Stomachion

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giovedì 6 agosto 2026

Il circo di Satana

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Eleanor Furneaux Smith è stata una giornalista e scrittrice britannica dalla vita fin troppo breve. Con all'attivo una decisna di romanzi e due racconti, alcuni di essi anche portati sul "grande schermo", ha raccontato in particolare la vita nomade dei rom e del circo. Ed è proprio su un circo particolare che si concentra uno dei due racconti pubblicato all'interno della collana de I singoli de "La biblioteca di Lovecraft", una storia dal gusto gotico ambientata sotto il tendone di un circo inquietante sempre in viaggio, quasi in fuga, e gestito da una coppia amorale di marito e moglie.
Il racconto è in rima persona ed è un incastro di due voci, quella del narratore, che va alla ricerca di informazioni sul Circo Brandt, è quella dell'unico testimone che trova il coraggio di parlare di ciò che avviene sotto il suo tendone. Ombre, inganni e sotterfugi attraversano la breve storia. L'atmosfera gotica del racconto è palpabile a ogni pagina, ma la parte più inquietante è riservata per il finale, un piccolo colpo di teatro in qualche modo intuibile per gli appassionati del genere, ma non per questo meno "gustoso".

martedì 26 maggio 2026

Liam Maroo

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Uscito nei Singoli de La biblioteca di Lovecraft quando ancora il progetto era in mano di Edizioni Arcoiris, Liam Maroo di Francis Flagg presenta diversi elementi lovecraftiani, concentrati soprattutto nel primo capitolo, che pone le basi della storia.
Un umile ma particolarmente ambizioso lavapiatti, tale Jim James, utilizzando il rituale all'interno di un libro proibito, richiama da un universo parallelo la misteriosa e potente entità di Liam Maroo, definito l'Antico. La sua richiesta è semplice: il potere di influenzare le persone.
Tutta la scena iniziale, raccontata appunto nel primo capitolo, ha in effetti molto in comune con i testi lovecraftiani, e sono anche presenti alcuni esseri deformati, una specie di uomini-scimmia, che pur se non esattamente in linea con le deformazioni presenti nei romanzi del solitario di Providence, possiamo in qualche modo accostare a esse per filosofia.
Il resto del romanzo breve (o racconto lungo), però, sembra piuttosto accostabile a una delle opere cinematografiche di Orson Welles, con il protagonista che entra di prepotenza sulla scena economica. Gli aspetti più prettamente gotici sono presenti solo nella parte finale, quando Jim James verrà posto dall'autore di fronte al momento del pagamento dei servigi resi da Liam Maroo.
Il finale è, in qualche modo, dolce-amaro e, in effetti, ci pone di fronte al quesito che possiamo leggere in quarta di copertina:
A cosa saresti disposto a rinunciare... per avere tutto?

giovedì 21 maggio 2026

Oltre la soglia del sogno

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Prosegue il recupero delle opere di Algernon Blackwood che sbarca all'interno della serie de I singoli de "La libreria di Lovecraft" con Oltre la soglia del sogno, racconto gotico che reinterpreta l'idea della casa stregata.
La storia, infatti, raccontata in prima persona, è una vicenda onirica ambientata in una locanda apparentemente infestata, che al tempo stesso è anche un viaggio labirintico nella mente del protagonista. Leggendola l'ho quasi immediatamente accostata a Bly Manor, il serial gotico ispirato alle opere di Henry James, e in effetti l'atmosfera non sembra essere molto differente.
Il finale, forse, lascia un po' insoddisfatti, nonostante chiarisca alcuni punti delle visioni narrate nelle pagine precedenti, ma nel complesso è una lettura interessante. Tra l'altro acquistandolo a Marginalia mi è stato anticipato che è in lavorazione il recupero di un nuovo romanzo di Blackwood, cosa che spero avvenga sul serio!

martedì 21 aprile 2026

Carolina Invernizio: anticipando i generi

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Carolina Invernizio è stata una delle più prolifiche scrittrici italiane di romanzo d'appendice. L'ho scoperta solo di recente, grazie all'edizione 2026 di Marginalia, grazie al libercolo della serie de I singoli de "La biblioteca di Lovecraft" all'interno dei quali la sempre meritoria Agenzia Alcatraz ha proposto due racconti, Razza maledetta e Memorie di un becchino.
Pur classificandolo come gotico, Razza maledetta anticipa i generi della letteratura moderna il tutto con una voce narrante in qualche modo dolente, che sembra quasi schierarsi con entrambi i lati della storia narrata. Il racconto inizia come un legal thriller, ma dalla fine, la condanna del colpevole. Da lì in poi, quando la scrittrice va indietro nel tempo per raccontare la storia del condannato, sembra di essere in un noir, non solo perché è la storia del colpevole, ma anche perché nell'ambiente in cui vive nessuno è realmente limpido e onesto. Per assurdo è proprio Toni il più onesto e sincero del mondo raccontato da Invernizio e la sua caduta è, anch'essa, un'anticipazione di uno dei temi cari del noir: la riflessione sulla società.
Un altro punto interessante del racconto, e che in qualche modo lo ritroviamo pure nel secondo racconto, è la rottura sullo schema lombrosiano che vedrebbe nell'aspetto fisico un riflesso del carattere, cosa che sia Toni, sia Pietro, il protagonista dell'altro racconto, mettono in evidente discussione.
Memorie di un becchino, invece, è il racconto in prima persona di un becchino, appunto, e della sua impossibile storia d'amore.
Un volumetto interessante che, spero, possa essere solo il primo di una serie di recuperi dei testi di questa autrice.

