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giovedì 30 luglio 2026

Callicore, testimone del passato

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Il pixel bianco al centro è Callicore
ritratta da Hubble il 30 novembre 2025 - via commons
Callicore è una figura minore della mitologia greca. Meglio nota come una delle nisiadi, le ninfe che, secondo il poema epico Le dionisiache di Nonno di Panopoli, avrebbero allattato Dionisio, secondo altre fonti è, invece, una delle muse, e dunque figlia di Zeus. Essendo Zeus, nella tradizione romana, identificato con Giove, quando il 6 febbraio del 2003 l'astronomo Scott Sheppard scoprì un nuovo satellite intorno al pianeta Giove, decise di chiamarlo proprio Callicore, seguendo dunque quest'ultima tradizione mitologica.
Callicore è un oggetto leggermente allungato (vedremo più sotto di quanto) con un diametro medio di poco meno di 4 km. La sua orbita intorno a Giove è di tipo retrogado, ovvero la direzione risulta opposta alla rotazione del pianeta. Si ritiene che Callicore faccia parte di un gruppo di lune di Giove detto gruppo di Carme (Carme, nella mitologia, era una delle tante amanti di Zeus) che sarebbero i resti di un asteroide o di un oggetto transnettuniano catturato da Giove e successivamente distrutto da una qualche collisione alcuni miliardi di anni fa.
Studiare Callicorfe, dunque, sarebbe piuttosto utile per capire ulteriori dettagli sul processo di formazione del sistema solare, e in effetti la missione JUICE (Jupiter Icy Moons Explorer) dell'ESA, lanciata il 14 aprile del 2023, dovrebbe passare dalle parti di Callicore il 7 ottobre del 2031.
Per poter pianificare nel modo migliore possibile il flyby intorno a Callicore, però, bisogna conoscerne il più precisamente possibile la posizione, cosa che era piuttosto complicato fare a causa dell'alta incertezza.
Per abbassarla a livelli accettabili, una collaborazione internazionale, tra cui è presente anche l'Osservatorio Astronomico della Valle d'Aosta (OAVdA), ha combinato dati astronomici e fotometrici provenienti da diversi strumenti, su tutti il telescopio spaziale Hubble e osservazioni dal Gran Telescopio Canarias, il più grande telescopio terrestre ottico attualmente in funzione, queste ultime svolte nel gennaio del 2026. A questi dati sono stati aggiunti anche quelli ricavati da una campagna osservativa condotta nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 2025 condotta utilizzando gli strumenti a disposizione dell'OAVdA. L'osservazione, portata a termine da Jean Marc Christille, direttore della Fondazione Clément Fillietroz che gestisce il polo astronomico di Lignan, nel Comune di Nus, e da Stefano Sartor, tecnologo dell’ente valdostano, ha catturato i brevissimi istanti dell'occultazione di una stella "lontana lontana" da parte proprio di Callicore.
Dai dati raccolti, tra le altre cose, si può dedurre una breve scheda delle caratteristiche della luna di Giove:
Breve scheda di Callicore

Dimensioni: \(3{,}8_{-0{,}3}^{+2{,}3}\text{ km}\).
Forma: forma allungata con un rapporto minimo tra i semiassi \(a/b = 1{,}53 \pm 0{,}10\).
Albedo e superficie: superficie scura con un'albedo geometrica intorno al \(3{,}7_{-2{,}2}^{+0{,}7}\%\).
Dal punto di vista di JUICE, questi dati permettono di ridurre l'incertezza sulla posizione orbitale di Callicore di circa l'82.8%, consentendo così di poter ragionare in maniera più precisa su una traiettoria utile per la sonda per studiare meglio la superficie di questo piccolo oggetto proveniente dal periodo iniziale di formazione del sistema solare.
Dell'articolo ne ha scritto anche MediaINAF, essendo coinvolto nella ricerca anche Pasquale Palumbo dell'INAF-IAPS di Roma. Sul sito di OAVdA trovate il cominicato stampa ufficiale. L'articolo scientifico, infine, è uscito su "Nature Astronomy".

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