Stomachion

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martedì 28 ottobre 2025

Margherita Dolcevita

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Mi spiace ci sia voluto un evento come la scomparsa di Stefano Benni per leggere, finalmente, Margherita Dolcevita, ma le cose, a volte, vanno così.
C'è ben poco da dire dal punto di vista stilistico: se conoscete Benni non ho da aggiungere altro, e se non lo conoscete, ci sono le mie precedenti recensioni. Ad ogni modo, cercando di essere il più breve possibile, troviamo proprio l'autore che a noi benniani piace leggere: ironico, irriverente e dissacrante. E in questo la scelta della protagonista, nonché "io narrante", una ragazzina che sta diventando adolescente, con tutto ciò che ne consegue, risulta una scelta perfetta, perché da un lato concede a Benni di essere anche esplicito in molte espressioni gergali, ma dall'altro di mostrare un punto di vista ancora non edulcorato dall'età adulta.
L'inizio è in qualche modo fuorviante:
Sono andata a letto e le stelle non c'erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Alzator. anche Mab e Zelda e Bacduc e Dandelion e la costellazione del Tacchino e la Croce di Lennon.

lunedì 16 dicembre 2019

La grande missione di Prendiluna

Non potevo non leggere Prendiluna in questo 2019, visto il nome della protagonista, che è anche il titolo del romanzo. Prendiluna è una simpatica signora, ormai sul viale del tramonto, che riceve, in sogno, la visita di un angelo che la invita a mettersi in viaggio con i suoi dieci gatti, i Diecimici, e il compito di darli in affidamento ad altrettante persone che, secondo il suo giudizio, meritano di averli in custodia.
La storia non è un semplice viaggio di scoperta, ma è un vero e proprio modo, ironico e divertente, di interrogarsi sulla nostra società. Sono certo un interesse e un tema abbastanza tipici dell'istrionico Stefano Benni, che in questa occasione si occupa in particolare dell'alta finanza e dei suoi deliri di onnipotenza. Benni non risparmia neanche il mondo accademico, in particolare le connivenze tra i baroni e il potere politico ed economico. Non mancano i personaggi sopra le righe, come i due ex-allievi di Prendiluna fuggiti da un manicomio... pardon, una clinica psichiatrica, o la monaca militare ultracentenaria, o il capo della setta degli Annibaliani, tale Chiomadoro, che ritiene se stesso al livello di un dio. E' interessante, in questo caso, osservare una certa vicinanza di caratterizzazione tra Chiomadoro e Alexandre Dorfmann, magnate del pretolio, uno dei personaggi di Lavoro a mano armata. Il che è qualcosa di indubbiamente molto interessante.

martedì 21 aprile 2015

Di tutte le ricchezze

Di tutte le ricchezze che ho viste
Una sola io vorrei davvero
I tuoi occhi di acqua celeste.
All'inizio pensi: Stefano Benni è invecchiato e Di tutte le ricchezze è il romanzo con cui farà i conti con se stesso. Però non c'è nulla di più errato di questo primo, affrettato giudizio.
L'idea di Benni è certo quella di raccontare la storia di un suo quasi coetaneo che, da ex professore universitario, si ritira in montagna per stare lontano da quel caos che ormai non gli compete più. Il professore, esperto del poeta fittizio Catena, morto in un manicomio, si innamora della nuova vicina, giunta insieme con il fidanzato inultimo tentativo di recuperare un rapporto ormai finito.
Sarà un amore platonico, poetico e teatrale, raccontato un po' in prima persona, un po' in terza, con il solito stile ironico, senza strappare la risata di pancia tipica dei racconti. D'altra parte l'obiettivo di Benni sembra più che altro quello di raccontare la bellezza, la poesia e ciò che alla fin fine è importante nella vita.
Per i più curiosi, eccovi il video della presentazione del libro all'Elfo Puccini di Milano con Angela Finocchiaro al leggio per recitare passi del romanzo al gentile pubblico:

