domenica 28 marzo 2021

Topolino #3409: A caccia di notizie

Il numero che celebra Dante Alighieri con una ristampa d'eccezione ci propone in apertura (e come cover story) il ritorno del Papersera secondo Corrado Mastantuono. In questa occasione l'autore riprende un personaggio già proposto nella serie, Roy Bretella, in una storia che può essere considerata di riscatto, amicizia e fiducia ritrovate. E il fatto che sia la meno divertente di tutte alla fine è un vantaggio, visto che in questo modo riesce a sottolineare meglio proprio il tema portante della storia. D'altra parte i protagonisti della storia sono proprio Roy Bretella e soprattutto Paperone, con Paperino e Paperoga semplici spalle a fungere da intermezzo comico.

venerdì 26 marzo 2021

La distribuzione di materia oscura nell'universo

Il video che vi presento qui sotto mostra la distribuzione di materia oscura nel nostro universo ed è basato sulla Millennium Simulation. E' stata sviluppata dal Virgo Consortium del Max Planck Institute for Astrophysics. La porzione di universo che viene simulata è una regione cubica di 2 miliardi di anni luce e contiene oltre 10 miliardi di particelle.
La materia oscura al momento costituisce circail 30% di tutto l'universo, mentre la materia ordinaria, quella di cui siamo fatti, è poco meno del 5%, il resto è tutto energia oscura. Questi nomi "oscuri" indicano il fatto che non ne conosciamo la natura.
Avevo già pubblicato il video sul canale YT di Science Backstage, ma ho pensato bene di ripubblicarlo sul canale di DropSea con l'aggiunta di un commento. E' breve, poco più di un minuto, e oltre che qui sotto, potete anche dargli un'occhiata su PeerTuube:

mercoledì 24 marzo 2021

Cloverfield: attacco alla Terra

Era il 2008 quando JJ Abrams, insieme con Bryan Burk, tirò fuori dal cilindro, come produttore, un inquietante film fantascientifico diretto da Matt Reeves: Cloverfield. All'epoca non lo sapeva nessuno, ma quello era l'inizio di una serie, o di un franchise come si ama dire oggi, che sarebbe proseguito nel 2016 con 10 Cloverfield Lane diretto da Dan Trachtenberg e nel 2018 con The Cloverfield Paradox diretto da Julius Onah, il più squisitamente fantascientifico dei tre. Mentre ci sono voci secondo cui è in arrivo un quarto capitolo della saga, peraltro il Cloverfield 2 ufficiale, forse diretto dallo stesso Abrams, ho recuperato la visione di questi primi tre film, che hanno in comune un unico elemento esplicito: il mostro gigantesco che attacca la Terra.
Nella pellicola del 2008 l'attacco avviene a New York: un'esplosione e poi un mostro gigantesco inizia a imperversare per le strade della metropoli statunitense. Grande quanto i grattacieli della città, è scortato da una miriade di mostri più piccoli, che divorano gli esseri umani. E il destino di chi viene morso, ma ha la fortuna di sfuggire alla morte per ingestione non è certo migliore: sembra che questi piccoli mostri abbiano anche un veleno destinato a uccidere ben presto il malcapitato.

