Stomachion

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venerdì 17 gennaio 2025

Alekhine, il finalista

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Alexander Alekhine - via commons
Recentemente Danny Metal, sul suo canale YouTube, ha proposto un nuovo video in cui racconta quali personalità del mondo dello spettacolo sono metallare. Tra queste c'è anche Jessica Pimentel, attrice nota soprattutto per Orange Is the New Black. Ciò che, però, è meno noto è l'essere la "voce" della band statunitense Alekhine's Gun. Dalle forti sonorità death metal, la band si è evidentemente ispirata al grande scacchista russo, naturalizzato francese, Alexander Alekhine. E anche se non ho trovato alcuna conferma esplicita della cosa, per essere convinti di ciò basta leggere il testo di Endgame, ricco di riferimenti scacchistici.
Ovviamente la canzone si riferisce al finale, la chiusura del gioco, come evidente da questi due versi:
With all this time came time to plan
How foolishly you thought you'd take it all away from me
D'altra parte il plan, letto nel contesto scacchistico, suggerisce proprio l'ideazione e lo sviluppo dei piani di gioco da parte di ciascuno dei due contendenti, il tutto a concorrere alla costruzione della strategia migliore:

venerdì 18 novembre 2022

Un apocalittico progetto alchemico

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Dopo nemmeno una settimana dall'uscita, datata 11 novembre, sono qui per "parlarvi" dell'ultimo progetto degli Epica, la band olandese di symphonic death metal di cui ho già scritto in altre occasioni. L'ultima uscita della band è un EP The alchemy project. Che poi, per lunghezza, quello che per gli Epica è un EP per un'altra band è un vero e proprio CD, ma questi sono dettagli.
L'album presenta tre caratteristiche principali: innanzitutto in tutti i pezzi gli Epica propongono delle collaborazioni con altri artisti, incluso Tommy Karevik, l'attuale voce dei Kamelot, cosa che sancisce ancora una volta la vicinanza tra i due gruppi; c'è poi un evidente interesse di sperimentazione musicale, visto che si trovano anche tracce di blues o di rock propriamente detto; e infine è un quasi concept album, visto che in praticamente tutti i testi c'è un riferimento alle guerre e alla fine della razza umana. Emblematici dell'atmosfera dell'EP, ad ogni modo, sono The final lullaby, nata dalla collaborazione con gli Shining, e Wake the World, che oltre alla presenza di Kaverik vede anche Phil Lanzon degli Uriah Heep.
Prendiamo per esempio i primi versi di The final lullaby:
Mirror, mirror on the wall
Who will be the one to destroy us all?

venerdì 1 luglio 2022

Gli abissi del tempo

In questo periodo, spesso, mi trovo sul tram ad ascoltare musica. Utilizzo la app NewPipe (potete trovarla su F-Droid), che permette di ascoltare la musica su YouTube senza l'interruzzione degli ads automatici di Goole. Per alcune caratteristiche particolari della app, preferisco cancellare periodicamente la cronologia (la salva sul dispositivo) per non ingozzare troppo lo smartphone e trovarmi con lo spazio occupato da svuotare d'urgenza prima di girare il prossimo video. E in questi giorni l'album eletto a essere quello da ascoltare è Omega, l'ottavo album in studio degli Epica.
Uscito nel 2021, ne ho già scritto un paio di righe relativamente a Code of life. Ad ogni buon conto, mentre lo riascoltavo, giusto stamattina facevo una considerazione in qualche modo discutibile. Ma fino a un certo punto, visto lo stile di scrittura dei Draconian, già protagonisti delle particelle musicali. Ovvero che in questi tempi moderni molti dei principali autori di Metal, in particolare symphonic metal, e più in generale gli "scrittori" di concept album, stanno arricchendo il discorso filosofico in modi assolutamente unici rispetto alle epoche precedenti.
Ho voluto allargare il discorso ai concept album essenzialmente per inserire anche Arjen Anthony Lucassen, che è spesso protagonista, ultimamente, di questa serie grazie agli Ayreon. Ovviamente Lucassen non è l'unico che veicola la sua visione del mondo attraverso la filosofia. In questo senso forse uno dei più filosofici, ma anche tra i più poetici autori metal del momento è Tuomas Holopainen, leader dei Nightwish, la band con cui il symphonic ebbe inizio (la storia è più complessa di così, ma concedetemi l'esagerazione in questa occasione!).
Come produzione di testi poetici e filosofici, però, non ci scherzano nemmeno Simone Simons e Mark Jansen, i due leader degli Epica, tornando così proprio a Omega, da cui questo pensiero era partito.