lunedì 8 ottobre 2012

L'ultima lacrima

More about L'ultima lacrima
Stefanno Benni è un poeta e un profeta. Un poeta non solo in termini letterari (basti leggere i suoi blues), ma anche quando mette mano alla prosa. Ne L'ultima lacrima, infatti, alcuni dei racconti sono dei veri e propri piccoli racconti zen, così brevi e semplici che possiamo considerare simili a delle poesie o, ancora meglio, a degli haiku. Esempio ne è la Lombritticoetica, una raccolta di brevi storie morali di varia lombirichitudine, e tutte che iniziano con la lampante:
Un lombrico stava attaccato all'amo. Un pesce lo vide.
con le conseguenze del caso, nel senso che è casuale il seguito della storia.
D'altra parte colpisce per la sua semplicità Il re moro, mentre già Che tempo fa? sta sospeso tra la poesia e la profezia, non nel senso che Benni profetizzò dell'arrivo del programma multiculturale di Fabio Fazio, ma che già vide l'arrivo a spron battuto di un uomo che tutto poteva, anche far splendere il Sole in un giorno di pioggia! E se state pensando proprio a quello lì, vi fugo ogni dubbio: la raccolta di racconti venne pubblicata nel 1994. Quell'anno lì, appunto.
Benni, però, profetizzò anche più di così: profetizzò la crisi, sperando che un giorno i bancomat d'Italia, se non del mondo, iniziasserro a distribuire soldi a destra e a manca sottraendoli ai conti correnti più facoltosi (diciamo che questa redistribuzione del reddito mi sembra molto più interessante di quella che dovrebbe fare uno stato centrale...); oppure profetizzò l'arrivo della televisione nei luoghi più impensabili, come l'ingresso nelle carceri per gustarsi lo spettacolo di una condanna a morte; oppure vide una visione incredibile in cui per andare bene a scuola bisogna essere dei quasi perfetti ignoranti (a parte guardare la televisione, magari il gossip sfrenato o i telequiz in voga a quel tempo, che oggi sostituiremmo con i reality): e per fortuna a tale punto non siamo ancora arrivati (o almeno così mi pare: ditemelo pure, se nel frattempo mi sono distratto...).
Non possiamo però soffermarci su ciascun racconto, io e voi, cari lettori, altrimenti voi, cari lettori, non comprerete il libro, che quello lì ci ha raccontato tutto! Ci ha tolto tutto il divertimento! E allora resta poco da dire, solo poche lacrime ancora, giusto per ricordarvi la bravura di Benni nello scrivere anche delle bellissime e divertenti storie dell'orrore (Il nuovo libraio), o la grande abilità nella narrativa di viaggio (uno splendido trittico che si conclude con L'inferno, preceduto da una splendida reinterpretazione del mito di Orfeo ed Euridice), o la precisione nel racconto fantascientifico (Erasmo, il venditore del cosmo). Questo è molto altro ancora, signori, si trova ne L'ultima lacrima. Una raccolta da non perdere!

martedì 14 febbraio 2012

Amore matematico

All'università, ebbi una relazione con una giovane russa, allieva come me del Corso di matematica. Un giorno essa mi chiese: quanto mi ami? E io dissi "tanto" e spalancai le braccia. Lei disse che "tanto" era un'espressione numericamente ambigua e che io avrei dovuto portarle una dimostrazione più precisa della grandezza del mio amore. Io le portai la seguente:
"Il mio amore eterno per te sarebbe esprimibile solo con una apertura delle mie braccia pari alla circonferenza del mondo al quadrato."
Essa ci pensò un po' su e poi mi dimostrò che la frase poteva essere matematicamente espressa così A e (amore eterno) = a m c2 (Apertura bracciale Mondo Circonferenza al quadrato).
Ma poiché le due "a" si potevano cancellare, in quanto termini uguali dell'equazione, restava \[e = mc^2\] Ovvero la formula della relatività. Il mio amore non era quindi né eterno né grande, ma del tutto relativo nello spazio e nel tempo. Ciò dimostrato, essa mi lasciò.

(dalla lettera di Kook a Mei su Terra! di Stefano Benni)

