Stomachion

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mercoledì 28 agosto 2019

Hong Kong per la libertà

Quella di Hong Kong è un'isola sulla costa meridionale della Cina. E' una regione a statuto speciale, eredità di una storia secolare come colonia britannica iniziata nel 1842 alla fine della prima guerra dell'oppio e conclusasi nel 1997 quando, a partire dall'1 luglio, la sovranità passò dalla Gran Bretagna alla Repubblica Popolare Cinese.
I rapporti con la Cina non sono mai stati completamente tranquilli, non solo per una questione di stili di vita differenti tra quello molto occidentale dell'isola e quello orientale del continente, ma anche di ordine politico, primo fra tutti la possibilità, solo formale, di poter esprimere liberamente le proprie idee politiche. Certo c'era il difetto d'origine quando la decisione di cambiare la sovranità da UK a Cina venne gestita esclusivamente tra le stanze dei bottoni e non attraverso una consultazione referendaria.

mercoledì 19 giugno 2019

Libertà in Filadelfia

Mi dispiace non proporvi più spesso i video realizati da Matt Kibbe con il suo progetto Free the people, ma questo suo giro per le strade di Filadelfia insieme con Nick Freitas mi sembra particolarmente interessante. I due, andando sulle tracce di personaggi come Benjamin Franklin, George Washington, Thomas Jefferson, si interrogano sull'idea di libertà che è stata alla base della nascita degli Stati Uniti d'America. Non è semplice esterofilia, e non solo considerando che quei valori sono stati esportati in tutto il mondo, ma anche un invito a ragionare anche qui in Europa sull'idea di libertà (e su quanto siamo disposti a far sì che anche gli altri abbiano le nostre stesse libertà indipendentemente dal loro luogo di nascita):

martedì 5 febbraio 2019

Arancia meccanica: in difesa delle libertà individuali

Vista l'imminente chiusura di Google+, ho fatto un controllo veloce sul blog per vedere se c'erano pulsantini di condivisione a questo social e quindi ho migrato il profilo associato alla mia firma bloggistica da quello su G+ a quello su Blogger. Fatte le ultime sistemazioni vado a controllarlo e vedo che tra i miei blog c'è anche la partecipazione a Schock Addizionali. Aperto a dicembre 2007 da un amico di giù, ha proseguito a fasi alterne le pubblicazioni per un'annetto circa, per poi non venire più aggiornato. Controllando i miei contributi colà, vedo che ci sono alcune recensioni, così mi è sembrata una buona idea riproporle anche qui su DropSea, iniziando da Arancia meccanica di Anthony Burgess.
Rileggendo la recensione di ormai più di dieci anni fa, lasso di tempo durante il quale non ho recuperato l'Arancia meccanica di Stanley Kubrik (ma 2001: Odissea nello spazio sì e magari vi scrivero qualche riga in futuro), scopro che l'edizione dell'Einaudi aveva anche alcuni contenuti aggiuntivi alla prima edizione originale, come un primo capitolo in più, un articolo di Burgess sul film di Kubrik e un'intervista al regista. Leggendo questi contenuti si scopre che, cosa rara per i film tratti dai romanzi, è lo stesso autore a sottolineare le poche differenze tra il film e il suo romanzo, mentre nell'intervista Kubrik giustifica i cambi effettuati durante la stesura della sceneggiatura, necessari per rendere più chiaro il punto di vista di Burgess, altrimenti impossibile con una trasposizione pedissequa. In questo senso risulta coerente l'esclusione dalla trasposizione dell'ultimo rassicurante capitolo, che Burgess è stato costretto ad aggiungere a causa di pressioni dell'editore.

martedì 17 luglio 2018

La bussola d'oro, ovvero della verità e del libero arbitrio

Quando nel dicembre del 2007 uscì La bussola d’oro, film diretto da Chris Weitz con Daniel Craig e Nicole Kidman, nessuno poteva prevedere che la trilogia cinematografica tratta da Queste oscure materie di Philip Pullman si sarebbe interrotta improvvisamente. Il motivo ufficiale fu la crisi economica del 2008. D'altra parte il risultato al botteghino statunitense fu al di sotto delle attese, ma gli incassi nel resto del mondo sembravano più che sufficienti per sperare nella realizzazione dei due film successivi tratti dai romanzi La lama sottile e Il cannocchiale d'ambra.
Unica voce fuori dal coro fu quella di Sam Elliott, l’attore che interpretava l'aviatore texano Lee Scoresby. Secondo la sua versione, la chiesa cattolica fece una serie di pressioni sulla casa di produzione per bloccare la prosecuzione della trilogia(1), e questo nonostante la versione molto meno anticattolica del film rispetto al romanzo.
D'altra parte nel 2005 era uscito il primo film tratto da Le cronache di Narnia di Charles S. Lewis di chiara ispirazione cattolica, che si era rivelato un buon successo planetario, mentre Queste oscure materie, oltre che con il debole esordio al botteghino statunitense, metteva in discussione non solo il senso della religione, ma anche le autorità ecclesiastiche, in un percorso che vuole portare il lettore attraverso alcuni temi fondamentali della vita.
Dichiarazione d'intenti
Le cronache di Narnia, così come Il Signore degli Anelli di Tolkien, amico di Lewis, sono figlie del loro tempo: le due guerre mondiali, vissute in vario modo dai due autori, influenzarono le due opere, che diventano così un modo per ricordare i valori della pace e del rispetto della diversità. In questo senso sono indubbiamente più giocose le Cronache rispetto al Signore, ma allo stesso modo si possono vedere Queste oscure materie di Pullman.
L’interesse dei nostri tempi si scinde tra le spinte consumistiche e la ricerca di una vita più genuina. In questa dicotomia si inserisce lo scrittore britannico che, in quarta di copertina, afferma:
A me interessa parlare di temi importanti: la vita, la morte, l'esistenza di Dio, il libero arbitrio. Il fantastico non è fine a se stesso, ma sostiene e dà corpo al realismo... Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri. 'Non devi' è presto dimenticato, 'C'era una volta' durerà per sempre.

