giovedì 31 dicembre 2020

Topolino #3397: Capodanno con Topolino

In effetti su quest'ultimo numero del 2020 di Topolino c'è solo una storia con un riferimento alla fine dell'anno, ed è l'Insta story Il manuale del perfetto capodanno di Roberto Gagnor ed Emmannele Baccinelli. E rispetto alle precedenti concepite per lo stesso mezzo, sembra funzionare decisamente meglio una volta assemblata come storia. Inoltre si ha la netta sensazione che Gagnor abbia inserito nella storia un po' delle difficoltà di quest'ultimo periodo e le speranze che stiamo riponendo nel nuovo anno, che è ormai prossimo ad arrivare.
Immergiamoci, ora, nel resto del sommario dell'ultimo numero dell'anno (una storia a parte che andrà sul Cappellaio Matto).

mercoledì 30 dicembre 2020

Un coltello di zirconio

I coltelli in ceramica (tipicamente fatti di ossido di zirconio, ZrO2) sono sostanzialmente più duri dei coltelli in acciaio, non si corrodono in ambienti acidi, non sono magnetici e non conducono elettricità a temperatura ambiente. A causa della loro resistenza agli acidi forti e alle sostanze caustiche, e alla loro capacità di mantenere un filo tagliente più a lungo dei coltelli in metallo, i coltelli in ceramica sono più adatti per affettare carne, verdura, frutta e pane disossati. Poiché la ceramica è fragile, le lame possono rompersi se lasciate cadere su una superficie dura, sebbene i processi di produzione migliorati abbiano ridotto questo rischio. Sono inoltre inadatti per tagliare ossa o cibi congelati o in altre applicazioni che richiedono una leva che potrebbe causare scheggiature. Diversi marchi ora offrono una lama di colore nero o una lama realizzata attraverso una fase di pressatura isostatica a caldo aggiuntiva, che ne aumenta la durezza.

martedì 29 dicembre 2020

Prove di aggiornamento di stile

In realtà più che prove di aggiornamento di stile, ho portato a termine alcune prove per l'uso di un vecchio repository su github che avevo creato proprio con lo scopo di implementare codice css dentro il blog senza dover modificare il template direttamente su blogger. Ho così scoperto che il servizio che permetteva di creare un link interpretabile per il file css caricato su github è stato sospeso, e l'ho sostituito con un certo successo con jsDelivr che, a dispetto del nome, non funziona solo con il codice javascript. A questo punto ho fatto un paio di prove per verificare questo successo, prima con un piccolo codice, che ho importato da uno che ho scritto per EduINAF, quindi spostando su github il codice per l'animazione di un pianeta con le sue due lune in orbita. Ed entrambi gli esperimenti sono andati a buon fine. Mentre il secondo lo potete vedere all'opera seguendo il link precedente, per il primo esperimento, potete dare un'occhiata qui sotto:
Ciao
Il sistema ha, però, un solo difetto: quando si aggiorna il file sul repository, questo non incide sul file linkato tramite jsDelivr, a meno di non specificare l'ultimo commit eseguito sul repository. La cosa, ovviamente, non è molto comoda, per cui considero questa una soluzione temporanea.

