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mercoledì 18 agosto 2021

Antropico Weinberg

20210818-steven-weinberg
Steven Weinberg - via commons
Ho scoperto piuttosto tardi della scomparsa di Steven Weinberg, avvenuta il 23 luglio di quest'anno. Aveva vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1979 insieme con Sheldon Lee Glashow e Abdus Salam
per il loro contributo alla teoria sull'unificazione delle interazioni debole ed elettromagnetica delle particelle elementari, inclusa, tra le altre, la predizione della corrente neutra debole.
In questo articolo di Nima Arkani-Hamed su Quanta Magazine viene citato il suo contributo alla discussione sulla costante cosmologica e al principio antropico.
Una delle domande più scomode in comsologia al momento è come mai esistiamo. Non è così scontato che l'universo debba necessariamente essere ospitale per la vita. Ciò che stupisce è che le costanti fondamentali del nostro universo sono quelle giuste per rendere statisticamente probabile che, da qualche parte nel cosmo, ci siano le condizioni per avere un pianeta con della vita che vi scorrazza sopra. Piccole variazioni in una sola di queste costanti e questa probabilità diventa anche significativamente più bassa. Per spiegare questa coincidenza è stato proposto negli scorsi decenni il principio antropico, formulato in varie versioni, alcune più forti, altre più deboli.

martedì 21 aprile 2020

Alla ricerca delle leggi ultime della fisica

Nel 1986 il St John's College e la Cambridge Mathematics Faculty organizzarono la prima edizione di una serie di conferenze dedicate a Paul Dirac, deceduto due anni prima. In quell'occasione intervennero fisici del calibro di Richard Feynman e Steven Weinberg. In particolare quest'ultimo fece un intervento dal titolo abbastanza esplicito, Alla ricerca delle leggi ultime della fisica.
Ancora Stephen Hawking, citato nell'intervento, non era giunto alla conclusione che una teorica unificatrice di tutta la fisica non sarebbe stata possibile, per cui l'idea di tracciare una linea di ricerca dedicata a questo scopo non era così impossibile. Weinberg, che cita proprio il senso di bellezza di Dirac come guida non solo per il famoso fisico teorico, ma come principio abbastanza generale, basa essenzialmente il suo intervento, semplice da seguire ma sufficientemente specialistico da non essere banale per il lettore comune, sull'allora relativamente nuova teoria delle stringhe, principale candidata a quella che Hawking definiva la teoria del tutto.
Il quesito più importante che i fisici teorici dovevano e devono risolvere ancora oggi è l'unificazione tra meccanica quantistica e relatività di Albert Einstein. I problemi che emergono quando si tenta l'unificazione sono gli stessi esaminati da Dirac nelle sue conferenze raccolte ne La bellezza come metodo e la teoria delle stringhe, in questo testo edito da il melangolo tradotta come "teoria delle corde", sembra essere proprio la risposta a questo problema.
Oggi sappiamo che la teoria delle stringhe non è l'unica possibile teoria unificatrice, anche se i test per tali teorie risultano particolarmente problematici, come lo stesso Weinberg aveva già sottolineato all'epoca nel suo intervento. L'assunto di base, però, è che queste idee (con riferimento diretto, ovviamente, alla teoria delle stringhe, ma estendibile anche ad altri modelli) debbano essere sviluppate nel solco tracciato a suo tempo dal grande Paul Dirac che non credo che avrebbe disapprovato ciò che stiamo cercando di fare.

sabato 15 dicembre 2018

Le grandi domande della vita: Speciale Terra di Mezzo

Che ne pensiamo de "La relatività con Il Signore degli Anelli?" cc @stefacrono @Pillsofscience @astrilari @MathisintheAir @Scientificast @Popinga1
Come spesso succede, organizzo i post in gruppi, a volte consecutivi, altre più o meno sparsi. E così, giusto perché una trilogia è sempre meglio di una coppia, ecco che dopo la recensione de La storia di Kullervo e l'articolo sull'ultima luna d'autunno arriva uno speciale de Le grandi domande della vita dedicato alla Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien.
La forma della Terra di Mezzo
Steven Weinberg è uno dei più noti fisici teorici del XX secolo. Insieme con Abdus Salam e Sheldon Glashow ha vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1979 per l'unificazione della forza debole con quella elettromagnetica. Nell'introduzione del suo poderoso libro Gravitation and cosmology: principles and applications of the general theory of relativity discute le origini della geometria non-euclidea e propone una mappa interessante con tanto di domanda intrigante: La Terra di Mezzo è piatta?
Come spiegavo qualche giorno fa, per determinare la curvatura o meno di una superficie, un metodo pratico è quello di misurare gli angoli di un triangolo sufficientemente grande tracciato sulla sua superficie. Se però prendiamo quattro punti distinti sulla superficie, possiamo prendere le 6 distanze relative tra i quattro punti scelti per determinare, attraverso una relazione più o meno complicata, la metrica della superficie. In particolare se i quattro punti fanno parte di una rete semplicemente connessa(1) o più in generale di un piano allora la relazione seguente risulta verificata: