
Partiamo da quello che è il destino del nostro Sole. Tra qualche miliardo di anni (4 o 5), il Sole diventerà una gigante rossa, aumentando le sue dimensioni fino a 100 volte quelle attuali. Successivamente espellerà i suoi strati esterni per diventare una nana bianca. Nella fase di gigante rossa, il Sole distruggerà Mercurio e Venere e forse anche la Terra (il suo destino è incerto, ma sempre e comunque non proprio roseo, oscillando tra la distruzione e la trasformazione in qualcosa di simile all'odierno Mercurio), mentre i giganti gassosi più lontani dovrebbero restare al sicuro dalla distruzione, ma non è ancora ben chiaro cosa potrebbe accadere loro.
Una possibile risposta viene da WD 1856 b un pianeta delle dimensioni paragonabili a quelle di Giove orbitante proprio intorno a una nana bianca nella costellazione del Dragone. I dati raccolti dal James Webb Telescope e recentemente pubblicati su Nature sembrano indicare una temperatura del pianeta superiore rispetto a quella che ci si aspetterebbe. Nonostante la distanza particolarmente ravvicinata (come vedremo più sotto), la sua temperatura risulta di 400 K (126 °C), ovvero 240 gradi più alta di quella che dovrebbe avere considerando la luce della nana bianca come unica fonte di calore.
C'è un'altra anomalia, cui accennavo poco sopra: l'orbita del pianeta è più stretta rispetto a quella della Terra, e questo introduce un utleriore problema relativo a come sia riuscito a sopravvivere alla fase di gigante rossa della sua stella.
Prova a dare una risposta Christopher O’Connor, uno degli autori dell'articolo:
(...) ci sono due teorie. Una è che il pianeta sia stato inghiottito dalla stella ospite mentre stava morendo, riuscendo a sopravvivere al suo interno. L'altra è che la migrazione sia avvenuta a causa dell'effetto gravitazionale di altri oggetti nel sistema. La nana bianca fa parte di un sistema stellare triplo, e le stelle compagne esterne potrebbero aver influenzato l'orbita di WD 1856 b.E' inutile dire che è la seconda teoria la più gettonata: l'aumento di temperatura, infatti, sarebbe avvenuto nella fase di gigante rossa e solo successivamente, man mano che la migrazione su un'orbita più stretta andava procedendo, si è raffreddato.
Ovviamente non è detto che ciò accadrà anche con Giove, ma, come detto da Ryan MacDonald, questo è solo l'inizio di una ricerca che punta a osservare i pianeti intorno alle nane bianche: in questo modo ricavando dati su ciò che è avvenuto nel passato su stelle lontane, potremo forse capire cosa potrebbe accadere in futuro nei dintorni del nostro Sole.
via EurekAlert!
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