venerdì 29 aprile 2022

Quando a mancare è qualcosa d'altro

Mi riferisco all'aggiornamento dei blog. A volte, come in questi giorni, a mancare non è tanto ciò di cui mi piacerebbe scrivere, o ciò che mi piacerebbe pubblicare tra ciò che è già pronto, ma proprio la voglia di mettersi lì a scrivere. O mettere nello spazio del post quello che è già scritto, con la sua formattazione. Che poi oggi, venerdì, sarebbe anche il giorno delle particelle musicali e dovrei continuare a parlarvi di quel capolavoro che è Into the electric castle degli Ayreon, ma lasciamo perdere. Lo farò in altra occasione. E allora prendo da una vecchia abitudine e giusto per non lasciare fermo il blog eccovi un pezzo degli Eleine, Memoriam, di cui peraltro avremmo veramente un gran bisogno:

sabato 7 agosto 2021

Batman Death Metal: Sepultura

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Raphael Albuquerque fa, tutto sommato, una copertina piuttosto convenzionale per la band edition del quinto numero di Death Metal. I protagonisti sono i Sepultura, con il Batman che ride che campeggia sopra di loro. Niente di realmente paragonabile a quanto avvenuto con le altre copertine della band edition, in particolare quelle dedicate a Opeth e Lacuna Coil, ma meglio di quello che sembra sarà la copertina dedicata ai Dream Theather. Vedremo quando il risultato verrà stampato sul cartoncio della cover del sesto albo del crossover. Ora, però, immergiamoci tra le pagine de L'uomo senza domani, ma soprattutto della musica dei Sepultura.
Guardiani della Terra
Fondati nel 1984 dai fratelli Max e Igor Cavalera, rispettivamente voce e batterista della band, i Sepultura sono una band brasialiana death metal che conoscevo solo di nome, senza avere mai ascoltato nulla di loro fino all'uscita dell'albo. Iniziando a prepararmi avevo ascoltato qualcosa del repertorio realizzato dalla formazione iniziale, di cui l'unico "sopravvissuto" è il solo Paulo Jr., il bassista. Entrambi i fratelli Cavalera, infatti, hanno abbandonato il gruppo: Max nel 1996, sostituito nel 1998 da Derrick Green, attuale voce del gruppo, e Igor nel 2006, sostituito prima da Jean Dolabella e poi nel 2011 da Eloy Casagrande, ancora a bordo della band. A completare la formazione ecco Andreas Kisser, chitarrista, considerato il leader dei Sepultura, salito a bordo nel 1987, all'epoca del secondo album della band, Schizophrenia, e sostituto di Max Cavalera anche alla voce per i due anni di transizione tra la prima era vocale e quella attuale.
Della loro discografia ho intenzione di recuperare Roots del 1996, considerato la commistione del genere metal con la musica folkloristica degli indigeni brasiliani. Per l'occasione di questo articolo, invece, ho ascoltato Machine Messiah del 2017 e soprattutto Quadra del 2020, che viene considerato da Kisser come l'album che più di tutti sintetizza le varie anime dei Sepultura che si sono sviluppate nel corso dei trent'anni e più di attività. La conclusione dell'ascolto è quella di una band che, nonostante tutte le influenze ufficiali, è sostanzialmente arrivata a uno stile che ricorda molto da vicino i Metallica, ma con le influenze death metal. Non mancano, però, le altre influenze collaterali, come quelle provenienti dalla musica indigena brasiliana, o persino il symphonic metal presente in Guardians of Earth, pezzo a tema ecologista potente e con elementi sinfonici e acustici che si mescolano e si fondono in maniera ottimale con l'anima metal del gruppo:

sabato 24 luglio 2021

Death Metal: Doom Metal

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Sebbene i Black Sabbath siano considerati precursosi anche del doom metal (dopo il precedente speed metal), le origini del genere vengono generalmente fatte risalire agli anni Ottanta del XX secolo con gruppi come i Pentagram e i Saint Vitus. Il doom metal è caratterizzato da suoni cupi e tematiche decadenti, con testi che presentano anche citazioni dal mondo dell'occulto. Introspezione e dramma interiore sono tipici dei testi doom metal. Inevitabile l'incontro del genere con il death metal che da l'origine al death doom metal, di cui tipici esponenti sono band come i My Dying Bride o i Paradise Lost, entrambi britannici, o i Draconian, band svedese. E tutti e tre presenti nei miei ascolti usuali del genere.
Non siamo però, qui, per discutere (solo) di doom metal, ma anche dell'omonima saga in cinque puntate della Justice League ambientata nell'era Death Metal del Cavaliere più oscuro e pubblicata da Panini Comics sui numeri #13 e #14 dell'omonimo mensile italiano.

