Stomachion

martedì 21 luglio 2026

L'orrido verde

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Lasciandosi ispirare da The green meadow di Howard Phillips Lovecraft e Winifred Virginia Jackson, un gruppo di cinque autori italiani, Federica Baldi, Flavio Deri, Mauro Palazzi, Davide Russo e Paolo Sista realizzano un libriccino che di primo acchitto potremmo paragonare al più corposo Gli accoliti di Cthullu, ma che è qualcosa di più. I quattordici racconti che lo compongono (l'ultimo scritto da tutti in collaborazione) costituiscono, infatti, un'unica narrazione che si dipanda nel tempo per raccontare le vicende di Green Hole, cittadina che gioca un ruolo chiave nei progetti dei Grandi Antichi lovecraftiani.
Da questo punto di vista l'operazione ricorda non poco Fear Streets di Robert Lawrence Stine, di cui ho visto la serie di film su Netflix, mentre dal punto di vista stilistico è interessante la commistione di stili anche abbastanza differenti tra loro. Devo dire che nel complesso ho gradito molto i capitoli realizzati da Federica Baldi e Davide Russo, due a testa escludendo l'ultimo. La prima è risultata forse la più lovecraftiana del gruppo, mentre il secondo ha gestito alla fine due registri differenti, uno più prettamente lansdaliano e l'altro a metà tra l'action e lo spionistico.
Nel complesso, però un po' tutti gli autori sono riusciti a scrivere capitoli (o racconti, dipende da come si interpreta l'operazione) efficaci e ben calati all'interno del più ampio contesto narrativo, segno di una supervisione attenta e presente.
La cura editoriale, invece, quella relativa a quell'operazione meglio nota come "correzione di bozze" risulta un po' da rivedere, ma alla fine per un piccolo editore, sostanzialmente amatoriale, che spesso va in fiere piccole come Marginalia, è un peccato decisamente perdonabile che nulla inficia sulla più che buona qualità complessiva de L'orrido verde.

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