Stomachion

domenica 6 settembre 2026

DC K.O. #3: Una gran confusione

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Avevamo lasciato i supereroi impegnati nel torneo all'interno del Cuore di Apokolips alla vigilia di una serie di sfide uno contro uno che Panini ha pubblicato in un apposito volume, All Fight, che a differenza dei tie-in di Death Metal non ho ritentuo opportuno acquistare.
Dopo quelle sfide, gli eroi rimasti, con due supercriminali come Lex Luthor e Joker, erano in totale otto. E questi otto sono quelli da cui riparte questo terzo numero del crossover, sempre scritto da Scott Snyder per i disegni di Javi Fernandez.
La sfida che gli otto rimasti devono affrontare è particolare: ognuno di loro, infatti, deve sceglie una specie di assistente che lo aiuterà nel corso della sfida. Devo dire, come in parte suggerito dal titolo che ho dato al post, che al netto della scelta narrativa di Snyder (dare voce al Cuore, cosa che non ho fradito molto nemmeno in questo numero), ho trovato la storia, per quanto adrenalinica, anche un po' troppo confusionaria. Alla fine i flashback e le visioni di Superman di un mondo idilliaco sono risultati, in un certo senso, dei momenti di freschezza più che gradevoli, nonostante siano in qualche modo rovinati dalla voce narrante.

sabato 5 settembre 2026

Topolino #3693: Tutti in pista con Kimi Paperelli!

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In occasione del Gran Premio d'Italia 2026 di Formula 1 che si correrà domani, Topolino propone alcune pagine dedicate proprio alla Formula 1. Si inizia con un'intervista ad Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano della Mercedes al momento in testa alla classifica del campionato 2026. All'interno dell'intervista si trovano una manciata di autoconclusive con Kimi Paperelli protagonista realizzate da Stefano Petruccelli e Alessandro Perina: simpatica, in particolare, quella in cui il buon Kimi finisce per guidare il trattore di Nonna Papera, che in qualche modo fa il paio con la dichiarazione di inizio campionato di Max Verstappen che disse che avrebbe cercato il limite anche guidando un carrello della spesa!
A queste si affiancano anche una manciata di storie, divertenti, della serie Mickey x F1 realizzate per la Disney internazionale da Alessandro Ferrari e Marco Mazzarello in cui abbiamo l'intero cast disneyano impegnato in Formula 1. Probabilmente la serie nasce all'interno del nuovo accordo di partnership tra la Disney e la F1, e potrebbe essere anche il motivo per cui il volume Accendete i motori (che ho ordinato in fumetteria), che sarebbe dovuto uscire abbinato con il Topo della scorsa settimana, è stato annunciato letteralmente all'ultimo istante utile.
A parte questi contenuti proposti ai lettori appositamente per il Gran Premio d'Italia, il sommario presenta alcune valide e interessanti proposte. Non le racconterò tutte, come sempre, ma mi concentrerò su alcune, partendo, però, dal fondoo.

venerdì 4 settembre 2026

Paperinik #116: Fermate Paperinik!

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Il fatto che la miniserie dedicata al trentennale di PKNA sia al momento in stand by non vuol dire che non prosegua la lettura dei numeri successivi di Paperinik, soprattutto ora che le storie di Marco Gervasio sono praticamente concluse. Infatti del Paperinik più recente è stata pubblicata su questo numero agostano La minaccia dal passato di Riccardo Pesce e Giuseppe Facciotto pubblicata originariamente su Topolino #3419.
L'inedita, invece, che apre questo numero, sembra essere di produzione internazionale, vista l'assenza del codice della storia e pone Paperinik di fronte a un problema spinoso: trovare chi lo sta impersonando sui social. La questione di questo impostore, tra l'altro, si intreccia anche con il mercandising legato a queste imprese social e, dunque, anche al buon Paperone. A tirare le fila di questa interessante, ma anche divertente avventura troviamo Luca Barbieri e Giulia Lomurno.
Tra le ristampe, invece, a parte quella citata nelle righe iniziali, ecco una nuova avventura paperinikiana scritta da Giorgio Pezzin e disegnata da Massimo De Vita. Pubblicata su Topolino #1736, La lotta "dietetica" punta i riflettori contro una delle manie che prese piede tra fine anni Ottanta e inizio dei Novanta (e che in qualche modo continua a restare in giro ancora oggi), ovvero quella delle diete, non tanto per restare in salute, quanto per apparire migliori. Il tutto con l'aggiunta di una neanche tanto velata critica al mondo della televisione.

