con storie di @titofaraci @RGagnor
E anche questa settimana riesco a ottenere la copia digitale di
Topolino. Ci sarà tempo per ordinare gli arretrati, ma quanto meno continuo con la lettura settimanale, cosa che almeno placa l'anima collezionistica che non vorrebbe perdere nessun numero. Tornando ai contenuti, il #3359, come sottolineato sin dalla copertina di
Alessandro Perina, è dedicato a
Raffaello Sanzio di cui nei giorni scorsi è stato ricordato il cinquecentenario della morte. Mentre della storia che lo stesso Perina ha disegnato su testi di
Bruno Enna ho scritto sul Cappellaio Matto, qui vado ad occuparmi di alcune delle altre storie che completano il sommario del
Topolino di questa settimana.
Quando Ciccio mangia pesante
Sono stato un fervente lettore della mitica
Ridi Topolino, rivista cui ho anche dedicato uno
speciale della serie de Le grandi domande della vita. Era ricca di belle storie, alcune appartenenti a piccole serie, come ad esempio la mitica
Quando Paperinik mangia pesante. Così, quando ho visto Ciccio che si stava per assopire sotto un albero dopo la classica abbuffata, il pensiero è inevitabilmente andato proprio a quella serie! E la cosa era persino giustificata dal coprotagonista de
Le creature della fattoria: Paperinik!
A scrivere l'avventura ci ha pensato il
deus ex-machina di quella rivista,
Tito Faraci, che realizza a partire da un soggetto abbastanza tipico per molti film di fantascienza dell'epoca d'oro, peraltro spesso parodiati da
Giuseppe Ferrario nella prima pagina della rivista, una divertentissima e cinetica storia in cui Paperinik e Ciccio si scontrano con due vegetali antropomorfi alieni giunti sulla Terra per non si sa bene quale motivo. Lo scrivo sinceramente: non ridevo così tanto da diverso tempo. A differenza, però, della serie dello stesso Faraci,
Quando Paperinik mangia pesante, queste
Creature della fattoria non è un incubo generato dagli alimenti mangiati da Paperino durante la serata. Inoltre non la si può neanche inserire in tutta quella serie di storie, soprattutto di produzione brasiliana, in cui essenzialmente autori e lettori ridevano di Paperinik e non con Paperinik, come avviene nella storia di Faraci. E questo dettaglio fa una grande differenza, insieme con un leggero autocitazionismo dello stesso autore, che va anche oltre
Ridi Topolino e sfocia fino a
PKNA, visto che molte battute di Paperinik ricordano alcune delle più efficaci battute che lo stesso Faraci, o gli altri autori che scrivevano per quella serie, metteva nel becco dell'eroe in molti momenti dei momenti di tensione, che ovviamente non mancano neanche ne
Le creature della fattoria.
Ad affiancare Faraci, poi, troviamo un disegnatore avvezzo, anche da autore completo, alle storie cinetiche e sensa respiro:
Lucio Leoni. Il suo tratto rotondo, tra
Romano Scarpa e
Luciano Gatto, risulta perfetto per la storia di Faraci: comico al punto giusto, ma anche drammatico, epico e spettacolare quando serve. Peraltro entra perfettamente nel
mood della storia, non solo grazie alla rappresentazione degli alieni vegetali, ma anche con l'ottima quadrupla di apertura con il titolo che riprende proprio quei vecchi manifesti parodiati in
Ridi Topolino.
In definitiva una gran bella storia che mi pare molti, in giro, hanno decisamente sottovalutato.