Stomachion

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martedì 1 luglio 2025

La tana del serpente bianco

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La carriera di scrittore di Bram Stoker non si è limitata al solo Dracula, ma conta poco più di una decina di romanzi e una manciata di racconti. L'ultimo romanzo, The Lair of the White Worm, pubblicato nel 1911, venne successivamente ristampato nel 1925 in una versione fortemente rivista e ridotta, per poi giungere in prima edizione italiana nel 1992 col titolo di La tana del verme bianco. Il romanzo è stato quindi riproposto con una nuova traduzione di Sergio Vivaldi da Nero Press Edizioni con un nuovo titolo, La tana del serpente bianco.
Il romanzo in qualche modo ricorda vagamente Dracula, non tanto per l'impostazione narrativa, che in questo caso è diversa, in terza persona, quanto per il contorno scientifico che Stoker prova a costruire per dare plausibilità alla vicenda. Sono, infatti, presenti spunti riconducibili alla paleontologia (ricordo che la fine del XIX secolo fu caratterizzato dalla famosa guerra delle ossa), l'evoluzione, la fisica dei parafulmini, ma anche spunti più prettamente pseudoscientifici come il mesmerismo. Il tutto ispirato dalla leggenda del verme di Lambton, un gigantesco vermone che aveva infestato i dintorni del fiume Wear.

lunedì 8 settembre 2014

Le leggende del castello nero e altre storie

Igino Ugo Tarchetti è stato uno dei rappresentanti della scapigliatura milanese, dedicandosi, lo scrittore, alla letteratura del fantastico e del gotico da una parte, e alla scrittura umoristica dall'altra.
Come sta esplorando molto bene Splatter in una serie di articoli sul cinema horror, l'Italia ha sempre mostrato nel genere del mistero e della paura una certa interessante propensione. Non dimentichiamo, infatti, che uno dei romanzi gotici per eccellenza, Il castello di Otranto, è ambientato in Italia. La raccolta Le leggende del castello nero di Tarchetti edita dalla Nero Press raccoglie una serie di racconti tranquillamente leggibili in pubblico dominio (si trovano su Gutenberg nelle due raccolte Racconti fantastici e Racconti umoristici) e mostrano una caratteristica particolare della letteratura di metà XIX secolo, che poi sarebbe confluita all'inizio del XX in Dracula: l'influenza della scienza.
Non è solo per la presenza di personaggi scettici nei suoi racconti, o di un qual certo senso di incredulità anche in alcune delle voci narranti, ma anche nella sensazione, leggendo i suoi passi, che l'autore stia quasi recependo la rivoluzione scientifica che si sta preparando, forse in qualche modo ispirato dalla filosofia kantiana, da un lato, o da idee che si fanno strada tra alcuni dei suoi contemporanei, e che per esempio si paleseranno nei piccoli pamphlet e racconti di Howard Hinton.