martedì 23 marzo 2021

Dark Crystal: la resistenza

Quello di Dark Crystal è uno di quei mitici film degli anni Ottanta del XX secolo che non sono ancora riuscito a vedere. In compenso sono riuscito a vedere uno dei progetti collaterali che sono usciti negli ultimi anni, in particolare la serie Dark Crystal: Age of Resistance, trasmessa su Netflix. La serie è un prequel del film che si concentra su un gruppo di personaggi che cercano di ribaltare il controllo distopico degli Skeksis sul pianeta Thra.
La storia risulta alla fine ben scritta e appassionante, con un buon approfondimento dei caratteri, e si concentra sull'annosa questione del controllo delle masse utilizzato dagli sfruttatori sugli sfruttati. In particolare gli Skeksis mostrano un'apparente benevolenza nei confronti dei popoli e delle tribù di Thra, che si reggono su un equilibrio delicato, ma comunque in armonia con l'ambiente. E questo è anche il secondo tema portante della serie, visto che l'intera vicenda inizia proprio con la scoperta che gli Skeksis in realtà questo equilibrio lo hanno rotto, iniziando a sfruttare il potere del Cristallo di Thra per i loro scopi egoistici ed esclusivi.
Se vogliamo l'unico difetto della serie è la sua chiusura aperta per un prosieguo in una seconda stagione che è stata in corso d'opera cancellata: Netflix, infatti, ha pensato bene di non rinnovare la nuova stagione, tornando peraltro sui suoi stessi passi. Restiamo, così, monchi della vicenda. Al momento non ho iniziato a leggere i fumetti della stessa serie (portati in Italia da Panini Comics), ma immagino che questo potrebbe essere il mezzo che più probabilmente verrà scelto per concludere la storia iniziata con la prima e unica stagione di Dark Crystal: Age of Resistance.

domenica 21 marzo 2021

Topolino #3408: Luci in sala!

Pensavamo che i problemi con Mr. Vertigo fossero finiti, e invece Marco Nucci ha pensato bene di rompere molto presto l'incertezza e riportare il personaggio sulle pagine di Topolino. Affiancato da Ottavio Panaro, Nucci ripropone il suo personaggio grazie a un particolare stratagemma: un film dedicato alla vicenda. Il regista, Alfred Lang (evidente riferimento a Fritz Lang) lascia, però, intendere che secondo lui la vicenda ha ancora molto da raccontare e chiude il film con il classico finale aperto, preparatorio per un sequel. Proprio questo dettaglio incuriosisce Topolino, che così riprende a interessarsi della storia.
La prima puntata de L'ombra di Mr. Vertigo, nuovo capitolo della saga, presenta alla fine alcuni elementi di interesse, tipici della storia e della narrazione impostata da Nucci, ma anche alcuni elementi di perplessità. Il primo è l'inserimento del Macchia Nera di Nucci all'interno della continuity di Vertigo, e la cosa personalmente mi dispiace e non poco, vista la pessima caratterizzazione dello storico avversario di Topolino fornita dallo sceneggiatore. L'altra perplessità è relativa alla storia in se: in pratica le quattro righe di cui sopra hanno esaurito tutto quello che c'era da scrivere sulla storia, a parte un insgolo dettaglio. E quando puoi riassumere una storia in modo così breve, forse il punto non sono le capacità di sintesi, ma proprio la storia in sé. Soprattutto se si pensa che, molto probabilmente, si concluderà settimana prossima.

sabato 20 marzo 2021

The Man of Steel: figlio dell'era spaziale

Iniziato nell'aprile del 1985, Crisis on Infinite Earths (o Crisi sulle Terre Infinite) fu un crossover epocale per molti motivi, interni alla casa editrice, la DC Comics, ma anche esterni. In quest'ultimo caso la storia, sviluppata in 12 albi da Marv Wolfman per i disegni di George Perez, fornì un nuovo approccio al crossover inteso come una mega storia cui le altre serie si dovevano in qualche modo adattare o con modifiche minime o con l'adozione di una sorta di punto di chiusura (come ad esempio avvenne con Superman nella storia Che cosa è successo all'Uomo del Domani?) o assecondando il crossover con l'uscita dei così detti tie-in, storie collaterali a quella principale che ne arricchiscono la lettura, ma per lo più non sono essenziali per la comprensione degli eventi narrati nel crossover principale.
Questo approccio divenne quello standard per tutti i crossover e soprattutto la tematica cosmica venne subito recepita dalla Marvel, che rispose nel 1990 con Il guanto dell'infinito di Jim Starlin e disegnato da Ron Lim e, guarda un po', ancora una volta da Perez. Non è però della Marvel che voglio scrivere, quanto di uno degli effetti di Crisis sul DC Universe: un reboot di quasi tutte le serie. Anche in questo caso, come era avvenuto con New 52, l'approccio non fu univoco per tutti i personaggi: alcuni videro un vero e proprio azzeramento della continuity, altri un tacito accordo tra gli autori e l'editore con un ringiovanimento dei personaggi e una scelta mai ben codificata di ciò che andava mantenuto e ciò che andava eliminato della continuity precedente.
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venerdì 19 marzo 2021

