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sabato 20 agosto 2016

Paperino 2.0

Carl Barks ha utilizzato i paperi per raccontare la società moderna, criticandone gli atteggiamenti sia nelle storie urbane di poche pagine sia nelle avventure di più ampio respiro. In questo senso uno degli autori più barksiani è Giorgio Salati, le cui storie spesso ruotano intorno a un particolare aspetto della personalità dei personaggi disneyani. In particolare con Paperino e... Paperino 2.0, pubblicata su Paperino #434, Salati si concentra sulle difficoltà di ascoltarsi vicendevolmente, ritenendo le proprie esigenze e le proprie idee prioritarie rispetto a quelle degli altri, familiari inclusi.
In questo caso è proprio Paperino a incarnare questo aspetto: come in Mondo Paperino di Carlo Panaro e Silvia Ziche, il nostro viene messo di fronte ai suoi difetti grazie all'ennesima invenzione di Archimede Pitagorico, in questo caso un robot con la memoria e gli schemi mentali del protagonista, mentre nella storia di Panaro e Ziche di fronte a un mondo costituito da Paperini creato da una sofisticata macchina di realtà virtuale.
La storia, dinamica e divertente anche grazie alle simpatiche canzoni ideate da Paperino, si sviluppa rapidamente fino alla sua drammatica, ma educativa conclusione.
Dal canto suo Nicolino Picone, che realizza i disegni, risulta particolarmente efficace grazie a un tratto molto simile a quello di Stefano Intini, salvo alcuni dettagli come il ciuffo di Gastone o il fiocco di Paperina che richiamano, per proporzioni, a Donald Soffritti.

venerdì 19 agosto 2016

Il germano paltese

Recupero una breve recensione della storia di apertura di Paperino #432 che per molti motivi non ho pubblicato prima o sottoposto su LSB

Poster promozionale della storia in stile cinematografico - via instagram
Inevitabile per un lettore italiano confrontare Il germano paltese(1) di Kari Korhonen con il Detective Donald di Vito Stabile e Carlo Limido.
La storia dell'autore finlandese, però, risulta un'opera unica, parodia del romanzo Il falcone maltese di Dashell Hammett, trasposto una prima volta nel 1931 su pellicola da Roy Del Ruth e quindi nel 1941 da John Huston. In quest'ultima trasposizione il protagonista è interpretato da Humphrey Bogart, che negli anni Ottanta ispirò Carlo Chendi per la creazione di Umperio Bogarto, presente insieme con Paperino e Paperina nell'avventura come protagonista secondario.
Umperio, che grazie alla parodia di Korhonen torna così all'ispirazione originale, viene utilizzato dal fumettista nelle scene iniziale e finale in maniera piuttosto leggera con una caratterizzazione che ricorda quasi Paperoga. D'altra parte il ruolo del detective alla Sam Spade viene assegnato a Paperino, che, supportato da un manuale per investigatori, verrà sfruttato dall'autore per scherzare sui cliché del genere.
Alla fedeltà all'atmosfera del genere contribuiscono anche i disegni: da un lato il tratto inizialmente influenzato da Daniel Branca risulta in questa storia più spigoloso e adatto alle atmosfere noir e hard boiled dell'avventura(2), risultando alla fine una parodia gradevole e divertente.

Don Rosa e Kari Korhonen - via instagram

(1) In originale Maltan Ankka, L'anatra, o anche il papero maltese
(2) Nonostante abbia realizzato oltre 200 storie per il mercato finlandese, Kari Korhonen è poco noto in Italia, con appena una quarantina di storie di cui l'ultima di una quindicina di anni fa e pubblicata in Italia nel 2002. E' pertanto difficoltoso valutare nel modo migliore possibile l'evoluzione nello stile grafico e narrativo dell'autore.