lunedì 27 giugno 2011

Astaroth

Come ricorderete, una settimana fa sono stato impegnato nel saggio di fine corso teatrale. E' dunque venuto il momento di raccontare più in dettaglio sullo spettacolo e soprattutto sulla parte che mi sono scelto. Partiamo,però, dall'inizio, anzi dalla sigla(1)!
Mia sorella si era iscritta a una associazione, l'Umanitaria (presente anche a Roma e Napoli) che organizza corsi diurni e serali per adulti, detti corsi del tempo libero. Si può scegliere tra molte discipline, o corsi, alcuni magari un po' strani come una qualche cucina etnica, o su cosmesi e quant'altro, ma in ogni caso in grado di coprire un po' tutti gli interessi possibili e immaginabili. Fattomi trascinare dall'entusiasmo di mia sorella, per questo anno scolastico appena concluso mi sono inscritto anche io, seguendo tra gli altri un corso di meditazione e soprattutto un corso di teatro.
Lo scorso anno il corso era costituito dalla scrittura e poi dalla messa in opera di una sceneggiatura teatrale. Quest'anno, invece, gli stessi insegnanti hanno deciso di andare su qualcosa di differente: far recitare a ciascun corsista un monologo tratto da un'opera teatrale. La difficoltà nel saggio finale, dunque, sarebbe stata rendere gradevole uno spettacolo che di fatto sarebbe stato un miscuglio di estratti senza alcun vero filo logico. La difficoltà nel corso, invece, è stata quella di apprendere quel minimo di basi che ci avrebbe resi credibili sul palco, che poi alla fine sono delle basi che potrebbero tornare utili anche nella vita quotidiana, anche solo per apprezzare in maniera differente i gesti semplici come camminare, mangiare, interagire con gli altri provando ad ascoltarli. Che tutto questo, alla fine, lo abbiamo compreso o meno, non saprei dirlo: mi piace pensarlo. In fondo non abbiamo fatto una cattiva figura sul palco e abbiamo anche preso gli applausi (facile, però, visto che in sala c'erano nostri invitati: non saprei, però, darvi un'ordine di grandezza né assoluto né percentuale), senza contare i complimenti degli insegnanti a fine spettacolo.
Vito Frino
E parliamo della fusione dei monologhi: erano stati avanzati due contesti, uno infernale, in cui alla fine mi sarebbero cadute sulle spalle un po' di responsabilità (che però, alla fine, mi sono preso comunque), e uno ospedaliero, da ospedale psichiatrico. Alla fine ha vinto quest'ultimo è l'idea dunque doveva essere quella di mettere in scena una serie di pazzi che si alternano e raccontano la loro storia. Alla fine, però, il contesto non credo si sia compreso molto. Personalmente ho avuto la sensazione che alla fine abbiamo fatto una sorta di ibrido, vista la presenza del fantasma di Canterville, di uno che si uccide nelle quinte e delle mie tre apparizioni sul palco da una parte e della presenza di una pazza e di una assassina dall'altra. In un certo senso, se proprio vogliamo trovare una chiave di lettura allo spettacolo, semplicemente ha raccontato le sfumature, o almeno alcune sfumature dell'animo umano, con le paure, le preoccupazioni, le follie e i divertimenti che lo compongono. E in fondo anche il corso stesso ha cercato di insegnarci a riconoscere e vivere al meglio queste sfumature, possibilmente senza inibirle per pura convenzione. In fondo è una lezione importante che viene forse dal mondo che, fino a che non si attraversa la linea del palco, si intende come il regno della finzione. Un po' lo è, certo. Però è anche una scuola per essere in fondo un po' più sinceri e onesti soprattutto con se stessi.

lunedì 20 giugno 2011

Teatro

More about TeatroEd è arrivato il giorno del saggio. Colgo l'occasione per parlarvi del libro, Teatro di Stefano Benni, da cui ho tratto il monologo,diviso in tre parti, che spero di riuscire a ben interpretare questa sera.
Le opere presenti nella raccolta sono 6:
La misteriosa scomparsa di W, una divertente storia di una bambina che viene seguita dagli spettatori dalla nascita fino a che non diventa una donna. E' un lungo monologo interpretato a teatro da Angela Finocchiaro.
Sherlock Barman è una presa in giro del giallo come solo Benni può fare, dove il barista si esibisce in una serie di definizioni che solo grazie al suo mestiere, che gli consente di vedere molti tipi differenti di persone, è in grado di fare. La breve opera è stata rappresentata al Teatro dell'Archivolto.
La signorina Papillon è una presa in giro del romanticismo alla francese, direi, i feulloton pieni di amori e tradimenti e contro-amori e contro-tradimenti, più ricchi di complotti della testa di un complottista medio! L'opera è stata rappresentata con la regia dello stesso Benni dagli attori Raffaella Lebboroni, Antonio Catania, Gigio Alberti e Maddalena De Panfilis.
La moglie dell'eroe è forse il monologo più attuale di tutti, dove la moglie di un comandante dell'esercito abbandonato dai suoi politici di riferimento viene ucciso in circostanze misteriose. Chi sarà il suo assassino? L'opera è stata interpretata da Lucia Poli.
Ed è sempre Lucia a interpretare La topastra, un breve testo che parla proprio del rapporto tra i topi e gli esseri umani!
L'ultima opera, che non è mai stata rappresentata,è Astaroth, dove protagonista è il diavolo che accoglie le anime nell'aldilà. Da questa ho tratto tre spezzoni che reciterò questa sera... E speriamo bene!

mercoledì 3 marzo 2010

Il bar sotto il mare

More about Il bar sotto il marePremessa: è il primo libro del 2009 che ho letto. Scusate se ve ne parlo così tardi...

Se, come dicevo, il postumo A noi vivi contiene tutti gli elementi caratteristici di Heinlein che poi egli utilizzerà in ognuno dei suoi romanzi successivi, la stessa cosa la si può dire per Il Bar sotto il mare di Stefano Benni, il mitico Lupo.
Il libro è una raccolta di racconti uniti dal fatto che i narratori sono tutti avventori di un incredibile Bar sotto la superficie del mare dal quale, una volta entrati, si può uscire solo raccontando una storia, un po' come succede nella House of Mistery di Willingham e Campbell per i disegni del dampyriano Mario Rossi. In questo senso il recente Pane e tempesta recupera proprio questa struttura, in cui la vicenda che lega le varie storie è più complessa e essa stessa risulta un racconto contenitore delle vicende dei protagonisti.
Torniamo, però, al Bar sotto il mare. Benni, con i racconti contenuti nel libro, gioca con le situazioni grottesche e comiche tipiche della sua letteratura reinterpretando nei vari racconti i vari generi letterari, come poi farà separatamente nei suoi romanzi: giallo, horror (eccezionale in questo senso Oleron, molto lovecraftiano e narrato da un tizio che nella copertina di Giovanni Mulazzani è il ritratto preciso di Edgar Allan Poe), amore, sport. C'è poi la genuinità della vita di paese nei racconti degli abitanti di Sompazzo, in particolare i racconti Achille e Ettore, che reinterpreta il mito della sfida tra i due guerrieri acheo e troiano in termini caserecci: la sfida viene vinta da Achille perché Ettore, ormai abituato al liquore, beve inavvertitamente un bicchiere di cedrata che ne sconvolge il metabolismo; altrettanto vivido e genuino è Il pornosabato dello Splendor, dove si riscopre la bellezza dei cinema paesani, con un cartellone fatto alla bell'e meglio per divertire il variegato pubblico. In questo caso l'omaggio a Coppi, già presente in Achille e Ettore, diventa protagonista dell'esilarante finale.

mercoledì 17 febbraio 2010

Pane e tempesta

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Il villaggio di Montelfo, protagonista di Pane e tempesta, l'ultimo romanzo di Stefano Benni (copia firmata!) richiama il paese dove si rifugia Arno, il protagonista di Quando le radici di Lino Aldani. Come quel paese, anche Montelfo rappresenta l'ultimo baluardo di resistenza a un mondo che assedia l'uomo. A differenza di Aldani, Benni usa l'umorismo, l'ironia, le situazioni comiche. Da una parte riscopre il libro fatto di racconti, come la serie sul Bar Sport (prima parte, seconda parte), protagonista anche delle vicende di Montelfo, dall'altra lega le varie vicende da un unico filo conduttore: la costruzione di una nuova autostrada vicino al paese, che avrà come conseguenza la costruzione di un mega centro commerciale proprio lì dove sorge il Bar Sport.
Così i paesani, nella ricerca di una soluzione, si immergono nei ricordi del passato, visioni di un tempo che è stato, più semplice e genuino: le immagini proposte da Benni fanno ridere, a volte semplicemente sorridere, altre ancora fanno pensare, ma anche soffrire (come ad esempio la storia di Grandocca, letta durante l'incontro di presentazione alla Feltrinelli). Racconta di un gruppo di persone che, più che attaccati alle proprie abitudini, cercano di difendere uno stile di vita, di difendere quel senso della vita che si sono costruiti negli anni.

mercoledì 11 novembre 2009

Al Lupo! Al Lupo!

