le lenti di ingrandimento del buon Savini.

venerdì 14 giugno 2024

Le grandi domande della vita: Tutto è relativo... ma Einstein lo disse sul serio?

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Einstein via commons
L'uscita del 17.mo volume della collana Matematica curata da Maurizio Codogno e dedicato alla relatività è un'ottima occasione per provare a mettere un po' di chiarezza sulla frase più nota attribuita ad Albert Einstein:
Tutto è relativo
In effetti avevo già alcuni appunti di partenza sulla questione: li avevo presi all'epoca della recensione della biografia a fumetti di Nikola Testa realizzata per Beccogiallo da Sergio Rossi e Giovanni Scarduelli. In una delle prime pagine del volume i due personaggi che stanno ricostruendo la vita dell'inventore, si scambiano queste significative battute:
- Guarda che così Tesla farà la fine di Einstein, un professore che diceva che tutto era relativo.
- Beh, sarebbe già un passo avanti, no?
- Sì, però Einstein non ha mai detto quella frase.
E in effetti Einstein era ben distante dal pensare ciò. Prendiamo, per esempio, ciò che scrisse ne Il significato della relatività:
Il significato della relatività è stato ampiamente frainteso. I filosofi giocano con la parola, come un bambino con una bambola. Relatività, per come la vedo io, semplicemente denota che certi fatti fisici e meccanici, che sono stati ritenuti positivi e permanenti, sono relativi rispetto ad altri fatti nella sfera della fisica e della meccanica. Ciò non vuol dire che ogni cosa nella vita è relativa e che abbiamo il diritto di rovesciare il mondo intero maliziosamente.
Inoltre in una intervista rilasciata a George Sylvester Viereck e pubblicata il 26 ottobre del 1929 sul The Saturday Evening Post afferma:

giovedì 13 giugno 2024

Il mattatoio dei matti

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Quando ho acquistato questo volume a Bookpride 2024, pensavo fosse un romanzo, anche se un po' il dubbio mi era venuto leggiucchiando un po' tra le pagine prima dell'acquisto. E invece alla lettura mi sono ritrovato con una raccolta di racconti in cui Federico Bottoni ha esplorato in vari modi i temi della follia, della vita, della morte e dell'amore, senza dimenticare il male di vivere moderno il tutto con un gusto che ora oscilla tra il sarcastico, ora l'ironico, in alcuni casi addirittura il ridanciano, alternando a racconti più intensi, sia per la forza dell'orrore lì rappresentato, sia per la delicatezza dello stile adottato. Lo scrittore non rinuncia nemmeno a introdurre elementi di quella che, probabilmente, è la sua filosofia di vita, esibendo alla fine uno stile che ricorda ora Edgar Allan Poe, ora Neil Gaimann (che mi sembra il nume tutelare più presente), ora Stefano Benni. Un alettura piacevole e a suo modo stupefacente.

mercoledì 12 giugno 2024

La poltrona di Paperino90

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Mentre tutti gli altri canali stanno pubblicando i video dedicati al Topolino #3577, forte del fatto che ancora questo numero non l'ho acquistato visto che provvedo contestualmente all'uscita del volume della serie Matematica, ho fatto uscire, fresco fresco, l'unboxing della statuina realizzata in occasione del 90.mo compleanno di Paperino e allegata al Topolino #3576:

martedì 11 giugno 2024

I rompicapi di Alice: Il sorriso del gatto

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Uno dei personaggi più assurdi ed enigmatici di Alice nel Paese delle Meraviglie è indubbiamente il Gatto del Cheshire. Questi è un personaggio che compare quando vuole e scompare così, all'improvviso, senza lasciare alcuna traccia, quasi volatilizzandosi un pezzo alla volta. E l'ultima cosa che scompare è anche quella che lo identifica più di tutte: il suo sorriso!
(...) e questa volta svanì piuttosto lentamente, iniziando dalla punta della coda e finendo con il sogghigno, che rimase per un po' dopo che il resto era scomparso.
"Be'! Ho visto spesso un gatto senza un sogghigno" pensò Alice, "ma un sogghigno senza un gatto! E' la cosa più curiosa che abbia mai visto in tutta la mia vita!"
L'immagine del sogghigno del gatto del Cheshire non è, però, un'idea completamente originale di Lewis Carroll. C'è, infatti, un riferimento nell'edizione del 1788 di A Classical Dictionary of the Vulgar Tongue di Francis Grose:
Cheshire cat. He grins like a Cheshire cat; said of any one who shows his teeth and gums in laughing.
Ancora nel 1792 John Wolcot in Pair of Lyric Epistles scrive:
Lo, like a Cheshire cat our court will grin.
E infine, nel 1855, dieci anni prima della pubblicazione dell'edizione completa di Alice nel Paese delle Meraviglie nel romanzo The Newcomes di William Makepeace Thackeray troviamo la abbastanza sarcastica frase:
That woman grins like a Cheshire cat.
L'origine del detto è abbastanza ignota, e c'è una supposizione legata al fatto che nel Cheshire c'è così tanta abbondanza di latte e crema che i gatti lì sghignazzano. Nel caso del Gatto del Cheschire per eccellenza, però, è probabilmente un misto tra follia e puro e semplice divertimento. Sta di fatto, però, che l'idea del gatto che scompare e più in generale di una immagine che si strasforma era particolarmente gradita a Carroll, che ideò un particolare porta francobolli. Sui due lati erano realizzate due scene tratte dal romanzo, una quella di Alice con in braccio il bambino della Duchessa, e l'altro proprio il Gatto. Quando l'astuccio con i francobolli veniva estratto dal porta francobolli, le due immagini si trasformavano, lasciando Alice con in braccio un maialino da un lato e il solo sogghigno del Gatto dall'altro!
Alice e il Gatto sono, però, protagonisti di un divertente rompicapo ideato da Sam Loyd che coinvolge la frase palindroma Was it a cat I saw?. Arrangiamo le 13 lettere come nella figura qui sotto, tratta ovviamente dal rompicapo originale:

lunedì 10 giugno 2024

Matematica, lezione 17: La relatività

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Devo dire che una parte di me si aspettava il classico testo che mette insieme teorema di Pitagora e relatività, e invece l'approccio alla teoria di Albert Einstein è decisamente meno scontato e molto più stimolante di quelle quattro cose che, quando va bene, si riescono a vedere a scuola. La matematica della relatività di Christian Casalvieri parte dalla frase mai detta da Einstein del tutto è relativo per portare subito il lettore nel cuore della relatività speciale: la ricerca delle invarianti dello spaziotempo. Inoltre, e senza raccontare troppi dettagli storici, conduce il lettore nei primi capitoli nei ragionamenti che hanno portato Einstein a formulare i principi alla base della sua teoria.
Il punto più delicato della prima parte della trattazione è indubbiamente ricavare le trasformate di Lorentz, scoperte da Hendrik Lorentz giusto qualche anno prima della pubblicazione della teoria di Einstein, e ovviamente fondamentali per essa. Se dal punto di vista di un corso di laurea sarebbe più ovvio e utile ricavarle a partire dalle equazioni di Maxwell (che poi è anche il modo storico con cui sono state ricavate), Casalvieri adotta un approccio più matematico ricavandole a partire dai due postulati o principi di relatività. E di questo il lettore che ha poco presenti le equazioni di Maxwell non può che giorne.

domenica 9 giugno 2024

Topolino #3576: Speciale Paperino90

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E' un numero a tutto Paperino questo #3576, senza storia a puntate che finiscono o iniziano, con articoli di approfondimento e con una sola storia che non è a tema, quella conclusiva, che vede invece i Bassotti protagonisti. C'è da dire che questo numero rende ancora più deludente quello dedicato ai 95 anni di Steamboat Willie, ma come si suol dire aspettiamo che qualcosa si muova anche per il personaggio di punta della Disney.
La storia d'apertura, Paperino e l'Ombroso, è un horror di Marco Nucci e Giorgio Cavazzano a tema marinario. La coppia ripete, quindi, quanto fatto anche per Paperone, regalandoci una bella storia ricca di suspence, ma anche di malinconia.
Con La banda del Lupo Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio tornano con le loro storie di gusto vintage riproponenendo il trio Topolino-Paperino-Pippo, questa volta però con particolare enfasi su Paperino. In una storia straripante di citazionismo disneyano, alla fine non su può che restare soddisfatti di fronte al Paperino di Artibani, che purtroppo non può esserci tutte le settimane.

sabato 8 giugno 2024

Paperinik #89: In incognito

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Non so come, non so perché, ma nonostante il numero l'abbia letto per tempo, la recensione arriva solo con l'uscita del numero successivo, il #90. che peraltro ho già acquistato. E se non fosse per Diary of wacky knight, probabilmente non l'avrei nemmeno scritta. Andiamo, però, con ordine: Il folletto fantasma di Riccardo Pesce e Alessandro Pastrovicchio, da un lato prosegue con la storia dell'invasione del castello di Duckmelot da parte di Amelia e Rockerduck, una situazione che si fa sempre più spinosa e alla quale solo Fox Knight prova a opporsi, mentre dall'altro prosegue il viaggio in incognito di Re Paperone nel suo regno. E in effetti anche sir Paperinbik è in incognito, visto che il problema che Paperone e nipoti incontrano viene risolto dal cavaliere quando Paperino resta solo e libero di potersi trasformare.

