Stomachion

lunedì 31 agosto 2026

Com'era e come non era

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A proposito di una vecchia inchiesta di Report sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari, Luca Di Fino scriveva:
Così a occhio, con la mia esperienza di analisi dati, io non vedo nessun aumento di tumori correlato con l'aumento esponenziale dell'uso dei cellulari.
Quella puntata l'avevo vista e me ne ero anche occupato, provando a fare una raccolta di link sul tema dell'influenza delle onde elettromagnetiche, che però è andato perduto visto che il servizio su cui mi ero appoggiato è ormai chiuso da tempo (e peraltro quella raccolta è una delle poche irrecuperabile con la wayback machine).
Se non posso recuperare quella raccolta, posso però dire che da quella puntata in poi il mio rapporto con Report è decisamente cambiato: da allora non l'ho quasi più seguito e ho anche trovato complicato far passare il perché a chi era rimasto un fan della trasmissione. Non mi mostravano, tanto, obiezioni, quanto proprio una specie di effetto "orecchie da mercante", come se quanto raccontato non venisse nemmeno recepito: e sto parlando anche di persone acculturate!
Chiudo con un passo tratto da un articolo di Marco Viviani citato sempre da Luca in un suo post del 2017 (quando Sigfrido Ranucci era già diventato conduttore della trasmissione):
Credevo, onestamente, fosse un mio pensiero, invece a quanto pare l'abbiamo scoperto tutti, lo pensavamo tutti, o comunque in tanti. Andate a vederli: chilometri di commenti di professionisti di aeronautica, ambiente, alimentazione, ingegneria, che all'unisono denunciano "finché non hanno parlato del tema che conosco bene mi piacevano, poi quella volta che hanno parlato del mio ambito è stato un disastro". Tutti così.

Tutta mia la città: La via delle signorine

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Una volta sceso dal tram, alla fermata di fronte al Piccolo Teatro Strehler, mi avvio verso l'Osservatorio Astronomico di Brera, ospitato all'interno di Palazzo Brera. Per giungere alla mia destinazione percorro una strada, vuota al mattino, soprattutto in qesti giorni, ma spesso piena di turisti durante il giorno, in particolare nell'ora dei pasti, dal nome piuttosto particolare: via Fiori Chiari. Questa, una volta giunti in vista di Palazzo Brera, prosegue costeggiando il palazzo stesso cambiando, però, nome in via Fiori Oscuri, strada molto meno trafficata (e dunque più tranquilla) per via di una minore concentrazione di locali.

domenica 30 agosto 2026

Topolino #3692: Caccia al tesoro

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L'estate è il momento in cui gli amici fanno cose divertenti insieme. A volte queste cose sono un po' paurose, come nei romanzi di Stephen King o San Simmons, altre sono fantastiche, come nei film di Dteven Spielberg. E altre ancora sono avventurose, come in Ricordo di un'estate, storia d'apertura, in due tempi, di Francesco Pelosi e Mattia Surroz.
La storia, che rientra dentro la serie di Area 15, si concentra su un ristretto gruppo del club: Giggs, Pennino, Newton e Qui. I quattro amici, ognuno con le loro specificità, non senza litigi e incomprensioni, affrontano un'avventura alla ricerca di un misterioso tesoro perduto nascosto da qualche parte nei dintorni di Quakctown da Clinton Coot, fondatore delle Giovani Marmotte, nonché padre di Elvira Coot, meglio nota ai lettori come Nonna Papera.
Il rapporto con la natura, il valore dell'amicizia, il saper guardare oltre ciò che si vede con gli occhi, il rispetto del passato per imparare a vivere nel presente, tutti elementi che arricchiscono la lettura. La storia, poi, è quasi un unicum per la produzione italiana, visto che Nonna Papera non solo si riferisce a Clinton come a suo padre, ma lo fa con un moto di commozione, quasi trattenendo una lacrima (in questo caso ottimo Surroz nel catturare questa timida emozione).

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!

Tutta mia la città: Il duca di Milano

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A (relativamente) pochi passi da Palazzo Brera è possibile raggiungere a piedi il Castello Sforzesco, che si affaccia su una grande piazza al cui centro si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi. All'interno del Castello Sforzesco si trova il parco più grande della città, Parco Sempione, al cui interno (di fatto sul lato opposto rispetto al castello) c'è la Cascina Nascosta, sede del Circolo Legambiente Milano Centro, di cui sono co-fondatore.
Anche in questi giorni di calura e di città svuotata, Piazza Castello e il Castello Sforzesco sono animati durante il giorno dal via vai dei turisti e dei tram, mentre la sera dagli eventi estivi organizzati per chi è rimasto in città. Intorno al castello, eretto nel XV secolo da Francesco Sforza, duca di Milano, proprio nei pressi dell'ingresso, si trovano un paio di chioschi di panini, piuttosto noti in città, dove si ristorano normalmente non solo i turisti, ma anche coloro che lavorano in zona.
Raccontare la sua storia, o anche solo il suo ricco museo, sarebbe cosa lunga e, in qualche modo, anche lontana dall'idea di questa serie, raccontare alcuni sprazzi di Milano sfruttando il "deserto" agostano. C'è, però, un modo che ritengo in qualche modo originale per raccontarlo: fornire qualche spunto di una vecchia storia di Topolino, Zio Paperone duca di Milano scritta da Giorgio Pezzin per i disegni di un (o più) anonimo fumettista Studio Recreo, studio creativo spagnolo fondato da Francesc Bargadà nel 1966.

