Stomachion

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giovedì 22 gennaio 2026

Di metronomi, pesci nella boccia e altri esperimenti di fisica

Era da diverso tempo che non facevo un bel linkpost dedicato ad articoli tratti dalle riviste scientifiche. In questa nuova uscita ho deciso, però, di concentrarmi su una rivista molto particolare Physics Education, che raccoglie diversi articoli dedicati alla didattica della fisica. In questa occasione ne ho selezionati quattro che ho trovato particolarmente interessanti, segnalati dalla newsletter della IOP cui sono iscritto.
Iniziamo con The ballast metronome di A Agliolo Gallitto, M R Carotenuto, G Termini, O R Battaglia e C Fazio:
Presentiamo un'attività didattica riguardante la realizzazione di un metronomo a zavorra artigianale e l'indagine sperimentale delle sue oscillazioni, che possono essere modificate variando la posizione di un peso mobile lungo un'asta verticale. Lo strumento è dotato di uno scappamento meccanico azionato da un elastico. Analizziamo il sistema meccanico in termini di un pendolo composto. Tuttavia, a causa della presenza dello scappamento e dell'attrito, non considerati nel modello, i dati sperimentali sono considerati solo qualitativamente. L'attività sperimentale proposta può essere facilmente svolta in classe, nel laboratorio di fisica delle scuole secondarie e superiori. Il metronomo a zavorra può essere utilizzato per segnare i tempi musicali, come un metronomo meccanico classico. Inoltre, offre l'opportunità di insegnare/apprendere concetti a livello elementare riguardanti l'energia potenziale elastica, il meccanismo dello scappamento e l'isocronismo del pendolo sfruttato per la misurazione del tempo, contribuendo ad aumentare l'impegno degli studenti nella fisica.
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giovedì 15 gennaio 2026

Le grandi domande della vita: Più grande di quel che sembra

Una delle domande più interessanti sull'universo, che torna spesso in varie versioni (qui ne trovate una) è su quali siano le sue effettive dimensioni.
Secondo la teoria cosmologica più accettata, lo spaziotempo si è espanso e forse si sta ancora espandendo a una velocità superiore a quella della luce. Questo ha come conseguenza che ciò che chiamiamo "universo osservabile", ovvero quello che vediamo dell'universo, è solo una porzione dell'intero universo. Questa porzione, però, possiamo comunque provare a rappresentarla, per esempio con una iconica immagine artistica realizzata da Pablo Carlos Budassi:
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martedì 15 aprile 2025

#MilanoDesingWeek 2025: La libreria della luce

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Quella che state per vedere nel video qui sotto è una delle più belle e significative installazioni mai realizzate nel cortile napoleonico di Palazzo Brera in occasione della Milano Design Week.
Realizzata dall'artista britannica Es Devlin, the library of light è una libreria, i cui libri sono stati donati dalla Feltrinelli, che ruota intorno alla statua di Napoleone. L'installazione, che valorizza la statua stessa, ha diversi riferimenti, iniziando da quello, ovvio, alla libreria infinita di Jorge Louis Borges.
Gli altri sono in qualche modo uditivi: il visitatore, infatti, viene accolto da un sottofondo musicale, una variazione sul concerto per violioni di Beethoven. Nel caso del video ho scelto di mettere in sottofondo l'interpretazione del 1806 della US Marine Chamber Orchestra, rilasciata in pubblico dominio, in luogo della "variazione" composta dai Polyphonia.