Tutta mia la città: Il modello in legno della specola di Brera

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In queste settimane il Museo Astronomico di Brera è rimasto chiuso. I pochi visitatori che si avventuravano lungo le scale che portano fino alla porta dell'Osservatorio, sia quelli che affrontavano la salita per vedere il nostro museo, sia quelli che, semplicemente, avevano sbagliato la scala, cercando invece l'accesso della Pinacoteca, si trovavano di fronte a un portone chiuso (quello esterno o quello a vetri, a seconda dell'orario d'arrivo).
Per cui, in questo periodo, il Museo è stato a completa disposizione di chi in qeuste settimane ha continuato a lavorare in sede. Come il sottoscritto!
Uno dei pezzi più interessanti sia da un punto di vista artistico e artigianale sia da un punto di vista storico è indubbiamente il modellino in legno della specola di Brera di Ruggero Boscovich, gesuita, astronomo e anche architetto.

giovedì 3 settembre 2026

Tutta mia la città: Sotto l'Arco per Schumacher

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione delle foto e della formattazione, l'aggiunta dei link e correzioni e sistemazioni varie al testo iniziale.
Oggi pomeriggio, ora aperitivo in effetti, c'è stato un evento, tutto sommato carino e simpatico, dedicato ai trent'anni dalla prima vittoria di Michael Schumacher al Gran Premio d'Italia, quello del 1996.
L'evento, presentato da Linus, organizzato dalla Lego col patrocinio del comune di Milano, ha visto anche la presenza del giornalista Carlo Vanzini, che ha raccontato un po' di suoi ricordi sulla Ferrari dell'epoca e sullo stesso Schumacher.
Alla fine della fase "chiacchiera", c'è stata la proiezione di un piccolo video dedicato al modellino della Ferrari di Schumacher del 2004, che è stato successivamente distribuito ad alcuni fortunati.

mercoledì 2 settembre 2026

Tutta mia la città: Il cortile napoleonico

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La principale attrazione del Palazzo Brera è senza dubbio il cortile napoleonico, al cui centro svetta la statua di Antonio Canova dedicata a Napoleone Bonaparte.
Questa, in effetti, è una replica della statua in marmo che Canova stesso aveva scolpito tra il 1803 e il 1806 su commissione dello stesso Bonaparte. L'artista aveva deciso di ritrarre il condottiero corso nelle vesti di Marte Pacificatore: un simbolo che reca in se un vero e proprio ossimoro.
Nel frattempo, il 26 maggio del 1805, Napoleone veniva incoronato re d'Italia presso il Duomo di Milano. Per celebrare tale evento il figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, cui era stato assegnato il ruolo di viceré d'Italia, diede incarico a Charles-Jean-Marie Alquier, ambasciatore di Francia a Roma, di commissionare a Canova una replica in bronzo della statua in marmo conclusa nel 1806.
E Canova, ancora una volta, accettò la commissione.