domenica 27 dicembre 2020

Il ritorno di Braccio di Ferro

Quando uscì, su cadenza settimanale, la raccolta delle daily strip e delle sunday page sul Popeye di Elzie Crisler Segar in allegato alla Gazzetta dello Sport, acquistai con enorme piacere quella serie (ovviamente solo gli albi), poiché Braccio di Ferro, il nome con cui il personaggio giunse in Italia, fu uno dei più presenti nella mia infanzia subito dopo i personaggi disneyani. A casa, infatti, ho una serie di albetti dal titolo Braccio di Ferro dell'Editoriale Metro, nota anche come Edizioni Bianconi dal nome del fondatore, Roberto Bianconi. Non era l'unico albo di cui ho qualche numero: anche altre riviste come Nonna Abelarda, Provolino, Soldino, Geppo, Chico, Tom & Jerry, quest'ultima la testata, se non ricordo male, con più numeri in mio possesso dopo Braccio di Ferro. Ed è proprio di quest'ultimo che voglio scrivere quest'oggi, visto che l'Editoriale Cosmo ha riportato Popeye in edicola nel formato tascabile di quei vecchi albi.
Fino a ora sono usciti due numeri con una caratteristica particolare: le storie contenute all'interno sono tutte o quasi di produzione italiana. Poprio come con Topolino & co., anche con Popeye gli italiani iniziarono a realizzare in proprio le storie dei personaggi del Thimble Theatre, la serie quotidiana su cui Seagar creò praticamente tutti i suoi personaggi. E tra i realizzatori di queste storie, alcuni sono anche autori disneyani, gente come Michele Gazzarri, Alberico Motta, Tiberio Colantuoni, Sandro Dossi.

sabato 26 dicembre 2020

Un Natale d'avventura

Lo so che in effetti Natale è passato, ma le feste ancora no, e comunque questa festività in particolare è vecchia solo di... ieri!
L'avventura del titolo è relativa al videogioco di cui andrò a scrivere a breve, Diggy's Adventure. Non è semplice classificarlo bene: è sicuramente un gioco d'avventura, viste le ambientazioni esotiche e la storia che fa da sfondo al gioco stesso. Il gameplay è piuttosto originale, non avendo ancora trovato altri giochi con un sistema simile. Il protagonista, Diggy, deve superare una serie di mappe che in pratica sono dei labirinti (dunque abbiamo un maze) e risolvere enigmi logici per ottenere oggetti o aprire porte segrete. Questi labirinti, però, presentano degli ostacoli costituiti da materiali differenti e che possono essere abbattuti utilizzando il piccone di cui Diggy è dotato (o in altri casi altri strumenti da acquisire appositamente, fino ad arrivare a raggi laser potentissimi) con, per contro, un certo dispendio di energia, che si va a scalare sulla dotazione iniziale. L'energia viene recuperata durante i periodi di riposo (quando non si gioca) e sia il livello massimo sia la velocità di recupero dipendono da una serie di oggetti che si vincono alla fine delle missioni o che si acquistano all'interno dello shop. Oltre alle mappe principali della storia, che vede Diggy andare in giro per il mondo sulle orme del padre, un archeologo, gli sviluppatori propongono una serie di eventi, alcuni gratuiti, sia nuovi sia vecchi, altri a pagamento. In questo caso la moneta per sbloccare gli eventi e le mappe relative è quella interna, i diamanti verdi.