domenica 17 novembre 2024

Un esempio di spazio proiettivo

Sarà perché sto cercando, proprio in questo momento (giusto poco prima di andare al cinema...), tra le tante cose, degli esempi per semplificare una serie di definizioni tipiche della teoria dei gruppi, che sfogliando la copia digitale de La strada che porta alla realtà di Roger Penrose (la mia copia fisica è sulla scrivania in ufficio) ho trovato particolarmente interessante e forse anche utile per ispirarmi su come chiarire un paio di concetti l'immagine che trovate qui sotto:
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Questo è probabilmente l'esempio più semplice di cosa sia uno spazio proiettivo, e in questo caso lo spazio proiettivo è il quadro che il pittore sta dipingendo, mentre lo spazio che viene proiettato è il panorama che sta osservando. In termini matematici il pittore sta eseguendo una proiezionie dei punti dello spazio tridimensionale su uno spazio bidimensionale. Ma vista con la vignetta qui sopra è indubbiamente tutta un'altra cosa!

giovedì 4 luglio 2024

Escher in Calabria

Non lo acquisto sempre, Linus, ma il numero di luglio mi ha catturato per il tema dello speciale, Maurits Cornelis Escher. La sua arte di stampo matematico e geometrico è sempre stata particolarmente affascinante, con quei giochi geometrici che richiamano le illusioni ottiche. Però leggiucchiando qua e là il numero (su cui scriverò quasi sicuramente sul Cappellaio Matto), ho scoperto che Escher ha passato una lunga parte della sua vita in Italia. E qui è anche andato in Calabria, ritraendo molti dei luoghi della regione.
Trovate una selezione dei suoi lavori su Fame di Sud e su La Calabria Visione.
Non aggiungo altro (e in ogni caso vi consiglio di dare un'occhiata agli articoli raccolti nella tag dedicata all'artista olandese) lasciandovi con questa semplice incisione di Morano così come la ritrasse Escher agli inizi degli anni '30 del XX secolo:
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mercoledì 22 luglio 2020

Wikiritratti: Giuseppe Castiglione


Le alte montagne offrono splendidi polipori - via commons
Giuseppe Castiglione, pittore e architetto milanese, ha passato quasi tutta la sua vita come missionario in Cina. Nato il 19 luglio del 1688, non portò in Cina solo i valori della religione cattolica, ma soprattutto la sua arte. Venne infatti inviato presso la corte degli imperatori cinesi su esplicita richiesta di Kangxi, che sedeva all'epoca sul trono imperiale.
L'arte e la pittura erano letteralmente nel sangue di Castiglione, erano la sua attività principale: sembra, infatti, che nel 1710, mentre si trovava a Coimbra, in Portogallo, in attesa di imbarcarsi per la Cina, dipinse la cappella del noviziato e due ritratti dei figli della regina, tutti lavori oggi perduti.
Una volta giunto in Asia, ebbe come mecenati gli imperatori della dinastia Qing, in particolare l'imperatore Qianlong che alla morte, il 17 luglio del 1766, proclamò i funerali imperiali in suo onore (l'equivalente dei nostri funerali di stato).
Essendo anche architetto, oltre a dipingere, progettò anche uno dei palazzi all'interno dei giardini imperiali, impreziosito dalle fontane disegnate da Michel Benoist, tutte strutture oggi in rovina, distrutte durante la seconda guerra dell'oppio nel 1860.

domenica 3 maggio 2020

Topolino #3362: Arte e scienza, l'unione fa la forza!

