Vite matematiche: scaricatelo gratis e legalmente
So che dovrebbe esserci una sorta di boicottaggio nei confronti della Springer, però in fondo cosa c'è di più boicottante di scaricarsi un libro che costa 23 euro invece di pagarglielo? Non so se è un errore da parte del sito, però nel pomeriggio, cercando roba scritta da Francesco La Teana, preside della scuola dove sto supplendo, scopro che, oltre ad aver scritto un testo di storia della fisica, ha anche partecipato a Vite matematiche con un saggio sul mitico Paul Dirac, che in italiano è liberamente disponibile, come tutto il libro del resto. Se infatti andate su read online compare una pagina con tutto il libro arrangiato in una sorta di player. A questo punto selezionate la pagina del/dei capitolo/i che vi interessa/no e quindi su download pdf per avere una copia in pdf assolutamente legale di quella porzione del libro, se non addirittura di tutto: e visto che c'ero mi sono regalato gratis un libro da 23 euro!
Sparse le parole morbide
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Gianluigi Filippelli
a
14:15
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Dopo la lettura, ho fatto un po' di ricerche e ho deciso di scrivere questo post con alcune citazioni sparse. Buon disgusto a tutti:
Non credo che Peppe si riferisse alla persona collegata con queste citazioni, però in fondo il capo è sempre un buon rappresentante...
Nel 2005 il rettore era candidato alle elezioni regionali nel listino bloccato in appoggio all’ex governatore di centrosinistra Agazio Loiero, ma non venne eletto. Latorre era stato già rieletto Rettore dell’Unical nel 2003, ma dopo la mancata elezione in Consiglio Regionale nel 2006, sentì che c’era «bisogno di un’approfondita rivisitazione dello statuto dell’Università», come registrava la Gazzetta del Sud a marzo di quell’anno. A suo dire «l’università si era ingrandita e, per restare al passo dei grandi atenei in espansione e continuare a restare nella serie A degli atenei italiani», si doveva «garantire la continuità rimuovendo l’ostacolo della rieleggibilità del Rettore per la terza volta». Con queste parole, nel 2006 Latorre chiese e ottenne la modifica dello Statuto dell’Università della Calabria. La norma transitoria venne approvata in Senato accademico con 19 voti a favore su 26 (quorum a 17), anche con il voto di persone (Rettore in primis e alcuni Presidi) che direttamente ne avrebbero potuto beneficiare.(linkiesta)
Pensavamo che l'impatto sulla società fosse più rapido. Certo la società calabrese è cambiata, e anche molto, dai tempi della fondazione dell'università, però mentre l'ateneo si è sviluppato secondo piani innovativi, non c'è stata la stessa crescita nella società.(Libero che ripropone una agenzia Adnkronos)
Dipende dalle altre istituzioni, dall'economia e dalla politica. Il nostro compito è la ricerca, la formazione, la conoscenza. E lo facciamo bene se oggi non esportiamo più braccia ma cervelli. Da un lato è un bene perché si risolve il problema occupazionale dei nostri giovani. Però devono andare fuori regione. La prossima sfida è lo sviluppo, non solo per l'università ma per tutte le istituzioni.
Non credo che Peppe si riferisse alla persona collegata con queste citazioni, però in fondo il capo è sempre un buon rappresentante...
Milano, bianca Milano
Questa è una foto scattata ieri dalla finestra dell'ufficio in Osservatorio:
E qui ecco alcune foto scattate nella giornata di oggi per le strade prima di andare all'Osservatorio e poi nel cortile della Pinacoteca:







Il complotto
Pubblicato da
Gianluigi Filippelli
a
22:17
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La giornata di oggi mi è sembrata perfetta per recuperare dal limbo la recensione dell'ultima grande opera realizzata dal maestro Will Eisner.
E' il primo graphic reportage realizzato da Will Eisner. Il creatore di Spirit, impegnato nelle sue opere successive a Contratto con Dio, a ritrarre la realtà statunitense e soprattutto a dare una nuova visione della comunità ebraica, in questo caso si occupa dei famigerati Protocolli dei Savi di Sion.
Questo letale documento presenta un dettagliato piano in cui un gruppo di rappresentanti delle comunità ebraiche mondiali confessano il piano e il proposito di controllare e conquistare il mondo. Al di là dell'assurdità dell'esistenza di un documento simile, sono molti quelli che nel corso di poco più di un secolo di vita sono caduti e continuano a cadere in quella che può essere definita come la più grande bufala della storia.
La bufala nasce dall'esigenza dei ministri della Russia zarista di fine XIX secolo di convincere Nicola II a resistere alle spinte modernizzatrici per mantenere lo status quo e soprattutto i privilegi di casta. La prima scelta è quella di indicare un nemico che appoggi la modernità, screditando così le forze riformatrici a tutto vantaggio di quelle conservatrici. Il nemico viene presto trovato, e sono gli ebrei, un gruppo di persone discriminate sostanzialmente per la religione, e anche per questo da sempre attaccate e diffamate.
Per portare a compimento l'opera è però necessario realizzare un documento credibile in cui gli ebrei si propongano esplicitamente di conquistare l'economia mondiale: non ha importanza se il documento sia assurdo o meno, incredibile o meno, l'importante è che sia in grado di risvegliare le paure insite nello zar e nel popolo russo.
La scelta del testo di base, o comunque del più importante(1) è Dialogo all'inferno tra Machiavelli e Montesquieu di Maurice Joly. Il dialogo, nato per attaccare politicamente la figura di Napoleone III, non ha certo portato fortuna al suo autore e in parte anche al libro stesso che, di mano in mano, finisce in possesso di Mathieu Golovinskij, esperto nella costruzione di prove false, e che rielabora su ordine dei suoi superiori il libro sul finire del XIX secolo in modo tale da poter essere utilizzato contro il riformismo russo.
Dopo l'uso, nei primi anni del XX secolo, dei Protocolli come bibliografia delle opere antisemite di Sergius Nilus, l'esplosione editoriale dell'opera fittizia è incredibile, e la sua diffusione inarrestabile. E' su di essa che si alimentano, in parte, le follie razziste e antisemite, è su di essa che si alimenta la bufala del complotto mondiale sionista. Nel corso del suo secolo e più di vita, il libello è stato più volte, da quasi tutte le corti più importanti del mondo, inequivocabilmente identificato come un falso, ma nonostante questo non solo molta gente ha continuato a crederci, ma lo ha utilizzato per giustificare razzismo, violenza, intolleranza. E in ogni caso l'attegiamento della gente verso l'ipotesi che sia un falso non è quello che ci si potrebbe ottimisticamente aspettare: forse è un falso, si dice, ma certo rappresenta gli ebrei molto bene, quindi bisogna credere in quello che dice!
Con l'ottimismo che lo contraddistingue, Eisner ha deciso di affrontare la ricerca storica sui Protocolli per divulgare ancora una volta una verità troppo spesso calpestata, per togliere alle persone una giustificazione e lasciarle nude con il loro razzismo in bella mostra, e per fornire a chi, ingenuamente, ha aderito alla follia, di avere uno strumento per ritornare sui propri passi. Peccato che da solo, un uomo e la sua opera, possono fare ben poco, e allora è compito nostro come lettori di suggerire la lettura a tutti, in modo che ci sia sempre maggiore diffusione di questi strumenti, necessari per respingere il prossimo attacco dei Protocolli.
(1) Come si legge nell'introduzione di Umberto Eco ci sono altri testi che hanno prestato parti alla stesura dei Protocolli dei Savi di Sion.
Questo letale documento presenta un dettagliato piano in cui un gruppo di rappresentanti delle comunità ebraiche mondiali confessano il piano e il proposito di controllare e conquistare il mondo. Al di là dell'assurdità dell'esistenza di un documento simile, sono molti quelli che nel corso di poco più di un secolo di vita sono caduti e continuano a cadere in quella che può essere definita come la più grande bufala della storia.
La bufala nasce dall'esigenza dei ministri della Russia zarista di fine XIX secolo di convincere Nicola II a resistere alle spinte modernizzatrici per mantenere lo status quo e soprattutto i privilegi di casta. La prima scelta è quella di indicare un nemico che appoggi la modernità, screditando così le forze riformatrici a tutto vantaggio di quelle conservatrici. Il nemico viene presto trovato, e sono gli ebrei, un gruppo di persone discriminate sostanzialmente per la religione, e anche per questo da sempre attaccate e diffamate.