giovedì 24 dicembre 2020

Topolino #3396: Natale a Paperopoli

A volte succede: ho saltato il Topolino della settimana scorsa, dedicandomi solo alla storia matematica di Giorgio Fontana e Nicola Tosolini. Torno, però, questa settimana con leggero anticipo sul solito visto il tema natalizio del numero, in questa occasione particolarmente snello con appena 4 storie, ma tutte di una buona qualità.
Il Topolino #3396 si caratterizza, poi, per una particolarità: le tre storie ambientate a Paperopoli sono tutte realizzate per avere al loro interno riferimenti alle altre storie del numero, un modo interessante per dare ai lettori la sensazione di contemporaneità tra le vicende narrate sul numero. La storia ambientata a Topolinia, invece, è la seconda parte de Le piccole verità del Natale, ultimo capitolo della trilogia di Mr. Vertigo. Visto che di questa storia me ne occuperò in altri lidi (domani, ad ogni modo), immergiamoci subito nell'atmosfera natalizia paperopolese, seguendo per una volta l'ordine del sommario (di solito non lo seguo mai!).
Lo spirito del Natale
Questo è (o dovrebbe essere) un Natale particolare, relativamente chiusi in casa, a cercare nei giorni precedenti di non affollare troppo supermercati e negozi combinando acquisti intelligenti con shop online. In una situazione usuale, però, il Natale sarebbe stato una festa affollata, con la gente in giro a riempire negozi, tra folle difficilmente gestibili e stress da acquisti (di regali, cibo per cenoni e pranzi, dolci e quant'altro). Ed è proprio in una situazione del genere che si trova Paperino ne Il Natale da saltare di Blasco Pisapia.
Il nostro, infatti, tra il vicino Mr. Jones, le spese varie, gli addobbi, la beneficienza, si lascia influenzare dalle solite battute anti-festaiole di Paperone e decide di non festeggiare il Natale, almeno fino all'arrivo a Paperopoli di una vecchia conoscenza dello zione dei tempi del Klondike!
La bellezza della storia di Pisapia sta in un elemento molto semplice: essere riuscito a recuperare lo spirito del Natale sul Monte Orso aggiornandolo ai tempi moderni, con l'ovvia critica alla commercializzazione di una festa che invece dovrebbe essere anche (e soprattutto) altro, come ben riassunto da una delle battute di Doretta:
Trascorreremo una bella serata scintillante di luci e di calore familiare!
Nella storia di Pisapia sono anche presenti i riferimenti alle altre due storie paperopolesi del numero, in particolare la solita scorribanda (più o meno) scientifica di Newton Pitagorico, segno che ormai il personaggio è tornato con grande efficacia sulle pagine di Topolino.

sabato 19 dicembre 2020

Il brivido della caccia

Dopo aver scritto qualche riga serie televisiva, passo al fumetto, October Faction di Steve Niles e Damien Worm. Edito da IDW e portato in Italia dalla Magic Press, si è sviluppato in una serie di 18 numeri e in due miniserie di 5 numeri ciascuno. La prima serie è uscita raccolta in tre volumi, ma di questi vi "racconterò" solo i primi due perché, sostanzialmente, l'intera vicenda mostra una sorta di punto di conclusione.
La storia è molto simile a quella della serie di Netflix, ma profondamente differente, come avevo già scritto nella recensione precedente. Ambientata nella fittizia cittadina di Gristlewood, racconta le vicende di una sorta di Famiglia Addams moderna, composta da due figli un po' strani, Geoff, che vede i fantasmi che infestano le persone, e Vivian, una veggente, e dai due genitori, Deloris, sempre fashion e alla moda, e Frederick, professore universitario specializzato in mostri e leggende. Il segreto della famiglia Allan, però, è che Frederick e Deloris erano, un tempo, cacciatori di mostri. I quattro vivono in una grande e vecchia villa poco fuori dalla cittadina, hanno il loro Learch, che in realtà è una lei molto più loquace del maggiordono degli Addams (ma ci vuole poco) e, soprattutto, i ragazzi conoscono quale era il mestiere dei genitori e sono i primi a voler spingere Frederick a riprendere la caccia. In effetti i primi due volumi sono proprio il racconto di come Frederick e gli Allan riprendono il mestiere di famiglia. A questa impresa si uniscono anche Dante, un ragazzo con alcuni impianti elettrici posti nella testa da uno degli scienziati pazzi affrontati da Frederick in passato, e il suo vecchio amico e collega Lucas, che deve affrontare un problema non da poco: è stato morso da un licantropo. I sei, alla fine del secondo volume, che vede la sfida degli Allan contro un misterioso nemico in grado di tornare persino dalla morte, si uniranno per dare la caccia ai mostri.