giovedì 27 agosto 2026

Rompicapi di Alice: Il cambio di giorno

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Come avevo anticipato nella soluzione del terzo rompicapo contenuto nel nodo 10 di A tangled tale di Lewis Carroll, il rompicapo centrale di quel decimo nodo sarebbe stato l'ultimo di questa lunga serie. La soluzione di questo rompicapo, però, ve la fornirò (o proverò a fornirvela) direttamente in questo post. Per definire il problema, però, andiamo a leggere il dialogo tra Balbus, Lambert e Hugh che avviene all'incirca a metà del racconto:
«Bene, ora, supponiamo che qui a Chelsea sia mezzanotte. Allora è mercoledì a ovest di Chelsea (diciamo in Irlanda o in America), dove la mezzanotte non è ancora arrivata; ed è giovedì a est di Chelsea (diciamo in Germania o in Russia), dove la mezzanotte è appena passata?»
«Certamente», ripeté Balbus. Persino Lambert annuì questa volta.
«Ma non è mezzanotte da nessun'altra parte; quindi non può esserci un cambio di giorno da un'altra parte. Eppure, se in Irlanda, in America e così via lo chiamano mercoledì, e in Germania, in Russia e così via lo chiamano giovedì, ci deve essere un posto – non Chelsea – dove i giorni sono diversi ai due lati. E il peggio è che le persone lì hanno i giorni nell'ordine sbagliato: hanno mercoledì a est e giovedì a ovest, proprio come se il loro giorno fosse cambiato da giovedì a mercoledì!»
«Ho già sentito questo enigma!» esclamò Lambert. «E vi spiego. Quando una nave fa il giro del mondo da est a ovest, sappiamo che perde un giorno nel suo conteggio: così, quando torna a casa e chiama quel giorno mercoledì, qui la gente lo chiama giovedì, perché abbiamo avuto una mezzanotte in più rispetto alla nave. E quando si fa il giro inverso si guadagna un giorno.»
«Lo so già», disse Hugh, in risposta a questa spiegazione non proprio chiara: «ma non mi è di aiuto, perché la nave non ha giorni veri e propri. In un senso si hanno più di ventiquattro ore al giorno, nell'altro meno: quindi ovviamente i nomi si sbagliano: ma le persone che vivono in un posto hanno sempre ventiquattro ore al giorno.»
«Suppongo che un posto del genere esista», disse Balbus pensieroso, «anche se non ne ho mai sentito parlare. E la gente deve trovare molto strano, come dice Hugh, avere il vecchio giorno a est e il nuovo a ovest: perché, quando arriva la mezzanotte, con il nuovo giorno davanti e quello vecchio alle spalle, non si vede esattamente cosa succede. Devo rifletterci su.»

Tutta mia la città: Il sole dopo le nuvole

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Mia sorella, all'inizio di questa settimana, è rientrata dalle sue ferie. Una parte di me si aspettava che al contempo le persone in giro per la città sarebbero aumentate considerevolmente, e invece, nonostante un aumento dei lavoratori in giro per le strade e sui mezzi, la città resta ancora sostanzialmente vuota.
Forse è un effetto degli orari che sto facendo in questo periodo, che mi portano a vivere Brera mentre ancora è un po' sonnacchiosa, con i locali che stanno iniziando le attività, magari in attesa dei fornitori (che se arrivi all'orario "giusto" ti rompono le scatole pur essendo un pedone...).
Nel frattempo, negli ultimi giorni, venerdì scorso in particolare, ha piovuto, l'aria si è rinfrescata e mi sono reso conto quanto mi pesava andare in ufficio ogni giorno. Effetto, peraltro, enfatizzato dal lungo periodo in cui, tornando a casa, constatavo di averla tutta per me (cosa che alla distanza non è esattamente piacevole).
E così sono qui, che scrivo queste considerazioni, pensando alla foto che ho scattato proprio venerdì, dopo la giornata di pioggia, mentre andavo in via Paolo Sarpi per svagare il cervello, che mostra il Sole che spunta tra le nuvole.
Tra l'altro questa via, che insieme con via Canonica presenta la più alta concentrazione milanese della comunità cinese cittadina, non è apparsa minimamente colpita dal calo agostano di persone in giro. E a parte per qualche locale chiuso per ferie (o per le temperature: per esposizione è una delle steade più calde di Milano), non sembrava per nulla di essere in agosto a Milano!
Attraversarla, dunque, è stato un modo per "prendere aria", ma anche per vedere un po' più di persone in giro.
E in ogni caso qualunque accostamento tra ciò con cui ho iniziato questo post e la sua foto d'apertura non è per nulla casuale!

mercoledì 26 agosto 2026

I'm going home

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Cause I've seen blue skies, through the tears
In my eyes
And I realise.. I'm going home.

