Stomachion

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giovedì 25 dicembre 2025

Sweet silver bells

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[Chorus]
Sweet silver bells
Sweet silver bells
Ringing in the white
Running on the snow

[Verse 1]
The soft snow falls
covers the lands
and the pain of the people
The wind extinguishes the fire
of the fallen buildings

[Chorus]
Sweet silver bells
Sweet silver bells
Ringing in the white
Running on the snow

[Verse 2]
Trough the rubble and the blood,
the silence becomes voice
and a chorus rises upward,
a song to resist

[Chorus]
Sweet silver bells
Sweet silver bells
Ringing in the white
Running on the snow

[Outro]
Sweet silver bells
sing for my wounded people

venerdì 10 maggio 2024

Aeterna, o della morte e della nascita

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Nonstante non sia tra i membri fondatori degli Epica, Simone Simons è nel gruppo sin dal loro album di debutto, The Phantom Agony, rilasciato nel 2003. Entrata nel gruppo alla fine del 2002 al posto di Helena Iren Michaelsen, che era stata la prima iniziale scelta, dopo più di 20 anni ha deciso di intraprendere un progetto discografico solista o, ascoltando il singolo di debutto, essere la voce unica del nuovo progetto discografico di Arjen Lucassen. D'altra parte Aeterna, il singolo cui faccio riferimento, rilasciato qualche giorno fa dalla Nuclear Blast, è stato scritto dalla stessa Simons insieme con Lori Linstruth, chitarrista e da anni storica collaboratrice di Lucassen sia nei Guilt Machine sia negli Ayreon, per i quali, sempre insieme con Lucassen, ha scritto praticamente tutti i testi.
Nel caso di questo primo singolo Lucassen si è dedicato solo alla composizione musicale, ma l'insieme del tutto suona decisamente molto Ayreon, che insieme con i Kamelot sono la band con cui la cantante ha collaborato di più nel corso di questi 20 anni e passa di symphonic death metal.
Una delle caratteristiche che balzano subito all'orecchio ascoltando Aeterna è, però, l'utilizzo del latino nei versi, lingua che viene spesso utilizzata dagli Epica, mentre il tema scientifico del pezzo risulta un punto in comune tra Ayreon ed Epica. E anche il video ufficiale, diretto da Patric Ullaeus, è come in pochi casi ricco di elementi scientifici, in concordanza con il testo.

venerdì 17 marzo 2023

Il suono dell'universo

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Il testo dell'ultima traccia di Omega, con lo stesso titolo dell'album, è da attribuirsi a Mark Jansen, il chitarrista degli Epica. Torniamo, quindi, a parlare della band olandese di symphonic death metal e del loro ottavo e per ora ultimo album in studio.
Jansen non ha certo la scrittura in un certo senso visionaria, ma anche dettagliata di Tuomas Holopainen, ma anche nel testo di Omega si possono trovare diversi spunti scientifici. E già ne troviamo nei primi due versi:
Enigmas of the universe
Cannot be known without a search
We will find out that all roads lead to Om

venerdì 18 novembre 2022

Un apocalittico progetto alchemico

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Dopo nemmeno una settimana dall'uscita, datata 11 novembre, sono qui per "parlarvi" dell'ultimo progetto degli Epica, la band olandese di symphonic death metal di cui ho già scritto in altre occasioni. L'ultima uscita della band è un EP The alchemy project. Che poi, per lunghezza, quello che per gli Epica è un EP per un'altra band è un vero e proprio CD, ma questi sono dettagli.
L'album presenta tre caratteristiche principali: innanzitutto in tutti i pezzi gli Epica propongono delle collaborazioni con altri artisti, incluso Tommy Karevik, l'attuale voce dei Kamelot, cosa che sancisce ancora una volta la vicinanza tra i due gruppi; c'è poi un evidente interesse di sperimentazione musicale, visto che si trovano anche tracce di blues o di rock propriamente detto; e infine è un quasi concept album, visto che in praticamente tutti i testi c'è un riferimento alle guerre e alla fine della razza umana. Emblematici dell'atmosfera dell'EP, ad ogni modo, sono The final lullaby, nata dalla collaborazione con gli Shining, e Wake the World, che oltre alla presenza di Kaverik vede anche Phil Lanzon degli Uriah Heep.
Prendiamo per esempio i primi versi di The final lullaby:
Mirror, mirror on the wall
Who will be the one to destroy us all?