venerdì 18 dicembre 2020

Colonizzare

In questi giorni si è svolta la finale di un concorso di robotica per studenti delle superiori. Organizzato da Esero Italia, prevedeva l'uso del rover didattico Marrtino. I team di studenti coinvolti, 16 in totale, hanno anche dovuto gestire una sorta di comunicazione totale, scrivendo anche un racconto di fantascienza per descrivere il loro ammartaggio. Su EduINAF abbiamo pubblicato i nostri sei racconti preferiti: nell'articolo potete leggere un estratto e scaricare il pdf che li raccoglie tutti, inseriti in ordine in versio, dal (per noi) peggiore al migliore.
Ovviamente, per la classifica, ci siamo dedicati alla lettura e personalmente ho scelto una soundtrack che si confacesse nel modo migliore al genere di racconti che mi apprestavo a leggere. E la scelta è caduta sull'album di epic metal Colonization dei Soundcritters, che usando solo la musica senza alcuna parola racconta della prima colonizzazione umana di un esopianeta.
Prima di lasciarvi all'ascolto dell'album (qui sotto c'è il codice di embedding di Spotify, ma potete trovare l'album su Bandcamp) volevo giusto far notare che negli articoli i ragazzi hanno inserito una serie di descrizioni e informazioni scientificamente corrette basate sulle informazioni che hanno ricevuto nel corso delle lezioni preparatorie al concorso (inclusa una visita a distanza alla Altec).
E ora, buon ascolto!

domenica 13 dicembre 2020

Topolino #3394: In bianco

Il Topolino #3394 è giusto un pelino superiore a quello della scorsa settimana, ma non necessariamente grazie alla cover story, La logica astrologica di Casty. La storia, introdotta da una quadrupla che si riferisce alla mitica Ricerca della pietra zodiacale, è il racconto dell'ennesimo piano un po' da volo basso di Gambadilegno, che grazie alla consulenza astrologica di Trudy inizia a imbroccare una rapina di successo dietro l'altra. Come sempre il suo avversario è Topolino, che ha invece in Minni la sua consulente astrologica. Abbiamo, così, una sorta di inseguimento a distanza, con Topolino che cerca di seguire le imprese criminose di Gambadilegno, mentre entrambi si lasciano guidare dall'oroscopo. Se l'idea di Casty era quella di mostrare quanto l'astrologia sia fallace, direi che non ci riesce per nulla nonostante l'ultima pagina, visto che non è l'ingegno di Topolino, ma proprio l'oroscopo a portare i semi della disfatta di Gamba. Decisamente poca cosa per un autore come Casty.

venerdì 11 dicembre 2020

L'attacco dei giganti

Sono ormai diversi mesi (forse più di un anno) che non leggo L'attacco dei giganti. Il manga distopico e post-apocalittico di Hajime Isayama ha per protagonista un genere umano che si sta ritirando sempre più in citta fortificate a causa della presenza di giganti cannibali che compaiono improvvisamente per attaccare gli esseri umani. Col procedere del manga si scopre che in realtà all'interno di ciascun gigante c'è un essere umano che, per motivi non meglio specificati, all'improvviso genera intorno a se una struttura biologica (di carne e ossa) gigantesca.
La cosa, dal punto di vista strettamente scientifico, ha molto più senso rispetto, ad esempio, a Giant-Man che aumenta le proprie dimensioni, sia per una questione di energie necessarie per l'operazione (gli esseri umani, una volta distrutto il gigante, risultano profondamente stanchi e spossati), sia perché una struttura di questo genere, sostanzialmente cava, sarebbe più semplice da sostenere rispetto a un corpo pieno.