A causa di alcuni interventi sul server, questa settimana l'usuale recensione staccata sul Caffè del Cappellaio Matto non andrà in onda, per cui l'articolo domenicale qui su DropSea dedicato al numero settimanale di Topolino inizia con l'ultimo episodio de La pietra dell'oltreblu. Appena sarà possibile tornare a pubblicare sul blog, provvederò, per completezza, a pubblicare anche lì la sola parte riferita alla saga di Bruno Enna e Alessandro Perina.
Il periodo romano
L'ultima tappa della ricerca dei paperi di ciò che resta dei magici lapislazzuli di Paperello, alias Raffaello Sanzio, avviene in quel di Roma, dove il pittore passò un lungo periodo artistico, dal 1509 fino al 1520, anno della sua morte. In particolare i due autori per l'ultima tappa usano come fonte di ispirazione l'affresco realizzato da Raffaello nel 1511 per conto di Agostino Chigi, Il trionfo di Galatea, conservato presso Villa Farnesina.
Nella mitologia greca, Galatea era una ninfa del mare, figlia di Nereo e Doride. Era innamorata, ricambiata, del giovane pastorello Aci. I due, però, erano visti con invidia dal ciclope Polifemo, innamorato della ninfa. Una sera, dopo aver visto i due amanti in riva al mare, accecato dalla gelosia, e con un modus operandi a lui ben noto, scagliò contro Aci un masso di lava, uccidendolo. Galatea iniziò a versare lacrime disperate, mentre il sangue di Aci sgorgava a fiotti dalla ferita alla testa. Zeus e gli altri dei, mossi a pietà dal dolore della ninfa, trasformarono il sangue di Aci nelle acque del fiume Akis, che sorge dall'Etna e sfocia a Capo Mulini, in provincia di Acireale. Peraltro proprio da quelle parti si trova una piccola fonte sorgiva, nota come "u sangu di Jaci", il sangue di Aci, dal colore rosastro a causa della presenza di ossidi di ferro.
L'affresco di Raffaello mostra Galatea a bordo del suo carro acquatico, una conchiglia trainata da delfini, al centro di una scena di gruppo vivace e affollata di altre figure mitologiche in attegiamenti amorevoli. A parte quest'ultimo aspetto dell'opera, di quelle di Raffaello fin qui riprodotte da Perina, questo trionfo è sostanzialmente il più fedele per quel che riguarda uso dei colori e rappresentazione dei personaggi.
Il committente di Paperello, infine, che non viene mai nominato, ha le sembianze dell'Uomo in arme di Sebastiano del Piombo, uno degli artisti ingaggiati da Chigi per decorare la sua villa. Mentre l'autore del quadro è stato identificato solo negli anni Trenta del XX secolo, l'identità dell'uomo ritratto non è stata ancora ben chiarita: c'è chi ritiene sia il condottiero Luigi Gonzaga, chi lo stesso Chigi. C'è, comunque, da dire che la moda del tempo per i potenti era sostanzialmente la stessa (un po' come ora che tutti i giovani ricchi portano la cresta), come ben si vede dal medaglione che lo ritrae realizzato da Lorenzo Bernini per la Cappella Chigi a Roma. In questo caso, però, i tratti sembrano molto più gentili rispetto a quelli del quadro di del Piombo.

domenica 28 aprile 2019

Topolino #3309: Tenaci fino alla fine

Se la storia di richiamo del numero è la seconda e ultima parte de Il mistero di Acquadombra di Casty, altra storia di richiamo di Topolino #3309 è quella d'apertura, Le disavventure di un papero tenace, scritta da Tito Faraci per i disegni di Giorgio Cavazzano.
Senza mai arrendersi
Quando Carl Barks mise mano a Paperino, iniziò a utilizzarlo come protagonista di storie di ampio respiro: avventure in luoghi esotici alla ricerca di tesori misteriosi o di misteri altrettanto misteriosi. Con l'ideazione di Paperon de' Paperoni, il motore di queste storie diventa il ricco zio di Paperino, o grazie a ricerche ad hoc o tramite spunti completamente slegati dalla ricerca in cui i paperi vengono coinvolti nel corso delle pagine.
Allo stesso modo Faraci spedisce Paperino da qualche parte nel Sud America: Paperone, infatti, riesce a convincere il nipote ad andare alla ricerca della città di Malsuerta. La leggenda, infatti, narra che la misteriosa città e il suo tesoro saranno raggiungibili solo per pura sfortuna, di cui Paperino è, evidentemente dotato. E infatti dopo una serie di divertenti gag, Paperino riesce alla fine ad arrivare a Malsuerta, mostrando la tipica tenacia che gli permette di non abbatersi mai, almeno quando le sue storie vengono scritte da autori bravi e intelligenti come Faraci.
Il segreto della storia, in effetti, è proprio qui: lo sceneggiatore, senza rompere con alcuni cliché molto abusati nell'ultimo periodo, come la sfortuna cronica di Paperino, riesce a rappresentare in maniera non banale il simpatico papero, senza dimenticare comunque di far divertire il lettore.
La storia viene poi impreziosita dai disegni di Cavazzano, sempre efficaci nelle ambientazioni esotiche. Certo in alcune vignette sembrano esserci alcune lievi incertezze, come se i disegni fossero stati completati in fretta, ma ciò non inficia la sempre buona qualità generale delle storie di Cavazzano.

