Stomachion

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domenica 8 giugno 2025

Fatti della luce delle stelle

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Sai, gli scienziati dicono che siamo tutti fatti di luce stellare, e che nello spazio c'è il passato Osserviamo la luce delle stelle morte e noi stessi siamo pezzi di stelle, o comunque fatti della stessa energia. Se questo è il termine giusto. Alla fine, qualsiasi cosa ci animi o animi la realtà, tornerà a essere ciò che era prima. O una forma di ciò che era prima.
- da La setta delle ciambelle di Joe Lansdale

mercoledì 4 settembre 2024

La setta delle ciambelle

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Evidentemente Joe Lansdale aveva nostalgia di Hap e Leonard, ma visto il modo in cui ha concluso le avventure dei suoi due personaggi, riprenderli era sostanzialmente impossibile, così ne La setta delle ciambelle ha riportato in vita le dinamiche tra i due amici riproponendo al loro posto i due fratelli Garner, intorno ai quali ha costruito un cast di tutto rispetto che ha riproposto molti dei caratteristi utilizzati nella sua serie più famosa. E' possibile, ma è solo un sospetto, che il romanzo nasca da un qualche progetto che avrebbe dovuto coinvolgere proprio Hap e Leonard, visto che entrambi i fratelli Garner hanno una struttura fisica che riprende quella dei due detective dilettani e, inoltre, sono in qualche modo accoppiati. Per contro alcuni dettagli della trama mal si adattano proprio ai mitici Hap e Leonard, però ciò che più conta è che le atmosfere della storica serie sono state riportate in vita da Champion Joe, anche solo per un singolo romanzo.

mercoledì 16 settembre 2020

Honky Tonk Samurai

L'occasione dell'ultimo volume dela serie di Hap&Leonard spinge Einaudi a commissionare la copertina a Zerocalcare che più o meno la riempie con tutti i personaggi del romanzo. Inoltre per questo gran finale Joe Lansdale getta i suoi due amati detective dilettanti in un'intricata vicenda che coinvolge motociclisti nazisti, politici corrotti e una simpatica e determinata vecchia signora alla ricerca della nipote scomparsa.
La prosa asciutta e veloce di Lansdale accompagna il lettore quasi senza alcun attimo di tregua. Quei pochi momenti di tranquillità, però, vengono gustati come i biscotti che tanto piacciono a Leonard, ma che non dovrebbe mangiare a causa della dieta! La storia si sviluppa, invece, tra un colpo di scena e l'altro, fino al sorprendente finale, che spiazza il lettore e lo lascia un po' triste, con un senso di vuoto che va ben oltre la conclusione della serie. D'altra parte i due personagi hanno tenuto compagnia ai lettori di tutto il mondo per qualcosa come 25 anni o poco più.

giovedì 30 luglio 2015

Cielo di sabbia

For me, "All the Earth, thrown to the sky" is the best @joelansdale's novel
Adoro Joe Lansdale. E non solo per la serie di Hap e Leonard, ma anche per i molti suoi romanzi che riescono a spaziare in vari generi. Certo i suoi generi di riferimento principali sono il noir e l'horror, tutti conditi con una buona dose di grottesco e una serie di elementi che, a mio giudizio, fanno di Lansdale l'ultimo scrittore pulp nel senso più ampio della parola.
Cielo di sabbia, però, è qualcosa di più di un tipico romanzo di Lansdale. La sua prosa e il suo stile veloce, asciutto e diretto restano. In questo caso, però, un po' come con In fondo alla palude, Champion Joe si concentra sul momento di passaggio dall'infanzia all'adolescenza, in questo caso rappresentato dalla tragedia che si abbatte, sotto forma di tornado, sui tre giovani protagonisti del romanzo.
Ambientato negli anni Trenta, è un vero e proprio racconto on the road, un percorso attraverso il quale il lettore si addentra nella provincia statunitense e che si trasforma man mano in una sorta di hard boiled "sporco": gangster, schiavismo (non solo verso quelli con il colore della pelle differente!), sfruttamento, sono solo alcune delle tematiche esplorate da Lansdale. Su tutto, però, spicca l'idea della crescita, la ricerca della propria strada, dell'autodeterminazione a dispetto di quanto programmato dagli adulti. E' emblematico, in questo senso, questo passaggio, che è quanto afferma Jane, uno dei protagonisti:

domenica 18 maggio 2014

Una gita per turisti

La conclusione della trilogia iniziata con La notte del drive-in avviene dopo lunghe ricerche: era, infatti, uscito un unico volume che li raccoglieva tutti, ma alla fine sono riuscito a trovare il terzo romanzo separato. E le promesse dei primi due romanzi della serie vengono nettamente mantenute: Lansdale costruisce una storia delirante, fortemente ispirata a Un milione di anni fa, film del 1966 di Don Chaffey con, tra gli altri, Raquel Welch, in cui i protagonisti dei due romanzi precedenti intraprendono un viaggio, quasi una gita, per scoprire i segreti di un mondo che, sempre più spesso, assomiglia a un set cinematografico.
Ne risulterà alla fine una sorta di filmone su carta, un miscuglio tra Il mago di Oz (innegabile pensare alla strada intrapresa da Doroty alla ricerca del mago che la riporterà sulla Terra, in parallelo a quella intrapresa dai protagonisti alla ricerca del deus ex-machina del mondo su cui sono stati trasportati) e il capolavoro fantascientifico Stanotte il cielo cadrà di Daniel F. Galouye, una lettura veloce e godibile come solo Lansdale sa regalare.

sabato 13 ottobre 2012

Sotto un cielo cremisi

More about Sotto un cielo cremisi
Mentre il titolo originale, Vanilla Ride, fa riferimento a un protagonista della seconda parte del romanzo, l'infallibile killer assoldato dai narcotrafficanti per uccidere un giovane fuggito con la fidanzata con una borsa piena di soldi e finito sotto la protezione di Hap e Leonard (che così, inevitabilmente, finiscono nel fuoco incrociato che alla fine ne deriverà), il titolo originale che la Fanucci, il nuovo editore della serie hard boiled ideata da Joe Champion Lansdale, propone ai lettori, Sotto un cielo cremisi, è certamente molto più evocativo e più in linea con il bagno di sangue proposto in questa nuova avventura dallo scrittore che, tempo addietro, definii come l'ultimo scrittore pulp.
La trama della storia è molto semplice: il vecchio amico dei nostri due sfaccendati, Marvin Hanson, viene a chiedere una mano a Hap Collins e Leonard Pine per tirare fuori dai guai la nipote: la ragazza si è invischiata con un tipo poco raccomandabile, un drogato e spacciatore. I due portano a compimento la missione, nonostante la recalcitrante Gadget, con il solito contorno di ossa rotte (degli altri), vetri spaccati (degli altri) e un dessert che sul momento sembrava la cosa giusta da fare: gettare un carico di cocaina del valore di svariati milioni lungo lo scarico.
Ovviamente questo gesto eroico verrà pagato a caro prezzo dai nostri due eroi, che resteranno coinvolti in inseguimenti e sparatorie più o meno senza respiro lungo un po' tutte le pagine del romanzo. Ovviamente a pentirsi della sfida, più che i due inusitati amici, saranno i loro avversari, e questo ci porta irrimediabilmente al punto debole del romanzo, se vogliamo. Ho già definito la serie, in apertura, hard boiled, anche se ciascuno dei romanzi che ho precedentemente recensito su DropSea è in realtà qualcosa di più di un semplice giallo d'azione. Gli elementi di investigazione pura e di noir propriamente detto risultano quasi nulli in questo Sotto un cielo cremisi: in fondo da una parte sia lo scrittore sia i lettori conoscono molto bene i due protagonisti, e quindi non è necessario alcun approfondimento sul loro carattere, mentre come al solito la descrizione dei personaggi di contorno viene lasciata ai fitti dialoghi di cui Lansdale si è sempre dimostrato abile scrittore; dall'altra c'è stata una scelta ben precisa nello sviluppo della trama di puntare, per questo romanzo, su scazzottate, sparatorie e inseguimenti, tutti elementi tipici di un romanzo hard boiled, e tutto a chiaro vantaggio della leggibilità.
Non mancano certo i colpi di scena, di cui il più importante coinvolge proprio il coprotagonista del romanzo, Vanilla Ride, ma in definitiva è il romanzo più debole tra tutti quelli di Lansdale che ho avuto il piacere di leggere (e non solo nella serie di Hap e Leonard).

martedì 6 aprile 2010

Assassini nella giungla

More about Assassini nella giungla
Iniziamo con alcune informazioni storiche. Tarzan: The Lost Adventure è stato per anni un testo incompiuto di Edgar Burroughs. Iniziata nel 1946, venne successivamente completata da Joe Lansdale e pubblicata, prima in volumetti e poi raccolta in un unico volume, dalla Dark Horse. Secondo una cronologia ufficiale, questa è la 26.ma avventura dell'avventuriero della giungla, dopo le 24 scritte completamente da Burroughs e il 25.mo romanzo scritto, con autorizzazione, da Fritz Lieber.

sabato 15 agosto 2009

Paesi e paesini

Non mi sembra di aver approfondito bene il punto quando ne ho parlato, così decido di riprendere, insieme, la discussione su Il calore del sangue e In fondo alla palude, due romanzi che mi sono piaciuti al di là delle trame e dei meriti letterali dei due autori, Irene Némirovsky e Champion Joe Lansdale rispettivamente.
Entrambi i romanzi sono caratterizzati dall'ambientazione, nella provincia, francese e statunitense, ed entrambi rappresentano dei conflitti, generazionali e razziali rispettivamente. Mentre però il primo è una sorta di noir, un romanzo per certi versi romantico, il secondo è un vero e proprio giallo, che si potrebbe tranquillamente porre in quel sottogenere che è la letteratura dei serial killer, sia quella fittizia sia quella reale (in quest'ultimo caso sto pensando a Un estraneo al mio fianco di Ann Rule sull'assassiono seriale Ted Bundy).
In entrambi i romanzi, comunque, emerge un particolare fondamentale: la chiusura delle piccole comunità e la sua profonda ipocrisia. E' questo dettaglio, forse dovuto al fatto che ho vissuto buona parte dell'adolescenza e una piccola parte dell'infanzia in un piccolo paese, provincia della provincia (considerando Cosenza come provincia rispetto a grandi città come Napoli o Roma), dove per molti motivi non mi sono mai veramente trovato bene. D'altra parte le chiacchiere, i distintivi, le parole dette e non dette, appena sussurrate, i dispetti tra vicini e compaesani sono all'ordine del giorno in questi piccoli centri della provincia, dove tutti conoscono tutti: e queste caratteristiche, esasperate dal problema razziale nel romanzo di Lansdale e nascoste sotto il velo del perbenismo nel romanzo della Némirovsky, sono le più realistiche e vincenti dei due romanzi, quelle caratteristiche che li accostano uno all'altro.
Certo, Il calore del sangue descrive una realtà, quella francese, molto più vicina alla nostra, che però rischia di trasformarsi sempre più drammaticamente in quello che Lansdale ha descritto: e se consideriamo che negli Stati Uniti rispetto a In fondo alla palude ben poco è cambiato nell'ultimo mezzo secolo (e in questo caso per farsi un'idea basta leggere i romanzi della serie Hap e Leonard), allora non c'è sicuramente da stare allegri, provincia o meno che sia.

martedì 4 agosto 2009

In fondo alla palude

Harry e la sorellina, Tom, trovano il cadavere di una donna ucciso e martoriato. E' una nera. Il caso viene gestito dal padre di Harry, barbiere tutti i giorni e uomo di legge se e quando capita. L'omicidio, purtroppo, è il primo di una serie che, tra le tensioni del Texas degli Anni Trenta tra bianchi e neri, con i primi che considerano questi ultimi ancora al livello di schiavi, i dubbi del padre di Harry, la leggenda dell'Uomo Capra che si aggira tra i boschi, alla fine verrà risolto proprio dai due ragazzini e semplicemente per caso, come nella vita reale.
La magia di Joe Lansdale nei suoi romanzi e in particolare per In fondo alla palude è proprio la sua abilità nel descrivere con grande precisione la vita reale dei personaggi: Champion Joe non si nasconde, racconta la faccia nascosta degli Stati Uniti, quella che non vogliono mostrare (ma che in questo periodo, con un presidente nero, Barak Obama, non possono fare a meno di mostrare) e lo fa con violenza, senza retorica. Emerge anche il Lansdale maestro dell'orrore, con l'esplorazione delle tradizioni mistiche, voodoo della comunità afroamericana, utilizzate per dare ancora più tensione a una vicenda che già per la sola trama è ricca di tensione.
E' un ricordo d'infanzia, un crudo racconto di vita, morte, violenza e razzismo, di follia e terrore, un racconto a tratti corale in cui, nonostante la voce narrante sia quella di Harry, ormai vecchio, il vero protagonista è il villaggio con le sue ipocrisie e la sua chiusura all'esterno.
Semplicemente un lettura stupenda!

