Secondo la teoria cosmologica più accettata, lo spaziotempo si è espanso e forse si sta ancora espandendo a una velocità superiore a quella della luce. Questo ha come conseguenza che ciò che chiamiamo "universo osservabile", ovvero quello che vediamo dell'universo, è solo una porzione dell'intero universo. Questa porzione, però, possiamo comunque provare a rappresentarla, per esempio con una iconica immagine artistica realizzata da Pablo Carlos Budassi:


L'immagine che, però, trovo più evocativa di tutte è quella realizzata dall'astronomo Brice Ménard, della Johns Hopkins University, e dal designer Nikita Shtarkman, ed è "la mappa dell'universo", The map of the universe:

Come ben specificato sul sito, è stata realizzata solo una fetta del nostro universo a partire dai dati raccolti in 15 anni di osservazioni dal telescopio presso l'Apache Point Observatory nel New Mexico. Anche in questo caso, essendo il nostro punto di osservazione, ci troviamo al centro, o per meglio dire al vertice di quello che, in termini relativistici, potremmo chiamare il nostro cono di luce del passato. E' proprio per questo che la reputo una visualizzazione evocativa e notevole: ci fa realmente capire che, per quanto vasta, quella che vediamo è solo una porzione di ciò che c'è là fuori.
P.S.: ovviamente è possibile realizzare una mappa perfettamente sferica dell'universo utilizzando tutti i dati osservativi, ma è fuor di dubbio che, nell'ottica della relatività di Albert Einstein è più interessante una mappa conica, proprio perché permette di comprendere il legame tra ciò che osserviamo e la luce che è stata prodotta da questi oggetti.
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