Stomachion

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mercoledì 15 ottobre 2025

Il tallone da killer

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Tutti gli orfani di Hap e Leonard potranno sicuramente trovare conforto nel primo romanzo ufficiale del Biondo e Quello con la cravatta, due particolari personaggi ideati da Alessandro Robecchi nella serie dedicata alle indagini di Carlo Montessori (che probabilmente inizierò a recuperare).
I due, infatti, hanno intrapreso una carriera piuttosto particolare: quella di killer a pagamento. Grazie a un complesso sistema di passaparola per il marketing dell'azienda e di annunci sui giornali per i contatti con i clienti, riescono a ottenere un buon numero di ingaggi all'anno. I problemi in un mestiere del genere sono tra i più disparati, e per chi è appassionato di crime in fondo non sono nemmeno così inusuali, ma vengono in qualche modo esasperati dal particolare incarico che si trovano ad affrontare in questo Il tallone da killer.
Lo stile di Robecchi è fresco e diretto, costruendo delle dinamiche che in qualche modo ricordano quelle stesse dinamiche costruite da Joe Lansdale tra i suoi Hap e Leonard. E' solo la parte della barricata che è leggermente differente tra le due coppie, e ovviamente anche l'ambientazione, nel caso del nostro giallista è la grigia e fredda Milano. Ricco di ironia e sarcasmo, è un romanzo consigliatissimo per chi non conosce Robecchi, come ero il sottoscritto prima di leggerlo!

mercoledì 4 settembre 2024

La setta delle ciambelle

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Evidentemente Joe Lansdale aveva nostalgia di Hap e Leonard, ma visto il modo in cui ha concluso le avventure dei suoi due personaggi, riprenderli era sostanzialmente impossibile, così ne La setta delle ciambelle ha riportato in vita le dinamiche tra i due amici riproponendo al loro posto i due fratelli Garner, intorno ai quali ha costruito un cast di tutto rispetto che ha riproposto molti dei caratteristi utilizzati nella sua serie più famosa. E' possibile, ma è solo un sospetto, che il romanzo nasca da un qualche progetto che avrebbe dovuto coinvolgere proprio Hap e Leonard, visto che entrambi i fratelli Garner hanno una struttura fisica che riprende quella dei due detective dilettani e, inoltre, sono in qualche modo accoppiati. Per contro alcuni dettagli della trama mal si adattano proprio ai mitici Hap e Leonard, però ciò che più conta è che le atmosfere della storica serie sono state riportate in vita da Champion Joe, anche solo per un singolo romanzo.

giovedì 29 agosto 2024

Sole di mezzanotte

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Per la prima volta ho affrontato la lettura di un romanzo di Jo Nesbo, autore che mi ha sempre intrigato ma che non ho mai affrontato. o sfruttato l'occasione di alcuni sconti e la presenza di mia madre a Milano che era alla ricerca di romanzi di genere giallo o giù di lì da leggere. Sole di mezzanotte, lettura veloce e appassionante, una delle tante di questa estate 2024, ha una trama molto simile a quella di Toxic di Hallgrimur Helgason, ma con una punta di ironia in meno, e con l'aggiunta di alcuni elementi religiosi che in parte ricordano Tempesta solare di Åsa Larsson. Lo stile di Nesbo, però, è indubbiamente più asciutto di quello della Larsson, ma anche di quello di Helgason, anche per via di alcune scene al limite dell'esilarante presenti in Toxic. Nesbo, invece, bada all'essenziale, raccontando una storia che comunque invita a riflettere su quei momenti, molti o pochi che siano, che ci invitano a cambiare, a rischiare noi stessi con tutto quel che ne consegue.

lunedì 10 gennaio 2022

Una storia di vampiri e rapinatori

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Avrebbe potuto tranquillamente dirigerlo, però alla fine si è accontentato di scriverlo e recitarlo. Sto parlando del film del 1996 Dal tramonto all'alba in cui due folli fratelli rapinatori in fuga dopo l'ennesimo colpo rapiscono strada facendo una famigliola di padre e due figli in vacanza verso il Messico. Il problema per il gruppo non è la fuga dalla polizia, ma il locale dove sostano: un covo di vampiri.
E uno dei due fratelli è Quentin Tarantino che invece di dirigere il film scritto e ideato con Robert Kurtzman lascia l'onore e l'onere a Robert Rodriguez, che tra le altre cose ha diretto la serie di film si Spy Kids, codiretto con Frank Miller i film di Sin City e portato al cinema un altro bel fumetto come Alita.
L'altro fratello è invece interpretato da George Clooney e la cosa interessante è la suddivisione dei ruoli: Tarantino si prende il fratello pazzo e Clooney quello più posato, per quel che vuol dire "posato" per un criminale. Che poi, alla fine della fiera, è anche il personaggio che Clooney porta sugli schermi in molti dei suoi film.
Ad ogni buon conto Dal tramonto all'alba resta un film godibile e divertente, che mette insieme l'hard bolied con l'horror e, ovviamente per un film che coinvolge Tarantino, con tanto splatter.

sabato 4 dicembre 2021

La vendetta è mia

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Generalmente il protagonista di un hard boiled è un detective privato tormentato, un po' spiantato, che beve come un spugna e mena facilmente le mani. Quando in Italia al detective privato venne preferito il poliziotto, meglio un investigatore più o meno in carriera, ecco nascere il poliziottesco. In effetti il genere è più vicino all'analogo poliziesco hard boiled statunitense che non a quel percorso che ho descritto poc'anzi, anche se aveva elementi originali nell'ispirazione alla particolarmente tormentata cronaca nera italiana degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.
In un periodo di revival di generi, più che scontato se consideriamo che in quei generi molti di noi ci sono cresciuti, ecco che anche il poliziottesco torna in auge, prima tra televisione e cinema (sto pensando, in particolare, all'Ispettore Coliandro) e ora anche nel fumetto con un volume in formato tascabile targato Vincenzo Filosa-Paolo Bacilieri.

domenica 25 aprile 2021

La casa di carta: Bella ciao

Direi che oggi, 25 aprile, giorno in cui si ricorda la liberazione dell'Italia dal fascismo e si festeggia la lotta della resistenza partigiana ha senso scrivere qualcosa sulla seconda stagione de La casa di carta (poi, a Topolino, ci penseremo domani). E il motivo è semplice: gli autori della serie hanno, infatti, scelto Bella ciao, canzone simbolo della resistenza partigiana, come soundtrack della serie. E la cosa, come diventa sempre più evidente nel corso della seconda stagione, ha decisamente senso.
La serie prosegue la storia iniziata nella prima stagione, mantenendo anche la stessa struttura stilistica: i rapinatori continuano a restare asserragliati dentro la zecca di stato, resistendo e stampando, con l'aiuto degli ostaggi, gli euro previsti nel piano del Professore. Ovviamente continua anche la resistenza degli ostaggi, ridotta a pochi elementi capeggiati dal direttore della zecca, Arturo Román.

mercoledì 16 settembre 2020

Honky Tonk Samurai

L'occasione dell'ultimo volume dela serie di Hap&Leonard spinge Einaudi a commissionare la copertina a Zerocalcare che più o meno la riempie con tutti i personaggi del romanzo. Inoltre per questo gran finale Joe Lansdale getta i suoi due amati detective dilettanti in un'intricata vicenda che coinvolge motociclisti nazisti, politici corrotti e una simpatica e determinata vecchia signora alla ricerca della nipote scomparsa.
La prosa asciutta e veloce di Lansdale accompagna il lettore quasi senza alcun attimo di tregua. Quei pochi momenti di tranquillità, però, vengono gustati come i biscotti che tanto piacciono a Leonard, ma che non dovrebbe mangiare a causa della dieta! La storia si sviluppa, invece, tra un colpo di scena e l'altro, fino al sorprendente finale, che spiazza il lettore e lo lascia un po' triste, con un senso di vuoto che va ben oltre la conclusione della serie. D'altra parte i due personagi hanno tenuto compagnia ai lettori di tutto il mondo per qualcosa come 25 anni o poco più.

