Stomachion

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sabato 20 marzo 2021

The Man of Steel: figlio dell'era spaziale

Iniziato nell'aprile del 1985, Crisis on Infinite Earths (o Crisi sulle Terre Infinite) fu un crossover epocale per molti motivi, interni alla casa editrice, la DC Comics, ma anche esterni. In quest'ultimo caso la storia, sviluppata in 12 albi da Marv Wolfman per i disegni di George Perez, fornì un nuovo approccio al crossover inteso come una mega storia cui le altre serie si dovevano in qualche modo adattare o con modifiche minime o con l'adozione di una sorta di punto di chiusura (come ad esempio avvenne con Superman nella storia Che cosa è successo all'Uomo del Domani?) o assecondando il crossover con l'uscita dei così detti tie-in, storie collaterali a quella principale che ne arricchiscono la lettura, ma per lo più non sono essenziali per la comprensione degli eventi narrati nel crossover principale.
Questo approccio divenne quello standard per tutti i crossover e soprattutto la tematica cosmica venne subito recepita dalla Marvel, che rispose nel 1990 con Il guanto dell'infinito di Jim Starlin e disegnato da Ron Lim e, guarda un po', ancora una volta da Perez. Non è però della Marvel che voglio scrivere, quanto di uno degli effetti di Crisis sul DC Universe: un reboot di quasi tutte le serie. Anche in questo caso, come era avvenuto con New 52, l'approccio non fu univoco per tutti i personaggi: alcuni videro un vero e proprio azzeramento della continuity, altri un tacito accordo tra gli autori e l'editore con un ringiovanimento dei personaggi e una scelta mai ben codificata di ciò che andava mantenuto e ciò che andava eliminato della continuity precedente.
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lunedì 9 ottobre 2017

L'equazione dei razzi

L'equazione dei razzi di Ciolkovskij è alla base di tutta l'esplorazione astronautica che dallo Sputnik 1, lanciato il 4 ottobre del 1957 dal cosmodromo di Baikonur, ha portato fino alla Luna. Scoperta indipendentemente da William Moore nel 1813 e da Casimir Erasme Coquillart nel 1873 per scopi militari, deve il nome allo scienziato russo Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij, pioniere dell'astronautica, che la applicò per la prima volta a un razzo destinato a viaggiare nello spazio, magari con a bordo un equipaggio. Era il 1903 quando questa equazione fece la sua comparsa su L'esplorazione dello spazio cosmico per mezzo di motori a reazione, il saggio più famoso tra gli scritti di Ciolkovskij. Il punto essenziale del suo lavoro è la trattazione matematicamente rigorosa del problema.
L'equazione, a parole, afferma che, per il principio di conservazione della quantità di moto, è possibile accelerare un corpo in una data direzione, espellendo massa nella direzione opposta.
D'altra parte l'equazione, dal punto di vista matematico, si mostra in questo modo: \[\Delta v = v_e \ln \frac {m_i}{m_f}\] dove $\Delta v$ è l'incremento di velocità dovuto alla propulsione; $v_e$ è la velocità equivalente di uscita del propulsore (provando a semplificare un po': la velocità di espulsione del propulsore rispetto al razzo); $m_i$ ed $m_f$ rispettivamente le masse iniziale e finale. Inoltre, mettendo al posto della massa finale, la massa in funzione del tempo, è possibile calcolare la variazione della velocità in ogni istante del volo del razzo.
L'equazione, valida anche per velocità equivalenti non costanti (basta sommare o integrare sui vari valori di $v_e$), deve essere modificata in caso di presenza di forze aereodinamiche (presenti durante l'attraversamento di un'atmosfera) e gravitazionali (ad esempio nel momento del distacco o dell'atterraggio).
A parte queste modifiche, è esattamente l'equazione su cui si basa la progetazione dei razzi a propellente chimico che ci hanno permesso di raggiungere la Luna.
Per il prossimo, grande salto servirà probabilmente qualcosa di più.

giovedì 3 novembre 2011

Anniversari: Sputnik 2

Oggi è l'anniversario del lancio dello Sputnik 2. A bordo c'era la cagnetta Laika (anche in inglese), morta poche ore dopo l'inizio della missione.

sabato 22 agosto 2009

Laika

La prima cagnetta ad andare nello spazio, Laika, è anche protagonista della splendida graphic novel di Rick Abadzis pubblicata in Italia dalla Magic Press.
Il cartoonist britannico si documenta con precisione e puntiglio per ricostruire la parte storica della vicenda: tutto inizia con il primo Sputnik, lanciato nello spazio il 4 ottobre del 1957 per inviare un segnale verso la Terra. La missione successiva, la Sputnik 2, lanciata il 3 novembre del 1957, vedeva a bordo il primo essere vivente, un cane: la piccola Laika. Questa seconda missione, però, nasceva sotto le pressioni del governo, che aveva tutta l'intenzione di festeggiare il quarantennale della rivoluzione d'ottobre con un nuovo, grande successo del piano spaziale dell'allora Unione Sovietica. Così la missione che avrebbe visto Laika salire a bordo venne preparata in tutta fretta, progettando un satellite meno sofisticato che non era previsto sarebbe rientrato sul pianeta: una condanna a morte al di là di ogni ragionevole dubbio per il suo passeggero. La morte di Laika, però, avvenne molto presto: la missione era progettata per durare una settimana o poco meno, ma la cagnetta morì ben prima, nell'arco di 5-7 ore:
L'analisi dei dati dei parametri dell'ambiente della cabina ha dimostrato che il contenuto di ossigeno durante il volo era sufficiente. Il fatto che la pressione nella cabina non ha subito riduzioni ha dimostrato la sua tenuta. E 'stato molto importante, in quanto il satellite passa attraverso le aree dei flussi meteorici. La normalizzazione dei parametri respiratori e circolatori di Layka durante il volo orbitale ha permesso di giungere a una conclusione, che la prolungata assenza di peso non causa variazioni essenziali nello stato degli organismi animali. Durante il volo il graduale aumento di temperatura e umidità nella cabina è stato registrato attraverso canali telematici. In circa 5-7 ore di volo ci fu un guasto nel sistema di telemetria. Non è stato possibile rilevare lo stato del cane a partire dal quarto giro [orbita]. Durante la simulazione a terra delle condizioni di volo, la conclusione è stata che Layka dovrebbe essere morta a causa del surriscaldamento durante il 3.o o 4.o giro.(1)
Stando così le cose, l'ipotesi del silenzio imposto dall'alto sulle condizioni di salute di Laika, o più che altro sull'impossibilità di monitorarle, raccontata da Abadzis non sono così campate in aria: consideriamo, infatti, che l'animale sarebbe dovuto restare in vita in tempo per festeggiare anche lui il quarantennale della rivoluzione d'ottobre!
Oltre, però, ai retroscena storici della vicenda, che sono giunti all'opinione pubblica solo nei primi anni del III millennio, il cartoonist britannico racconta anche la semplice storia di una cagnetta che dalla strada finisce nello spazio e delle persone che ne hanno condiviso la vita e l'affetto sulla Terra.
Un romanzo grafico, realizzato con il classico stile franco-belga, che non può mancare nella collezione di ogni amante del fumetto, soprattutto in occasione dell'anno astronomico!

(1) Dmitrij Malashenkov, Some Unknown Pages of the Living Organisms' First Orbital Flight

P.S.: post aggiornato dopo la prima pubblicazione il 3 novembre del 2011.