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domenica 23 settembre 2018

Topolino #3278: Ritorno a Topolinia 20802

Con Topolino #3278 la maledizione della copertina si può dire sconfitta. Tale maledizione ha colpito la prima e la terza delle storie celebrative, qualitativamente inferiori alla seconda e alla quarta. Invece Maratona con contratto di Fausto Vitaliano e Carlo Limido si è dimostrata decisamente all'altezza di storia d'apertura del numero.
Topolinia 20802
La serie Topolinia 20802, all'interno della quale si pone Maratona con contratto esordì nel 2009 su Topolino #2811. Ideata da Vitaliano, la storia venne sviluppata in quattro parti dallo stesso Vitaliano insieme con la collaborazione di Alberto Savini e Giorgio Salati ai testi e Casty, Giuseppe Dalla Santa, Marco Ghiglione e Lorenzo Pastrovicchio.
Evidentemente ispirata per filosofia e ambientazioni al Mickey Mouse Mystery Magazine, Topolinia 20802 aveva però anche alcune profonde differenze: Topolino non veniva spostato di città, ma solo di quartiere, passando dalla sicurezza di un'abitazione in periferia al caos del centro, costringendolo al contempo ad affittare un appartamento vicino al giornale dove trova impiego, il Topolinia Daily. Inoltre il suo comunque invidiabile curriculum (tra detective e giornalista) non gli rende la vita più semplice, ma anzi inizia dalla gavetta per dimostrare tutto il suo valore. Pur risultando, alla fine, un mix più equilibrato e accettabile per il lettore tradizionale disneyano rispetto a MMMM (gli amici di Topolino sono comunque presenti nella serie) ha ricevuto ben poco spazio sul settimanale arrivando a collezionare sei storie, inclusa quella uscita su Topolino #3278, di cui soltanto le prime due a puntate.

sabato 22 settembre 2018

L'uragano e la farfalla

Il fumetto/infografica qui sotto ha un'origine molto semplice: con Laura Barbalini eravamo intenti con le prove per la preparazione dello streaming di mercoledì, quando a un certo punto dico al microfono (più o meno) il contenuto della prima didascalia!

mercoledì 19 settembre 2018

Il profumo del genere umano

Qualche anno fa, ai tempi del dottorato, mi avevano parlato del film del 2006 tratto dal romanzo, Profumo: storia di un assassino. La storia è abbastanza semplice: un uomo uccide delle fanciulle per sintetizzare il profumo umano perfetto.
Detta così sembra una storia cruda e splatter, in realtà la trama è leggermente più complessa di così: un bambino nasce tra i banchi del pesce di Parigi e qui abbandonato. A causa della sua mancanza di qualunque odore, viene dato in affidamento a una casa di bambini orfani retta da una donna priva di emozioni e al compimento del tredicesimo anno d'età viene mandato a lavorare presso un conciatore.
Iniziano una serie di divagazioni per il protagonista, Jean-Baptiste Grenouille, che acquisisce le competenze per diventare il più grande profumiere di Francia. Ciò che però gli interessa non è la gloria, ma collezionare nella sua prodigiosa memoria tutti gli odori possibili e quindi sintetizzare il profumo perfetto, almeno fino a che non si rende conto di non possedere alcun odore personale. A quel punto l'obiettivo diventa esattamente quello di ottenere un profumo in grado di permettergli di confondersi in mezzo agli altri esseri umani. È per tale obiettivo che inizia a uccidere delle giovani fanciulle.
Il romanzo, però, non ricade nel genere thriller o quello serial killer, ma ha invece dei toni favolistici, quasi da romanzo fantasy, che risultano particolarmente efficaci nella lunga porzione dedicata all'eremitaggio di Jean-Baptiste all'interno di una grotta lontana da qualunque odore umano. Questa parte è anche interessante per via di una serie di considerazioni filosofiche e religiose che si possono trarre nel corso della lettura, oltre che per alcuni riferimenti all'arte meditativa. Inoltre il finale ha uno spiccato gusto fantasy, mentre il tono malinconico e la caratterizzazione di Jean-Baptiste fanno pensare ad alcuni dei romanzi di Roger Zelazny, come ad esempio Signore della luce.
Se allora usciamo dal tentativo di caratterizzare il romanzo in uno qualsiasi dei sottogeneri del giallo, Il profumo di Patrick Suskind è un romanzo che soddisfa il lettore, sebbene sia probabilmente più indicato agli amanti del fantasy che non del giallo.