martedì 5 novembre 2019

La casa di carta: l'audace rapina alla zecca di stato

Ideata da Álex Pina, La casa di carta è una serie televisiva spagnola prodotta da Netflix che sta avendo un certo successo. E finalmente ho concluso la visione della prima stagione, costituita da 13 episodi.
La trama è abbastanza semplice: un uomo, nome in codice Professore, riunisce una banda di otto criminali per portare a termine una rapina alla zecca di stato spagnola. In realtà la rapina nasconde un piano più complesso: restare asserragliati dentro la zecca per una decina di giorni e nel frattempo stampare milioni e milioni di euro, per poi fuggire con i soldi freschi di stampa e irrintracciabili.

mercoledì 2 ottobre 2019

Una mucca indiana a Sarajevo

Tra il 1992 e il 1995 la Bosnia è stata territorio di una guerra etnica e civile caratterizzata soprattutto dalla forte presenza dei cecchini in molte delle città bosniache, prima su tutte Sarajevo. Uno degli elementi più stupefacenti, almeno per qualcuno che si reputa abbastanza lontano dalla religione, è come le ideologie che hanno diviso la popolazione bosniaca hanno di fatto separato amici e parenti, persone che fino al giorno prima erano in rapporti più o meno stretti e che poi si sono ritrovate dai due lati della barricata. Per la maggior parte la scelta è stata in un certo senso dettata dalla paura di essere isolati dalla comunità religiosa di appartenenza, per altri la conclusione di un percorso di odio. Ad ogni modo la Bosnia è stata di fatto invasa sia dalle forze di pace di ONU e NATO, sia da cecchini e mercenari di altre nazioni che videro nella guerra in Bosnia un'ottima occasione per lucrare sulla morte.
In tutto questo contesto la città di Sarajevo ha resistito a un vero e proprio assedio, opponendo alla violenza la forza della vita e della cultura, di cui la città è stata sempre ricca. Ed è proprio tutto questo che Lorenzo Mazzoni racconta ne Il muggito di Sarajevo, un romanzo indubbiamente realistico, ma al tempo stesso incredibilmente surreale. Per capire soprattutto quest'ultimo punto, basta riassumere il romanzo attraverso questi pochi elementi:

mercoledì 20 giugno 2018

L'isola degli animali estinti

Neil Nightingale non ha una visione molto ottimistica della vita, probabilmente a causa di una vita travagliata costellata da rapporti familiari non molto semplici, a partire da quelli con il defunto padre fino alla sua ultima compagna. Così decide di andarsi a rifugiare tra le irraggiungibili foreste canadesi. A dargli una scossa, però, è l'incontro con la giovane Céleste, che soccorre in fin di vita nei pressi della baita dove si è andato a nascondere. La ragazzina è un vero e proprio fulmine di guerra: devota alla causa della conservazione degli animali, combatte affinché gli uomini, nella loro avidità, non producano le continue piccole estinzioni di cui è costellata la storia del pianeta da quando l'uomo ha iniziato a diffondersi sulla Terra.
Jeffrey Moore affronta i temi del bracconaggio e della conservazione della fauna, in particolare di quella a rischio di estinzione, e quindi più pregiata per i bracconieri, con un romanzo duro, dal ritmo di un hard boiled, ma anche ricco di momenti di riflessione. Per lo più raccontato in prima persona, il romanzo si concentra sulla presa di coscienza del problema da parte di Neil, che si ritroverà coinvolto in una vicenda intricata con il solo supporto della piccola Céleste in un ambiente ostile come quello del grande nord. Il finale, per certi versi catartico, è anche velato da una certa malinconia, quasi un pessimismo di fondo nonostante la forza caratteriale dei due protagonisti.
Molte sono le specie che vengono citate nel romanzo tra quelle estinte o a rischio di estinzione, e di cui al massimo si posseggono delle immagini, come la vacca di mare, l'alca impenne, il chiurlo boreale, il coguaro orientale: un elenco che costituisce La società degli animali estinti, la cui vendetta potrebbe ricadere violenta contro l'incuria del genere umano. In questo senso, rispetto a L'ultima occasione di Douglas Adams, l'assenza di ironia e di un certo velato ottimismo (nel caso di Adams giustificato dall'aver conosciuto alcune delle persone che si occupavano degli animali a rischio) è palpabile e la sensazione è che nemmeno l'impegno di persone come Céleste riuscirà a invertire tale inevitabile destino. In fondo:
Aspettiamo ciondolando in giro e poi moriamo. E' solo questo, la Terra, in fondo: una grande sala d'attesa dell'estinzione, una società degli animali estinti, con conferimento postumo della tessera associativa...
(traduzione di Dafne Calgaro