E ieri sera è stata la volta del grandissimo Stefano Benni. Il Lupo giunge con ampio anticipo, alle 18, sull'orario previsto, 18:30, e inizia a fare le prove sull'audio del microfono. Concluse le prove scende dal palco e si avvia al bar della libreria: nel tragitto un ragazzo, timidamente, gli si avvicina e con palpabile emozione, essendo il suo compleanno(1), gli chiede una foto: e subito simpaticamente accontentato.
Mentre è al bar, ecco che la gente si avvicina per un autografo: riesco a infilarmi tra i primi, farmi firmare la mia brava copia di Pane e tempesta e mi faccio riconoscere come quello della recensione di Stranalandia, che so che ha apprezzato moltissimo. Il buon Benni fa un attimo mente locale e si ricorda, commentando tra le altre cose:
E' strano quel sito
E detto da Benni, per me, suona come un complimento!
Passiamo, però, all'incontro (ci sono anche un paio di brevi video):

Pane e tempesta: book trailer



(disegni di Luca Ralli, musiche di Niclas Benni)

A presto con la sintesi dell'incontro di ieri: nel frattempo potete gustarvi un paio di video girati ieri con la mia Canon: 1 | 2

giovedì 10 settembre 2009

Stranalandia

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C'è poco da dire. Due professori che naufragano su un'isola. Un'isola decisamente molto strana. Abitata da animali decisamente molto strani. Un susseguirsi di stranezze nel puro stile benniano. Si potrebbe quasi dire: se la Guida Galattica incontrasse l'evoluzione, cosa ne verrebbe fuori?
Stranalandia di Stefano Benni con le illustrazioni di Pirro Cuniberti, of course!

lunedì 10 agosto 2009

Selvaggi

(...) spesso, non si chiama progresso la cancellazione di una razza, o di una cultura precedente? Gli inca distruggono i preincaici e li dipingono come selvaggi. Pizzarro in pochi giorni, distrugge la civiltà inca, saccheggia, brucia, ed ecco diventati selvaggi quelli che fino a poco tempo prima erano dei. Gli spagnoli, conquistatori, vinti in guerra, diventano pirati. E così 'l'esercito regolare anglosassone' cancellerà gli 'scotennatori' da questo continente. Hai mai pensato, Einstein, cosa potrebbe scrivere di noi un testo di storia nazista, se i nazisti avrebbero vinto la guerra? E così, fino ai giorni nostri. Quando i computer guidarono la prima escalation atomica, divisero il mondo in zone 'non evacuabili' o 'facilmente evacuabili'. In quelle facilmente evacuabili, c'erano i popoli che non potevano difendersi: i nuovi indigeni. E i dati che contenevano i computer di guerra erano quelli sull'armamento e sull'ideologia del nemico: la 'ferocia' e la 'superstizione' della tribù rivale. Si potrebbe fare una carta del mondo, Einstein, in cui i popoli sono segnati col nome con cui sono stati odiati. Cuori di bestie, come noi cinesi chiamavamo gli unni, mangiatori di maiale, come ci chiamavano gli arabi, infedeli kefir e avvelenatori ebrei, popolo del diavolo, mangiatori di carne cruda; e cannibali. Voi europei pensavate che i neri fossero cannibali: e loro pensavano che voi foste cannibali, perché vedevano portar via sulle navi i loro compagni come schiavi. Ogni popolo Einstein, a un certo momento della storia può diventare 'selvaggio': anche il più civile e moderno.

(Fang da Terra! di Stefano Benni)

mercoledì 29 luglio 2009

Bar Sport (2)

More about Bar sport DuemilaConsiderato anche del suo autore il seguito del Bar Sport, Bar Sport Duemila è un'esilarante discesa nell'oscuro mondo dei bar, quelli di periferia, quelli delle grandi città, quelli del passato, quelli del futuro, quelli del presente, anche, con le manie, le storie epiche, le feroci discussioni tra i clienti; con la concorrenza a volte feroce e spietata tra locali; con le storie assurde che più assurde non si può.
Un'esilarante viaggio tra le manie baristiche di un luogo di aggregazione sociale che, oggi, sta sempre più diventando un luogo di passaggio. Un modo come un altro per riscoprire il passato e capire ciò che non è cambiato da allora ad oggi.

lunedì 15 dicembre 2008

Suicidio di stato!