martedì 18 settembre 2018

Storia di un neutrino

Domani 19 settembre tornano i Cieli di Brera, le conferenze a tema astronomico organizzate dall'Osservatorio Astronomico di Brera. Per l'occasione alle 18:00 presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, Palazzo Brera, Via Brera 28, Milano, in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e l'Istituto Lombardo, ci sarà Chiara Righi con Storia di un neutrino: dalle fucine cosmiche al ghiaccio del Polo Sud:
I neutrini sono strane particelle di cui stiamo ancora cercando di capire le caratteristiche principali. Da una cinquantina di anni non smettono mai di stupirci, spingendo la nostra curiosità e tecnologia sempre ai limiti. Hanno la capacità di trasformarsi, di scappare dai nuclei delle stelle e di fare molta più strada di ogni altra particella che conosciamo. L'ultima volta che ci hanno meravigliato è stato nel settembre 2017, quando dal polo sud siamo riusciti ad osservare un neutrino ad energie altissime proveniente da una galassia lontana lontana. Più precisamente il neutrino che è diventato tanto famoso proveniva dal getto di un nucleo galattico attivo, una specie di acceleratore naturale di particelle che ci punta contro. Durante la serata cercheremo di capire meglio cosa sono i neutrini e perché sono così sfuggenti alla nostra comprensione. Ci concentreremo sui neutrini astrofisici di alte energie e cercheremo di capire qualcosa di più di quella parte dell'universo così sfuggente.
Visto che sono in argomento, vi ricordo un trittico di articoli neutrinici dall'archivio di DropSea: Come sempre, ingresso libero fino a esaurimento posti (100 al massimo). e per chiudere le classiche informazioni (in questo caso una sorta di... autobiografia!) sulla conferenziera:
Nata a Genova e laureata in Fisica, lascio il mare, la focaccia ed il pesto (pazzia!!) alla volta della Brianza per dottorarmi in Astrofisica. Adesso viaggio spesso alle Canarie, e studio le galassie lontane lontane... alla fine non mi è andata poi così male. La mia buona stella mi ha accompagnato anche nei successi lavorativi, partecipando attivamente (sia tramite osservazioni che dal punto di vista teorico) ad una delle scoperte più importanti negli ultimi dieci anni sui neutrini astrofisici. Mi piace poi tornare a Genova e raccontare ai miei amici delle mie disavventure, magari in spiaggia con fritto misto e birra...

lunedì 17 settembre 2018

Anni luce

In un anno la luce viaggia per quasi dieci milioni di milioni di chilometri.
Vola dal sole alla terra in otto minuti. Attraversa l’intero sistema solare in 11 ore.
La luce arriva fino alla stella più vicina della nostra galassia, Alfa Centauri, in quattro anni, quattro anni freddi e abbaglianti. Ma ci sono centinaia di migliaia di stelle, nella nostra galassia.
Dopo ottantamila anni di viaggio tra vapore interstellare, polvere e stelle, la luce ha attraversato la galassia. Ma si tratta soltanto di una galassia tra un numero inimmaginabile di galassie. La luce di almeno centomila milioni di galassie viaggia verso di noi, dentro di noi, oltre noi.
La luce impiegherebbe migliaia di milioni di anni per attraversare l’intera porzione di universo osservabile. Ma per noi un solo anno è un tempo lunghissimo; guarda quanta strada ha già fatto, la luce.
Con una descrizione di questo genere nel prologo un romanzo come Anni luce di Maggie Gee non poteva non conquistarmi immediatamente. Il problema è che, nonostante l’ottima scrittura dell’autrice, i punti di interesse del libro sono proprio le digressioni scientifiche (soprattutto astronomiche) iniziali e finali (e a volte anche al centro) di ciascun capitolo. Denotano, già solo leggendo quella che ho messo qui sopra, la cifra stilistica del romanzo: partire da una panoramica iniziale (che può anche essere di genere “intimista”) per scendere fino al protagonista.
L’idea del romanzo, comunque, è racchiusa tutta nelle ultime righe della citazione da cui sono partito: raccontare tutto quello che succede in un anno a una coppia, Lottie e Harold, agiata, che improvvisamente scoppia, e al figlio di lei, Davey, che si ritrova in mezzo ai due litiganti in un momento delicato del suo processo di crescita.
Un prologo, un epilogo, 12 mesi, 52 capitoli, un intreccio di vite dalla separazione fino allo scontato ricongiungimento in cui i protagonisti alla fine guadagnano una conoscenza reciproca più profonda e consapevole. Un romanzo che, alla fine, si regge soprattutto sulle capacità narrative e di approfondimento dei personaggi dell’autrice.