Un cielo pieno di stelle

Here we are, riding the sky
Painting the night with the sun
You and I, mirrors of night
Twin flames of fire, lit in another time and place
E' un periodo che sto ascoltando e riascoltando Star sky, un bellissimo pezzo di epic music tratto da Battlecry, ottavo album della band Two steps from hell. Musicalmente è un mix tra i Muse e il moderno approccio alla musica classica (vedi, ad esempio, Lindsey Stirling). Ovviamente ho ascoltato (e riascoltato) anche l'album, ma Star sky ha un fascino particolare, lo stesso fascino di un cielo stellato, uno di quelli in cui riesci a vederle le stelle, e non perché aguzzi la vista, ma perché non c'è inquinamento luminoso. Un cielo così, non esattamente come quello che si può vedere ad esempio in Cile, l'ho visto ormai più di dieci anni fa, ai tempi del dottorato, quando mi "imbarcai" in un spedizione notturna in Sila per osservare le stelle. A guidarci era un gruppo di astrofili, molto probabilmente alcuni di loro oggi gestiscono l'Osservatorio di Reggio Calabria (e no, non fa parte dell'INAF!).

giovedì 18 marzo 2021

Wikiritratti: Thomas Townsend Brown

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Oggi vi propongo una versione folkloristica delle mie classiche biografie occupandomi di un personaggio un po' controverso: Thomas Townsend Brown.
Inventore statunitense nato il 18 marzo del 1905 a Zanesville, Ohio da una ricca famiglia di costruttori, si interessa all'elettronica sin da piccolo. I suoi genitori assecondarono questa inclinazione, acquistandogli gli strumenti per condurre i suoi esperimenti.
Iniziò a interessarsi all'elettro-gravità durante il liceo. Tra il 1922 e il 1923 frequentò la Doane Academy, una scuola preparatoria alla Denison University, laureandosi nel giugno 1923. Nell'autunno di quell'anno entrò al California Institute of Technology, dove ha avuto qualche problema con le richieste che il CalTech chiede alle sue matricole: per permettergli di superar queste difficoltà, i genitori attrezzarono per Thomas un laboratorio privato nella casa di famiglia di Pasadena. Fu qui che fornì le prime dimostrazioni sulle sue idee riguardo elettricità e gravità ad alcuni ospiti selezionali, tra cui Robert Millikan, che proprio quell'anno aveva vinto il Premio Nobel per la fisica per la misura della carica elettrica elementare e per i suoi contributi all'effetto fotoelettrico.

mercoledì 17 marzo 2021

Breve storia del pi greco / La sequenza di Fibonacci

Come da tradizione, arriva la nuova puntata della breve storia del pi greco. Come già la settima, anche questa ottava parte guadagna un titolo visto il tema delle notizie pi greche del Carnevale della Matematica #148 è l'uso della sequenza di Fibonacci per il calcolo del valore del $\pi$.


da New Adventures of Queen Victoria di Pab Sungenis

A quanto pare anche Leonardo Fibonacci si cimentò, nel 1220, con il calcolo del pi greco, ottenendo come risultato 3.141818. Non sono riuscito a scovare il metodo usato dal matematico italiano, ma esistono un paio formule basate sui numeri della successione di Fibonacci che permettono di calcolare le cifre di $\pi$.
Partiamo dalla seguente formula di Leonhard Euler (vi ricordo che il nostro propose nella sua carriera diverse formule che permettevano di calcolare pi greco) scritta intorno al 1738