mercoledì 3 aprile 2019

L'Orsa Maggiore e le stelle di van Gogh

La Notte stellata sul Rodano, quadro notturno di Vincent van Gogh, vede protagonista del cielo la costellazione dell'Orsa Maggiore che, come scrivo su Edu INAF, è rappresentata con grande precisione dal pittore olandese. Per cui, come già fatto con l'Ofiuco, anche in questo caso spendo qualche riga per la leggenda occidentale dietro questa costellazione:
Senza mai riposo
La costellazione dell'Orsa Maggiore è presente in diverse culture, anche molto distanti tra loro, il che fa supporre a molti antropologi che l'origine di tale costellazione vada fatta risalire a tempi dell'ordine dei 30000 anni fa, quando in Europa era diffuso il culto dell'orso(1).
Il mito classico occidentale racconta di come Era, dopo l'ennesimo tradimento di Zeus, trasformò la ninfa Callisto in un'orsa poco prima che questa partorisse il figlio del dio, Arcas. Zeus e Artemide, però, decisero di porre i due in cielo, dando così origine alle costellazioni dell'Orsa Maggiore e dell'Orsa Minore. Era ancora una volta ci mise lo zampino e chiese a Teti di scagliare una maledizione contro le due costellazioni, che furono costrette a muoversi continuamente nel cielo senza poter scendere mai a riposarsi sotto l'orizzonte. In questo modo gli antichi spiegavano il perché queste costellazioni erano circumpolari.

giovedì 6 settembre 2018

Introdurre la fisica delle particelle con le arti visuali

Ho scovato su Physics Education un articolo interessante su un progetto che, utilizzando l'arte, introduce agli studenti il meraviglioso mondo delle particelle elementari. Vi propongo una traduzione dell'introduzione e della parte introduttiva al workshop che gli studenti hanno portato avanti nel corso dell'attività.
La scoperta dell'elettrone da parte di Thomson nel 1897 inaugurò un'era di scoperte e di una sempre più profonda comprensione dei meccanismi interni del microcosmo. Questa culminò, 115 anni più tardi, con la scoperta del bosone di Higgs che ha completato il Modello Standard delle particelle. Allo stato attuale, come al tempo di Thomson, ci sono diverse domande aperte che richiedono un breakthrough sperimentale per trovare risposta.
Con questo intellettualmente stimolante stato di cose l'abilità delle arti visuali di attirare ed esprimere potrebbe alimentare la curiosità del pubblico più giovane verso la fisica delle particelle, indipendentemente dagli studi che potrebbero intraprendere in futuro. Ciò è stato confermato durante una collaborazione artistica culminata nella mostra The sketchbook and the collider, dove è apparso evidente che, nonostante le ovvie differenze, entrambe le specializzazioni si occupano di rendere visibile l'invisibile. Gli sviluppi scientifici hanno visto il 'quotidiano' dissolversi nelle interazioni subatomiche accessibili solo esaminando le tracce lasciate in un mezzo opportuno. Un processo specchiato dall'espressione artistica di pensieri, emozioni e intuizioni attraverso la realizzazione di marchi e la manipolazione di materiali.