venerdì 1 luglio 2022

Gli abissi del tempo

In questo periodo, spesso, mi trovo sul tram ad ascoltare musica. Utilizzo la app NewPipe (potete trovarla su F-Droid), che permette di ascoltare la musica su YouTube senza l'interruzzione degli ads automatici di Goole. Per alcune caratteristiche particolari della app, preferisco cancellare periodicamente la cronologia (la salva sul dispositivo) per non ingozzare troppo lo smartphone e trovarmi con lo spazio occupato da svuotare d'urgenza prima di girare il prossimo video. E in questi giorni l'album eletto a essere quello da ascoltare è Omega, l'ottavo album in studio degli Epica.
Uscito nel 2021, ne ho già scritto un paio di righe relativamente a Code of life. Ad ogni buon conto, mentre lo riascoltavo, giusto stamattina facevo una considerazione in qualche modo discutibile. Ma fino a un certo punto, visto lo stile di scrittura dei Draconian, già protagonisti delle particelle musicali. Ovvero che in questi tempi moderni molti dei principali autori di Metal, in particolare symphonic metal, e più in generale gli "scrittori" di concept album, stanno arricchendo il discorso filosofico in modi assolutamente unici rispetto alle epoche precedenti.
Ho voluto allargare il discorso ai concept album essenzialmente per inserire anche Arjen Anthony Lucassen, che è spesso protagonista, ultimamente, di questa serie grazie agli Ayreon. Ovviamente Lucassen non è l'unico che veicola la sua visione del mondo attraverso la filosofia. In questo senso forse uno dei più filosofici, ma anche tra i più poetici autori metal del momento è Tuomas Holopainen, leader dei Nightwish, la band con cui il symphonic ebbe inizio (la storia è più complessa di così, ma concedetemi l'esagerazione in questa occasione!).
Come produzione di testi poetici e filosofici, però, non ci scherzano nemmeno Simone Simons e Mark Jansen, i due leader degli Epica, tornando così proprio a Omega, da cui questo pensiero era partito.

venerdì 29 aprile 2022

Quando a mancare è qualcosa d'altro

Mi riferisco all'aggiornamento dei blog. A volte, come in questi giorni, a mancare non è tanto ciò di cui mi piacerebbe scrivere, o ciò che mi piacerebbe pubblicare tra ciò che è già pronto, ma proprio la voglia di mettersi lì a scrivere. O mettere nello spazio del post quello che è già scritto, con la sua formattazione. Che poi oggi, venerdì, sarebbe anche il giorno delle particelle musicali e dovrei continuare a parlarvi di quel capolavoro che è Into the electric castle degli Ayreon, ma lasciamo perdere. Lo farò in altra occasione. E allora prendo da una vecchia abitudine e giusto per non lasciare fermo il blog eccovi un pezzo degli Eleine, Memoriam, di cui peraltro avremmo veramente un gran bisogno:

martedì 21 dicembre 2021

La perduta stella del nord

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Dopo una memorabile e irreversibile litigata con gli altri membri del gruppo, a quanto pare Tuomas Holopainen in testa, Tarja Turunen abbandona i Nigthwish e inizia una carriera da solista. Dopo un abbastanza classico esordio con un disco di cover, a tema natalizio, il 19 novembre del 2007 in Finlandia e il 2 gennaio dell'anno d'opo in Sud America (per poi andare nel resto del mondo) viene rilasciato My winter storm, un concept album invernale. E quale giorno migliore per citarlo se non proprio il primo giorno d'inverno?
Oggi, 21 dicembre 2021, alle 15:59, ha avuto inizio il solstizio d'inverno astronomico. I solstizi, parola che viene dal latino solstitium, ovvero sole fermo, sono definiti da una particolare posizione tra l'asse di rotazione della Terra e il suo piano orbitale. In particolare i due solstizi, d'inverno, quando abbiamo il numero minimo di ore di luce, e quello d'estate, quando abbiamo il massimo di ore di luce, coincidono con il minimo e il massimo angolo di inclinazione dell'asse terrestre rispetto al piano orbitale.
Non è, però, del solstizio che voglio scrivere (vi rimando a questo video di Sandro Bardelli per EduINAF) le classiche due righe, ma della Lost Northern Star, terza traccia dell'album di Tarja:

sabato 3 luglio 2021

Energize Me

Gli After Forever sono stati una band olandese di genere symphonic metal. Il nome deriva dall'omonima traccia, la seconda, presente in Master of Reality, terzo album dei Black Sabbath. La band, formatasi nel 1995 come doom metal, virò verso il symphonic con l'ingresso della cantante che restò con loro fino allo scioglimento avvenuto nel 2009: Floor Jansen, la stessa che attualmente è la voce dei Nightwish.
Il pezzo che vi faccio ascoltare è Energize Me, tratto dall'ultimo album della band, After Forever, che già nel titolo sembra una celebrazione della carriera della band stessa.
Energize me with a simple touch or with an open heart
Energize me, fire up this flame that's burning between us

