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lunedì 3 giugno 2019

L'infinito cercare

cc @stefacrono (finalmente l'ho finita e pubblicata!) @astrilari @Pillsofscience @malamiao @mediainaf @Scientificast @Popinga1
Iniziare a scrivere in particolare la recensione di un libro, quando poi questo è anche uno di quelli che si è letti tutto d'un fiato, non è mai semplice. La difficoltà, poi, prosegue quando il libro non solo è una biografia, ma addirittura un'autobiografia, dove l'autore si racconta e mette in fila non solo i ricordi, ma anche se stesso. Quando poi a raccontarsi è un fisico teorico del calibro di Tullio Regge potete ben comprendere le difficoltà nell'avvicinarsi a un personaggio di tale levatura.
Innanzitutto, per avvicinarsi al libro, mi è molto utile suddividerlo sostanzialmente in tre parti, anche se questa suddivisione non è certo quella proposta dall'autore e dall'editore, che hanno strutturato L'infinito cercare in 8 capitoli. La prima parte, una sorta di introduzione necessaria, si occupa dell'infanzia e della primissima formazione di Regge, tutta racchiusa nel primo capitolo, dove in pratica l'autore raccoglie i ricordi che sono fondanti per la sua persona, a partire dal padre, che ne ha sempre stimolato la curiosità (ed è facile, a questo punto, pensare al padre di un altro grande fisico teorico, Richard Feynman), senza dimenticare le esperienze durante il fascismo e la seconda guerra mondiale, esperienze che evidentemente lo portarono, una volta adulto, su una posizione politica differente da quella paterna.
Se questo primo capito sembra, alla fine, un po' lento e a tratti noioso, probabilmente ciò avviene a causa dei ricordi così lontani. D'altra parte già a partire dal secondo capitolo si entra nella parte più bella, appassionante e divertente dell'autobiografia, non solo se letta nell'ottica del fisico. Lo stile adottato da Regge, infatti, è leggero e divertente, con il grande teorico che non si prende mai troppo sul serio e che riesce sempre a trovare delle parole semplici e chiare per raccontare non solo gli aneddoti che hanno costellato la sua vita, ma anche la fisica che inevitabilmente ne è stata protagonista. Questa seconda parte, che va dal secondo al quinto capitolo, è quella che definisco del ricercatore, se mi permettete una divisione così netta, che però nei fatti non c'è, e che ci porta con grande brio, tra il lavoro e il rapporto con la moglie Rosanna Cester, uno sperimentale (e poi dicono che non ci sono buoni rapporti tra teorici e sperimentali!), fino all'ultima parte, quella del divulgatore e del politico, che si sviluppa negli ultimi tre capitoli, dove l'impegno civile di Regge diventa più esplicito ed evidente grazie alle attività di divulgazione (all'inizio di tipo astronomico) e come deputato al parlamento europeo.
Non ho mai chiesto nel dettaglio quale sia stato il suo contributo, né come sia andata che stava per essere dimenticato, ma so che è stato accreditato all'ultimo minuto in copertina come coautore anche Stefano Sandrelli: è un vero peccato non leggere, almeno relativamente all'edizione che ho in mio possesso (una delle prime, visto che questa recensione è un recupero d'annata...), quale sia stato il contributo di Stefano e come sia stato lavorare con Regge sulla sua biografia.

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