lunedì 15 marzo 2021

DC's Legends of Tomorrow: una sfida alla storia

L'idea di scrivere un breve ritratto su Hedy Lamarr centrato solo sulle sue competenze tecniche mi era stata suggerita dalla visione di un particolare serial televisivo, Legends of Tomorrow: in una delle puntate della serie, infatti, i viaggiatori del tempo a bordo della Waverider incrociano la loro strada con la famosa attrice hollywoodiana e Martin Stein, una metà del supereroe Firestorm, ne tesse le lodi sia come attrice sia come acuta mente inventiva. Per cui recuperare una recensione cumulativa delle prime 5 stagioni della serie mi sembrava il modo migliore per chiudere il cerchio.
Lungo la linea temporale
Legends of Tomorrow fa parte del meglio noto Arrow Verse, costituito da alcune serie televisive in continuity una con l'altra e nate dal successo di Arrow, incentrata su Freccia Verde, Oliver Queen. In particolare LoT vede un gruppo di supereroi sottratti dalla loro linea temporale da Rip Hunter, un viaggiatore del tempo appartenente ai Time Master, che, violando i loro protocolli, vuole cambiare il tempo per impedire a Vandal Savage di commettere la strage che compirà in un lontano futuro quando prenderà il controllo politico della Terra.
Per ottenere questo obiettivo Rip mette insieme i due componenti di Firestorm, il già citato Martin Stein, fisico nucleare, e il giovane Jax Jackson; Sarah Lance, meglio nota come White Canary; Atomo, ovvero un altro fisico, Ray Palmer; i due supercriminali Heat Wave e Capitan Cold (peraltro interpretati dai due protagonisti di Prison Break); e infine Kendra Saunders e Carter Hall, le due ultime reincarnazioni di Hawkgirl e Hawkman, il cui destino appare indissolubilmente legato a quello di Vandal Savage.

domenica 14 marzo 2021

Carnevale della Matematica #148

Per il secondo anno consecutivo l'edizione del pi day del Carnevale della Matematica è rappresentata da un numero pari, il 148. Per cui un benvenuto a tutti, sempre al solito orario pi greco a tutti i nottambuli che hanno atteso la lettura puntuali alle 3:14, ma anche a quei lettori che hanno deciso di non lasciarsi travolgere dalla passione per il numero di Archimede e hanno atteso la mattina per leggere cosa i matematti hanno preparato per voi per festeggiare degnamente il pi day 2021.
Prima di immergerci tra i contributi, andiamo, come da tradizione, a riassumere alcune delle proprietà del numero di questa edizione. Come detto il 148 è un numero pari con i seguenti divisori: 1, 2, 4, 37, 74, 148. Poiché la loro somma, 148 escluso, è 118 < 148, il numero è detto difettivo.
Ha anche una caratteristica geometricamente interessante: è un numero ettagonale e 26-gonale. In generale un numero poligonale è un numero che può essere rappresentato utilizzando un poligono regolare. La regola è semplice: si prendono tanti pallini quanti sono quelli che servono per rappresentare il numero in questione e li si dispongono, riempiendo anche l'area interna, per formare un poligono regolare. Nel caso del 148 si riescono a realizzare due poligoni regolari, uno di 7 e l'altro di 26 lati.
In particolare nel caso dell'ettagono, questi ha anche un pallino al centro, rendendo il 148 un numero ettagonale centrato. Dal punto di vista matematico un numero ettagonale centrato è ricavato dalla formula \[\frac{7n^2 - 7n + 2}{2}\] Fa anche parte di ben 5 terne pitagoriche, (48, 140, 148), (111, 148, 185), (148, 1365, 1373), (148, 2736, 2740), (148, 5475, 5477), oltre a essere un numero congruente. Questo genere di numeri sono tutti naturali e sono equivalenti all'area di un triangolo rettangolo con lati razionali (ovvero costituiti da frazioni di numeri interi).
E' anche un numero di Ulam, un genere di numeri che abbiamo già incontrato in occasione del Carnevale #131, un numero odioso (ma la cosa verrà approfondita in un contributo presente nel Carnevale) ed è persino palindromo, o almeno lo è la sua rappresentazione in base 6: 404.