mercoledì 11 febbraio 2026

Il lupo mannaro

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Autrice dalla produzione piuttosto minimale, Clarence Housman ha però scritto un romanzo breve apprezzato dallo stesso Howard Phillips Lovecraft: Il lupo mannaro.
Protagonista, però, non è un uomo, ma una donna. E già solo per questo vale la pena di leggerlo. Questa scelta ricade inevitabilmente sulla caratterizzazione di Pelliccia Bianca, il nome con cui la mannara chiama se stessa. In effetti in originale si autoidentifica come White Fell. E il termine fell, ovvero pelle, vello, come aggettivo, vuol dire crudele, fornendo così un indizio sulla sua stessa natura. D'altra parte la bella straniera che arriva in un giorno di tormenta alle porte di una casa sperduta nel profondo nord, possiede un fascino particolare, selvaggio, e si distingue dalle altre donne della famiglia che lì abita e lavora sotto tutti i punti di vista.
Innanzitutto gira libera e senza accompagnatori per le cime e i boschi innevati; quindi porta con se una piccola ascia, a suggerire come si procura il cibo normalmente; e infine i suoi abiti sono comodi e adatti alla vita all'esterno, e non casti e femminili.

venerdì 6 giugno 2025

Jimbo: avventura fantastica

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La biblioteca di Lovecraft è una collana che, a quel che ho capito, raccoglie romanzi di autori apprezzati dal solitario di Providence, Howard Phillips Lovecraft. La collana, lanciata da Edizioni Arcoris, è ora in mano all'Agenzia Alcatraz, che nel corso di Marginalia 2025 ha portato le ristampe dei primi romanzi editi da Arcoris. E visto che tra le proposte che c'erano sul loro banchetto un romanzo di Algernon Blackwood, non potevo non acquistarlo, considerando che di questo autore non si trova molto in giro, al momento. E a proposito di Jimbo questo scriveva Lovecraft:
Troppo sottile, forse, per una precisa classificazione fra i racconti dell'orrore, tuttavia più veramente artistica in senso assoluto, è la delicata fantasia di "Jimbo". Blackwood raggiunge in questo romanzo un accostamento aderente e palpitante alla più profonda sostanza del sogno e spazza via le barriere convenzionali tra realtà e immaginazione.
Personalmente classificherei il romanzo come fantasy. Blackwood, infatti, descrive un mondo in qualche modo fantastico, al tempo stesso simile al nostro, visto che i luoghi in cui Jimbo si muove sono quelli della veglia, ma anche diverso.
Non ho usato a caso il termine sandmaniano di veglia. Di fatto il giovane protagonista finisce in coma, e questo diventa il modo per sperimentare un mondo fantastico, ma anche terrificante, dove l'obiettivo è quello di farsi trovare pronto a fuggire quando il suo corpo sarà pronto a risvegliarsi.
Ricco di descrizioni evocative, per lo più di stampo astronomico, scorre veloce nonostante i pochi dialoghi presenti. In appendice, infine, c'è un breve racconto, Jimbo e il giorno più lungo, in cui il protagonista, che non c'è garanzia sia lo stesso del romanzo, è elettrico per l'arrivo del solstizio d'estate. Alcune delle farsi di questo breve racconto le ho utilizzate nel cielo del mese di giugno su EduINAF.

venerdì 30 maggio 2025

Cicuta

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Marjorie Bowen è uno degli pseudonimi utilizzati da Margaret Gabrielle Vere Long, una prolifica scrittrice brittanica, esperta in diversi generi, in particolare il romanzo storico. Il breve racconto Cicuta, che è arrivato in Italia all'interno della collana I singoli de La biblioteca di Lovecraft di Edizioni Arcoris, potremmo considerarlo come una specie di romanzo storico gotico. Le atmosfere del racconto, infatti, ricordano il Settecento o al massimo l'Ottocento, e raccontano una specie di inquietante ghost story in cui sono protagonisti due nobili sfaccendati, un cadavere, e una povera donna vittima di due dei tre personaggi citati poc'anzi. Un ruolo in questa storia, però, lo ha anche la piata di cicuta che da il titolo al racconto.
Lettura veloce e (relativamente) leggera che non può fare altro che arricchire la biblioteca dei cultori del gotico e dell'horror.