venerdì 7 giugno 2024

Suno: musica intelligente

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Abbiamo già visto, in precedenti articoli, i primi utilizzi dei computer per generare musica, l'uso dei frattali nella generazione della musica e l'uso delle reti neurali per completare opere lasciate incomplete del passato. Gli articoli precedenti, sistemati non nell'ordine cronologico di uscita ma nell'ordine consigliato di lettura, vengono completati con quello in uscita oggi, che allo stesso tempo inizia anche una nuova serie dedicata agli esperimenti che ne sono generati, alcuni a tema scientifico, altri per puro divertimento.
Per riallacciarci alla questione sulla ricostruzione della decima sinfonia di Beethoven, avevo concluso che all'epoca non era ancora giunto il momento per le reti neurali di essere creative. E in effetti se mettiamo a confronto i risultati dei software di musica frattale e quelli di un compositore umano, esiste una certa differenza rilevabile a udito tra i due prodotti e per far sì che la musica frattale generata da un algoritmo bisogna comunque trafficare un po' con le impostazioni. Alla fine, però, è arrivato online un progetto interessante, Suno, una rete neurale in grado di generare musica.
Stando a quanto afferma il team, costituito da programmatori e artisti, l'obiettivo del progetto è quello di democratizzare la creazione della musica e renderla accessibile a chiunque. Avendo studiato musica (pianoforte, in particolare), ed essendomi cimentato, con qualche esperimento di composizione (di cui non vi ho ancora raccontato), l'idea dietro il progetto l'ho trovata molto interessante e così sono corso a provare il sistema. Prima di raccontarvi del secondo esperimento (al primo dedicherò un episodio a parte di particelle musicali), vorrei però approfondire velocemente le basi tecniche del progetto.

giovedì 6 giugno 2024

Matematica, lezione 16: Geometria analitica

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Di fatto la geometria analitica è tutto ciò che attiene al piano cartesiano. O quasi. O se preferite è lo studio dei luoghi geometrici attraverso lo studio delle funzioni. E non c'è nulla di più utile per impratichirsi con queste tecniche delle coniche. Di fatto il libro di Alessandro Cattaneo e Filippo Favale si occupa proprio delle coniche sia nel piano, che è la parte più corposa del volume, sia nello spazio. Questo, però, rispetto ad altri testi, nonostante non sia eccessivamente difficile da seguire, introduce una difficoltà aggiuntiva: la ricchezza delle formule matemaiche (ovviamente espressione generica e non esatta per indicare le scritture matematiche) presenti tra le pagine.
E' fuor di dubbio che questo, per il lettore medio, è un elemento aggiuntivo di difficoltà, ma è in ogni caso in linea con l'idea editoriale dietro la collana e, d'altra parte, è controbilanciato dall'assenza di teoremi o dimostrazioni formali, lasciate queste ultime alle sole capacità di calcolo. In questo senso l'apparato degli esercizi è forse ancora più prezioso rispetto al solito.

mercoledì 5 giugno 2024

I corti di Carl Barks: Northwest Mounted e i corti abbandonati

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Nel marzo del 2001 per celebrare il centenario di Carl Barks, scomparso nell'agosto del 2000, Disney Italia propose un numero speciale di Zio Paperone, il #138, e il corposo volume Carl Barks. L'uomo dei paperi uscito in edicola all'interno di Tutto Disney e in libreria sotto l'etichetta Disney Libri.
Barks, nato il 27 marzo del 1901 a Merrill in Oregon, secondo di due figli, iniziò a lavorare nel mondo del fumetto relativamente tardi, nel 1928, come vignettista per il Calgary Eye-Opener.
Nel 1935, rispondendo a un annuncio su un giornale, viene assunto presso gli studi di animazione di Walt Disney all'inizio come intercalatore (realizza, cioe, i disegni di animazione intermedi). Il suo primo incarico e la sequenza di tip tap per io cortometraggio Thru the mirror di Dave Hand, uscito nel 1936. Il suo primo cortometraggio come sceneggiatore esce invece nel 1937: è Modern Inventions di Jack King, con il quale fornera un sodalizio duraturo che portera alla creazione di Qui Quo Qua nel 1938 e di Ciccio nel 1939.