martedì 15 maggio 2018

Topolino #3259: Speciale Salone del libro di Torino

Insieme con l'edizione regolare di Topolino #3259 era possibile acquistare anche l'edizione speciale cartonata realizzata appositamente per il Salone del libro di Torino contenente la ristampa di alcune storie scelte in funzione dei temi portanti dell'edizione 2018 del Salone stesso: identità, amicizia, scienza, ecologia, arte. Non le tratterò tutte, come faccio anche per gli usuali Topolino, ma mi concentrerò solo su tre:
Nemici con rispetto
Potremmo considerare Dalla parte sbagliata uno dei primi e più interessanti esperimenti di Tito Faraci con la narrazione hard boiled su Topolino. Le didascalie della storia sembrano, infatti, uscire direttamente da uno di quegli sporchi romanzi con i detrctive privati che bazzicano nei bassi fondi, sempre pronti a menare e farsi menare, ma riletti nell'ottica disneyana, quindi per certi versi parodistica. L'esempio più lampante di questo approccio è la terza vignetta della nona pagina, dove Topolino diventa una macchietta dei più beceri cliché per "passare inosservato". Inoltre in un paio di occasioni emerge anche il Faraci di Ridi Topolino, riuscendo così a costruire un mix perfetto tra comicità brillante e atmosfere più serie, il tutto ottimamente composto da un cinematografico Paolo Mottura che pur muovendosi all'interno della griglia classica, riesce a stupire il lettore con delle belle illustrazioni.
E' utile ricordare che un anno dopo l'uscita di questa avventura, che esplora in maniera un po' inconsueta il rapporto tra Topolino e Gambadilegno, arriva nelle edicole italiane il numero zero del Mickey Mouse Magazine, esperimento squisitamente hard boiled mai giunto a una vera conclusione.

martedì 15 novembre 2016

Psycho: il rassicurante sorriso di Norman Bates

Il 16 giugno del 1960 al DeMille Theatre di New York venne proiettato per la prima volta Psycho, uno dei tanti capolavori del maestro del brivido cinematografico Alfred Hitchcock. Il film era basato sull'omonimo romanzo di Robert Bloch uscito l'anno precedente, i cui diritti di immagine erano stati acquistati dallo stesso Hitchcock praticamente a tempo di record. Il film del regista statunitense fu una vera e propria scommessa personale, anche contro la sua stessa casa di produzione, la Paramount, che alla fine divenne il semplice distributore della pellicola.

The house by the railroad, il quadro di Edward Hopper che ha ispirato l'architettura della casa di Norman Bates
Il romanzo di Bloch, d'altra parte, è uno splendido esempio della più tipica narrativa americana d'azione, ma non solo. Di fatto, ispirandosi alle gesta del serial killer Ed Gein arrestato nel 1957, due anni prima della pubblicazione del romanzo, Bloch introduce gli elementi del noir (l'approfondimento psicologico, in particolare dei personaggi negativi) all'interno del tipico hard boiled, ottenendo un duplice effetto: da un lato una narrazione veloce e appassionante, anche nelle sezioni che approfondiscono la personalità del famoso albergatore Norman Bates, e dall'altro scene truculente, praticamente splatter, che Hitchcock, con grande maestria, rende meno esplicite, ma probabilmente più evocative.
In effetti se la pellicola restituisce come immagini simbolo gli occhi spiritati e il sorriso sinistro di Bates e la lama del suo coltello pronta a colpire, il romanzo di Bolch approfondisce il protagonista a un livello più intenso e intimo, anche grazie alla voce dell'infanzia che convive insieme con le altre due presenti nella sua personalità multipla.
Un libro appassionante che costringe il lettore a leggerlo fino alla fine senza concedergli alcuna tregua.