martedì 1 settembre 2026

Breve storia dell'infinito

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Dopo aver apprezzato, nonostante qualche perplessità, il volume dedicato al teorema di Pitagora, ho affrontato la lettura ella Breve storia dell'infinito di Paolo Zellini con un certo entusiasmo, senza avere minimamente idea di cosa andavo incontro.
La lettura è stata complicata e lunga, all'incirca un mese, e costellata di un paio di interruzioni più corpose, oltre a quelle che generalmente assegno al fine settimana quando prediligo la lettura dei fumetti. Il motivo principale è stata la prima parte del volume, pesantemente filosofica. Pur conscio del fatto che affrontare il tema dell'infinito implicava il dover affrontare tutta una serie di concetti filosofici più o meno profondi, non mi aspettavo in ogni caso un indulgere così lungo sulla filosofia dell'infinito. Tanto è vero che più o meno fino a metà libro ero lì che mi dicevo "ma quando arriva la matematica?"
Quando è arrivata, pur se gli aspetti filosofici non sono stati completamente abbandonati, la lettura mi è sembrata scorrere meglio, quasi più chiara. Senza contare che, una volta giunto a quel punto, avevo ormai preso la decisione di saltare a pié pari tutte le parole scritte in lettere greche (senza fare alcuno sforzo per leggerle in qualche modo) e persino quelle pur brevi scritte in altre lingue ma prive di alcuna traduzione.
Nel complesso ho trovato il libro, pur ricco di spunti interessanti (come la banale, anche se a mio giudizio non sottolineata, constatazione che la in qualche modo più comprensibile - almeno per me - logica ha preso il posto della filosofia), più adatto a un filosofo che a un appassionato di matematica, per cui non lasciatevi incantare dal parere di Italo Calvino pubblicato in quarta di copertina: se non amate la filosofia fino al punto da capirla, o se amate ancor di più la matematica, lasciate perdere.

lunedì 31 agosto 2026

Com'era e come non era

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A proposito di una vecchia inchiesta di Report sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari, Luca Di Fino scriveva:
Così a occhio, con la mia esperienza di analisi dati, io non vedo nessun aumento di tumori correlato con l'aumento esponenziale dell'uso dei cellulari.
Quella puntata l'avevo vista e me ne ero anche occupato, provando a fare una raccolta di link sul tema dell'influenza delle onde elettromagnetiche, che però è andato perduto visto che il servizio su cui mi ero appoggiato è ormai chiuso da tempo (e peraltro quella raccolta è una delle poche irrecuperabile con la wayback machine).
Se non posso recuperare quella raccolta, posso però dire che da quella puntata in poi il mio rapporto con Report è decisamente cambiato: da allora non l'ho quasi più seguito e ho anche trovato complicato far passare il perché a chi era rimasto un fan della trasmissione. Non mi mostravano, tanto, obiezioni, quanto proprio una specie di effetto "orecchie da mercante", come se quanto raccontato non venisse nemmeno recepito: e sto parlando anche di persone acculturate!
Chiudo con un passo tratto da un articolo di Marco Viviani citato sempre da Luca in un suo post del 2017 (quando Sigfrido Ranucci era già diventato conduttore della trasmissione):
Credevo, onestamente, fosse un mio pensiero, invece a quanto pare l'abbiamo scoperto tutti, lo pensavamo tutti, o comunque in tanti. Andate a vederli: chilometri di commenti di professionisti di aeronautica, ambiente, alimentazione, ingegneria, che all'unisono denunciano "finché non hanno parlato del tema che conosco bene mi piacevano, poi quella volta che hanno parlato del mio ambito è stato un disastro". Tutti così.

Tutta mia la città: La via delle signorine

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Una volta sceso dal tram, alla fermata di fronte al Piccolo Teatro Strehler, mi avvio verso l'Osservatorio Astronomico di Brera, ospitato all'interno di Palazzo Brera. Per giungere alla mia destinazione percorro una strada, vuota al mattino, soprattutto in qesti giorni, ma spesso piena di turisti durante il giorno, in particolare nell'ora dei pasti, dal nome piuttosto particolare: via Fiori Chiari. Questa, una volta giunti in vista di Palazzo Brera, prosegue costeggiando il palazzo stesso cambiando, però, nome in via Fiori Oscuri, strada molto meno trafficata (e dunque più tranquilla) per via di una minore concentrazione di locali.