venerdì 18 giugno 2021

Il codice della vita

Uscito quest'anno, Omega è l'ultimo lavoro degli Epica, che è indubbiamente, se non dal punto di vista musicale, ma sicuramente dei testi, un concetrato di molti dei temi cari alla band. E non fa eccezione, e anzi è emblematica Code of life, che ha un testo in questo senso significativo.
Innanzitutto c'è una sorta di visione del codice della vita come sostituto del destino, e quindi qualunque tentativo di modificarlo è un po' come sfidare il destino stesso, come si evince dal chorus:
Can we defy the code of life?
We try to be divine
It's the origin of human lies

venerdì 16 aprile 2021

Fino alla fine del tempo

Ho scoperto i Magic Opera grazie a Leonardo Petrillo, che tempo addietro avevo introdotto nel mondo del metal, in particolare il power metal. In particolare la band italiana si inserisce nel filone del symphonic power metal dove abbiamo un'altra band di un certo spessore, i Rhapsody of Fire. E in effetti The golden pentacle, album di debutto della band di Marco Garau è un concept album di genere fantasy. Ambientato in un reame fantastico, il regno di Amtork, ruota intorno all'eterna lotta tra bene e male, tra pace e armonia da un lato, avidità e distruzione dall'altro.
I Magic Opera, però, non si limitano al semplice compito dello sviluppo di un album di genere puro e semplice, ma inseriscono anche elementi di death metal in alcuni dei pezzi del sommario, aggiungendo una dinamicità dovuta al dialogo tra i due stili musicali distinti. Da amante di entrambi i generi, non posso che apprezzare la scelta, ma non sono qui semplicemente per raccontarvi l'album (che comunque vi invito a sostenere, anche perché ci sono diverse chicche musicali molto interessanti), ma per prendere spunto dalla traccia conclusiva, Until the end of time, titolo utilizzato da diversi musicisti in generi completamente differenti. Come immaginabile dai miei lettori usuali, in questo caso andrò a soffermarmi proprio sul titolo e sulle sue implicazioni scientifiche.

venerdì 7 giugno 2019

Ombre di un sole morente

#deathmetal #astronomyforabetterworld #astronomia #sole cc @cosmobrainonair @astrilari @real_fabristol @Pillsofscience @stefacrono @Scientificast @92sciencemusic
Gli Insomnium sono una band death metal finlandese attiva dal 1997. Giunta al suo settimo album in studio, Winter's gate, uscito nel 2016, nell'album precedente di due anni prima ha proposto un pezzo particolarmente interessante per questi aperiodici articoli dedicati alla musica e alla scienza, Shadows of the Dying Sun. Il testo della title track dell'album, oltre che il titolo, presenta alcuni elementi scientificamente interessanti. Andiamoli a vedere insieme:
Quello che resta di un cadavere cosmico
La famosa Figli delle stelle di Alan Sorrenti per come viene utilizzata in particolare dai Deproducers è un modo di vedere l'origine del sistema solare piuttosto positivo. A voler essere pignoli, infatti, siamo qui su questo pianeta perché una o più stelle nel braccio di Orione esplose in supernove(1) per consentire al Sole di poter nascere e dare il via al processo di formazione dei pianeti che gli ruotano intorno.
Questa idea è catturata, in una maniera un po' più soft di come l'ho raccontata or ora, dal verso del ritornello
We are the dust of the stars
Questa polvere stellare, ricca di calcio e alluminio e con abbondanza di oro e uranio, andò successivamente a condensarsi nei pianeti e negli altri corpi celesti che sono gravitazionalmente legati al Sole, e dunque costituiscono il nostro sistema solare. Tale modello è fondamentalmente basato sull'ipotesi nebulare del 1796 di Pierre-Simon Laplace, similare all'ipotesi avanzata da Immanuel Kant nel 1755(1) come probabile evoluzione della teoria del 1734 di Emanuel Swedenborg. Per dettagli sulla formazione del sistema solare vi rimando al modello di Nizza, visto che qui in questa sede proseguo con la possibile evoluzione del Sole.