venerdì 19 agosto 2016

Il germano paltese

Recupero una breve recensione della storia di apertura di Paperino #432 che per molti motivi non ho pubblicato prima o sottoposto su LSB

Poster promozionale della storia in stile cinematografico - via instagram
Inevitabile per un lettore italiano confrontare Il germano paltese(1) di Kari Korhonen con il Detective Donald di Vito Stabile e Carlo Limido.
La storia dell'autore finlandese, però, risulta un'opera unica, parodia del romanzo Il falcone maltese di Dashell Hammett, trasposto una prima volta nel 1931 su pellicola da Roy Del Ruth e quindi nel 1941 da John Huston. In quest'ultima trasposizione il protagonista è interpretato da Humphrey Bogart, che negli anni Ottanta ispirò Carlo Chendi per la creazione di Umperio Bogarto, presente insieme con Paperino e Paperina nell'avventura come protagonista secondario.
Umperio, che grazie alla parodia di Korhonen torna così all'ispirazione originale, viene utilizzato dal fumettista nelle scene iniziale e finale in maniera piuttosto leggera con una caratterizzazione che ricorda quasi Paperoga. D'altra parte il ruolo del detective alla Sam Spade viene assegnato a Paperino, che, supportato da un manuale per investigatori, verrà sfruttato dall'autore per scherzare sui cliché del genere.
Alla fedeltà all'atmosfera del genere contribuiscono anche i disegni: da un lato il tratto inizialmente influenzato da Daniel Branca risulta in questa storia più spigoloso e adatto alle atmosfere noir e hard boiled dell'avventura(2), risultando alla fine una parodia gradevole e divertente.

Don Rosa e Kari Korhonen - via instagram

(1) In originale Maltan Ankka, L'anatra, o anche il papero maltese
(2) Nonostante abbia realizzato oltre 200 storie per il mercato finlandese, Kari Korhonen è poco noto in Italia, con appena una quarantina di storie di cui l'ultima di una quindicina di anni fa e pubblicata in Italia nel 2002. E' pertanto difficoltoso valutare nel modo migliore possibile l'evoluzione nello stile grafico e narrativo dell'autore.

giovedì 28 gennaio 2016

Il terrorista e il professore

Il 27 aprile 1981 [Ciro] Cirillo venne sequestrato dalle Brigate rosse a Torre del Greco. Il suo sequestro, durato 89 giorni, fu al centro di durissime polemiche: a differenza del sequestro Moro, infatti, lo Scudo Crociato optò per la trattativa con i terroristi.
La sua liberazione avvenne tramite intrecci mai del tutto chiariti, che videro probabilmente anche la mediazione di Francesco Pazienza, faccendiere legato ai servizi segreti, e Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata: per quella vicenda l'ordinanza del giudice Alemi nel 1988 chiamò in causa anche Antonio Gava. Vent'anni dopo il suo sequestro, Cirillo concesse un'intervista al giornalista Giuseppe D'Avanzo in cui affermò d'aver scritto la verità sulla sua vicenda ma di volerla rendere nota solo dopo la sua morte; inoltre, disse che una volta tornato in libertà il suo partito gli chiese di farsi da parte e di ritirarsi dalla politica, cosa che egli fece seppur a malincuore.
In un'Italia dove le pentole sono state scoperchiate e tutto ormai sembra corrotto o corruttibile, l'idea raccontata ne Il terrorista e il professore che in qualche modo camorra e brigate rosse siano venuti a contatto, persino collaborando, non è stupefacente.
La vicenda, raccontata dal giornalista Vito Faenza, è semplice e veloce e racconta del rapporto praticamente di amicizia tra un capo camorrista e un brigatista, seppure non attivo sul campo, che si ritrovano in un presunto carcere di massima sicurezza. Al di là delle possibilità dei due di poter sfuggire alla sorveglianza, seppur per poco tempo, assume particolare interesse la descrizione di Faenza del rapporto tra i due personaggi principali del romanzo, a loro modo contemporaneamente traditori e traditi. I due protagonisti, infatti, si rivelano marionette, seppure di livello differente: nonostante una amicizia e un rispetto reali e reciproci, "il terrorista", e con lui le cellule del movimento, viene usato per scopi criminali, i quali però assumono risvolti politici a causa del coinvolgimento di strani "uomini in nero", si potrebbe dire.
La chiave di tutto diventa la consapevolezza del tradimento, dell'essere stati usati, la consapevolezza che il potere, quando vuole, può utilizzare gli ideali degli uomini, trasformarli a suo vantaggio.
La vicenda narrata, come ho successivamente scoperto, è fondamentalmente vera, partendo da un rapimento, quello del democristiano Ciro Cirillo, vicenda, per quel che è possibile, ricostruita e ottimamente inquadrata nel suo contesto storico da Emiliano Di Marco. Non aggiungo nient'altro se non che, quando un romanzo, per quanto presenti elementi fantastici, stimola all'approfondimento, allora è degno di lettura tanto quanto la vicenda che l'ha ispirato.

venerdì 15 gennaio 2016

Un sudario non ha tasche

Lo scambio di battute che state per leggere tra il protagonista, il giornalista Mike Dolan, e una delle sue amanti, April, autodefinitasi una ninfomane e in procinto di sposarsi, è a mio giudizio indicativo non solo dello stile tenuto da Horace McCoy nel romanzo, ma anche della sua rara capacità sia di descrivere la società statunitense, sia di trarre le debite conclusioni sulle possibili scelte future del suo paese:
"Be', tu stai per sposare quel bel ragazzo di Yale, stai per sistemarti e mettere su famiglia. E poi, quando avrai un bel paio di pargoletti, scoppierà la guerra, e i tuoi due bei pargoletti saranno spazzati via dai gas nemici o dalle bombe o da qualcosa del genere. E io sarò all'estero, su qualche campo di battaglia, in questa identica posizione, solo che avrò lo stomaco aperto da una granata e gli avvoltoi staranno già banchettando con le mie budella."
"Lo pensi davvero?"
"Altro che. Ci stiamo preparando. Un branco di stupidi figli di puttana sta facendo di tutto per accelerare la cosa. Ha cominciato Mussolini, e poi è venuto Hitler. Mussolini ha detto agli inglesi di baciargli il culo, e loro ci hanno pure preso gusto. La Lega delle Nazioni fa schifo. E il Giappone si è piazzato dietro l'angolo con un manganello in mano."
"Secondo me non andremo in guerra, noi. La gente è contraria."
"Perché non ci siamo ancora entrati. Vedrai come diventano isterici, tutti quanti, appena sentono l'inno nazionale e vedono le bandiere al vento."
Non dimentichiamo, infatti, che Un sudario non ha tasche è stato scritto nel 1936 e pubblicato in Gran Bretagna nel 1937, circa un paio di anni prima della seconda guerra mondiale. Non è solo questo aspetto a rendere il romanzo una lettura più che consigliata, o lo stile veloce e diretto di McCoy, ma soprattutto il coraggio dello scrittore di denunciare ciò che non va nella società statunitense: corruzione, criminalità, razzismo sono i temi trattati nel romanzo dove spicca indubbiamente la figura di Dolan, giornalista mai domo, quasi una sorta di Peppino Impastato, ma senza l'atteggiamento da giullare.

venerdì 31 luglio 2015

Toxic

Avete mai sognato di fare una vacanza in Islanda? Lì dove il sole tramonta tardi e c'è tanta luce per pensare alla propria vita? Magari quando siete in fuga dalle cattive compagnie, e di certo ne avete di cattive compagnie quando siete un killer croato soprannominato Toxic, il migliore sulla piazza.
E magari vi trovate a sbarcare a Reykjavik con una nuova identità, invischiato in una serie di divertenti equivoci, chiuso tra una donna libertina che non vi avvisa che state vivendo sotto lo stesso tetto con il suo fidanzato (o qualcosa del genere) e tra un predicatore che vi addestra per migliorare le tecniche di combattimento.
Un romanzo che, tra riferimenti più o meno espliciti a Quentin Tarantino, scorre veloce e divertente. Un hard boiled del nord rilassante e, visto il periodo, piuttosto fresco firmato Hallgrimur Helgason.

giovedì 30 luglio 2015

Cielo di sabbia

For me, "All the Earth, thrown to the sky" is the best @joelansdale's novel
Adoro Joe Lansdale. E non solo per la serie di Hap e Leonard, ma anche per i molti suoi romanzi che riescono a spaziare in vari generi. Certo i suoi generi di riferimento principali sono il noir e l'horror, tutti conditi con una buona dose di grottesco e una serie di elementi che, a mio giudizio, fanno di Lansdale l'ultimo scrittore pulp nel senso più ampio della parola.
Cielo di sabbia, però, è qualcosa di più di un tipico romanzo di Lansdale. La sua prosa e il suo stile veloce, asciutto e diretto restano. In questo caso, però, un po' come con In fondo alla palude, Champion Joe si concentra sul momento di passaggio dall'infanzia all'adolescenza, in questo caso rappresentato dalla tragedia che si abbatte, sotto forma di tornado, sui tre giovani protagonisti del romanzo.
Ambientato negli anni Trenta, è un vero e proprio racconto on the road, un percorso attraverso il quale il lettore si addentra nella provincia statunitense e che si trasforma man mano in una sorta di hard boiled "sporco": gangster, schiavismo (non solo verso quelli con il colore della pelle differente!), sfruttamento, sono solo alcune delle tematiche esplorate da Lansdale. Su tutto, però, spicca l'idea della crescita, la ricerca della propria strada, dell'autodeterminazione a dispetto di quanto programmato dagli adulti. E' emblematico, in questo senso, questo passaggio, che è quanto afferma Jane, uno dei protagonisti:

sabato 28 marzo 2015

Tormenta nera

E' notizia recente che Yoshihiro Tatsumi è morto. Come ricordato anche su LSB, Tatsumi è il fondatore del gekiga, il manga serio e adulto rispetto a quello sbarazzino più famoso e diffuso, in sostanza l'equivalente del romanzo a fumetti occidentale.
Come visto all'inizio della serie dedicata ad Astro Boy, Osamu Tezuka è considerato come il "Dio del manga" e tra i suoi allievi è presente anche Tatsumi, che però deciderà di portare la lezione del suo maestro verso un approccio più romanzato. Fondamentale in questo percorso risulta Tormenta nera, hard boiled di stile carcerario uscito nel 1956 dove due assassini, fuggiti grazie a un incidente ferroviario nel bel mezzo di una tormenta di neve, saranno impegnati dalla polizia in una fuga rocambolesca.
Se dal punto di vista giallistico, la risoluzione del mistero è quasi scontata, l'idea forte del romanzo risiede proprio nella fuga e nell'interazione tra i due galeotti, ottimamente descritta grazie allo stile asciutto alla Mickey Spillane opportunamente adattato dall'autore. In questo senso è terribilmente efficace il gioco tra i due fuggitivi, uno ottimista e certo che entrambi riusciranno a salvarsi, l'altro che vorrebbe staccare il braccio a uno dei due per dare all'altro una possibilità di salvezza.
Alla fine la storia risulta una sorta di riscatto dalle ingiustizie e dal proprio passato, un esercizio di stile efficace all'interno di una narrazione veloce, graficamente figlia di Tezuka. In contrasto con questo stile è invece la copertina realistica, realizzata consapevolmente dall'autore in questo modo per enfatizzare la drammaticità e il realismo della storia.