lunedì 28 maggio 2018

Wikiritratti: Alan Bean

Alan Bean, selezionato come astronauta della NASA nel 1963, è stato il quarto astronauta a mettere piede sulla Luna in occasione della missione Apollo 12, la seconda ad atterrare sulla superficie del nostro satellite.
Gli inizi

Alan Bean sulla Luna
Nato il 15 marzo del 1932 a Wheeler, nel nordest del Texas, di avi scozzesi, Bean visse a Minden, nel nordovest della Louisiana, dove il padre lavorava per la U.S. Soil Conservation Service. Ottenne il diploma superiore nel 1950 presso la R.L. Paschal di Fort Worth, in Texas.
Nel 1955 conseguì la laurea di primo livello (bachelor) in ingegneria aereonautica presso l'Università del Texas di Austin. Successivamente entra nell'aereonautica militare statunitense: in particolare presso la U.S. Naval Test Pilot School ebbe come istruttore Pete Conrad, futuro comandante della Apollo 12. Come scritto in apertura, è stato selezionato nel 1963 come astronauta della NASA.
Selezionato per essere il pilota di comando dell'equipaggio di riserva del Gemini 10, non è riuscito ad ottenere il primo incarico di volo per l'Apollo. Nel frattempo è stato inserito nell'Apollo Applications Program. In quella veste, è stato il primo astronauta a immergersi nel Neutral Buoyancy Simulator e un paladino nel processo di addestramento degli astronauti. Quando il suo compagno astronauta Clifton Williams venne ucciso da un incidente aereo, si aprì un posto per Bean sull'equipaggio di riserva dell'Apollo 9. Fu il comandante dell'Apollo 12 Conrad, che era stato istruttore di Bean, a chiedere personalmente la sostituzione di Williams con il suo ex-allievo.

martedì 15 maggio 2018

Topolino #3259: Speciale Salone del libro di Torino

Insieme con l'edizione regolare di Topolino #3259 era possibile acquistare anche l'edizione speciale cartonata realizzata appositamente per il Salone del libro di Torino contenente la ristampa di alcune storie scelte in funzione dei temi portanti dell'edizione 2018 del Salone stesso: identità, amicizia, scienza, ecologia, arte. Non le tratterò tutte, come faccio anche per gli usuali Topolino, ma mi concentrerò solo su tre:
Nemici con rispetto
Potremmo considerare Dalla parte sbagliata uno dei primi e più interessanti esperimenti di Tito Faraci con la narrazione hard boiled su Topolino. Le didascalie della storia sembrano, infatti, uscire direttamente da uno di quegli sporchi romanzi con i detrctive privati che bazzicano nei bassi fondi, sempre pronti a menare e farsi menare, ma riletti nell'ottica disneyana, quindi per certi versi parodistica. L'esempio più lampante di questo approccio è la terza vignetta della nona pagina, dove Topolino diventa una macchietta dei più beceri cliché per "passare inosservato". Inoltre in un paio di occasioni emerge anche il Faraci di Ridi Topolino, riuscendo così a costruire un mix perfetto tra comicità brillante e atmosfere più serie, il tutto ottimamente composto da un cinematografico Paolo Mottura che pur muovendosi all'interno della griglia classica, riesce a stupire il lettore con delle belle illustrazioni.
E' utile ricordare che un anno dopo l'uscita di questa avventura, che esplora in maniera un po' inconsueta il rapporto tra Topolino e Gambadilegno, arriva nelle edicole italiane il numero zero del Mickey Mouse Magazine, esperimento squisitamente hard boiled mai giunto a una vera conclusione.

giovedì 22 febbraio 2018

La zingara addormentata

Henri Rousseau, la sua opera, la racconta così:
Una negra errante, suonatrice di mandolino, giace con la sua giara accanto (un vaso con acqua potabile), sopraffatta dalla fatica in un sonno profondo. Un leone le passa accanto, la annusa senza ancora divorarla. C'è un effetto di chiaro di luna, molto poetico.