domenica 30 agosto 2026

Topolino #3692: Caccia al tesoro

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L'estate è il momento in cui gli amici fanno cose divertenti insieme. A volte queste cose sono un po' paurose, come nei romanzi di Stephen King o San Simmons, altre sono fantastiche, come nei film di Dteven Spielberg. E altre ancora sono avventurose, come in Ricordo di un'estate, storia d'apertura, in due tempi, di Francesco Pelosi e Mattia Surroz.
La storia, che rientra dentro la serie di Area 15, si concentra su un ristretto gruppo del club: Giggs, Pennino, Newton e Qui. I quattro amici, ognuno con le loro specificità, non senza litigi e incomprensioni, affrontano un'avventura alla ricerca di un misterioso tesoro perduto nascosto da qualche parte nei dintorni di Quakctown da Clinton Coot, fondatore delle Giovani Marmotte, nonché padre di Elvira Coot, meglio nota ai lettori come Nonna Papera.
Il rapporto con la natura, il valore dell'amicizia, il saper guardare oltre ciò che si vede con gli occhi, il rispetto del passato per imparare a vivere nel presente, tutti elementi che arricchiscono la lettura. La storia, poi, è quasi un unicum per la produzione italiana, visto che Nonna Papera non solo si riferisce a Clinton come a suo padre, ma lo fa con un moto di commozione, quasi trattenendo una lacrima (in questo caso ottimo Surroz nel catturare questa timida emozione).

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!

Tutta mia la città: Il duca di Milano

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A (relativamente) pochi passi da Palazzo Brera è possibile raggiungere a piedi il Castello Sforzesco, che si affaccia su una grande piazza al cui centro si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi. All'interno del Castello Sforzesco si trova il parco più grande della città, Parco Sempione, al cui interno (di fatto sul lato opposto rispetto al castello) c'è la Cascina Nascosta, sede del Circolo Legambiente Milano Centro, di cui sono co-fondatore.
Anche in questi giorni di calura e di città svuotata, Piazza Castello e il Castello Sforzesco sono animati durante il giorno dal via vai dei turisti e dei tram, mentre la sera dagli eventi estivi organizzati per chi è rimasto in città. Intorno al castello, eretto nel XV secolo da Francesco Sforza, duca di Milano, proprio nei pressi dell'ingresso, si trovano un paio di chioschi di panini, piuttosto noti in città, dove si ristorano normalmente non solo i turisti, ma anche coloro che lavorano in zona.
Raccontare la sua storia, o anche solo il suo ricco museo, sarebbe cosa lunga e, in qualche modo, anche lontana dall'idea di questa serie, raccontare alcuni sprazzi di Milano sfruttando il "deserto" agostano. C'è, però, un modo che ritengo in qualche modo originale per raccontarlo: fornire qualche spunto di una vecchia storia di Topolino, Zio Paperone duca di Milano scritta da Giorgio Pezzin per i disegni di un (o più) anonimo fumettista Studio Recreo, studio creativo spagnolo fondato da Francesc Bargadà nel 1966.