venerdì 18 giugno 2021

Il codice della vita

Uscito quest'anno, Omega è l'ultimo lavoro degli Epica, che è indubbiamente, se non dal punto di vista musicale, ma sicuramente dei testi, un concetrato di molti dei temi cari alla band. E non fa eccezione, e anzi è emblematica Code of life, che ha un testo in questo senso significativo.
Innanzitutto c'è una sorta di visione del codice della vita come sostituto del destino, e quindi qualunque tentativo di modificarlo è un po' come sfidare il destino stesso, come si evince dal chorus:
Can we defy the code of life?
We try to be divine
It's the origin of human lies

venerdì 16 aprile 2021

Fino alla fine del tempo

Ho scoperto i Magic Opera grazie a Leonardo Petrillo, che tempo addietro avevo introdotto nel mondo del metal, in particolare il power metal. In particolare la band italiana si inserisce nel filone del symphonic power metal dove abbiamo un'altra band di un certo spessore, i Rhapsody of Fire. E in effetti The golden pentacle, album di debutto della band di Marco Garau è un concept album di genere fantasy. Ambientato in un reame fantastico, il regno di Amtork, ruota intorno all'eterna lotta tra bene e male, tra pace e armonia da un lato, avidità e distruzione dall'altro.
I Magic Opera, però, non si limitano al semplice compito dello sviluppo di un album di genere puro e semplice, ma inseriscono anche elementi di death metal in alcuni dei pezzi del sommario, aggiungendo una dinamicità dovuta al dialogo tra i due stili musicali distinti. Da amante di entrambi i generi, non posso che apprezzare la scelta, ma non sono qui semplicemente per raccontarvi l'album (che comunque vi invito a sostenere, anche perché ci sono diverse chicche musicali molto interessanti), ma per prendere spunto dalla traccia conclusiva, Until the end of time, titolo utilizzato da diversi musicisti in generi completamente differenti. Come immaginabile dai miei lettori usuali, in questo caso andrò a soffermarmi proprio sul titolo e sulle sue implicazioni scientifiche.

venerdì 11 dicembre 2020

L'attacco dei giganti

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Sono ormai diversi mesi (forse più di un anno) che non leggo L'attacco dei giganti. Il manga distopico e post-apocalittico di Hajime Isayama ha per protagonista un genere umano che si sta ritirando sempre più in citta fortificate a causa della presenza di giganti cannibali che compaiono improvvisamente per attaccare gli esseri umani. Col procedere del manga si scopre che in realtà all'interno di ciascun gigante c'è un essere umano che, per motivi non meglio specificati, all'improvviso genera intorno a se una struttura biologica (di carne e ossa) gigantesca.
La cosa, dal punto di vista strettamente scientifico, ha molto più senso rispetto, ad esempio, a Giant-Man che aumenta le proprie dimensioni, sia per una questione di energie necessarie per l'operazione (gli esseri umani, una volta distrutto il gigante, risultano profondamente stanchi e spossati), sia perché una struttura di questo genere, sostanzialmente cava, sarebbe più semplice da sostenere rispetto a un corpo pieno.

venerdì 20 novembre 2020

L'enigma quantistico

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A preparare il terreno a The Holographic Principle uscì nel 2014 The Quantum Enigma, sesto album in studio degli Epica, che proprio quest'anno hanno rilasciato The Quantum Enigma - B sides, una raccolta di 9 brani che si conclude con le splendide versioni acustiche di quattro pezzi dell'album del 2014.
E a tracciare una sorta di prologo al successivo The Holographic Principle ci pensa The Essence of Silence, che attacca così:
Something is wrong
My strength has gone
Thoughts are corrupting my mind
I can see, I perceive this ain't me
Something so strong
My mood has swung
I can't get it out of my head
I believe that my mind misleads me