lunedì 3 luglio 2017

Progetta il tuo alieno

Iniziano i lavori sulla versione in italiano di astroEDU. Questo è uno dei miei primi contributi: la traduzione dell'attività sulla progettazione di una vita aliena in grado di sopravvivere su un mondo extra-terrestre. Le indicazioni per recuperare l'attività completa, sia in inglese sia in italiano, sono in fondo al post. Qui le informazioni fondamentali. Buona lettura!
La vita può essere trovata quasi ovunque sulla Terra, dai poli all’equatore, dal fondo del mare a chilometri sotto la superficie, dalle valli asciutte alle acque sotterranee. Nel corso degli ultimi 3,7 miliardi di anni, la vita sulla Terra si è adattata a quasi ogni ambiente immaginabile. Ma cosa rende la Terra così perfettamente adatta a sostenere la vita?
Distanza dal Sole
La Terra si trova nella “zona abitabile” del nostro Sistema Solare, che è la stretta banda all’interno della quale può esistere l’acqua liquida. Se la Terra fosse più vicina al Sole, i suoi oceani evaporerebbero, impedendo l’esistenza della vita così come la conosciamo. Se il nostro pianeta orbitasse più lontano dal Sole, gli oceani congelerebbero e il ciclo dell’acqua che permette la vita sarebbe inesistente.
La “zona abitabile” non è limitata al nostro Sistema Solare: è l’area intorno a ogni stella dove la temperatura è “quella giusta” per l’esistenza di acqua allo stato liquido. Queste zone non sono così fredde da farla ghiacciare o così calde da farla bollire. Per le stelle più calde, la zona abitabile è più lontana dalla stella, mentre per quelle più fredde è più vicina.

mercoledì 11 novembre 2015

Ritratti: Gaspard Monge e Leonardo Siniscalchi

Due figure così distanti nel tempo che solo un folle poteva accostare.
Nelle loro dimostrazioni i matematici greci davano grande importanza agli aspetti grafici: non riuscivano, infatti, a concepire una dimostrazione senza poter abbinare ad essa un qualche disegno geometrico. Gli aspetti grafici nella matematica, però, seguirono grosso modo i canoni dell'antica Grecia per diversi secoli, così per avere una sorta di piccola rivoluzione nella descrizione grafica della matematica bisogna attendere la geometria descrittiva di Gaspard Monge, matematico francese della seconda metà del '700.
Monge non fu il primo a dare centralità all'aspetto grafico in geometria (basti pensare, per esempio, alle proiezioni stereotomiche di Frezier), ma sicuramente fu il più noto e quello cui si paga il maggior debito di riconoscenza.
Gaspard Monge
Monge, nato a Beane nel 1746, fu una delle molte menti geniali che attraversarono la rivoluzione francese, rimanendo indenne quasi a tutti i cambiamenti politici cui assistette. Fu uno studente modello, tanto che venne ammesso alla prestigiosa scuola per ingegneri di Mézières, essendo però figlio di un venditore ambulante non venne iscritto alla scuola per ufficiali, ma a quella per agrimensori e disegnatori. Gli venne, però, permesso di realizzare il progetto di una fortezza a partire da dati osservativi e il giovane, rifiutando di portare a termine i complessi calcoli necessari per tale realizzazione, sviluppò una soluzione per portare a termine il compito utilizzando solo compasso e righello. Utilizzando metodi geometrici classici, eleganti e semplici, Monge contribuì alla soluzione di molti problemi militari, raccogliendo anche molte osservazioni che egli avrebbe poi utilizzato per il testo fondamentale della geometria descrittiva.
Nel frattempo era in arrivo la rivoluzione francese, di cui Monge fu un partecipante attivo: ad esempio nel 1792 fu ministro per gli affari navali e direttore dell'industria di cannoni e polvere da sparo. Nonostante ciò dovette scomparire per un breve periodo durante il Terrore, fino al suo ritorno nel 1794, quando venne eletto professore della neo nata Scuola Normale della Repubblica. E' anche in quest'anno che inizia la stesura di Géométrie Descriptive:
Questo trattato sulla geometria descrittiva è stato scritto per l'uso degli studenti nella prima scuola normale, stabilita dalla legge il 9 Brumario dell'anno 3 (30 ottobre 1794). Questa scuola, che è esistita solo durante i primi quattro mesi del 1795, che aveva l'intenzione di far rivivere l'istruzione pubblica, annientata in Francia sotto il Regno del Terrore (...), aveva come professori(2)
Lagrange, Laplace e lo stesso Monge e un'altra decina a coprire vari campi della conoscenza.
Quando il posto della Repubblica venne preso da Napoleone, Monge, che evidentemente vedeva nel condottiero non un dittatore ma un paladino degli ideali repubblicani, divenne un suo zelante seguace. Una volta caduto Napoleone, ciò causò a Monge la privazione delle precedenti onorificenze e privilegi da parte di Luigi XVIII, fino alla morte in povertà.

