Stomachion

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sabato 25 aprile 2026

Li chiamavano ribelli

Questi facevono la spia ai tedeschi, e facevano arrestare l'ebreo, e facevano arrestare il partigiano, e sapevano di farli ammazzare.
L'hanno fatto per amor di patria? Te lo dico io perché l'hanno fatto! Io ad andare a fare il partigiano andavo in montagna, senza un soldo, non sapevo che fine facevo. Questi, bellini, li avevano messi in divisa, gli avevano dato le ragazze, erano pagati discretamente. L'hanno fatto perché da quest'altra parte non si rischiava nulla e si stava benino!

lunedì 28 aprile 2025

#25aprile: Un paio di cose interessanti

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6 maggio 1945. Sfilata della liberazione in piazza Vittorio Veneto a Torino - via commons
In occasione del 25 aprile di quest'anno, ho condiviso su mastodon un articolo del Post sul perché sia questa la data per celebrare, in Italia, la liberazione dal nazifascismo. Il sottotitolo recitava così:
In quel giorno del 1945 i soldati nazisti e fascisti si ritirarono da Milano e Torino, anche se la guerra continuò ancora
Sono arrivate, su mastodon, alcune precisazioni da parte di @Pare che mi è sembrato interessante e utile riportare su un post per non lasciarle perse nel mare magnum dei social. Eccole di seguito, tolti gli hashtag:

martedì 25 aprile 2023

Mai complice

Ormai giunto da diverse ore a casa dopo il lungo corteo del 25 aprile, forse uno dei più lunghi da quando sono a Milano, stanco, dopo aver scritto alcune note su un fumetto partigiano pubblicato subito dopo la fine della guerra, ci tenevo a scrivere qualcosa anche qui, e quale migliore idea se non proporvi una citazione del presidente parrtigiano per eccellenza, Sandro Pertini?
Amici miei, io non resto un minuto di più su questa sedia se la mia coscienza si ribella. Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione.

domenica 25 aprile 2021

La casa di carta: Bella ciao

Direi che oggi, 25 aprile, giorno in cui si ricorda la liberazione dell'Italia dal fascismo e si festeggia la lotta della resistenza partigiana ha senso scrivere qualcosa sulla seconda stagione de La casa di carta (poi, a Topolino, ci penseremo domani). E il motivo è semplice: gli autori della serie hanno, infatti, scelto Bella ciao, canzone simbolo della resistenza partigiana, come soundtrack della serie. E la cosa, come diventa sempre più evidente nel corso della seconda stagione, ha decisamente senso.
La serie prosegue la storia iniziata nella prima stagione, mantenendo anche la stessa struttura stilistica: i rapinatori continuano a restare asserragliati dentro la zecca di stato, resistendo e stampando, con l'aiuto degli ostaggi, gli euro previsti nel piano del Professore. Ovviamente continua anche la resistenza degli ostaggi, ridotta a pochi elementi capeggiati dal direttore della zecca, Arturo Román.

sabato 25 aprile 2020

Giorgio Perlasca, un uomo comune

In questo periodo di clausura forzata, tra i tanti libri che vengon distribuiti gratuitamente c'è anche un volume a fumetti di cui in particolare oggi mi preme scrivere: Giorgio Perlasca. Un uomo comune di Marco Sonseri ed Ennio Bufi. Edito da ReNoir Comics nel 2011, racconta la storia di Giorgio Perlasca, un italiano che, in Ungheria, salvò all'incirca 8000 ebrei contro i soprusi nazifascisti.
Avendo letto a suo tempo La banalità del bene di Enrico Deaglio, è inevitabile il confronto, per quello che la memoria permette, e le differenze tra racconto giornalistico e narrazione romanzata sono quelle più evidenti.
La storia del salvataggio di una gran quantità di ebrei in Ungheria da parte di Perlasca è, in effetti, ricca di momenti di tensione che si prestano per un racconto narrativo. Perlasca, verso la fine del 1944, si trova in Ungheria, presso l'ambasciata spagnola, alla quale chiede protezione contro i nazisti. Perlasca, infatti, si era rifiutato di prestare giuramento alla repubblica sociale italiana di Benito Mussolini e per questo era diventato sgradito sia ai fascisti, sia ai nazisti, che provarono a trattenerlo. Ed era proprio per sfuggire ai tedeschi che si era rivolto all'ambasciatore di Spagna Ángel Sanz Briz. Perlasca, alla fine, riuscì a convincerlo a fornirgli un passaporto spagnolo, anche saltando quella burocrazia elefantina che accomuna Spagna e Italia: grazie al suo nuovo nome, Jorge, Perlasca e Briz, coadiuvati da alcuni stretti collaboratori di quest'ultimo, riuscirono a trasferire nelle case sotto la giurisdizione spagnola, migliaia di ebrei magiari, che altrimenti sarebbero stati deportati e uccisi dai nazisti, sia quelli locali, sia quelli tedeschi.

giovedì 25 aprile 2019

Cittadini, lavoratori!

Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra Fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i Tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.
- Sandro Pertini

giovedì 25 aprile 2013

Le trozzolarie partigiane

Coerenza è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere
(Sandro Pertini, via falcemartello)

Storie tratte da Pertini di Andrea Pazienza via lospaziobianco

mercoledì 25 aprile 2012

Libertà

La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono.
G.B. Shaw

lunedì 26 aprile 2010

Vietato essere in disaccordo

Questo video mi è stato segnalato da mia sorella. Può essere visto anche sul blog di Piero Ricca, che come vedrete è stato zittito da un tizio che, avvicinatosi alle spalle di Piero, gli ha sottratto il megafono.
A quanto pare, con mia sorella e una nostra amica, siamo giunti giusto poco dopo la partenza (fischiata) di Berlusconi. Abbiamo atteso, invece, l'uscita di Napolitano, la cui partenza è stata applaudita.