domenica 16 settembre 2018

Topolino #3277: Due cugini per l'avventura

Oltre alla storia d'apertura, ancora dedicata alle celebrazioni del 90.mo compleanno di Topolino, il settimanale a lui dedicato presenta due avventure con Paperino e Paperoga coprotagonisti. I due cugini passeranno da una storia agreste all'avventura spionistica nel freddo nord Europa.
Dalla campagna alla Scandinavia
La predizione succosa di Carlo Panaro per i disegni di Marco Mazzarello (niente di nuovo da segnalare su questo fronte) è una storia divertente dove Paperino e Paperoga, grazie ai presunti poteri predittivi di quest'ultimo, si ritroveranno coinvolti in una gara di raccolta dell'uva. La storia ha una trama e uno sviluppo abbastanza classici, quasi scontati, non solo negli aspetti mystery, ma anche per l'abbastanza classico finale dolce/amaro.
Il fluido energetico riporta la P.I.A. sulle pagine di Topolino: Giorgio Figus, coadiuvato ai disegni da Marco Palazzi, dal tratto che ricorda Franco Valussi, spedisce i due cugini in Scandinavia per recuperare una stele su cui sarebbe inciso il segreto di una bevanda energetica. La storia è la solita sequela di gag e pur se non presenta il solito distruttivo Paperoga, quanto meno risulta una piacevole variazione, insieme con la storia di Panaro, sulla tipica caratterizzazione di Paperino: grintoso e determinato, riesce quasi sempre a ribaltare le situazioni negative in cui incappa ora a causa della fastidiosa presenza degli agenti della Blonk, ora a causa di una inusitata distrazione da parte di Archimede.
Nel complesso un numero migliore di quello della settimana scorsa, anche grazie alla storia d'apertura:

sabato 15 settembre 2018

Comic?

Adorando Atsushi Kaneko, non poteva lasciarmi sfuggire questa raccolta poderosa dal titolo inequivocabile, Comic? Come ricorda lo stesso Kaneko nell'introduzione, non c'è alcun ragionamento particolare dietro la scelta del titolo, se non
Mi pare vada bene, no? E' un po' strano ma d'impatto
La scelta del titolo è, in effetti, in linea con il carattere irriverente del mangaka, che ha fatto della rottura del fumetto giapponese in particolare e un po’ anche del fumetto in generale l’elemento fondamentale del suo stile narrativo.
Il volume raccoglie una serie di storie brevi suddivise in due parti: nella prima, Tatoo girl(s), vengono raccolte dieci storie brevi uscite tra il 2006 e il 2015 sull’omonima rivista dedicata ai tatuaggi; la seconda, Atomic?, ristampa 8 brevi uscite tra fine anni Novanta e inizi Duemila.
Un mix tra surreale, assurdo, vita quotidiana, criminalità è il crogiolo che caratterizza queste storie brevi su cui spiccano Gold fish bowl, 4 pagine mute in cui ogni vignetta è legata a quella precedente da un dettaglio; Le sue parole, storia su una killer che si impegna a sterminare i componenti di due famiglie mafiose rivali; My little monster, sulle paturnie di una ragazza convinta di avere un tatuaggio unico fino a che non ne vede uno identico sul collo di un’altra ragazza. In Atomic? spiccano Cosmic?, soprattutto per la colorazione che riprende un po' il 3D; Satanic?, nonostante lo scarso apprezzamento dello stesso autore, storia inquietante con un inizio alla Dexter ben prima che la serie venisse realizzata; Logic?, una folle storia con una sistemazione delle vignette che ricorda i web comic ben prima che si parlasse di web comic; The land of god, un esperimento alla pop art costituito da doppie splash page che richiamano dei cartelloni pubblicitari anni Sessanta.
Una bella raccolta consigliata vivamente consigliata non solo agli amanti di Kaneko, ma anche a tutti coloro che, in qualche modo, sono attratti dal fumetto underground.