sabato 31 gennaio 2015

Magnum Chaos

Tra il 1533 e il 1534 (la data l'ho stabilita supponendo che il testo di riferimento, monco, sia scritto con criterio cronologico) Lorenzo Lotto consegnò al Consorzio della Misericordia Maggiore di Bergamo il cartone in chiaroscuro dell'opera chiamata Magnum Chaos e realizzata materialmente dall'ebanista Giovan Francesco Capoferri. La figura principale è quella di un sole dotato di braccia e gambe e con un occhio al centro. Il Magnum Chaos è un'immagine indubbiamente inquietante, ma al tempo stesso surreale, utilizzata da (o forse di ispirazione per) Grant Morrison in almeno due occasioni: per la creazione di Solaris, l'avversario della JLA in One Million, e per la creazione di Gentry, anche se in questo caso, come rilevo nel lungo articolo di approfondimento su Multiversity, sono da considerare anche alcune ispirazioni alchemiche, che hanno prodotto l'inquietante immagine presente nell'albo.
Gli aspetti surreali del Magnum Chaos di Lotto diventano però evidenti nel video di Rino Stefano Tagliaferro, una animazione nello stile del cinema di Georges Melies:

sabato 20 settembre 2014

Il valore estetico di un dipinto

Il dolore è modulato da fattori cognitivi, tra cui l'attenzione e le emozioni. In questo studio abbiamo valutato l'effetto di distrazione dell'apprezzamento estetico sul dolore soggettivo (...) indotto da stimolazione laser della mano sinistra su 12 volontari in salute. I soggetti sono stati stimolati con il laser in assenza di altri stimoli esterni e mentre guardavano diversi dipinti che avevano precedentemente classificato come belli, neutrali o brutti. La visione dei dipinti precedentemente apprezzati come belli ha prodotto un livello di dolore inferiore (...).
I nostri risultati forniscono la prova che il dolore può essere modulato al livello corticale dal contenuto estetico di stimoli di distrazione.
L'articolo Aesthetic value of paintings affects pain thresholds del gruppo italiano composto da Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea ha vinto l'Ig Noble 2014. Sul loro lavoro vi segnalo un paio di post interessanti: Effects of Art in Lowering Pain Levels e Pain & Paintings: Beholding Beauty Reduces Pain Perception and Laser Evoked Potentials.
L'Italia ha vinto anche un secondo premio, in economia, grazie all'ISTAT
(...) per l'orgoglio di aver preso la guida nell'adempiere il mandato dell'Unione Europea per ogni paese di aumentare la dimensione ufficiale dell'economia della propria nazione, includendo i ricavi dalla prostituzione, dalla vendita illegale della droga, dal contrabbando, e da tutte le altre operazioni finanziare illecite tra i partecipanti volenterosi.
Mi sa che l'Ig Noble per sentirsi fieri di essere imbroglioni non siamo andato a ritirarlo...
Ultima menzione al premio per la fisica, che va al gruppo composto da Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai per aver studiato l'attrito mentre si scivola sulla classica buccia di banana!
Anche quest'anno la matematica, che nei giorni scorsi è stata vista sudare copiosamente, è stata risparmiata, ma non è detto che la pacchia continui ancora a lungo...

