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mercoledì 26 novembre 2014

L'Europa da ragione ai precari

Periodo instabile, questo. Quel che riesco a scrivere è tutto frutto di motivazioni così forti che, in un periodo più tranquillo avrebbero fruttato post a raffica. E' anche per questo (e non solo per non tenere fermo il blog troppo a lungo, come ultimamente) che pubblico questa news dall'Europa, giratami grazie a una mailing list di precari:
La Corte di Giustizia Europea sbarra la strada al lavoro precario. Docenti e Ata della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all'assunzione. È una svolta storica per i tanti precari di tutto il pubblico impiego. La soddisfazione della FLC CGIL impegnata sin dal 2010 in questa vertenza.
La Corte di giustizia stabilisce che l'Italia viola le direttive Ue: i precari con più di 36 mesi di servizio devono essere assunti a tempo indeterminato. Flc Cgil: "Una sentenza che farà da apripista e dà una speranza a centinaia di migliaia di persone"
A tutto questo ottimismo rispondo con: non ci sono soldi a meno di non tagliare qualcosa d'altro (spese militari, per esempio?); la sentenza della Corte, per essere applicata, implica (a mio modo di vedere, ovviamente) una modifica sostanziale delle modalità di assunzione da parte dello stato italiano (che nella mia ottica vuol dire essere meno legati ai concorsi e dare una maggiore responsabilità a segreterie e presidenze di fronte ad assunzioni sbagliate), e anche questo mi sembra molto difficile che accada.

martedì 25 novembre 2014

In breve: la cascata dei barioni

In maniera semplice si può parlare di meccanica quantistica nel momento in cui si descrivono le proprietà delle particelle utilizzando i numeri interi. Fatti quei primi passi all'inizio del XX secolo, come fisici abbiamo descritto le particelle utilizzando i così detti numeri quantici in grande abbondanza: la loro scoperta era sempre legata alla scoperta di nuovi decadimenti che non potevano essere altrimenti spiegati senza violare la conservazione di un qualche numero quantico precedentemente noto. Uno dei numeri quantici più evocativi (e forse per qualcuno anche tra i più romantici!) è il colore, utilizzato per descrivere i quark, e da cui deriva il nome del modello che descrive le interazioni tra queste particelle elementari: la cromodinamica quantistica (QCD).
La cornice teorica della QCD(1, 2) ha permesso di predire tutta una serie di barioni, le particelle costituite da tre quark (come protoni e neutroni), tra cui spiccano i barioni Xi, detti anche particelle cascata a causa della loro instabilità, che li porta a decadere rapidamente attraverso una catena (cascata) di decadimenti successivi. A livello di costituenti interni, essi si presentano come un quark up o un quark down e due quark di massa superiore (strange, charm e bottom). La teoria prevede l'esistenza di una ventina di $\Xi$, dalla cui lista mancano al momento 4 barioni: la prima di queste particelle venne scoperta all'interno dei raggi cosmici nel 1952(3) (quindi prima che venisse formulata la teoria della cromodinamica quantistica), mentre la prima scoperta in laboratorio è del 1959(4). Gli ultimi tre barioni della famiglia ad essere stati scoperti, hanno, invece, lasciato traccia all'interno dei rivelatori dell'LHC, in particolare in CMS nel 2012(5) e di recente in LHCb(6): questa nuova scoperta, se confermata, porterebbe l'ennesimo punto a favore del modello standard e, per traslato, alla generazione di fisici teorici che hanno contribuito a costruirlo.
(via ScienceNews)

giovedì 20 novembre 2014

La pila

Le lampade portatili prendono nome dalle "pile" che forniscono loro energia, e sono poi le stesse dei giocattoli, delle radioline, dei minicalcolatori. Quei cilindretti pieni di strane sostanze schifosette che quando escono sporcano tutto hanno un antenato illustre: vennero inventati da Volta, nei primi anni del 1800, quando scoperse che sovrapponendo una "pila" di dischi di rame e zinco alternati a panno intinto in acqua e acido solforico si produceva una lieve corrente elettrica.
In suo onore ancora oggi l'energia delle "pile" (e non solo quella), è misurata in "volt".
Testo e illustrazione (probabilmente di G.B.Carpi) tratti da Almanacco Topolino n.309

mercoledì 19 novembre 2014

Aquacopter: il "granchio a motore" per esplorazioni sottomarine

acquacopter
Alla Fiera Mondiale di [New York del 1964] la General Motors espone questo fantastico veicolo, chiamato acquacopter per esplorazioni sottomarine. Esso è destinato alle ricerche petrolifere sul fondo dell'oceano, in prossimità dei poli. Come si vede, è munito di pinze che prelevano materiale sul fondo e lo trasportano alla base per le necessarie analisi. Il veicolo è mosso da un motore elettrico, alimentato da batterie, che consente una velocità di 10-15 chilometri orari in immersione.

(di M. Janni dal Corriere dei Piccoli n.20 del 17 maggio 1964 - già pubblicato su instagram)

lunedì 17 novembre 2014

La logica dello stato

Lì dove finisce la logica, inizia lo stato
E' quello che ha detto un carabiniere a un mio studente, che ha citato la frase per commentare la situazione attuale della scuola italiana che, per esempio, ad anno scolastico in corso (dopo due mesi, ormai), ha avuto come conseguenza il cambio di almeno un paio di insegnanti.
E i cambi potrebbero non essere finiti.

martedì 11 novembre 2014

Una casa con utopia

E poi succede così, all'improvviso, mentre parli con una conoscente di come vanno le cose, di come procede l'acquisto della casa, della gioia e speranza di avere quella casa tutta per sé, di come è stata fatta la ricerca escludendo a priori determinate zone della città... perché troppo care! Ed è qui che il mio inconscio fa riemergere quel pallino che spesso metto da parte: il costo delle case.
Quante volte mi è stato chiesto perché non compro casa, che l’affitto sono soldi buttati, ecc. E quante volte dico che non voglio e soprattutto non posso, perché non ho i soldi necessari. E ogni volta mi chiedo il perché di questa differenza di prezzi, troppo spesso molto eccessiva, che non giustifico solo perché una parte della città è più fornita con i mezzi pubblici di un'altra.
E mi chiedo anche perché devo pagare (caro) quello che per me dovrebbe essere un diritto: avere un tetto sulla testa. Il mondo che vorrei non è questo. Nel mio mondo le persone hanno tutti un tetto sulla testa, senza sacrifici per mantenerlo; non c'è differenza di zona, di prezzo, di status.
"Voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho" (cit. Ligabue)

Già pubblicato su CaffèUtopia

Pensiero critico, pensiero wikipediano

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Per approfondire: Eleonora Degano, Pietro Centorrino