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martedì 19 agosto 2014

Dagli equilibri di Nash ai comportamenti collettivi

Quando ho condiviso il tweet qui sotto, non mi ero reso ancora conto del nome che avevo appena letto, eppure avrebbe dovuto suonarmi un campanello nella testa. Poi dopo è successo che sono andato a ricontrollare (che poi i campanelli magari suonano e semplicemente la suoneria è così bassa che non la senti, con il resto del rumore di fondo) ed ecco che quel nome accende la lampadina: Gianluigi Greco. Mio ex-compagno di classe al liceo. Il migliore della classe, da quel che ricordo, bravissimo in particolare in matematica e in informatica (che comunque erano un'unica materia, all'epoca, 20 e passa anni fa), con una carriera decisamente folta di articoli scientifici. I suoi interessi si sono sviluppati in particolare nella programmazione, nella logica, nella teoria dei giochi.
In particolare mi ha colpito il fatto che abbia lavorato sugli equilibri di Nash, soprattutto perché di questi avevo scritto un (per ora disperso) post poco prima dell'assegnazione di un Nobel per la pace di quattro anni fa.
In teoria dei giochi, l'equilibrio di Nash è una soluzione concettuale di un gioco non-cooperativo che coinvolge due o più giocatori, nel quale ogni giocatore assume di conoscere le strategie di equilibrio degli altri giocatori, e nessun giocatore ha alcunché da guadagnare solo dal cabiamento della propria strategia. Se ogni giocatore ha scelto una strategia e nessun giocatore può beneficiare dal cambio di strategia mentre gli altri giocatori mantengono invariata la propria, allora l'attuale insieme di scelte strategiche e le corrispondenti vincite costituiscono un equilibrio di Nash.
In poche parole, Amy e Will si trovano in un equilibrio di Nash se Amy sta prendendo la migliore decisione possibile, tenendo conto della decisione di Will, e Will sta prendendo la migliore decisione possibile, tenendo conto della decisione di Amy. Allo stesso modo, un gruppo di giocatori sono in un equilibrio di Nash se ognuno sta prendendo la migliore decisione possibile, tenendo conto delle decisioni degli altri in gioco.
Equilibri di Nash possono, per esempio, essere trovati nel gioco della coordinazione, nel dilemma del prigioniero, nel paradosso di Braess(6), o più in generale in qualunque gioco strategico. In particolare, dato un gioco, ci si può chiedere se esso possiede o meno un equilibrio di Nash: ebbene a quanto pare decidere l'esistenza di un equilibrio di Nash è un problema di tipo-NP, se non ci sono restrizioni alle relazioni tra i giocatori. Inoltre per un equilibrio di Nash forte il problema si trova al secondo livello della gerarchia polinomiale, che è una scala per la classificazione dei problemi in base alla complessità di risoluzione(1).
Oltre a questo studio sugli equilibri di Nash, Gianluigi, insieme con Francesco Scarcello, ha anche studiato gli equilibri di Nash (nel caso specifico gli equilibri forzati) nei giochi grafici, dove per gioco grafico si intende un gioco rappresentato in maniera grafica, attraverso un grafo(2).

lunedì 18 agosto 2014

Autostop con Buddha

La letteratura di viaggio è, si sa, il racconto di un'avventura vissuta realmente, perché in fondo ogni viaggio è un'avventura. Quando poi, come nel caso di Will Ferguson il viaggio è in un paese straniero, in una cultura ignota, il viaggio diventa un'avventura anche quando si svolge in un paese avanzato come il Giappone.
Will era andato in Giappone per lavoro (insegnante) e decise di passare le proprie ferie a girare per il paese, in pratica da sud a nord, rischiando anche il licenziamento, perché alla fine, come giusto che sia in un viaggio in terra nipponica, ciò che è importante non è la meta, ma il viaggio, e le persone che si incontrano durante il tragitto.
Un diario di viaggio divertente, interessante e illuminante su un paese lontano che si conosce solo attraverso televisione e manga.

sabato 16 agosto 2014

Il cielo in trasparenza


di John Philipps Emslie via Lost Type Blog

John Philipps Emslie è stato un artista topografico e un folclorista britannico.
Dal 1854, Emslie studio al Working Men's College, dove fu studente di Dante Gabriel Rossetti. Divenne un artista topografico e nel 1900 illustrò The Illustrated topical record of London vol. 9. Intorno al 1887 scrisse è illustrò il New Canterbury Tales.
Emslie fu un membro originale della Folklore Society, di cui fu anche membro del consiglio. Raccolse le storie del folclore locale per tutta l'Inghilterra, prendendo appunti e disegni topografici.

giovedì 14 agosto 2014

La fisica di Superman: L'efficienza solare dell'Uomo d'Acciaio

Il post è dedicato a Paolo Kal-El Garrone, il wikipediano che mi ha introdotto in LSB: grazie!
Nell'ultima saga della JLA di Morrison, Terza Guerra Mondiale, Superman, lanciandosi contro la bomba all'interno di Mageddon, afferma:
Il mio corpo è una batteria vivente
Il modo con cui Superman ottiene i poteri, o il modo in cui li si spiega, è però cambiato nel corso del tempo. Come da Action Comics #1, albo d'esordio del personaggio, Siegel, unendo genetica ed evoluzione, afferma che sul suoi pianeta di provenienza
la struttura fisica degli abitanti era avanzata di milioni di anni rispetto alla nostra. Raggiunta la maturità, le persone di quella razza guadagnavano una forza titanica!
Su Superman #1, invece, Siegel punta l'attenzione sulla differente gravità tra la Terra e Krypton, con quest'ultimo con un raggio superiore e quindi con una gravità maggiore(1).

