
Nel segno di Pollyanna

In effetti l'ombrello, in uso sia in Cina sia nell'Antico Egitto, era in origine un oggetto che i nobili e i notabili utilizzavano per ripararsi dal sole.
Il Pippo protagonista di questa bella storia ferragostana, infatti, interagisce con il signor Grumb, brontolatore professionista che in particolare non ama l'estate. Così Pippo decide di passare una giornata con il signor Grumb per cercare e possibilmente trovare almeno uno svago estivo gradito al brontolatore professionista. La storia è un susseguirsi di gag divertenti, alcune anche piuttosto sottili, come quella del costume da bagno moderno e sbarazzino, e altre culturali, come Pippo che si siede su una sedia che in realtà è un'opera d'arte.
Ben poco da dire sul maestro Cavazzano, che in un'unica storia ha la possibilità di mostrare tutta la sua maestria in ambientazioni completamente differenti, che vanno dalla spiaggia affollata, agli ambienti naturali (laghi, montagne, ecc.), al museo, alla città. Un mix, quello tra Faraci e Cavazzano, che ancora una volta partorisce una storia gustosa, divertente e non banale.