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martedì 4 agosto 2009

In fondo alla palude

Harry e la sorellina, Tom, trovano il cadavere di una donna ucciso e martoriato. E' una nera. Il caso viene gestito dal padre di Harry, barbiere tutti i giorni e uomo di legge se e quando capita. L'omicidio, purtroppo, è il primo di una serie che, tra le tensioni del Texas degli Anni Trenta tra bianchi e neri, con i primi che considerano questi ultimi ancora al livello di schiavi, i dubbi del padre di Harry, la leggenda dell'Uomo Capra che si aggira tra i boschi, alla fine verrà risolto proprio dai due ragazzini e semplicemente per caso, come nella vita reale.
La magia di Joe Lansdale nei suoi romanzi e in particolare per In fondo alla palude è proprio la sua abilità nel descrivere con grande precisione la vita reale dei personaggi: Champion Joe non si nasconde, racconta la faccia nascosta degli Stati Uniti, quella che non vogliono mostrare (ma che in questo periodo, con un presidente nero, Barak Obama, non possono fare a meno di mostrare) e lo fa con violenza, senza retorica. Emerge anche il Lansdale maestro dell'orrore, con l'esplorazione delle tradizioni mistiche, voodoo della comunità afroamericana, utilizzate per dare ancora più tensione a una vicenda che già per la sola trama è ricca di tensione.
E' un ricordo d'infanzia, un crudo racconto di vita, morte, violenza e razzismo, di follia e terrore, un racconto a tratti corale in cui, nonostante la voce narrante sia quella di Harry, ormai vecchio, il vero protagonista è il villaggio con le sue ipocrisie e la sua chiusura all'esterno.
Semplicemente un lettura stupenda!

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