venerdì 15 maggio 2020

Un epico principio olografico

Gli Epica hanno mischiato un po' diversi sottogeneri del metal. Pur avendo una forte impronta symphonic, come giusto che sia con una cantante del calibro di Simone Simons, hanno sempre avuto una forte componente gothic e death che mescolava un po' le carte.
Poi arrivarono The Quantum Enigma e, soprattutto, The Holographic Principle, che hanno decisamente alzato l'asticella dal punto di vista sinfonico e operistico. E come intuibile oggi mi voglio concentrare sulla title track dell'album uscito il 30 settembre del 2016, il settimo della loro produzione.
Virtuale come la realtà
L'idea dietro l'album è semplice nella sua ambiguità: parte infatti dalla constatazione che la realtà virtuale permette alle persone di costruire una propria realtà personale. E quindi se, nonostante tutto, la realtà che ci circonda non sia, in fondo, una sorta di ologramma:
We don't know how we can
Decode this anagram
We have lost our true selves
Within this hologram
E' a questo punto che parte la sfida a tutti noi, quella di rompere quello stesso giocattolo che in qualche modo abbiamo costruito:
Our soul is lost
We challenge illusions
Created by us all
E allora è chiaro il senso di quell'abbraccia il principio olografico (Now embrace the Holographic Principle): un invito a costruire il proprio mondo, la propria visione della realtà e della vita. Un invito a spostare il timone, come ben detto con il primo verso della prima stanza, tutta in latino:
Discemus gubernaculum esse movendum
Quod verum putaver am esse particulam
Pro viribus agendum est
Vim totam adhibebimus
Ad haec nos paremus
Dal punto di vista scientifico, invece, il principio olografico ha una sua collocazione ben precisa: è un modello cosmologico nato all'interno del più ampio paradigma delle teorie delle stringhe. Ed è proprio quello che nel seguito provero a (ri)raccontarvi.

venerdì 5 luglio 2019

Il poeta e il pendolo

Alzai gli occhi ed esaminai il soffitto della mia prigione. Era a un'altezza di trenta o quaranta piedi e costruito in modo molto simile ai muri laterali. In uno dei suoi scompartimenti si vedeva dipinta una figura molto singolare che assorbì tutta la mia attenzione. Era la figura del Tempo, come di solito viene rappresentato, salvo che, invece di una falce, teneva quello che a prima vista presi per l'immagine di un grosso pendolo, come se ne vedono negli orologi antichi. Vi era qualche cosa però nell'aspetto di quell'ordigno che mi portò ad esaminarlo con maggiore attenzione. Mentre lo guardavo direttamente di sotto in su (poiché si trovava proprio sopra di me) credetti di vederlo muoversi. Un momento dopo questa idea venne confermata. La sua oscillazione era corta e, naturalmente, lenta. Lo stetti a guardare per alcuni minuti con una certa diffidenza e soprattutto con stupore.
- da Il pozzo e il pendolo (pdf) di Edgar Allan Poe, traduzione di Delfino Cinelli
Dopo l'abbandono di Tarja Turunen (o la sua cacciata: i punti di vista su questa vicenda sono due e molto differenti), i Nightwish ingaggiarono Anette Olzon come voce femminile per cinque anni, dal 2007 al 2012. Anche in questo caso la separazione non è stata delle migliori, ma sta di fatto che Anette, nonostante l'apparente simpatia, non entrò certo nei cuori degli appassionati, evidentemente ancora affezionati alla Turunen. Il suo posto venne poi preso dall'olandese Floor Jansen, che si è rivelata degna sostituta della Turunen, ma nel frattempo la Olzon ha fatto in tempo a cantare una delle canzoni più interessanti e ispirate di Tuomas Holopainen, evidentemente ispirata a Edgar Allan Poe e al suo mistico racconto Il pozzo e il pendolo:

lunedì 24 dicembre 2018

Carol of the bells


Mykola Leontovych
via commons
Carol of the bells è una canzone natalizia composta dall'ucraino Mykola Leontovych nel 1914 con le parole dello statunitense Peter J. Wilhousky. Si basa sul canto popolare ucraino, sempre natalizio, Shchedryk. Mentre il testo di Wilhousky è protetto da copyright, le musiche di Leontovych sono in pubblico dominio. La marcia del compositore ucraino ha un ritmo decisamente coinvolgente con alcune inflessioni oserei dire gotiche che la rende perfetta per la versione symphonyc metal della Trans-Siberian Orchestra, a quanto pare in collaborazione con i Metallica.
Quindi Buon Natale con Carol of the bells:

venerdì 3 agosto 2012

The four seasons: metal versions

The Four Seasons is a set of four violin concertos composed in 1723 by Antonio Vivaldi. One of the most interesting detail is that every concerto presents a variation in the theme of the previous season. And, like Wikipedia remembers,
"Winter" is peppered with silvery pizzicato notes from the high strings, calling to mind icy rain, whereas "Summer" evokes a thunderstorm in its final movement, which is why the movement is often dubbed "Storm."
In the recent days I found on YouTube some interesting metal interpretation of The Four Seasons, inspired by this post by Paolo Gifh on Google Plus.
Enjoy!

Spring

sabato 13 novembre 2010