giovedì 27 agosto 2026

Rompicapi di Alice: Il cambio di giorno

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Come avevo anticipato nella soluzione del terzo rompicapo contenuto nel nodo 10 di A tangled tale di Lewis Carroll, il rompicapo centrale di quel decimo nodo sarebbe stato l'ultimo di questa lunga serie. La soluzione di questo rompicapo, però, ve la fornirò (o proverò a fornirvela) direttamente in questo post. Per definire il problema, però, andiamo a leggere il dialogo tra Balbus, Lambert e Hugh che avviene all'incirca a metà del racconto:
«Bene, ora, supponiamo che qui a Chelsea sia mezzanotte. Allora è mercoledì a ovest di Chelsea (diciamo in Irlanda o in America), dove la mezzanotte non è ancora arrivata; ed è giovedì a est di Chelsea (diciamo in Germania o in Russia), dove la mezzanotte è appena passata?»
«Certamente», ripeté Balbus. Persino Lambert annuì questa volta.
«Ma non è mezzanotte da nessun'altra parte; quindi non può esserci un cambio di giorno da un'altra parte. Eppure, se in Irlanda, in America e così via lo chiamano mercoledì, e in Germania, in Russia e così via lo chiamano giovedì, ci deve essere un posto – non Chelsea – dove i giorni sono diversi ai due lati. E il peggio è che le persone lì hanno i giorni nell'ordine sbagliato: hanno mercoledì a est e giovedì a ovest, proprio come se il loro giorno fosse cambiato da giovedì a mercoledì!»
«Ho già sentito questo enigma!» esclamò Lambert. «E vi spiego. Quando una nave fa il giro del mondo da est a ovest, sappiamo che perde un giorno nel suo conteggio: così, quando torna a casa e chiama quel giorno mercoledì, qui la gente lo chiama giovedì, perché abbiamo avuto una mezzanotte in più rispetto alla nave. E quando si fa il giro inverso si guadagna un giorno.»
«Lo so già», disse Hugh, in risposta a questa spiegazione non proprio chiara: «ma non mi è di aiuto, perché la nave non ha giorni veri e propri. In un senso si hanno più di ventiquattro ore al giorno, nell'altro meno: quindi ovviamente i nomi si sbagliano: ma le persone che vivono in un posto hanno sempre ventiquattro ore al giorno.»
«Suppongo che un posto del genere esista», disse Balbus pensieroso, «anche se non ne ho mai sentito parlare. E la gente deve trovare molto strano, come dice Hugh, avere il vecchio giorno a est e il nuovo a ovest: perché, quando arriva la mezzanotte, con il nuovo giorno davanti e quello vecchio alle spalle, non si vede esattamente cosa succede. Devo rifletterci su.»

Tutta mia la città: Il sole dopo le nuvole

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Mia sorella, all'inizio di questa settimana, è rientrata dalle sue ferie. Una parte di me si aspettava che al contempo le persone in giro per la città sarebbero aumentate considerevolmente, e invece, nonostante un aumento dei lavoratori in giro per le strade e sui mezzi, la città resta ancora sostanzialmente vuota.
Forse è un effetto degli orari che sto facendo in questo periodo, che mi portano a vivere Brera mentre ancora è un po' sonnacchiosa, con i locali che stanno iniziando le attività, magari in attesa dei fornitori (che se arrivi all'orario "giusto" ti rompono le scatole pur essendo un pedone...).
Nel frattempo, negli ultimi giorni, venerdì scorso in particolare, ha piovuto, l'aria si è rinfrescata e mi sono reso conto quanto mi pesava andare in ufficio ogni giorno. Effetto, peraltro, enfatizzato dal lungo periodo in cui, tornando a casa, constatavo di averla tutta per me (cosa che alla distanza non è esattamente piacevole).
E così sono qui, che scrivo queste considerazioni, pensando alla foto che ho scattato proprio venerdì, dopo la giornata di pioggia, mentre andavo in via Paolo Sarpi per svagare il cervello, che mostra il Sole che spunta tra le nuvole.
Tra l'altro questa via, che insieme con via Canonica presenta la più alta concentrazione milanese della comunità cinese cittadina, non è apparsa minimamente colpita dal calo agostano di persone in giro. E a parte per qualche locale chiuso per ferie (o per le temperature: per esposizione è una delle steade più calde di Milano), non sembrava per nulla di essere in agosto a Milano!
Attraversarla, dunque, è stato un modo per "prendere aria", ma anche per vedere un po' più di persone in giro.
E in ogni caso qualunque accostamento tra ciò con cui ho iniziato questo post e la sua foto d'apertura non è per nulla casuale!

mercoledì 26 agosto 2026

I'm going home

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Cause I've seen blue skies, through the tears
In my eyes
And I realise.. I'm going home.