giovedì 18 agosto 2016

I parastinchi di Olympia

In occasione delle Olimpiadi di Rio 2016, Panini Comics propone ai lettori disneyani un'iniziativa interessante come la raccolta di una serie di 12 medaglie celebrative con altrettanti personaggi impegnati in diverse discipline olimpiche. Ognuna delle medaglie è abbinata a un diverso periodico tra quelli in uscita durante le settimane olimpiche e la raccolta viene inaugurata, insieme con l'elegante raccoglitore, dal 7.mo numero dei nuovi Grandi Classici. Per l'occasione la storia di copertina è Pippo e i paratinchi di Olympia, classico di Romano Scarpa uscito nel 1972 sui Classici #45 (prima serie), numero speciale realizzato in occasione delle Olimpiadi di Monaco.
Le Olimpiadi
Le Olimpiadi erano delle competizioni sportive e religiose che si tenevano ogni 4 anni in cui gli atleti gareggiavano in varie discipline, come la lotta, la ginnastica, il tiro con l'arco. La sede dei giochi era la città di Olimpia e durante la manifestazione venivano interrotte tutte le guerre e le scaramucce.
Le origini dei giochi si perdono nel mito, anzi nei miti: uno dei più antichi lo associa alle celebrazioni per la nascita di Zeus, con gare di lotta, salto e corsa: la prima in assoluto sarebbe stata vinta da Eracle contro i suoi quattro fratelli Paeonaeus, Epimedes, Iasius e Ida per chi sarebbe giunto prima a festeggiare il divino neonato.
Tra gli atleti più noti Cinisca di Sparta, la prima donna vincitrice di un alloro olimpico (il vincitore di una competizione veniva infatti premiato con una corona di ulivo) nella corsa del tiro a quattro; Leonidas di Rodi, corridore; Milo di Crotone, lotatore; e soprattutto Teogene di Taso, vincitore di più discipline (corridore, lottatore, combattente di pancrazio) e Corebo di Elide, indicato come il primo campione olimpico, primatista del giro di pista, la gara più prestigiosa di tutte le olimpiadi.
In un certo senso è alla fascinazione del primo campione olimpico che si deve la figura di Pipponte, che nella mitologia scarpiana sostituisce l'atleta di Elide come primo vincitore di una Olimpiade.

giovedì 4 agosto 2016

Sudoku del 4 agosto 2016

Nuovo sudoku, sempre realizzato con Andoku3, sempre di livello facile/intermedio.

lunedì 1 agosto 2016

Sudoku dell'1 agosto 2016

Per molti motivi nell'ultimo periodo sto giocando spesso con il sudoku. Mi sono ritrovato a installare sullo smartphone Andoku3 per Android che permette di inserire anche degli schemi personalizzati. Questi possono essere realizzati inserendo i numeri o catturandoli direttamente dalle riviste grazie ad Andoku capture. Lo schema che vi presento l'ho realizzato inserendo numeri a caso per provare l'inserimento manuale: in questo caso l'applicazione indica il numero di soluzioni dello schema che si sta costruendo e ovviamente lo si può salvare solo quando la soluzione è univoca.
La diffocoltà dello schema seguente, valutandola in base al tempo di risoluzione che ho impiegato, è tra facile e medio.