mercoledì 29 ottobre 2008

Fuoco alle polveri

Forse era questo il titolo più indicato per Zeppelins West, presentato recentemente in Italia da Fanucci con il titolo di Fuoco nella polvere. Il suo autore? Joe R. Lansdale!
E già qui potrei fermarmi: come sapete, miei buoni e cari e pochi lettori, Lansdale è stata una illuminante scoperta di questo 2008 con la sua serie dedicata agli scalcinati e improbabili Hap e Leonard. E questo Fuoco nella polvere, se da una parte conferma le capacità del buon Lansdale come autore pulp, nel senso di autore a tutto tondo abile in molti generi, risulta però un puro gioco, un divertimento quasi fine a se stesso, senza nulla togliere alla gradevolezza della lettura e ai piccoli colpi, oserei dire di genio disseminati lungo tutto il romanzo.
Lansdale, infatti, riprendendo una moda ritornata in voga negli Stati Uniti grazie alla Lega degli Straordinari Gentlemen di quel genio che è Alan Moore, riprende in un universo parallelo alcune grandi glorie del west statunitense (su tutte Buffalo Bill) accostandole a grandi personaggi vittoriani come il mostro di Frankenstein, a uomini di scienza realmente esistiti come Morse, realizzando un romanzo un po' western, tanto steampunk e soprattutto molto divertente. La vicenda si divide in due parti: all'inizio il viaggio di Buffalo e compagnia su un dirigibile alla volta del Giappone per recuperare la perduta creatura assemblata da Frankenstein e in mano ai nipponici; quindi a causa dell'abbattimento dello zeppelin da parte dei giapponesi i nostri finiscono sull'isola di un chirurgo pazzo. Questa seconda parte, che si sviluppa sull'isola, costituisce anche la parte più corposa della vicenda, riprendendo un classico della letteratura fantascientifica, L'isola del dottor Moureau. Qui hanno un cammeo importante l'Uomo di Latta de Il mago di Oz e uno piccolo ma a modo suo geniale il conte Vlad Tepes, il famoso Dracula di Bram Stoker: Lansdale, in questo caso, si diverte a uccidere in maniera simpatica e terribile il mitico vampiro, facendolo divorare dagli uomini-bestia del dottore!
E il romanzo, in realtà, ha proprio in questa sua vena dissacrante l'orma distintiva, il marchio indelebile che lo rende una lettura divertente e godibile pur senza restare la migliore opera di Lansdale. In effetti mi sentirei di consigliarlo solo agli amanti dello scrittore statunitense (quale sono io), agli amanti del cinema di Mel Brooks e a tutti coloro che sono in grado di leggere una macedonia letteraria senza restare sconvolti perché troppo fedelmente legati ai riferimenti originali.

venerdì 25 luglio 2008

Un picnic a panini e pallottole

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Una strana coppia spunta nel mondo della letteratura, quella di Hap e Leonard, un bianco tranquillo e senza troppe preoccupazioni e un nero omosessuale e facilmente irascibile. I due amici sono coinvolti in un insolito balletto, Il mambo degli orsi (così viene definito, in uno dei capitoli iniziali, l'accoppiamento tra gli orsi visto dai protagonisti in un documentario del National Geographic): devono andare in una classica cittadina americana, ancora legata alle fandonie sulla purezza della razza, la segregazione e lo schiavismo verso i neri d'America, il Ku Klux Klan (o, quanto meno, la sua versione moderna). Tra personaggi sopra le righe, risse da bar, sparatorie e agguati, Joe Lansdale imbastisce un bel romanzo fondamentalmente hard boiled, che esplora l'America razzista, senza dimenticare un po' di sano umorismo che, nella vita, non fa mai male!