domenica 8 febbraio 2015

Due parole in libertà

Ieri è stata inaugurata la mostra Siamo tutti Charlie al museo WOW di Milano. Costituita dalle vignette di un nutrito gruppo di fumettisti (alcune di queste erano parte del tristemente famoso volume del Corriere), è stata anticipata da un incontro/dibattito sulla satira. Introdotto dal direttore del museo, Luigi Bona, è di fatto diventato una sorta di non conferenza realizzata a braccio: laddove, infatti, nelle non conferenze classiche (se può esserci qualcosa di classico in eventi del genere!) c'è un foglio di prenotazione o una parete adibita per inserire i propri interventi, in questo caso chiunque aveva voglia o sentiva di dover aggiungere qualcosa all'intervento iniziale di Bona andava sul piccolo palco, impugnava il microfono e iniziava a dire la sua.
Ho seguito il pomeriggio di discussione, organizzato dal museo in collaborazione con il Comitato della Zona 4 di Milano dove ha sede il WOW, e realizzato un piccolo live tweetting sull'account de Lo Spazio Bianco, scattando qualche foto, alcune pubblicate su instagram (sia sul mio account sia su quello di LSB).

mercoledì 4 febbraio 2015

Libertà e verità in matematica

Il modo in cui ci occupiamo ancora oggi di numeri nelle scuole è, sostanzialmente, lo stesso modo utilizzato dai nostri antenati pitagorici, che vedevano i numeri come oggetti concreti, certo, ma in un modo che impediva loro di concepire in qualche modo l'infinito. Nel corso dei secoli l'unico che si avvicino alla rottura del confine con l'infinito fu Archimede, ma nella storia della matematica può essere considerato un caso abbastanza unico di mancato sviluppo soprattutto a causa dell'isolamento dei matematici dell'epoca e dell'evidente differenza di qualità tra il siciliano e i suoi colleghi. Per poter tornare a toccare il muro dell'infinito e servircene in maniera proficua bisognerà attendere l'arrivo di Georg Cantor.
Il matematico tedesco di fatto affrontò i numeri, rivoluzionando la matematica, utilizzando sostanzialmente gli insiemi e la logica, due strumenti che gli permisero non solo di avvicinare, ma addirittura manipolare l'infinito grazie ai numeri transfiniti. A guidare i suoi passi era probabilmente la seguente convinzione:
La vera essenza della matematica è la sua libertà.
Secondo Daniel Bonevac, questo vero e proprio mantra, scritto nel 1883, è emblematico dell'approccio libertario di Cantor alla matematica. Con questo punto fermo, Bonevac prova, allora, a scrivere una teoria della verità matematica, con l'obiettivo di spiegare alcuni fatti più o meno assodati:

mercoledì 25 aprile 2012

Libertà

La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono.
G.B. Shaw

martedì 20 ottobre 2009

Libertà

Si sono messi a strumentalizzare la paura, la speranza, il dolore, i morti: vergogna!
Non avete dignità, non sapete cos'è la nobiltà d'animo, non sapete cos'è la democrazia, non sapete cos'è la libertà!
Siete ancora ed oggi come sempre dei poveri comunisti!
Questo sprint vocale è opera di Silvio Berlusconi ad un comizio a Cinisello Balsamo durante le elezioni provinciali, diretto contro un gruppo di contestatori (a tal proposito non mi sembra molto confortante la battutina Abbiamo anche la contestazione! Evviva!, visto che mi ha fatto pensare al mitico Rat-Man! - vedere il 29.mo secondo - noto non certo per la sua serietà!). Ciò che mi ha colpito di più è il ritenere che gli unici che sanno cosa sia la libertà sono Berlusconi e i suoi accoliti. Esempio di quello che ritiene libertà è, ad esempio, non contestare, mentre è proprio sull'impossibilità di contestare che si sono basati nel passato i regimi dittatoriali, che erano tutto fuorché liberi!
Penso, semplicemente, che la libertà non sia certo né fare quello che si vuole, né un valore politico (tanto che nei paesi avanzati si parla di liberismo e non di libertà). La libertà, semplicemente, si basa sulla capacità di ognuno di noi di poter dire no, senza essere per questo criticati o ritenuti avversari da stritolare e calunniare.