domenica 31 luglio 2016

(non) carnevale della fisica #16

Edizione a scartamento ridotto, questa di fine luglio, in cui vado subito al sodo con i post selezionati per l'occasione:
Hubble trova un'espansione più accelerata dell'universo di Corrado Ruscica:
Grazie ad una serie di osservazioni realizzate col telescopio spaziale Hubble per misurare più accuratamente la distanza delle stelle che si trovano in una ventina di galassie, gli astronomi hanno trovato che l’Universo si sta attualmente espandendo più velocemente rispetto al ritmo derivato dalle misure effettuate durante le epoche primordiali subito dopo il Big Bang. Se confermata, questa apparente inconsistenza potrebbe rappresentare un importante indizio per comprendere tre delle più elusive componenti dell’Universo: la materia scura, l’energia scura e i neutrini.
L'ampiezza di una zona Goldilocks di Umberto Genovese
Ogni volta che sentiamo parlare della scoperta di qualche nuovo pianeta in orbita attorno a qualche stella, viene spontaneo chiederci se esso può ospitare una qualche forma di vita. La vita come la conosciamo ha bisogno di acqua allo stato liquido per poter esistere, e poter stabilire i limiti dove questo è possibile è di notevole importanza. Questa zona è chiamata Goldilocks o Riccioli d'Oro perché ricorda la bambina della favola, Goldilocks appunto, quando deve scegliere tra le tre ciotole di zuppa, quella che non sia né troppo calda né troppo fredda, giusta.
C'è materia oscura nel Sistema Solare? di Sandro Ciarlariello
Se potessimo avere una specialissima fotocamera e fare una foto di gruppo delle varie componenti dell'universo, quello che vedremmo sarebbe una felicissima e straripante energia oscura che gratta la testa della materia oscura. La materia ordinaria, quella di cui siamo fatti tutti noi, i pianeti e le stelle, sarebbe rannicchiata in un angolo mogia mogia, anche se luminosa più degli altri personaggi nella foto di gruppo.
Metti un astrofisico a Trevi di Marco Castellani
No, non è affatto immediato realizzare sempre e comunque di essere un astrofisico. Ci sono situazioni e momenti privilegiati, dove ti accorgi che la parola ha un suo determinato effetto. Se vogliamo magari dirlo in maniera scherzosa, dove comprendi che te la puoi vendere bene.
Hou fêng ti tung i di Giovanni Boaga
Il patrimonio di osservazioni sui fenomeni naturali che ereditiamo dall'antichità è considerato dalla scienza moderna, almeno in settori come l'astronomia e le scienze della terra, di grande interesse. L'opera di questi "astronomi senza telescopio" è ritenuta preziosa non solo perché di grande accuratezza ma, soprattutto, perché testimonia di eventi sporadici come le supernovae e copre tempi molto lunghi, fornendoci informazioni su fenomeni lenti non rilevabili dai dati ricavati dall'uso sistematico del telescopio che hanno al più quattrocento anni. L'orbita della cometa di Halley, la variabilità delle macchie solari e la rotazione della Terra sono solo alcuni esempi in cui l'analisi delle antiche misure di babilonesi, arabi e cinesi ha dato un contributo importante alla comprensione dei fenomeni coinvolti.
Caravaggio e la camera oscura di Marco Fulvio Barozzi
Nella Cena di Emmaus (1602) del Caravaggio (1571- 1610), conservato a Londra, la mano destra del discepolo Cleofa appare più grande rispetto alla sinistra. David Hockney, delle cui teorie ho parlato nel precedente articolo, considera questo errore visuale come una prova dell’uso di una camera oscura da parte dell'artista.
Meccanica quantistica con contorno di Hilbert di Pasquale Napolitano
Lo spazio di Hilbert fu introdotto da David Hilbert all'inizio del XX secolo nell'ambito delle equazioni integrali e poi ripreso da Von Neumann nella sua formulazione della meccanica quantistica.
Oltre che alla meccanica quantistica gli spazi di Hilbert diedero nuovo impulso alla teoria dei gas e della radiazione. In seguito verranno espansi dal matematico polacco Stefan Banach negli omonimi spazi per l'assiomatizzazione delle funzioni integrali.
Il gruppo 14 della tavola periodica (1.a parte) di Leonardo Petrillo
Il gruppo 14 della tavola periodica degli elementi (detto anche gruppo IVA) è quello comprendente nientemeno che il carbonio, l’unico elemento ad avere una branca della chimica tutta sua (chimica organica) ed essere costituente fondamentale della materia vivente (sotto forma di proteine, carboidrati e grassi).
Infatti, il carbonio pur non essendo molto abbondante nella crosta terrestre (ne costituisce soltanto lo 0,04% circa della massa), forma un numero esorbitante di composti con gli altri elementi.
Il concetto di velocità media di Annarita Ruberto
Analizzeremo, in questo post, il concetto di velocità media e la rappresenteremo in un diagramma spazio-tempo.
Considerando un punto materiale che si muove su una traiettoria rettilinea, la velocità media v del corpo è il rapporto tra l’intervallo delle due posizioni, assunte dal punto materiale in moto, e l’intervallo tra i corrispondenti istanti di tempo.
La scienza di Star Top: la regina gelida di Gianluigi Filippelli
Come nella tradizione di Star Trek, la famosa serie televisiva fantascientifica che ha stupito generazioni di telespettatori, anche in Star Top l'equipaggio della Enter Play, la versione disneyana della ben più famosa Enterprise, si imbatte in mondi alieni e stranezze cosmiche decisamente incredibili, come ad esempio la strana nube incontrata in questo nuovo episodio

lunedì 4 luglio 2016

La scienza di Star Top: la regina gelida

Ritorna su Topolino con i disegni di Alessandro Perina la serie Star Top, ideata da Bruno Enna, con l'avventura dal titolo La regina gelida.
Dilatazione gravitazionale del tempo
Come nella tradizione di Star Trek, la famosa serie televisiva fantascientifica che ha stupito generazioni di telespettatori, anche in Star Top l'equipaggio della Enter Play, la versione disneyana della ben più famosa Enterprise, si imbatte in mondi alieni e stranezze cosmiche decisamente incredibili, come ad esempio la strana nube incontrata in questo nuovo episodio:
L'anomalia cosmica incontrata viene spiegata da Enter Beta come una bolla in cui il tempo sembra rallentare, o in termini un po' più tecnici una dilatazione temporale gravitazionale.