mercoledì 13 agosto 2014

Astroboy: L'uomo elettrico

L'uomo elettrico, primo vero episodio della serie a fumetti di Astro Boy, è utilissimo per introdurre il discorso tecnico che non ho scritto nel primo articolo della serie.
Dal punto di vista narrativo, siamo di fronte a una storia dickiana dal ritmo veloce, un vero e proprio hard boiled degli androidi, nel quale confluisce anche il cinema thriller statunitense alla Hitchcock, basti pensare alla tensione trasmessa dalla sequenza qui a destra (che non è l'unica del suo genere).
Anche Nakamura è protagonista di un'altra memorabile sequenza: per recuperare alcune informazioni riguardanti Baffo, creduto morto, l'ispettore viene attaccato a una macchina che ne recupera i ricordi, mostrandoli su un apposito schermo, in una sorta di esperimento (quasi) meta-fumettistico dove, all'interno dei contorni della vignetta, vengono mostrate delle immagini che staticamente compaiono su uno schermo come un cartone animato.
Tezuka, poi, oltre ad aver imparato la lezione cinematografica (vedere ad esempio la sequenza qui sotto), mostra anche di aver imparato perfettamente la lezione dinseyana, in particolare quella di Gottfredson, riuscendo a raccontare una storia d'azione, quasi violenta, ma al tempo stesso alleggerendola grazie alle gag sapientemente distribuite all'interno della storia.

martedì 12 agosto 2014

Astroboy: nascita di Atom

Come per tutti i supereroi che si rispettino, anche per Atom arrivano le sue origini segrete, e in questo caso costituiscono l'inizio effettivo della serie Tetsuwan Atom di Osamu Tezuka, la mitica serie Astro Boy.
Parallelamente alla serializzazione di Pluto, reinterpretazione da parte di Naoki Urasawa de Il più grande robot del mondo, uno degli episodi della serie originale, la Panini propone in una serie di 5 volumi la ristampa della serie nota in Italia come Astro Boy. Tale serie di volumetti è, comunque, l'edizione italiana della ristampa nipponica delle avventure di Atom, personaggio ideato da Tezuka come caratterista secondario all'interno della serie Atom Taishi.
Come ricorda il nome di questa prima serie e il nome stesso del personaggio, poi diventato principale, l'idea di fondo era quella di utilizzare la parola "atomo" all'interno del titolo e in parte della serie fantascientifica per collegarsi alla situazione scientifica e tecnologica attuale (rispetto agli anni di ideazione della serie, gli anni Cinquanta del XX secolo). Questo e altri dettagli e curiosità sono contenute nell'appendice del primo volume, La nascita e l'evoluzione di Tetsuwan Atom, dove scopriamo come, a suo tempo, Tezuka fu costretto a difendersi dalle accuse di plagio nei confronti delle leggi della robotica di Asimov, accuse che gli vennero mosse dai suoi compatrioti, il tutto nonostante affermasse di averle sviluppate prima. Visti i tempi di produzione del fumetto, però, questo è sicuramente uno dei casi in cui due autori hanno indipendentemente e contemporaneamente sviluppato una idea di base simile in modi, però, differenti.
In effetti, come si vedrà, l'ispirazione fondamentale che sembra emergere nella serie è più quella fornita dal lavoro (scientifico) di Turing che non da altri autori di fantascienza, siano essi scrittori, mangaka o cartoonist.

sabato 9 agosto 2014

La differenza è tutta lì

Maurizio Codogno ha proposto un interessante post sulla divulgazione che ha acceso la discussione nei commenti. In particolare mi sono sembrati interessanti i commenti di Filippo Zuliani:
(...) la divulgazione scientifica tira pochi lettori che non giustificano il costo di un giornalista specifico da dedicarvi.
E ancora:
I media parlano di divulgazione scientifica (e del suo livello basso) come parlano di informazione in Italia in generale (e del suo livello basso). La massa non se ne interessa perche' il livello e' basso e finche' il livello e' basso la massa non sente il bisogno di averne di piu' (e meglio). Non dico che restera' sempre cosi' ma questa e' la situazione attuale in Italia e bisogna prenderne atto. Se vuoi e' l'analogo problema dell'informazione di qualita' che vorrebbe fare Il Post: in l'Italia l'offerta e' bassa ma la domanda lo e' ancora di piu'. Il che si riduce a un mercato di nicchia, con tutto quel che ne consegue.
I due commenti mi hanno ispirato e ho deciso di giocare con Google Trends, confrontando la scienza (in azzurro) con due argomenti che dovrebbero tirare e non poco: cinema (in rosso) e calcio (in giallo). Ecco i risultati:
Come vedete la scienza è decisamente trascurabile: il grafico mostra, quindi, che siamo sicuramente di fronte a un problema di domanda bassa, ma è anche una questione di cultura, se proviamo a realizzare lo stesso grafico per le rispettive parole chiave in inglese, science, cinema, soccer:
Ciò che è incredibile (e sconfortante, dal punto di vista di un'italiano) è come, a parte (o, vedendo il dato medio, nonostante) le grandi competizioni internazionali, a livello mondiale la scienza è paragonabile al calcio: sì, in Italia c'è decisamente un problema di cultura scientifica.
P.S.: è interessante osservare come le regioni maggiormente interessate alla scienza sono Liguria, Lombardia e Campania.