domenica 2 settembre 2012

Distinti saluti, Jack lo squartatore

Torno a scrivere di un fumetto GP grazie a Joe Lansdale, Champion Joe, che insieme con il fratello John e con il disegnatore Kevin Colden, realizza la sua versione a fumetti del racconto di Robert Bloch Distinti saluti, Jack lo squartatore.
E' così che si conclude una delle tante lettere che il famoso Jack aveva inviato agli investigatori di Scotland Yard durante gli efferati omicidi a lui associati. La storia di Bloch, e quindi quella dei Lansdale, si collega con l'altro, leggendario Jack, il Saltatore di cui avevo scritto tempo addietro sempre grazie a un fumetto, in quell'occasione un manga, uscito sempre per la GP. Un anno fa avevo ricordato come, secondo alcune leggende, il Saltatore era emigrato negli Stati Uniti a spaventare le persone in varie città sparse per quel grande paese. Bloch, nel suo racconto, unisce la leggenda del Saltatore con l'efferato Squartatore, che infatti sembra sia ritornato in attività a Cleveland, dove iniziano a venire ritrovati corpi orrendamente mutilati, ovviamente grazie all'azione di un affilato coltello.
A indagare una giovane reporter, Jenny, sir Guy Hollis, figlio di un investigatore di Scotland Yard che si trovò coinvolto negli omicidi di White Chapel, lo psicologo John Carmody. In particolare i primi due si troveranno ad affrontare, faccia a faccia, Jack, un'ombra secca e nervosa che salta da un tetto all'altro con grandissima agilità proprio come il Saltatore. L'assassino, però, sembra cercare di realizzare una sorta di pentacolo magico, forse per preservare la sua esistenza su questa terra, suggerisce Hollis, ma a un certo punto Bloch stupisce il lettore introducendo un elemento della letteratura dell'orrore, quello della bambola assassina: che Jack in realtà sia una bambola animata da chissà quale antica magia?
La soluzione è ancora più incredibile e sorprendente, e il finale è molto hitchcockiano.

lunedì 28 settembre 2009

Bad Chili

More about Bad ChiliFinalmente Joe Lansdale da al suo Hap una compagna perfetta, la simpatica infermiera Brett conosciuta nell'ospedale dove un medico lo manda per poter risparmiare al massimo sulle spese e sfruttare al meglio le terribili assicurazioni che la metà bianca e democratica del Dinamico Duo lansdaliano ha stipulato. Una delle due è quella del suo vecchio lavoro sulla piattaforma petrolifera da cui è finalmente tornato dopo alcuni mesi: la situazione che ha trovato non è semplice. Leonard, il suo amico nero, repubblicano e omosessuale, sta vivendo un momento di crisi: Raul, il suo fidanzato, lo ha lasciato per un motociclista!
I due ancora non sanno quanto questa scelta di Raul influenzerà la loro nuova impresa: dopo i due serial killer di bambini, una nuova discesa nell'abiezione umana attende i due simpatici e irriverenti personaggi di Champion Joe. Infatti sia il Raul sia il suo nuovo fidanzato, che si scoprirà essere un poliziotto infiltrato che poi ha iniziato a fare il gioco sporco insieme proprio a Raul, vengono uccisi e il primo indiziato è proprio il nostro Leonard Pine. Grazie all'amico Charlie, l'unico contatto rimastogli in polizia dopo il coma di Hanson, che si sveglierà dal coma proprio mentre Charlie divorzia dalla moglie, e all'intervento di un investigatore privato, i due amici risolveranno la matassa, scavando nell'oscuro mondo degli snuff movie casalinghi fatti ai danni degli omosessuali, violentati nei parchi di fronte a una telecamerina casalinga nascosta tra i cespugli.