Stomachion

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martedì 15 settembre 2026

Il terrore

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Scriveva Howard Phillips Lovecraft nel saggio L'orrore soprannaturale nella letteratura:
Tra i creatori viventi di paura cosmica, assurti agli apici più artistici, pochi, o forse nessuno, possono sperare di eguagliare il versatile Arthur Machen, autoire di qualche dozzina di racconti, lunghi e brevi, in cui gli elementi dell'orrore nascosto e della paura latente raggiungono una corposità e una acutezza realistica quasi incomparabili.
Le opere di Arthur Machen, quindi, potrebbero tranquillamente rientrare dentro La biblioteca di lovecraft, in particolare Il terrore, The terror, romanzo del 1917 scritto e ambientato nel corso della prima guerra mondiale.
Costruito come un'inchiesta giornalistica, Il terrore racconta di una serie di misteriosi omicidi che avvengono su tutto il territorio britannico e che, per un qualche inspiegabile motivo, non vengono associati uno all'altro. Lo fa l'anonimo narratore, utilizzando come fonte primaria le vicende di cui è stato protagonista il dottor Lewis.

martedì 25 agosto 2026

Le streghe di Kiev

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Con la raccolta di racconti Le streghe di Kiev (titlo anche del secondo racconto della raccolta) ABEditore porta in Italia Orest Michajlovic Somov, scrittore ucraino di storie popolari dell'orrore, o gotiche per dirla in maniera più precisa.
Le storie, 10 in tutto, esplorano, con il piglio del racconto popolare, diversi miti e situazioni del genere, dalle streghe del titolo, ai fantasmi, ai licantropi e altri mostri più o meno inquietanti e letali della cultura popolare ucraina. Il tutto mescolato con un pizzico di romanticismo, una certa dose di teatralità e anche (in un paio di racconti) un po' di ironia, che non guasta.
Un ottimo modo per scoprire (o riscoprire) una tradizione letteraria un po' trascurata.

mercoledì 19 agosto 2026

La stanza buia

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Dalle poche informazioni che si hanno, la vita dello scrittore e giornalista statunitense Leonard Cline non deve essere stata poi molto tranquilla. Significativo è l'episodio che lo portò in carcere per 8 mesi: nel 1927, durante un litigio tra ubriachi, Cline uccise con un colpo di pistola il suo amico Wilfred Irwin. Ritenuto colpevole di omicidio colposo, passò, come scritto poc'anzi, 8 mesi di carcere in luogo dell'anno comminatogli, evidentemente per buona condotta. Anche la sua morte non fu propriamente tranquilla: probabilmente spirò nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 1929 a causa di un attacco di cuore. A colpirmi, però, sono state le circostanze in cui avvenne tutto ciò: nel corso di una festa che Cline diede nel suo appartamento di New York per festeggiare la vendita di una sceneggiatura teatrale. Il suo corpo privo di vita venne, però, scoperto solo qualche giorno più tardi. All'epoca aveva all'incirca 35 anni.
Possiamo quindi solo immaginare che genere di vita condusse Cline, e nonostante questo il protagonista del suo romanzo più famoso, La stanza buia, sembra molto lontano dallo stesso Cline. Oscar Fitzalan, infatti, è un musicista abbastanza tranquillo. Per sua ammissione ha avuto alcune avventure nel corso della sua vita, e anche una o due relazioni (una delle quali viene citata nel corso della narrazione in prima persona), ma se confrontato con il resto del cast del romanzo, o con lo stesso Cline, è indubbiamente un personaggio idealista e tutto sommato piuttosto tranquillo.

martedì 26 maggio 2026

Liam Maroo

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Uscito nei Singoli de La biblioteca di Lovecraft quando ancora il progetto era in mano di Edizioni Arcoiris, Liam Maroo di Francis Flagg presenta diversi elementi lovecraftiani, concentrati soprattutto nel primo capitolo, che pone le basi della storia.
Un umile ma particolarmente ambizioso lavapiatti, tale Jim James, utilizzando il rituale all'interno di un libro proibito, richiama da un universo parallelo la misteriosa e potente entità di Liam Maroo, definito l'Antico. La sua richiesta è semplice: il potere di influenzare le persone.
Tutta la scena iniziale, raccontata appunto nel primo capitolo, ha in effetti molto in comune con i testi lovecraftiani, e sono anche presenti alcuni esseri deformati, una specie di uomini-scimmia, che pur se non esattamente in linea con le deformazioni presenti nei romanzi del solitario di Providence, possiamo in qualche modo accostare a esse per filosofia.
Il resto del romanzo breve (o racconto lungo), però, sembra piuttosto accostabile a una delle opere cinematografiche di Orson Welles, con il protagonista che entra di prepotenza sulla scena economica. Gli aspetti più prettamente gotici sono presenti solo nella parte finale, quando Jim James verrà posto dall'autore di fronte al momento del pagamento dei servigi resi da Liam Maroo.
Il finale è, in qualche modo, dolce-amaro e, in effetti, ci pone di fronte al quesito che possiamo leggere in quarta di copertina:
A cosa saresti disposto a rinunciare... per avere tutto?

giovedì 21 maggio 2026

Oltre la soglia del sogno

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Prosegue il recupero delle opere di Algernon Blackwood che sbarca all'interno della serie de I singoli de "La libreria di Lovecraft" con Oltre la soglia del sogno, racconto gotico che reinterpreta l'idea della casa stregata.
La storia, infatti, raccontata in prima persona, è una vicenda onirica ambientata in una locanda apparentemente infestata, che al tempo stesso è anche un viaggio labirintico nella mente del protagonista. Leggendola l'ho quasi immediatamente accostata a Bly Manor, il serial gotico ispirato alle opere di Henry James, e in effetti l'atmosfera non sembra essere molto differente.
Il finale, forse, lascia un po' insoddisfatti, nonostante chiarisca alcuni punti delle visioni narrate nelle pagine precedenti, ma nel complesso è una lettura interessante. Tra l'altro acquistandolo a Marginalia mi è stato anticipato che è in lavorazione il recupero di un nuovo romanzo di Blackwood, cosa che spero avvenga sul serio!

martedì 21 aprile 2026

Carolina Invernizio: anticipando i generi

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Carolina Invernizio è stata una delle più prolifiche scrittrici italiane di romanzo d'appendice. L'ho scoperta solo di recente, grazie all'edizione 2026 di Marginalia, grazie al libercolo della serie de I singoli de "La biblioteca di Lovecraft" all'interno dei quali la sempre meritoria Agenzia Alcatraz ha proposto due racconti, Razza maledetta e Memorie di un becchino.
Pur classificandolo come gotico, Razza maledetta anticipa i generi della letteratura moderna il tutto con una voce narrante in qualche modo dolente, che sembra quasi schierarsi con entrambi i lati della storia narrata. Il racconto inizia come un legal thriller, ma dalla fine, la condanna del colpevole. Da lì in poi, quando la scrittrice va indietro nel tempo per raccontare la storia del condannato, sembra di essere in un noir, non solo perché è la storia del colpevole, ma anche perché nell'ambiente in cui vive nessuno è realmente limpido e onesto. Per assurdo è proprio Toni il più onesto e sincero del mondo raccontato da Invernizio e la sua caduta è, anch'essa, un'anticipazione di uno dei temi cari del noir: la riflessione sulla società.
Un altro punto interessante del racconto, e che in qualche modo lo ritroviamo pure nel secondo racconto, è la rottura sullo schema lombrosiano che vedrebbe nell'aspetto fisico un riflesso del carattere, cosa che sia Toni, sia Pietro, il protagonista dell'altro racconto, mettono in evidente discussione.
Memorie di un becchino, invece, è il racconto in prima persona di un becchino, appunto, e della sua impossibile storia d'amore.
Un volumetto interessante che, spero, possa essere solo il primo di una serie di recuperi dei testi di questa autrice.

mercoledì 11 febbraio 2026

Il lupo mannaro

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Autrice dalla produzione piuttosto minimale, Clarence Housman ha però scritto un romanzo breve apprezzato dallo stesso Howard Phillips Lovecraft: Il lupo mannaro.
Protagonista, però, non è un uomo, ma una donna. E già solo per questo vale la pena di leggerlo. Questa scelta ricade inevitabilmente sulla caratterizzazione di Pelliccia Bianca, il nome con cui la mannara chiama se stessa. In effetti in originale si autoidentifica come White Fell. E il termine fell, ovvero pelle, vello, come aggettivo, vuol dire crudele, fornendo così un indizio sulla sua stessa natura. D'altra parte la bella straniera che arriva in un giorno di tormenta alle porte di una casa sperduta nel profondo nord, possiede un fascino particolare, selvaggio, e si distingue dalle altre donne della famiglia che lì abita e lavora sotto tutti i punti di vista.
Innanzitutto gira libera e senza accompagnatori per le cime e i boschi innevati; quindi porta con se una piccola ascia, a suggerire come si procura il cibo normalmente; e infine i suoi abiti sono comodi e adatti alla vita all'esterno, e non casti e femminili.

mercoledì 22 ottobre 2025

La ragazza invisibile e altri racconti

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Con testo in inglese a fronte La ragazza invisibile è una raccolta di quattro racconti scritti da Mary Shellery, più nota per il romanzo Frankenstein che per il resto della sua abbastanza poco nota produzione. Questo volume, dunque, ha un valore meritorio non foss'altro perché permette di recuperare altri testi della scrittrice, che si presenta al lettore con uno sguardo ampio su generi come il gotico, il romantico, ma anche la fantascienza. Roger Dodsworth: l'inglese rianimato, racconta infatti le vicende di un inglese rimasto congelato tra i ghiacciai delle Alpi per qualcosa come un secolo o giù di lì. E come già in Frankenstein, anche in questo breve racconto Mary Shelley costruisce un palusibile contesto scientifico relativamente alla conservazione sotto ghiaccio di un corpo vivente, per poi sfruttare il resto del racconto, un po' come Robert Heinlein con A noi vivi, per fare alcune considerazioni di ordine politico.
E se Il figlio maggiore è una storia squisitamente romantica, gli altri due racconti, La ragazza invisibile, che da il titolo alla raccolta, e La fanciulla in lutto, che chiude il volume, sono sì in qualche modo romantici, ma soprattutto hanno una forte carica gotica, a confermare la vicinanza tra questi due generi.
Una raccolta imperdibile per tutti gli amanti di questi generi letterari, e che spero possa aprire la strada a una riscoperta dell'autrice oltre il suo romanzo più noto.

martedì 1 luglio 2025

La tana del serpente bianco

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La carriera di scrittore di Bram Stoker non si è limitata al solo Dracula, ma conta poco più di una decina di romanzi e una manciata di racconti. L'ultimo romanzo, The Lair of the White Worm, pubblicato nel 1911, venne successivamente ristampato nel 1925 in una versione fortemente rivista e ridotta, per poi giungere in prima edizione italiana nel 1992 col titolo di La tana del verme bianco. Il romanzo è stato quindi riproposto con una nuova traduzione di Sergio Vivaldi da Nero Press Edizioni con un nuovo titolo, La tana del serpente bianco.
Il romanzo in qualche modo ricorda vagamente Dracula, non tanto per l'impostazione narrativa, che in questo caso è diversa, in terza persona, quanto per il contorno scientifico che Stoker prova a costruire per dare plausibilità alla vicenda. Sono, infatti, presenti spunti riconducibili alla paleontologia (ricordo che la fine del XIX secolo fu caratterizzato dalla famosa guerra delle ossa), l'evoluzione, la fisica dei parafulmini, ma anche spunti più prettamente pseudoscientifici come il mesmerismo. Il tutto ispirato dalla leggenda del verme di Lambton, un gigantesco vermone che aveva infestato i dintorni del fiume Wear.

mercoledì 25 giugno 2025

Racconti terrificanti: Leroux tra soprannaturale e noir

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Il genere noir, che molti considerano un sottogenere dell'hard boiled, è spesso confuso con quest'ultimo dimenticandosi di alcune specificità che permettono di classificare come noir opere che non sono esplicitamente romanzi "gialli", come diremmo in Italia. L'esempio più fulgido di noir è, in effetti, Il diario di Edith di Patricia Highsmith, la creatrice di Mr. Ripley. In quel caso non c'è alcun criminale, ma solo un esame approfondito, grazie al diario della protagonista, delle ossessioni cui può giungere un animo umano. Ed è proprio questo il punto che il noir ha in comune con il gotico, altro genere con il quale si confonde: il racconto della parte "malvagia" della società.
La ricerca delle origini del noir, in effetti, ha spesso portato a indicare similitudini tra il genere e romanzi e racconti di autori precedenti agli anni Quaranta del XX secolo, epoca che viene considerata come l'inizio del genere. Tra questi precursori possiamo agevolmente inserire anche il nome di Gaston Leroux, giornalista e scrittore noto soprattutto per Il fantasma dell'Opera, che già di suo, in particolare per l'assenza di elementi soprannaturali, potrebbe essere indicata come precursore del noir. Altri esempi di racconti precursori, però, si trovano nella raccolta Racconti terrificanti, curata da Annarita Tranfici e Giuseppina De Vita per ABEditore e che propone al lettore 6 racconti pubblicati tra il 1911 e il 1924.

giovedì 19 giugno 2025

Due racconti di vampiri

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Dopo la raccolta Draculea, torniamo a parlare di vampiri grazie a un libercolo agile e veloce, sempre di ABEditore, che ripropone due racconti di genere di Frederick Ignatius Cowles: L'orrore di Abbot's Grange e Il vampiro di Kaldenstein.
Nel primo racconto una giovane coppia di sposini affitta la villa di Abbot's Grange, senza immaginare a quale orrore sta andando incontro. Nel corso di una festa, infatti, viene innavertitamente liberato un antico vampiro pronto a rifocillarsi dopo la lunga prigionia.
Nel secondo racconto, invece, abbastana esplicitamente ispirato a L'ospite di Dracula, il protagonista, in visita in Europa, si ritrova catturato all'interno di un vecchio castello abitato da vampiri.
I due racconti, usciti rispettivamente nel 1936 e nel 1938, sono ambientati nella contemporaneità dell'autore: gli ambienti, infatti, sono illuminati da lampadine, mentre i protagonisti, quando si muovono al buio, portano dietro torce elettriche. D'altra parte, a meno di smartphone, i racconti potrebbero essere riportati pari pari anche nella nostra epoca. Ricchi di tensione, hanno un approccio, anche alla narrazione, un po' alla Stoker, con l'inserimento di lettere e altri documenti all'interno di un racconto in prima persona. Fondamentale, poi, il contributo degli ecclesiastici nella risoluzione delle vicende, che però non è una conclusione realmente definitiva: non c'è una vera sconfitta del male rappresentato dai vampiri, ma solo un suo contenimento, quasi a voler rappresentare una metafora del male stesso del singolo, che ognuno di noi è chiamato a tenere sotto controllo.
Cowles, autore poco noto in Italia, riscoperto proprio grazie ad ABEditore, è sostanzialmente uno scrittore "minore" (qualunque cosa ciò voglia dire) nel panorama dell'horror e del gotico, avendo scritto quasi esclusivamente racconti. L'agile volumetto, che comunque non racconta molto sulla sua biografia (visto che poco si conosce), è come sempre per questo editore ricco di un apparato grafico di grande livello grazie a illustrazioni di genere puntuali e in linea con il tema.

venerdì 30 maggio 2025

Cicuta

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Marjorie Bowen è uno degli pseudonimi utilizzati da Margaret Gabrielle Vere Long, una prolifica scrittrice brittanica, esperta in diversi generi, in particolare il romanzo storico. Il breve racconto Cicuta, che è arrivato in Italia all'interno della collana I singoli de La biblioteca di Lovecraft di Edizioni Arcoris, potremmo considerarlo come una specie di romanzo storico gotico. Le atmosfere del racconto, infatti, ricordano il Settecento o al massimo l'Ottocento, e raccontano una specie di inquietante ghost story in cui sono protagonisti due nobili sfaccendati, un cadavere, e una povera donna vittima di due dei tre personaggi citati poc'anzi. Un ruolo in questa storia, però, lo ha anche la piata di cicuta che da il titolo al racconto.
Lettura veloce e (relativamente) leggera che non può fare altro che arricchire la biblioteca dei cultori del gotico e dell'horror.

lunedì 19 maggio 2025

La giostra del maleficio

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La raccolta de La giostra del maleficio è costituita da 19 racconti di varia lunghezza e da un romanzo breve che la conclude. I vari racconti di Jean Ray sono tutti caratterizzati, oltre che dal tema gotico e dalla descrizione della propoensione al male, anche quello quotidiano, da parte degli esseri umani, anche da una qual certa vena di ironia. Basti pensare alla signora de La gente illustre di Tudor Street che cerca i sosia dei grandi scrittori che hanno abitato nella sua casa per usarli per riprodurre delle statue di cera di questi stessi. La fine che fanno, ovviamente, potete immaginarla, visto il titolo della raccolta!
Sono presenti, però, anche alcuni racconti che catturano in maniera altrettanto ironica una serie di spunti scientifici, come per esempio il racconto d'apertura, Matematica superiore, in cui il tema dell'omicidio si sposa con la matematica multidimensionale e la geometria non euclidea.

mercoledì 30 aprile 2025

Malpertuis

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Recuperato da Agenzia Alcatraz, che sta portando in Italia la sua opera completa, Jean Ray ha fornito con Malpertuis una visione nuova al tema delle case infestate o stregate. Malpertuis, infatti, è il nome con cui è nota la magione in cui si svolge quasi tutta l'azione raccontata nel romanzo, a parte alcune scene sul mare e altre, che di fatto concludono la vicenda, in un monastero sperduto.
Il romanzo è sostanzialmente suddiviso in 4 parti, ognuna con un narratore differente, riprendendo quindi una struttura molto simile al Dracula di Bram Stoker. A differenza del romanzo di Stoker, però, in Malpertuis Ray ribalta, in un certo senso, il punto di vista del lettore, che alla fine si ritrova a comprendere chi in realtà era realmente prigioniero di quella casa e quale fosse la vera forza del male dietro tutte le vicende sanguinose che hanno decimato gli abitanti della magione.
A questo vanno ad aggiungersi l'atmosfera opprimente delle descrizioni dello scrittore belga, lo stile quasi lovecraftiano in particolare nei passi tratti dai diari, e il modo inedito di riportare al lettore alcuni personaggi della mitologia classica (cosa che non mi sarei spinto a scrivere se non fosse che nella copertina della prima edizione del romanzo si trova la testa di Medusa a campeggiare sopra la casa).
Questo capolavoro del gotico moderno ha anche ricevuto una trasposizione cinematografica nel 1971, che purtroppo non ho visto, e che vede nel cast la presenza di un Orson Welles a fine carriera.

domenica 26 gennaio 2025

Topolino #3609: Alle origini del gotico

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con sistemazione del titolo, correzione di errori di battitura, aggiunta di un paio di considerazioni, sistemazione dei link e dell'immagine di apertura.
Il #3609 arriva in edicola in versione flipbook: arriva in Italia il What If...? dedicato ai Fantastici Quattro, su cui ho già scritto sul Cappellaio Matto. Iniziamo, quindi, con la storia d'apertura, Una gara da paura, appartenente alla serie di Lord Hatequack presenta.
In questa occasione Giulio Gualtieri con la magistrale assistenza di Roberto Vian, omaggia la mitica gita letteraria di John William Polidori, Lord Byron e di Mary e Percy Shelley che ha dato origine a due capolavori del gotico, Il vampiro e Frankenstein. Allo stesso modo Hatequack, nonna Papera, Paperone e Pico si sfidano in una gara di racconti del terrore, che propongono alcuni temi tipici della letteratura di genere. In particolare Gualtieri recupera, se la memoria non mi inganna, un frammento che Howard Phillips Lovecraft non ha mai completato. Altra citazione lovecraftiana é per il Necronomicon: la lettera iniziale N di questo famoso (e mai scritto) testo maledetto, infatti, è sulla copertina del libro maledetto protagonista di uno dei racconti ideati da Gualtieri.

mercoledì 4 dicembre 2024

Cerimoniale notturno

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Dopo le letture decisamente piacevoli dei libri di Gerard Prevot e Jean Ray, avevo riposto grandi aspettative sulla raccolta di racconti Cerimoniale notturno di Thomas Owen. Dietro questo nome anglosassone, però, si nascondeva lo scrittore belga Gerald Bertot, che ha utilizzato come pseudonimo per i suoi racconti di paura il nome del suo personaggio più noto della produzione investigativa. E in effetti in alcuni racconti la sua propensione al "giallo" diventa evidente, riuscendo in qualche modo a recuperare alla piacevolezza racconti che altrimenti non sarebbero stati all'altezza dei tre libri di cui ho precedentemente parlato, sempre nella collana Bizzarre della Alcatraz.
Il grosso problema è che tra queste pagine di terrore e paura ce n'è ben poco (certo, per un amante del genere che per spaventarsi ce ne vuole, questo fatto sembrerebbe all'ordine del giorno, però il terrore e l'orrore direi che un po' li so riconoscere). I racconti migliori in assoluto sono quello che da il titolo alla raccolta, molto breve ma particolarmente interessante, e Il piccolo fantasma, venato da quella stessa ironia presente ne Il fantasma di Canterbury di Oscar Wilde. Per il resto, a parte alcuni racconti che comunque riescono a risultare un po' gradevoli, in particolare i due vampirici, siamo di fronte a racconti senza personalità, che sembrano più un esercizio di stile in funzione del finale che non un vero tentativo di far insorgere la paura all'interno del lettore.
Il culmine, in negativo, però, la raccolta lo raggiunge con Straniero a Tabiano, che occupa una settantina di pagine e che si stenta a classificare come storia del terrore. Oscillante tra fantasy e politica, nonostante alcuni spunti interessanti, è una lettura noiosa che si stenta a capire dove voglia andare a parare. Anche dopo averne concluso la lettura.

giovedì 7 novembre 2024

La città della paura indicibile

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In qualunque modo giro e rigiro il romanzo di Jean Ray, punto di riferimento per molti scrittori belgi dell'orrore e del terrore, La città della paura indicibile, Ingersham, è di fatto un giallo. O un thriller. Vedete un po' voi come preferite. Questo non vuol dire che Ray non sia stato in grado di costruire una vicenda ricca di tensione e di situazioni apparentemente soprannaturali, ma alla fine il detective protagonista del libro riesce a trovare una spiegazione per ciascuno degli eventi misteriosi, senza dover scomodare alcun fantasma. In un certo senso si potrebbe paragonare il romanzo a Il mastino dei Baskerville, forse l'opera più squisitamente d'orrore almeno per ispirazione di tutto il canone holmsiano. Se a questo ci aggiungiamo che è costruito non tanto come una vicenda unica, ma come racconti legati sì uno all'altro, ma in qualche modo anche leggibili separatamente uno dall'altro, otteniamo un mix di paura e terrore da cui solo un lovecraftiano di ferro come il sottoscritto può considerarsi immune.

martedì 29 ottobre 2024

La notte del Nord

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Dopo Il demone di febbraio, ho deciso di affrontare una nuova raccolta di Gerard Prevot, questa volta costituita da due racconti brevi, il primo dei quali da il titolo alla raccolta stessa, e da un racconto lungo, o rom anzo breve che dir si voglia.
Al di là degli aspetti di tensione dello stile adottato dallo scrittore belga, Gli sparti, ovvero il romanzo breve, è indubbiamente la lettura che maggiormente tiene incollati alle pagine, non solo per la sua lunghezza, ma soprattutto per il tema che si dipana nel corso della storia. Infatti, più che un racconto dell'orrore è quasi un noir, ma la grande differenza nel genere sta in quel quasi, perché più si procede con la lettura più si ha la sensazione che i due generi principali del racconto stesso siano errati. Ci sono infatti alcune frasi qua e là, ma soprattutto i riferimenti a matematica e codici che lasciano intuire che, a meno di non essere di fronte a un racconto sulla follia del genio matematico (che poi è indubbiamente una possibile lettura che si affianca a quella principale), siamo di fronte a una storia di genere fantascientifico di stampo lovecraftiano. Cosa che alla fine si dimostra esatta.
Anche il racconto conclusivo risulta interessante, come capirete dal titolo, Lo spettro meccanico.
Ottima, quindi, questa nuova raccolta di storie del brivido di Prevot, pubblicata anche questa da Agenzia Alcatraz.

giovedì 17 ottobre 2024

Draculea: I vampiri tra storia e letteratura

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Quelli di ABEditore, come scrivo quasi ogni volta che recensisco un loro volume, propongono sempre volumi curati in ogni più piccolo dettaglio. Poiché buona parte del loro catalogo è una riscoperta di opere che generalmente, pur se in pubblico dominio, sono scarsamente diffuse, hanno sempre un approccio critico alla materia: è infatti raro non trovare un loro volume privo di redazionali di approfondimento, mentre il curatissimo comparto grafico arricchisce la lettura grazie al recupero di illustrazioni d'epoca. Non sfugge a questa formula nemmeno la raccolta Draculea dedicata, come intuibile dal titolo, ai vampiri.
Con un approccio che mi ha ricordato, ma esaltato all'ennesima potenza, il mammutt deidcicato un paio di decenni fa ai vampiri edito dalla Newton&Compton, ABEditore ha proposto un ricco volume con racconti di autori come Hawthorne, Blackwood, Le Fanu per citare i più noti, affiancati da altri comunque non meno bravi, alternati da testi un po' particolari: relazioni di commissari, estratti di diari di viaggio e altri documenti simili in cui si raccontavano i casi di sospetto vampirismo che sono assurti agli "onori della cronaca" nel corso dei secoli.

sabato 29 giugno 2024

La sposa cadavere

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Come anche ricordato nei puntuali redazionali di Chiara Gianni, che ne ha anche curato la traduzione, il film in stop motion del 2005 di Tim Burton (e Mike Johnson) è ispirato alla versione russa di un racconto folkloristico ebraico. Di fatto il racconto, e quindi il film, condivide con il testo di Frederich August Schulze il titolo e il tema: una storia d'amore e di fantasmi.
Probabilmente la storia da cui ha tratto ispirazione Burton è quella che, a sua volta, ha ispirato altri racconti simili, incluso quello di Schulze, che viene per la prima volta presentato nella sua traduzione dal testo originale in tedesco e non in una traduzione da una delle sue traduzioni francesi o inglesi. Di fatto siamo di fronte a una serie di racconti incastonati uno nell'altro, in cui il narratore esterno, diciamo così, è esso stesso un personaggio inquietante: basti pensare che nelle pagine finali sparisce senza lasciare alcuna traccia del suo passaggio!
Si potrebbe riassumere il tutto come una storia di vendetta e possessione, vendetta di una donna abbandonata il cui fantasma possiede colei che ha spinto l'uomo ad abbandonarla, trasformandola nel mezzo con cui ottenere la sua vendetta. Eppure c'è anche qualcosa di più.