Stomachion

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giovedì 25 dicembre 2025

Sweet silver bells

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[Chorus]
Sweet silver bells
Sweet silver bells
Ringing in the white
Running on the snow

[Verse 1]
The soft snow falls
covers the lands
and the pain of the people
The wind extinguishes the fire
of the fallen buildings

[Chorus]
Sweet silver bells
Sweet silver bells
Ringing in the white
Running on the snow

[Verse 2]
Trough the rubble and the blood,
the silence becomes voice
and a chorus rises upward,
a song to resist

[Chorus]
Sweet silver bells
Sweet silver bells
Ringing in the white
Running on the snow

[Outro]
Sweet silver bells
sing for my wounded people

venerdì 28 giugno 2024

Perso nello spazio e nel tempo

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Erano qualcosa come una decina d'anni che non prendevo la penna in mano per scrivere in versi. E poi qualche giorno fa mi sono ritrovato a buttare giù una poesia, su un quadernetto, ma, forse per via degli esperimenti con Suno che sto facendo in questo periodo (essenzialmente con la traduzione di alcune delle mie vecchie poesie), ho scritto direttamente in inglese. E ne è uscito Lost in space and time, che ho poi trasformato in un pezzo metal e che potete ascoltare su Suno.
Il tema della canzone è la solitudine, come intuibile già dal titolo, ma per svilupparlo ho utilizzato immagini astronomiche e scientifiche. E quindi, come per qualunque altra canzone di qualunque altro artista, andiamo a esaminarne il testo (anche se in questo caso è più uno spiegarlo, avendolo scritto io stesso!). Tecnicamente abbiamo una intro e una chiusura, entrambe di due versi, e poi tre terzine, in cui il primo verso è identico, I'm lost in space and time, mentre gli altri due declinano la solitudine essenzialmente in due modi, uno classico, nel senso di essere soli senza nessuno intorno, e l'altro in qualche modo ancora più profondo, in cui ci si sente soli anche in compagnia.
I versi del primo genere sono abbastanza semplici e chiari. Si inizia con
I'm lost behind the stars

venerdì 7 giugno 2024

Suno: musica intelligente

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Abbiamo già visto, in precedenti articoli, i primi utilizzi dei computer per generare musica, l'uso dei frattali nella generazione della musica e l'uso delle reti neurali per completare opere lasciate incomplete del passato. Gli articoli precedenti, sistemati non nell'ordine cronologico di uscita ma nell'ordine consigliato di lettura, vengono completati con quello in uscita oggi, che allo stesso tempo inizia anche una nuova serie dedicata agli esperimenti che ne sono generati, alcuni a tema scientifico, altri per puro divertimento.
Per riallacciarci alla questione sulla ricostruzione della decima sinfonia di Beethoven, avevo concluso che all'epoca non era ancora giunto il momento per le reti neurali di essere creative. E in effetti se mettiamo a confronto i risultati dei software di musica frattale e quelli di un compositore umano, esiste una certa differenza rilevabile a udito tra i due prodotti e per far sì che la musica frattale generata da un algoritmo bisogna comunque trafficare un po' con le impostazioni. Alla fine, però, è arrivato online un progetto interessante, Suno, una rete neurale in grado di generare musica.
Stando a quanto afferma il team, costituito da programmatori e artisti, l'obiettivo del progetto è quello di democratizzare la creazione della musica e renderla accessibile a chiunque. Avendo studiato musica (pianoforte, in particolare), ed essendomi cimentato, con qualche esperimento di composizione (di cui non vi ho ancora raccontato), l'idea dietro il progetto l'ho trovata molto interessante e così sono corso a provare il sistema. Prima di raccontarvi del secondo esperimento (al primo dedicherò un episodio a parte di particelle musicali), vorrei però approfondire velocemente le basi tecniche del progetto.