martedì 4 giugno 2024

Topolino #3575: L'amicizia

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Con un colpo di pigrizia che non avevo da tempo, ho saltato gli ultimi due giorni di uscite del blog, per cui provo a recuperare con questa recensione "mattutina" del Topolino #3575, ancora in edicola in molte parti d'Italia (in altre c'è già quello successivo).
Ad aprire le danze di questa (spero breve) recensione è il terzo e ultimo episodio de La corona di Tirnan, nuova avventura dei ragazzi di Area 15 realizzata da Giovanni De Feo e Alessandro Pastrovicchio. Come abbiamo visto nel numero precedente, la storia racconta di una partita a un gioco di ruolo. I due autori si sono divertiti a raccontare questo mondo particolare e hanno soprattutto provato a immergere il lettore attraverso l'espediente della storia a bivi, però hanno tenuto appositamente per l'ultimo episodio i momenti in qualche modo più drammatici. Come infatti succederebbe nella vita reale, quel pizzico di caso dovuto ai dadi può portare a situazioni che minano la forza e l'unità del gruppo di giocatori. Però a risolvere la crisi e riunire insieme il gruppo c'è l'amicizia, il motore che permette loro di affrontare non solo le sfide all'interno del gioco, ma anche quelle fuori dal gioco, in un ribaltamento della situazione in cui mentre all'inzio è il gioco a entrare nella vita, diventa poi una specie di guida per affrontare la vita al meglio. Ovviamente insieme!

sabato 1 giugno 2024

La nuova età dell'oro

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La Justice Society e più in generale un po' tutti gli eroi principali della golden age, ovviamente le loro identità segrete, stanno rivivendo negli Stati Uniti un ritorno di fiamma sui comic book. A rilanciarli è stato, in particolare, il one shot The New Golden Age e, soprattutto, la nuova serie della JSA, il tutto scritto da Geoff Johns con l'appoggio di diversi disegnatori, su tutti il veterano Jerry Ordway e il talentuoso Mikel Janin, che era arrivato all'attenzione del grande pubblico fumettistico alcuni anni fa con la spionistica Grayson.
Johns, che nel corso della sua carriera si è spesso dimostrato un appassionato dei personaggi della golden age, è stato infatti uno dei principali scrittori delle precedenti testate dedicate alla JSA, e spesso a fatto incrociare le strade del supergruppo più longevo dei comics anche con la Legione dei Supereroi, cosa che sembra avverrà anche in questa nuova incarnazione (in effetto ho spoilerato i volumi non ancora tradotti in italiano!). D'altra parte proprio il lavoro di Johns con i personaggi più classici è quello che personalmente trovo il più convincente in assoluto, per cui mi sentivo abbastanza tranquillo nell'acquisto di questo primo volume dedicato alla nuova Justice Society (che poi Justice Society America non si può proprio sentire...). E in effetti le attese non sono state... disattese!

venerdì 31 maggio 2024

Scura era la notte

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Nick Sagan è uno scrittore di fantascenza e uno sceneggiatore. In questa veste ha scritto alcuni episodi per Star Trek: The Next Generation e Star Trek: Voyager. Cosa che, in qualche modo, ha un che di poetico, visto che Nick, figlio del ben più famoso Carl Sagan, ha prestato la sua voce per un audio molto particolare, un saluto da parte dei bambini della Terra registrato sul famoso disco d'oro in viaggio nello spazio sulle due sonde Voyager.
La scelta dei contenuti del disco venne supervisionata da Sagan stesso e da Timothy Ferris, che oltre alla musica inserirono anche alcune foto, il tutto con l'idea di mostrare com'era la vita sulla Terra al momento del lancio e dare un'idea degli abitanti del pianeta, con registrazioni audio naturali, come il suono di una balena, il pianto di un bambino, il rumore delle onde del mare che si frangono sulla spiaggia, il saluto di Kurt Waldheim e Jimmy Carter, all'epoca rispettivamente segretario delle Nazioni Unite e presidente degli Stati Uniti d'America. E ovviamente la voce del piccolo Nick e una selezione di musica terrestre, tra quella classica e quella pop. In particolare tra i pezzi scelti troviamo Dark Was the Night, Cold Was the Ground, un gospel blues di Blind Willie Johnson (però se lo chiedete a me è un blues come quelli che si facevano una volta!). La scelta di questo pezzo, quasi completamente acustico, è così giustificata da Ferris: