Stomachion

domenica 16 agosto 2026

Topolino #3690: Un orologio che fa tic tac


È un po' un supplizio leggere una storia ambientata a febbraio con la neve che cade mentre fuori (e anche dentro) fa un caldo bestiale. Quindi, a meno che per un qualche motivo la storia non si concluderà in estate, forse per pubblicare Quattro note in nero si poteva attendere ancora qualche mese. Adogni buon conto Marco Nucci e Casty riportano in scena il loro Macchia Nera con una nuova sfida a Topolino, questa volta coinvolgendo anche la macchina del tempo.
L'inizio è quanto di più inquietante si possa avere con una discesa nei pensieri dello storico nemico di Topolino. E alla fine delle pagine di questo incipit scopriamo che questi non sono i pensieri di Macchia Nera, ma un incubo di Topolino. Ricordiamo che tempo fa ci fu uno scambio di personalità tra i due, che forse ha lasciato una specie di connessione tra loro. Sfruttando questa connessione, Nucci e Casty congegnano degli incubi hitchcockiani per il nostro eroe, che così vive alcune pagine di estrema inquietudine.
Per quel che riguarda la mmacchina del tempo, invece, Nucci e Casty finalmente danno il giusto ruolo a Marlin, ovvero quello dell'inventore, mentre Zapotec parla come se anche lui avesse contribuito, uasi a voler giustificare l'equivoco in cui quest'ultimo ha vissuto in tutti questi anni della saga.
I primi due episodi di Quattro note in nero, dunque, ci trasportano in una storia intensa, le cui tensioni non vengono abbassate nemmeno dalle pur gradevoli ranning gag di Nucci. Le altre due puntate usciranno sul prossimo numero e lì vedremo se Macchia Nera avrà sfruttato ai suoi scopi la connessione con Topolino, come suggeriscono alcuni indizi disseminati negli incubi dello stesso Topolino.
Del resto del sommario si segnalano la divertente Ferie non godute con Battista protagonista. Scritta da Tito Faraci, vede ai disegni un Giorgio Cavazzano che realizza vignette che sembrano un po' tirate via di fretta: forse, pur con tutto il rispetto, sta arrivando il momento di appendere la matita al chiodo.
Il numero, infine, si chiude con La papaye della discordia nuova storia di De Paperis rethorica di Giovanni Eccher per i disegni di Giampaolo Soldati. Questa volta le arti oratorie di Paperino, sempre ispirate dall'avo di Pico Paperagora, vengoni in aiuto di Luski, il segretario di Rockerduck. Devo dire che questa volta l'esecuzione di Paperino risulta meno convincente, ma ciò che conta,alla fine, è il risultato!

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