Lutto - Il pilota Igor Dylaniev, di anni trentasei, oggetto di unanime stima, è stato trovato morto suicida nella sua cabina. Il medico di servizio ha stabilito che la morte è avvenuta per overdose di alcol e barbiturici in soggetto debilitato da sei coltellate al petto. I funerali avverranno domani.

(da Terra! di Stefano Benni)

domenica 2 novembre 2008

I guerrieri

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I protagonisti di Comici spaventati guerrieri di Stefano Benni sono, in un certo senso, dei guerrieri: lottano ogni giorno per sopravvivere, per ottenere uno spazio mentre il mondo che li circonda diventa un rullo compressore, un sistema in cui l'unico motore è il guadagno personale ad ogni costo, anche ottenuto sul sangue degli altri.
Tecnicamente non è il libro migliore di Benni: a tratti pesante, contiene però, soprattutto nella fase centrale, una serie di trovate esilaranti e terribili al tempo stesso, forse anche più genuine del solito. A livello di contenuti, comunque, colpisce come, alla luce delle crisi economica, finanziaria, razziale, Comici spaventati guerrieri sia di una attualità devastante ancora oggi a 20 anni dalla sua prima pubblicazione.

mercoledì 1 ottobre 2008

Gara di storie (3): La storia dell'atomo

Un neutrone e un protone si annoiavano e si misero d'accordo per fare una reazione. Per strada incontrarono un elettrone. Si misero insieme e ci fu una gran confusione. Con loro grande emozione, seppero il giorno dopo che erano stati visti, e avevano dato luogo a una importante scoperta scientifica.

(storia di Kook, da Terra! di Stefano Benni)

P.S.: se il treno è in orario, dovrei essere in arrivo a Milano!

mercoledì 13 agosto 2008

Gara di storie (4): La storia della tessitrice e del pastorello

La tessitrice e il pastorello vivevano sulle due sponde del grande Fiume di Nuvole. Non potevano parlarsi, né vedersi. Ma affidavano i loro messaggi d'amore a una gru azzurra, che poteva volare sopra il fiume di Nuvole. Così per anni si amarono, scambiandosi poesie, e offerte d'amore, e giuramenti di fedeltà. Un giorno ci fu una bufera nel fiume di nuvole, e lampi e tuoni, e il fiume di nuvole si diradò. La tessitrice e il pastorello, finalmente, potevano vedersi e parlarsi. Camminarono uno incontro all'altro e videro a terra la gru azzurra, che nella bufera era morta, e giaceva lì, povero sacco di penne.
'Ahimè,' disse il pastorello, 'ora che possiamo incontrarci, come vedi il nostro amore è morto.'

(storia di Mei, da Terra! di Stefano Benni)

domenica 13 luglio 2008

Gara di storie (2): La storia del tenore italiano

C'era un tenore italiano che aveva una voce così bella, ma così bella che ne divenne pazzamente geloso. La teneva sempre chiusa in bocca e non la faceva uscire mai. Parlava a gesti. La voce, che era giovane, e forte e piena di vita, sempre chiusa, deperì e si spense. Finché in un giorno nebbioso e umido il tenore perse la voce.
Andò per le strade a cercarla, ma non avendo voce non poteva chiamarla: né poteva parlarne con alcuno. Si chiuse in casa, e visse lunghi anni nel suo ricordo. Un giorno aprì la radio e la sentì! Lei, la sua voce, più bella che mai! Ora viveva con un tenore spagnolo. Andò a casa del tenore. Li trovò insieme, che leggevano ad alta voce lettere d'amore. Il tenore italiano sparò al tenore spagnolo.
'Muoio,' disse la voce del tenore.
Allora il tenore italiano capì che cosa orribile aveva fatto. Si puntò la pistola alla tempia e morì, senza un grido.

(storia di Caruso, da Terra! di Stefano Benni)

venerdì 20 giugno 2008

Magia

La magia è legata alla terra, ai suoi cicli, ai suoi cambiamenti, e li osserva con attenzione, proprio come la scienza. Poi un giorno gli stregoni e i re decidono di usare la magia per terrorizzare gli uomini, e comandare. Ciò che una volta era naturale, diventa segreto. C'è un detto voodoo che dice: 'al suono del tamburo magico ho ammaestrato il cane della peste e del fuoco, e ora mi obbedisce, e io lo lancerò contro chi si ribellerà'.

(Fang ad Einstein in Terra! di Stefano Benni)