
Price, infatti, oltre a fornire la sua particolare visione sugli scritti lovecraftiani, è stato curatore di diverse raccolte sui miti di Cthulhu, come per esempio la corposa ed elegante raccolta de Gli accoliti di Chtulhu. Pubblicata dalla Titan e portata in Italia da Nicola Pesce Editore, vede tra gli autori gente come Neil Gaiman, Jorge Luis Borges (entrambi citati nel sottotitolo, evidentemente come richiamo per i lettori), Gustav Meyrink (quello de Il Golem).
Non sono gli unici, e sarebbe anche oltremodo lungo e tedioso ricordarli tutti. Ovviamente molti sono risultati particolarmente efficaci, altri un po' meno (come il già citato Borges). In particolare spiccano i due racconti di Arthur Pendragon e i tre di Steffan Aletti o quello di randall Garrett che mi sono sembrati particolarmente lovecraftiani.
Alcuni, come quello dello stesso Gaiman, presentavano un certo livello di ironia, in alcuni casi quasi strisciante, al pari dell'orrore lovecraftiano, in altri abbastanza manifesto. La cosa, però, non dovrebbe nemmeno stupire: lovecraft, per quanto non usasse spesso l'ironia, era anche in grado di utilizzarla in alcuni dei suoi racconti, pochi in effetti.
E' fuori di dubbio una raccolta immancabile nella libreria di qualsiasi appassionato del solitario di Providence.
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