Salviamo Rai Scuola dalla chiusura

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Rai Scuola rischia la chiusura: firma la petizione per provare a salvarla.
Tra il 1960 e il 1968 la Rai mandò in onda un programma televisivo ancora oggi spesso citat: Non è mai troppo tardi. Condotto da Alberto Manzi e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, aveva un sottotitolo che ben ne identificava gli obiettivi: Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta.
Manzi, che curò anche i contenuti del programma insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva intrapreso la carriera di insegnante, peraltro in un contesto ancora oggi ritenuti difficile: un carcere. In particolare in un'intervista del 1997 rilasciata a Roberto Farné disse:
Soprattutto dopo l'esperienza della guerra, l'idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, (...) rinnovare un po' la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano.
Il programma ebbe un impatto non trascurabile, anche se sembra non quantificato, sull'alfabetizzazione in Italia. Consideriamo che in molti paesi sperduti dell'Italia dell'epoca, nonostante le difficoltà, il televisore era entrato nelle case delle famiglie italiane, mentre gli istituti scolastici non avevano una presenza altrettanto capillare. Senza contare il fattore psicologico, legato al dover in qualche modo ritornare sui banchi di scuola insieme ai propri figli.
Questa prima esperienza di fatto diede il via a quella che è oggi nota come Rai Cultura, struttura della Rai che si occupa delle attività culturali ed educative sin dal 1975, quando venne istituito per legge come Dipartimento Scuola Educazione.
Nel 1997 il Dipartimento vara il canale satellitare RaiSat 3 - Enciclopedia, successivamente rinominato (o sostituito da) Rai Educational Sat, al quale, nel 2000, venne affiancato Rai Lab, dedicato a corsi di formazione a distanza (ricordo che, per curiosità, ne seguii un paio, visto che a notte fonda venivano trasmessi sui canali in chiaro). I due canali divennero poi Rai Edu 1 e Rai Edu 2 e nel 2009 vennero rinominati rispettivamente Rai Scuola e Rai Storia.
Nel corso di questi ultimi 15 anni Rai Scuola ha prodotto diversi programmi interessanti, dedicati a varie discipline, anche un po' trascurate come la filosofia o l'economia, senza dimenticare la divulgazione vera e propria. Inoltre nel periodo del covid, sempre con il supporto del Ministero dell'istruzione, è diventato, in un afascia oraria prestabilita, una sorta di aula virtuale a disposizione degli studenti costretti a casa dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Il ruolo di Rai Scuola, dunque, è stato importante all'interno della società italiana, e questo nonostante riscontri d'ascolto decisamente di nicchia (non ha mai superato lo 0.14% di media annuale). Eppure la Rai, nonostante questa storia decennale, iniziata peraltro proprio con la tv in chiaro, ha oggi deciso di riportare in vita la linea editoriale che fu di Yes Italia, canale diretto da Osvaldo Bevilacqua tra il 2009 e il 2012, con un nuovo canale, Italiana, in onda dall'1 ottobre 2026, che però non si andrà ad aggiungere all'offerta generale, ma andrà a sostituire Rai Scuola, che dunque chiuderà la sua esperienza. Ponendo in qualche modo fine anche all'esperienza didattica della Rai (che sarebbe, per ora, tenuta in piedi solo da Rai Storia, ma vista l'aria che tira, potrebbe anch'esso fare la stessa fine: non dimentichiamo che già nel 2020 venne ventilata la sua chiusura).
Su Change.org è presente una petizione per invitare la Rai a tornare indietro sulla sua decisione. E' stato già fatto con Rai Storia: proviamo a ripetere quel successo!
La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!

martedì 25 agosto 2026

Le streghe di Kiev

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Con la raccolta di racconti Le streghe di Kiev (titlo anche del secondo racconto della raccolta) ABEditore porta in Italia Orest Michajlovic Somov, scrittore ucraino di storie popolari dell'orrore, o gotiche per dirla in maniera più precisa.
Le storie, 10 in tutto, esplorano, con il piglio del racconto popolare, diversi miti e situazioni del genere, dalle streghe del titolo, ai fantasmi, ai licantropi e altri mostri più o meno inquietanti e letali della cultura popolare ucraina. Il tutto mescolato con un pizzico di romanticismo, una certa dose di teatralità e anche (in un paio di racconti) un po' di ironia, che non guasta.
Un ottimo modo per scoprire (o riscoprire) una tradizione letteraria un po' trascurata.

domenica 23 agosto 2026

Topolino #3691: La minaccia del mantello nero


Si conclude Quattronote in nero, storia inquietante di Marco Nucci e Casty che riporta sulle pagine di Topolino il loro Macchia Nera, un personaggio oscuro e inquietante potenziato, come sappiamo, diverso tempo fa da alcuni "regali" del misterioso Dottor Piuma.
La sfida, impreziosita da alcune pagine di grandissima qualità realizzate da Casty e dalla sua inchiostratrice Michela Frare, sembra concludersi conuna vittoria scontata di Topolino, ma in realtà lascia aperte alcune questioni che probabilmente verranno affrontate (se non risolte) nella prossima saga, forse la già annunciata La notte bianca dell'uomo nero. Una di queste è il paradosso temporale lasciato, per ora, irrisolto. E c'è, poi, un'altra questione che sembra emergere tra le.pieghe della storia sulla vera natura del nuovo mantello di Macchia Nera: è davvero quest'ultimo a controllarlo? O è il contrario?
Lasciando queste domande a una possibile risoluzione futura, passiamo alla storia d'apertura del numero, Mezzi pubblici emezze verità di Corrado Mastantuono. Come sempre con le.storie della serie Papersera news, al netto delle poche gag, la storia è una piccola lezione di buon giornalismo.

sabato 22 agosto 2026

Absolute Superman: L'ultima polvere di Krypton

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Dopo il primo volume dell'Absolute Universe dedicato a Batman, arriva anche quello dedicato all'Absolute Superman di Jason Aaron e Rafa Sandoval, L'ultima polvere di Krypton.
Supereroe operaio
Come avevo già sottolineato nella recensione cumulativa dei primi tre numeri 1, il Superman di Aaron è un eroe della working class, e lo è innanzitutto in virtù dei suoi natali kryptoniani.
A differenza delle origini classiche, Kal El è il figlio di due appartenenti alla classe operaia, due geniali scienziati caduti in disgrazia poiché, come nella storia originaria, il padre di Kal, Jor El, ha cercato di mettere sull'avvisto la casta scientifica dell'imminente distruzione del pianeta. Aaron, in questo caso, lascia intendere, senza mai renderlo esplicito, che tale distruzione sia causata dall'eccessivo sfruttamento del pianeta da parte dei kryptoniani. In questo l'esperto sceneggiatore crea un ancor più esplicito parallellismo con il nostro pianeta, che si completa quando si scopre come le caste al comando di Krypton hanno deciso di svolgere l'evacuazione. Non credo di dover aggiungere altro.
Superman, dunque, dotato di un costume intelligente progettato e costruito dalla madre Lara, una volta giunto sulla Terra non può fare altro che diventare il difensore delle fasce più deboli della popolazione, quelle che vengono sfruttate per un tozzo di pane, quando va bene. In questo senso è emblematica la scena di apertura del quarto capitolo quando Lois Lane pone una serie di domande ad alcuni operai sparsi in giro per il mondo e che sono stati aiutati proprio da Superman.
Le risposte di ciascuno di questi caratteristi sono emblematiche e indicano Superman come il combattente contro le elite mondiali, rappresentate in questa Terra Absolute dalla multinazionale Lazarus.

giovedì 20 agosto 2026

Tutta mia la città: Qui un tempo era tutta campagna

Proseguo la serie iniziata con "Sopra i tetti di Brera".
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La tipica frase che si dice più per la nostalgia dei tempi andati che per un vero intento letterale, in effetti è vera un po' per tutti i luoghi della Terra, se consideriamo la storia pre-umana, ma ha un particolare valore per il quartiere di Brera e soprattutto per la zona intorno al Palazzo Brera.
Il termine brera, infatti, deriva dal longobardo braida e venne utilizzato nel medioevo per indicare un "campo o un terreno in prossimità dell'abitato" o una "terra chiusa". In particolare come terreno fu acquistato nel 1198 da alcuni frati dell'ordine degli umiliati (che peraltro venne ufficialmente riconosciuto solo alcuni anni più tardi, nel 1201), per costruirvi un monastero, nonché il luogo dove gestire i loro affari (principalmente la lavorazione della lana).
Quando Pio V abolì l'ordine nel 1571, l'intera struttura venne assegnata ai gesuiti con il compito di realizzare al suo interno un'istituzione dedicata all'istruzione.
L'intero edificio venne ricostruito: i lavori iniziarono nel 1591, ma ci vollero ben più di mezzo secolo per portarli a termine. La prima istituzione scientifica a essere presente nel palazzo fu un osservatorio astronomico, attivo sin dal 1760, mentre la prima specola astronomica venne realizzata tra il 1764 e il 1765 grazie a Ruggero Boscovich, che può quindi essere considerato come il fondatore dell'Osservatorio Astronomico di Brera.

mercoledì 19 agosto 2026

Ritratti: Archimede

Come ha ricordato Sara Zucchini nella biografia in appendice a Statistica inferenziale di Alessandro Viani, quando Sophie Germain, bambina, fu costretta a restare chiusa in casa con la madre a causa dei moti rivoluzionari, scoprì un mondo interessantissimo che valeva la pena approfondire: la matematica. A illuminarla fu in particolare Storia della matematica di Jean-Etienne Montucla, soprattutto la vita di Archimede. A colpirla fu su tutti l'episodio in cui il fisico e matematico siracusano venne ucciso da un soldato romano poiché era troppo concentrato su un problema matematico, e quindi non si accorse degli ordini perentori (e arroganti, come tutti i soldati) che questi gli stava rivolgendo.
L'episodio, riletto su un libro, mi ha fatto riflettere sulla leggendaria difesa di Siracusa, avvenuta nel corso della seconda guerra punica. In quell'occasione la città siciliana si era schierata dalla parte di Annibale Barca e la flotta romana, guidata da Marco Claudio Marcello, assediò la città, che all'inizio si difese strenuamente anche grazie, dice la leggenda, alle invenzioni di Archimede, in particolare i cosiddetti specchi ustori.
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La stanza buia

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Dalle poche informazioni che si hanno, la vita dello scrittore e giornalista statunitense Leonard Cline non deve essere stata poi molto tranquilla. Significativo è l'episodio che lo portò in carcere per 8 mesi: nel 1927, durante un litigio tra ubriachi, Cline uccise con un colpo di pistola il suo amico Wilfred Irwin. Ritenuto colpevole di omicidio colposo, passò, come scritto poc'anzi, 8 mesi di carcere in luogo dell'anno comminatogli, evidentemente per buona condotta. Anche la sua morte non fu propriamente tranquilla: probabilmente spirò nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 1929 a causa di un attacco di cuore. A colpirmi, però, sono state le circostanze in cui avvenne tutto ciò: nel corso di una festa che Cline diede nel suo appartamento di New York per festeggiare la vendita di una sceneggiatura teatrale. Il suo corpo privo di vita venne, però, scoperto solo qualche giorno più tardi. All'epoca aveva all'incirca 35 anni.
Possiamo quindi solo immaginare che genere di vita condusse Cline, e nonostante questo il protagonista del suo romanzo più famoso, La stanza buia, sembra molto lontano dallo stesso Cline. Oscar Fitzalan, infatti, è un musicista abbastanza tranquillo. Per sua ammissione ha avuto alcune avventure nel corso della sua vita, e anche una o due relazioni (una delle quali viene citata nel corso della narrazione in prima persona), ma se confrontato con il resto del cast del romanzo, o con lo stesso Cline, è indubbiamente un personaggio idealista e tutto sommato piuttosto tranquillo.

lunedì 17 agosto 2026

PaperDetective: Gialli in stile fantasy

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In questa estate 2026 Panini Comics ha varato una nuova testata, che prosegue la numerazione di Disney Fantasy, per proporre ai lettori una nuova serie scritta e prodotta nell'ambito della Disney Internazionale, Dungeon Investigation Department. La serie vede Pico de Paperis a capo di un particolare dipartimento investigativo, composto da Paperino e Paperoga, che svolge le indagini utilizzando il metodo scientifico, mentre le guardie reali, i cacciamostri guiodati da Gambadilegno, utilizzano metodi più rozzi e diretti per risolvere, malamente c'è da dire, i casi presentati in ciascun episodio della serie.
La serie, evidentemente ideata da Stefano Ambrosio, che scrive il primo episodio, vede i nostri eroi affrontare troll, gnomi, elfi e altre creatrure magiche dell'immaginario fantasy, ma con sfide che hanno poco a che fare con la magia, ma molto con il giallo investigativo: in sintesi un CSI in salsa fantasy!

domenica 16 agosto 2026

Topolino #3690: Un orologio che fa tic tac


È un po' un supplizio leggere una storia ambientata a febbraio con la neve che cade mentre fuori (e anche dentro) fa un caldo bestiale. Quindi, a meno che per un qualche motivo la storia non si concluderà in estate, forse per pubblicare Quattro note in nero si poteva attendere ancora qualche mese. Adogni buon conto Marco Nucci e Casty riportano in scena il loro Macchia Nera con una nuova sfida a Topolino, questa volta coinvolgendo anche la macchina del tempo.
L'inizio è quanto di più inquietante si possa avere con una discesa nei pensieri dello storico nemico di Topolino. E alla fine delle pagine di questo incipit scopriamo che questi non sono i pensieri di Macchia Nera, ma un incubo di Topolino. Ricordiamo che tempo fa ci fu uno scambio di personalità tra i due, che forse ha lasciato una specie di connessione tra loro. Sfruttando questa connessione, Nucci e Casty congegnano degli incubi hitchcockiani per il nostro eroe, che così vive alcune pagine di estrema inquietudine.
Per quel che riguarda la mmacchina del tempo, invece, Nucci e Casty finalmente danno il giusto ruolo a Marlin, ovvero quello dell'inventore, mentre Zapotec parla come se anche lui avesse contribuito, uasi a voler giustificare l'equivoco in cui quest'ultimo ha vissuto in tutti questi anni della saga.
I primi due episodi di Quattro note in nero, dunque, ci trasportano in una storia intensa, le cui tensioni non vengono abbassate nemmeno dalle pur gradevoli ranning gag di Nucci. Le altre due puntate usciranno sul prossimo numero e lì vedremo se Macchia Nera avrà sfruttato ai suoi scopi la connessione con Topolino, come suggeriscono alcuni indizi disseminati negli incubi dello stesso Topolino.
Del resto del sommario si segnalano la divertente Ferie non godute con Battista protagonista. Scritta da Tito Faraci, vede ai disegni un Giorgio Cavazzano che realizza vignette che sembrano un po' tirate via di fretta: forse, pur con tutto il rispetto, sta arrivando il momento di appendere la matita al chiodo.
Il numero, infine, si chiude con La papaye della discordia nuova storia di De Paperis rethorica di Giovanni Eccher per i disegni di Giampaolo Soldati. Questa volta le arti oratorie di Paperino, sempre ispirate dall'avo di Pico Paperagora, vengoni in aiuto di Luski, il segretario di Rockerduck. Devo dire che questa volta l'esecuzione di Paperino risulta meno convincente, ma ciò che conta,alla fine, è il risultato!

sabato 15 agosto 2026

Darkwing Duck: Negaduck

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All'interno della saga televisiva di Darkwing Duck, la mitica serie nata da una costola dell'altrettanto mitica Duck Tales, faceva il suo esordio un cattivo piuttosto particolare che costituiva una sfida difficile per io nostro Doppia D: Negaduck.
Proveniente da un universo parallelo, il Negaverso, Negaduck era, infatti, la versione malvagia di Darkwing Duck, un po' come anni dopo il Batman-che-ride per il Batman regolare. Con il ritorno di questo universo narrativo nei fumetti grazie a Dynamite, anche a Darkwing Duck sono stati dedicati nuovi progetti e tra questi c'è proprio una miniserie di 8 uscite dedicata al suo alter ego. Scritta da Jeff Parker per i disegni di Ciro Cangialosi, è suddivisa in due macrostorie di quattro puntate ciascuna. Nella prima i due autori imbastiscono una ricerca del mitico "guando di Mida", un guanto che, appunto, darebbe i poteri del "tocco di mida"; nella seconda, invece, troviamo Negaduck a capo di un gruppo di criminali nascosti in una misteriosa isola da qualche parte nell'oceano.
I due archi narrativi, raccolti da Panini Comics in altrettanti volumetti, risultano ticchi di gag che rinverdiscono i fasti della serie televisiva, riprendendo degnamente anche il personaggio di Negaduck, arrogante e sopra le righe proprio come chi ha visto la serie lo ricordava. Non ha ovviamente alcun senso ripercorrere tutti i riferimenti supereroisici in un personaggio e una serie televisiva che nascono proprio per esserne parodia, ma non una parodia ricca di ridicolaggini, ma una che vuole essere al tempo stesso divertente, ma anche omaggiare lo spirito del genere supereroistico. Cosa che alla fine è proprio quello che riescono a fare Parker e Cangialosi.

Scienza take away #24: luglio-agosto 2026

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Dopo l'edizione un po' povera di Matematica in vacanza, ecco il consueto recap dei post extra-matematici usciti nel periodo tra metà luglio e metà agosto.
Partendo da DropSea e andando in ordine cronologico, troviamo una selezione di alcuni articoli interessanti nel campo della didattica della fisica. In particolare ne trovate uno su una applicazione dell'intelligenza artificiale alla didattica, che conto di approfondire, probabilmente su EduINAF.
Poi, in tema astronomico, ecco Callicore, testimone del passato, intorno ad alcune nuove scoperte su uno dei tanti satelliti di Giove, Callicore, appunto.
Il tema del mese, però, come ben sapete, è stata l'eclissi di Sole del 12 agosto 2026, la cui totalità si è vista soprattutto in Spagna. E a questa ho dedicato un breve post scritto pensando al pilota di Formula 1 Fernando Alonso. All'interno trovate un passo tratto da Il piccolo libro delle eclissi di Marco Bastoni che ho recensito su EduINAF.

venerdì 14 agosto 2026

Matematica in vacanza #8: luglio-agosto 2026

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Secondo appuntamento dell'estate 2026 con Matematica in vacanza, il link post con cui ricapitolo le mie uscite a tema matematico nel corso del mese precedente quando il Carnevale della Matematica non va in onda.
Questa ottava edizione in totale è piuttosto light, con pochi contenuti da segnalare.
Iniziamo con un breve post sui mondiali di calcio, in cui segnalo un articolo dove i rivercatori hanno fornito non solo una previsione del vincitore, inclusa la squadra che avrebbe sconfitto in finale, ma di tutto il tabbellone della fase eliminatoria: una lettura interessante alla luce di quanto accaduto!
La fisica delle pecore è, invece, un excursus su alcuni modelli che studiano sistemi complessi applicati ai greggi di pecore. Anche in questo caso risultati parecchio interessanti.
Infine nei Paralipomeni di Alice ecco La cena dei figli, con la soluzione del terzo dei tre rompicapi tratti dal decimo nodo di A tngled tale. Nella serie mancherebbe ancora il secondo di questi tre rompicapi conclusivi, ma conto di pubblicarlo nelle prossime settimane, sia per concludere degnamente tutta la serie, sia per poterlo proporre direttamente al prossimo Carnevale della Matematica.
Il resto a domani con Scienza take away.
In apertura mio disegno colorato e leggermente modificato con Gemini

Tutta mia la città: sopra i tetti di Brera

Quando ero più giovane e guardavo tanta televisione, ascoltavo anche molta più musica italiana. E fu proprio grazie a una trasmissione televisiva che scoprii alcuni grandi capolavori degli Equipe 84 nella reinterpretazione del loro cantante, Maurizio Vandelli, che dopo lo scioglimento della band era tornato alla musica nel 1989. Quello stesso anno venne mandata in onda la seconda stagione di Conto su di te!, game show ideato (tra gli altri) da Jocelyn Hattab. E probabilmente fu proprio in quell'occasione che ascoltai per la prima volta Tutta mia la città, in cui mi rimase impresso il verso
un deserto che conosco
e che è ritornato prepotente in questi giorni di caldo che sto passando a Milano.
In effetti in giro la città è semi-deserta: si vedono poche persone sui mezzi e per le strade, per lo più turisti, nemmeno tanti come un mese fa, a dire il vero.
Come ho scritto un paio di giorni fa, è venuta all'Osservatorio Astronomico di Brera una troupe del Tg regionale della Rai, e con Agnese Mandrino li abbiamo portati su in cupola, occasione che mi ha permesso di scattare un paio di foto allo skyline di Milano, o quanto meno al pezzo della città che si può vedere da lì sopra:

mercoledì 12 agosto 2026

Una (non) eclissi a Milano

Post modificato dopo la prima pubblicazione con ssitemazione delle foto, formattazione, aggiunta delle foto e del video incorporato.
La diretta EduINAF dedicata all'eclissi del 12 agosto 2026 (più sotto il link per vederla, o il video incorporato, non apoena modificherò il post, che sto scrivendo da cellulare) si è conclusa da qualche decina di minuti e ora mi appresto a cenare.
È stata un po' caotica, tra collegamenti a singhiozzo, nuvole, connessioni che non andavano (sono pure andato in scena per pochi minuti quando Federico ha avuto proprio problemi di connessione...), ma alla fine non è andata male!
E sono anche riuscito a scattare un paio di foto al cielo mentre l'eclisse era vicina al picco:
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martedì 11 agosto 2026

La grande inondazione marina

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In un agile volumetto di poco più di cento pagine sono raccolti due racconti di Paolo Sista (che abbiamo già incontrato ne L'orrido verde) di evidente ispirazione lovecraftiana, La grande inondazione marina, che da il titolo al libercolo, e La scogliera.
Il primo ha una sinossi interessante: il protagonista si sveglia sulla spiaggia dopo una catastrofe geologica, per riprendere anche quanto scritto in quarta di copertina. L'esecuzione, però, non è stata di mio completo gradimento. Tra porzioni del testo che sembrano uscite da un verbale dei carabinieri, e una scrittura che cerca di trasmettere la mente delirante del protagonista, ma che in ultima analisi rischia semplicemente di annoiare, a meno di non saltare pezzi del testo (cosa che non nascondo di avere fatto), ci si perde in un racconto che da un lato avrebbe sicuramente giovato di una formattazione differente (maggiore spaziatura tra alcune porzioni del testo, uso di font differenti tra le varie porzioni del racconto), e dall'altro di una riduzione qua e là del testo stesso.
Più efficace mi è sembrato, invece La scogliera, in cui si racconta di un incontro un po' particolare di un guardiano notturno con un gruppo di persone evidentemente dedite al culto di uno dei Grandi Antichi. Forse solo il finale, che sembra più una troncatura che un riportare la storia alla sua normalità, poteva essere cesellato un po' meglio, ma a parte questo abbastanza trascurabile dettaglio, l'ho gradito molto di più del racconto titolare del titolo.

domenica 9 agosto 2026

Topolino #3689: L'ultimo spettacolo

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione dell'immagine, correzioni varie e formattazione.
Mentre proseguono le copertine estive dalla colorazione un po' anni Novanta (chi ha pensato a Minni&Company?) arriva alla sua conclusione la serie Circus con, appunto, L'ultimo spettacolo.
Il circo Shadow vede chi lo inseguiva, raggiungerlo, un po' come il passato che chiede il conto. E nel frattempo i suoi componenti dovranno interrogarsi sul futuro del circo e, soprattutto, se riporre fiducia nell'ultimo arrivato, Mick.
Giovanni Di Gregorio, per l'occasione riunitosi con Paolo Mottura, che ricordo disegnò il primo episodio di Circus, confeziona una degna chiusura perla serie. Solo la scelta finale di Mick lascia un po' perplessi e, diciamolo, anche con l'amaro in bocca, nonostante i disegni di Mottura sembrano dire che, in fondo, i sogni non possono restare rinchiusi troppo a lungo.
Per il resto il numero non propone nulla di realmente rilevante: una nuova storia dedicata ai viaggi dei paperi in Europa, I viaggiatori dell'Olimpo di Alessandro Ferrari per i disegni di Umberto Sacchelli e Giulia Lomurno, che ha il pregio di cambiare direzione un paio di volte permettendo al lettore di non sedersi troppo sugli allori di una storia già vista; la conclusione con il solito litigio tra vicini, questa volta con Anacleto, ne Il pisolino impossibile di Danilo Deninotti e Marco Palazzi, che però invece di farmi ridere, mi ha fatto passare tutto il (per fortuna) breve tempo di lettura pensando più all'assurdità della vicenda che alla sua presunta ridicolaggine.

sabato 8 agosto 2026

DuckTales: Ai quattro angoli del globo

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La serie televisiva DuckTales arrivò sul piccolo schermo nel lontano 1987. Con una sigla travolente che ancora oggi molti ricordano, portò per la prima volta il personaggio di Zio Paperone a essere protagonista quasi indiscusso delle varie puntate. Le avventure vissute dai paperi nel corso di quei 100 episodi, cui va aggiunto anche un film, Alla ricerca della lampada perduta, di produzione francese se la memoria non mi inganna, erano basate soprattutto sulle storie di Carl Barks pubblicate su Uncle Scrooge.
Gli ideatori della serie ebbero, però, tutta una serie di idee interessanti che si discostarono comunque in maniera evidente dalle storie barksiane: prima di tutto allontanarono Paperino facendolo arruolare nella marina; a quel punto i nipotini vennero affidati a Paperone; al fianco di quest'ultimo si trovava un maggiordomo fisso, nello stile italiano, ma con fattezze diverse, tale Archie, mentre per aiutarlo con i nipotini c'era la tata Bentina, generalmente chiamata... Tata, che a sua volta aveva una nipote, Gaia. Il cast era completato da Fenton, il contabile di Paperone (ma nei fatti una specie di tuttofare) e, soprattutto, il mitico Jet McQuack, pilota d'aerei piuttosto maldestro.
Visto il grande successo della serie, al cui interno venne introdotto un supereroe, ispirato a Robocop, ovvero Robopap, sotto la cui armatura, costruita da Archimede, si nasconde proprio il buon Fenton, venne lanciato uno spin-off che a sua volta ebbe un altrettanto grande successo, Darkwing Duck. Il collegamento tra le due serie era Jet McQuack, che si era trasferito nella città di Doppia D per fargli da assistente.
La serie ebbe un revival tra il 2017 e il 2020 per un totale di 69 puntate.

venerdì 7 agosto 2026

Paperinik #115: L'ultimo desiderio

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Rispetto al numero precedente, la selezione delle storie di Paperinik proposte a luglio è decisamente più interessante grazie a Il giorno di ghiaccio di Carlo Panaro e Marco Mazzarello, storia dalle atmosfere supereroistiche che nella sua uscita originaria, su Topolino #2851 era abbinata, se la memoria non mi inganna, a un gadget paperinikiano. Purtroppo posso dire poco altro sul resto del sommario, visto che la parte centrale dell'albo vede una stampa difettosa, che ripropone pagine già stampate in precedenza in luogo delle storie previste. Così possiamo passare agevolmente alla storia inedita di francesco Testi e Giovanni Preziosi, L'ultimo desiderio.

Questione di prospettive

Quando è iniziato agosto, nella mia mente avevo intenzione di uscire con un post al giorno. Di idee ne avevo, indubbiamente, e in aggiunta quest'anno sono costretto a passare tutto il mese a Milano, senza ferie. Poi, però, mi sono ritrovato a pubblicare poco e scrivere tanto: ero in ritardo con la scrittura di alcune recensioni, uno di quei contenuti che in effetti, in settimane fiacche come questa che sta volgendo al termine può essere tirato fuori alla bisogna. Solo che alla fine ne ho pubblicata solo una.
Il perché e il percome alla fine non ho dato fondo a queste bozze è legato in parte al voler dare la priorità alla scrittura di cose nuove, in parte all'intima volontà di non monopolizzare il blog, per quanto per una decina di giorni, esclusivamente con delle recensioni. E, come scritto all'inizio, c'era poi quella sorta di tranquillità, forse rassegnazione (che ho da almeno un mese) che avrei passato agosto a Milano.
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Fino a fine luglio ho avuto in corso d'opera un assegno di ricerca, che non prevede le ferie: questo voleva dire, semplicemente, che in questo periodo, compatibilmente con le ferie del resto della redazione di EduINAF, potevo tranquillamente spostarmi e tornare in Calabria e nel caso lavorare da giù. Con agosto, però, è iniziato un nuovo contratto a Tempo Determinato (TD), che da diritto alle ferie. Che però non ho ancora maturato e dunque non posso ancora andare in ferie. In più nel periodo iniziale non posso nemmeno accedere allo smart (il lavoro da casa) e dunque ecco che tutto si è combinato per un agosto milanese.
In pratica quello che mi ha portato al TD è stato il terzo concorso sul posto di lavoro che occupo. Una necessità sorta a causa della mancanza di stabilizzazione da parte dell'INAF e della conseguente incertezza sul futuro. Onestamente ne avrei fatto a meno, del concorso intendo, ma i vantaggi che si porta dietro il TD sono indubbiamente molteplici, inclusa la possibilità che, quando sarà il momento giusto, potrei evitarmi il quarto concorso per un posto di lavoro che già occupo da diversi anni (quasi un decennio, mi pare).
Se vi sembro un po' polemico su tutta la situazione, semplicemente è perché lo sono. E mi sto anche trattenendo.
Non voglio approfondire oltre questa faccenda, altri lo hanno fatto e lo stanno facendo in lungo e in largo. E certo molti più dall'esterno che dall'interno, o dal punto di vista dei precari. Forse potrei perderci del tempo in futuro. E forse no. Per ora cercherò di sfruttare nel modo migliore possibile il mese che mi si para davanti.

giovedì 6 agosto 2026

Il circo di Satana

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Eleanor Furneaux Smith è stata una giornalista e scrittrice britannica dalla vita fin troppo breve. Con all'attivo una decisna di romanzi e due racconti, alcuni di essi anche portati sul "grande schermo", ha raccontato in particolare la vita nomade dei rom e del circo. Ed è proprio su un circo particolare che si concentra uno dei due racconti pubblicato all'interno della collana de I singoli de "La biblioteca di Lovecraft", una storia dal gusto gotico ambientata sotto il tendone di un circo inquietante sempre in viaggio, quasi in fuga, e gestito da una coppia amorale di marito e moglie.
Il racconto è in rima persona ed è un incastro di due voci, quella del narratore, che va alla ricerca di informazioni sul Circo Brandt, è quella dell'unico testimone che trova il coraggio di parlare di ciò che avviene sotto il suo tendone. Ombre, inganni e sotterfugi attraversano la breve storia. L'atmosfera gotica del racconto è palpabile a ogni pagina, ma la parte più inquietante è riservata per il finale, un piccolo colpo di teatro in qualche modo intuibile per gli appassionati del genere, ma non per questo meno "gustoso".

domenica 2 agosto 2026

Topolino #3688: Di maschere e altri misteri


Si conclude L'isola dei cvolti nascosti di Bruno Enna e Lorenzo Pastrovicchio. L'episodio si rivela la degna conclusione di una vicenda avvincente che riposrta in scena uno degli storici avversari di Topolino. La trama bondiana, forse addirittura castyana considerando l'avversario, si conclude in una maniera che appare un po' sbrigativa, quasi casuale, ma ha nel complesso il pregio di mettere Topolino in profonda difficoltà, in particolare nei confronti di Basettoni. Ho trovato, però, che non abbia completamente ottenuto il risultato voluto ed esplicitato in una battuta di Topolino:

"Il suo obiettivo è sempre stato quello di coinvolgermi emotivamente!"

Onestamente non ho percepito nulla di tutto ciò. Da questo punto di vista altre saghe enniane sono riuscite maggiormente nell'intento.
Il numero, infine, si chiude con Rivelazioni, nuovo episodio de Il corsaro, la serie che segue le vicende per mare del giovane Malcolm de' Paperoni. Vito Stabile ed Emmanuele Baccinelli conducono Malcolm e l'equipaggio della Falcon Rover sulle tracce dell'esploratore Juan Ponce de Leon e della sua ricerca della mitica fonte della giovinezza, che sarebbe stata ritrovata, secoli dopo, dal più famoso degli antenati di Malcolm, Paperone nella barksiana "La fonte della.giocinezza".
La storia, però, approfondisce alcune caeatteristiche di Malcolm. Stabile avvicina, un passo alla volta, l'avo di Paperone a quest'ultimo: d'altra parte, come ben noto dalla barksiana Il tesoro della regina, Paperone e' la reincarnazione di Malcolm stesso, e dunque i due personaggi tenderanno a sovrapporsi. E Stabile, qui, non solo lo dota di alcune caratteristiche tipiche del suo discendente, come il fiuto per l'oro o l'abilità di nuotare tra le monete, ma anche di un amore perduto.
La sroria presenta anche un elemento squisitamente barksiano che in qualche modo sembra rimandare agli urlatori del Tanganika protagonisti de La cassaforte di cristallo.
La saga, poi, guadagna anche un nuovo personaggio, Hugo Folaga, che probabilmente è uno degli antenati di Gertude Folaga, madre di Elvira e Casey Coot.
I viaggi di Malcolm sono ancora ben lontani dal concludersi e sarà molto interessante scoprire le sue future avventure.

sabato 1 agosto 2026

Absolute Batman: Lo zoo

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione delle immagini e della formattazione e l'aggiunta dei titoletti.
Con la pubblicazione dei primi volumi dell'Absolute Universe, vale la pena tornare su queste particolari versioni dei supereroi DC Comics iniziando dal Batman di Scott Snyder e Nick Dragotta.
Ritorno a Gotham
Snyder, il deus ex-machina dell'Absolute Universe, ritorna quindi sul Cavaliere Oscuro raccontando una versione muscolare, ma al tempo stesso in qualche modo operaia del suo mito.
Bruce Wayne, infatti, è il figlio geniale di un insegnate e una assistente sociale. Perde il padre nel corso di uno dei tipici attacchi di un folle armato mentre con la sua classe è in visita allo zoo di Ghotam. Il padre, con un gesto di eroismo, protegge Bruce e i suoi compagni di classe da Joe Chill, con Snyder che quindi mantiene l'identità dell'assassino dei genitori di Bruce nell'universo regolare.
Questa versione di Bruce perde, dunque, alcuni degli attributi tipici del personaggio cui siamo abituati, come il suo essere donnaioloo, appunto, o le ingenti disponibilità economiche, ma a differenza del suo "omologo" non nasconde la sua intelligenza. Brillante in qualsiasi studio intrepreso, alla fine diventa ingegnere civile e contribuisce durante il giorno a costruire e mantenere "in forma" la sia città. L'amore per Ghotam e i suoi abitanti è un elemento forte e caratteristico del Bruce originale che Snyder mantiene anche in questa versione Absolute, e che aveva caratterizzato anche il Batman realizzato insiene con Greg Capullo.
Abile anche come hacker, cosa che gli permette di ottenere le informazioni necessarie per pianificare i suoi interventi, ha un gruppo di amici fidati: Harvey Dent, Oswald Cobblepot, Waylon Jones e, soprattutto, Edward Nigma, che in qualche modo diventa il suo personale Archimede Pitagorico, in un rapporto in qualche modo paragonabile a quello che ha quest'ultimo con Paperinik. Sono, comunque, convinto che Harvey rivestirà un ruolo centrale in futuro.