Stomachion

lunedì 7 settembre 2026

L'utilità delle zanzare e degli scarafaggi (e altre storie bizzarre)

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Di solito mi distraggo e vado alla ricerca di notizie sugli Ig Nobel quando ormai si stanno per assegnare i premi Nobel veri e propri. Quest'anno, invece, sono stato un po' più "sul pezzo", come si suol dire e così ho deciso di scrivere un paio di righe sui premi assegnati in questa edizione. La cerimonia di quest'anno, tra l'altro, si è svolta a Zurigo, in Svizzera, e questo per semplificare ai vari vincitori le procedure di arrivo, visto che gli Stati Uniti, grazie alla seconda amministrazione Trump sono diventanti uno stato-nazione di difficile raggiungimento per molte persone nel mondo.
Veniamo, però, alle due ricerche che danno il titolo a questo post.
Quando arriva l'estate siamo in molti a chiederci se ci sia un modo per debellare queste pestifere zanzare, che pungono di qua e di là e che sono sempre difficili da afferrare. E sorge anche spontanea la domanda se siano effettivamente utili a qualcosa, in natura, e se a quel punto non convenga provare a sterminarle. Ora, però, potremmo avere un buon motivo per non farlo, e questo grazie alla ricerca che ha vinto l'Ig Nobel per la tecnologia:
3D Necroprinting: Leveraging Biotic Material as the Nozzle for 3D Printing:
Nature has long inspired engineering innovations. Recent advances in biohybrid research have taken this inspiration further by directly integrating biotic materials into engineered systems. Here we report “3D necroprinting,” a biohybrid manufacturing technique that repurposes female mosquito proboscides as high-resolution 3D printing nozzles. The mosquito proboscis, with its unique geometry, structure, and mechanics, enables printed line widths as fine as 20 μm, surpassing commercially available 36-gauge dispense tips by ~100%. The mosquito proboscis dispense tip can withstand internal pressures of approximately 60 kPa, enabling effective fluid extrusion. Demonstrated applications include high-resolution printing of complex structures such as a honeycomb structure, a maple leaf, and bioscaffolds encapsulating cancer cells and red blood cells, showcasing the versatility and capacity of 3D necroprinting. By introducing biotic materials as viable substitutes to complex engineered components, this work paves the way for sustainable and innovative solutions in advanced manufacturing and microengineering.
In pratica la ricerca, pubblicata su Science Advances, propone un metodo per utilizzare i pungiglioni delle zanzare per produrre le cannule che depositano il materiale nelle stampanti 3D, ottenendo una precisione di molto più alta rispetto a quelle realizzate artificialmente. Le necrostampanti sono tra noi!
Oltre alle zanzare, anche gli scarafaggi sono particolarmente odiati. E anche in questo caso un gruppo di ricerca ha scoperto che hanno una caratteristica interessante. O per meglio dire un tipo particolare di scarafaggi: i Diploptera punctata, infatti, producono un latte più ricco di proteine di quello delle mucche!
Tale scoperta ha meritato il premio per la chimica, mentre quello per la fisica è andato a uno studio che ha portato alla progettazione dell'orinatoio perfetto, la cui forma annulla la fuoriuscita degli schizzi, migliorando così l'igiene del bagno.
È interessante anche il premio per l'economia, assegnato a Higher social class predicts increased unethical behavior, studio che mostra come le persone appartenenti a status sociali più elevati, presentano comportamenti non etici e legati all'avidità: sono quasi tutti dei Cuordipietra Famedoro!
Chiudo questa non esaustiva rassegna dei premi con quello per la biomeccanica assegnato a A comparative approach to the evolution of kissing dove è presente una nuova e più precisa definizione dell'atto del baciare:
(...) interazioni non agonistiche che implicano un contatto orale-orale intraspecifico e mirato, con un certo movimento delle labbra/apparati boccali e senza trasferimento di cibo.
Appuntamento all'anno prossimo, se mi ricorderò per tempo!
Vignetta iniziale generata con Gemini

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