martedì 21 giugno 2016

Potenza di potenza: commento sprint

Mi inserisco nel "certame" matematico tra @_juhan e @zzar!
Da un commento di Roberto Zanasi, il buon Juhan ha iniziato una serie di post interessanti per capire come pensa un programmatore nel momento in cui ragiona su un problema come la potenza di potenze. Certo il problema se non avesse un'ambiguità di fondo, almeno nell'ottica del pensiero da programmatore (molto ammericano) non presenterebbe una differenza di vedute così netta, ma è anche indubbio che il modo di approcciarsi a un problema del genere è completamente differente quando lo si affronta da matematico o da programmatore. E non è, secondo me, questione di calcolare partendo da destra o da sinistra, come suggerito da Juhan. Andiamo, però, con ordine.
Il problema di partenza è calcolare la seguente potenza di potenze: \[2^{2^{2^{2^0}}}\] Non essendoci parentesi che suggeriscono la priorità di calcolo, ci si sentirebbe legittimati a partire da sinistra o da destra, ma esiste una regola nell'elevazione a potenza che permette di svolgere un qualunque calcolo del genere. Ovviamente il numero più in basso è la base, mentre tutti gli altri sono esponenti. Ricordato ciò, ecco la regola: \[a^{m^n} = a^{m \cdot n}\] che allora può essere generalizzata nel modo seguente: \[a^{b_1^{b_2^{{\cdots}^b_n}}} = a^{\prod_i^n b_i}\] Questo implica che, se uno qualsiasi dei $b_i$ è nullo, allora il risultato della potenza di potenze, in mancanza di parentesi che inducono priorità nel calcolo, è 1.
Il risultato 16 dovuto alla maggior parte degli algoritmi è frutto della difficoltà nel gestire la potenza di potenze utilizzando una regola che discende direttamente dalla definizione di esponenziale. A questo agiungerei anche la vicinanza tra il pensiero da programmatore e quello ammericano di affrontare un problema di petto, con la prima soluzione in mano, senza ragionare sul problema stesso e sulle definizioni matematiche che lo coinvolgono (tranquilli: ci cado anche io in questo modo di approcciarmi, a volte; l'importante è rendersene conto e poi modificare!).
Visto che ci sono, vi segnalo anche la seconda parte della serie.
Aggiornamento del 7 luglio 2016:
Dopo la pubblicazione iniziale di questo post, seguendo un programma che avevo già in mente di attuare, ho posto la domanda su Quora ed è giunta una risposta di Justin Rising che secondo me presenta un elemento importante: rimanda a una pagina wiki ben fatta (e che mi era colpevolmente sfuggita...) con una fonte come quelle necessarie per validare la dimostrazione:
Bronstein, Ilja Nikolaevič; Semendjajew, Konstantin Adolfovič (1987) [1945]. "2.4.1.1.". In Grosche, Günter; Ziegler, Viktor; Ziegler, Dorothea. Taschenbuch der Mathematik (in German) 1. Translated by Ziegler, Viktor. Weiß, Jürgen (23 ed.). Thun and Frankfurt am Main: Verlag Harri Deutsch (and B. G. Teubner Verlagsgesellschaft, Leipzig). pp. 115–120.
D'altra parte il calcolo dell'espressione può essere svolto anche nel modo seguente: \[n_0 = 2^{2^{2^{2^0}}} = 2^{n_1}\] \[n_1 = 2^{2^{2^0}} = 2^{n_2}\] \[n_2 = 2^{2^0} = 2^{n_3}\] Quindi \[n_3 = 2^0 = 1 \Rightarrow n_2 = 2 \Rightarrow n_1 = 4 \Rightarrow n_0 = 16\] E questo, direi, chiude la faccenda in favore di Juhan!