sabato 5 luglio 2014

Il pittore che visse due volte

La struttura è abbastanza tipica (forse addirittura abusata, almeno secondo alcuni commenti letti in giro sul web), però Chris Paling riesce comunque a utilizzarla bene: ovvero raccontare la vicenda in parallelo tra passato, inizio XX secolo, e presente, inizio XXI secolo.
Nel passato seguiamo le vicende di T.F. Reilly, giovane e talentuoso pittore londinese, probabilmente dallo stile impressionista, almeno se teniamo fede alle descrizioni dei quadri che ne fa Paling, in particolare di quello che muove tutto il romanzo, sia nel passato sia nel presente:
Autunno. Un giardino recintato da un muro grigio, verso fine pomeriggio. Un lampione (a gas, a guardare bene), spento. Colori tenui nel giardino d'autunno. La promessa dell'autunno nelle aiuole spoglie. La malinconia della vita.
Reilly, in effetti, è interessato a catturare le impressioni del momento e a suscitarle, così, in chi guarda le sue tele. E per ripagare il suo amico barista Mountjoy, si lascia convincere da quest'ultimo prima a organizzare una mostra nel suo caffè, quindi a invitare presso il suo appartamento il famoso critico Gower, che era stato favorevolmente colpito proprio dal quadro d'autunno di cui sopra.
Il problema, per il giovane pittore, è che Gower, dopo la visita al suo studio, sparisce, e viene ripescato alcuni giorni dopo dal Tamigi, ovviamente morto. E nel frattempo il cane del pittore, Nimrod, ha riportato a casa del padrone il portafogli del critico, pieno di 150 sterline, e perso dal ricco mecenate mentre si preparava per una particolare transazione che lo aveva portato ai bordi del fiume londinese.

martedì 11 febbraio 2014

I paralipomeni di Alice: Sam Bleecker

Samuel Bleecker, dopo aver studiato fisica all'Università del Maryland e biofisica molecolare a Yale, ha lavorato ai laboratori Bell in quello che in Italia piace chiamare "reparto di comunicazione", ovvero ha spiegato al pubblico la scienza e la tecnologia sviluppate in uno dei più importanti laboratori scientifici privati al mondo.
Uno dei suoi mai dimenticati amori è però quello per l'arte, e presso la Compton Gallery di Boonton è iniziata il 7 febbraio un'esposizione delle sue opere, tutte di ispirazione scientifica:
I numeri sono le note della sinfonia cosmica scritta in grande.
Essi rivelano ciò che possiamo vedere e, ancor più importante, ciò che non possiamo. Come osserva Ian Stewart: "I modelli naturali non sono lì per essere ammirati. Essi sono indizi vitali per le regole che governano i processi naturali".
I numeri sono le fondamenta della matematica e la spina dorsale di tutta la nostra indagine scientifica, così come una base per interpretare molti dei nostri incontri quotidiani. I numeri codificano ciò che vediamo e sentiamo: le temperature che sperimentiamo, la velocità con cui viaggiamo da casa nostra fino alla drogheria, la distanza che percorriamo o l'altezza che abbiamo scalato durante la nostra ultima escursione in una regione selvaggia.
In sostanza, alcuni vedono il mondo fatto fondamentalmente da nomi, gli oggetti importanti come terra, acqua, sole, aria e le persone come voi e me. Altri preferiscono pensare che i verbi, piuttosto che i nomi, sono alla base della nostra realtà. Le relazioni tra i nomi descrivono più adeguatamente le attività e il significato delle nostre vite.