Per portare a compimento l'opera è però necessario realizzare un documento credibile in cui gli ebrei si propongano esplicitamente di conquistare l'economia mondiale: non ha importanza se il documento sia assurdo o meno, incredibile o meno, l'importante è che sia in grado di risvegliare le paure insite nello zar e nel popolo russo.
La scelta del testo di base, o comunque del più importante(1) è Dialogo all'inferno tra Machiavelli e Montesquieu di Maurice Joly. Il dialogo, nato per attaccare politicamente la figura di Napoleone III, non ha certo portato fortuna al suo autore e in parte anche al libro stesso che, di mano in mano, finisce in possesso di Mathieu Golovinskij, esperto nella costruzione di prove false, e che rielabora su ordine dei suoi superiori il libro sul finire del XIX secolo in modo tale da poter essere utilizzato contro il riformismo russo.
Dopo l'uso, nei primi anni del XX secolo, dei Protocolli come bibliografia delle opere antisemite di Sergius Nilus, l'esplosione editoriale dell'opera fittizia è incredibile, e la sua diffusione inarrestabile. E' su di essa che si alimentano, in parte, le follie razziste e antisemite, è su di essa che si alimenta la bufala del complotto mondiale sionista. Nel corso del suo secolo e più di vita, il libello è stato più volte, da quasi tutte le corti più importanti del mondo, inequivocabilmente identificato come un falso, ma nonostante questo non solo molta gente ha continuato a crederci, ma lo ha utilizzato per giustificare razzismo, violenza, intolleranza. E in ogni caso l'attegiamento della gente verso l'ipotesi che sia un falso non è quello che ci si potrebbe ottimisticamente aspettare: forse è un falso, si dice, ma certo rappresenta gli ebrei molto bene, quindi bisogna credere in quello che dice!
Con l'ottimismo che lo contraddistingue, Eisner ha deciso di affrontare la ricerca storica sui Protocolli per divulgare ancora una volta una verità troppo spesso calpestata, per togliere alle persone una giustificazione e lasciarle nude con il loro razzismo in bella mostra, e per fornire a chi, ingenuamente, ha aderito alla follia, di avere uno strumento per ritornare sui propri passi. Peccato che da solo, un uomo e la sua opera, possono fare ben poco, e allora è compito nostro come lettori di suggerire la lettura a tutti, in modo che ci sia sempre maggiore diffusione di questi strumenti, necessari per respingere il prossimo attacco dei Protocolli.
(1) Come si legge nell'introduzione di Umberto Eco ci sono altri testi che hanno prestato parti alla stesura dei Protocolli dei Savi di Sion.
Ancora su Wikipedia e la scienza
Secondo un amico di Lucia il blog ideale è, sintetizzando all'osso, un link blog, ovvero un blog che propone ai propri lettori segnalazioni di materiale interessante da leggere e/o guardare in giro. In questo senso DropSea non si avvicina molto a quell'ideale, visto che una buona metà del materiale qui proposto va nella direzione dell'approfondimento e dell'opinionismo piuttosto che del linking. Esempi di quest'ultima pratica, però, ne trovate anche qui, come ad esempio iTeX, dove video e segnalazioni sono in un certo senso più importanti delle parole che ho utilizzato. Allo stesso modo questo lungo cappello serve solo per riempire lo spazio e segnalarvi un po' di post interessanti proprio riguardo Wikipedia e il suo rapporto con la scienza, uno degli argomenti più sviscerati in assoluto. Iniziamo con Perché Wikipedia è una minaccia al metodo scientifico di Alessio Di Domizio, al quale, in quanto wikipediano, potrei tranquillamente rispondere. Invece le risposte, tutte interessanti, gli arrivano puntuali, una dal suo stesso orticello di Eleonora Presani. A questa si aggiungono L'estinto e .mau..
In tutto questo fior fiore di risposte, una migliore dell'altra, direi che la frase migliore l'ha scritta Peppe come commento al post di .mau.:
Alla prossima e scusate per queste perdite di tempo, che purtroppo in questo periodo ho un intero blog da recuperare (mi spiegherò presto... lo prometto)
In tutto questo fior fiore di risposte, una migliore dell'altra, direi che la frase migliore l'ha scritta Peppe come commento al post di .mau.:
ma che ci azzecca il metodo scientifico?P.S.: nel frattempo cerco di capire se questa roba qui può essermi utile o meno. La sensazione è che non lo sia, ma magari a qualche lettore può interessare e quindi la metto qui.
Alla prossima e scusate per queste perdite di tempo, che purtroppo in questo periodo ho un intero blog da recuperare (mi spiegherò presto... lo prometto)
Terremotari
Per fortuna nulla di grave, ma in poche ore il nord Italia ha subito una serie di scosse, due abbastanza forti, una in Veneto durante l'una di notte e una in Emilia Romagna al mattino alle 9 che si sono sentite entrambe anche fino a qui, a Milano. Nella notte ho raccolto alcuni screenshot nell'immediato:


E qui uno screenshot diciamo così riassuntivo:
In particolare il secondo terremoto sembra abbia avuto ipocentro a una profondità di circa 30 km. D'altraparte Pierluigi Brancato spiega a OggiScienza che le due scosse appartengono, in realtà, a due sciami sismici differenti e non correlati.
Per fortuna nulla è successo alle persone e giusto qualche calcinaccio caduto ai palazzi, e allora vediamo un po' come si generano i terremoti.




Per fortuna nulla è successo alle persone e giusto qualche calcinaccio caduto ai palazzi, e allora vediamo un po' come si generano i terremoti.
iTeX
Pubblicato da
Gianluigi Filippelli
a
16:08
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C'è un gran chiacchiericcio intorno a iBooks Author. C'è chi prova a raccontare un po' della storia del LaTeX (che tornerà a breve), chi prova a raccontare un po' di cose in pro e in contro, e c'è chi invece prova a mettere in fila le alternative. Quest'ultimo blog, però, mi sembra segnalare progetti sì interessanti ma o principalmente commerciali, del tipo sono loro a produrre gli e-book, o piuttosto acerbi. Nell'elenco fatto da aWilito, però, manca ad esempio il formato cdf, sviluppato da Wolfram(1) ma che può essere utilizzato per produrre documenti multimediali solo usando Mathematica, che è a pagamento. La loro visualizzazione, invece, è sempre possibile grazie all'apposito player.
Se i documenti in cdf hanno bisogno di un prodotto a pagamento per essere realizzati, avendo comunque il pregio di essere fruibili da tutti a patto di usare un apposito player, e questo è già meglio dei prodotti realizzati con il prodotto della Apple (o usi un loro prodotto o niente...), un altro modo per realizzare prodotti multimediali è usare iTeX, annunciato da Donal Knuth in questa conferenza:
Se i documenti in cdf hanno bisogno di un prodotto a pagamento per essere realizzati, avendo comunque il pregio di essere fruibili da tutti a patto di usare un apposito player, e questo è già meglio dei prodotti realizzati con il prodotto della Apple (o usi un loro prodotto o niente...), un altro modo per realizzare prodotti multimediali è usare iTeX, annunciato da Donal Knuth in questa conferenza:
No SOPA. No PIPA

Se poi avete un tumblr, mettete in circolo questa immagine, ricordandovi di usare la funzione di reblog dalla fonte:

Aggiornamenti: come nel caso della protesta italiana, eccovi alcuni aggiornamenti. Prima di tutto vi sarete resi conto che alla fine il banner scelto dalla wiki italiana non è molto differente da quello che ho utilizzato questa notte per aprire il post. La wiki inglese, invece, presenta all'ingresso la seguente home page:

Questa volta, però, vi propongo pochi link aggiuntivi. Iniziamo con l'italiano frontiere digitali, che propone una serie di link a comunicati ufficiali vari, mentre in lingua anglosassone il New Scientist e l'etichetta apposita sull'odiato Huffington Post.
La vera notizia, però, è che alla protesta si è unito anche Google:

Aggiornamenti del giorno dopo (19/01/2012): Al tamburo riparato (con una serie di immagini e link che di fatto completano questo post), A note on bravery di Jimmy Wales, i ringraziamenti della Wikimedia Foundation, Paolo Attivissimo

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