Salviamo Rai Scuola dalla chiusura

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Rai Scuola rischia la chiusura: firma la petizione per provare a salvarla.
Tra il 1960 e il 1968 la Rai mandò in onda un programma televisivo ancora oggi spesso citat: Non è mai troppo tardi. Condotto da Alberto Manzi e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, aveva un sottotitolo che ben ne identificava gli obiettivi: Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta.
Manzi, che curò anche i contenuti del programma insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva intrapreso la carriera di insegnante, peraltro in un contesto ancora oggi ritenuti difficile: un carcere. In particolare in un'intervista del 1997 rilasciata a Roberto Farné disse:
Soprattutto dopo l'esperienza della guerra, l'idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, (...) rinnovare un po' la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano.
Il programma ebbe un impatto non trascurabile, anche se sembra non quantificato, sull'alfabetizzazione in Italia. Consideriamo che in molti paesi sperduti dell'Italia dell'epoca, nonostante le difficoltà, il televisore era entrato nelle case delle famiglie italiane, mentre gli istituti scolastici non avevano una presenza altrettanto capillare. Senza contare il fattore psicologico, legato al dover in qualche modo ritornare sui banchi di scuola insieme ai propri figli.
Questa prima esperienza di fatto diede il via a quella che è oggi nota come Rai Cultura, struttura della Rai che si occupa delle attività culturali ed educative sin dal 1975, quando venne istituito per legge come Dipartimento Scuola Educazione.
Nel 1997 il Dipartimento vara il canale satellitare RaiSat 3 - Enciclopedia, successivamente rinominato (o sostituito da) Rai Educational Sat, al quale, nel 2000, venne affiancato Rai Lab, dedicato a corsi di formazione a distanza (ricordo che, per curiosità, ne seguii un paio, visto che a notte fonda venivano trasmessi sui canali in chiaro). I due canali divennero poi Rai Edu 1 e Rai Edu 2 e nel 2009 vennero rinominati rispettivamente Rai Scuola e Rai Storia.
Nel corso di questi ultimi 15 anni Rai Scuola ha prodotto diversi programmi interessanti, dedicati a varie discipline, anche un po' trascurate come la filosofia o l'economia, senza dimenticare la divulgazione vera e propria. Inoltre nel periodo del covid, sempre con il supporto del Ministero dell'istruzione, è diventato, in un afascia oraria prestabilita, una sorta di aula virtuale a disposizione degli studenti costretti a casa dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Il ruolo di Rai Scuola, dunque, è stato importante all'interno della società italiana, e questo nonostante riscontri d'ascolto decisamente di nicchia (non ha mai superato lo 0.14% di media annuale). Eppure la Rai, nonostante questa storia decennale, iniziata peraltro proprio con la tv in chiaro, ha oggi deciso di riportare in vita la linea editoriale che fu di Yes Italia, canale diretto da Osvaldo Bevilacqua tra il 2009 e il 2012, con un nuovo canale, Italiana, in onda dall'1 ottobre 2026, che però non si andrà ad aggiungere all'offerta generale, ma andrà a sostituire Rai Scuola, che dunque chiuderà la sua esperienza. Ponendo in qualche modo fine anche all'esperienza didattica della Rai (che sarebbe, per ora, tenuta in piedi solo da Rai Storia, ma vista l'aria che tira, potrebbe anch'esso fare la stessa fine: non dimentichiamo che già nel 2020 venne ventilata la sua chiusura).
Su Change.org è presente una petizione per invitare la Rai a tornare indietro sulla sua decisione. E' stato già fatto con Rai Storia: proviamo a ripetere quel successo!
La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!

martedì 25 agosto 2026

Le streghe di Kiev

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Con la raccolta di racconti Le streghe di Kiev (titlo anche del secondo racconto della raccolta) ABEditore porta in Italia Orest Michajlovic Somov, scrittore ucraino di storie popolari dell'orrore, o gotiche per dirla in maniera più precisa.
Le storie, 10 in tutto, esplorano, con il piglio del racconto popolare, diversi miti e situazioni del genere, dalle streghe del titolo, ai fantasmi, ai licantropi e altri mostri più o meno inquietanti e letali della cultura popolare ucraina. Il tutto mescolato con un pizzico di romanticismo, una certa dose di teatralità e anche (in un paio di racconti) un po' di ironia, che non guasta.
Un ottimo modo per scoprire (o riscoprire) una tradizione letteraria un po' trascurata.

domenica 23 agosto 2026

Topolino #3691: La minaccia del mantello nero


Si conclude Quattronote in nero, storia inquietante di Marco Nucci e Casty che riporta sulle pagine di Topolino il loro Macchia Nera, un personaggio oscuro e inquietante potenziato, come sappiamo, diverso tempo fa da alcuni "regali" del misterioso Dottor Piuma.
La sfida, impreziosita da alcune pagine di grandissima qualità realizzate da Casty e dalla sua inchiostratrice Michela Frare, sembra concludersi conuna vittoria scontata di Topolino, ma in realtà lascia aperte alcune questioni che probabilmente verranno affrontate (se non risolte) nella prossima saga, forse la già annunciata La notte bianca dell'uomo nero. Una di queste è il paradosso temporale lasciato, per ora, irrisolto. E c'è, poi, un'altra questione che sembra emergere tra le.pieghe della storia sulla vera natura del nuovo mantello di Macchia Nera: è davvero quest'ultimo a controllarlo? O è il contrario?
Lasciando queste domande a una possibile risoluzione futura, passiamo alla storia d'apertura del numero, Mezzi pubblici emezze verità di Corrado Mastantuono. Come sempre con le.storie della serie Papersera news, al netto delle poche gag, la storia è una piccola lezione di buon giornalismo.

sabato 22 agosto 2026

Absolute Superman: L'ultima polvere di Krypton

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Dopo il primo volume dell'Absolute Universe dedicato a Batman, arriva anche quello dedicato all'Absolute Superman di Jason Aaron e Rafa Sandoval, L'ultima polvere di Krypton.
Supereroe operaio
Come avevo già sottolineato nella recensione cumulativa dei primi tre numeri 1, il Superman di Aaron è un eroe della working class, e lo è innanzitutto in virtù dei suoi natali kryptoniani.
A differenza delle origini classiche, Kal El è il figlio di due appartenenti alla classe operaia, due geniali scienziati caduti in disgrazia poiché, come nella storia originaria, il padre di Kal, Jor El, ha cercato di mettere sull'avvisto la casta scientifica dell'imminente distruzione del pianeta. Aaron, in questo caso, lascia intendere, senza mai renderlo esplicito, che tale distruzione sia causata dall'eccessivo sfruttamento del pianeta da parte dei kryptoniani. In questo l'esperto sceneggiatore crea un ancor più esplicito parallellismo con il nostro pianeta, che si completa quando si scopre come le caste al comando di Krypton hanno deciso di svolgere l'evacuazione. Non credo di dover aggiungere altro.
Superman, dunque, dotato di un costume intelligente progettato e costruito dalla madre Lara, una volta giunto sulla Terra non può fare altro che diventare il difensore delle fasce più deboli della popolazione, quelle che vengono sfruttate per un tozzo di pane, quando va bene. In questo senso è emblematica la scena di apertura del quarto capitolo quando Lois Lane pone una serie di domande ad alcuni operai sparsi in giro per il mondo e che sono stati aiutati proprio da Superman.
Le risposte di ciascuno di questi caratteristi sono emblematiche e indicano Superman come il combattente contro le elite mondiali, rappresentate in questa Terra Absolute dalla multinazionale Lazarus.