giovedì 10 dicembre 2020

I paralipomeni di Alice: Il cifrario di Lewis Carroll

Ricordate il post criptato che ho mandato online poco più di due settimane fa? Bene, eccovi il messaggio in chiaro (alla fine il "come lo feci"):
Anche Lewis Carrol si e' interessato alla crittografia realizzando ben quattro cifrari.
Il piu' vecchio di questi risale al milleottocentocinquantotto, quindici anni piu' tardi l'apertura del primo telegrafo inglese.
Era un cifrario basato su una versione semplificata di quello di Vigenere in cui Dodgson utilizzava le vocali come chiave di crittazione.
Tre anni piu' tardi il matematico e scrittore ideo' il cifrario a matrice, che riteneva migliore del precedente: Carroll sistemo' le lettere dell'alfabeto in una matrice cinque per cinque, quindi sceglieva una chiave e una parola da cifrare di uguale lunghezza.
Le lettere della parola cifrata erano determinate dalla differenza di coordinate tra la parola da cifrare e la chiave scelta.
Nel milleottocentosessantotto Carroll sviluppo' una variazione profonda del cifrario di Vigenere, chiamandolo cifrario alfabetico.
Come l'originale di Blaise de Vigenere, anche il cifrario alfabetico si basa su una tabella di lettere dell'alfabeto. In questo caso, scelta la chiave, si mette la stessa sopra la frase da cifrare, ripetendo la chiave il numero di volte necessario per portare a termine l'operazione. Ogni lettera viene cifrata incrociando la colonna della lettera della chiave con la riga della lettera da cifrare.
Quello stesso anno Carroll sviluppo' un secondo cifrario, il cifrario del telegrafo. Come nel caso del cifrario alfabetico, si scrivono la chiave e il messaggio una sopra l'altro. Nel frattempo abbiamo preparato due strisce di carta con tutte le lettere dell'alfabeto, anche queste una sopra l'altra. A questo punto si sposta la seconda striscia di carta secondo questa regola: si trasla la lettera da cifrare sotto quella della chiave corrispondente. La cifratura coincide con la lettera posta subito sopra la A della striscia che abbiamo traslato.
In effetti Carroll ideo' un ulteriore cifrario, ma ne abbiamo gia' parlato in un contesto diverso, quello della memorizzazione delle cifre.
Ovviamente anche questo post e' stato cifrato: a voi scoprire con quale dei codici qui sopra!
Se siete riusciti a cifrarlo, allora avrete sicuramente scoperto che ho utilizzato il cifrario alfabetico con chiave telegramma, che era il titolo del post. Per cifrare il messaggio ho utilizzato il Lewis Carroll's Alphabet Ciphers Demonstrator, mentre un riassunto della storia dei cifrari di Lewis Carroll lo trovate in questo articolo:
Abeles, F. F. (2005). Lewis Carroll's ciphers: The literary connections. Advances in Applied Mathematics, 34(4), 697-708. doi:10.1016/j.aam.2004.06.006

domenica 6 dicembre 2020

Topolino #3393: La sfida del risparmio

La cover story, questa settimana celebrata da Francesco D'Ippolito, è una nuova esplorazione del mondo del risparmio secondo Paperone. Il risparmio a 360° è una divertente sfida tra Paperone e Rockerduck su chi è in grado di risparmiare meglio. Come le classiche sfide alla Carl Barks, ruota intorno al Club dei miliardari, quell'associazione di ricchi annoiati che cercano qualunque stimolo per movimentare la giornata. E l'occasione è proprio l'ennesimo tentativo di Rockerduck di battere Paperone. A gestire questa nuova sfida, sotto la supervisione di Pico de Paperis, ci pensano Gaja Arrighini ed Enrico Faccini in una delle sue peraltro poche storie da solo disegnatore. E Rockerduck la vittoria, almeno in una delle cinque sfide del risparmio, avrebbe potuto anche chiamarla, visto che la sfida a chi percorre meno chilometri da un punto di arrivo a uno di partenza Paperone l'ha aggirata portando la bici in braccio, e quindi facendo segnare sul contachilometri il valore 0 e sottraendosi così al controllo. Nonostante un altro paio di perplessità, la storia è risultata abbastanza gradevole, pur se costruita in maniera tale da far vincere comunque Paperone.

mercoledì 2 dicembre 2020

Un'iconica curva

Il mio avatar ormai da diversi anni è in effetti il pezzo di una curva matematica che in qualche modo ricorda un attrattore di Lorenz: la curva a farfalla, o butterfly curve. Questa è una curva piana trascendente che fa parte di una classe di curve descritte dall'equazione polare \[\rho = a + b \cos (n \vartheta)\] studiate da Temple Fay. In particolare il matematico statunitense scoprì la curva di equazione(1) \[\rho = e^{\cos \vartheta} - 2 \cos (4 \theta) + \sin^5 (\vartheta / 12)\]