
Strutturato in due parti, nella prima esamina cinque "leggende" come per esempio la questione sul cambiamento del clima senza precedenti o su posizioni decisamente esagerate, ma ancora sostenute da una parte dei movimenti ambientalisti sul pianetà che morirà. La seconda parte, invece, appare nelle premesse più politica e d'azione, ma a ben vedere queste due anime del libro si incontrano e si mescolano in maniera armonica, mostrando come l'azione politica non può prescindere dalle conoscenze scientifiche e viceversa.
L'obiettivo abbastanza evidente del saggio è, alla fine, quello di indicare la strada verso una comunicazione più efficace, almeno per quel che riguarda chi questi temi li conosce e li tratta.
D'altra parte anche chi non è normalmente vicino a tali temi per attivismo, può comunque approcciare il volume, ricco di informazioni, tutte verificabili, che possono indirizzare il lettore verso l'approfondimento autonomo sulla situazione del clima sul nostro pianeta. A tal proposito risultano preziosi i box di approfondimento che toccano alcuni dei temi trattati nel testo vero e proprio fornendo ulteriori spunti di interesse.
Lo consiglierei anche agli scettici (e magari anche ai negazionisti), quanto meno quelli con la mente aperta e disposti a mettere in gioco le proprie convinzioni. D'altra parte lo stile è chiaro e permette a chiunque di entrare senza eccessivi sforzi nella materia. L'origine di questo consiglio nasce da una banalissima constatazione: di fatto racconta la stessa storia politica e scientifica raccontata da Philippe Pellettier in Clima, capitalismo verde e catastrofismo, ma fornendo una lettura del tutto molto più vicina a Lawrence Krauss, ma senza il dettaglio tecnico del saggio di quest'ultimo.
Il paradosso verde, però, non è una lettura in qualche modo conclusiva, ma deve necessariamente essere un punto di partenza. O per meglio dire di ri-partenza.
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