Vignetta di Antonino La Barbera in corso di pubblicazione su EduINAF

sabato 13 marzo 2021

Topolino #3407: I segreti del deposito

Era da non ricordo quanto tempo che su Topolino non veniva pubblicata una storia a puntate degna di questo nome collegata al nuovo gadget componibile. D'altra parte quello che è abbinato ai prossimi Topolino (e anche a un paio di altri albi collaterali) è anche il più complesso dei gadget fin qui proposti da Panini Comics: il deposito di Paperon de Paperoni.
Introdotto da una delle più brutte copertine mai realizzate da Giorgio Cavazzano, I segreti del deposito vede Alessandro Sisti come scrittore per i disegni di un tuttosommato "scolastico" Giuseppe Facciotto. La storia presenta l'ennesimo tentativo di rapina dei Bassotti, ma questa volta con una variazione fondamentale: la banda dei segugi da caccia (il beagle è il tipico cane da caccia alla lepre inglese) decide di allontanare Battista dal deposito ideando un fantomatico ritrovo di maggiordomi per potergli carpire in maniera soft e senza sospetti tutti i segreti della struttura del deposito.

venerdì 12 marzo 2021

I rompicapi di Alice: La ruota della memoria

Questa storia inizia con un musicista, il compositore George Perle. Perle, compositore classico statunitense, un giorno si trovò a discutere con il matematico Sherman Stein di una particolare teoria del ritmo sviluppata in India più di un migliaio di anni prima(3).
Mentre approfondivo questa teoria, imparai la mia prima e unica parola in sanscrito: yamátárájahánsalagám.
Questa parola non aveva alcun significato particolare, ma aveva un uso più utilitaristico: serviva ai batteristi indiani per ricordare un particolare ritmo. D'altra parte oltre quelle dieci sillabe c'è di più, per parafrasare una nota canzone di alcuni decenni fa. Come ricorda Perle a Stein, pronunciare la parola sanscrita di cui sopra vuol dire pronunciare tutte le possibili terzine di battiti brevi e lunghi.
Le prime tre sillabe, ya má tá, hanno il ritmo breve, lungo, lungo. Dal secondo al quarto sono má tá rá: lungo, lungo, lungo. Poi hai tá rá já: lungo, lungo, breve. Poi ci sono rá ja bhá: lungo, breve, lungo. E così via.
E questo, alle orecchie di Stein, aveva un che di matematicamente affascinante: era l'inizio di una sequenza.
Il matematico, infatti, associò alla sillaba breve il numero 0 e a quella lunga il numero 1, ottenendo 0111010001.
La cosa che saltò subito all'occhio di Stein fu il fatto che le prime due e le ultime due cifre di questo numero binario fossero identiche. Questo voleva dire che era possibile chiudere il numero in una sorta di ruota e rappresentarlo non con 10 ma con 8 cifre. Aveva ottenuto una struttura che chiamò "ruota della memoria" (memory wheel).

giovedì 11 marzo 2021

Approssimazioni

Ispirato da una domanda su quora, ho provato a confrontare la bontà delle approssimazioni del $\pi$ a partire dalla classica 3.14 fino a quella che mi fornisce la calcolatrice che ho installato sul cellulare, 3.141592654, confrontandole con il valore memorizzato all'interno dello spreadsheet di GDrive, usato come "valore esatto". In particolare ho usato il valore del $\pi$ approssimato nella formula della circonferenza, $2 \pi r$, usando per il raggio i valori interi che vanno da 1 a 10. La prima osservazione è che all'aumentare del valore del raggio, la differenza rispetto alla circonferenza calcolata con il "valore esatto" diventa più evidente. L'altra osservazione interessante è il confronto tra l'approssimazione con cui viene usualmente detto il $\pi$, ovvero 3.1415, e l'approssimazione più corretta, 3.1416. E anche in questo caso la bontà del 3.1416 rispetto al 3.1415 viene enfatizzata sempre di più con l'aumentare del raggio. La differenza tra le due è che 3.1415 è il valore di $\pi$ alla quarta cifra decimale, mentre 3.1416 è una approssimazione di $\pi$, visto che la quinta cifra decimale è un 9.

lunedì 8 marzo 2021

8 marzo 1917

A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell'apertura del III congresso dell'Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la "Giornata internazionale dell'operaia".
- da it.wiki
Immagine via The Guardian | altri dettagli su history.com

domenica 7 marzo 2021

Topolino #3406: Rintronati

Il titolo della recensione dell'ultimo numero di Topolino non è solo un riferimento alla storia d'apertura, ma un po' anche ai contenuti del numero, che nel complesso non mi è sembrato così interessante (ma un po' me lo aspettavo). E questo nonostante Musicalisota si basi su una premessa molto stuzzicante e il resto del sommario presenti una chicca decisamente inaspettata. Andiamo, però, con ordine e iniziamo con la nuova saga musicale topolinesca.
La musica a chi la sa fare
Rispetto a X-Mickey, la nuova saga con il gruppo rock di Qua è scritta decisamente con maggiore competenza e attenzione al mondo musicale. E d'altra parte la storia è frutto dell'ingegno di Giorgio Salati, che oltre a scrivere storie a fumetti (e non solo per Topolino, è anche un musicista.
L'episodio, Mai più rintronati, disegnato da Nico Picone, più che la prima puntata di Musicalisota ne è un prologo, visto che la saga vera e propria, la cui trama si basa sul primo tour della band, partirà solo tra diversi mesi. La storia parte da una sorta di blocco creativo di Qua in fase di scrittura e dal suo desiderio di smuovere un po' la situazione. Ci penserà il primo concerto dei Rintronati presso lo Sbadaboom Rock Museum, gestito da un roadie, ovvero, come ci spiega Salati nella storia, uno degli addetti al montaggio delle impalcature del palco dei concerti. L'atmosfera e l'ambientazione della storia, invece, ricorda i classici posti dove si esibiscono gruppi medio piccoli, soprattutto agli inizi della loro carriara: sale raccolte con un'acustica ottima per divertirsi, ma anche, volendo, potersi godere il concerto un po' scostati dalla folla senza perdersi nemmeno una nota. Una cantina, come nel caso dello Sbadaboom, che in un certo senso ricorda un circolo Arci o, per arredamento, il Fermento, storico locale milanese dove si poteva mangiare un boccone nell'attesa dell'inizio del concerto. Peraltro il Fermento, anche se non a Milano, è anche una delle tappe del tour dei Rintronati. Che però non si chiameranno più Rintronati: è, infatti, partito un concorso tra i lettori per suggerire un nuovo nome alla band tra cinque alternative. Presto scopriremo il nuovo nome dei Rintronati, ma nel frattempo vi lascio con la voce di Joe Sal, ovvero proprio Giorgio Salati!

venerdì 5 marzo 2021

Artemis: verso la Luna

Lindsey Stirling è una delle artiste che ha portato alla ribalta un nuovo modo di portare all'attenzione del grande pubblico la musica classica, rinnovandola con sonorità e strumenti pop, senza comunque rinunciare agli stili classici. Violinista e ballerina, è arrivata alla ribalta musicale USA nel 2010 grazie al programma America's Got Talent. Da allora ha pubblicato cinque album, l'ultimo nel 2019, Artemis, dedicato ad Artemide (o Diana, per gli antichi romani), dea della caccia e della Luna e protrettrice degli animali selvaggi.
L'album è caratterizzato da una particolarità: propone ai fan dell'artista anche una serie a fumetti, Artemis, scritta dalla stessa Stirling e disegnata da Juha Ekman, disegnatore manga-style, che ha visualizzato il personaggio che compare nel fumetto e che, interpretato sempre da Lindsey, compare in alcuni dei video ufficiali tratti dai singoli dell'album. Questo stesso personaggio è anche protagonista di uno dei due video dedicati alla title track dell'album: Artemis.
Il video è stato girato presso il Kennedy Space Center della NASA con l'obiettivo di raccontare l'omonima missione (chiamata Artemis poiché Artemide è la sorella di Apollo) che, nei progetti dell'agenzia spaziale statunitense, dovrebbe riportare l'uomo sulla Luna con una Stazione Spaziale orbitante, la Gateaway, e una base stanziale sulla superficie del nostro satellite.
Prima di lasciarvi al video della NASA con Lindsey Stirling, vorrei far notare che nel video ufficiale di Artemis la musicista statunitense interpreta proprio Artemide, di cui presto o tardi tornerò a scrivere in futuro. E ora, musica!

giovedì 4 marzo 2021

mercoledì 3 marzo 2021

Numeri odiosi e malvagi

Per capire perché i numeri della sequenza di Thue–Morse o sequenza di Prouhet–Thue–Morse siano odiosi, bisogna prima fornire una loro definizione.
La sequenza venne studiata per la prima volta da Eugène Prouhet nel 1851. Venne successivamente riscoperta nel 1906 da Axel Thue, il primo a menzionarla, e successivamente da Marston Morse nel 1921. La sequenza è una serie infinita di 0 e 1. Si parte da 0 come prima cifra. Il passo successivo è proseguire con il complemento booleano delle cifre precedenti, in questo caso 1. Per cui la sequenza diventa 01.
Al terzo passo si devono aggiungere due cifre, le "negazioni" di 0 e 1, ovvero 10. Per cui la sequenza diventa 0110.
Il complemento booleano di questo terzo passo è 1001, per cui la sequenza diventa 01101001.
Il passo successivo è allora aggiungere alla serie di cifre del quarto passo la seguente serie 10010110, ottenendo la sequenza 0110100110010110, e proseguendo da qui all'infinito!
A questo punto potremmo chiederci come calcolare l'$n$-simo elemento $t_n$ della successione, con $n$ scritto in binario. Ora, se il numero di uni in questa espansione risulta essere dispari, allora $t_n = 1$, altrimenti $t_n = 0$. A questo punto, usando un gioco di parole comprensibile solo in inglese, John Conway ebbe la brillante idea di chiamare i primi numeri odiosi (dispari in inglese è odd, e odioso è odious), e i secondi numeri malvagi (pari in inglese è even, e male è evil).
Per cui se un numero $n$ è odioso, ovvero se la sua espansione binaria presenta un numero dispari di $1$, allora $t_n = 1$, se invece un numero $n$ è malvagio, ovvero se la sua espansione binaria presenta un numero pari di $1$, allora $t_n = 0$.

lunedì 1 marzo 2021

La barriera dei privilegi

La storia di base è abbastanza semplice: siamo in un futuro distopico, il 2045. Dopo una tremenda guerra mondiale, che ha fatto salire al potere un governo reazionario e militare, il mondo e la Spagna sono travolti da un terribile virus, che impone controlli sempre più stringenti sulla popolazione, fino alla costruzione di una barriera, che separa i ricchi e i privilegiati, che vivono in un ambiente isolato e controllato, dai poveri, che non possono fare altro che sopravvivere come possono nelle città o nelle periferie. A tutto questo si unisce anche il problema dell'approvvigionamento delle risorse, sia cibo sia energia. Tutto questo, in sintesi, è La barriera, serie televisiva di produzione spagnola, rilasciata in Spagna a gennaio 2020, quindi quando ancora la pandemia di covid19 non era esplosa, e successivamente su Netflix a partire di dicembre 2020.
Gli autori della barriera, con episodi di poco meno di un'ora ciascuno per un totale di 13, riescono a sviluppare in maniera interessante il tema distopico del controllo della popolazione, della ricerca scientifica senza moralità, della politica fatta a uso e consumo personale, per motivi arrivistici, di una polizia militarizzata che schiaccia le persone senza alcuno scrupolo. E soprattutto della speranza delle persone in un modo di vivere migliore, più giusto, non necessariamente più ricco, ma più sincero. D'altra parte ogni quartiere ha la sua spia governativa, un ruolo statale ben codificato, all'interno di una società in cui dubitare dell'azione di governo è un crimine eversivo. La rivoluzione, però, è dietro l'angolo, e muove i primi passi grazie a un padre che è alla disperata ricerca della figlia, sottrattagli apparentemente perché senza lavoro. Senza sapere che questa sua ricerca scoperchierà un vero e proprio vaso di Pandora che ribalterà la Spagna, fino al finale dolce e amaro, quasi scontato considerando la "memoria di gallina" che hanno generalmente gli elettori.